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Archive for the ‘Economia’ Category

Convegno “Biodiversità significati e limiti” –

Prato il 17 e 18 Settembre 2015.
http://www.biodiversitasignificatielimiti.cnr.it/
Note e riflessioni di Paolo Manzelli, <egocreanet2012@gmail.com

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Le crisi dell’economia globale, l’ alterazione sistematica, l’ambiente vitale e le preoccupazioni sociali contemporanee condividono le stesse radici di una profonda necessita’ di cambiamento di un sistema socio economico della societa’ industriale che mira a realizzare profitti a breve termine evitando di pre-occuparsi della sostenibilita’ della vita nel lungo periodo. Affrontare questa crisi epocale di un ecosistema che va verso l’ auto distruzione, richiede non solo lo sviluppo tecnologico, ma una innovazione sociale e culturale determinante nel favorire un complesso cambio di paradigma denominato Living Economy che sara’ basato su una nuova solidarietà e co-operazione tra i popoli, al posto di un sistema di spietata concorrenza tra nazioni, industrie, classi sociali e generazioni.
I nostri modelli mentali sono basati sul riduzionismo meccanico e nella loro limitatezza per la comprensione della vita, determinano non solo un modo sbagliato di dare senso alla sostenibilita’ solidale del mondo in cui viviamo, ma viceversa indirizzano stili di vita e cognizioni incapaci di far fronte ad una rapida azione condivisa per dare sviluppo ad un futuro sostenibile basato sul una strategia di co-evoluzione attiva tra crescita uomo e la biodiversità dell’ambiente come nucleo fondante della “Living Economy”.

I limiti della Scienzameccanica” sono oggi resi evidenti da una continua erosione di certezze documentate cosi che e’ iniziata una profonda revisione cognitiva che tende ad aprire e superare i limiti del campo visivo tradizionale della scienza. Un nuovo paradigma scientifico si propone di corrispondere all’ urgenza di capire come agire e cosa cambiare nella vecchia cultura meccanica per favorire la sopravvivenza della biodiversita’ della vita sulla terra. Infatti la logica della Scienza Meccanica e’ stata fondata su una concettualita’ lineare dove ” il tutto equivale alla somma dei suoi componenti“, pertanto sotto tale profilo cognitivo anche la biodiversita’ viene intesa come la semplice sommatoria del numero di specie che popolano la terra che oggi va diminuendo. Questa concezione “meccanica” non prende in considerazione il fatto che la Biodiversita’ è un indicatore di “co-variazione condivisa degli ecosistemi” che rende possibile la vita come complessa relazione di convivenza basata sulla reciprocita’ dello sviluppo evolutivo del sistema vivente.

La ‘biodiversità’ vista nella sua complessita’ di relazioni di condivisione della vita, è stata definita dalla Commissione Europea Agricoltura (DG AGRI, 1999) come “…..la variabilità della vita e dei suoi processi includente tutte le forme di vita, dalla singola cellula agli organismi piú complessi, a tutti i processi, ai percorsi e ai cicli che collegano gli organismi viventi alle popolazioni, agli ecosistemi e ai paesaggi”.
Tale definizione tiene ottimamente conto dei fattori genetici e di quelli epigenetici che regolano la espressione del DNA . Purtroppo nella prassi la Commissione Europea predilige favorire la competitivita’ e non la biodiversita’.
Ad es. recentemente la CE considera la normativa italiana sulla produzione di formaggi, da uniformare a quella Europea. In Italia la legge impone di fare formaggi con latte fresco anziche’ con il latte in polvere, in quanto quest’ultimo è deprivato di alti valori nutrizionali dalla pastorizzazione ad elevate temperature e successiva essiccazione. La normativa Italiana, che favorisce la biodiversita’ della produzione del latte fresco prodotto localmente per fare formaggi artigianali, viene cosi’ considerata dalla CE una violazione alla libera competitivita’ nel quadro della circolazione delle merci all’interno dell’UE. Questa contraddizione tra Dichiarazioni di Principio sull’ impotanza della biodiversita’ e la competitivita’ del mercato, favorisce la produzione di formaggi standardizzati e commercialmente piu’ competitivi perche ottenuti utilizzando latte in polvere di libera provenienza, e cio’ conduce la produzione di formaggi verso un ribasso della loro qualità nutritiva, sottraendo specificità e diversificazione dei prodotti caseari che indubitabilmente va ad incidere negativamente sulla bio-diversita’ della produzione del latte.
Esempi come il il precedente dimostrano l’ incompatibilita’ della difesa della biodiversita’ in un sistema economico fondato sulla competitivita’.

