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ScreenHunter_62 Sep. 07 10.51Egocreanet2016@gmail.com

Tema : Terapia Laser : Equivalenza tra il “campo biofotonico” e l’ “Energia Sottile” nella coerenza della riattivazione dell’energia  della vita .

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La laser terapia , lavorando nell’ intervallo tra 200 e 800 nm, stimola la produzione spontanea di biofotoni favorendo un complesso interscambio di informazioni ed energia di cui i “biofotoni” sono portatori.

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Infatti secondo la “teoria dei Biofotoni” proposta da A.F. Popp, i Biofotoni emessi dal DNA regolano la crescita e la rigenerazione delle cellule e controllano i processi biochimici specifici di ogni cellula rispondendo alle caratteristiche dalla ricostruzione metabolica e catabolica dei tessuti.

I biofotoni pur essendo “quanti di energia coerente” come i fotoni di un laser sono capaci di scambiare informazioni a distanza ma inoltre rappresentano un “carattere morfogenetico” relativo alla costruzione della forma le quali sono indispensabili per avviare la differenziazione cellulare che è alla base della formazione di organi e tessuti biologici.

I Biofotoni così rappresentano, nell’ambito della cellula e dei rapporti intracellulari, un vero e proprio linguaggio elettromagnetico per la trasmissione in codice di informazioni morfogenetiche che attivano  processi enzimatici essenziali per le dinamiche funzionali della vita .(1)

Pertanto abbiamo dedicato un convegno organizzato da Egocreanet il 28 Sett 2017 c/o la Accademia dei Georgofili in Firenze, allo scopo di mettere  in evidenza come i “biofotoni prodotti dal DNA” costituissero una evoluzione biologica del fotoni noti nella fisica, ciò proprio in quanto la loro irradiazione a distanza assume un contenuto di “informazione  morfogenetica” con cui si anticipa la forma dei processi di costruzione biologica che sopravanzano la più immediata e semplice coerenza in fase dell’emissione di fotoni monocromatici ottenuti da laser UV e Visibili come quelli che vengono utilizzati nella laser terapia. Il fondatore della “Teoria Morfogenetica del Biofotoni” e’ stato A.Gurwitsch, un medico Russo che la propose nel 1923. A partire da tali esperienze, come Egocreanet, abbiamo proposto di approfondire le suddette sperimentazioni di Gurwitsch e di altri, perseguendo sul piano teorico una strategia di “trasferimento transdisciplinare  di conoscenze” necessarie a porre in evidenza come l’emissione di “Biofotoni” (ed anche di “Biofononi del suono”) generati dal DNA possa irradiare simultaneamente segnali guida in risposta alle peculiari necessità  sinergiche di “energia ed informazione morfogenetica”, capaci di determinare la crescita e la forma di costruzione dei tessuti biologici delle cellule. (2)

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 In sintesi il DNA è un polimero asimmetrico che come un semicristallo piezoelettrico, svolgendosi, dal nucleo centrale, induce un campo elettrico che attiva gli istoni, (i quali agiscono come bobine) per determinare i modi specifici del ripiegamento della flessibilità del  DNA così da indurre l’espressione di segnali dei particolari geni che vengono esposti, mentre per altri rimane nascosta la probabilità della loro espressione.

Inoltre la doppia elica del  DNA, quando viene aperta, (per la trascrizione in RNA o per la sua duplicazione), si polarizza e diviene una struttura “rice –trasmittente” di biofotoni. Infatti da un lato il DNA si comporta come un attrattore di “eccitoni” emessi dal catabolismo ( es. come sappiamo dalla spettroscopia di assorbimento, la rottura di un doppio legame irradia “eccitoni” di 180 nm mentre più doppi legami in serie ovvero ad anello irradiano frequenze elettromagnetiche nello spettro visibile), così che tale pompaggio di eccitoni provenienti da attività cataboliche, conduce ad accoppiare nel DNA elementi di “informazione epigenetica” ai caratteri di informazione genetica per poi irradiare “Biofotoni contenenti caratteristiche morfogenetiche” dalla sezione della doppia elica che ha una polarizzazione e direzione vettoriale opposta.

Il DNA inoltre si comporta come una “cavita speculare” di spessore di 2.5 mm. e lunga circa un metro; ciò permette di ottenere per risonanza l’“Amplificazione della luce per mezzo dell’emissione stimolata di radiazioni”, trasformando gli “eccitoni” in quanti di luce coerente e monocromatica.

Infine l’interno della struttura della doppia elica del  DNA nucleare, (il quale ha la forma geometrica di “Infinito” e più precisamente di un nastro di Moebius), è percorso da due nano-pori congiunti, contenenti “acqua attivata” , che creano un circuito di accelerazione dei biofotoni il quale permette ai DNA di comportarsi come “laser modulabile” e quindi di ottenere la sovrapposizione quantistica (entanglement) dei Biofotoni così che essi acquisiscono la capacità di trasmissione “non locale” che rende possibile la correlazione a distanza di attività simultanee con altri DNA ed in particolare con il mtDNA. (3)

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Tra le attività simultanee tra nDNA ed mtDNA possiamo annoverare la formazione e lettura di “ologrammi” capaci di perfezionare e distribuire l’informazione morfogenetica. L’interazione tra i due DNA –laser  monocromatici, (i quali  agiscono l’uno come fascio di riferimento e l’altro come fascio segnale), genera sulla parete delle membrane, “ologrammi” i quali sono strutture di “memoria bidimensionale” in quanto  riproducono in ogni loro sezione tutta l’informazione di uno spazio tridimensionale. Infatti gli elettroni delle membrane quando sono colpiti dalle frange di interferenza biofotoniche si eccitano e saltano ad un livello quantico superiore, se sono illuminati ed invece non si eccitano se non vengono illuminati dalla frangia di interferenza dei due laser-biologici.

La decodificazione  dell’ologramma biofotonico così realizzato, avviene tramite la lettura a scanner del fascio biofotonico emesso da il mtDNA –laser, che così riceve informazioni per predisporre l’eventuale “mitocondrio genesi” ovvero per organizzare le sequenze della “apoptosi cellulare”.

