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Archive for the ‘Yoga-meditazione’ Category

Chopin-vu-par-moi.-Conversazioni-con-Lucia-Lusvardi

“Chopin vu par moi” è l’ultima creazione letteraria di Rita Charbonnier, scrittrice di romanzi, attrice,  con un passato di studi musicali. Una donna dai molteplici interessi che hanno  permesso una sinergia tale da portare alla creazione di affascinanti opere letterarie stimate non solo in Italia.

Già  in passato ho potuto apprezzare i suoi scritti che mi hanno letteralmente catturata. Oggi “Chopin vu par moi” non fa altro che confermare il suo talento e la sua capacità di trasmettere, in maniera inusuale e piacevole, informazioni culturali spesso poco conosciute.

Ripercorrendo le pagine lette, rivedo Rita adolescente, a Mantova, mentre prende lezioni di pianoforte da Lucia Lusvardi, sua insegnante di musica. Quelle sensazioni percepite durante la lettura e quell’amore che Lucia ha saputo trasmetterle per quest’arte le sento ancora prepotentemente, perché la stessa cosa è successa a me con la pittura. Sono emozioni che il tempo non può cancellare. Il libro infatti nasce da un dialogo fra Rita, ormai donna, e Lucia, sua maestra, sul grande Chopin; in particolare su un saggio,” Chopin vu par ses élèves” di Eigeldinger, al quale la musicista è particolarmente legata.

La Lusvardi, insegnante di pianoforte presso il Conservatorio di Mantova, ci racconta la sua vita strettamente legata alla musica e in particolare l’amore per Chopin, che anch’io condivido, ascoltandolo spesso mentre dipingo. I loro dialoghi ci riportano indietro nel tempo, ad una Mantova molto provinciale, nella quale Lucia, bambina prodigio, veniva invitata nei migliori salotti musicali, dove la cultura era sovrana. Questa fanciulla, considerata una “diversa” per le sue impensabili capacità molto particolari e superiori a quelle degli altri bimbi, ha potuto nutrirsi fin da piccola di un sapere che l’avrebbe sempre accompagnata e aiutata. La sua però era un’esigenza, cibo per la sua anima che sempre più la portava verso Chopin, come se (per chi crede nella reincarnazione), in qualche vita precedente si fossero già incontrati. E’ come se volesse leggere nella sua anima per arrivare alla perfetta esecuzione dei suoi brani, cercando di interpretare esattamente quello che vi era scritto. Dalla sua descrizione ne scaturisce la figura di un uomo dai sentimenti forti e di una dignità potente, però sensibile, spirituale e di grande cultura, come riportano le sue parole. Per Lucia e’ importante che l’interprete dei brani non sovrapponga mai la propria personalità a quella del compositore. Ovviamente questo viene sentito in particolare nel riguardi di Chopin che, io credo, lei percepisca come una mancanza di rispetto nei riguardi di uno straordinario autore di brani che devono arrivare ai nostri cuori esattamente come li aveva concepiti lui.

Mi ha colpito in particolare un capitolo dove Lucia ci descrive il legame con il fratello; un rapporto di armonia, di collaborazione, di intesa reciproca. Li lega anche un aspetto spirituale; suo fratello Franco, medico, lo esprime ampiamente con una vera passione per le discipline orientali che l’hanno avvicinato ad un anziano signore di nome Ramachandra. Anche Lucia incontrò quest’uomo che era stato vicino a Gandhi e ne rimase profondamente colpita. Queste pagine meritano di essere lette con attenzione.  Credo possano farci comprendere come alcune persone, entrando in contatto con la propria essenza più profonda, riescano a sentire, a percepire ciò che la maggioranza non riesce a fare.

Le sue parole mi trasmettono nobiltà d’animo, sempre più difficile da trovare oggi; una donna di grande cultura con un forte desiderio di comunicare le sue conoscenze perché il suo sapere non vada perso ma custodito nei cuori e nella mente dei suoi allievi. Comprendo e approvo le ragioni che hanno portato l’autrice a scrivere un’opera di questo tipo.

