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Archive for the ‘Musica’ Category

ScreenHunter_62 Sep. 07 10.51Egocreanet2016@gmail.com

Tema : Terapia Laser : Equivalenza tra il “campo biofotonico” e l’ “Energia Sottile” nella coerenza della riattivazione dell’energia  della vita .

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La laser terapia , lavorando nell’ intervallo tra 200 e 800 nm, stimola la produzione spontanea di biofotoni favorendo un complesso interscambio di informazioni ed energia di cui i “biofotoni” sono portatori.

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Infatti secondo la “teoria dei Biofotoni” proposta da A.F. Popp, i Biofotoni emessi dal DNA regolano la crescita e la rigenerazione delle cellule e controllano i processi biochimici specifici di ogni cellula rispondendo alle caratteristiche dalla ricostruzione metabolica e catabolica dei tessuti.

I biofotoni pur essendo “quanti di energia coerente” come i fotoni di un laser sono capaci di scambiare informazioni a distanza ma inoltre rappresentano un “carattere morfogenetico” relativo alla costruzione della forma le quali sono indispensabili per avviare la differenziazione cellulare che è alla base della formazione di organi e tessuti biologici.

I Biofotoni così rappresentano, nell’ambito della cellula e dei rapporti intracellulari, un vero e proprio linguaggio elettromagnetico per la trasmissione in codice di informazioni morfogenetiche che attivano  processi enzimatici essenziali per le dinamiche funzionali della vita .(1)

Pertanto abbiamo dedicato un convegno organizzato da Egocreanet il 28 Sett 2017 c/o la Accademia dei Georgofili in Firenze, allo scopo di mettere  in evidenza come i “biofotoni prodotti dal DNA” costituissero una evoluzione biologica del fotoni noti nella fisica, ciò proprio in quanto la loro irradiazione a distanza assume un contenuto di “informazione  morfogenetica” con cui si anticipa la forma dei processi di costruzione biologica che sopravanzano la più immediata e semplice coerenza in fase dell’emissione di fotoni monocromatici ottenuti da laser UV e Visibili come quelli che vengono utilizzati nella laser terapia. Il fondatore della “Teoria Morfogenetica del Biofotoni” e’ stato A.Gurwitsch, un medico Russo che la propose nel 1923. A partire da tali esperienze, come Egocreanet, abbiamo proposto di approfondire le suddette sperimentazioni di Gurwitsch e di altri, perseguendo sul piano teorico una strategia di “trasferimento transdisciplinare  di conoscenze” necessarie a porre in evidenza come l’emissione di “Biofotoni” (ed anche di “Biofononi del suono”) generati dal DNA possa irradiare simultaneamente segnali guida in risposta alle peculiari necessità  sinergiche di “energia ed informazione morfogenetica”, capaci di determinare la crescita e la forma di costruzione dei tessuti biologici delle cellule. (2)

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 In sintesi il DNA è un polimero asimmetrico che come un semicristallo piezoelettrico, svolgendosi, dal nucleo centrale, induce un campo elettrico che attiva gli istoni, (i quali agiscono come bobine) per determinare i modi specifici del ripiegamento della flessibilità del  DNA così da indurre l’espressione di segnali dei particolari geni che vengono esposti, mentre per altri rimane nascosta la probabilità della loro espressione.

Inoltre la doppia elica del  DNA, quando viene aperta, (per la trascrizione in RNA o per la sua duplicazione), si polarizza e diviene una struttura “rice –trasmittente” di biofotoni. Infatti da un lato il DNA si comporta come un attrattore di “eccitoni” emessi dal catabolismo ( es. come sappiamo dalla spettroscopia di assorbimento, la rottura di un doppio legame irradia “eccitoni” di 180 nm mentre più doppi legami in serie ovvero ad anello irradiano frequenze elettromagnetiche nello spettro visibile), così che tale pompaggio di eccitoni provenienti da attività cataboliche, conduce ad accoppiare nel DNA elementi di “informazione epigenetica” ai caratteri di informazione genetica per poi irradiare “Biofotoni contenenti caratteristiche morfogenetiche” dalla sezione della doppia elica che ha una polarizzazione e direzione vettoriale opposta.

Il DNA inoltre si comporta come una “cavita speculare” di spessore di 2.5 mm. e lunga circa un metro; ciò permette di ottenere per risonanza l’“Amplificazione della luce per mezzo dell’emissione stimolata di radiazioni”, trasformando gli “eccitoni” in quanti di luce coerente e monocromatica.

