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Archive for the ‘Musica’ Category

Chopin-vu-par-moi.-Conversazioni-con-Lucia-Lusvardi

“Chopin vu par moi” è l’ultima creazione letteraria di Rita Charbonnier, scrittrice di romanzi, attrice,  con un passato di studi musicali. Una donna dai molteplici interessi che hanno  permesso una sinergia tale da portare alla creazione di affascinanti opere letterarie stimate non solo in Italia.

Già  in passato ho potuto apprezzare i suoi scritti che mi hanno letteralmente catturata. Oggi “Chopin vu par moi” non fa altro che confermare il suo talento e la sua capacità di trasmettere, in maniera inusuale e piacevole, informazioni culturali spesso poco conosciute.

Ripercorrendo le pagine lette, rivedo Rita adolescente, a Mantova, mentre prende lezioni di pianoforte da Lucia Lusvardi, sua insegnante di musica. Quelle sensazioni percepite durante la lettura e quell’amore che Lucia ha saputo trasmetterle per quest’arte le sento ancora prepotentemente, perché la stessa cosa è successa a me con la pittura. Sono emozioni che il tempo non può cancellare. Il libro infatti nasce da un dialogo fra Rita, ormai donna, e Lucia, sua maestra, sul grande Chopin; in particolare su un saggio,” Chopin vu par ses élèves” di Eigeldinger, al quale la musicista è particolarmente legata.

La Lusvardi, insegnante di pianoforte presso il Conservatorio di Mantova, ci racconta la sua vita strettamente legata alla musica e in particolare l’amore per Chopin, che anch’io condivido, ascoltandolo spesso mentre dipingo. I loro dialoghi ci riportano indietro nel tempo, ad una Mantova molto provinciale, nella quale Lucia, bambina prodigio, veniva invitata nei migliori salotti musicali, dove la cultura era sovrana. Questa fanciulla, considerata una “diversa” per le sue impensabili capacità molto particolari e superiori a quelle degli altri bimbi, ha potuto nutrirsi fin da piccola di un sapere che l’avrebbe sempre accompagnata e aiutata. La sua però era un’esigenza, cibo per la sua anima che sempre più la portava verso Chopin, come se (per chi crede nella reincarnazione), in qualche vita precedente si fossero già incontrati. E’ come se volesse leggere nella sua anima per arrivare alla perfetta esecuzione dei suoi brani, cercando di interpretare esattamente quello che vi era scritto. Dalla sua descrizione ne scaturisce la figura di un uomo dai sentimenti forti e di una dignità potente, però sensibile, spirituale e di grande cultura, come riportano le sue parole. Per Lucia e’ importante che l’interprete dei brani non sovrapponga mai la propria personalità a quella del compositore. Ovviamente questo viene sentito in particolare nel riguardi di Chopin che, io credo, lei percepisca come una mancanza di rispetto nei riguardi di uno straordinario autore di brani che devono arrivare ai nostri cuori esattamente come li aveva concepiti lui.

Mi ha colpito in particolare un capitolo dove Lucia ci descrive il legame con il fratello; un rapporto di armonia, di collaborazione, di intesa reciproca. Li lega anche un aspetto spirituale; suo fratello Franco, medico, lo esprime ampiamente con una vera passione per le discipline orientali che l’hanno avvicinato ad un anziano signore di nome Ramachandra. Anche Lucia incontrò quest’uomo che era stato vicino a Gandhi e ne rimase profondamente colpita. Queste pagine meritano di essere lette con attenzione.  Credo possano farci comprendere come alcune persone, entrando in contatto con la propria essenza più profonda, riescano a sentire, a percepire ciò che la maggioranza non riesce a fare.

Le sue parole mi trasmettono nobiltà d’animo, sempre più difficile da trovare oggi; una donna di grande cultura con un forte desiderio di comunicare le sue conoscenze perché il suo sapere non vada perso ma custodito nei cuori e nella mente dei suoi allievi. Comprendo e approvo le ragioni che hanno portato l’autrice a scrivere un’opera di questo tipo.

