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Archive for the ‘Libri’ Category

Chopin-vu-par-moi.-Conversazioni-con-Lucia-Lusvardi

“Chopin vu par moi” è l’ultima creazione letteraria di Rita Charbonnier, scrittrice di romanzi, attrice,  con un passato di studi musicali. Una donna dai molteplici interessi che hanno  permesso una sinergia tale da portare alla creazione di affascinanti opere letterarie stimate non solo in Italia.

Già  in passato ho potuto apprezzare i suoi scritti che mi hanno letteralmente catturata. Oggi “Chopin vu par moi” non fa altro che confermare il suo talento e la sua capacità di trasmettere, in maniera inusuale e piacevole, informazioni culturali spesso poco conosciute.

Ripercorrendo le pagine lette, rivedo Rita adolescente, a Mantova, mentre prende lezioni di pianoforte da Lucia Lusvardi, sua insegnante di musica. Quelle sensazioni percepite durante la lettura e quell’amore che Lucia ha saputo trasmetterle per quest’arte le sento ancora prepotentemente, perché la stessa cosa è successa a me con la pittura. Sono emozioni che il tempo non può cancellare. Il libro infatti nasce da un dialogo fra Rita, ormai donna, e Lucia, sua maestra, sul grande Chopin; in particolare su un saggio,” Chopin vu par ses élèves” di Eigeldinger, al quale la musicista è particolarmente legata.

La Lusvardi, insegnante di pianoforte presso il Conservatorio di Mantova, ci racconta la sua vita strettamente legata alla musica e in particolare l’amore per Chopin, che anch’io condivido, ascoltandolo spesso mentre dipingo. I loro dialoghi ci riportano indietro nel tempo, ad una Mantova molto provinciale, nella quale Lucia, bambina prodigio, veniva invitata nei migliori salotti musicali, dove la cultura era sovrana. Questa fanciulla, considerata una “diversa” per le sue impensabili capacità molto particolari e superiori a quelle degli altri bimbi, ha potuto nutrirsi fin da piccola di un sapere che l’avrebbe sempre accompagnata e aiutata. La sua però era un’esigenza, cibo per la sua anima che sempre più la portava verso Chopin, come se (per chi crede nella reincarnazione), in qualche vita precedente si fossero già incontrati. E’ come se volesse leggere nella sua anima per arrivare alla perfetta esecuzione dei suoi brani, cercando di interpretare esattamente quello che vi era scritto. Dalla sua descrizione ne scaturisce la figura di un uomo dai sentimenti forti e di una dignità potente, però sensibile, spirituale e di grande cultura, come riportano le sue parole. Per Lucia e’ importante che l’interprete dei brani non sovrapponga mai la propria personalità a quella del compositore. Ovviamente questo viene sentito in particolare nel riguardi di Chopin che, io credo, lei percepisca come una mancanza di rispetto nei riguardi di uno straordinario autore di brani che devono arrivare ai nostri cuori esattamente come li aveva concepiti lui.

Mi ha colpito in particolare un capitolo dove Lucia ci descrive il legame con il fratello; un rapporto di armonia, di collaborazione, di intesa reciproca. Li lega anche un aspetto spirituale; suo fratello Franco, medico, lo esprime ampiamente con una vera passione per le discipline orientali che l’hanno avvicinato ad un anziano signore di nome Ramachandra. Anche Lucia incontrò quest’uomo che era stato vicino a Gandhi e ne rimase profondamente colpita. Queste pagine meritano di essere lette con attenzione.  Credo possano farci comprendere come alcune persone, entrando in contatto con la propria essenza più profonda, riescano a sentire, a percepire ciò che la maggioranza non riesce a fare.

Le sue parole mi trasmettono nobiltà d’animo, sempre più difficile da trovare oggi; una donna di grande cultura con un forte desiderio di comunicare le sue conoscenze perché il suo sapere non vada perso ma custodito nei cuori e nella mente dei suoi allievi. Comprendo e approvo le ragioni che hanno portato l’autrice a scrivere un’opera di questo tipo.

Daniela Biganzoli (Dab)

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iaconesi-e-persico-La-Cura-1078x516LA CURA“- http://www.la-cura.it

Questo libro non è rivolto in particolare a chi sta male ma rappresenta un insegnamento per chiunque. Il suo essere scorrevole, diretto, semplice, rende partecipe il lettore che entra in empatia con ciò che gli viene raccontato.

LA CURA” è la storia di un giovane uomo, Salvatore Iaconesi, ingegnere robotico, artista e hacker che scopre all’improvviso di avere un tumore al cervello, un evento drammatico che coinvolge di conseguenza anche  la moglie Oriana, coautrice di questo libro. La terribile scoperta lo mette di fronte ad una realtà crudele; non solo dover affrontare una gravissima malattia con l’impatto psicologico che ne consegue ma essere considerato dalle strutture sanitarie semplicemente un numero, senza considerare che un essere umano  proprio in certe circostanze necessita maggiormente di attenzioni. L’indifferenza dei medici nei suoi confronti che non lo guardano neppure negli occhi, gli rende ancora più insopportabile il percorso che dovrà affrontare, tanto da decidere di abbandonare l’ospedale e di riprendersi la propria umanità. Salvatore, sostenuto anche da Oriana, decide di ribellarsi a tutto ciò, e grazie alle sue conoscenze informatiche crea un sito, ”La cura”, dove pubblica la sua cartella medica chiedendo suggerimenti e aiuti, non solo a medici, ricercatori, scienziati ma anche designer e artisti, insomma a chiunque desideri dare un contributo. Io stessa ho risposto a questa chiamata esprimendomi come pittrice.(http://la-cura.it/espressioni/56d1504f0fd2d/  -Settimo Chakra )

Incredibile è il numero delle persone, più di un milione, che hanno collaborato portando la propria esperienza come malati, come medici o che hanno semplicemente aiutato con parole di conforto, con la loro presenza. Credo che l’unione di tante energie abbia sostenuto, dato coraggio a Salvatore ed Oriana che non erano più soli in questa lotta contro il male. Leggere, valutare, esaminare tutti questi messaggi è stato un lavoro immenso che ha dato però i suoi frutti perché dall’analisi di tutti questi dati ha preso vita il percorso che ha portato alla guarigione di Salvatore; un percorso non lineare, dove contributi differenti hanno lavorato in sinergia vedendo la guarigione da un punto di vista olistico e non solo riduzionistico.