Egocreanet ha sviluppato le precedenti concezioni di “biologia quantistica” utilizzando della metodologia transdisciplinare, concepita come lo stadio più elevato di integrazione tra differenti discipline in cui l’innovazione cognitiva  si evolve all’interno di un sistema di concezioni “senza frontiere limitanti la creatività scientifica ed artistica”, che riteniamo indicata per sostenere e integrare i diversi contributi con cui sono interpretate le scienze della vita. (4)

Proseguendo in tale strategia di sviluppo delle conoscenze, riteniamo che grazie allo studio transdisciplinare dei Biofotoni, sia possibile sorpassare le differenze tra concettualità derivanti da prassi antiche e di concezione olistica e quelle della scienza quantistica contemporanea in modo da favorire una sostanziale  equivalenza  tra le attività del “campo biofotonico” e quelle attribuite alla “Energia Sottile” che sono trattate in termini di Prana, Chi, Ki ovvero  Life Energy, al fine di indagare le potenzialità di coerenza della riattivazione dell’energia vitale.

In tale direzione di integrazione transdisciplinare  recentemente si sono potute concepire alcune equivalenze tra le antiche tecniche di guarigione, e le concezioni della scienza, infatti  in occasione degli studi sulla “laser terapia” e dell’“agopuntura” derivante dalla medicina tradizionale cinese ed anche della manipolazione  di biofotoni nella pranoterapia. Infatti in tale contesto di comparazione ed es. è noto che i punti cutanei corrispondenti alla stimolazione dell’ agopuntura hanno una resistività elettrica inferiore rispetto alle altre porzioni della pelle, cioè ostacolano meno il passaggio di correnti elettromagnetiche. Inoltre le stesse zone di attivazione studiate contando i Biofotoni emessi, hanno permesso di constatare che l’irradiazione di biofotonica è maggiore proprio in corrispondenza delle particolari intersezioni di agopuntura o di stimolazione con laser.

In conclusione Egocreanet (ONG) c/o Incubatore della Università di Firenze, si è proposta l’obiettivo di integrare le concezioni di alcune discipline esercitate come medicina alternativa ( ovvero complementare ) le quali fanno  riferimento a concezioni assai antiche come l’ “energia vitale ovvero energia sottile e memorie omeopatiche”,  riconoscendo  la necessità e l’importanza  di trovare utili correlazioni ed equivalenze utilizzando della metodologia transdisciplinare per l’integrazione con la scienza contemporanea. (5)

A tale proposito successivamente al convegno Egocreanet del 28 Sett.2017 , si è costituito un CLUSTER di ricercatori interessati a far emergere le equivalenze cognitive dal confronto delle discipline tradizionali e non convenzionali e dall’esistenza di nuove concezioni emergenti da tale processo di integrazione delle conoscenze.

Quanti desiderano essere coinvolti a collaborare come partner di tale iniziativa potranno contattare Egocreanet inviando un email a : egocreanet2016@gmail.com

 

 

NB: Per sostenere le attività di Egocreanet vedi il Link a Rete del Dono: https://www.retedeldono.it/it/user/login?current=profile-onlus/33268

 

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Notes by: Paolo Manzelli – egocreanet2016@gmail.com

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The study of morphogenesis is very ancient and dates back to Aristotle, but modern reductionist mechanical concepts today cause an mis-understanding so that  the word “IN-FORMATION” is not understood in its original etymological conception of anticipation of form. (1)

Paul Klee wanted to interpret “in-formation” as the origin of the forms of things common to all elements, so that he considered that the contemporary artist no longer may imitate the visible forms produced by nature but should investigate the genetic process of formation based on the morphogenetic principle (Morphogenesis = Genesis of the Forms).

Only that live has a living form. (2) – Form, therefore, is life itself, because it is what allows the visible expression of life. See: P. Klee, Diari, The Sage, Milan 1960, Part IV (1916-18).

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The morphogenetic principle of any type of change in shape, as we will see, becomes readable as a hologram of laser interference. The wave electromagnetic nature of life can create holograms plotted in space-time in biological systems. We will also observe how this is able to create a change of the expressive and artistic contemporarily potentialities of contemporarily art sharing and motivation to which every single contemporary artist becomes sensitive to evolution of morphogenetic processes.

The subject of morphogenesis had a follower in Johann Wolfgang von Goethe, while on his trip to Italy at the Botanical Garden in Padua (1786), wrote a paper on “The Metamorphosis of Plants” (3). Indeed in science we find few examples of morphogenetic investigation.

For example, morphogenesis and geometry in chemistry reaction fronts are issues developed by Alan Turing in the treatise on “The Chemical Basis of Morphogenesis” (1952); also referring to the roots of embryology we cite Thompson D’Arcy in the essay on” On Growth and the Form “.

The first who begins to treat morphogenesis as a phenomenon that needs to overcome mechanical conception by giving more attention to the holistic thought of science is the English biologist Rupert Sheldrake, who with his essays “A New Science of Life” (1981) and “The Presence of the Past” (1988), has become very well known for its debated theory of “Morphic Resonance” based on a field of “ thin energy vibrations” that determine the “archetypal” configurations of morphogenesis. This theory has been severely criticized by the scientific community, believing Sheldrake’s statements completely unacceptable.

Today, in this context of the incredulity of mechanical science and traditional quantum mechanics in relation to morphogenesis, the fact remains that we need to make us aware of how “totipotent- cells” can become specialized in tune in “pre-informed” structures of the morphogenetic field.

Therefore, in this permanent cultural and scientific climate still defined till now-by means the obsolete linear-mechanical logics, it is unfortunately  difficult for Egocreanet to favor conceptually innovative ideas that lead to understanding the reality of “thin energy coexistence” as the property of a ” morphogenetic field “which assumes the form of  olographyc memory generated by electromagnetic interaction between” nDNA “and” mtDNA “of each cell.

However, in the first instance, it is necessary to understand how DNA behaves both as an attractor and also as a biofotonic inducer. (5)

Next, to understand the dynamic creation of a hologram memory, it is necessary to reflect on the probabilities of coherent interaction between different DNA-Laser Antenna, such as instantaneous morphic-field generators become capable of directing and redirecting in space-time, the placement of “toti-potent cells” “in the act of their specialization in creating and regenerating the form of organic tissues and organs.

To support this hypothesis, it is necessary to understand how the different DNAs can achieve a “hologram” (from Holo = Everything and Graphic = Drawing, Graph). as a quantum interference of biophotons that produce an optical storage system of integration between “genetic and epigenetic in-formation” by reconstructing the fringes of interference generated by the interconnection of the quantum laser activity of the various DNAs.