Di fatto la biodivesita’ è necessaria in natura come nella cultura, poiche’ senza la capacità di cambiare, gli organismi viventi non sarebbero in grado di adattarsi a condizioni mutevoli dell’ ambiente nella sua evoluzione.

A livello molecolare biologico il cambiamento che genera la biodiversita’ è prodotto da elementi trasponibili (trasposoni), e dal “crossing-over” nella meiosi (divisione cellulare dei gameti e loro ricomposizione) e da molteplici modalita’ di interazione epigenetica che agiscono sulle effettive possibilita’ di espressione dei DNA. Questi sono alcuni dei processi che garantiscono a livello molecolare la varietà selettiva delle configurazioni genetiche che a loro volta consentono la variazione, l’adattamento e l’evoluzione. In particolare le modifiche a carico delle proteine della cromatina e del suo rimodellamento, possono influire direttamente sulle variazioni dell’ espressione dei geni. Questo spiega perché le cellule differenziate in un organismo pluricellulare esprimono solo i geni necessari alla loro attività. Nel caso che i cambiamenti epigenetici riguardano l’ ovulo materno allora tali cambiamenti epigenetici possono essere ereditati . Altresi’ durante la ricomposizione del DNA nella ” meiosi ” i cambiamenti epigenetici scompaiono senza poter essere ereditati .

Queste cognizioni sono utili per capire come si attua la biodiversita’ in natura, la quale permette la coesistenza di una vasta eterogeneità dei sistemi viventi. Lo sviluppo recente delle ricerche sull’ informazione epigenetica derivante dall’ ambiente sull’ effettiva traduzione delle informazioni codificate nel DNA, supera ormai la vecchia semplificazione delle concezioni meccaniche-deterministiche che tenevano conto conto del solo parametro della diversita’ genetica, trascurando cosi’ il fatto che la complessita’ epigenetica di ogni sistema vivente. La vita infatti viene ‘codificata’ non solo dal proprio ‘genoma’, ma viene ‘costruita “epi-geneticamente’ da molteplici fattori ambientali. Recenti studi epigenetici mettono in evidenza come il cambiamento ambientale sia in grado di apportare modifiche all’espressione genica, senza cambiare la sequenza codificante del DNA, ma attivando selettivamente il modo in cui i geni vengono espressi, determinando di conseguenza la piu’ probabile organizzazione di insiemi di condivisione cooperativa della circolazione dell’ informazione bio-ecologica.

Come esempio ben noto di informazione epigenetica sappiamo che le piante ad infiorescenza hanno un momento per fiorire che dipende dalla temperatura e pressione dell’ aria ed da altre complesse altre informazioni ( luminosita’ dello spettro solare ecc ) percepite dall’ ambiente. Tali informazioni epigenetiche attivano tutta una serie di reazioni biochimiche che catalizzano l’ espressione delle sezioni del DNA responsabili della infiorescenza. Specie di piante diverse fioriscono in base a informazioni ambientali diverse. Cambiando l’ informazione epigenetica l’infiorescenza si blocca.

Mancano ormai pochi mesi al Vertice di Parigi, (COP21-dal 30 novembre – 11 dicembre 2015), dove si deciderà la volonta’ ed il destino della sostenibilita’ della vita sul nostro pianeta, mettendo in evidenza le soluzioni da intraprendere per mitigare le condizioni ormai insostenibili causate dal cambiamento del clima e dalla distruzione sistematica dell’ ambiente naturale che vanno a degradare sistematicamente la biodiversita’ della vita sul nostro pianeta. L’eventuale accordo internazionale che verra’ deciso nell’ ambito di COP21 dovrà certamente indirizzare la strategia di un profondo cambiamento dell’ ormai obsoleto paradigma “meccanico-deterministico” della scienza al fine di delineare nuove opportunita’ di sostenibilita’ della vita per tramite di una rinnovata creazione ed invenzione di nuovi modi di fare scienza e di nuove e rinnovate capacita’ di produzione e di consumo piu’ rispettose dell’ ambiente e della sostenibilita’ della biodiversita’ in natura,

In tale contesto di profondo rinnovamento delle conoscenze potremo dare un contributo a delineare responsabilmente cosa e come quando cambiare nella scienza riduzionista meccanica della quale la biologia contemporanea è divenuta un semplice corollario, cio’ in modo da poter modificare strutturalmente il tipo di sviluppo industriale della produzione e consumo che si fonda ancora su una base concettuale riduzionista della “meccanica” cosi’ che, per tramite criteri di competitivita’ derivati da un assurdo “Darwinismo-Sociale” della lotta per l’esistenza e della selezione razzista è stata finalizzata a promuovere la ricchezza ed il potere di pochi ed di conseguenza aumentare la poverta’ e la fame di molti.