Infine l’interno della struttura della doppia elica del  DNA nucleare, (il quale ha la forma geometrica di “Infinito” e più precisamente di un nastro di Moebius), è percorso da due nano-pori congiunti, contenenti “acqua attivata” , che creano un circuito di accelerazione dei biofotoni il quale permette ai DNA di comportarsi come “laser modulabile” e quindi di ottenere la sovrapposizione quantistica (entanglement) dei Biofotoni così che essi acquisiscono la capacità di trasmissione “non locale” che rende possibile la correlazione a distanza di attività simultanee con altri DNA ed in particolare con il mtDNA. (3)

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Tra le attività simultanee tra nDNA ed mtDNA possiamo annoverare la formazione e lettura di “ologrammi” capaci di perfezionare e distribuire l’informazione morfogenetica. L’interazione tra i due DNA –laser  monocromatici, (i quali  agiscono l’uno come fascio di riferimento e l’altro come fascio segnale), genera sulla parete delle membrane, “ologrammi” i quali sono strutture di “memoria bidimensionale” in quanto  riproducono in ogni loro sezione tutta l’informazione di uno spazio tridimensionale. Infatti gli elettroni delle membrane quando sono colpiti dalle frange di interferenza biofotoniche si eccitano e saltano ad un livello quantico superiore, se sono illuminati ed invece non si eccitano se non vengono illuminati dalla frangia di interferenza dei due laser-biologici.

La decodificazione  dell’ologramma biofotonico così realizzato, avviene tramite la lettura a scanner del fascio biofotonico emesso da il mtDNA –laser, che così riceve informazioni per predisporre l’eventuale “mitocondrio genesi” ovvero per organizzare le sequenze della “apoptosi cellulare”.

Egocreanet ha sviluppato le precedenti concezioni di “biologia quantistica” utilizzando della metodologia transdisciplinare, concepita come lo stadio più elevato di integrazione tra differenti discipline in cui l’innovazione cognitiva  si evolve all’interno di un sistema di concezioni “senza frontiere limitanti la creatività scientifica ed artistica”, che riteniamo indicata per sostenere e integrare i diversi contributi con cui sono interpretate le scienze della vita. (4)

Proseguendo in tale strategia di sviluppo delle conoscenze, riteniamo che grazie allo studio transdisciplinare dei Biofotoni, sia possibile sorpassare le differenze tra concettualità derivanti da prassi antiche e di concezione olistica e quelle della scienza quantistica contemporanea in modo da favorire una sostanziale  equivalenza  tra le attività del “campo biofotonico” e quelle attribuite alla “Energia Sottile” che sono trattate in termini di Prana, Chi, Ki ovvero  Life Energy, al fine di indagare le potenzialità di coerenza della riattivazione dell’energia vitale.

In tale direzione di integrazione transdisciplinare  recentemente si sono potute concepire alcune equivalenze tra le antiche tecniche di guarigione, e le concezioni della scienza, infatti  in occasione degli studi sulla “laser terapia” e dell’“agopuntura” derivante dalla medicina tradizionale cinese ed anche della manipolazione  di biofotoni nella pranoterapia. Infatti in tale contesto di comparazione ed es. è noto che i punti cutanei corrispondenti alla stimolazione dell’ agopuntura hanno una resistività elettrica inferiore rispetto alle altre porzioni della pelle, cioè ostacolano meno il passaggio di correnti elettromagnetiche. Inoltre le stesse zone di attivazione studiate contando i Biofotoni emessi, hanno permesso di constatare che l’irradiazione di biofotonica è maggiore proprio in corrispondenza delle particolari intersezioni di agopuntura o di stimolazione con laser.

In conclusione Egocreanet (ONG) c/o Incubatore della Università di Firenze, si è proposta l’obiettivo di integrare le concezioni di alcune discipline esercitate come medicina alternativa ( ovvero complementare ) le quali fanno  riferimento a concezioni assai antiche come l’ “energia vitale ovvero energia sottile e memorie omeopatiche”,  riconoscendo  la necessità e l’importanza  di trovare utili correlazioni ed equivalenze utilizzando della metodologia transdisciplinare per l’integrazione con la scienza contemporanea. (5)

A tale proposito successivamente al convegno Egocreanet del 28 Sett.2017 , si è costituito un CLUSTER di ricercatori interessati a far emergere le equivalenze cognitive dal confronto delle discipline tradizionali e non convenzionali e dall’esistenza di nuove concezioni emergenti da tale processo di integrazione delle conoscenze.

Quanti desiderano essere coinvolti a collaborare come partner di tale iniziativa potranno contattare Egocreanet inviando un email a : egocreanet2016@gmail.com

 

 

NB: Per sostenere le attività di Egocreanet vedi il Link a Rete del Dono: https://www.retedeldono.it/it/user/login?current=profile-onlus/33268

 

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di Paolo Manzelli

CONVEGNO

BIOFOTONI ED ENERGIA PER LA VITA

28 settembre 2017, ore 9:00÷19:00

Sala delle Adunanze dell’Accademia dei Georgofili, Logge Uffizi Corti, 50122 Firenze