Daniela Biganzoli (Dab)

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Conferenza con performance live di musica elettronica

( a cura di Sandro Salerno e Francesco Franci )

 Sabato 11 Marzo 2017 ore 18

Teatro di Villa Torlonia, via Spallanzani 1a Roma

“Dopo il Caos, Crono, figlio del Cielo e della Terra, stabilì il suo regno dal quale fu deposto per opera del figlio Dios, che aprì le porte del mondo degli Dei “ da allora, gli uomini, e non gli Dei ormai troppo umanizzati, per fuggire da se stessi, si sono consegnati ad un dio unico, perso nell’immensità dello spazio. Il passaggio dal Caos al dio unico, attraverso Cronos e gli Dei, testimonia che l’uomo avverte periodicamente e in particolari occasioni l’esigenza di cambiare, di vestire abiti nuovi, che hanno più spesso riferimento alle necessità contingenti che alla semplice realtà; testimonia altresì che il passaggio non intacca la realtà stessa ma si aggiunge, componendo l’individuo: così l’uomo sarebbe fatto di Caos, subirebbe l’ossessione del Tempo famelico mentre agirebbe in base alle leggi degli Dei, in un disordine non voluto, che egli cerca disperatamente e invano di governare sottomettendosi a dogmi e regole moraleggianti vecchie e ammuffite. (tratto da “Esiodo”)

Come non ricordare Vico e i suoi passaggi storici circolari? Come non ricordare Bruno e la realtà del possibile? Il grande merito di Jung ed Hillman è stato quello di ricollocare gli Dei nel loro sito naturale :nell’uomo, nella sua psiche, togliendoli dalla storia delle religioni, dall’antropologia, forse anche dalla poesia, ma soprattutto da quella materia con la quale non hanno mai avuto nulla da spartire, la teologia. A metà tra conferenza e concerto, Francesco Franci darà una lettura di brani tratti dall’opera di Friedrich Nietzsche “Così parlò Zarathustra”; rielaborazione elettronica live dell’ essai, del laboratorio di teatro Vrtti Opera per Zaratustra Cabaret. Seguirà un intervento live di musica elettronica di Fabio A. Scanzani dal suo recente lavoro “Alchimie sonore: l’armonia dell’universo è scritta nel nostro DNA”.

L’immaginazione del Passaggio: Hermes Mercurio. Il passaggio tra quì e lì, tra sopra e sotto, è anche il Viandante di Zarathustra, stabiliva I confini, ma anche li superava, compiendo incursioni tra vicino e lontano, tra familiare ed estraneo, è quindi il dio dei messaggi, della comunicazione, del linguaggio, con il suo fascino, ma anche con I suoi inganni: il suo arrivo è istantaneo, il flash dell’intuizione e dell’innovazione, intuitivo e scaltro. Comunque, per immaginare bisogna passare di là, e per passare dall’altra parte bisogna immaginare, (tratto da : Lopez Pedraza “Hermes e I suoi figli”)

E’ una visione politeistica del mondo; questa visione sostiene che I poteri fondamentali dell’immaginazione sono i miti (o moti?) invisibili che dispongono I nostri pensieri e le nostre azioni in linea con I modelli universali. Nella nostra cultura questi poteri dominanti hanno nomi greci o romani, ma se ne possono trovare di analoghi in altre culture (da : James Hillman Il Potere)

RELATORI

• dr. Sandro Salerno, , presidente dell’Associazione culturale Roma

• prof. Eldo Stellucci, saggista • prof. Alessandro Orlandi, saggista,

• prof. Giovanni Paletta – filosofo

• prof. Federico Gizzi – ARSI Accademia Romana di Studi Italici

• prof. Francesco Franci , socio logico matematico, coordinatore de La Rivista dei Dioscuri

Per informazioni: http://www.teatrodivillatorlonia.it

Teatro di Villa Torlonia – Tel. 060608 e 06.4404768 – info@teatrodivillatorlonia.it

la prenotazione è obbligatoria allo 060608 (effettuabile da 7 giorni prima dello spettacolo).