Finally, under this research profile, based on the transdisciplinary transfer of knowledge , Egocreanet feels it possible to lead to understanding how DNAs interactions in their biological “Laser-Antenna” functions, can generate the actual morphogenetic potentialities in every living system in which biophotons assume the “thin energy dimension” made by two-dimensional biophotons that generate holographic information structures.

Egocreanet intends to deepen this complex issue related to the dynamic formation of morphogenetic memories at the LASERFLORENCE 2017 conference.

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Paolo Manzelli​ 13/10/2017 ( egocreanet2016@gmail.com) (335/6760004)

To sustain Egocreanet : see : Rete del Dono: vedi link in:  https://www.retedeldono.it/it/user/login?current=profile-onlus/33268

Biblio on line:

1)-http://cronologia.leonardo.it/chimic.htm.

2)- http://www.einaudi.it/var/einaudi/contenuto/extra/978880619267PCA.pdf

3)-   https://it.scribd.com/doc/27298452/Francesco-Varanini-Goethe-La-Conoscenza-come-  morfogenesi-Commento-a-Die-Metamorphose-Der-Pflanzen  a-risonanza-morfica/ 

4)- https://www.dionidream.com/sheldrake-e-la-teoria-della-risonanza-morfica

5)- DNA-Antenna Laser Rice-Trasmittente in: http://www.generazionebio.com/notizie/8360-biofotoni-nuove-prospettive-per-le-scienze-della-vita.html

 

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Note di: Paolo Manzelli egocreanet2016@gmail.com

2paulus

Lo  studio della morfogenesi è molto antico e risale ad Aristotele ma oggi le moderne concezioni meccaniche riduzioniste determinano un pregiudizio per cui la “IN-FORMAZIONE” non è intesa nella sua originale concezione etimologica di anticipazione della forma. (1)

Paul Klee ha voluto interpretare la “in-formazione” come origine delle forme delle cose  comuni a tutti gli elementi, così che ritenne che l’artista contemporaneo non dovesse più imitare  le forme visibili prodotte dalla natura ma dovesse indagare sul processo genetico di formazione basato sul  principio morfogenetico  ( Morfogenesi = Genesi delle Forme). Solo ciò che ha una forma vive.(2)- La forma, dunque, è essa stessa vita, in quanto è ciò che consente l’espressione visibile della vita.

Vedi: P. Klee, Diari, Il Saggiatore, Milano 1960, parte IV (1916-18) .

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Il principio morfogenetico  di ogni tipologia di cambiamento della forma vedremo che diviene leggibile come un ologramma di interferenze laser che generano memorie morfogenetiche tracciate nello spazio-tempo di sistemi biologici, e vedremo anche come cio’ vada ad impattare sul cambiamento delle potenzialità espressive ed artistiche di un’epoca di condivisione e motivazione espressiva, a cui appartiene ogni singolo artista contemporaneo sensibile all’evoluzione dei processi morfogenetici.

L’ argomento della morfogenesi ha avuto un suo cultore in Johann Wolfgang von Goethe, durante il suo viaggio in Italia all’ Orto  Botanico di Padova (1786) scrisse un saggio su “La Metamorfosi delle piante ” (3) …In vero nella  scienza troviamo pochi esempi di indagine morfogenetica. Ad es.  di Morfogenesi e geometrie negli sviluppi del fronte di reazione in chimica si e’ occupato  Alan Turing nel trattato su ” The Chemical Basis of Morfogenesis” (1952) ; inoltre facendo riferimento  alle  radici dell’ embriologia  citiamo Thompson D’Arcy ” nel volume su” On the Growth and the Form”. Il primo che inizia a trattare la morfogenesi come un fenomeno che necessita di un superamento delle concezioni meccaniche, dando maggior attenzione al pensiero olistico nella scienza, è il biologo inglese Rupert Sheldrake, che coi i suoi saggi  “A New Science of Life” (1981) e “The Presence of the Past” (1988), è divenuto famoso soprattutto per la sua discussa teoria della “Risonanza Morfica“, basata su un campo di “vibrazioni energetiche sottili che determinano le configurazioni “archetipiche” della morfogenesi. Tale teoria che  è stata criticata duramente della comunità scientifica  ritenendo del tutto inaccettabili le affermazioni di Sheldrake.(4).

Oggi in questo contesto di poca credulità della scienza meccanica e quanto-meccanica tradizionale in proposito della “morfogenesi”, resta il fatto che è necessario renderci consapevoli di come le cellule “toto-potenti” possano specializzarsi sintonizzandosi in strutture “pre-informate” da un campo morfogenetico.

Pertanto in questo permanente clima culturale e scientifico ancora definito prevalentemente da logiche meccaniche-lineari ormai del tutto obsolete purtroppo risulta ancora difficile per Egocreanet favorire ipotesi concettualmente innovative tali che conducano a capire la realtà di “sottile coesistenza energetica” come proprietà di un “campo morfogenetico” il quale  assume la forma di memoria ologrammmatica generata dalla interazione ad es. tra  “nDNA” ed “mtDNA“ di ciascuna cellula.

Comunque in prima istanza è necessario comprendere come il DNA si comporti sia come un attrattore ed anche come un induttore di Biofotoni . (5)

Successivamente per capire la creazione dinamica di una memoria ologrammatica diviene necessario riflettere sulle probabilità di  interazione coerente tra diversi DNA, quali generatori di  campi morfici istantanei, capaci di  indirizzare e reindirizzare nello spazio-tempo, il posizionamento di cellule “toto-potenti” nello specializzarsi per creare e rigenerare la forma di tessuti ed organi biologici. Per sostenere questa ipotesi  diviene opportuno capire come i diversi DNA possano realizzare un “ologramma” (da Olo=Tutto e Grafe’=  Disegno,Grafico) come interferenza quantica di biofotoni che producono un sistema ottico di memorizzazione dell’integrazione tra” in-formazione genetica ed epigenetica”, per tramite la ricostruzione delle frange di interferenza generate dalla interrelazione delle attività di  laser -quantistico  dei vari DNAs .

