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Archive for the ‘Politica’ Category

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Tuscan foodEgocreanet ONG c/o l’Incubatore Universitario Fiorentino,
come socio dell’Associazione Tuscan Food Quality Center
(www.tuscanfoodqualitycenter.com),
promuove l’organizzazione di un workshop sul tema:

ECONOMIA CIRCOLARE ed INNOVAZIONE FRUGALE per ELIMINARE GLI SPRECHI DI CIBO

Il workshop costituisce un seguito all’impegno preso alla conferenza “L’economia circolare per uno sviluppo responsabile nella produzione del cibo”, Firenze 29/30 aprile 2015, che ha analizzato le potenzialità e le opportunità dell’applicazione dei concetti dell’economia circolare in Agricoltura, vd: http://www.eurosportello.eu/sites/default/files/AgricolturaCircolare.pdf
L’incontro intende anche avviare un percorso di sviluppo di possibili iniziative e progetti, anche su bandi di finanziamento in ambito PSR o Horizon 2020, che possano sperimentare ed applicare i modelli, processi e tecnologie presentati.

INVITO :

Cari amici e colleghi vi invito a partecipare e collaborare all’ Iniziativa: “Economia Circolare e Innovazione Frugale per riutilizzare i rifiuti Agricoli e di cibo” che e’ finalizzata a sostenere a livello territoriale la strategia per alimentare il pianeta di EXPO 2015.

L’ evento si svilupperà in tre manifestazioni c/o Villa Montepaldi in San Casciano VDP. (https://www.facebook.com/VillaMontepaldi).

Il Primo incontro si terrà il 23 GIUGNO 2015 ( ore 10.00- 13.00) e gli altri due sono previsti in Settembre e Novembre 2015.

Gli organizzatori sottoscrivono l’ impegno di quanti vorranno promuovere ed investire nella progettazione dell’ innovazione dello sviluppo della Agricoltura locale al fine di valorizzare l’ economia circolare e l’ Innovazione Frugale nel territorio, in modo da produrre alimenti con modalita’ innovative per ottenere una elevata qualita’ nutrizionale e non sprecare un cibo sano e di elevato valore economico e culturale.

Comitato Scientifico (in via di definizione):
Giampiero Maracchi: Presidente Accademia dei Georgofili
Prof. Massimo Vincenzini: Presidente Tuscan Food Quality Center
Prof. Marco Bellandi: Prorettore Università di Firenze
Prof. Giacomo Pietramellara: DISPAA – Università di Firenze

Concept paper – Preliminary info

Innovazione Frugale = in un periodo di crisi strutturale, innovazione è saper trovare soluzioni ingegnose a basso costo, imparando a sfruttare al meglio le risorse a disposizione, per la produzione, distribuzione e vendita di un bene. Nata in India come necessità, da noi è un modo diverso di pensare l’innovazione per favorirne la sostenibilità, in cui la collaborazione fra ricerca e impresa è finalizzata a ridurre i costi dei prodotti alimentari, a semplificare i processi, ed alla riprogettazione dei prodotti e di co- e sub-prodotti per sviluppare un’ economia circolare finalizzata ad evitare lo spreco del cibo.
vd Frugal Innovation: http://www.know-hub.eu/knowledge-base/encyclopaedia/frugal-innovation.html#concept
OBIETTIVI
Economia Circolare – L’idea fondante è incentrata a trovare e divulgare modalità innovative di economia circolare in riferimento al cibo di elevata qualità nutrizionale, basata su ricette di pranzi semplici orientati al minimo spreco di alimenti, senza particolari esigenze di presentazione. Inoltre, si propone di incentivare l’uso agricolo del suolo mediante lo sviluppo di serre e di innovazione frugale in riferimento anche alla agricoltura urbana.
Bio-Economia – Frutta e verdura piegati o fuori di modello vengono gettati via ancora prima di lasciare il campo. I rifiuti alimentari costituiscono un enorme spreco nella vendita al dettaglio dei supermercati e nella ristorazione improntata al lusso. L’ innovazione frugale può migliorare vari funzionalità per eliminare assurdi sprechi di cibo: ad es. le date di scadenza molto spesso non corrispondono alle specificità dei diversi tipi di cibo o di prodotti. A tal proposito segnaliamo come esempio d’ innovazione frugale l’iniziativa FoodCloud, che, come altre similari, mira a limitare i rifiuti alimentari sfruttando il valore sociale delle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione. In particolare, tali iniziative consentono quotidianamente a ristoranti, mercati e supermercati di donare surplus commestibili danneggiati o vicino alla data di scadenza, a organizzazioni di beneficenza che possono offrire questo cibo ancora buono e sano per le persone bisognose.
Tecnologie Emergenti – Ad es. idee per il miglioramento del sistemi intelligenti di risparmio di cibo ed energia come ad es il “Frigorifero Intelligente” per garantire risparmio energetico ed economico grazie ad un utilizzazione di bio-sensori, videocamere ed iterazioni a distanza con smartphone e telefoni cellulari. vd: http://www.regione.emilia-romagna.it/consumatori/notizie/2015/febbraio/cibo-un-201cdiario-anti-spreco201d-e-il-frigorifero-intelligente;
Il Cibo per il Cervello – L’obiettivo di individuare le sfide e le opportunità della ricerca sulla nutrizione personalizzata per stare bene e vivere a lungo per vari tipologie di persone, bambini, donne incinte, sportivi, persone obese, anziani.