Daniela Biganzoli (Dab)

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Avete mal di schiena, cervicale, sciatica? Soffrite di colon irritabile? Non riuscite ad addormentarvi o semplicemente avete bisogno di rilassarvi? La risposta a tutto questo e a molte altre patologie è il tappetino svedese chiodato SHAKTY-MAT, che rigenera il corpo e la mente, regalando momenti di profondo benessere.

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Inventato da Om Mokshananda, un giovane fisioterapista svedese innamorato dell’India, questo tappetino che ricorda nel suo aspetto gli antichi ShaktiPressbilder11_thletti dei fachiri indiani si basa sull’Agopressione, una tecnica simile all’Agopuntura ma meno invasiva perché non buca la cute.

“L’attivazione di alcuni punti di pressione non solo aumenta le capacità di assorbimento da parte del corpo di ossigeno e sostanze nutritive, ma facilita anche l’eliminazione di sostanze nocive del sistema circolatorio. Stimolando il flusso sanguigno, Shakti Mat aiuta il corpo a rilasciare dosi massicce di neuropeptidi, creando un senso di benessere terapeutico”.

Chi frequenta i Festival Yoga o manifestazioni di questo tipo lo avrà sicuramente visto in bella mostra. Io stessa sono stata attratta più volte dal suo particolare aspetto. Mi sono avvicinata e ho toccato i suoi chiodini che ovviamente provocavano un lieve dolore, così da allontanarmi immediatamente da ulteriori prove. La mia superficialità mi ha impedito di proseguire con l’indagine. Molto tempo dopo, cercando del materiale su internet, sono finita casualmente( anche se qualcuno direbbe che il   caso non esiste)sul famoso tappetino chiodato risvegliando la mia curiosità. Ho cominciato così a leggere le opinioni di chi lo utilizzava da tempo ed erano tutte positive. Sempre più cresceva la mia curiosità al punto di comprane uno. Superato il primo impatto, dopo aver seguito le istruzioni sono entrata in un magnifico relax .Oltre ad avermi indotto un profondo sonno ristoratore, ha sensibilmente migliorato il mio mal di schiena. Alcune volte all’inizio si può notare un lieve rossore cutaneo ma questo segnala un aumento della circolazione quindi un segnale positivo.

Si possono appoggiare anche altre parti del corpo( come glutei, pancia, etc…)cambiando però la durata dei trattamenti. Io lo utilizzo anche per il suo effetto riflessologico, appoggiando i piedi mentre sono seduta al computer.

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Istruzioni per l’uso:
Sdraiarsi sul tappetino, possibilmente con la schiena nuda, dai 20 ai 40 minuti. Inizialmente 10 minuti fino ad aumentare.
“All’inizio le punte possono dare un lieve fastidio. È un indicatore di stress, per cui questa lieve pena dipende dallo stato iniziale di stress di ognuno. Dopo qualche minuto, comunque, il corpo è pervaso da una sensazione di calore. Il flusso sanguigno aumenta. La muscolatura si distende, la pressione sanguigna diminuisce e il sistema nervoso entra in uno stato di benessere diffuso, che aiuta a ridurre i livelli di stress, il mal di schiena e altri dolori. È anche uno stato meditativo profondo, che favorisce il benessere spirituale”.( Om Mokshananda).
Se il dolore è troppo intenso con la schiena nuda, utilizzate, ad esempio, per le prime volte, un sottile lenzuolo dopo aver sistemato preferibilmente il tappetino sul vostro letto.
“Una buona ossigenazione è necessaria ai tessuti per rimanere elastici, tonici e giovani. Inoltre una corretta circolazione a livello locale, svolge un effetto anti infiammatorio.
In un secondo tempo la stimolazione delle punte del tappetino Shakti Mat induce il corpo a produrre endorfine e ossitocina. Le endorfine sono un potente antidolorifico naturale. Inoltre, grazie all’intervento dell’ossitocina, il tappetino Shakti Mat ti aiuta a ridurre immediatamente le infiammazioni e le contrazioni che ti causano dolore.
In breve una piacevole sensazione di profondo rilassamento si irradia nei muscoli del dorso e del collo.
Ecco perchè oltre ai problemi di mal di schiena il tappetino Shakti Mat ti aiuta anche nei casi di insonnia, stress e cellulite.”