Infine sotto tale profilo di indagine, basata sul  trasferimento transdisciplinare delle conoscenze, Egocreanet ritiene possibile condurre a comprensione come le interazioni tra DNAs nella loro funzionalità biologica di “Laser-Antenna” possano generare le effettive potenzialità morfogenetiche in ogni sistema vivente nelle quali, i biofotoni assumono la dimensione “di energia sottile” realizzata da quanti-bidimensionali di informazione-olografica.

  • Proveremo ad approfondire questa complessa tematica relativa alla formazione dinamica di memorie morfogenetiche in occasione del convegno LASERFLORENCE 2017 . 

 

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Paolo Manzelli​ 13/10/2017 ( egocreanet2016@gmail.com) (335/6760004)

–> Per sostenere la indagine e le azioni di Egocreanet : Rete del Dono: vedi link in:  https://www.retedeldono.it/it/user/login?current=profile-onlus/33268

Biblio on line :

1)- http://cronologia.leonardo.it/chimic.htm.

2)- http://www.einaudi.it/var/einaudi/contenuto/extra/978880619267PCA.pdf

3)-https://it.scribd.com/doc/27298452/Francesco-Varanini-Goethe-La-Conoscenza-come-morfogenesi-Commento-a-Die-Metamorphose-Der-Pflanzen

4)-https://www.dionidream.com/sheldrake-e-la-teoria-della-risonanza-morfica/

5)- DNA-Antenna Laser Rice-Trasmittente in http://www.generazionebio.com/notizie/8360-biofotoni-nuove-prospettive-per-le-scienze-della-vita.html

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di Daniela Biganzoli(Dab)

Considerazioni post Convegno 

BIOFOTONI ED ENERGIA PER LA VITA (Programma)

28 settembre 2017, ore 9:00÷19:00
Sala delle Adunanze dell’Accademia dei Georgofili, Logge Uffizi Corti, 50122 Firenze

 

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Si è svolto nei giorni scorsi a Firenze nella prestigiosa Accademia dei Georgofili un convegno al quale ho partecipato con relazione ed opera in veste di Artista Quantistica. L’Accademia dei Georgofili, a Firenze, è stata fondata nel 1753, ed è la più antica Istituzione del genere al mondo “ad occuparsi di agricoltura, ambiente, alimenti, e promuove il progresso delle conoscenze, lo sviluppo delle attività tecnico economiche e la crescita sociale”. “… si propone di contribuire al progresso delle scienze e delle loro applicazioni all’agricoltura in senso lato, alla tutela dell’ambiente, del territorio agricolo e allo sviluppo del mondo rurale”.

Il Convegno è stato molto interessante; i relatori, tutti di notevole livello, anche se tra loro molto differenti, l’argomento particolarmente difficile e soprattutto poco conosciuto ma non per questo meno importante, anzi!

Ammetto che presentare una relazione sui biofotoni, essendo una pittrice di Arte Quantistica, in un ambiente così prestigioso, mi creava un po’ di timore, ripagato però in seguito da tanta bellezza. La location semplicemente magnifica! L’accademia posizionata davanti agli Uffizi si presenta già dall’esterno come un luogo magico, dove il tempo sembra essersi fermato; dove senti le energie di tutti quei capolavori racchiusi a pochi passi da lì. Tesori provenienti da una Firenze grande, impareggiabile. Percepisci che sei in un luogo unico per bellezza, conoscenze, un sapere a 360° concentrato lì. Anche entrando all’Accademia ti rendi subito conto che le sensazioni che si provano fra quelle mura ti portano fuori dalla realtà in un universo parallelo dove esistono solo bellezza, sapere e perfezione. Nella sala del Convegno senti quel passato che ti viene incontro da subito. Alle pareti dei capolavori che ho ammirato per tutta la giornata, essendo seduta, come relatrice, su uno scranno antico, situato in una posizione privilegiata più alta rispetto agli spettatori. Una sedia enorme, alta, pesante che portava con sè tutto il suo passato. Mi chiedevo chi si fosse seduto lì, quali storie potrebbe raccontare se potesse parlare.

Tutto questo ha certamente contribuito alla realizzazione di un buon convegno. Ora dobbiamo sperare nella collaborazione congiunta dei partecipanti verso un cambiamento di paradigma, verso una visione olistica che cerca di comprendere la realtà delle cose nel suo insieme; una scienza che tiene conto che negli esseri viventi il tutto è superiore alla somma delle parti. L’idea è quella di creare un gruppo di individui , associazioni ed enti capace di condividere coerentemente la strategia di sviluppo creativo della scienza.

Un ringraziamento particolare al Prof. Manzelli che ha organizzato il Convegno in questa splendida cornice.

 

 

 

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di Paolo Manzelli

CONVEGNO

BIOFOTONI ED ENERGIA PER LA VITA

28 settembre 2017, ore 9:00÷19:00

Sala delle Adunanze dell’Accademia dei Georgofili, Logge Uffizi Corti, 50122 Firenze

Programma

Alla fine del XIX secolo, la scienza fondamentale aveva scoperto l’elettrone ed il fotone quali onde/particelle quantistiche del campo elettromagnatico. Nell’avvicinarsi alla fine del XX secolo, la vita sociale ed economica senza elettroni e fotoni è quasi impensabile : portano l’elettricità e la la luce nelle nostre case, trasportano la nostra voce lungo le fibre ottiche  che compongono le immagini che vediamo sugli schermi dei nostri televisori e cellulari.
Malgrado ciò il trasferimento delle conoscenze nella comprensione dei sistemi viventi è ancora oggi assai limitata a causa della permanenza di un modello “meccanico della scienza” che di fatto impedisce lo sviluppo della futura società della conoscenza condivisa. Pertanto il tema dei Biofotoni ed Energia per la Vita, (28 Sett 2017 c/o accademia dei Georgofili in Firenze, Programma in: http://www.giulianaconforto.it/?p=7208), coglie un elemento essenziale dello sviluppo delle conoscenze della moderna “biologia quantistica” applicabile all’agronomia sia nella produzione alimentare che ecologica ed alla medicina e la rigenerazione biologica della salute e del benessere.
Per mettere in luce il valore delle possibilità attuali di sviluppo delle conoscenze relative al campo elettromagnetico e la sua quantizzazione il convegno sarà aperto da una commemorazione della creatività di Nikola Tesla. https://dabpensiero.wordpress.com/2017/09/24/arte-quantisticabiofotoni-e-rinnovamento-della-vita-la-colomba-di-nikola-tesla/
Infine sara’ realmente importante dare continuità all’integrazione transdisciplinare di conoscenze ed innovazione emergenti dal Convegno organizzato da Egocreanet (ONG-Firenze). A tale scopo richiediamo di sostenere e far sostenere l’attività di promozione di EGOCREANET sottoscrivendo contributi presso la Rete del Dono.