Mostra di Egocreanet Q.ARTE, in favore di una strategia culturale per animare la creatività e potenziare l’ innovazione e la responsabilità sociale attraverso l’arte contemporanea.

Call For PAPERS
Gli interessati a collaborare a questa iniziativa, anche a premessa di un successivo progetto Europeo specialmente indirizzato alla collaborazione con i paesi emergenti in Africa (http://centre-for-frugal-innovation-in-africa.nl/) ed altrove nel mondo, possono contattare:

Paolo Manzelli <pmanzelli.lre@gmail.com>
https://www.facebook.com/groups/EGOCREANET/

(Vedi Sintesi di Promozione e valorizzazione della Ricerca nel primo semestre 2015 , di EGOCREANET c/o- IUF/csa-RVI )

NOTA sul significato di INNOVAZIONE FRUGALE
https://www.facebook.com/groups/EGOCREANET/?fref=ts

FRUGAL INNOVATION = JUGAAD INNOVATION (FROM INDI R&D of Micro-enterprises in India) Frugal Innovation means not only “cheap” but the result of eliminating non-quality values as adding costly features.

–> La Innovazione Frugale risponde alla Domanda “Come ambienti complessi e risorse limitate influenzano la possibilità per le imprese e la ricerca di sviluppare valore aggiunto alla produzione integrando tra business e sviluppo sociale, pur riducendo in modo significativo l’uso delle risorse sempre più scarse sia economiche che naturali”. In vero, si tratta di risolvere e anche trascendere, il paradosso di “fare di più con meno”. L’innovazione frugale è una scommessa che diventa necessaria per un “periodo di austerità”, in cui le imprese da un lato sono responsabilmente costrette dai governi a essere eco-consapevoli pur rimanendo capaci di creare nuove offerte accessibili, economicamente sostenibili e di alta qualità. Ancor più che una nuova strategia, l’innovazione frugale necessita un cambio di mentalità per favorire un approccio flessibile che percepisce i vincoli di risorse non come una sfida debilitante, ma come un’opportunità di crescita e di cambiamento.
vd: http://knowledge.insead.edu/innovation/frugal-innovation-a-new-business-paradigm-2375

–> La Innovazione frugale è conosciuta anche con il termine Hindi (nato in India), di “JUGAAD INNOVATION” che può essere tradotto come “l’arte di improvvisare una soluzione in circostanze difficili”. Essa illustra un movimento in crescita nei mercati emergenti che ha consentito una innovazione più veloce a costi inferiori, orientato a soddisfare le esigenze dei clienti che non praticano l’economia del lusso.
–> Oggi l’Economia frugale è una scommessa per sviluppare la creatività imprenditoriale in ogni ambiente in cui le risorse economiche e sociali e naturali sono limitate, cosa che comporta la capacità di rivoluzionare il modo di concepire la futura R & S in sempre più ampi settori della produzione mondiale.