Questa esperienza partita da un evento negativo ha saputo trasformarsi nel suo opposto tanto da generare anche un valore aggiunto, una nuova visione della vita interconnessa con il resto del pianeta. Le riflessioni generate da “La cura” hanno contribuito ad allargare gli orizzonti sulle diverse medicine e a farci comprendere che anche quando la malattia è grave possiamo guarire ritrovando la sintonia con l’universo, risuonando con lui.

http://www.la-cura.it

 sal_grazia

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Albe e tramonti.jpg 2http://www.ibs.it/code/9788866930679/pregnolato-massimo/albe-tramonti.html

Vorrei segnalare l’uscita del libro Albe e tramonti scritto dall’amico Massimo Pregnolato, Professore di Chimica Farmaceutica all’Università degli Studi di Pavia. E’ una raccolta di toccanti poesie che l’autore ha voluto pubblicare insieme ai relativi commenti scritti da amici.

In passato avevo già pubblicato due poesie dell’autore con il mio commento:

“Disallineamenti” :   https://dabpensiero.wordpress.com/2010/06/08/disallineamenti-di-massimo-pregnolato/

“Otto anni di luce”:   https://dabpensiero.wordpress.com/2011/04/03/otto-anni-di-lucedi-massimo-pregnolato/

Buona Lettura!!!

 

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Silenziose_vie_bellezza350pxhttp://www.francescafrazzoli.it/

Come definire l’incontro con questo libro? Amore a prima vista. Un incontro casuale perché frutto di un regalo; anche se nulla avviene per caso, e qui parlerei di un vero e proprio evento sincronico. È arrivato nelle mie mani in un giorno speciale, ricco di piacevoli sorprese.
Immediatamente l’attraente copertina ha catturato la mia attenzione, è arrivata al mio cuore. Dopo la lettura di poche pagine ho avuto la conferma che non era un incontro fortuito ma questo libro poteva essere per me e per molti altri una guida spirituale, una via verso la realizzazione di sé stessi. Ciò che colpisce sono le modalità con cui arriva al cuore dei lettori. Non è il solito testo spirituale che spesso annoia o comunque viene percepito distante; al contrario l’introduzione di importanti lezioni di vita in un appassionante romanzo ci insegnano più di mille lezioni.
Le storie dei protagonisti sono simili a molti di noi. Quanti oggigiorno si sono trovati in situazioni analoghe con le stesse difficoltà e paure. Attraverso Le silenziose vie della bellezza ritroviamo un po’ di noi stessi, scopriamo i nostri errori e impariamo a comprenderci e guarirci.
È un libro che si legge tutto d’un fiato perché il lettore immedesimandosi, rispecchiandosi in Stella e Lorenzo, i due protagonisti, è portato ad una lettura quasi vorace.
Definirlo romanzo sarebbe riduttivo, potremmo paragonarlo ad uno splendido abito che valorizza una bella anima; un manuale da tenere sempre con noi per consultarlo appena ne sentiamo la necessità. Spesso, infatti, come ci insegna l’autrice, i nostri pensieri e le nostre parole sono la causa primaria dei nostri mali. Guardare la realtà da un’altra prospettiva può cambiarci la vita e modificarla secondo le nostre aspettative nel rispetto degli altri, vedere la luce nell’ombra.
Potremmo paragonarlo ad un vaso colmo di fiori di loto bianchi; ogni pagina è come un petalo che va a ricomporre questi preziosi doni dell’Universo, simboli di purezza, intesa come stato dell’anima e della mente.

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Viviamo in un’epoca di continui cambiamenti  spesso difficili da accettare e gestire, anche se inevitabili e numerose volte decisamente vantaggiosi. Questo avviene  a causa della chiusura verso il nuovo, verso ciò che non conosciamo, soprattutto da parte delle persone meno giovani.  E’ il caso degli e-Book che lentamente stanno modificando il nostro modo di leggere. Il libro elettronico rappresenta il futuro, ne siamo ormai consapevoli ma facciamo fatica ad accettare questa realtà. Io stessa quando penso alla lettura mi vedo mentre sottolineo o scrivo a margine sulle pagine ritenute quasi animate e a volte consumate. Ma ci si deve  adeguare al progresso e riconoscere i lati positivi del cambiamento. Proprio poco tempo fa ho cercato disperatamente tra miei libri uno che mi era necessario per lavoro; credo di aver guardato ovunque senza successo salvo ritrovarlo quando ormai non mi serviva più. In un caso come questo se avessi avuto il libro in formato elettronico lo avrei avuto a disposizione in pochi minuti. Per di più, cosa importantissima, l’e-Book  è ecologico riducendo il consumo di carta e inoltre permette all’autore di poter modificare, aggiornare un testo altrimenti imprigionato in un foglio di carta.

A proposito di e-book vorrei segnalare La strana giornata di Alexandre Dumas , un romanzo accattivante letto tempo fa, della scrittrice Rita Charbonnier, uscito in versione digitale da pochi giorni. L’autrice ha aggiunto dei contenuti al libro, una vera e propria riedizione arricchita da illustrazioni. In appendice si trova un capitolo, tradotto personalmente dalla Charbonnier, delle Memorie di Dumas padre, inedito in Italia. Sempre nel mio blog potete trovare un post relativo alle mie riflessioni dopo la lettura del romanzo e uno riguardante l‘intervista alla scrittrice.