Programma

Alla fine del XIX secolo, la scienza fondamentale aveva scoperto l’elettrone ed il fotone quali onde/particelle quantistiche del campo elettromagnatico. Nell’avvicinarsi alla fine del XX secolo, la vita sociale ed economica senza elettroni e fotoni è quasi impensabile : portano l’elettricità e la la luce nelle nostre case, trasportano la nostra voce lungo le fibre ottiche  che compongono le immagini che vediamo sugli schermi dei nostri televisori e cellulari.
Malgrado ciò il trasferimento delle conoscenze nella comprensione dei sistemi viventi è ancora oggi assai limitata a causa della permanenza di un modello “meccanico della scienza” che di fatto impedisce lo sviluppo della futura società della conoscenza condivisa. Pertanto il tema dei Biofotoni ed Energia per la Vita, (28 Sett 2017 c/o accademia dei Georgofili in Firenze, Programma in: http://www.giulianaconforto.it/?p=7208), coglie un elemento essenziale dello sviluppo delle conoscenze della moderna “biologia quantistica” applicabile all’agronomia sia nella produzione alimentare che ecologica ed alla medicina e la rigenerazione biologica della salute e del benessere.
Per mettere in luce il valore delle possibilità attuali di sviluppo delle conoscenze relative al campo elettromagnetico e la sua quantizzazione il convegno sarà aperto da una commemorazione della creatività di Nikola Tesla. https://dabpensiero.wordpress.com/2017/09/24/arte-quantisticabiofotoni-e-rinnovamento-della-vita-la-colomba-di-nikola-tesla/
Infine sara’ realmente importante dare continuità all’integrazione transdisciplinare di conoscenze ed innovazione emergenti dal Convegno organizzato da Egocreanet (ONG-Firenze). A tale scopo richiediamo di sostenere e far sostenere l’attività di promozione di EGOCREANET sottoscrivendo contributi presso la Rete del Dono.

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Relazione di Daniela Biganzoli (in arte Dab)

dedicata al grande genio Nikola Tesla in occasione della sua commemorazione avvenuta quest’anno al TESLA EXPO 2017 a Perth in Australia. La relazione, con un’opera pittorica,verrà presentata al

Convegno 

BIOFOTONI ED ENERGIA PER LA VITA (Programma)

28 settembre 2017, ore 9:00÷19:00
Sala delle Adunanze dell’Accademia dei Georgofili, Logge Uffizi Corti, 50122 Firenze

La Colomba di Nikola TeslaLa Colomba di Nikola Tesla – Daniela Biganzoli(Dab)- 2017

L’arte, nel suo procedere non lineare, ha subito una trasformazione graduale e progressiva che vede oggi la nascita di una nuova forma espressiva, l’Arte Quantistica. Ritengo che lArte, come diceva Paul Klee, non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che non sempre lo è. L’Arte quantistica fa proprio questo, mostra, evidenzia quello che spesso altri linguaggi non riescono a dire, fornendo una nuova concezione del mondo meno limitativa e condizionante. Quest’arte diviene linguaggio ideale per un cambiamento radicale di paradigma, una visione olistica che cerca di comprendere la realtà delle cose nel suo insieme. Una visione che non è più pensiero individualista ed egocentrico, ma collettivo divenendo un canale veicolante verso un cambiamento radicale della realtà.  La Scienza classica riduzionista, che si basa sulla convinzione di poter smontare ogni cosa per isolarne le singole componenti e studiarle una alla volta, sta attraversando un momento di profonda trasformazione e rinnovamento. È una scienza che non tiene conto che negli esseri viventi il tutto è superiore alla somma delle parti, secondo la visione olistica. Una Scienza Olistica che non sia al servizio del materialismo, degli interessi personali ma operi nel rispetto e nell’amore del Tutto, dell’intero. Mi riferisco ad una visione dove Arte e Scienza entrino in sinergia, lavorino insieme e una sia di aiuto all’altra. Pensiamo ad Einstein che attribuì soprattutto alla musica, sua grande passione, le sue intuizioni scientifiche arrivando a dire che “ I grandi scienziati sono artisti”.

La fisica quantistica sta veramente rivoluzionando l’intera concezione della realtà. Le implicazioni delle scoperte degli ultimi decenni, tuttavia, non hanno ancora nemmeno cominciato a scalfire le nostre convinzioni acquisite ormai da secoli durante tutta l’epoca industriale. La scienza è progredita oltre la nostra capacità di comprendere. Feynman, premio Nobel per la fisica, sosteneva che la nostra immaginazione riesce a comprendere solo la materia, il tempo che scorre verso il futuro e le tre dimensioni. Siamo prigionieri di certi schemi interpretativi da noi stessi creati nel passato. Le impalcature mentali, le ideologie, i concetti, le opinioni, condizionano sempre il nostro agire. Importante è dunque ampliare la nostra visione della realtà fino a comprendere un mondo che supera la nostra immaginazione; per questo è necessaria la collaborazione degli artisti che si affidano alla fantasia, alle intuizioni. Heisemberg, uno dei fondatori della meccanica Quantistica, oltre che premio Nobel per la Fisica, sosteneva che“… gli sviluppi più fruttuosi si verificano spesso ai punti di interferenza tra due diverse linee di pensiero.

Picasso, ad esempio, introdusse, con la sua opera “Les damoiselles d’Avignon” il concetto di Relatività quasi contemporaneamente ad Einstein, che con la sua teoria stravolse la concezione del tempo e dello spazio.

 Le mie opere cercano così di interpretare queste nuove visioni.