Paolo Manzelli, 12/Maggio/2015, Firenze
egocreanet2012@gmail.com

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di Paolo Manzelli – Presidente Egocreanet <egocreanet2012@gmail.com>

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L’ ECONOMIA CIRCOLARE e’ un’ effettiva risorsa per l’ Italia che voglia cambiare verso nella strategia economica e  sociale, cio’ in quanto i Rifiuti sono uno spreco tanto più dannoso in quanto oggi l’innovazione tecnologica permette di recuperare tantissima materia primaria e di evitare l’ inquinamento, con attivita’ di ricerca ed impresa, preziose per lo sviluppo di un Paese come l’ Italia che è povero di materie prime. L’assurdo comportamento è quello che abbiamo irresponsabilmente tenuto fino ad oggi con la gestione dei rifiuti così come abbiamo visto accadere nella terra dei Fuochi e nell’ invadente sporcizia delle citta’ turistiche, causa prima del loro degrado. La mancanza di una cultura ciclica ci sta pertanto rovinando sistematicamente e cio’ è divenuto del tutto assurdo. Mi domando pertanto quale irresponsabilita’ civile sia da attribuire alla ricerca e sviluppo delle Università e degli Enti di Ricerca pubblici e privati su questo collaborando nel far crescere la responsabilità sociale della ricerca ed dell’ impresa, cosi’ come si propone di stimolare EGOCREANET con la CONFERENZA del 29/30 APRILE 2015 .http://www.edscuola.eu/wordpress/?p=56704;http://www.edscuola.eu/wordpress/?p=56584

La societa’ industriale contemporanea è al limite del collasso per aver perseguito un’ economia lineare ritenendo possibile uno sviluppo economico senza limiti. (1)

L’esaurimento delle risorse naturali della terra,  dell’ acqua potabile e l’inquinamento dell’ aria sono la radice di un sistema di produzione che nel suo complesso rischia di divenire globalmente insostenibile. Quindi nell’ epoca contemporanea si impone con sempre maggiore evidenza la necessita’ di una netta revisione delle opportunita’ di produzione e di business per evitare un ineluttabile collasso economico e sociale di vaste e incontrollabili proporzioni.

A fronte di cio’ recentemente il concetto di “economia circolare” ha guadagnato l’ attenzione politica ed economica mondiale nella ricerca di una visione strategica di lungo periodo che possa mettere a punto una modalita’ efficace per ridurre l’intensità del danno generato della decrescita e dall’ inutile sperpero di risorse naturali al fine di poter rinvigorire l’economia dello sviluppo eco-sostenibile. (2)
Lo scorso 2 luglio 2014 la Commissione europea ha presentato una comunicazione «Verso un’economia circolare: un programma a zero rifiuti per l’Europa» (COM(2014)398), che si basa sul presupposto che da un uso più efficiente delle risorse deriveranno nuove opportunità di crescita e occupazione. (3)

Il modello dell’ Economia Circolare, per non rimanere uno semplice slogan, va ridefinito e sperimentato in termini di business innovativo, di nuovi modelli imprenditoriali, che pongano in evidenza come si possa ricavare un netto vantaggio economico e sociale, dando sviluppo ad una riconversione produttiva, basata su una conoscenza condivisa tra impresa e ricerca capace di :

• favorire un sistema di “cross-fertility” multi-disciplinare e multi-attoriale.
• garantire un management collaborativo finalizzato alla sostenibilita’ ambientale.
• innovare il processo produttivo orientato a rilasciare zero rifiuti.
• integrare l’ economia dello sviluppo in una dimensione “glocale”.

II Modello di business innovativo che risponda a tali assi portanti di un nuovo modello di sviluppo è la scommessa dell’ Economia Ciclica, nella quale le aziende e la ricerca devono ripensare le loro comuni strategie di sviluppo, innovando prodotti, processi e mercati nel quadro della futura economia della conoscenza.

Il fulcro di tale innovazione e’ un complesso “Thinking Design” del management della produzione e sviluppo, necessario a ripensare all’ innovazione circolare di prodotti, processi e mercato.

In Economia Circolare i materiali utilizzati in prodotti commerciabili non sono piu’ visti semplicemente come “prodotti primari” , ma come potenziali attività di riconversione, in quanto ciascuna risorsa andra’ ripensata in modo che essa possa può essere riutilizzata come input in altre catene di valore e di sviluppo.

