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Archive for the ‘Scrittura’ Category

di Daniela Biganzoli(Dab)

Considerazioni post Convegno 

BIOFOTONI ED ENERGIA PER LA VITA (Programma)

28 settembre 2017, ore 9:00÷19:00
Sala delle Adunanze dell’Accademia dei Georgofili, Logge Uffizi Corti, 50122 Firenze

 

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Si è svolto nei giorni scorsi a Firenze nella prestigiosa Accademia dei Georgofili un convegno al quale ho partecipato con relazione ed opera in veste di Artista Quantistica. L’Accademia dei Georgofili, a Firenze, è stata fondata nel 1753, ed è la più antica Istituzione del genere al mondo “ad occuparsi di agricoltura, ambiente, alimenti, e promuove il progresso delle conoscenze, lo sviluppo delle attività tecnico economiche e la crescita sociale”. “… si propone di contribuire al progresso delle scienze e delle loro applicazioni all’agricoltura in senso lato, alla tutela dell’ambiente, del territorio agricolo e allo sviluppo del mondo rurale”.

Il Convegno è stato molto interessante; i relatori, tutti di notevole livello, anche se tra loro molto differenti, l’argomento particolarmente difficile e soprattutto poco conosciuto ma non per questo meno importante, anzi!

Ammetto che presentare una relazione sui biofotoni, essendo una pittrice di Arte Quantistica, in un ambiente così prestigioso, mi creava un po’ di timore, ripagato però in seguito da tanta bellezza. La location semplicemente magnifica! L’accademia posizionata davanti agli Uffizi si presenta già dall’esterno come un luogo magico, dove il tempo sembra essersi fermato; dove senti le energie di tutti quei capolavori racchiusi a pochi passi da lì. Tesori provenienti da una Firenze grande, impareggiabile. Percepisci che sei in un luogo unico per bellezza, conoscenze, un sapere a 360° concentrato lì. Anche entrando all’Accademia ti rendi subito conto che le sensazioni che si provano fra quelle mura ti portano fuori dalla realtà in un universo parallelo dove esistono solo bellezza, sapere e perfezione. Nella sala del Convegno senti quel passato che ti viene incontro da subito. Alle pareti dei capolavori che ho ammirato per tutta la giornata, essendo seduta, come relatrice, su uno scranno antico, situato in una posizione privilegiata più alta rispetto agli spettatori. Una sedia enorme, alta, pesante che portava con sè tutto il suo passato. Mi chiedevo chi si fosse seduto lì, quali storie potrebbe raccontare se potesse parlare.

Tutto questo ha certamente contribuito alla realizzazione di un buon convegno. Ora dobbiamo sperare nella collaborazione congiunta dei partecipanti verso un cambiamento di paradigma, verso una visione olistica che cerca di comprendere la realtà delle cose nel suo insieme; una scienza che tiene conto che negli esseri viventi il tutto è superiore alla somma delle parti. L’idea è quella di creare un gruppo di individui , associazioni ed enti capace di condividere coerentemente la strategia di sviluppo creativo della scienza.

Un ringraziamento particolare al Prof. Manzelli che ha organizzato il Convegno in questa splendida cornice.

 

 

 

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Chopin-vu-par-moi.-Conversazioni-con-Lucia-Lusvardi

“Chopin vu par moi” è l’ultima creazione letteraria di Rita Charbonnier, scrittrice di romanzi, attrice,  con un passato di studi musicali. Una donna dai molteplici interessi che hanno  permesso una sinergia tale da portare alla creazione di affascinanti opere letterarie stimate non solo in Italia.

Già  in passato ho potuto apprezzare i suoi scritti che mi hanno letteralmente catturata. Oggi “Chopin vu par moi” non fa altro che confermare il suo talento e la sua capacità di trasmettere, in maniera inusuale e piacevole, informazioni culturali spesso poco conosciute.

Ripercorrendo le pagine lette, rivedo Rita adolescente, a Mantova, mentre prende lezioni di pianoforte da Lucia Lusvardi, sua insegnante di musica. Quelle sensazioni percepite durante la lettura e quell’amore che Lucia ha saputo trasmetterle per quest’arte le sento ancora prepotentemente, perché la stessa cosa è successa a me con la pittura. Sono emozioni che il tempo non può cancellare. Il libro infatti nasce da un dialogo fra Rita, ormai donna, e Lucia, sua maestra, sul grande Chopin; in particolare su un saggio,” Chopin vu par ses élèves” di Eigeldinger, al quale la musicista è particolarmente legata.