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vib.mus.

“VIBRAZIONI MUSICALI ”  –  Daniela Biganzoli(Dab)
Trittico –Tecnica mista su tela
80 x 120 – 2014

L’opera interpreta artisticamente le vibrazioni emesse da alcuni brani di musica classica, in particolare quelli di Mozart, Bach e Schubert.
Ho cercato di trasferire sulla tela le onde sonore, le sensazioni che ho provato ascoltando queste deliziose melodie.

Mozart esprime gioia, solo qualche volta si percepiscono turbamenti e malinconie. Per queste caratteristiche gli ho associato un rosso rame.

Nella musica di Bach ho visto il viola; la sua infatti è una musica da meditazione.

Infine ho colorato di bianco madreperla le vibrazioni sonore emesse dalle note dell’Ave Maria di Shubert.

“Tutti gli artisti si immedesimano nella vita e ne vedono i toni e le vibrazioni. A tanti toni e ritmi vitali, il pittore fa corrispondere vibrazioni cromatiche e ritmi di linee sulla tela, che in parte riproducono ciò che tutti vedono, ma in parte anche cercheranno di tradurre visivamente segrete vibrazioni psichiche, interiori, che l’occhio non vede, ma può simboleggiare in un quadro.”da “I colori della Musica”     di Debora De Luca

L’opera parteciperà dal 27 agosto a Ferrara alla seguente Mostra con altre due opere:

Il “LA” di Verdi

Note musicali indiane

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Daniela Biganzoli, in arte Dab, un sorriso ed una luce al primo impatto conoscitivo, poi l’incontro con le sue opere , con la sua ricerca…e la serena impressione diventa certezza di un senso dato alla Vita! La sua arte è coinvolgente, curiosa e, spesso, raffinata. Le figure ed i colori si amalgamano in messaggi emozionali ed allo stesso tempo in approfondimenti scientifici o storici che fanno comprendere uno studio su ciò che l’Arte può rappresentare. Un pensiero o un fenomeno naturale da cui mente e corpo colgono motivo per “crescere”, maturare, COMPRENDERE qualcosa di più di se stessi e dell’Armonia Universale a cui apparteniamo. La sua è una ricerca quantistica, in parte scientifica ed in parte filosofica, con cui affronta i grandi ed i piccoli “perchè” di ciò che siamo. Daniela ci attrae nelle sue creazioni trovando una verità tra le possibili verità. I riferimenti ai pensieri che accomunano diversi popoli e diversi “Credo”, le danno modo di trovare una verità probabile e verosimile dell’esistenza, in cui le certezze sono le emozioni e la Bellezza della Natura di cui siamo parte . Le sue opere quindi si trovano ad essere altamente simboliche oppure cromaticamente emozionali ed informali; due modi per affrontare e comunicare in simbiosi con il fruitore.
La tecnica è prevalentemente l’acrilico su tela, nelle sue migliori esecuzioni. Prendiamo ad esempio “Il LA di Verdi” e “Note musicali indiane”, che saranno esposte a Ferrara in agosto 2014, diversi sono i modi in cui Daniela affronta la tela, molto particolareggiato e figurativo il primo e cromaticamente forte e informale il secondo, ma entrambe ricchi di riferimenti e grafie che mettono in luce l’importanza scientifica della musica nei suoi effetti benefici sulla parte cerebrale dell’uomo. Questa è l’Arte di Daniela, piacevole alla vista e, nello stesso tempo, ricca di significati e di arricchimenti per tutti!!!