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Relazione di Daniela Biganzoli (in arte Dab)

dedicata al grande genio Nikola Tesla in occasione della sua commemorazione avvenuta quest’anno al TESLA EXPO 2017 a Perth in Australia. La relazione, con un’opera pittorica,verrà presentata al

Convegno 

BIOFOTONI ED ENERGIA PER LA VITA (Programma)

28 settembre 2017, ore 9:00÷19:00
Sala delle Adunanze dell’Accademia dei Georgofili, Logge Uffizi Corti, 50122 Firenze

La Colomba di Nikola TeslaLa Colomba di Nikola Tesla – Daniela Biganzoli(Dab)- 2017

L’arte, nel suo procedere non lineare, ha subito una trasformazione graduale e progressiva che vede oggi la nascita di una nuova forma espressiva, l’Arte Quantistica. Ritengo che lArte, come diceva Paul Klee, non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che non sempre lo è. L’Arte quantistica fa proprio questo, mostra, evidenzia quello che spesso altri linguaggi non riescono a dire, fornendo una nuova concezione del mondo meno limitativa e condizionante. Quest’arte diviene linguaggio ideale per un cambiamento radicale di paradigma, una visione olistica che cerca di comprendere la realtà delle cose nel suo insieme. Una visione che non è più pensiero individualista ed egocentrico, ma collettivo divenendo un canale veicolante verso un cambiamento radicale della realtà.  La Scienza classica riduzionista, che si basa sulla convinzione di poter smontare ogni cosa per isolarne le singole componenti e studiarle una alla volta, sta attraversando un momento di profonda trasformazione e rinnovamento. È una scienza che non tiene conto che negli esseri viventi il tutto è superiore alla somma delle parti, secondo la visione olistica. Una Scienza Olistica che non sia al servizio del materialismo, degli interessi personali ma operi nel rispetto e nell’amore del Tutto, dell’intero. Mi riferisco ad una visione dove Arte e Scienza entrino in sinergia, lavorino insieme e una sia di aiuto all’altra. Pensiamo ad Einstein che attribuì soprattutto alla musica, sua grande passione, le sue intuizioni scientifiche arrivando a dire che “ I grandi scienziati sono artisti”.

La fisica quantistica sta veramente rivoluzionando l’intera concezione della realtà. Le implicazioni delle scoperte degli ultimi decenni, tuttavia, non hanno ancora nemmeno cominciato a scalfire le nostre convinzioni acquisite ormai da secoli durante tutta l’epoca industriale. La scienza è progredita oltre la nostra capacità di comprendere. Feynman, premio Nobel per la fisica, sosteneva che la nostra immaginazione riesce a comprendere solo la materia, il tempo che scorre verso il futuro e le tre dimensioni. Siamo prigionieri di certi schemi interpretativi da noi stessi creati nel passato. Le impalcature mentali, le ideologie, i concetti, le opinioni, condizionano sempre il nostro agire. Importante è dunque ampliare la nostra visione della realtà fino a comprendere un mondo che supera la nostra immaginazione; per questo è necessaria la collaborazione degli artisti che si affidano alla fantasia, alle intuizioni. Heisemberg, uno dei fondatori della meccanica Quantistica, oltre che premio Nobel per la Fisica, sosteneva che“… gli sviluppi più fruttuosi si verificano spesso ai punti di interferenza tra due diverse linee di pensiero.

Picasso, ad esempio, introdusse, con la sua opera “Les damoiselles d’Avignon” il concetto di Relatività quasi contemporaneamente ad Einstein, che con la sua teoria stravolse la concezione del tempo e dello spazio.

 Le mie opere cercano così di interpretare queste nuove visioni.

Io credo che proprio l’arte  possa essere importante per cambiare vecchie concezioni scientifiche riduzioniste-meccaniche che continuano a manipolare la nostra mente, impedendoci di comprendere la realtà. L’uomo, infatti, può solo interpretare pochissime onde elettromagnetiche che raggiungono i suoi occhi, quindi non è in grado di avere una visione obiettiva. L’artista quantistico, al contrario, si apre facilmente al nuovo, prendendo in considerazione anche ciò che appare inverosimile. Il suo compito è quello di togliere il velo dell’illusione e avvicinare lo spettatore verso una realtà nascosta spesso difficile da accettare. Da sempre l’arte è stata anticipatrice di nuovi modelli intuitivi cercando di superare ciò che ritiene ormai logoro, talvolta anche ripescando in un lontano passato, ma sempre rielaborando in un ottica nuova di immagini. La forza dell’artista  sta proprio qui, non solo nella sua creatività, nella sua intuizione, ma nella capacità di anticipare anche la Scienza, spaziando in territori inesplorati dal comune sentire,  promuovendo la nascita di una nuova coscienza, anche in campo scientifico.

L’arte vede il mondo da un’angolatura eccentrica che le permette di mostrare quello che altri linguaggi non riescono a dire.

Arte e Scienza sembrano non avere punti di contatto eppure già esaminando l’opera di Leonardo ci si rende conto che si avvalgono degli stessi processi di osservazione. Pensiamo ai bambini, prima ancora di impossessarsi del linguaggio, utilizzano il disegno, come tentativo di comprendere il mondo fisico. Le immagini, le forme e i colori costituiscono il mezzo di comunicazione più diretto.

Nel mio caso, come artista, mi esprimo attraverso la pittura, con l’idea che sia dapprima il cuore e poi la mente dell’osservatore ad entrare in sintonia con l’opera e a comprenderne il messaggio.

Per questo scoperte come quelle sui Biofotoni è importante che siano divulgate, trasmesse ai più perché divengano conoscenza comune.