La Lusvardi, insegnante di pianoforte presso il Conservatorio di Mantova, ci racconta la sua vita strettamente legata alla musica e in particolare l’amore per Chopin, che anch’io condivido, ascoltandolo spesso mentre dipingo. I loro dialoghi ci riportano indietro nel tempo, ad una Mantova molto provinciale, nella quale Lucia, bambina prodigio, veniva invitata nei migliori salotti musicali, dove la cultura era sovrana. Questa fanciulla, considerata una “diversa” per le sue impensabili capacità molto particolari e superiori a quelle degli altri bimbi, ha potuto nutrirsi fin da piccola di un sapere che l’avrebbe sempre accompagnata e aiutata. La sua però era un’esigenza, cibo per la sua anima che sempre più la portava verso Chopin, come se (per chi crede nella reincarnazione), in qualche vita precedente si fossero già incontrati. E’ come se volesse leggere nella sua anima per arrivare alla perfetta esecuzione dei suoi brani, cercando di interpretare esattamente quello che vi era scritto. Dalla sua descrizione ne scaturisce la figura di un uomo dai sentimenti forti e di una dignità potente, però sensibile, spirituale e di grande cultura, come riportano le sue parole. Per Lucia e’ importante che l’interprete dei brani non sovrapponga mai la propria personalità a quella del compositore. Ovviamente questo viene sentito in particolare nel riguardi di Chopin che, io credo, lei percepisca come una mancanza di rispetto nei riguardi di uno straordinario autore di brani che devono arrivare ai nostri cuori esattamente come li aveva concepiti lui.

Mi ha colpito in particolare un capitolo dove Lucia ci descrive il legame con il fratello; un rapporto di armonia, di collaborazione, di intesa reciproca. Li lega anche un aspetto spirituale; suo fratello Franco, medico, lo esprime ampiamente con una vera passione per le discipline orientali che l’hanno avvicinato ad un anziano signore di nome Ramachandra. Anche Lucia incontrò quest’uomo che era stato vicino a Gandhi e ne rimase profondamente colpita. Queste pagine meritano di essere lette con attenzione.  Credo possano farci comprendere come alcune persone, entrando in contatto con la propria essenza più profonda, riescano a sentire, a percepire ciò che la maggioranza non riesce a fare.

Le sue parole mi trasmettono nobiltà d’animo, sempre più difficile da trovare oggi; una donna di grande cultura con un forte desiderio di comunicare le sue conoscenze perché il suo sapere non vada perso ma custodito nei cuori e nella mente dei suoi allievi. Comprendo e approvo le ragioni che hanno portato l’autrice a scrivere un’opera di questo tipo.

Daniela Biganzoli (Dab)

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Conferenza con performance live di musica elettronica

( a cura di Sandro Salerno e Francesco Franci )

 Sabato 11 Marzo 2017 ore 18

Teatro di Villa Torlonia, via Spallanzani 1a Roma

“Dopo il Caos, Crono, figlio del Cielo e della Terra, stabilì il suo regno dal quale fu deposto per opera del figlio Dios, che aprì le porte del mondo degli Dei “ da allora, gli uomini, e non gli Dei ormai troppo umanizzati, per fuggire da se stessi, si sono consegnati ad un dio unico, perso nell’immensità dello spazio. Il passaggio dal Caos al dio unico, attraverso Cronos e gli Dei, testimonia che l’uomo avverte periodicamente e in particolari occasioni l’esigenza di cambiare, di vestire abiti nuovi, che hanno più spesso riferimento alle necessità contingenti che alla semplice realtà; testimonia altresì che il passaggio non intacca la realtà stessa ma si aggiunge, componendo l’individuo: così l’uomo sarebbe fatto di Caos, subirebbe l’ossessione del Tempo famelico mentre agirebbe in base alle leggi degli Dei, in un disordine non voluto, che egli cerca disperatamente e invano di governare sottomettendosi a dogmi e regole moraleggianti vecchie e ammuffite. (tratto da “Esiodo”)

Come non ricordare Vico e i suoi passaggi storici circolari? Come non ricordare Bruno e la realtà del possibile? Il grande merito di Jung ed Hillman è stato quello di ricollocare gli Dei nel loro sito naturale :nell’uomo, nella sua psiche, togliendoli dalla storia delle religioni, dall’antropologia, forse anche dalla poesia, ma soprattutto da quella materia con la quale non hanno mai avuto nulla da spartire, la teologia. A metà tra conferenza e concerto, Francesco Franci darà una lettura di brani tratti dall’opera di Friedrich Nietzsche “Così parlò Zarathustra”; rielaborazione elettronica live dell’ essai, del laboratorio di teatro Vrtti Opera per Zaratustra Cabaret. Seguirà un intervento live di musica elettronica di Fabio A. Scanzani dal suo recente lavoro “Alchimie sonore: l’armonia dell’universo è scritta nel nostro DNA”.

L’immaginazione del Passaggio: Hermes Mercurio. Il passaggio tra quì e lì, tra sopra e sotto, è anche il Viandante di Zarathustra, stabiliva I confini, ma anche li superava, compiendo incursioni tra vicino e lontano, tra familiare ed estraneo, è quindi il dio dei messaggi, della comunicazione, del linguaggio, con il suo fascino, ma anche con I suoi inganni: il suo arrivo è istantaneo, il flash dell’intuizione e dell’innovazione, intuitivo e scaltro. Comunque, per immaginare bisogna passare di là, e per passare dall’altra parte bisogna immaginare, (tratto da : Lopez Pedraza “Hermes e I suoi figli”)