Un romanzo basato su una storia vera

Parigi, 1843. Alexandre Dumas è un famoso autore di teatro, ma non ancora il romanziere in grado di appassionare schiere di lettori alle avventure dei suoi Moschettieri. Ed è superstizioso: crede nel potere degli amuleti e degli astri. E decide di andare da un astrologo.

Incappa in un’anziana astrologa che tutto sembra tranne una veggente: è troppo raffinata, troppo eccentrica, troppo loquace, e soprattutto sembra conoscere Dumas fin troppo bene. Quella donna, Maria Stella, ha attratto a sé lo scrittore con l’inganno. Vuol raccontargli la storia della propria vita perché lui la eterni in un romanzo.

In effetti la biografia della vecchia signora contiene tutti gli ingredienti del feuilleton: scambi nella culla, nobili natali, falsi genitori… nei suoi racconti rivive il mondo dell’Opera, quello della grande nobiltà europea… e non mancano aspetti più profondi: un difficile rapporto tra madre e figlia, l’evoluzione spirituale di una donna che, da bambina abbandonata, in balia delle proprie paure, si è trasformata in una persona salda e consapevole.

Dumas, “sequestrato” da Maria Stella per un’intera giornata nel corso della quale ascolta i suoi discorsi, legge i suoi diari, mangia ottime pietanze alla sua tavola e beve il suo tè inglese, è affascinato dalla sua personalità, ma più volte prova il desiderio di andarsene e mandarla al diavolo.

Lo farà? Scriverà il romanzo sulla vita di quella strana donna?

L’Autrice

Rita Charbonnier ha debuttato nella narrativa nel 2006 con La sorella di Mozart, romanzo tradotto in cinque lingue e pubblicato in dodici Paesi, tra i quali USA, Canada e Filippine. Sono poi usciti il presente romanzo, La strana giornata di Alexandre Dumas (pubblicato in cartaceo da Piemme nel 2009) e Le due vite di Elsa (Piemme, 2011), un dramma storico-psicologico sulla ricerca di sé a dispetto del contesto opprimente (l’era fascista, una famiglia superegoica). Tutti i romanzi dell’autrice esplorano tematiche di individuazione della propria specificità all’interno di un gruppo che tenta di massificare e imporre le proprie regole. Charbonnier ha anche pubblicato diversi racconti in raccolte e articoli in riviste, soprattutto di teatro, e ha scritto soggetti e sceneggiature per la televisione. Ha inoltre lavorato in teatro come attrice e cantante e non di rado presenta i propri romanzi nella forma del reading musicale.

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Con piacere pubblico la poesia dell’amico Massimo Pregnolato, seguita dal mio commento.

Nel buio quella notte
Accendevano il campo
Quelle lucciole complici
Del mio e del tuo mutamento
Forze, energie, incanalate qui dentro
Luogo anonimo e fondamentale allo stesso tempo
Luogo d’amore
Porta per l’eterno.

Massimo Pregnolato

 


Esistono luoghi incantati, pervasi di energie, di vibrazioni positive; territori circoscritti dove è il cuore a guidarci con prepotenza.

Nella poesia, le lucciole che intonano “serenate luminose” all’unisono creano lo sfondo di un bellissimo quadro, dove l’amore è protagonista assoluto, capace di generare coesione e sinergia dinamica. Attorno tutto sembra svanire, perdere consistenza per i due cuori palpitanti che si “intrecciano”nell’unità della coscienza aspirando a un infinito senza tempo e senza spazio.

Daniela Biganzoli


Altrettanto bella è la poesia “Disallineamenti” del medesimo autore, pubblicata tempo fa sul mio blog.

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di Paolo Manzelli ; LRE@UNIFI.IT, www.edscuola.it/lre.html;www.wbabin.net

“La rigenerazione del pensiero in proposito delle strategie di sviluppo ha una importante indicazione nella strategia di OPEN INNOVATION per l’ innovazione diffusa in sistemi complessi di cambiamento .

Il termine “Open innovation” nasce nel 2003 come strategia descritta nel libro con un titolo “Open innovation: the new imperative for creating and profiting from technology”, dell’ autore Henry Chesbrough, professore e direttore esecutivo del “Center for Open Innovation at Berkeley”.

Tale strategia e’ indicata come ottimale per superare, facendo rete, la crisi epocale della struttura produttiva della vecchia società industriale che ha avuto nella competizione aziendale delle filiere merceologiche e nella scienza suddivisa in discipline il suo paradigma di sviluppo .

Oggi la globalizzazione dell’ economia ed i processi di ricerca scientifica hanno acquisito una complessita’ tale cosi’ che il nuovo tipo di sviluppo dovra’ assumere una struttura reticolare, dove la competitivita’ viene gradualmente sostituita da una stretta ed ampia collaborazione tra ricerca ed impresa, al fine di co-organizzare una innovazione di sistema finalizzato a delineare un nuovo modello di sviluppo eco-compatibile.

Nell’ ambito di questa transizione, tra la obsoleta società industriale e la futura società della conoscenza condivisa, fondamentale risulta essere il ruolo del flusso delle conoscenze che producono innovazione di sistema con modalita’ adatte a permettere la valorizzazione interattiva della condivisione di conoscenze e quindi capace di riorganizzare la formazione nel settore della promozione e del management dei processi innovativi.

Pertanto è necessario attivare nuovi e significativi modelli di comunicazione interattiva per sistemi di impresa e ricerca a rete che si evolvano sulla base di concetti di collaborazione condivisa e inoltre di ampia diffusione delle conoscenze scientifiche e tecnologiche piu avanzate.