Le imprese in collaborazione con la ricerca, dovranno superare rapidamente l’ insostenibile modello lineare , del ”take-make-waste” “e quindi riflettere, per ogni area di sviluppo, sul come massimizzare, in un sistema di cross-fertility collaborativo, che dia valore ai molteplici prodotti nella dimensione di favorire una durata temporale consistente in più cicli di vita e di consumo.
Al primo posto per iniziare lo sviluppo dell’ Economia Ciclica è pertanto un programma innovativo di “Thinking Design” fondato sulla ri-progettazione dei prodotti e processi di produzione e sviluppo finalizzati a generare più cicli di vita all’ investimento in risorse naturali ed umane e prodotti primari.

Catturare il valore aggiunto dell’ Economia Ciclica come business innovativo richiede infine anche di fare riferimento a nuovi modelli commerciali che sono collegati a innovazione modulare del sistema di riciclaggio della produzione .

Pertanto i possibili vantaggi della Economia Circolare richiedono un cambiamento responsabile della ricerca e dell’ impresa, pertanto la responsabilità sociale ed ecologica dello sviluppo è l’ atteggiamento fondamentale per passare da modelli lineari a modelli di business circolari tali che diminuiscano celermente l’ impatto ambientale della produzione industriale.

Certamente le barriere allo sviluppo dell’ “Economia Circolare” sono globalmente potenti, proprio in quanto sono determinanti la conservazione di interessi precostituiti, i privilegi, i preconcetti e le limitazioni culturali. La transizione verso un’economia circolare richiede pertanto modifiche sostanziali economiche e culturali integrate che implicano l’adozione di nuovi modelli di mercato, nuove modalità di trasformare rifiuti in risorse, e nuovi modelli di comportamento dei consumatori.

Pertanto per stimolare la complessa trasformazione dell’economia in un’economia circolare, EGOCREANET ONG di R&S si impegna a promuovere iniziative di riflessione e stimolo sulla responsabilita’ sociale della ricerca e della impresa indirizzate sulla ampia comprensione tematica della Economia Circolare finalizzata al rilascio di zero rifiuti. (4)
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Biblio online :

(1) – Collasso Societa’ Industriale:
http://www.caosmanagement.it/182-l-imminente-rischio-di-collasso-della-societo-industriale

(2) Circular Economy : http://www.edscuola.eu/wordpress/?p=56584

(3) COMMUNICATION FROM THE COMMISSION 02/JULY 2014:
http://ec.europa.eu/environment/circular-economy/pdf/circular-economy-communication.pdf

(4) Conferenza Economia Circolare nel settore Agro-Food 29/30 Aprile 2015 Infornazioni in: http://met.provincia.fi.it/news.aspx?n=190989

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Relazione del Prof. PAOLO MANZELLI

Presidente EGOCREANET, egocreanet2012@gmail.com

al Convegno“GREEN BUSINESS” – “ALIMENTA L’IMPRESA”

Promossa dall’Associazione APULIA KUNDI / ARTI – Agenzia Regionale per la Tecnologia e l’Innovazione

27 Novembre 2014 – 24 Gennaio 2015 –

c/o Associazione Biologi Ambientalisti Pugliesi (via Giulio Petroni, 15/F – Bari)

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(http://designcanyon.com/artwork/surreal-artworks-by-igor-morski/)

c/o Provincia di Firenze – 14/12/2012

nella prestigiosa sala Luca Giordano

 Co-organizzato da: QAGI/EGOCREANET / / IUF:

informazioni preliminari e call for papers.

 ARTE & SCIENZA IN QUANTUM TIME è la base delle attività artistiche e culturali di Quantum Art che promuovono i futuri orizzonti  della “eco-economia”.

Motivazioni :

 La Conferenza sul tema “Nuovi Orizzonti di Quantun Art“, esplora le sfide d’innovazione a livello globale ed esamina il ruolo di Arte & Scienza in relazione alle basi trans-disciplinari dell’economia ecologica. L’obiettivo di cui sopra può essere arricchito con l’attuazione e la diffusione della cultura eco-sistemica e la modernizzazione ecologica, utilizzando la creatività della Quantum-Art come vettore per l’attuazione di uno sviluppo innovativo.

La Conferenza di Firenze 2012 fornisce una base concettuale per un modello integrato d’ innovazione culturale e scientifica, al fine di costruire e rendere operativo un quadro di attività artistiche future della Quantum Art, a favore della sostenibilità dell’economia ecologica e per una ristrutturazione complessiva dell’obsolescente cultura meccanicistica.