E’ una visione politeistica del mondo; questa visione sostiene che I poteri fondamentali dell’immaginazione sono i miti (o moti?) invisibili che dispongono I nostri pensieri e le nostre azioni in linea con I modelli universali. Nella nostra cultura questi poteri dominanti hanno nomi greci o romani, ma se ne possono trovare di analoghi in altre culture (da : James Hillman Il Potere)

RELATORI

• dr. Sandro Salerno, , presidente dell’Associazione culturale Roma

• prof. Eldo Stellucci, saggista • prof. Alessandro Orlandi, saggista,

• prof. Giovanni Paletta – filosofo

• prof. Federico Gizzi – ARSI Accademia Romana di Studi Italici

• prof. Francesco Franci , socio logico matematico, coordinatore de La Rivista dei Dioscuri

Per informazioni: http://www.teatrodivillatorlonia.it

Teatro di Villa Torlonia – Tel. 060608 e 06.4404768 – info@teatrodivillatorlonia.it

la prenotazione è obbligatoria allo 060608 (effettuabile da 7 giorni prima dello spettacolo).

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iaconesi-e-persico-La-Cura-1078x516LA CURA“- http://www.la-cura.it

Questo libro non è rivolto in particolare a chi sta male ma rappresenta un insegnamento per chiunque. Il suo essere scorrevole, diretto, semplice, rende partecipe il lettore che entra in empatia con ciò che gli viene raccontato.

LA CURA” è la storia di un giovane uomo, Salvatore Iaconesi, ingegnere robotico, artista e hacker che scopre all’improvviso di avere un tumore al cervello, un evento drammatico che coinvolge di conseguenza anche  la moglie Oriana, coautrice di questo libro. La terribile scoperta lo mette di fronte ad una realtà crudele; non solo dover affrontare una gravissima malattia con l’impatto psicologico che ne consegue ma essere considerato dalle strutture sanitarie semplicemente un numero, senza considerare che un essere umano  proprio in certe circostanze necessita maggiormente di attenzioni. L’indifferenza dei medici nei suoi confronti che non lo guardano neppure negli occhi, gli rende ancora più insopportabile il percorso che dovrà affrontare, tanto da decidere di abbandonare l’ospedale e di riprendersi la propria umanità. Salvatore, sostenuto anche da Oriana, decide di ribellarsi a tutto ciò, e grazie alle sue conoscenze informatiche crea un sito, ”La cura”, dove pubblica la sua cartella medica chiedendo suggerimenti e aiuti, non solo a medici, ricercatori, scienziati ma anche designer e artisti, insomma a chiunque desideri dare un contributo. Io stessa ho risposto a questa chiamata esprimendomi come pittrice.(http://la-cura.it/espressioni/56d1504f0fd2d/  -Settimo Chakra )

Incredibile è il numero delle persone, più di un milione, che hanno collaborato portando la propria esperienza come malati, come medici o che hanno semplicemente aiutato con parole di conforto, con la loro presenza. Credo che l’unione di tante energie abbia sostenuto, dato coraggio a Salvatore ed Oriana che non erano più soli in questa lotta contro il male. Leggere, valutare, esaminare tutti questi messaggi è stato un lavoro immenso che ha dato però i suoi frutti perché dall’analisi di tutti questi dati ha preso vita il percorso che ha portato alla guarigione di Salvatore; un percorso non lineare, dove contributi differenti hanno lavorato in sinergia vedendo la guarigione da un punto di vista olistico e non solo riduzionistico.

Questa esperienza partita da un evento negativo ha saputo trasformarsi nel suo opposto tanto da generare anche un valore aggiunto, una nuova visione della vita interconnessa con il resto del pianeta. Le riflessioni generate da “La cura” hanno contribuito ad allargare gli orizzonti sulle diverse medicine e a farci comprendere che anche quando la malattia è grave possiamo guarire ritrovando la sintonia con l’universo, risuonando con lui.

http://www.la-cura.it

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copertina voce per webRosellina Piano

Umberto Soletti Editore

 IN COPERTINA:
Acqua, opera di Daniela Biganzoli (Dab), 2013

Alla metà del XVII secolo Asti vive sotto assedio costante. Prigionieri con lei della proprie passioni e ambizioni, uomini e donne lentamente si trasformano diventando ambigui, bugiardi o eroi, a seconda delle occasioni.  Un romanzo intrigante, raffinato e godibile inserito in un contesto storico magistralmente ricostruito.

“La voce d’acqua è la voce limpida e avvolgente della protagonista del libro, quando canta. Forse quella stessa voce è la protagonista del libro. Una possibile chiave di lettura, la più semplice. La dama Ludovica dei conti Gina sposa il referendario di Asti Diego Arri nel 1649. La storia raccontata nel libro è attentissima alla vera storia di Asti del periodo, i due protagonisti sono realmenti vissuti e l’autrice è stata capace di coniugare la storia d’archivio con l’intenzione di una storia privata, inquietante quanto complessa. Asti era allora chiusa in mezzo a tre stati: il ducato di Savoia,  il monferrata dei Gonzaga e il ducato di Milano, situazione per niente facile dati i continui contrasti fra i territori, di cui spesso Asti pagava le conseguenze. Si tratta di un racconto storico, dove emergono le storie private, i rapporti fra le persone, fra Ludovica e i figli del primo matrimonio di Diego, i rapporti fra i coniugi, i rapporti con i confessori, figure chiave quanto era elemento chiave la religione dell’Inquisizione in quegli anni, e poi il canto di Ludovica, che affascina e introduce nella storia un nuovo personaggio”. (Recensione di Mimma Bogetti)