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Per tutte le informazioni vedi il sito:http://www.shakti-mat.it/

Il tappetino Shakti Mat è fabbricato in India, nella città di Varanasi; il materiale con cui sono realizzati è ipoallergenico e hanno il riconoscimento CE.

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Albe e tramonti.jpg 2http://www.ibs.it/code/9788866930679/pregnolato-massimo/albe-tramonti.html

Vorrei segnalare l’uscita del libro Albe e tramonti scritto dall’amico Massimo Pregnolato, Professore di Chimica Farmaceutica all’Università degli Studi di Pavia. E’ una raccolta di toccanti poesie che l’autore ha voluto pubblicare insieme ai relativi commenti scritti da amici.

In passato avevo già pubblicato due poesie dell’autore con il mio commento:

“Disallineamenti” :   https://dabpensiero.wordpress.com/2010/06/08/disallineamenti-di-massimo-pregnolato/

“Otto anni di luce”:   https://dabpensiero.wordpress.com/2011/04/03/otto-anni-di-lucedi-massimo-pregnolato/

Buona Lettura!!!

 

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Silenziose_vie_bellezza350pxhttp://www.francescafrazzoli.it/

Come definire l’incontro con questo libro? Amore a prima vista. Un incontro casuale perché frutto di un regalo; anche se nulla avviene per caso, e qui parlerei di un vero e proprio evento sincronico. È arrivato nelle mie mani in un giorno speciale, ricco di piacevoli sorprese.
Immediatamente l’attraente copertina ha catturato la mia attenzione, è arrivata al mio cuore. Dopo la lettura di poche pagine ho avuto la conferma che non era un incontro fortuito ma questo libro poteva essere per me e per molti altri una guida spirituale, una via verso la realizzazione di sé stessi. Ciò che colpisce sono le modalità con cui arriva al cuore dei lettori. Non è il solito testo spirituale che spesso annoia o comunque viene percepito distante; al contrario l’introduzione di importanti lezioni di vita in un appassionante romanzo ci insegnano più di mille lezioni.
Le storie dei protagonisti sono simili a molti di noi. Quanti oggigiorno si sono trovati in situazioni analoghe con le stesse difficoltà e paure. Attraverso Le silenziose vie della bellezza ritroviamo un po’ di noi stessi, scopriamo i nostri errori e impariamo a comprenderci e guarirci.
È un libro che si legge tutto d’un fiato perché il lettore immedesimandosi, rispecchiandosi in Stella e Lorenzo, i due protagonisti, è portato ad una lettura quasi vorace.
Definirlo romanzo sarebbe riduttivo, potremmo paragonarlo ad uno splendido abito che valorizza una bella anima; un manuale da tenere sempre con noi per consultarlo appena ne sentiamo la necessità. Spesso, infatti, come ci insegna l’autrice, i nostri pensieri e le nostre parole sono la causa primaria dei nostri mali. Guardare la realtà da un’altra prospettiva può cambiarci la vita e modificarla secondo le nostre aspettative nel rispetto degli altri, vedere la luce nell’ombra.
Potremmo paragonarlo ad un vaso colmo di fiori di loto bianchi; ogni pagina è come un petalo che va a ricomporre questi preziosi doni dell’Universo, simboli di purezza, intesa come stato dell’anima e della mente.

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 Complementarità

COMPLEMENTARITA’   –  Daniela Biganzoli(Dab)

Tecnica mista su tela – 90 × 90 – 2014

ScreenHunter_60 Oct. 04 00.26ScreenHunter_53 Oct. 04 00.03 Il 27 settembre nell’incantevole cornice di una Venezia senza tempo si è tenuto il vernissage della mostra “Spoleto incontra Venezia” a cura di Vittorio Sgarbi. La mostra che è stata allestita contemporaneamente presso due edifici storici di Venezia, Palazzo Falier e Palazzo Rota-Ivancich è stata accolta dal pubblico con grande interesse. Appena entrati  nelle antiche sale ricche di storia si percepisce un’atmosfera sospesa tra passato e presente, tra realtà e fiaba che si fonde con il fascino delle opere, tra le quali è presente anche la mia dal titolo “Complementarità”. Fino al 24 ottobre i visitatori avranno la possibilità di ammirare i capolavori di grandi artisti che hanno aderito alla manifestazione come il Premio Nobel Dario Fo, il Maestro Eugenio Carmi (tra i principali esponenti dell’Astrattismo) e José Dalì, figlio del geniale Salvador.