L’ Open Innovation e’ pertanto una strategia impostata su principi ispiratori della innovazione diffusa che necessita di aziende e insiemi di ricerca che decidano di rendersi effettivamente disponibili a condividere contributi sulla base di interessi reciproci allo scopo di raggiungere prestazioni capaci di superare la crisi strutturale contemporanea.

Gli intermediari catalizzatori della “Open Innovation” per lo sviluppo della innovazione diffusa e lo scouting di nuove idee, sono prevalentemente organizzati come enti o associazioni “No-for Profit “, che mettono a disposizione di imprese a gruppi di ricerca , piattaforme di comunicazione on line, per valorizzare la condivisione della relazioni e delle conoscenze, perseguendo l’ obiettivo di mettersi al servizio delle comunità regionali per ottenere i necessari finanziamenti di una intermediazione fortemente articolata, tesa a correlare imprese con differenti caratteristiche di produzione e aggregare sistemi di ricerca con modalita trans-disciplinari.

L’attività degli intermediari e’ pertanto decisiva per predisporre il terreno alla diffusione di una nuova cultura d’impresa in quanto l’ innovazione di sistema non può prescindere dalla formazione di un management on line capace di interpretare e disseminare l’innovazione diffusa come sistema alternativo di sviluppo che modificando i criteri tradizionali di competitivita’ aziendale necessita innanzitutto di una peculiare attenzione promuovere relazioni solidali sia economiche che sociali capaci di ripensare e avviare nuovi modelli e strategie di business .

La gestione dell’ emergente cambiamento della organizzazione territoriale basato su strategie di collaborazione tra impresa e ricerca ha il suo fulcro nelle modalita’ piu’ adeguate per acquisire fiducia reciproca; per tale ragione la “sensibilita empatica” diviene uno strumento manageriale indispensabile per gestire una visione di sviluppo relazionale basato su sistemi di interconnessione reticolare.

Pertanto EGOCREANET/LRE ed i collaboratori della Community le “5i” , propongono di focalizzare ulteriormente i criteri dell’ OPEN INNOVATION, sotto il profilo dell’ innovazione relazionale in modo da valorizzare l’ Intelligenza Strategica Empatico Sociale al fine di realizzare processi d’ innovazione in modo consapevole . Facendo riferimento al libro di J.Rifkin sulla “Civilta della Empatia” in merito alla necessità di trasformare situazioni critiche in straordinarie opportunità , proponiamo a quanti lo ritengano opportuno di co-organizzare un prossimo Workshop sul tema :

“Open and Emphatic Innovation “ allo scopo di imparare assieme come valorizzare l’ innovazione in modo da dare sviluppo a comunita’ in rete tra ricerca ed impresa, su ampi settori della riconversione imprenditoriale cosi’ da determinare una favorevole convergenza tra bisogni e opportunità mediata dalla “Innovazione Empatica” e favorire lo sviluppo territoriale di sistemi complessi.

BIBLIO ON LINE

http://www.edscuola.it/archivio/lre/economia_di_impresa_a_rete.htm

http://www.edscuola.it/archivio/lre/art_of_innovation.pdf

http://www.edscuola.it/archivio/lre/accelerare_cambiamento.pdf

http://www.toscanaeconomia.it

“Jeremy Rifkin “La civiltà dell’empatia” – Mondadori – Milano 2009

http://en.wikipedia.org/wiki/Empathic_design ;http://faculty.fuqua.duke.edu/~moorman/GeneralMills/Section3/Section3Documents/Spark.htm

https://www.facebook.com/pages/edit/?id=206720226021455&&sk=basic

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Sincronicità di Savador Dalì

Quante volte ci accadono eventi insoliti,  straordinari o incontramo persone che risultano determinanti  per la nostra vita, pensando che tutto sia casuale. Ma nulla avviene per caso, queste coincidenze, queste sincronicità, come le chiamava Jung, sono dei segnali, delle indicazioni più o meno chiare che ci arrivano dall’Universo, offrendoci alcune volte grosse opportunità. Dipende da noi riuscire a vedere questi messaggi, interpretarli.”Il fatto di avere dei “pensieri “ nella mente non significa che essi siano realmente pensieri provenienti da noi, ma semplicemente “percezioni”, che riceviamo  con il canale extrasensoriale, di qualcosa che non appartiene in alcun modo al nostro essere persona.”(Massimo Teodorani-Entanglement-Scienza e Conoscenza).
Purtroppo la nostra cultura Occidentale improntata sulla razionalità, ha forgiato delle menti che sempre meno riescono a percepire sensazioni, intuizioni che provengono da altre dimensioni. Le persone spirituali o gli artisti, avendo  una mente più intuitiva riescono più facilmente a cogliere questi eventi sincronici. Infatti l’arte è stata spesso anticipatrice  della Scienza, indagando territori inesplorati dal comune sentire.
La scienza ci ha regalato tanto, e grazie alla tecnologia ci ha permesso di vivere una vita migliore, ma ha chiuso una porta sul nostro cuore, che dovrebbe recepire direttamente questi messaggi che provengono dall’invisibile, senza passare dagli occhi o dalla mente. Per questo ogni tanto dovremmo concentrarci sulla nostra anima, e probabilmente incominceremmo a vedere oltre quella che noi consideriamo realtà.Vedremmo che non esiste più un prima o un dopo, una causa e un effetto, tutto è presente e interconnesso. Jung stesso diceva”la sincronicità suggerisce l’esistenza di una interconnessione o unità di eventi non  collegati”.