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Albe e tramonti.jpg 2http://www.ibs.it/code/9788866930679/pregnolato-massimo/albe-tramonti.html

Vorrei segnalare l’uscita del libro Albe e tramonti scritto dall’amico Massimo Pregnolato, Professore di Chimica Farmaceutica all’Università degli Studi di Pavia. E’ una raccolta di toccanti poesie che l’autore ha voluto pubblicare insieme ai relativi commenti scritti da amici.

In passato avevo già pubblicato due poesie dell’autore con il mio commento:

“Disallineamenti” :   https://dabpensiero.wordpress.com/2010/06/08/disallineamenti-di-massimo-pregnolato/

“Otto anni di luce”:   https://dabpensiero.wordpress.com/2011/04/03/otto-anni-di-lucedi-massimo-pregnolato/

Buona Lettura!!!

 

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Silenziose_vie_bellezza350pxhttp://www.francescafrazzoli.it/

Come definire l’incontro con questo libro? Amore a prima vista. Un incontro casuale perché frutto di un regalo; anche se nulla avviene per caso, e qui parlerei di un vero e proprio evento sincronico. È arrivato nelle mie mani in un giorno speciale, ricco di piacevoli sorprese.
Immediatamente l’attraente copertina ha catturato la mia attenzione, è arrivata al mio cuore. Dopo la lettura di poche pagine ho avuto la conferma che non era un incontro fortuito ma questo libro poteva essere per me e per molti altri una guida spirituale, una via verso la realizzazione di sé stessi. Ciò che colpisce sono le modalità con cui arriva al cuore dei lettori. Non è il solito testo spirituale che spesso annoia o comunque viene percepito distante; al contrario l’introduzione di importanti lezioni di vita in un appassionante romanzo ci insegnano più di mille lezioni.
Le storie dei protagonisti sono simili a molti di noi. Quanti oggigiorno si sono trovati in situazioni analoghe con le stesse difficoltà e paure. Attraverso Le silenziose vie della bellezza ritroviamo un po’ di noi stessi, scopriamo i nostri errori e impariamo a comprenderci e guarirci.
È un libro che si legge tutto d’un fiato perché il lettore immedesimandosi, rispecchiandosi in Stella e Lorenzo, i due protagonisti, è portato ad una lettura quasi vorace.
Definirlo romanzo sarebbe riduttivo, potremmo paragonarlo ad uno splendido abito che valorizza una bella anima; un manuale da tenere sempre con noi per consultarlo appena ne sentiamo la necessità. Spesso, infatti, come ci insegna l’autrice, i nostri pensieri e le nostre parole sono la causa primaria dei nostri mali. Guardare la realtà da un’altra prospettiva può cambiarci la vita e modificarla secondo le nostre aspettative nel rispetto degli altri, vedere la luce nell’ombra.
Potremmo paragonarlo ad un vaso colmo di fiori di loto bianchi; ogni pagina è come un petalo che va a ricomporre questi preziosi doni dell’Universo, simboli di purezza, intesa come stato dell’anima e della mente.

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Viviamo in un’epoca di continui cambiamenti  spesso difficili da accettare e gestire, anche se inevitabili e numerose volte decisamente vantaggiosi. Questo avviene  a causa della chiusura verso il nuovo, verso ciò che non conosciamo, soprattutto da parte delle persone meno giovani.  E’ il caso degli e-Book che lentamente stanno modificando il nostro modo di leggere. Il libro elettronico rappresenta il futuro, ne siamo ormai consapevoli ma facciamo fatica ad accettare questa realtà. Io stessa quando penso alla lettura mi vedo mentre sottolineo o scrivo a margine sulle pagine ritenute quasi animate e a volte consumate. Ma ci si deve  adeguare al progresso e riconoscere i lati positivi del cambiamento. Proprio poco tempo fa ho cercato disperatamente tra miei libri uno che mi era necessario per lavoro; credo di aver guardato ovunque senza successo salvo ritrovarlo quando ormai non mi serviva più. In un caso come questo se avessi avuto il libro in formato elettronico lo avrei avuto a disposizione in pochi minuti. Per di più, cosa importantissima, l’e-Book  è ecologico riducendo il consumo di carta e inoltre permette all’autore di poter modificare, aggiornare un testo altrimenti imprigionato in un foglio di carta.

A proposito di e-book vorrei segnalare La strana giornata di Alexandre Dumas , un romanzo accattivante letto tempo fa, della scrittrice Rita Charbonnier, uscito in versione digitale da pochi giorni. L’autrice ha aggiunto dei contenuti al libro, una vera e propria riedizione arricchita da illustrazioni. In appendice si trova un capitolo, tradotto personalmente dalla Charbonnier, delle Memorie di Dumas padre, inedito in Italia. Sempre nel mio blog potete trovare un post relativo alle mie riflessioni dopo la lettura del romanzo e uno riguardante l‘intervista alla scrittrice.