DICHIARAZIONE A COMMENTO SU DANIELA BIGANZOLI ALIAS DAB
A CURA DI ELENA GOLLINI

Nella ricerca basata sull’arte quantistica condotta da Daniela Biganzoli, alias Dab, si deduce che l’arte può fornire un funzionale e concreto contributo alla conoscenza, perché utilizza la creatività individuale per configurare nuove delimitazioni dello spazio subatomico nella realtà occulta, per carpirne le strutture, i mutamenti, le combinazioni, le successioni, le apparenze, le sfumature, ma anche ogni manifestazione intellettiva e ogni ipotesi compositiva. L’arte del passato ha spesso tentato di visualizzare l’ignoto e le situazioni ancora inesplorate, così come la religione ha ispirato visualizzazioni mistiche. Contesti ultraterreni sono stati portati a visibilità da maestri eminenti tra cui Giotto, Michelangelo, Brueghel, rendendo constatabili scenari come il giudizio universale, il paradiso, l’inferno e altri accadimenti trascendentali. Prima dell’avvento della fisica quantistica le opere orientate alla rappresentazione di realtà diverse da quelle percepite erano di prassi inquadrate come “Lavori di fantasia”.

Sulla scia di tali considerazioni la Biganzoli intraprende un articolato cammino sperimentale e si inoltra in un avvincete e sorprendente viaggio di scoperta. Il “Figurativismo Quantico” funge da strumento efficace per veicolare il fruitore verso la presa di coscienza di un radicale cambiamento di mentalità, nella piena consapevolezza cognitiva e nella capacità acquisita di accogliere e accettare quanto percepito, non pensando più alla dimensione reale in termini di matericità, ma recependo il circuito quantistico come preziosa “incubatrice” di innovativi stimoli.

Le creazioni consentono l’approccio a tematiche, che trasportano verso una cultura innovatrice, con nuovi modelli di riferimento inseriti in proiezione universale all’interno dell’entità fisica fondamentale e onnipresente, denominata “Campo Quantistico”. La Biganzoli si muove nell’affascinante comparto dell’arte quantistica catturata dal coinvolgente passaggio “Dall’Io al Noi”, dal pensiero individuale a quello collettivo, dalle molteplici serie di sfaccettature, idee, visioni e prospettive eterogenee. Vuole condividere i principi di una vera “Coscienza/Conoscenza” per generare una rifrazione della realtà, che tende all’armonia e all’equilibrio assoluti, che sono connotazioni basilari del rapporto tra arte e scienza, riguardanti lo scambio primario e indispensabile per alimentare lo spirito creativo.

È consapevole, che il gesto artistico è frutto di metodi, forme, processi scientifici e culturali modulati da onde emozionali, cromatiche e sonore, nonché da proprietà fisiche e biologiche, tutti “Ingredienti speciali”, la mescolanza sprigiona l’energia creativa, che caratterizza soprattutto la donna, quintessenza della fertilità, che simboleggia il tramite di passaggio a un livello di perfetto bilanciamento energetico tra uomo e donna per garantire un’umanità migliore. Nella sintesi narrativa, che implica la “Contaminazione e commistione” tra arte e scienza si coglie l’incipit propulsore della quantum art: realtà come illusione e illusione come realtà, intendendo per illusione tutto ciò che i sensi non riescono a individuare, ma che esiste ed è comunque reale.