Solo da pochi anni ho capito tutto questo e ho cominciato ad accorgermi di questi segnali e a sfruttarli. Sono sempre più frequenti, non perché sia più fortunata oggi, ma perché sono più attenta e sensibile a tutto ciò che mi circonda. La vita frenetica, soprattutto delle grandi città, non ci permette più di soffermarci a pensare, a riflettere, semplicemente ad osservare la bellezza di un fiore, facendoci perdere il contatto con l’universo, rendendoci sempre più insensibili. Sta emergendo però sempre più una realtà che presenta legami istantanei, una realtà che gli antichi sentivano, ma non capivano.”Non un universo sterile fatto di gas, sassi, e molecole organiche governate da casuali meccanismi biochimici, ma un universo cosciente che è stato pensato esclusivamente per la vita e l’intelligenza…Basta solo aprire il Libro della Conoscenza alla pagina giusta per trovare l’informazione che cerchiamo, e per farlo possiamo usare solo la nostra intuizione.”(Massimo Teodorani-Entanglement-Scienza e Conoscenza)

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Luca De Felice

MARKETING CONVERSAZIONALE , Dialogare con i clienti attraverso i social media e il Real-Time Web di Twitter, FriendFeed e Facebook 

Il Sole 24 Ore

Con piacere vi segnalo l’uscita di questo libro, la cui promozione mi sta particolarmente a cuore per due buoni motivi;il primo è che sono la madre dell’autore e secondo, a pag.65 del libro si parla del mio blog. Non aggiungo altro, sperando che possiate scoprirlo dalla sua lettura. Per comprenderne le tematiche trattate, assolutamente attuali, e di interesse per chi è avvezzo a servirsi quotidianamente delle Rete vi rimando alle parole dell’autore, riportando qui sotto un suo articolo.(http://www.professionisti24.ilsole24ore.com/art/Professionisti24/Management/2010/03/MKTG_CONV.shtml):

Cos’hanno in comune Reply, Hoepli, Barilla e Webank? Apparentemente nulla, visto che appartengono a quattro settori completamente differenti. In realtà ciascuna di queste aziende rappresenta, con modalità eterogenee, un caso d’eccellenza nell’applicazione degli ormai noti strumenti che contraddistinguono il fenomeno Web 2.0.
Reply, società di consulenza, ha creato la piattaforma di social networking TamTamy, utilizzata internamente per agevolare la condivisione di esperienze e competenze tra colleghi ed esternamente per presentare le proprie soluzioni o fornire reportage degli
eventi a cui partecipa.
Hoepli, libraio ed editore, ha creato già da qualche anno il proprio digital store Hoepli.it, che integra strumenti di social shopping e motori di highlight e raccomandazione. A questo affianca un blog di successo (digitare su Google “blog libri” per credere) e un
servizio di social customer care su Facebook.
Barilla, nota azienda alimentare, ha deciso di aprire il dipartimento di ricerca e sviluppo di Mulino Bianco all’intelligenza collettiva degli utenti: in nove mesi sono state raccolte 1.800 idee, 1.900 voti e 15.000 commenti. Coinvolgimento, creatività e passione sono le prime sensazioni che si provano accedendo al sito
www.nelmulinochevorrei.it.
Infine Webank, la Banca online del Gruppo Bipiemme, interagisce con gli utenti in maniera strutturata e attenta tramite strumenti di microblogging come Twitter e FriendFeed, promuovendo costantemente la propria identità digitale. La forza di Webank sta nell’essere presente in ogni conversazione che la possa riguardare, più o meno lontanamente.
“I mercati sono conversazioni” diceva Cluetrain Manifesto. Oggi le conversazioni sono diverse, hanno una caratteristica in più: avvengono in tempo reale. Le aziende descritte stanno operando in un contesto più sfidante rispetto a quello che si è affermato nel corso degli ultimi anni con i tradizionali social media, come blog e wiki. Il web, oltre a essere partecipativo, è infatti diventato real-time. E il Real-Time Web non ammette errori o ritardi: se si è deciso di esserci e di mettersi in gioco bisogna seguire le conversazioni, prepararsi a essere chiamati in causa, rispondere alle domande, replicare e spiegare, il tutto in presa diretta. Non si parla più con brand impersonali ma con individui che rivestono specifici ruoli in azienda; non esistono più canali o situazioni aziendali ufficiali, esistono solo persone ufficiali con i loro canali e le loro situazioni.
Ascolto, dialogo e cognizione divengono quindi basilari: più che mercati, le conversazioni in tempo reale rappresentano la nuova anima del commercio. E il
marketing conversazionale diventa il giusto mezzo per interpretarle.

L’articolo è di Luca De Felice (www.lucadefelice.com), autore del libro “Marketing conversazionale. Dialogare con i clienti attraverso i social media e il Real-Time Web di Twitter, FriendFeed e Facebook“. Il libro fornisce una guida pratica per comprendere in ottica aziendale i trend emergenti descritti nell’articolo, attraverso la rivisitazione di teorie organizzative classiche, evidenze empiriche, case history e interviste alle aziende citate.

Altre informazioni sull’autore le potete trovare sul Corriere della Sera di oggi, a pag.45(http://archiviostorico.corriere.it/2010/marzo/19/Luca_fiducia_nelle_aziende_italiane_co_9_100319085.shtml), in un interervista (“Il lavoro che cambia “di Massimo Sideri-“Luca e la fiducia nelle aziende italiane-Non c’è bisogno di scappare per la carriera), dove Luca racconta la sua storia, il suo rapporto con il lavoro, a 5 anni dalla Laurea in Ingegneria gestionale.

Altre informazioni direttamente sul suo Blog “I have an iDEa.

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Rovescala, un delizioso paese nei pressi di Pavia, ospita presso la Biblioteca Comunale, la Prima Collettiva di Arte Quantistica, durante tutto il mese di Marzo; in particolare, Domenica 21 alle 15.30 si terrà un dibattito.La Relazione introduttiva sarà tenuta dal Prof.Massimo Pregnolato, presente anche come artista, oltre che come scienziato.Le sue parole cercheranno di rendere comprensibili a tutti, i concetti della Fisica Quantistica  e dell’Arte che trae ispirazione proprio da questa materia così ostica ma affascinante al tempo stesso.