Certamente per dar vita al nuovo paradigma della “Living Economy” dovremo ancora capire responsabilmente come la competitivita’ sviluppata’ come base indiscussa del sistema di sviluppo industriale sia la vera causa concettuale della distruzione sistematica dell’ ambiente e pertanto dovremo comprendere a fondo come la competitivita’ economica conduca anche ad eliminare sistematicamente la biodiversita’ delle specie viventi.

Charles Darwin per primo comprese che un problema fondamentale della biologia fosse quello di capire la ragione per cui in un mondo naturale di competitivita’ tra le specie ed inter-specifica, la biodiversita’ aumentasse anziche’ diminuire. Oggi sappiamo che le fasi del processo di differenziazione, sia per la scomparsa di specie non adatte che per speciazione innovativa, sono sostanzialmente causate dall’ adattamento ai cambiamenti ambientali, climatici, alimentari e culturali, che regolano l’ “Informazione Epigenetica”.
L’ Epigenetica (dal greco επί, epì = “sopra” e γεννετικός, gennetikòs = .ereditario) si riferisce alle modificazioni che attivano/ disattivano particolari sequenze genetiche pur non agendo sulla mutazione della codificazione principale del DNA. . Pertanto la variabilita’ dell’ informazione epigenetica va ad agire selettivamente anche sulle probabilita’ di mutazione genetica determinando la crescita della biodiversita’ in sistemi ecologici non alterati dalla presenza distruttiva irresponsabile dell’uomo.

Purtroppo il paradigma meccanico-determinista ha dominato per vari secoli la nostra cultura dello sviluppo industriale cosi che, l’ accettazione delle sue limitazioni concettuali, ha reso possibile pensare ad un progresso di sviluppo lineare senza limiti, che oggi se perseverera’ ancora inalterato, sara’ la causa di una autodistruzione progressiva della stessa specie umana.
Dobbiamo pertanto capire che la degenerazione della biodiversita’ è una reale disgrazia per la sopravvivenza dell’ umanita’ in quanto essa comporta inevitabilmente la depauperazione della qualita’ del cibo e la degradazione della fertilita’ dell’ humus della terra ed include la deteriorizzazione sistematica di ogni possibilita’ di resilienza del bilancio ecologico delle risorse naturali.

In conclusione la bio-diversita è di fatto necessaria alla sopravvivenza della vita del pianeta in quanto la terra e’ un sistema vitale che si evolve come un unico e complesso equilibrio evolutivo proprio del sistema vivente.

Nell’ ambito del paradigma socialmente innovativo della Living Economy dovremo pertanto dare sviluppo ad una nuova cultura di circolarita’ collaborativa della vita come fondamento naturale che diventa fondamento della futura societa’ della conoscenza condivisa, dove il fulcro del cambiamento sara’ centrato nel porre come priorita’ il fatto che l’ uomo non potra’ sopravvivere se non sapra’ regolare e far evolvere responsabilmente la propria interdipendenza co-evolutiva con il sistema naturale della vita sulla Terra.

Sappiamo che i sistemi ecologici condividono numerose forme di collaborazione sia per simbiosi che di biocenosi instaurando complesse relazioni di interazione collaborativa le quali sono la parte essenziale della sostenibilita’ degli ecosistemi viventi. Infatti in natura l’ istinto competitivo tra gli animali ha una funzione non distruttrice delle altre specie ma solo quella di mantenere in equilibrio la popolazione di specie diverse ed è tesa a migliorare ciascuna specie selettivamente.

Viceversa l’ economia industriale ha preso come fonte unica di ispirazione un modello di competizione denominata “Darwiniana” basata su un antagonismo senza limiti, che è quello che oggi conduce irrimediabilmente a pesanti ed inaccettabili distorsioni sociali che a loro volta inducono anche la degenerazione morale come conseguenza di un sistema di assurda competizione di tutti contro tutto.