Per maggiori informazioni sulla mostra vedere :http://www.spoletoarte.it/index.php#

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Il LA di VERDI

Il “LA” di VERDI  

Daniela Biganzoli(Dab)

Tecnica mista su tela 60×60 – 2013

L’opera verrà esposta alla mostra OMAGGIO A GIUSEPPE VERDI:L’ISTITUTO DEI CIECHI DI MILANO E LA FAMIGLIA  ARTISTICA MILANESE, organizzata da queste associazioni presso lISTITUTO DEI CIECHI di Milano  dal 2 dicembre 2013 al 30 gennaio 2014.

L’opera ruota attorno alla figura di GIUSEPPE VERDI privilegiando un aspetto della sua ricerca musicale poco conosciuto ai più ma decisamente importante: il diapason ad un “LA” a 432 Hz contro quello a 440 Hz in uso oggi, scelto, arbitrariamente, a Londra nel 1953 e da allora divenuta la “nota” di riferimento mondiale.

Nel 1884 Verdi spedì una lettera alla commissione musicale del Governo nella quale scriveva:

Fin da quando venne adottato in Francia il diapason normale (che allora si attestava a 435Hz), io consigliai venisse seguito l’esempio anche da noi; e domandai formalmente alle orchestre di diverse città d’Italia, fra le altre quella della Scala, di abbassare il corista (diapason) uniformandosi al normale francese. Se la Commissione musicale istituita dal nostro governo crede, per esigenze matematiche, di ridurre le 435 vibrazioni del corista francese in 432, la differenza è così piccola, quasi impercettibile all’orecchio, ch’io aderisco di buon grado. Sarebbe grave, gravissimo errore, adottare come viene da Roma proposto un diapason di 450 vibrazioni. Io pure sono d’opinione con lei che l’abbassamento del corista non toglie nulla alla sonorità ed al brio dell’esecuzione; ma dà al contrario qualche cosa di più nobile, di più pieno e maestoso che non potrebbero dare gli strilli di un corista troppo acuto. Per parte mia vorrei che un solo corista venisse adottato in tutto il mondo musicale. La lingua musicale è universale: perché dunque la nota che ha nome LA a Parigi o a Milano dovrebbe diventare un Si bemolle a Roma?”

Il “diapason normale” (LA a 435Hz) a cui si riferisce Verdi è quello conservato al Museo del Conservatorio Nazionale di Parigi, mentre il cosiddetto “diapason scientifico”, a cui si riferisce il decreto che fu approvato all’unanimità al congresso dei musicisti italiani del 1881, è quello proposto dai fisici Sauveur, Meerens, Savart, e dagli scienziati italiani Montanelli e Grassi Landi e calcolato su un DO centrale di 256 cicli al secondo.(da http://www.movisol.org/verdi.htm)

La musica a 432 Hz, dona beneficio al corpo favorendo la sincronizzazione cerebrale, il rilassamento e l’intuito al contrario di quella a 440 Hz che limita il modo di pensare.(da http://armysoftport.wordpress.com/2013/06/05/proggetto-diffondiamo-la-musica-dellanima-432-hz/)

Per maggiori informazioni sulla Musica a 432 Hz vedi:  http://www.ectomusica.it/site/la-432-hz/    

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di Paolo Manzelli pmanzelli.lre@gmail.com.

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Il cervello è uno strumento quantistico della percezione e del pensiero. Esso infatti comunica e costruisce immagini, colori, suoni, e le altre sensazioni interattivamente attraverso collegamenti (dendriti e sinapsi) che hanno dimensioni nano-tecnologiche e come tali si comportano secondo le capacità di interazione e di comunicazione di una rete di informazione quantistica.

La proprieta’ essenziale del Cervello Quantico, che permette di interagire simultaneamente nella rete neuronale, e’ basata sull’ entanglement  che agisce sulla  transizione della comunicazione  alle sinapsi basata  sulla trasformazione dell’ informazione bioelettrica in  informazioni biochimiche.