 Partecipanti:

Dario Allocca, Daniela Biganzoli, Donadella Casolari, Gabriele Cavagna, Elisabetta Denti, Roberto Denti, Anna Paola Desiderio, Luca Navarri, Massimo Pregnolato e Franco Tarantino.

La Mostra, alla quale parteciperò esponendo anche due mie opere(12) è stata organizzata e pensata dall’artista Roberto Denti, che in collaborazione con vari pittori, ma non solo, cercherà di diffondere questa nuova  visione dell’arte a 360°.Anche la poesia e la scrittura saranno contemplate all’interno del Manifesto, creato sempre da Roberto già nel 2008, e oggi arricchitosi.”Manifesto che vuole essere il primo passo verso una forte interrelazione fra scienza, arte e società al fine di operare un cambiamento reale, sostanziale e non solo formale dei rapporti sociali, culturali ed economici. Oggi l’Arte Quantistica annovera molti artisti italiani delle più disparate discipline: la letteratura con i romanzi e le poesie, la scultura, la pittura, la digital art, la fotografia, la cinematografia e, non per ultima, la danza.

L’Arte Quantistica al di là delle rappresentazioni estetiche e formali,  si caratterizza per i valori che intende trasmettere, per la voglia di cambiamento, per il superamento del mondo visto e vissuto a comportamenti stagni e per strutture categoriali: quando parliamo di interrelazione tra arte, scienza e società, vogliamo affermare con forza che il periodo di transizione che stiamo attraversando necessita di una conoscenza approfondita della realtà e di tutti i suoi meccanismi. E questo può avvenire solamente attraverso un dialogo tra scienza, arte e sacro, come la ricerca scientifica ed in particolare la fisica quantistica insegna”.(Roberto Denti)

Alle parole di Roberto aggiungerei quelle dell’amico comune Paolo Manzelli, Direttore del Laboratorio di Ricerca Educativa del Dipartimento di Chimica- Fisica della Università di Firenze e Presidente dell’Associazione Telematica EGOCREANET//ON-N&A, alla quale appartengo, che promuove attività per la divulgazione scientifica on-line, per il superamento di antiquate modalità di pensiero verso nuove cognizioni trans-disciplinari.

“Il cambiamento cognitivo necessita di entanglement(sovrapposizione) della fantasia artistica e della intuizione scientifica per trasfigurare i modelli concettuali, comunicativi ed artistici storicamente acquisiti in precedenza, che vengono trasformati da una proiezione quantistica della creatività umana che ricerca articolate nuove vie di sostenibilità mentale e culturale di dimensione univoca, coerente e trans- disciplinare”.(Prof.Paolo Manzelli)

 

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                       Antonio R. Damasio-L’Errore di Cartesio-Adelphi

L’autore, professore di neurologia di fama internazionale, chiarisce  nella sua opera, con parole accessibili al grande pubblico, concetti che riguardano il rapporto tra cervello e coscienza.
Per secoli la Scienza e la Medicina hanno creduto al famoso dualismo operato da Cartesio. Questa drastica scissione fra mente, la” cosa pensante”(Res cogitans) e  corpo(Res extensa), sta oggi finalmente mostrando le sue infauste conseguenze. Damasio ne è profondamente convinto, accusando la Medicina Occidentale di trascurare la mente come funzione dell’organismo, studiata soltanto quando si affrontano le malattie mentali. Con Cartesio la Medicina subì un sostanziale cambiamento, modificando il suo orientamento”organistico”(la mente è nel corpo), in uso dai tempi di Ippocrate fino al Rinascimento.”Quando l’emozione è completamente esclusa dal processo di ragionamento, come accade in alcune patologie neurologiche, la ragione si scopre essere ancora più difettosa di quando si intromette nelle nostre decisioni, giocandoci i suoi tiri mancini”.
L’errore cartesiano, che portava a trascurare la mente, ha prodotto due conseguenze negative.La prima consiste nel ritardo di decenni verificatosi nel comprendere la mente in termini biologici generali.
La seconda, e a mio parere ancora più grave, consiste nell’efficacia della diagnosi e del trattamento delle malattie.
Ad aggravare l’inadeguatezza della medicina si è aggiunta l’iperspecializzazione che viene sempre più esasperata nella nostra cultura occidentale. Sono completamente d’accordo con l’autore nel considerarla più un danno che un beneficio. Credo in una visione olistica del paziente che permetta di esaminare la malattia in tutti i suoi aspetti, in una medicina che non curi solo i sintomi, ma anche le cause che l’hanno generata e gli stati d’animo di chi la vive. Per questo motivo molte forme “alternative” di medicina hanno sempre più successo. Quella tradizionale, non prestando attenzione all’uomo nella sua interezza crea insoddisfazione, dimenticandosi del contesto culturale e sociale in cui opera. L’autore incoraggia così lo studio della Neurobiologia, soprattutto oggi  in questa “… fase nuova dell’evoluzione, in una fase ricca di pensiero, in cui mente e cervello possono essere insieme scrittori e padroni dei loro corpi e delle società che essi costituiscono”.