A tal proposito abbiamo recentemente visto come la Grecia sia caduta nella trappola economica della competitivita’ eretta a simbolo della nostra epoca globale, nella quale prospera l’attirare investimenti esteri , mentre le nazioni sono costrette a ridurre prontamente il loro tenore sociale di vita (salari, assistenza, qualità della vita e dell’ ambiente ed infine la limitazione della libertà politica). Risultato netto di questo sistema di estorsione finanziaria competitiva è un abbassamento globale delle condizioni e delle aspettative in nome della competitività dello sviluppo e della prosperità economica.

Pertanto quello che serve oggi e’ il rinnovo di una cultura essenzialmente creativa che cambi definitivamente criteri che relazionano la competitivita’ produttiva e commerciale e lo sviluppo sociale che sono diventati antagonisti e che pertanto costituiscono la nostra rovina proprio in quanto conducono direttamente alll’ inevitabile collasso del sistema competitivo della societa’ industriale. Infatti la progressione consumistica dei paesi industrializzati non ha fatto la dovuta attenzione alle conseguenze della limitatezza delle risorse naturali, fingendo inoltre di poter ignorare la crisi strutturale generata dall’ inquinamento ambientale, dall’ effetto serra ed dai conseguenti mutamenti climatici, ecc.. che ormai rappresentano un punto di non ritorno e pertanto mettono in evidenza l’ improrogabilita’ di un profondo cambiamento culturale ed economico del sistema globale di sviluppo industriale.

In tale contesto di profondo cambiamento economico e cognitivo è ormai necessario capire che la biodiversita’ e’ incompatibile con gli interessi competitivi inclusi nel contesto culturale antropocentrico individuale ed egoistico dello sviluppo industriale, la’ dove la competitivita’ e’ stata eletta a sistema fondante ed indiscutibile dello sviluppo economico, e che oggi, in presenza della crisi di sistema, diventa sopraffazione e violenza ed infine guerra tra i popoli stupidamente indotta dall’ avidità di denaro di pochi, sostenuti da finanzieri e banchieri ed affaristi della peggior specie, che per aumentare la loro ricchezza conducono il genere umano a sprofondare in una crisi globale irreversibile di cui non si vede la fine.

La Bio diversita’ è pertanto necessaria per dare sviluppo evolutivo alla complessa collaborazione del sistema vivente. Infatti i rapporti di simbiosi tra specie viventi in natura migliorano, a reciproco vantaggio gli organismi coinvolti, cosi’ i funghi ed i batteri co-operativamente metabolizzano gli elementi minerali presenti nel suolo, che vengono utilizzati dalle radici delle pianta. Le piante a loro volta forniscono ai funghi simbionti gli zuccheri prodotti con la fotosintesi indispensabili al loro metabolismo, ma che essi non sono in grado di sintetizzare. Inoltre la cooperazione e la condivisione sociale hanno un ruolo fondamentale in moltissimi gruppi di di animali e di insetti.
Purtroppo per avvalorare le logiche che favoriscano la competitivita’ economica-finanziaria , si riflette poco sulle attivita’ collaborative della vita in natura pur sapendo che i fiori si affidano all’ impollinazione degli insetti, che la frutta ha una valore per la distribuzione dei semi, che la nostra respirazione di ossigeno dall’ aria è permessa dalla simbiosi ancestrale del nostro organismo con una batterio il Mitocondrio che ci permette di vivere in un ambiente ossigenato dalla produzione secolare delle piante verdi, ovvero che i batteri nel nostro intestino convivono determinando una collaborazione di biocenosi con noi permettendoci di alimentarci. Pertanto in natura anziche’ agire con modalita’ competitive moltissime specie condividono forme di biocenosi instaurando con complesse relazioni di interazione cooperativa che sono parte fondamentale della sostenibilita’ di tutti degli ecosistemi viventi,….ma nella cultura della cosi’ detta “moderna civiltà occidentale”, tali interrelazioni intrinsecamente collaborative che danno vita a sistemi ecologici complessi, sono state messe ben poco in evidenza da una cultura tesa ad proprio per affermare il “metodo della competizione” come naturale lotta per l’ esistenza, cos’i da poterlo applicare al mondo della produzione dell’ economia della societa’ industriale, tutto cio’ solo per favorire un assurdo accumulo di ricchezza nelle mani di pochi, che ormai, in tempo di crisi strutturale del sistema industriale viene stupidamente gestito da egocentriche logiche di potere fine a se stesse.