Un romanzo basato su una storia vera

Parigi, 1843. Alexandre Dumas è un famoso autore di teatro, ma non ancora il romanziere in grado di appassionare schiere di lettori alle avventure dei suoi Moschettieri. Ed è superstizioso: crede nel potere degli amuleti e degli astri. E decide di andare da un astrologo.

Incappa in un’anziana astrologa che tutto sembra tranne una veggente: è troppo raffinata, troppo eccentrica, troppo loquace, e soprattutto sembra conoscere Dumas fin troppo bene. Quella donna, Maria Stella, ha attratto a sé lo scrittore con l’inganno. Vuol raccontargli la storia della propria vita perché lui la eterni in un romanzo.

In effetti la biografia della vecchia signora contiene tutti gli ingredienti del feuilleton: scambi nella culla, nobili natali, falsi genitori… nei suoi racconti rivive il mondo dell’Opera, quello della grande nobiltà europea… e non mancano aspetti più profondi: un difficile rapporto tra madre e figlia, l’evoluzione spirituale di una donna che, da bambina abbandonata, in balia delle proprie paure, si è trasformata in una persona salda e consapevole.

Dumas, “sequestrato” da Maria Stella per un’intera giornata nel corso della quale ascolta i suoi discorsi, legge i suoi diari, mangia ottime pietanze alla sua tavola e beve il suo tè inglese, è affascinato dalla sua personalità, ma più volte prova il desiderio di andarsene e mandarla al diavolo.

Lo farà? Scriverà il romanzo sulla vita di quella strana donna?

L’Autrice

Rita Charbonnier ha debuttato nella narrativa nel 2006 con La sorella di Mozart, romanzo tradotto in cinque lingue e pubblicato in dodici Paesi, tra i quali USA, Canada e Filippine. Sono poi usciti il presente romanzo, La strana giornata di Alexandre Dumas (pubblicato in cartaceo da Piemme nel 2009) e Le due vite di Elsa (Piemme, 2011), un dramma storico-psicologico sulla ricerca di sé a dispetto del contesto opprimente (l’era fascista, una famiglia superegoica). Tutti i romanzi dell’autrice esplorano tematiche di individuazione della propria specificità all’interno di un gruppo che tenta di massificare e imporre le proprie regole. Charbonnier ha anche pubblicato diversi racconti in raccolte e articoli in riviste, soprattutto di teatro, e ha scritto soggetti e sceneggiature per la televisione. Ha inoltre lavorato in teatro come attrice e cantante e non di rado presenta i propri romanzi nella forma del reading musicale.

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(http://www.istsuperiore-lissone.net/Lavori/progetto_unesco/energia_onde.html)

Ho appena terminato la lettura di “Che cosa sappiamo della mente” di Vilayanur S.Ramachandran , famoso neurologo indiano. Essendo una pittrice ho apprezzato in modo particolare, il capitolo “Il cervello artista”, nel quale l ‘autore attraverso 10 leggi universali cerca di spiegare in cosa consista  l’ Arte. Ma non è di questo che voglio parlare bensì della bellissima poesia trovata nelle ultime pagine del libro, scritta da Richard Feynman, grande fisico statunitense, Premio Nobel nel 1965.

Nelle parole che seguono non vi è solo il poeta o lo scienziato che ti induce ad una riflessione, ma molto di più; intravedo la visione dell’ artista e odo le note del musicista. La sinergia fra tutto questo crea il valore aggiunto, crea l’ emozione che arriva dritta al cuore.

Il valore della scienza

Da solo in riva al mare, comincio a pensare.

Ecco le onde scroscianti
montagne di molecole
ognuna ottusamente intenta ai fatti suoi
miliardi di miliardi lontane
eppure formano all’unisono spuma bianca

Ere su ere
prima di un occhio che potesse vederle
anni dopo anni
martellare possenti la riva come ora.
Per chi? Per cosa?
Su un pianeta morto
che non ospitava alcuna vita.

Senza requie mai
torturate dall’energia
prodigiosamente sprecata dal sole
riversata nello spazio.
Una briciola fa ruggire il mare.

Nel profondo del mare
tutte le molecole ripetono
l’altrui struttura
finché se ne formano di nuove e complesse

ne creano altre a propria immagine
e inizia una nuova danza.

Crescono in dimensioni e complessità
esseri viventi
masse di atomi
DNA, proteine
danzano figure ancora più intricate.

Fuori dalla culla
sulla terra asciutta
eccolo
in piedi;
atomi con la coscienza
materia con la curiosità.

In piedi davanti al mare
meravigliato della propria meraviglia: io
un universo di atomi
un atomo nell’universo.

Richard Feynman

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Con piacere pubblico la poesia dell’amico Massimo Pregnolato, seguita dal mio commento.

Nel buio quella notte
Accendevano il campo
Quelle lucciole complici
Del mio e del tuo mutamento
Forze, energie, incanalate qui dentro
Luogo anonimo e fondamentale allo stesso tempo
Luogo d’amore
Porta per l’eterno.