 In conclusione il “look” della Conferenza fiorentina valuterà la possibilità di arrivare alla profonda innovazione dell’eco-economia, attraverso il rafforzamento del movimento internazionale di Quantum Art. Infatti, con il declino di un’economia basata sugli idrocarburi, la Quantum Art, contribuisce al futuro emergente di un globale sviluppo della “base di conoscenze di bio-economy” (KBBE) incerniata su un grande rispetto per la natura e per la vita.

 Questioni  di rilievo aperte al “call for papers” sono le  seguenti:

 1) – sviluppare innovativi approcci culturali, artistici e scientifici, finalizzati alla necessità di de-carbonizzare e de-petrolizzare la produzione e il consumo della tradizionale industrializzazione meccanica, perché è giunto il momento di riconsiderare le potenzialità energetiche alternative per combinare l’impatto ecologico con un nuovo sviluppo agricolo fondato su  ricerca ed innovazione.

2) – creare un polo d’ innovazione tra arte e scienza nel quadro della ricerca di un più ampio quadro sociologico-ecologico, capace di avviare  una profonda ricostruzione concettuale, in accordo con tutto il mondo istituzionale; tale azione  verra’  focalizzata sulla costruzione di  una grande partnership pubblico-privata internazionale, all’interno del quadro cognitivo integrato tra quantum-art e scienze della vita.

3) – portare avanti una riconcettualizzazione degli stili consumistici e di vita, quale risorsa multifunzionale per lo sviluppo della futura società nel suo complesso. Più in particolare, in tale contesto, l’attività della Quantum Art in Eco-Economy, potra’ agire per incorporare nuovi approcci di creazione di valore, essenzialmente delle PMI, tagliando le spese tradizionali della pubblicità per la vendita di  prodotti, con una azione adatta a sostituire l’ uso e l’ abuso  della reclame nei mass media. Quanto sopra rappresenta una effettiva opportunita’ di economia realizzabile per tramite del management  di un Nuovo Rinascimento contemporaneo in internet , capace di correlare la produttività delle imprese e la Quantum-Art, proprio al fine di favorire lo  sviluppo di un futuro orizzonte di eco-economy in tutta la società globalizzata.

 

Scienziati e/o artisti disposti a partecipare attivamente come relatori o proponenti di performances artistiche alla Conferenza Fiorentina potranno contattare via e-mail i seguenti  organizzatori:

 – Per gli artisti e anche le scienze umane e Economia:

   Roberto Denti < roder53@gmail.com >

– Per gli scienziati, ma anche la scienza-giornalisti e responsabili delle istituzioni ecc. :

   Paolo Manzelli < pmanzelli.lre @ gmail.com >

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Flag Green-Economy N.2 – Daniela Biganzoli(Dab) – 2011

Questa mia Bandiera ha partecipato, insieme ad un’altra, al Concorso sulla Flag Green-Economy, promosso da QAGI, un gruppo interdisciplinare fondato nel 2010 da Roberto Denti. La premiazione della flag vincitrice, N.3 e N.6 ex aequo dell’artista cinese TANG ZHENG,  si terrà a Firenze il 14 Dicembre 2012 nella prestigiosa sala Luca Giordano di Palazzo Medici-Riccardi.

Nella mia Bandiera lo sfondo ci richiama al verde.

La farfalla, simbolo della metamorfosi della natura, indica rinascita, cambiamento. Ci ricorda anche il famoso “Effetto Farfalla”, che tanta importanza ha non solo in campo scientifico ma anche economico.

Le monete, richiamano contemporaneamente l’Economia e la Scienza, grazie al 137 che è il numero che la rappresenta e serviranno ad indicare ogni anno il livello di sostenibilità raggiunto da ciascun Paese.

Il cerchio rappresenta simbolicamente il sole, la successione delle stagioni, la ruota del tempo, e quindi l’ordine naturale dell’universo.

Qui potete trovare tutte le bandiere che hanno partecipato al Concorso.

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Flag Green-Economy N.1 Daniela Biganzoli(Dab) – 2011

Questa mia Bandiera ha partecipato, insieme ad un’altra, al Concorso sulla Flag Green-Economy, promosso da QAGI, un gruppo interdisciplinare fondato nel 2010 da Roberto Denti. La premiazione della flag vincitrice, N.3 e N.6 ex aequo dell’artista cinese TANG ZHENG,  si terrà a Firenze il 14 Dicembre 2012 nella prestigiosa sala Luca Giordano di Palazzo Medici-Riccardi.