I Biofotoni  furono scoperti intorno al 1920 dal russo Alexander Gurwitsch ma provati scientificamente solo 40 anni fa dal biofisico tedesco Fritz Albert Popp e dal suo gruppo di ricercatori. L’importanza della scoperta fu confermata da scienziati eminenti come Herbert Froehlich e premio Nobel Ilya Prigogine. Siamo nel 2017 ma ancora oggi si parla poco di biofotoni. Come mai? Questo grande scienziato venne da subito ostacolato nelle sue ricerche dallo stesso ambiente accademico, che solitamente non accetta facilmente le nuove scoperte.  A conferma riporto le parole di  Max Planck, altro premio Nobel:“Una nuova verità scientifica non trionfa perché convince i suoi detrattori e fa sì che essi vedano la luce, ma piuttosto perché i suoi detrattori pian piano muoiono, e intanto cresce una nuova generazione per la quale i nuovi concetti sono scontati”.

Secondo  Popp  possiamo  considerare l’uomo come un essere di luce. Siamo più degli atomi e delle molecole di cui siamo composti, ma esseri che emettono, comunicano per mezzo della luce, e  formati dalla luce.

La Luce è importante per la vita in tutte le discipline scientifiche, dalla fisica alla biologia e all’arte stessa. Lo era già per i filosofi greci, per il Medioevo fino ad arrivare a Leonardo da Vinci che ne studiò la geometria e si interessò dell’interazione tra luce e ombra.

LUCELuce”- Daniela Biganzoli(Dab) – Opera Digitale

La materia vivente emette i cosidetti biofotoni, sotto forma di “Quanti Energetici”, che consistono in una luce estremamente debole equivalente a quella di una candela vista ad una distanza di 20 km. I Biofotoni fanno parte dello spettro elettromagnetico visibile (380-780 nanometri) e permettono di scambiare informazioni anche a lunga distanza. La luce nel nostro corpo viene immagazzinata ed emessa dal nostro DNA prendendola  dai raggi solari e dal cibo che mangiamo.

I biofotoni  inoltre presentano una caratteristica incredibile che caratterizza la vita, la coerenza. La coerenza si ha quando i biofotoni vibrano in sintonia, in concordanza di fase e con la stessa frequenza. Gli organismi in buona salute emettono bio-fotoni molto coerenti  mentre gli organismi malati emettono fotoni meno coerenti. Quindi per mantenere la salute ci devono essere bassi livelli di entropia.

Popp ha dimostrato che la luce nel nostro corpo viene immagazzinata ed emessa dal nostro DNA che si trova nel nucleo di ogni cellula. Il DNA è la vita stessa; è la portatrice dell’ereditarietà. Esiste  in tutte le cellule viventi di ogni animale e di ogni pianta della Terra.

I biofotoni però vengono emessi soprattutto dal cosìdetto DNA spazzatura, che corrisponde al 95%, definito così perché non se conosceva l’utilità e che invece ha  un ruolo fondamentale.

Il DNA è come un internet biologico, un’antenna a banda larga che fornisce istruzioni; trasmette e riceve onde elettromagnetiche ed è capace di comunicare a distanza mediante segnali quantici-coerenti recepibili da altri DNA. Questo però non può mantenersi nè riprodursi se non e’ immesso in una soluzione acquosa.

Dalle ricerche del premio Nobel  Luc Montagnier,  il DNA è in grado di emettere e di trasmettere segnali elettromagnetici di bassa frequenza in soluzioni acquose altamente diluite, le quali mantengono poi “memoria” delle caratteristiche del Dna stesso.

Qui potete vedere una mia opera relativa alla memoria dell’Acqua, ”Informed Water”.

Informed water (2)“Informed Water”-Daniela Biganzoli(Dab)

L’emissione di biofotoni aumenta con l’avanzare dell’età biologica, mentre al contrario il sangue di una persona sana e giovane emette più biofotoni del sangue di una persona anziana o con scarsa vitalità.

Alla morte dell’organismo vivente, si ha la massima emissione di biofotoni. A riprova di questo riporto le parole di Nikola Tesla durante un’intervista del 1899 rilasciata al giornalista  John Smith: “Alla mia finestra, una mattina arrivò una colomba bianca, alla quale davo da mangiare. Ella voleva dirmi che stava morendo. Dai suoi occhi uscivano fasci di luce. Non ho mai visto negli occhi di nessuna creatura tanta luce come in quelli di quella colomba”.

Per rappresentare i Biofotoni attraverso una mia opera ho scelto proprio la Colomba bianca di Tesla come protagonista  e messaggera di informazioni. Ma prima vorrei fare una breve premessa su chi fosse questo grande inventore del passato per comprendere meglio l’essenza dell’opera.

Nikola Tesla, uno dei più grandi scienziati di tutti i tempi, nacque nel 1856  in Croazia da genitori serbi. Ingegnere elettronico, inventore e pioniere degli studi sull’elettromagnetismo; definito un visionario.

Depositò circa 300 brevetti;  in particolare inventò la corrente alternata, grazie alle sue capacità mentali quasi sovrumane. Ma la cosa più incredibile è come arrivasse alla realizzazione di queste geniali invenzioni; l’intero processo creativo aveva luogo solo nella sua mente. Affermava infatti:  «Per me è del tutto indifferente costruire una turbina nella mia testa o in officina, riesco persino a notare quando va fuori bilanciamento

Il reporter americano John B. Kennedy che lo intervistò lo descrisse  con queste parole: “Un uomo alto, snello, una figura ascetica che veste abiti sobri e che osserva il suo interlocutore con sguardo fisso e profondo Una vita quasi monacale quella dell’ingegnere-filosofo-inventore: non beve, non fuma, segue una dieta ferrea. Totalmente concentrato nella sua missione: scoprire e creare.”

Per  Tesla, infatti, il denaro non era importante, per questo motivo veniva considerato “il poeta della Scienza”. Immaginava un mondo in cui tutti gli uomini avrebbero ricevuto energia gratuita e illimitata. Nonostante la fama però morì povero e solo  a 86 anni,  in una camera d’albergo di New York.

Tesla possedeva una mente che riuscì a prevedere invenzioni future con un incredibile anticipo sui tempi, come ad esempio quella degli smartphone nel 1926.