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Reale Rischio IV Libro Stagnaro

Sergio Stagnaro REALE RISCHIO SEMEIOTICO BIOFISICOTravel factory

” Nella Monografia è illustrato il nuovo concetto medico di reale rischio semeiotico-biofisico, l’anello mancante e conditio sine qua non della lenta e graduale evoluzione dalle costituzioni semeiotico-biofisiche agli stadi veramente iniziali delle più frequenti e gravi patologie umane, oggi vere epidemie, insorgenti esclusivamente sulla base delle congenite alterazioni istangiche funzionali, geneticamente trasmesse per via materna (ICAEM- α): diabete mellito, ipertensione arteriosa, dislipidemie, tumori maligni, solidi e liquidi, etc.
All’inizio del terzo millennio, si sente urgente il bisogno di dare forma concettuale e operativa ad una nuova, non costosa, efficace prevenzione primaria delle più comuni e gravi malattie, applicabile all’intera popolazione, che possa offrire speranze reali, concrete a tutti coloro che sono a “reale rischio genetico”,  magari in forma latente, indipendentemente dalla presenza, importanza ed intensità dei 300 fattori di rischio ambientali.
In realtà, mediante l’utilizzazione dei nuovi paradigmi semeiotico-biofisici, oggi possiamo intraprendere su vasta scala originali ed effficaci misure di prevenzione contro le più gravi patologie umane, con l’intervento indispensabile dei medici di Medicina Generale, il cui ruolo è di primaria importanza”.(Sergio Stagnaro)

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Connessioni inattese” nasce dalla grande passione e dall’ amore di scienziati, critici d’arte e filosofi per l’ Arte e la Scienza, con l’ intento di trasmettere preziose riflessioni sulla contemporaneità di queste due discipline, apparentemente tanto diverse.
Già dalle prime pagine, pensando appunto in termini di “connessioni“, la mente va a Leonardo, alla sua visione olistica e  nel proseguo della lettura si ritroverà spesso il suo pensiero. Leonardo  infatti, non ostacolato dalla dicotomia anima-corpo, introdotta da Cartesio, non separò  l’ epistemologia dall ‘ontologia e neppure la filosofia dalla scienza e dall’ arte.
La contrapposizione, fra scienza fredda e razionale e arte, emozionale e irrazionale, prodotta dalla visione meccanicista, non esisteva ancora. Come asserisce Kemp, infatti,”…le sue produzioni artistiche sono qualcosa di più che arte: sono parte di una visione che abbraccia un senso profondo dell’ interrelazione fra le cose.”
Una visione alla quale gli autori si ispirano.

Nel libro vengono espressi i fattori essenziali che accomunano oggi le due discipline. Entrambe ormai hanno compreso che non rispecchiano un “vero esterno”, unico e ultimo, ma attraverso infiniti linguaggi, vanno verso una verità più complessa, spinte unicamente dall’ amore per “il Mistero del mondo“.
La produzione scientifica e quella artistica divengono entrambe procedure di rappresentazione semantica del mondo.

Nell’ arte ogni rappresentazione appare frutto dell’ osservatore, ma anche la scienza, con lo sviluppo della fisica quantistica abbandona l’ oggettivismo.

Le connessioni fra arte e scienza sono sempre di più e tutte interessanti. Achille Bonito Oliva, uno degli autori del libro, ci fa presente come l’ arte abbia fatto proprio il Principio di Indeterminazione di Heisemberg (“in ogni rapporto di conoscenza scientifica esiste sempre un margine di impossibile conoscenza”), creando opere frutto dell’ inconscio e del caso.

“Forse il modo migliore di cogliere il nesso tra arte e scienza è proprio grazie ad un termine legato originariamente alla genesi dell’ arte:”immaginazione“. Un  prezioso concetto che Einstein ha spesso ribadito:” l’ immaginazione è più importante della conoscenza”. Dal proseguo della citazione, apprendiamo che l’ immaginazione apre la via ad una comprensione allargata del mondo totalmente diversa dai confini limitati della conoscenza tradizionale…l’ arte (e l’ immaginazione) sono necessarie all ‘impresa scientifica come possibilità di apertura; ma di fatto, è la scienza a dover verificare tali possibilità”.(Alessandro Giuliani)

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  Piemme – La strana giornata di Alexandre DumasRita Charbonnier

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L’autrice tratteggia un bel ritratto dai colori forti di Maria Stella, la protagonista del romanzo, che domina su uno sfondo(contesto storico) che non è però sfumato, insignificante, ma al contrario è preponderante e si alterna, in una sorta di dissolvenza incrociata, con l’altra figura pregnante del romanzo, Vincenza, la madre adottiva. Due donne molto diverse sia fisicamente che caratterialmente, private entrambe dalla nascita dei veri genitori, entrambe con forti personalità. Il loro rapporto si esprime attraverso un conflitto continuo che si risolverà solo alla fine, quando finalmente Maria Stella comprenderà che l’unica vera madre è stata per lei Vincenza, non la donna che l’aveva generata.

La storia delle sue origini e del segreto che l’ha  accompagnata fin dalla nascita verrà raccontata dalla stessa protagonista, ormai anziana, ad Alexandre Dumas, il grande scrittore. Una trama avvincente  nella quale il lettore viene trasportato, fondendosi con la protagonista, percependo la sua realtà, provando le sue emozioni e le sue sensazioni.

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Le domande che leggerete di seguito, in questa intervista esclusiva, sono rivolte a Rita Charbonnier, scrittrice e autrice di due romanzi : La sorella di Mozart(Corbaccio, 2006) e La strana giornata di Alexandre Dumas(Piemme, 2009), uscito da poco e già un successo.

Rita non è solo scrittrice con una grande passione per la musica, ma è stata anche attrice e cantante in teatro e sceneggiatrice. Tutte queste esperienze l’hanno sicuramente arricchita, vorrei, perciò, che da questa intervista emergesse non solo la scrittrice, che già molti apprezzano, ma la donna. Vorrei che venisse alla luce la sua sensibilità, la sua anima, che gli ha permesso di regalarci pagine tanto belle e vere.

Le battaglie che hanno combattuto le due protagoniste dei romanzi, Nannerl e Maria Stella, per affermare i propri diritti, sono quelle di tutte le donne attraverso la storia; come uno specchio ci riflettono il nostro passato e per molte ancora il presente. Il loro grido di dolore, diviene il suo , il nostro; non c’è più separazione, da qui nasce il successo.