A tutta questa cultura di assurda competitivita’ tra gli uomini priva di rispetto per l’ ambiente va posto definitivamente fine per realizzare la nuova strategia della LIVING ECONOMY basata sulla solidarieta’ umana e la sostenibilita’ ambientale puntualmente finalizzate ad individuare nuovi modelli cognitivi economici e comportamentali in grado di interpretare la realtà umana, culturale e scientifica, come nuovo fondamento socialmente innovativo dello sviluppo alternativo della futura societa’ della conoscenza.

BIBLIO ON LINE

Living Economics :
http://www.amazon.com/Living-Economics-Yesterday-Independent-Political/dp/1598130757 ;
Meccanicismo: http://www.scienzaeconoscenza.it/articolo_for_print.php?id=22704
Crisi e Superamento del meccanicismo: http://www.edscuola.it/archivio/lre/MECCANICISMO.pdf
Crollo Meccanica: http://www.quantumbionet.org/admin/files/3rd%20Quantumbionet%20Workshop%20rel_PM_def.pdf
Collasso Societa Industriale:http://www.caosmanagement.it/182-l-imminente-rischio-di-collasso-della-societo-industriale
BIODIVERSITA ED ALIMENTAZIONE 2010 in: https://dabpensiero.wordpress.com/2010/06/
Cromatina:http://www.treccani.it/enciclopedia/la-cromatina-e-il-controllo-dell-espressione-genica_(Enciclopedia_della_Scienza_e_della_Tecnica)/
Remote Control by DNA: http://www.edscuola.it/archivio/lre/remote_control_by_dna.pdf
DNA-Epicenetic-Antenna:http://www.edscuola.it/archivio/lre/DNA-MUSIC.pdf ;
http://www.edscuola.it/archivio/lre/dna_come_antenna_biologica.htm ;
Casi di simbiosi in natura: http://www.telecomitalia.com/content/dam/telecomitalia/it/archivio
L’ Eta dellaEmpatia: http://www.garzantilibri.it/default.php?page=visu_libro&CPID=2762
Territorio ZERO: http://www.territoriozero.org/prefazione.html
Azoto-fissazione : (https://it.wikipedia.org/wiki/Azotofissazione )
Micorrizza: (https://it.wikipedia.org/wiki/Micorriza)
Krisis: http://docenti.unicam.it/tmp/4037.pdf
Il Punto di Svolta: https://it.wikipedia.org/wiki/Il_punto_di_svolta
EGOCREANET si propone di costituire un’ alleanza sociale transdisciplinare e multi-attoriale per vitalizzare lo sviluppo cooperativo della vita locale, capace di auto-organizzarsi per superare la crisi economica, sociale e ambientale. Cio’ diverra’ possibile creando una comunita’ in rete, di imprese e gruppi di ricerca e movimenti dell’ arte contemporanea per dare sviluppo all’ innovazione socialmente responsabile che diventi la base del nuovo paradigma di sviluppo denominato LIVING ECONOMY. Tale visione di sviluppo promossa da Egocreanet è fondata sullo stimolare ed animare la creativita’ collettiva al fine di attivare una profonda transizione scientifica e culturale indirizzata verso la nuova prospettiva di LIVING ECONOMY per delineare un futuro sostenibile in quanto privo di competitivita’ tra i popoli e rispettoso dell’ ambiente e della sua evoluzione naturale.
Paolo Manzelli 11/08/2012;
https://www.facebook.com/hariohmshantihi; <egocreanet2012@gmail.com>

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Liebig

Chi è stato Justus von Liebig? Il padre dell’agricoltura “chimicizzata” moderna o uno degli antesignani dell’Agricoltura biologica? Io opterei per la seconda scelta ma vediamo insieme chi è stato.
Tutti lo conoscono come l’inventore del famoso dado che porta il suo nome. Fu un chimico nato nel lontano 1803 in Germania con un interesse particolare per le ricerche nel campo della concimazione chimica, in particolare introdusse le sostanze chimiche di sintesi in agricoltura. Sicuramente uno studioso, un uomo intelligente ma la mia stima nei suoi confronti è data dal ravvedimento riguardo alle sue teorie, all’uso di prodotti chimici, a partire dai fertilizzanti, introdotti in agricoltura. I suoi pensieri, i suoi cambiamenti sono riportati in un testamento spirituale scritto prima della sua morte:

Sfortunatamente la vera bellezza dell’agricoltura, con i suoi stimolanti principi intellettuali è quasi misconosciuta. L’arte dell’agricoltura si perderà per colpa di insegnanti ignoranti, ascientifici e miopi che convinceranno gli agricoltori a riporre tutte le loro speranze in rimedi universali, che non esistono in natura. Seguendo i loro consigli, abbagliati da risultati effimeri, gli agricoltori dimenticheranno il suolo e perderanno di vista il suo valore intrinseco e la sua influenza (…)

Confesso volentieri che l’impiego dei concimi chimici era fondato su supposizioni che non esistono nella realtà. Questi concimi dovevano condurre a una rivoluzione totale dell’agricoltura. Il concime di stalla doveva essere completamente abbandonato, e tutte le sostanze minerali asportate dalle coltivazioni dovevano venire rimpiazzare con concimi minerali. Il concime avrebbe permesso di coltivare sullo stesso campo, con continuità e in modo inesauribile, sempre la stessa pianta, il trifoglio, il grano ecc., secondo il piacere e le necessità dell’agricoltore.

Avevo peccato contro la saggezza del creatore e ho ricevuto la giusta punizione.

Ho voluto portare un miglioramento alla sua opera e nella mia cecità, ho creduto che nella meravigliosa catena delle leggi che uniscono la vita alla superficie della terra, rinnovandola continuamente, ci fosse un anello mancante, che io, questa debole e impotente nullità, potessi rimpiazzarlo.

La mia ricerca sul suolo mi conduce ora a dichiarare che sulla superficie esterna della terra, la vita biologica si svilupperà sotto l’influenza del sole.

Il grande maestro e costruttore ha dato ai frammenti della terra la capacità di attrarsi e di contenere in sé tutti gli elementi necessari per nutrire piante e animali, così come un magnete trattiene le particelle di ferro, senza perderne neppure una.

Il nostro maestro ha aggiunto una seconda legge alla prima.
In base ad essa, le piante e la terra con cui sono in relazione diventano un enorme apparato di purificazione per le acque. Con questa particolare abilità, la terra rimuove dall’acqua tutte le sostanze pericolose per l’uomo e gli animali, tutti i prodotti del decadimento e della putrefazione, sia che derivino dagli animali che dai vegetali.

Quello che può giustificare il mio comportamento è la circostanza che l’uomo è un prodotto del suo tempo, e riesce a liberarsi dalle opinioni comuni solo sotto una violenta pressione che lo spinga a radunare tutte le sue forze per liberarsi da queste catene di errati condizionamenti.

 L’opinione che le piante potessero trarre il loro nutrimento da una soluzione formata nel suolo con l’acqua piovana era un’opinione diffusa, ed era scolpita nella mia mente. È stata questa opinione sbagliata la fonte del mio assurdo comportamento. Quando un chimico sbaglia nella stima dei fertilizzanti, non siate troppo critici verso i suoi errori, perché ha basato la sua conclusione su fatti che non può conoscere dalla sua esperienza, ma, piuttosto, che ha tratto da testi di agricoltura che considera giusti e affidabili.

Dopo che ho imparato il motivo per cui i miei fertilizzanti non erano efficaci nel modo giusto, mi sono sentito come una persona che ha ricevuto una nuova vita. Finalmente tutti i processi di coltivazione si possono spiegare sulla base delle leggi naturali che li governano. Ora che il principio è noto e chiaro agli occhi di tutti, rimane solo lo stupore per non averlo scoperto molto tempo fa.

Ma lo spirito umano è una cosa molto strana, e così quello che non si adatta perfettamente allo schema del pensiero comLiebig 3une, semplicemente non esiste” (Traduzione di Alfredo Antinori)

Difficile rinnegare le proprie credenze soprattutto quando sono radicate in noi stessi; eppure Liebig lo ha fatto dimostrando la sua onestà intellettuale e la sua apertura ai cambiamenti. Quanti oggi lo farebbero?
Spero che il suo scritto faccia riflettere e comprendere come si debba tendere verso coltivazioni biologiche. Dobbiamo pensare ad un maggior rispetto per l’ambiente che può attuarsi anche con una scelta di alimentazione vegetariana, non solo per la nostra salute ma considerando anche che l’allevamento intensivo di bovini, suini, polli e galline per la produzione di uova è altamente dannoso per l’ecosistema. Già Leonardo da Vinci e Cartesio praticavano il vegetarianesimo e oggi sempre più persone stanno attuando una scelta di questo tipo pensando alle conseguenze. Secondo uno studio del Wwf, per produrre un kg di bistecca di manzo, servono 15.500 litri di acqua mentre il 70% d’acqua dolce nel mondo è usato per far crescere piante che diventeranno mangimi per gli animali di allevamento.