Massimo Pregnolato

 


Esistono luoghi incantati, pervasi di energie, di vibrazioni positive; territori circoscritti dove è il cuore a guidarci con prepotenza.

Nella poesia, le lucciole che intonano “serenate luminose” all’unisono creano lo sfondo di un bellissimo quadro, dove l’amore è protagonista assoluto, capace di generare coesione e sinergia dinamica. Attorno tutto sembra svanire, perdere consistenza per i due cuori palpitanti che si “intrecciano”nell’unità della coscienza aspirando a un infinito senza tempo e senza spazio.

Daniela Biganzoli


Altrettanto bella è la poesia “Disallineamenti” del medesimo autore, pubblicata tempo fa sul mio blog.

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Spazio d’Arte L’altrove– Via De Romei 38- Ferrara

“L’INTRECCIO QUANTISTICO TRA ORDINE E CAOS” a cura di Roberto Denti

Mostra-spettacolo del Gruppo di Arte Quantistica

20 Novembre 2010-ore 18.30 – Ferrara.

La mostra seguirà fino al 6 Dicembre.

“Solo un’enorme caos dentro di noi può generare una stella danzante”(Nietzche)

Da un’idea di Roberto Denti danza, musica, poesia, scritti, fotografie, filmati e sculture vengono miscelati in uno spazio unico dove attori e spettatori partecipano alla danza dei “quanti” che si attraggono e respingono, dove il caos è il preludio al cambiamento e all’innovazione che, partendo dall’individuo, dalla propria mente e dal proprio cuore, arriva alla ricerca di una realtà diversa, più attenta alle cose e alle persone, in perfetta armonia con il creato.

Danzatrici

F.Carlucci

A:P.Desiderio

L.Sacchelli

P.Savino

P.Zamparutti

Artisti Partecipanti


Carmen Basile

Pietro Antonio Bernabei

Daniela Biganzoli

Donadella Casolari

Antonia Colamonico

Elisabetta Denti

Roberto  Denti

Anna Paola Desiderio

Matteo Ghigo

Bruno e Jacopo Lastrucci

Luca Navarri

Massimo Pregnolato

Parteciperò alla Mostra come pittrice (Daniela Biganzoli Dab) con tre opere “Intelligenze a confronto“, “La Nascita” e “Milano,la bella Signora” che potrete trovare qui.


 


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( http://unpiccolosegreto.splinder.com/post/19185568/disallineamenti)

Tante e belle sono le poesie di un caro amico, Massimo Pregnolato. Difficile sceglierne una, perchè la sua sensibilità trasuda da ciascuna, arrivando alla parte più intima di noi, toccandoci nel profondo. La mia preferita è comunque “Disallineamenti“.

Mi disallinea entrare in un mondo tutto tuo, Troppo abituato a una vita di corsa, pratica e che si accontenta della buccia delle persone, mi porta a fermarmi un attimo, a riflettere su altre realta’, altri valori, a respirare un po’ di quest’aria primaverile e a sentirne i suoni. Non e’ una novità per me, una tale “faccenda” ma ogni nuovo bel mondo è nuova energia che ricevo. Quanti e quali mondi dovro’ ancora attraversare? Su quali mi soffermero’? Quali mi cambieranno? Per ora sono certo… che questo e’ il mio cammino… Massimo Pregnolato

Poesia bellissima, che sento profondamente. Quanto è difficile, infatti, aprire una finestra sui sentimenti della persona amata, calarsi nei suoi panni, immedesimarsi, senza egoismo, senza pigrizia, fino ad essere l’altro. Eppure la diversità arricchisce. Perché ne abbiamo paura? Perchè costruiamo  barriere verso sentimenti e pensieri non allineati con i nostri? Temiamo forse il cambiamento? “…ma ogni nuovo bel mondo è nuova energia che ricevo” che può solo arricchire. Allora nuove sensazioni, nuove idee, nuove ispirazioni mi assaliranno; una carezza, uno sguardo, un sorriso, tutto può illuminarsi di una luce diversa. Una  nuova realtà potrà dischiudersi ai miei occhi; negarla sarebbe chiudere una finestra sui miei sentimenti, impedire il necessario divenire che deve accompagnare il nostro cammino di vita nella sua evoluzione.

Daniela Biganzoli

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Rovescala, un delizioso paese nei pressi di Pavia, ospita presso la Biblioteca Comunale, la Prima Collettiva di Arte Quantistica, durante tutto il mese di Marzo; in particolare, Domenica 21 alle 15.30 si terrà un dibattito.La Relazione introduttiva sarà tenuta dal Prof.Massimo Pregnolato, presente anche come artista, oltre che come scienziato.Le sue parole cercheranno di rendere comprensibili a tutti, i concetti della Fisica Quantistica  e dell’Arte che trae ispirazione proprio da questa materia così ostica ma affascinante al tempo stesso.

 Partecipanti:

Dario Allocca, Daniela Biganzoli, Donadella Casolari, Gabriele Cavagna, Elisabetta Denti, Roberto Denti, Anna Paola Desiderio, Luca Navarri, Massimo Pregnolato e Franco Tarantino.