Mi hanno particolarmente colpito queste sue parole, riportate di seguito, che mi fanno pensare al principio più importante della Fisica Quantistica, l’”Entanglement”..“Ogni volta che una delle mie persone vicine e care erano rimaste ferite, ho sentito il dolore fisico. Questo perché i nostri corpi sono di una costituzione simile, e le anime legate con dei fili infrangibili”. E’ come se avesse anticipato a livello intuitivo questo incredibile principio, confermato soltanto nel 1982 da Alain  Aspect  , a cui neanche Einstein volle credere. E’ un  fenomeno non-locale, che si manifesta quando due particelle si influenzano a vicenda istantaneamente

Entanglement“Entanglement? Ho chiuso gli occhi alla verità”-Daniela Biganzoli(Dab)

A proposito della Luce, Nikola  sosteneva che “Noi siamo luce, noi siamo Dio !”  e ancora :“Io sono parte di una luce che è la musica. La luce riempie i miei sei sensi: la vedo, odo, sento, annuso, tocco e penso. Pensare a lei è il mio sesto senso. Le particelle di luce sono note scritte. Un raggio può essere un’intera sonata. Mille lampi sono un concerto.” 

Di seguito riporto, come interpretazione sul tema dei Biofotoni, la mia opera “La colomba di Nikola Tesla”.

La Colomba di Nikola Tesla

Come anticipato precedentemente, la scelta di questo soggetto è generata proprio dalle parole di Nikola riguardo l’arrivo della colomba che tanto amava. Qui la Colomba viene rappresentata con una luce emessa dalla testa, che non è bianca ma dei colori dell’arcobaleno, che costituiscono lo spettro solare o luminoso. Questa luce è un preciso richiamo ai biofotoni che vengono emessi dagli occhi della colomba in dose massima perchè prossima alla morte. Tesla manifestò una vera passione per questi uccelli  che nutriva amorevolmente ogni giorno. Voleva dare amore ad esseri che sapevano corrispondergli; gli animali in generale e le colombe in particolare.

Nell’opera vediamo come sfondo molti fulmini, che rappresentavano per Tesla, insieme ai tuoni, un vero interesse, tanto da affermare:“ I fulmini sono i giocattoli piu’ belli che si possono trovare”. Veniva soprannominato “Il signore dei fulmini”  soprattutto per i suoi esperimenti, in particolare quelli sulla  famosa  “Bobina”. Sembra che  fin dall’infanzia avesse delle visioni precedute da strani lampi di luce, accompagnate da una intensificazione dell’udito, oltre ogni capacità umana. Probabilmente si trattava di “stati alterati di coscienza”; quando particolari aree del cervello normalmente dormienti vengono attivate, unendo le capacità intuitive a quelle razionali. Nei suoi scritti troviamo inoltre queste parole:”..usando il “fulmine di Giove” l’uomo annichilisce il tempo e lo spazio”.

Tesla  aveva inoltre una vera ossessione per il numero 3 che viene considerato il numero della perfezione, dell’equilibrio delle forze, la sintesi spirituale.  Il tre è associato anche alla lettera Gimel, che è la terza lettera dell’alfabeto ebraico che rappresenta l’espandersi e il contrarsi della luce infinita. Per questo li ho inseriti nello sfondo.

Sotto l’ala della colomba, invece vediamo la presenza del DNA per la sua importanza riguardo ai biofotoni. Infatti, come scrivevo, la luce nel nostro corpo  viene immagazzinata ed emessa dal nostro DNA che si trova nel nucleo di ogni cellula.

Concluderei con queste  parole di Nikola Tesla :

 “Se volete comprendere i segreti dell’universo, pensate all’energia, alla frequenza e alla vibrazione”.

“La scienza non è nient’altro che una perversione se non ha come suo fine ultimo il miglioramento delle condizioni dell’ umanità”.

Bibliografia e Sitografia :

https://dabpensiero.wordpress.com/2009/11/23/larte-anticipatrice-di-nuovi-paradigmi/

 Fritjof Capra, “Il Tao della fisica”, Gli Adelphi, 2007

https://www.dionidream.com/il-corpo-umano-emette-comunica-attraverso-ed-e-fatto-di-luce/ )

Vincenzo Primitivo-Il DNA spazzatura è un ‘antenna di biofotoni- SCIENZA e CONOSCENZA

http://www.pennematte.it/wp-content/uploads/pdf_opera/usr5365/13776.pdf

http://www.lastoriavariscritta.it/dna-un-sistema-biologico-ricetrasmittente/#sthash.Pw2gSb5o.dpbs

http://www.mizar100.it/i_biofotoni.htm

http://ilnuovomondodanielereale.blogspot.it/2015/06/nikola-tesla-noi-siamo-luce-noi-siamo.html

http://www.focus.it/cultura/storia/nikola-tesla-storia-di-un-genio-truffato

https://dabpensiero.wordpress.com/2013/11/12/entanglement-ho-chiuso-gli-occhi-alla-verita/

https://gaetaniumberto.wordpress.com/2015/03/12/le-scoperte-di-nicola-tesla-volutamente-occultate-allumanita

http://semplici.emozioni.forumfree.it/?t=71588283

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di Paolo Manzelli, Chimico-Fisico, Presidente di EGOCREANET

Siamo ancora sulla soglia di comprendere appieno il complesso rapporto tra la luce e la vita, ma ora possiamo dire con forza, che la funzione di tutto il nostro metabolismo dipende dai Bio-fotoni “

Fritz Albert Popp, (1976)

BIOFOTONI – PROMOZIONE della RICERCA & SVILUPPO :

EGOCREANET NGO c/o Incubatore dell’ Universita’ di Firenze ha idea di realizzare un Incontro multidisciplinare in Firenze c/o Accademia dei Georgofili (*), Giovedì 28.Sett.2017  sul tema :

Vibrazioni verdi VIBRAZIONI VERDI  Daniela Biganzoli(Dab)

L’ iniziativa svilupperà una dimensione culturale innovativa della ricerca biofisica  in relazione  all’ importanza della debole emissione spontanea e coerente di quanti di luce che caratterizza la comunicazione cellulare di  tutti  i sistemi viventi.

La comunicazione di biofotoni è  un’area  di frontiera transdisciplinare, che riguarda l’ ampiezza di effetti non termici di campi elettromagnetici quantistici sui sistemi biologici, la quale oggi  ha un ampio impatto  in applicazioni innovative nelle discipline  della biologia,  agricoltura, farmacologia e medicina, nonche’ nelle scienze ambientali e tecnologie alimentari.