Io credo che proprio l’arte  possa essere importante per cambiare vecchie concezioni scientifiche riduzioniste-meccaniche che continuano a manipolare la nostra mente, impedendoci di comprendere la realtà. L’uomo, infatti, può solo interpretare pochissime onde elettromagnetiche che raggiungono i suoi occhi, quindi non è in grado di avere una visione obiettiva. L’artista quantistico, al contrario, si apre facilmente al nuovo, prendendo in considerazione anche ciò che appare inverosimile. Il suo compito è quello di togliere il velo dell’illusione e avvicinare lo spettatore verso una realtà nascosta spesso difficile da accettare. Da sempre l’arte è stata anticipatrice di nuovi modelli intuitivi cercando di superare ciò che ritiene ormai logoro, talvolta anche ripescando in un lontano passato, ma sempre rielaborando in un ottica nuova di immagini. La forza dell’artista  sta proprio qui, non solo nella sua creatività, nella sua intuizione, ma nella capacità di anticipare anche la Scienza, spaziando in territori inesplorati dal comune sentire,  promuovendo la nascita di una nuova coscienza, anche in campo scientifico.

L’arte vede il mondo da un’angolatura eccentrica che le permette di mostrare quello che altri linguaggi non riescono a dire.

Arte e Scienza sembrano non avere punti di contatto eppure già esaminando l’opera di Leonardo ci si rende conto che si avvalgono degli stessi processi di osservazione. Pensiamo ai bambini, prima ancora di impossessarsi del linguaggio, utilizzano il disegno, come tentativo di comprendere il mondo fisico. Le immagini, le forme e i colori costituiscono il mezzo di comunicazione più diretto.

Nel mio caso, come artista, mi esprimo attraverso la pittura, con l’idea che sia dapprima il cuore e poi la mente dell’osservatore ad entrare in sintonia con l’opera e a comprenderne il messaggio.

Per questo scoperte come quelle sui Biofotoni è importante che siano divulgate, trasmesse ai più perché divengano conoscenza comune.

I Biofotoni  furono scoperti intorno al 1920 dal russo Alexander Gurwitsch ma provati scientificamente solo 40 anni fa dal biofisico tedesco Fritz Albert Popp e dal suo gruppo di ricercatori. L’importanza della scoperta fu confermata da scienziati eminenti come Herbert Froehlich e premio Nobel Ilya Prigogine. Siamo nel 2017 ma ancora oggi si parla poco di biofotoni. Come mai? Questo grande scienziato venne da subito ostacolato nelle sue ricerche dallo stesso ambiente accademico, che solitamente non accetta facilmente le nuove scoperte.  A conferma riporto le parole di  Max Planck, altro premio Nobel:“Una nuova verità scientifica non trionfa perché convince i suoi detrattori e fa sì che essi vedano la luce, ma piuttosto perché i suoi detrattori pian piano muoiono, e intanto cresce una nuova generazione per la quale i nuovi concetti sono scontati”.

Secondo  Popp  possiamo  considerare l’uomo come un essere di luce. Siamo più degli atomi e delle molecole di cui siamo composti, ma esseri che emettono, comunicano per mezzo della luce, e  formati dalla luce.

La Luce è importante per la vita in tutte le discipline scientifiche, dalla fisica alla biologia e all’arte stessa. Lo era già per i filosofi greci, per il Medioevo fino ad arrivare a Leonardo da Vinci che ne studiò la geometria e si interessò dell’interazione tra luce e ombra.

LUCELuce”- Daniela Biganzoli(Dab) – Opera Digitale

La materia vivente emette i cosidetti biofotoni, sotto forma di “Quanti Energetici”, che consistono in una luce estremamente debole equivalente a quella di una candela vista ad una distanza di 20 km. I Biofotoni fanno parte dello spettro elettromagnetico visibile (380-780 nanometri) e permettono di scambiare informazioni anche a lunga distanza. La luce nel nostro corpo viene immagazzinata ed emessa dal nostro DNA prendendola  dai raggi solari e dal cibo che mangiamo.

I biofotoni  inoltre presentano una caratteristica incredibile che caratterizza la vita, la coerenza. La coerenza si ha quando i biofotoni vibrano in sintonia, in concordanza di fase e con la stessa frequenza. Gli organismi in buona salute emettono bio-fotoni molto coerenti  mentre gli organismi malati emettono fotoni meno coerenti. Quindi per mantenere la salute ci devono essere bassi livelli di entropia.

Popp ha dimostrato che la luce nel nostro corpo viene immagazzinata ed emessa dal nostro DNA che si trova nel nucleo di ogni cellula. Il DNA è la vita stessa; è la portatrice dell’ereditarietà. Esiste  in tutte le cellule viventi di ogni animale e di ogni pianta della Terra.

I biofotoni però vengono emessi soprattutto dal cosìdetto DNA spazzatura, che corrisponde al 95%, definito così perché non se conosceva l’utilità e che invece ha  un ruolo fondamentale.