 

Talvolta alcune persone hanno un’attrazione inspiegabile per un’ epoca storica, io stessa ho una passione particolare per il ‘600. Ho notato che entrambi i tuoi romanzi sono ambientati nello stesso periodo, quello in cui ha vissuto Mozart. E’ dettato da una scelta precisa ?

Non saprei. La cosa che più mi colpisce, quando incontro una storia che potrei raccontare, è la vicenda umana dei personaggi coinvolti. Prima ho desiderato raccontare la storia della sorella di Mozart, una persona di talento che incontrò grandi ostacoli nell’esprimerlo; in seguito ho desiderato occuparmi di Maria Stella Chiappini, una cantante d’opera che visse metà della sua vita credendo di essere figlia di una donna che non era sua madre. Entrambe le storie, in effetti, sono ambientate tra la fine del ‘700 e l’inizio dell’800. Può darsi che ci sia qualcosa in quell’epoca che mi riguarda profondamente, e di cui non sono del tutto consapevole. Ti ringrazio di avermici fatto riflettere.

Le protagoniste dei tuoi romanzi sono donne; perché riesci a immedesimarti meglio nel personaggio, o ci sono altre motivazioni?

Senz’altro perché riesco a immedesimarmi con più profondità nei personaggi e anche perché, nel raccontare storie di donne che lottano per esprimersi, mi sembra di poter rappresentare le battaglie di molte altre donne, ieri come oggi. Comunque nei miei romanzi ci sono anche dei personaggi maschili importanti, e non sono mica tutti negativi. Al contrario! Ad esempio, il primo marito di Maria Stella, la protagonista del nuovo romanzo, è un grande uomo.

Nannerl e Maria Stella hanno molto in comune: sono due donne istruite, realmente vissute nello stesso periodo storico, entrambe amanti della musica. I loro interessi sono anche i tuoi, musica, canto , teatro; ti senti simile a loro?

Sì, certo. In ognuna di queste donne c’è molto di me; d’altra parte c’è qualcosa di me anche negli altri personaggi dei miei romanzi, sia femminili sia maschili. Lo scrittore non fa che rappresentare il proprio dialogo interno e lasciare che le diverse parti di lui, o di lei, interagiscano nella sua anima prima che sulla pagina. Con tutto ciò, scrivere non vuol dire semplicemente narrare i fatti propri – che nella maggioranza dei casi non possono essere interessanti per tutti. Vuol dire più che altro tentare di essere sinceri, e andare alla ricerca di una verità psicologica.

Le copertine dei tuoi romanzi sono illustrate con opere d’arte; a quali brani musicali, invece, assoceresti i tuoi lavori?

Per Maria Stella sceglierei un’aria di Niccolò Piccinni dall’opera “La Cecchina, ossia la buona figliuola”: “Una povera ragazza”. E’ un’opera non troppo nota, ma che al tempo conobbe una fortuna eccezionale. E’ citata nel romanzo a pag. 145 – ed è anche possibile ascoltarla dal mio sito!
Per Nannerl, invece, sceglierei il Divertimento KV 251 “Nannerl Septett” di Mozart. Wolfgang lo scrisse in onore di sua sorella e glielo dedicò, nel giorno del suo onomastico del 1776; lui aveva vent’anni, lei venticinque. Anche questo brano si trova sul mio sito.

Nel tuo ultimo romanzo Maria Stella ci parla di Astrologia, di tema natale, di ascendente, chiarendo però che non è possibile predire il futuro, l’astrologo può dire solo “in quale gioco è venuto a trovarsi e quali carte ha in mano”. Condividi la sua visione?

Devo ammettere di non essere una cultrice della materia. Non leggo gli oroscopi sui giornali e nei momenti di difficoltà non penso di rivolgermi a un astrologo. D’altra parte, trovo l’astrologia estremamente interessante, anche per lo stretto rapporto che ha con il mito. E in ogni caso, credo senz’altro che non ci sia nulla di prestabilito e che un destino non esista, se non quello che noi stessi ci creiamo giorno per giorno.

Maria Stella comprende, negli ultimi anni della sua vita, che “siamo tutti collegati da lacci invisibili, e che quelle che chiamiamo coincidenze siano nient’altro che le manifestazioni visibili di tali legami.” Cosa ne pensi?

Sono assolutamente d’accordo con il personaggio. Le coincidenze ci colpiscono perché abbiamo giustamente bisogno di sentirci parte di un ordine più ampio, quale che sia; ma spesso tendiamo a pensare che le coincidenze si verifichino perché qualcuno ha disposto le cose “nel modo giusto”. In realtà nessuno dispone gli eventi per noi. Siamo noi stessi a farlo, consapevolmente o meno. E siamo effettivamente tutti parte di un unico organismo; non siamo soli, ma tutti collegati, anche al di là del tempo.

La protagonista del tuo ultimo romanzo pone l’attenzione al presente, al “ qui ed ora”delle filosofie orientali, secondo le quali chi vive schiacciato dal prima e dal dopo non vive la ricchezza della propria anima. E’ un pensiero che condividi?

Certamente. Nel romanzo, Maria Stella si trova di fronte Alexandre Dumas, un uomo ansioso di sapere se lo attende un grande futuro. Lei cerca di fargli comprendere che un grande futuro lo attende senz’altro, purché lui abbia il coraggio di immaginarlo e crearlo a partire dal momento presente. Io stessa ho la tendenza a fantasticare sul futuro e a rimuginare sul passato, e quindi a rimanere come bloccata; quello sul mio comportamento è un lavoro continuo. Forse un po’ più di Maria Stella farebbe bene anche a me…

Grazie Rita.

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