Francesca Mariotti
Ferrara, agosto 2014

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 Complementarità

COMPLEMENTARITA’ ”   –  Daniela Biganzoli(Dab)

Tecnica mista su tela 90 × 90 – 2014

L’opera vuole rappresentare l’ideale dell’ Amor Cortese inteso come coppia in cui donna e uomo sono opposti ma complementari. Il cerchio che racchiude i due amanti richiama il simbolo del Tao che rappresenta la sintesi della dualità che si fa uno. YIN e YANG, i due principi si fondono l’uno nell’altro senza che nessuno dei due perda la propria identità.

La Complementarità, basilare per ogni aspetto della vita, si ritrova anche nella Fisica: infatti secondo il premio Nobel Niels Bohr gli aspetti ondulatori e quelli corpuscolari della materia e della luce sono due facce dello stesso fenomeno.

L’opera ha partecipato alla mostra “ 2° Premio BRANCALEONE DA NORCIA“che si è tenuta a Norcia dal 22 Marzo al 30 Aprile 2014 nella magnifica cornice dell’Auditorium. Come nella scorsa Edizione, anche quest’anno l’opera presentata è stata selezionata tra quelle meritevoli del premio Brancaleone. La premiazione si terrà il prossimo autunno.

2 Premio Brancaleone da Norcia

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Il LA di VERDI

Il “LA” di VERDI  

Daniela Biganzoli(Dab)

Tecnica mista su tela 60×60 – 2013

L’opera verrà esposta alla mostra OMAGGIO A GIUSEPPE VERDI:L’ISTITUTO DEI CIECHI DI MILANO E LA FAMIGLIA  ARTISTICA MILANESE, organizzata da queste associazioni presso lISTITUTO DEI CIECHI di Milano  dal 2 dicembre 2013 al 30 gennaio 2014.

L’opera ruota attorno alla figura di GIUSEPPE VERDI privilegiando un aspetto della sua ricerca musicale poco conosciuto ai più ma decisamente importante: il diapason ad un “LA” a 432 Hz contro quello a 440 Hz in uso oggi, scelto, arbitrariamente, a Londra nel 1953 e da allora divenuta la “nota” di riferimento mondiale.

Nel 1884 Verdi spedì una lettera alla commissione musicale del Governo nella quale scriveva:

Fin da quando venne adottato in Francia il diapason normale (che allora si attestava a 435Hz), io consigliai venisse seguito l’esempio anche da noi; e domandai formalmente alle orchestre di diverse città d’Italia, fra le altre quella della Scala, di abbassare il corista (diapason) uniformandosi al normale francese. Se la Commissione musicale istituita dal nostro governo crede, per esigenze matematiche, di ridurre le 435 vibrazioni del corista francese in 432, la differenza è così piccola, quasi impercettibile all’orecchio, ch’io aderisco di buon grado. Sarebbe grave, gravissimo errore, adottare come viene da Roma proposto un diapason di 450 vibrazioni. Io pure sono d’opinione con lei che l’abbassamento del corista non toglie nulla alla sonorità ed al brio dell’esecuzione; ma dà al contrario qualche cosa di più nobile, di più pieno e maestoso che non potrebbero dare gli strilli di un corista troppo acuto. Per parte mia vorrei che un solo corista venisse adottato in tutto il mondo musicale. La lingua musicale è universale: perché dunque la nota che ha nome LA a Parigi o a Milano dovrebbe diventare un Si bemolle a Roma?”