Il DNA è come un internet biologico, un’antenna a banda larga che fornisce istruzioni; trasmette e riceve onde elettromagnetiche ed è capace di comunicare a distanza mediante segnali quantici-coerenti recepibili da altri DNA. Questo però non può mantenersi nè riprodursi se non e’ immesso in una soluzione acquosa.

Dalle ricerche del premio Nobel  Luc Montagnier,  il DNA è in grado di emettere e di trasmettere segnali elettromagnetici di bassa frequenza in soluzioni acquose altamente diluite, le quali mantengono poi “memoria” delle caratteristiche del Dna stesso.

Qui potete vedere una mia opera relativa alla memoria dell’Acqua, ”Informed Water”.

Informed water (2)“Informed Water”-Daniela Biganzoli(Dab)

L’emissione di biofotoni aumenta con l’avanzare dell’età biologica, mentre al contrario il sangue di una persona sana e giovane emette più biofotoni del sangue di una persona anziana o con scarsa vitalità.

Alla morte dell’organismo vivente, si ha la massima emissione di biofotoni. A riprova di questo riporto le parole di Nikola Tesla durante un’intervista del 1899 rilasciata al giornalista  John Smith: “Alla mia finestra, una mattina arrivò una colomba bianca, alla quale davo da mangiare. Ella voleva dirmi che stava morendo. Dai suoi occhi uscivano fasci di luce. Non ho mai visto negli occhi di nessuna creatura tanta luce come in quelli di quella colomba”.

Per rappresentare i Biofotoni attraverso una mia opera ho scelto proprio la Colomba bianca di Tesla come protagonista  e messaggera di informazioni. Ma prima vorrei fare una breve premessa su chi fosse questo grande inventore del passato per comprendere meglio l’essenza dell’opera.

Nikola Tesla, uno dei più grandi scienziati di tutti i tempi, nacque nel 1856  in Croazia da genitori serbi. Ingegnere elettronico, inventore e pioniere degli studi sull’elettromagnetismo; definito un visionario.

Depositò circa 300 brevetti;  in particolare inventò la corrente alternata, grazie alle sue capacità mentali quasi sovrumane. Ma la cosa più incredibile è come arrivasse alla realizzazione di queste geniali invenzioni; l’intero processo creativo aveva luogo solo nella sua mente. Affermava infatti:  «Per me è del tutto indifferente costruire una turbina nella mia testa o in officina, riesco persino a notare quando va fuori bilanciamento

Il reporter americano John B. Kennedy che lo intervistò lo descrisse  con queste parole: “Un uomo alto, snello, una figura ascetica che veste abiti sobri e che osserva il suo interlocutore con sguardo fisso e profondo Una vita quasi monacale quella dell’ingegnere-filosofo-inventore: non beve, non fuma, segue una dieta ferrea. Totalmente concentrato nella sua missione: scoprire e creare.”

Per  Tesla, infatti, il denaro non era importante, per questo motivo veniva considerato “il poeta della Scienza”. Immaginava un mondo in cui tutti gli uomini avrebbero ricevuto energia gratuita e illimitata. Nonostante la fama però morì povero e solo  a 86 anni,  in una camera d’albergo di New York.

Tesla possedeva una mente che riuscì a prevedere invenzioni future con un incredibile anticipo sui tempi, come ad esempio quella degli smartphone nel 1926.

Mi hanno particolarmente colpito queste sue parole, riportate di seguito, che mi fanno pensare al principio più importante della Fisica Quantistica, l’”Entanglement”..“Ogni volta che una delle mie persone vicine e care erano rimaste ferite, ho sentito il dolore fisico. Questo perché i nostri corpi sono di una costituzione simile, e le anime legate con dei fili infrangibili”. E’ come se avesse anticipato a livello intuitivo questo incredibile principio, confermato soltanto nel 1982 da Alain  Aspect  , a cui neanche Einstein volle credere. E’ un  fenomeno non-locale, che si manifesta quando due particelle si influenzano a vicenda istantaneamente

Entanglement“Entanglement? Ho chiuso gli occhi alla verità”-Daniela Biganzoli(Dab)

A proposito della Luce, Nikola  sosteneva che “Noi siamo luce, noi siamo Dio !”  e ancora :“Io sono parte di una luce che è la musica. La luce riempie i miei sei sensi: la vedo, odo, sento, annuso, tocco e penso. Pensare a lei è il mio sesto senso. Le particelle di luce sono note scritte. Un raggio può essere un’intera sonata. Mille lampi sono un concerto.” 

Di seguito riporto, come interpretazione sul tema dei Biofotoni, la mia opera “La colomba di Nikola Tesla”.

La Colomba di Nikola Tesla

Come anticipato precedentemente, la scelta di questo soggetto è generata proprio dalle parole di Nikola riguardo l’arrivo della colomba che tanto amava. Qui la Colomba viene rappresentata con una luce emessa dalla testa, che non è bianca ma dei colori dell’arcobaleno, che costituiscono lo spettro solare o luminoso. Questa luce è un preciso richiamo ai biofotoni che vengono emessi dagli occhi della colomba in dose massima perchè prossima alla morte. Tesla manifestò una vera passione per questi uccelli  che nutriva amorevolmente ogni giorno. Voleva dare amore ad esseri che sapevano corrispondergli; gli animali in generale e le colombe in particolare.