Nella mia bandiera si notano le differenti monete che simboleggiano l’Economia dei vari Paesi. Queste nascono come fiori da un grande albero, che ci ricorda il verde, l’ambiente. Un’ambiente che non deve essere sfruttato, ma considerato come una risorsa da gestire con attenzione. L’albero trova la sua stabilità, il suo sostegno nelle forti radici che nascondono al loro interno il 137. Questo numero rappresenta la Scienza che in questa fase di necessario cambiamento deve affiancare l’Economia in questo nuovo percorso più in sintonia con l’uomo e l’ambiente. “Fu Richard Feynman, infatti, a suggerire che tutti i fisici affiggessero una targhetta nei loro uffici e nelle loro abitazioni per ricordarci di quanto poco sappiamo. Sulla targhetta non ci sarebbe stato altro che questo: 137”. (Leon Lederman – La particella di Dio – Mondadori)

La Farfalla verde simboleggia invece la rinascita e simile ad un’aquilone ha una coda che la rende stabile.Questa coda è formata dalle monete che ci indicheranno ogni anno il livello di sostenibilità raggiunto da ciascun Paese.

L’anno potrà essere inserito di volta in volta sopra l’ala della Farfalla-Green.

 Qui potete trovare  tutte le bandiere che hanno partecipato al Concorso.

 

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di Paolo Manzelli<pmanzelli.lre@gmail.com>

CAMBIAMO L’ORIZZONTE LIMITATO  DELLA COMPETIZIONE CONDIVIDENDO L’ INNOVAZIONE, ALTRESI’ la COMPETIVITA’ CONDURRA’  SISTEMATICAMENTE   AL DEGRADO SOCIALE CONTEMPORANEO.

Competizione tra Economia e Societa’
http://www.annastevani.it/gallerie/Vita_di_coppia/images/0504_competizione_80x60.jpg

La competività tra parassiti che mantengono i loro privilegi e speculatori finanziari ci ha portati al disastro socio economico .

Il Prof. Mario Monti fondamentalmente e coerentemente e’ interessato a rimettere in pareggio il bilancio economico e pertanto insiste fiducioso del fatto che “Bisogna puntare sulla competitività”, utilizzando in tal modo una ideologia liberale che puo’ funzionare solo in un sistema di concorrenza idealmente perfetto, ma non in quello imperfetto infestato da parassiti e speculatori com’ e’ quello odierno.

Il ricorso alla competitivita’ estesa a tutto e a tutti, può infatti puo’ temporaneamente il sistema economico, …… ma contemporaneamente tende a non tutelare la produttivita’ ed il lavoro delle imprese, specie quelle piccole e affossare nella miseria gli individui e famiglie economicamente piu’ deboli che sono in crisi e prive di accesso al credito.

Pertanto il prof. Mario Monti , sta travisando il concetto di “equità e sostenibilità sociale”, proprio in quanto persiste a considerare valida la logica della concorrenza, che nelle condizioni attuali di crisi, provoca un “Darwinismo Sociale” sempre più deprivato da ogni sorta di corresponsabilita’ necessaria a favorire la complessità effettiva dello sviluppo socio-economico contemporaneo .

L’ economia liberale, presa come fonte unica d’ ispirazione concettuale, storicamente e’ stata fondata sul concetto di competitivita’, che oggi conduce irrimediabilmente a pesanti ed inaccettabili distorsioni sociali che a loro volta inducono anche la degenerazione morale come conseguenza di un sistema di competizione di tutti contro tutto.

La competitivita’ “Darwiniana”, estesa a livello sociale e’ infatti priva dei dubbi che lo stesso Darwin si pose, comprendendo che l’ evoluzione delle specie non poteva essere sistematicamente dovuta a un sistema di completa competitivita’ tra gli esseri viventi, poiche’ la competizione  doveva naturalmente essere mediata da un più complesso parametro ecologico che Darwin indicò come “Biocenosi” .

Le specie che competono per le stesse opportunita’ dell’ ecosistema, debbono infatti tener conto della variabilita’ delle risorse ecologiche; ad es. le specie di pesci che sono in competizione, non possono escludersi a vicenda secondo l’ unico principo che il pesce più grosso mangia i pesci piu piccoli, proprio perche’ e’ necessario che si compensino relativamente e diano adito alla generazione di nuove specie nella bio-diversità, in modo da poter coesistere complessivamente con la risorsa di base che per tutti i pesci e’ la riproduzione del plankton nel mare.