Il “diapason normale” (LA a 435Hz) a cui si riferisce Verdi è quello conservato al Museo del Conservatorio Nazionale di Parigi, mentre il cosiddetto “diapason scientifico”, a cui si riferisce il decreto che fu approvato all’unanimità al congresso dei musicisti italiani del 1881, è quello proposto dai fisici Sauveur, Meerens, Savart, e dagli scienziati italiani Montanelli e Grassi Landi e calcolato su un DO centrale di 256 cicli al secondo.(da http://www.movisol.org/verdi.htm)

La musica a 432 Hz, dona beneficio al corpo favorendo la sincronizzazione cerebrale, il rilassamento e l’intuito al contrario di quella a 440 Hz che limita il modo di pensare.(da http://armysoftport.wordpress.com/2013/06/05/proggetto-diffondiamo-la-musica-dellanima-432-hz/)

Per maggiori informazioni sulla Musica a 432 Hz vedi:  http://www.ectomusica.it/site/la-432-hz/    

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1873 – 2013:

la Famiglia Artistica Milanese sta festeggiando, con giusta gioia ed orgoglio, il 140mo anniversario della propria fondazione. Il 13 gennaio 1873 al primo piano del caffè dell’Accademia, in piazza della Scala, Vespasiano Bignami fondò la Famiglia Artistica Milanese che, in brevissimo tempo, diventerà il punto d’incontro e di sperimentazione autogestito più vivace di tutta Milano. Il circolo ha avuto adepti rappresentanti di tutte le arti: figurative, plastiche, musicali e letterarie. Vi approdano personalità quali, citandone solo alcuni nomi, Segantini, Boccioni, Carrà, Carpi e Funi, Verdi, Puccini e Mascagni. Anche nei tempi più recenti, il sodalizio ha difeso le sue origini e il suo scopo: unire esponenti di ogni ceto ed arte fino ad includere i nuovissimi adepti dell’arte contemporanea: Filocamo, Melzi, Polver e Uggeri sono solo alcuni.

Per mantenere alta la memoria della tradizione artistica della Famiglia e per continuare ad essere elementi di spicco culturale nell’ambiente milanese ed internazionale in occasione di questo anniversario si è lavorato per la definizione di un Progetto Congiunto fra più realtà cittadine accomunate dalla loro storia nel far bene e con arte… il bene, in tutti i sensi.

Protagonisti del Progetto sono:Famiglia Artistica Milanese Fondazione ATM Istituto dei Ciechi Istituto Ortopedico Gaetano Pini.

La Fondazione ATM è il risultato di una lunga storia nata a Milano nel 1920, annata importante per i tranvieri milanesi, poichè assistettero al nascere di due enti: la Cassa di Soccorso e Malattia e la Cassa Speciale di Previdenza.  Si trattava di un mutuo soccorso nel senso etimologico della parola, e questo spirito lo si ritrova simboleggiato dallo stemma che appariva sulla copertina dello Statuto della Cassa di Soccorso: due mani che si stringono in segno di solidarietà. Nel 1933, la Cassa di Soccorso costruisce l’Ospedale dei Tranvieri in viale Campania, che, in ossequio ai tempi, viene denominato “XXVIII Ottobre” sino al termine del conflitto mondiale, quando verrà intitolato a Luigi Resnati. Con l’emanazione della Legge 22 dicembre 1979, n. 833 la Cassa Soccorso e Malattia dell’Atm viene inglobata nell’Unità Socio Sanitaria Locale. A seguito di questi cambiamenti nasce la Fondazione ATM. Si tratta di un moderno strumento, senza scopo di lucro, interprete del art. 14 del Codice Civile e del D.L. 4 dicembre 1997 n. 460. Questo nuovo Ente, dotato di grande flessibilità, è ora in grado di catalizzare energie sinora disperse e può contribuire a generare una concreta solidarietà fra dipendenti e pensionati, perseguendo fini assistenziali, di promozione umana, sociale e culturale, formazione extra scolastica e recupero psicofisico.