Nell’opera vediamo come sfondo molti fulmini, che rappresentavano per Tesla, insieme ai tuoni, un vero interesse, tanto da affermare:“ I fulmini sono i giocattoli piu’ belli che si possono trovare”. Veniva soprannominato “Il signore dei fulmini”  soprattutto per i suoi esperimenti, in particolare quelli sulla  famosa  “Bobina”. Sembra che  fin dall’infanzia avesse delle visioni precedute da strani lampi di luce, accompagnate da una intensificazione dell’udito, oltre ogni capacità umana. Probabilmente si trattava di “stati alterati di coscienza”; quando particolari aree del cervello normalmente dormienti vengono attivate, unendo le capacità intuitive a quelle razionali. Nei suoi scritti troviamo inoltre queste parole:”..usando il “fulmine di Giove” l’uomo annichilisce il tempo e lo spazio”.

Tesla  aveva inoltre una vera ossessione per il numero 3 che viene considerato il numero della perfezione, dell’equilibrio delle forze, la sintesi spirituale.  Il tre è associato anche alla lettera Gimel, che è la terza lettera dell’alfabeto ebraico che rappresenta l’espandersi e il contrarsi della luce infinita. Per questo li ho inseriti nello sfondo.

Sotto l’ala della colomba, invece vediamo la presenza del DNA per la sua importanza riguardo ai biofotoni. Infatti, come scrivevo, la luce nel nostro corpo  viene immagazzinata ed emessa dal nostro DNA che si trova nel nucleo di ogni cellula.

Concluderei con queste  parole di Nikola Tesla :

 “Se volete comprendere i segreti dell’universo, pensate all’energia, alla frequenza e alla vibrazione”.

“La scienza non è nient’altro che una perversione se non ha come suo fine ultimo il miglioramento delle condizioni dell’ umanità”.

Bibliografia e Sitografia :

https://dabpensiero.wordpress.com/2009/11/23/larte-anticipatrice-di-nuovi-paradigmi/

 Fritjof Capra, “Il Tao della fisica”, Gli Adelphi, 2007

https://www.dionidream.com/il-corpo-umano-emette-comunica-attraverso-ed-e-fatto-di-luce/ )

Vincenzo Primitivo-Il DNA spazzatura è un ‘antenna di biofotoni- SCIENZA e CONOSCENZA

http://www.pennematte.it/wp-content/uploads/pdf_opera/usr5365/13776.pdf

http://www.lastoriavariscritta.it/dna-un-sistema-biologico-ricetrasmittente/#sthash.Pw2gSb5o.dpbs

http://www.mizar100.it/i_biofotoni.htm

http://ilnuovomondodanielereale.blogspot.it/2015/06/nikola-tesla-noi-siamo-luce-noi-siamo.html

http://www.focus.it/cultura/storia/nikola-tesla-storia-di-un-genio-truffato

https://dabpensiero.wordpress.com/2013/11/12/entanglement-ho-chiuso-gli-occhi-alla-verita/

https://gaetaniumberto.wordpress.com/2015/03/12/le-scoperte-di-nicola-tesla-volutamente-occultate-allumanita

http://semplici.emozioni.forumfree.it/?t=71588283

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Vorrei segnalare questo Convegno che si terrà a Firenze nella prestigiosa Accademia dei Georgofili, al quale parteciperò come relatrice.

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CONVEGNO

BIOFOTONI ED ENERGIA PER LA VITA

  28 settembre 2017, ore 9:00÷19:00

Aula Magna Accademia dei Georgofili, Logge Uffizi Corti, 50122 Firenze

Il convegno, organizzato da EGOCREANET ONG c/o Incubatore dell’Università di Firenze, è impostato per trovare un nuova coerenza culturale e scientifica basata sulla comunicazione trans-disciplinare e multi-attoriale delle conoscenze sulla vita, indirizzate a descrivere scenari innovativi ed aperti a nuove potenzialità di sviluppo delle scienze della vita fondate sulla comunicazione dei biofotoni.

Per tutte le informazioni legate al PROGRAMMA  vedere qui: 

Programma

Di seguito l’Abstract del mio intervento come artista di ARTE QUANTISTICA:

“La Colomba di Nikola Tesla”

Abstract – Daniela Biganzoli (Dab)

L’arte, nel suo procedere non lineare, ha subito una trasformazione graduale e progressiva che vede oggi la nascita di una nuova forma espressiva, l’Arte Quantistica. Ritengo che l’Arte, come diceva Paul Klee, non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che non sempre lo è. L’Arte quantistica fa proprio questo, mostra, evidenzia quello che spesso altri linguaggi non riescono a dire, fornendo una nuova concezione del mondo meno limitativa e condizionante. Questa arte diviene linguaggio ideale per un cambiamento radicale di paradigma, una visione olistica che cerca di comprendere la realtà delle cose nel suo insieme. Una visione che non è più pensiero individualista ed egocentrico, ma collettivo divenendo un canale veicolante verso un cambiamento radicale della realtà.  La Scienza classica riduzionista, che si basa sulla convinzione di poter smontare ogni cosa per isolarne le singole componenti e studiarle una alla volta, sta attraversando un momento di profonda trasformazione e rinnovamento. Io credo che proprio l’arte  possa essere importante per cambiare vecchie concezioni scientifiche riduzioniste-meccaniche che continuano a manipolare la nostra mente, impedendoci di comprendere la realtà. L’uomo, infatti, può solo interpretare pochissime onde elettromagnetiche che raggiungono i suoi occhi, quindi non è in grado di avere una visione obiettiva.