Tale trasformazione da bioelettrica in biochimica è essenziale proprio in quanto una rete neurale classica si saturerebbe rapidamente lavorando  soltanto in sequenza temporale, cio’ in quanto i nodi della rete ( neuroni) sarebbero da considerarsi “fissi”, mentre nel” Quantum Brain” i nodi di trasformazione,si creano e si annichilano flessibilmente nelle fessure sinaptiche di neurotrasmissione secondo un formalismo simile a quello della teoria dei campi quantistici d’informazione, che per tramite l’ entanglement permettono una azione simultanea ( nano-telepathy) nello  scambio di informazione “ biochimica -entangled “ che agisce in parallelo,  associandosi con modalità complementari  a quella sequenziale  bioelettrica. (1)  In questo senso il “QUANTUM BRAIN” può esprimere un range enorme di applicazioni in sequenze temporali e simultanee in parallelo negli scambi di informazione tra neuroni, generando la struttura  logica e creativa della percezione e del  pensiero. Questa impostazione innovativa dell’ azione dell’ “Quantum Brain”  conduce la bio-fisica quantistica ad esplicitare forme complesse di comprensione cross-disciplinari delle attività mentali che vanno ben oltre  il dominio della  della fisica quantistica delle particelle quantiche, nata nel 1927 con il Principio di Indeterminazione e che poi si e’ evoluta nello scorso secolo con la concezione dell’ entanglement quantistico.

Nello sviluppo della concezione del “Quantum Brain”, l’ Entanglement viene inteso  come principio necessario a modulare  l’attività dei neuro trasmettitori confinati a livello di interfaccia nano-dimensionata delle sinapsi. Pertanto l’ Entanglement quantistico  è essenziale per comprendere la simultaneità di scambio di informazioni tra i neuroni i quali  trasferiscono energia informazione in forma di impulsi elettrici per via  assonale e per tramite le ramificazioni dendritiche nella rete neuronale del  cervello.

E’ importante evidenziare come la dimensione di scala-nano della fessura sinaptica produca un intrappolamento di molecole della neuro-transmissione in  modo che il confinamento di molecole su nanoscala fornisce una sovrapposizione molecolare che attraverso l’ entanglement quantistico, permette la sovrapposizione degli  stati molecolari dei neuro-trasmettitori trasformando “Nano-telepathy” la loro attività simultanea di informazione. 

 Questa ipotesi su cui si basa la concezione del “Quantum-Brain” segue il fatto che sappiamo come le molecole confinate ed intrappolate, ovvero incapsulate, in una dimensione nano-metrica possono alterare profondamente la loro proprieta’ e funzionalità a causa di interazioni con la struttura- ospite. Sappiamo ancheche il confinamento in dimensioni nano-metriche, genera interazioni bio-chimiche altamente reattive, molto diverse da quelle che sono realizzabili nelle classiche condizioni di massa in fase di soluzione, gas o di solido, mentre nuove proprietà e funzioni molecolari, diventano possibili all’interno di nano-contenitori come ad es. avviene anche nei  “nanotubi di carbonio” all’interno dei  neuroni, così che  anche un “effetto di tunnelling” dovuto al confinamento di neurotrasmettitori, può essere ottenuto  nelle strutture delle microtubuline nei neuroni. (2),(3).

Quindi possiamo ipotizzare diventi possibile la simultaneita’ di scambio di energia di informazione, mediata dall’ evento di confinamento dei neurotrasmettitori nelle fessure sinaptiche, che trasforma il sistema lineare di informazione bioelettrica in un sistema di campo d’ informazione non locale di comunicazione quantistica, generato dall’ entanglement, che permette una parallela azione simultanea di  “nanotelepathy” che attraversa l’ intera rete del neuroni del cervello.

Questo approccio innovativo per la comprensione delle attività del “QUANTUM BRAIN”, verrà proposto e programmato da EGOCREANET nell’ ambito del progetto di ARTE e SCIENZA “ quARte” (5) per il quale si ricerca collaborazione e una partnerschip internazionale al fine di realizzare una revisione dei principi fondamentali della neurobiologia, determinando una nuova opportunita’ nello  sviluppo innovativo delle creatività scientifica e artistica, tale da poter  suggerire  nuove opportunità di prevenzione di  anomalie di comportamento causate da  disturbi cerebrali .

L’obiettivo di cui sopra rappresenta una scommessa sulle nuove frontiere della conoscenza che pensiamo debba  essere esplorato nel campo dell’arte e della scienza sulla creatività umana.

Quantum mind

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