La Mostra, alla quale parteciperò esponendo anche due mie opere(12) è stata organizzata e pensata dall’artista Roberto Denti, che in collaborazione con vari pittori, ma non solo, cercherà di diffondere questa nuova  visione dell’arte a 360°.Anche la poesia e la scrittura saranno contemplate all’interno del Manifesto, creato sempre da Roberto già nel 2008, e oggi arricchitosi.”Manifesto che vuole essere il primo passo verso una forte interrelazione fra scienza, arte e società al fine di operare un cambiamento reale, sostanziale e non solo formale dei rapporti sociali, culturali ed economici. Oggi l’Arte Quantistica annovera molti artisti italiani delle più disparate discipline: la letteratura con i romanzi e le poesie, la scultura, la pittura, la digital art, la fotografia, la cinematografia e, non per ultima, la danza.

L’Arte Quantistica al di là delle rappresentazioni estetiche e formali,  si caratterizza per i valori che intende trasmettere, per la voglia di cambiamento, per il superamento del mondo visto e vissuto a comportamenti stagni e per strutture categoriali: quando parliamo di interrelazione tra arte, scienza e società, vogliamo affermare con forza che il periodo di transizione che stiamo attraversando necessita di una conoscenza approfondita della realtà e di tutti i suoi meccanismi. E questo può avvenire solamente attraverso un dialogo tra scienza, arte e sacro, come la ricerca scientifica ed in particolare la fisica quantistica insegna”.(Roberto Denti)

Alle parole di Roberto aggiungerei quelle dell’amico comune Paolo Manzelli, Direttore del Laboratorio di Ricerca Educativa del Dipartimento di Chimica- Fisica della Università di Firenze e Presidente dell’Associazione Telematica EGOCREANET//ON-N&A, alla quale appartengo, che promuove attività per la divulgazione scientifica on-line, per il superamento di antiquate modalità di pensiero verso nuove cognizioni trans-disciplinari.

“Il cambiamento cognitivo necessita di entanglement(sovrapposizione) della fantasia artistica e della intuizione scientifica per trasfigurare i modelli concettuali, comunicativi ed artistici storicamente acquisiti in precedenza, che vengono trasformati da una proiezione quantistica della creatività umana che ricerca articolate nuove vie di sostenibilità mentale e culturale di dimensione univoca, coerente e trans- disciplinare”.(Prof.Paolo Manzelli)

 

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  Piemme – La strana giornata di Alexandre DumasRita Charbonnier

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L’autrice tratteggia un bel ritratto dai colori forti di Maria Stella, la protagonista del romanzo, che domina su uno sfondo(contesto storico) che non è però sfumato, insignificante, ma al contrario è preponderante e si alterna, in una sorta di dissolvenza incrociata, con l’altra figura pregnante del romanzo, Vincenza, la madre adottiva. Due donne molto diverse sia fisicamente che caratterialmente, private entrambe dalla nascita dei veri genitori, entrambe con forti personalità. Il loro rapporto si esprime attraverso un conflitto continuo che si risolverà solo alla fine, quando finalmente Maria Stella comprenderà che l’unica vera madre è stata per lei Vincenza, non la donna che l’aveva generata.

La storia delle sue origini e del segreto che l’ha  accompagnata fin dalla nascita verrà raccontata dalla stessa protagonista, ormai anziana, ad Alexandre Dumas, il grande scrittore. Una trama avvincente  nella quale il lettore viene trasportato, fondendosi con la protagonista, percependo la sua realtà, provando le sue emozioni e le sue sensazioni.

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Le domande che leggerete di seguito, in questa intervista esclusiva, sono rivolte a Rita Charbonnier, scrittrice e autrice di due romanzi : La sorella di Mozart(Corbaccio, 2006) e La strana giornata di Alexandre Dumas(Piemme, 2009), uscito da poco e già un successo.

Rita non è solo scrittrice con una grande passione per la musica, ma è stata anche attrice e cantante in teatro e sceneggiatrice. Tutte queste esperienze l’hanno sicuramente arricchita, vorrei, perciò, che da questa intervista emergesse non solo la scrittrice, che già molti apprezzano, ma la donna. Vorrei che venisse alla luce la sua sensibilità, la sua anima, che gli ha permesso di regalarci pagine tanto belle e vere.

Le battaglie che hanno combattuto le due protagoniste dei romanzi, Nannerl e Maria Stella, per affermare i propri diritti, sono quelle di tutte le donne attraverso la storia; come uno specchio ci riflettono il nostro passato e per molte ancora il presente. Il loro grido di dolore, diviene il suo , il nostro; non c’è più separazione, da qui nasce il successo.

 

Talvolta alcune persone hanno un’attrazione inspiegabile per un’ epoca storica, io stessa ho una passione particolare per il ‘600. Ho notato che entrambi i tuoi romanzi sono ambientati nello stesso periodo, quello in cui ha vissuto Mozart. E’ dettato da una scelta precisa ?