Spero che l’ultima frase del testamento di Liebig, bellissima e sempre attuale sia spunto di riflessione per moltissime persone!

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BetterTown

1159301_99935127Immagine Zhulema Mariani

Come artista sono sensibile a tutto ciò che riguarda questo mondo; per questo vorrei segnalare un Progetto, veramente interessante, dell’amica ZHULEMA MARIANI  rivolto ad ARTIGIANI ed ARTISTI: BETTERTOWN.

Vedi Bettertown:http://www.bettertown.gq/blog/e-il-momento-di-decidere

“Siamo partiti con un idea Stefano ed io: riportare visibilità all’artigianato ed al valore artistico racchiuso in esso.
Abbiamo lavorato molto con una serie di incontri per capire meglio l’obiettivo da raggiungere: dopo questi due mesi abbiamo finalmente deciso di partire attivamente.
Il Progetto BetterTown è notevolmente sfidante, ma crediamo che l’unione in questo caso fa la forza. L’artigianato siamo ognuno di noi, io compresa, e siamo i primi a dover presentare il nostro lavoro agli altri promuovendo il talento che trasmettiamo dalle nostre mani.
Perche BetterTown?
Perché vogliamo crescere come una città che si espande!
L’idea principale è la creazione di una rete attiva tra artigiani ed artisti, miriamo a creare una vera e propria Corporate Identinty: il nostro biglietto da visita con il quale vogliamo apparire sul mercato.
Ed è con questo pensiero che nasce l’obiettivo.
Per ogni artigiano la meta ultima è chiaramente la vendita del proprio prodotto ma puntando ovviamente alla creazione di un proprio brand.
Il nostro progetto vuole portare le opportunità migliori per la realizzazione del “sogno” di ogni membro: creare insieme un percorso finalizzato al raggiungimento degli obiettivi ma senza improvvisazioni, che molte volte svalutano il prodotto e trasmettono una immagine mediocre dell’artigiano danneggiandolo.
Ormai le strategie di marketing sul mercato sono di vitale importanza, specialmente in un momento dove la crisi si sente maggiormente e non si può quindi pensare di affrontare tutto questo con leggerezza, o senza gli strumenti adatti.
Uno dei punti forti del progetto è che Stefano ed io abbiamo la competenza in marketing e abbiamo riscontrato che ci sono moltissimi artigiani che sembrano quasi “ abbandonati” a se stessi, con un talento nelle mani che non viene sfruttato nel modo mirato.
L’artigianato italiano ha un grande potenziale e va fatto conoscere proprio per ridare vita al valore artistico che racchiude in sé.
Il primo obiettivo che vogliamo raggiungere è proprio creare la rete che diventi la nostra Identità: ci vuole una costruzione di immagine personale volto alla globalità, sopratutto perché abbiamo tutti un potente strumento tra le mani che è internet. E come imprenditori di se stessi dobbiamo trovare la giusta dimensione di utilizzo della rete web mettendo in gioco la propria immagine, i nostri prodotti , la propria storia e credibilità.
BetterTown nasce per dare l’opportunità a chiunque si iscriva di capire le strategie di vendita finalizzate a trovare strumenti atti a raggiungere obiettività: come citato prima il web è uno strumento efficace ma terribilmente pericoloso se usato in malo modo e sopratutto improvvisato.
“Esserci per esserci “ è un concetto che personalmente trovo discordante con un immagine professionale e soprattutto diventa un concetto di errore nel suo utilizzo.
Ai membri che prenderanno parte al progetto si offre l’opportunità concreta di nascere o ri-nascere come artigiani professionali, di perfezionarsi, di conoscere dinamiche di strategie competenti che consentano di fare “precision marketing”.
Sappiamo tutti quanto la competenza professionale abbia un costo che incide molto in fattori economici ecco perché puntare su un progetto che possa raggiungere ed essere fruibile da tutti gli artigiani che abbiamo la voglia ed il coraggio di investire nel proprio futuro: più siamo e minori quindi saranno i costi, per citarvi esempio concreto, per realizzare una esposizione.
Ci sono punti di forza, che si possono utilizzare già da ora, come una “base operativa”, ovvero lo store di Artigiani alla ribalta che permette una vetrina di visibilità già molto accattivante e con un costo accessibile. Se paragonate il costo di una singola presenza ad un mercatino per esempio ci si è già pagati un anno intero di visibilità.
La maggior parte degli artigiani ha una propria pagina Facebook od un blog con il quale propone i suoi oggetti in vendita, anche questo certo è pubblicità , solo se essa però è coerente con l’immagine che si vuole dare al proprio prodotto: si tende spesso a sottovalutare i particolari che invece sono importantissimi e che se osservati con un occhio maggiormente competente risultano ad effetto negativo verso un probabile cliente.
Lo store offre a differenza di molti altri portali la possibilità di farvi conoscere delicatamente, senza aggressioni pubblicitarie di mille altre finestre: siete i padroni di una piccola vostra boutique, dove il cliente può osservare con calma il vostro prodotto e cosa molto importante conoscere anche voi stessi, la vostra storia, la vostra “ARTE” raccontata da voi medesimi. Non sottovalutate l’importanza di essere voi a spiegare la vostra manualità e la vostra tecnica.
Ma non serve SOLO questo in quanto esso può rappresentare, per chi vuole cogliere l’opportunità di aggiungersi allo store un punto di partenza.
Abbiamo concentrato le riunioni del progetto su alcuni mini obiettivi pro-tempore, proprio perché se vogliamo raggiungere tutti una meta dobbiamo affrontare il percorso insieme con la mente aperta ad apprendere, a mettere magari in discussione un immagine che ci siamo creati fino ad oggi ma che non ci porta i risultati che cerchiamo, oppure semplicemente a perfezionarci.
Parlo al plurale in quanto io stessa sarò insieme a voi parte integrante del progetto con Stefano: CO-WORKING , termine sottovalutato e forse anche mal compreso in molte situazioni, che vi porteremo a comprendere meglio con le proposte attive che ci saranno lungo il percorso.
Creare una piccola città di artigiani che collaborano UNITI e che come tali puntano all’obbiettivo!
Progetto alla portata di tutti e finalizzata anche alla possibilità di promuovere corsi e workshop, all’organizzazione di mostre ed eventi mirati al raggiungimento degli obiettivi del progetto stesso.
Abbiamo anche pensato ad incontri diretti e formulato soluzioni on-line per chi ovviamente causa distanza non potrà essere presente.
Più il nostro progetto crescerà maggiore sarà la possibilità di affermarci anche verso un mercato estero che gode di un momento molto ricettivo, quindi punto di forza da non sottovalutare.
Ora siete voi i protagonisti: sta a voi entrare ed iscrivervi gratuitamente al Progetto.
Non tutti hanno il coraggio di prendere in mano il proprio operato, non tutti vogliono dedicarsi attivamente, e spesso in molti frangenti emerge una sottostima di sé che “non permette di sognare”.
É il momento di decidere se avere solo un hobby oppure di “spiccare il volo” versa la vetta di BetterTown !
VOI siete i fautori del vostro futuro, NOI lo staff che segue il progetto con un accompagnamento guidato e strategie mirate”.