Scoperte come quelle sui “Biofotoni e la Vita”, è importante che siano divulgate, trasmesse ai più perché divengano conoscenza comune.

Il mio intento è proprio quello di rendere accessibile, di svelare una  verità così importante attraverso l’arte. Nel mio caso mi esprimo attraverso la pittura con l’idea che sia, dapprima, il cuore e poi la mente dell’osservatore ad entrare in sintonia con l’opera e a comprenderne il messaggio.

Per rappresentare questo argomento ho creato un’opera che ha come soggetto principale la “Colomba bianca” del grande scienziato Tesla, uno dei più acuti inventori di tutti i tempi, grazie al quale abbiamo la corrente alternata. Le sue parole, rilasciate in una vecchissima intervista, riguardanti proprio questa colomba alla quale era particolarmente affezionato, ci aiutano a comprendere l’emissione di biofotoni.

Nell’opera sono presenti altri elementi utili alla comprensione di queste importantissime particelle di luce, scoperte da  Fritz-Albert Popp.

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Vorrei segnalare il convegno dal titolo “Il Risveglio della Coscienza“; un evento particolarmente importante che si terrà il 10 settembre a Roma, con la partecipazione della grande astrofisica GIULIANA CONFORTO.

Di seguito la locandina, la copertina della nuova rivista “Risveglio” e le prime due pagine.

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Chopin-vu-par-moi.-Conversazioni-con-Lucia-Lusvardi

“Chopin vu par moi” è l’ultima creazione letteraria di Rita Charbonnier, scrittrice di romanzi, attrice,  con un passato di studi musicali. Una donna dai molteplici interessi che hanno  permesso una sinergia tale da portare alla creazione di affascinanti opere letterarie stimate non solo in Italia.

Già  in passato ho potuto apprezzare i suoi scritti che mi hanno letteralmente catturata. Oggi “Chopin vu par moi” non fa altro che confermare il suo talento e la sua capacità di trasmettere, in maniera inusuale e piacevole, informazioni culturali spesso poco conosciute.

Ripercorrendo le pagine lette, rivedo Rita adolescente, a Mantova, mentre prende lezioni di pianoforte da Lucia Lusvardi, sua insegnante di musica. Quelle sensazioni percepite durante la lettura e quell’amore che Lucia ha saputo trasmetterle per quest’arte le sento ancora prepotentemente, perché la stessa cosa è successa a me con la pittura. Sono emozioni che il tempo non può cancellare. Il libro infatti nasce da un dialogo fra Rita, ormai donna, e Lucia, sua maestra, sul grande Chopin; in particolare su un saggio,” Chopin vu par ses élèves” di Eigeldinger, al quale la musicista è particolarmente legata.

La Lusvardi, insegnante di pianoforte presso il Conservatorio di Mantova, ci racconta la sua vita strettamente legata alla musica e in particolare l’amore per Chopin, che anch’io condivido, ascoltandolo spesso mentre dipingo. I loro dialoghi ci riportano indietro nel tempo, ad una Mantova molto provinciale, nella quale Lucia, bambina prodigio, veniva invitata nei migliori salotti musicali, dove la cultura era sovrana. Questa fanciulla, considerata una “diversa” per le sue impensabili capacità molto particolari e superiori a quelle degli altri bimbi, ha potuto nutrirsi fin da piccola di un sapere che l’avrebbe sempre accompagnata e aiutata. La sua però era un’esigenza, cibo per la sua anima che sempre più la portava verso Chopin, come se (per chi crede nella reincarnazione), in qualche vita precedente si fossero già incontrati. E’ come se volesse leggere nella sua anima per arrivare alla perfetta esecuzione dei suoi brani, cercando di interpretare esattamente quello che vi era scritto. Dalla sua descrizione ne scaturisce la figura di un uomo dai sentimenti forti e di una dignità potente, però sensibile, spirituale e di grande cultura, come riportano le sue parole. Per Lucia e’ importante che l’interprete dei brani non sovrapponga mai la propria personalità a quella del compositore. Ovviamente questo viene sentito in particolare nel riguardi di Chopin che, io credo, lei percepisca come una mancanza di rispetto nei riguardi di uno straordinario autore di brani che devono arrivare ai nostri cuori esattamente come li aveva concepiti lui.