LIstituto Ortopedico Gaetano Pini di Milano, fondato nel 1874 quale fulcro della scienza medica ortopedica a favore dei più deboli dell’epoca: i ragazzi rachitici; è punto di riferimento medico scientifico in campo nazionale ed internazionale, sede di diverse Cattedre Universitarie fra cui la più antica Cattedra di Reumatologia in Italia. Già in occasione del Centesimo anniversario della nostra Famiglia questo sodalizio venne instaurato fra le parti e da esso scaturì un eccelso volume storico narrante la nostra storia artistica; questo volume vide le stampe inserito nel novero delle Strenne annuali edite dall’Ospedale. Proprio in occasione del prossimo (nel 2014) 140mo anniversario della fondazione dell’Istituto Ortopedico lo stesso ha in palinsesto una serie di eventi culturali ad ampio respiro. Uno di questi è la ripubblicazione delle proprie Strenne, in formato anastatico digitale, prima fra tutte quella che ci vede protagonisti.

LIstituto dei Ciechi di Milano risale al lontano 1836, anno in cui Michele Barozzi ne ideò la creazione, avvenuta poi nel 1840. Il Barozzi iniziò il suo incarico presso la “Pia Casa di Industria” sita in Via S. Vincenzo, organizzando un reparto per i non vedenti. Il nascente Istituto trovò nei Conti Mondolfo i suoi principali benefattori, essi acquistarono spazi presso Porta Nuova, ove l’Istituto si trasferì. L’Istituto dei Ciechi ospiterà  – Domenica 1 dicembre ore 17 – una Mostra di opere dell’archivio storico della  Famiglia unitamente ad opere di maestri contemporanei soci della Famiglia e non. Fra i lavori esposti opere di modellato con creta e quadri tattili. L’esposizione terminerà il 30 gennaio 2014. Alle ore 18,30 – 1 dicembre 2013 – nella sala Barozzi Concerto con musiche di Giuseppe Verdi in occasione del bicentenario del Maestro. Data la straordinarietà dell’evento verranno esposti al pubblico lo spartito originale del Falstaff e la lettera del Maestro con la quale ne faceva donazione alla Famiglia Artistica Milanese. Questi due cimeli sono stati esposti al pubblico, dalla loro origine, una sola altra volta.

Sono aperte inoltre le iscrizioni (fino al 14 ottobre p.v.) al Premio Famiglia Artistica Milanese 2013 “140 anni d’Arte a Milano ed in Lombardia”, Concorso di Pittura & Poesia, indetto dalla Famiglia Artistica Milanese con il patrocino e la partecipazione del Circolo  Culturale i Navigli. Ogni autore partecipando al Concorso acconsente in modo esplicito all’esposizione in pubblico della propria opera ed alla pubblicazione virtuale della stessa anche tramite Realtà Aumentata.

Si sta organizzando una Mostra di Pittura (virtuale e reale) con tema proprio La cultura del fare bene, con arte in cui esporre opere dei nostri artisti più famosi. Si è in trattativa con laFondazione Triennale di Milano per verificare la disponibilità di un adeguato spazio espositivo.

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Partner del Progetto sono inoltre il Circolo  Culturale i Navigli, lAssociazione Scientifica Fatateam e  l’Associazione telematica EgoCreaNET.

 

 

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Quantum mind

Il cervello e’ uno strumento quantistico della percezione.

Esso infatti comunica e costruisce immagini colori, suoni, e le altre sensazioni comunicando interattivamente attraverso collegamenti (dendriti e sinapsi) che hanno dimensioni nano-tecnologiche e come tali si comportano secondo le capacità di interazione e di comunicazione della rete d’ informazione quantistica. http://www.terasemjournals.org/GNJournal/GN0104/tuszynski_01c.html

— Una rete neurale classica si satura rapidamente e lavora in una sequenza temporale in quanto i nodi della rete ( neuroni) sono in qualche modo “fissi”, mentre nel quantum brain i nodi si creano e si annichilano nelle fessure sinaptiche di neurotrasmissione secondo un formalismo simile a quello della teoria dei campi quantistici d’ informazione che per tramite l’ entanglement permettono la simultaneita’ di scambio d’ informazione sia sequenziale che in parallelo. In questo senso il QUANTUM BRAIN puo esprimere un range enorme di applicazioni in sequenze razionali ed in parallelo della formazione logica e creativa del pensiero, che conducono la bio-fisica quantistica ad esplicitare forme complesse di comprensione cross-disciplinari delle attività mentali che vanno ben oltre il dominio della fisica quantistica delle particelle per cui tale scienza è nata e si e’ evoluta nello scorso secolo.