Principali temi di discussione: 

I biofotoni come quanti di luce sono emessi spontaneamente nello spettro UV e Visibile ( 200-800 nm) da tutti gli esserti viventi come comunicazione d’ informazione orientata al fine di armonizzare il metabolismo cellulare e renderlo efficiente in chiave di prevenzione del benessere e della salute.

I biofotoni generati dal DNA possono interagire a distanza  con ormoni, gli enzimi e le trasformazioni cellulari rendendole funzionali  in relazione ad un codice primo trasmesso per contatto dai RNA, ma anche da segnali d’ informazione biofotonica che vengono convertiti in  impulsi i quali indirizzano le varie funzionalità biologiche che sono a fondamento dei processi vitali.

I biofotoni  nelle piante, a seguito dell’ esposizione al sole per la fotosintesi, dopo un ritardo tra i  2-200 secondi,  agiscono attivamente per coordinare la germinazione di semi, sviluppo delle radici, crescita di fiori e foglie, e altre cellule funzionali. Pertanto stimolazione della rete di biofotoni  è ritenuta importante in integrazione con l’ informazione epigenetica, al fine di migliorare l’ efficienza della produzione agricola, la nutrizione animale e la salute dell’ uomo.

Il convegno ai Georgofili in Firenze(*) – http://www.georgofili.it/detail.asp?IDN=1&IDSezione=10, verra’ organizzato da Egocreanet e collaboratori, il  “28 Sett.2017”,  e attiverà un aperto confronto transdisciplinare tra scienziati, agronomi, medici ed imprenditori e giornalisti interessati a promuovere le conoscenze più avanzate del settore della ricerca di frontiera su : “Biofotoni ed Energia per la Vita”.

In questa fase di promozione dell’ iniziativa cerchiamo collaboratori ed eventuali sponsors,  per costituire il comitato promotore / scientifico. Gli interessati a collaborare potranno scrivere una email a : egocreanet2016@gmail.com

NB. Fino ad oggi (05/05/2017) il Comitato Promozionale  :

Paolo Manzelli, President of Egocreanet (NGO )
Marcello Traversi , V.Pres. of Egocreanet
Daniela Biganzoli , (Scienza ed Arte ) Collaborator of Egocreanet
Andrea Battiata, Agronomo ( Orto bioattivo)  Collaborator of Egocreanet.
Franco Musumeci e Agata Scordino, Università di Catania (resarch on Biofotons)
Franco Canestrari, Istituto Tumori -Roma
Vincenzo Schettino, Prof. Emerito. Dip. Chimica Università di Firenze

Brevi Note Bibliografiche :

Light in shaping life: https://www.amazon.it/Light-shaping-life-Biophotons-medicine/dp/9081884328
Biofotoni : http://gsjournal.net/Science-Journals/Research%20Papers-Biomechanics/Download/6894
Biophoton interaction : http://www.u.arizona.edu/~kcreath/pdf/pubs/2005_KC_GES_SPIE_v5866p338.pdf ;
Biophotons in plant’s roots :  http://stke.sciencemag.org/content/9/452/ra106 ;
NB: Vedi anche Conferenza: Sept. 11-15, 2017 – Siracusa : https://agenda.infn.it/event/LACE17 ;

 

Paolo Manzelli, Chemical-Physic, President of Egocreanet Ngo Firenze

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We are still on the threshold to fully understand the complex relationship between light and life, but now we can say with great force that the function of all our metabolism depends on Bio-photons

Dr. Fritz Albert Popp, (1976)

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BIO-PHOTONS – PROMOTION OF RESEARCH & DEVELOPMENT:

EGOCREANET NGO in Incubator of the University of Florence has the idea of ​​creating a multidisciplinary meeting in Florence c / o Academy of Georgofili (*), Florence,  Thursday , 28 September 2017

on the topic :

The initiative will develop an innovative cultural dimension of biophysical research in relation to the importance of the weak spontaneous and coherent emission of the light that characterizes the cellular communication of all living systems.

Bio-photons communication is a transdisciplinary frontier area, covering the amplitude of non-thermal effects of quantum electromagnetic fields on biological systems, which today has a major impact on innovative applications in the fields of biology, agriculture, pharmacology and medicine and also in environmental sciences and food technology.

Main topics of discussion:

Bio-photons are spontaneously emitted quantum of the light in the UV and Visible spectrum (200-800 nm) from all living systems and serve as information-oriented communication to harmonize cellular metabolism and make it efficient in the prevention of wellness and the health.

Bio-photons generated by DNA can interact remotely with hormones, enzymes and other cellular operators by making them functional in relation to a first code transmitted by contact with RNA, but also by biophotonic information signals that are converted into pulses in order to address the various biological functions that are the foundation of vital processes

Bio-photons in plants, after exposure to sunlight for producing photosynthesis, after a delay of 2 to 200 seconds, act actively to coordinate seed germination, root growth, flower growth and leaves, and other cells functional changes. Therefore, the stimulation of the bio-photon communication network is considered important for the integration with epigenetic information, in order to improve the efficiency of agricultural production animal nutrition and human health.

The “Georgofili Conference in Florence” (*) – see in: http://www.georgofili.it/detail.asp?IDN=1&IDSezione=10, will be organized by Egocreanet and collaborators, the “28 September 2017”, aiming to activate a transparent cross-disciplinary confrontation between scientists, agronomists, medical doctors and entrepreneurs and journalists, all interested in promoting the most advanced frontiers of research knowledge on: “Bio-photons and Energy for Life”.

In this phase of promoting the initiative, we seek for collaborators and sponsors to aggregate the partners of the promotional and scientific committee.

Interested parties can write an email to: <egocreanet2016@gmail.com>

Brief Bibliographic Notes:

Light in shaping life: https://www.amazon.it/Light-shaping-life-Biophotons-medicine/dp/9081884328

Biophotons: http://gsjournal.net/Science-Journals/Research%20Papers-Biomechanics/Download/6894

Biophoton interaction: http://www.u.arizona.edu/~kcreath/pdf/pubs/2005_KC_GES_SPIE_v5866p338.pdf;

Biophotons in plant’s roots: http://stke.sciencemag.org/content/9/452/ra106;

NB: See also Conference: Sept. 11-15, 2017 – Siracusa: https://agenda.infn.it/event/LACE17;

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