Non saprei. La cosa che più mi colpisce, quando incontro una storia che potrei raccontare, è la vicenda umana dei personaggi coinvolti. Prima ho desiderato raccontare la storia della sorella di Mozart, una persona di talento che incontrò grandi ostacoli nell’esprimerlo; in seguito ho desiderato occuparmi di Maria Stella Chiappini, una cantante d’opera che visse metà della sua vita credendo di essere figlia di una donna che non era sua madre. Entrambe le storie, in effetti, sono ambientate tra la fine del ‘700 e l’inizio dell’800. Può darsi che ci sia qualcosa in quell’epoca che mi riguarda profondamente, e di cui non sono del tutto consapevole. Ti ringrazio di avermici fatto riflettere.

Le protagoniste dei tuoi romanzi sono donne; perché riesci a immedesimarti meglio nel personaggio, o ci sono altre motivazioni?

Senz’altro perché riesco a immedesimarmi con più profondità nei personaggi e anche perché, nel raccontare storie di donne che lottano per esprimersi, mi sembra di poter rappresentare le battaglie di molte altre donne, ieri come oggi. Comunque nei miei romanzi ci sono anche dei personaggi maschili importanti, e non sono mica tutti negativi. Al contrario! Ad esempio, il primo marito di Maria Stella, la protagonista del nuovo romanzo, è un grande uomo.

Nannerl e Maria Stella hanno molto in comune: sono due donne istruite, realmente vissute nello stesso periodo storico, entrambe amanti della musica. I loro interessi sono anche i tuoi, musica, canto , teatro; ti senti simile a loro?

Sì, certo. In ognuna di queste donne c’è molto di me; d’altra parte c’è qualcosa di me anche negli altri personaggi dei miei romanzi, sia femminili sia maschili. Lo scrittore non fa che rappresentare il proprio dialogo interno e lasciare che le diverse parti di lui, o di lei, interagiscano nella sua anima prima che sulla pagina. Con tutto ciò, scrivere non vuol dire semplicemente narrare i fatti propri – che nella maggioranza dei casi non possono essere interessanti per tutti. Vuol dire più che altro tentare di essere sinceri, e andare alla ricerca di una verità psicologica.

Le copertine dei tuoi romanzi sono illustrate con opere d’arte; a quali brani musicali, invece, assoceresti i tuoi lavori?

Per Maria Stella sceglierei un’aria di Niccolò Piccinni dall’opera “La Cecchina, ossia la buona figliuola”: “Una povera ragazza”. E’ un’opera non troppo nota, ma che al tempo conobbe una fortuna eccezionale. E’ citata nel romanzo a pag. 145 – ed è anche possibile ascoltarla dal mio sito!
Per Nannerl, invece, sceglierei il Divertimento KV 251 “Nannerl Septett” di Mozart. Wolfgang lo scrisse in onore di sua sorella e glielo dedicò, nel giorno del suo onomastico del 1776; lui aveva vent’anni, lei venticinque. Anche questo brano si trova sul mio sito.

Nel tuo ultimo romanzo Maria Stella ci parla di Astrologia, di tema natale, di ascendente, chiarendo però che non è possibile predire il futuro, l’astrologo può dire solo “in quale gioco è venuto a trovarsi e quali carte ha in mano”. Condividi la sua visione?

Devo ammettere di non essere una cultrice della materia. Non leggo gli oroscopi sui giornali e nei momenti di difficoltà non penso di rivolgermi a un astrologo. D’altra parte, trovo l’astrologia estremamente interessante, anche per lo stretto rapporto che ha con il mito. E in ogni caso, credo senz’altro che non ci sia nulla di prestabilito e che un destino non esista, se non quello che noi stessi ci creiamo giorno per giorno.

Maria Stella comprende, negli ultimi anni della sua vita, che “siamo tutti collegati da lacci invisibili, e che quelle che chiamiamo coincidenze siano nient’altro che le manifestazioni visibili di tali legami.” Cosa ne pensi?

Sono assolutamente d’accordo con il personaggio. Le coincidenze ci colpiscono perché abbiamo giustamente bisogno di sentirci parte di un ordine più ampio, quale che sia; ma spesso tendiamo a pensare che le coincidenze si verifichino perché qualcuno ha disposto le cose “nel modo giusto”. In realtà nessuno dispone gli eventi per noi. Siamo noi stessi a farlo, consapevolmente o meno. E siamo effettivamente tutti parte di un unico organismo; non siamo soli, ma tutti collegati, anche al di là del tempo.

La protagonista del tuo ultimo romanzo pone l’attenzione al presente, al “ qui ed ora”delle filosofie orientali, secondo le quali chi vive schiacciato dal prima e dal dopo non vive la ricchezza della propria anima. E’ un pensiero che condividi?

Certamente. Nel romanzo, Maria Stella si trova di fronte Alexandre Dumas, un uomo ansioso di sapere se lo attende un grande futuro. Lei cerca di fargli comprendere che un grande futuro lo attende senz’altro, purché lui abbia il coraggio di immaginarlo e crearlo a partire dal momento presente. Io stessa ho la tendenza a fantasticare sul futuro e a rimuginare sul passato, e quindi a rimanere come bloccata; quello sul mio comportamento è un lavoro continuo. Forse un po’ più di Maria Stella farebbe bene anche a me…

Grazie Rita.

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