David Bohm ( http://www.david-bohm.net/) alla fine del secolo scorso sviluppò una fisica quantistica “olistica” capace di superare le contraddizioni evidenti tra la fisica relativistica e la meccanica quantistica, indicando una nuova interpretazione dell’ energia dell’ universo includendo l’ uomo non solo come osservatore ma come elemento oggettivamente partecipante al livello evolutivo della vita dell’ universo *
vedi *What Means Life > http://www.edscuola.it/archivio/lre/what_means_life.htm

Sulla base di tale impostazione teorica oggi si sviluppano recenti appplicazioni di nanotecnologie all neuroscienze ( Nano-Neuro Biology) introducendo micro/tuboli di carbonio nel cervello per favorire la rigenerazione delle interfacce bio elettriche tra dendriti e sinapsi.

Quanto sopra conduce a ritenere che il cervello possa agire su due sistemi coererenti l’ uno sequenziale basato su il modello di “synaptic quantum tunnelling” tra neuroni addiacenti, mentre si crea un secondo livello virtuale che e’ funzione dell’ overlapping di particelle (entanglement) che normalmente chiamiamo coscienza.

In tal modo la natura quantica della materia e dell’ energia viene ad includere anche il dominio dell’ informazione e della sua espressione scientifica ed artistica in forma di pensiero .

Sappiamo che lo sviluppo della coscienza, come si deriva dal suo significato etimologico ( CON-SCIRE = Conoscere assieme) viene a dipendere da un cambiamento di percezione della realtà. Pertanto facendo seguito alla concezione quantica del funzionamento percettivo del cervello , comprendiamo che ciò che vediamo,  udiamo e sentiamo è generato dal cervello-quantistico in termini di uno scenario di probabilità delle nostre possibili interazioni con l’ ambiente. Ciò conduce ad un più elevato processo di riflessione che apre nuove opportuinità coscienti di espressione artistica creativa della Quantum Art e fornisce un nuovo ordine all’ immaginario scientifico contemporaneo, determinando infine nuovi sviluppi della comunicazione con le tecnologie della Realtà Aumentata.

Sulla base di tale impostazione cognitiva sulla Neuro-scienza quantistica contemporanea e le sue applicazioni all’ espressione artistica della Quantum Art, e agli sviluppi delle comunicazione in Realtà Aumentata, si terrà la Conferenza // Exibition, in DIC.2013 in Roma per dare sviluppo alla seconda fase del Progetto “quARte” , che tratterà creativamente tematiche basate sulla interconnessione tra gli argomenti : / QUANTUM BRAIN & QUANTUM ART& AUGMENTED REALITY \ .
vedi su Facebook : https://www.facebook.com/groups/431161846963599/

Attualmente cerchiamo un’ ampia partecipazione e condivisione collaborativa di Scienziati, Artisti, e Tecnologi della comunicazione in AR, per dare un contributo di riflessione e di dialogo a tale importante e complessa tematica per lo sviluppo futuro della strategia di ARTE e SCIENZA nel progetto strategico di “CREATIVE EUROPE“.

Paolo manzelli

Per chi fosse interessato a firmare la Petizione al Presidente della Repubblica Italiana GIORGIO NAPOLITANO per la RICHIESTA DI PATROCINIO per il Progetto”quARte” per il cambiamento cosciente vedere qui:

 

http://www.change.org/petitions/giorgio-napolitano-presidente-repubblica-italiana-richiesta-patrocinio-progetto-quarte-per-il-cambiamento-cosciente?response=268432225da8&utm_source=target&utm_medium=email&utm_campaign=added_as_petition_target

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