Mi ha colpito in particolare un capitolo dove Lucia ci descrive il legame con il fratello; un rapporto di armonia, di collaborazione, di intesa reciproca. Li lega anche un aspetto spirituale; suo fratello Franco, medico, lo esprime ampiamente con una vera passione per le discipline orientali che l’hanno avvicinato ad un anziano signore di nome Ramachandra. Anche Lucia incontrò quest’uomo che era stato vicino a Gandhi e ne rimase profondamente colpita. Queste pagine meritano di essere lette con attenzione.  Credo possano farci comprendere come alcune persone, entrando in contatto con la propria essenza più profonda, riescano a sentire, a percepire ciò che la maggioranza non riesce a fare.

Le sue parole mi trasmettono nobiltà d’animo, sempre più difficile da trovare oggi; una donna di grande cultura con un forte desiderio di comunicare le sue conoscenze perché il suo sapere non vada perso ma custodito nei cuori e nella mente dei suoi allievi. Comprendo e approvo le ragioni che hanno portato l’autrice a scrivere un’opera di questo tipo.

Daniela Biganzoli (Dab)

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Conferenza con performance live di musica elettronica

( a cura di Sandro Salerno e Francesco Franci )

 Sabato 11 Marzo 2017 ore 18

Teatro di Villa Torlonia, via Spallanzani 1a Roma

“Dopo il Caos, Crono, figlio del Cielo e della Terra, stabilì il suo regno dal quale fu deposto per opera del figlio Dios, che aprì le porte del mondo degli Dei “ da allora, gli uomini, e non gli Dei ormai troppo umanizzati, per fuggire da se stessi, si sono consegnati ad un dio unico, perso nell’immensità dello spazio. Il passaggio dal Caos al dio unico, attraverso Cronos e gli Dei, testimonia che l’uomo avverte periodicamente e in particolari occasioni l’esigenza di cambiare, di vestire abiti nuovi, che hanno più spesso riferimento alle necessità contingenti che alla semplice realtà; testimonia altresì che il passaggio non intacca la realtà stessa ma si aggiunge, componendo l’individuo: così l’uomo sarebbe fatto di Caos, subirebbe l’ossessione del Tempo famelico mentre agirebbe in base alle leggi degli Dei, in un disordine non voluto, che egli cerca disperatamente e invano di governare sottomettendosi a dogmi e regole moraleggianti vecchie e ammuffite. (tratto da “Esiodo”)

Come non ricordare Vico e i suoi passaggi storici circolari? Come non ricordare Bruno e la realtà del possibile? Il grande merito di Jung ed Hillman è stato quello di ricollocare gli Dei nel loro sito naturale :nell’uomo, nella sua psiche, togliendoli dalla storia delle religioni, dall’antropologia, forse anche dalla poesia, ma soprattutto da quella materia con la quale non hanno mai avuto nulla da spartire, la teologia. A metà tra conferenza e concerto, Francesco Franci darà una lettura di brani tratti dall’opera di Friedrich Nietzsche “Così parlò Zarathustra”; rielaborazione elettronica live dell’ essai, del laboratorio di teatro Vrtti Opera per Zaratustra Cabaret. Seguirà un intervento live di musica elettronica di Fabio A. Scanzani dal suo recente lavoro “Alchimie sonore: l’armonia dell’universo è scritta nel nostro DNA”.

L’immaginazione del Passaggio: Hermes Mercurio. Il passaggio tra quì e lì, tra sopra e sotto, è anche il Viandante di Zarathustra, stabiliva I confini, ma anche li superava, compiendo incursioni tra vicino e lontano, tra familiare ed estraneo, è quindi il dio dei messaggi, della comunicazione, del linguaggio, con il suo fascino, ma anche con I suoi inganni: il suo arrivo è istantaneo, il flash dell’intuizione e dell’innovazione, intuitivo e scaltro. Comunque, per immaginare bisogna passare di là, e per passare dall’altra parte bisogna immaginare, (tratto da : Lopez Pedraza “Hermes e I suoi figli”)

E’ una visione politeistica del mondo; questa visione sostiene che I poteri fondamentali dell’immaginazione sono i miti (o moti?) invisibili che dispongono I nostri pensieri e le nostre azioni in linea con I modelli universali. Nella nostra cultura questi poteri dominanti hanno nomi greci o romani, ma se ne possono trovare di analoghi in altre culture (da : James Hillman Il Potere)

RELATORI

• dr. Sandro Salerno, , presidente dell’Associazione culturale Roma

• prof. Eldo Stellucci, saggista • prof. Alessandro Orlandi, saggista,

• prof. Giovanni Paletta – filosofo

• prof. Federico Gizzi – ARSI Accademia Romana di Studi Italici

• prof. Francesco Franci , socio logico matematico, coordinatore de La Rivista dei Dioscuri

Per informazioni: http://www.teatrodivillatorlonia.it

Teatro di Villa Torlonia – Tel. 060608 e 06.4404768 – info@teatrodivillatorlonia.it

la prenotazione è obbligatoria allo 060608 (effettuabile da 7 giorni prima dello spettacolo).

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