Oggi il rischio di giungere a degenerare in un “Darwinismo sociale selvaggio“, in merito al continuo e sistematico ricorso al concetto di competitivita’, semplicemente intesa come la propensione a superare gli altri per ottenerne dei vantaggi di profitto di qualsivoglia natura, e’ del tutto deleteria poiche’ e’ altresi’ necessario ricorrere alla collaborazione ed alla condivisione sostenibile delle risorse. Altresi l’ unica prospettiva definita dalla competitivita’ assolutizzata come metodo, conduce a fattori distorsivi sociali irrimediabilmente compromettenti la complessita’ dello sviluppo socio economico contemporaneo, il cui orizzonte di sviluppo e’ strutturalmente fondato sulle frontiere del cambiamento, basate sull’ innovazione tecnologica e sulla creatività sociale.

Pertanto il vantaggio competitivo oggigiorno viene a dipendere da un insieme di fattori di cambiamento sociali ed economici che possono determinare le condizioni di sviluppo locale o territoriale dell’ innovazione e della creatività imprenditoriale, che nel loro complesso debbono divenire favorevoli a gestire la competizione nel mercato globale.
La competitivita’ contemporanea quindi non puo’ essere concepita come un concetto statico separato da criteri di collaborazione territoriale per il cambiamento, in modo da poter correlare la crescita strettamente alla nozione di una effettiva strategia intelligente dello sviluppo socio-economico, intesa come complesso di azioni “non “ piu volte “Darwinisticamente” al raggiungimento di una posizione di nicchia dominante, ma a determinare contemporaneamente lo sviluppo locale sia dei fattori sociali che di quelli economici della produttività e della profittabilità, tali che nel loro complesso inducano il benessere e il lavoro dei cittadini e in specialmodo dei giovani , …. anzichè solo e soltanto al profitto a tutti i costi.

Continuare imperterriti a definire il problema  della crescita socio-economica come quello della competizione è pertanto derivante da una “ossessione ideologica” che pone fiducia cieca in una vecchia ed obsoleta concettualità liberale della competitività, che oggi non e’ solo storicamente sbagliata, ma in vero è pericolosa, perche’ distorce le politiche sociali dell’ ambiente territoriale sociale  in tutta l’ Europa.

Pensare la risoluzione dei problemi strutturali del cambiamento tra la vecchia società industriale e la futura società della conoscenza condivisa, ancora ed univocamente in termini di competitività, porta direttamente o indirettamente a formulare politiche Regionali economiche e del lavoro completamente errate, che si estendono su una vasta serie di problemi sociali , nazionali ed internazionali, che viceversa dovrebbero riuscire nella sfida di migliorare il benessere dei cittadini, la produttività delle imprese e quindi gli scambi commerciali anziche’ di assecondare quelli finanziari e speculativi.

Ricorrere pedissequamente alla competitività e’ quindi sicuramente a una “ossessione ideologica liberale di vecchio stampo“, che finisce per essere realmente illiberale perche’ non definisce appropriatamente le necessità di incremento della produttivita’ “liberata” da un fenomeno dominante che e’ quello della speculazione finanziaria, come in vero e sarebbe  in tutta evidenza necessario per la crescita del sistema socio economico contemporaneo,  in modo da poter iniziare a coltivare una ripresa sostenibile dell’ economia in un quadro di effettiva equità sociale.

Pertanto chiediamo al Prof. Mario Monti ed al suo governo di tecnici, di evitare di pronunciare con contuinita’ fino alla noia, la “retorica della competitività” come panacea di tutti i mali , che ormai e’ purtroppo gia’ tanto diffusa tra la gente, così che giornalisti e ed economisti si trovano a fraseggiare nei Talk Show e nei mass media di competitivita’ come unica “arma di fantasiose battaglie economiche” che purtroppo, proprio per mancanza di coerenza storica con le necessita’ dello sviluppo contemporaneo, si tradurranno in sconfitte sociali in un contesto dove il rafforzamento degli orizzonti dello sviluppo e’ invece direttamente determinato dalla capacità co-operazione tra imprese e ricerca finalizzata all’ innovazione ed al cambiamento.

paolo manzelli <pmanzelli.lre@gmail.com> . Firenze 05/FEB/12

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