BLOG :http://www.bettertown.gq/blog/e-il-momento-di-decidere

FACEBOOK:https://www.facebook.com/pages/Bettertown/824392264303011

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Tuscan foodEgocreanet ONG c/o l’Incubatore Universitario Fiorentino,
come socio dell’Associazione Tuscan Food Quality Center
(www.tuscanfoodqualitycenter.com),
promuove l’organizzazione di un workshop sul tema:

ECONOMIA CIRCOLARE ed INNOVAZIONE FRUGALE per ELIMINARE GLI SPRECHI DI CIBO

Il workshop costituisce un seguito all’impegno preso alla conferenza “L’economia circolare per uno sviluppo responsabile nella produzione del cibo”, Firenze 29/30 aprile 2015, che ha analizzato le potenzialità e le opportunità dell’applicazione dei concetti dell’economia circolare in Agricoltura, vd: http://www.eurosportello.eu/sites/default/files/AgricolturaCircolare.pdf
L’incontro intende anche avviare un percorso di sviluppo di possibili iniziative e progetti, anche su bandi di finanziamento in ambito PSR o Horizon 2020, che possano sperimentare ed applicare i modelli, processi e tecnologie presentati.

INVITO :

Cari amici e colleghi vi invito a partecipare e collaborare all’ Iniziativa: “Economia Circolare e Innovazione Frugale per riutilizzare i rifiuti Agricoli e di cibo” che e’ finalizzata a sostenere a livello territoriale la strategia per alimentare il pianeta di EXPO 2015.

L’ evento si svilupperà in tre manifestazioni c/o Villa Montepaldi in San Casciano VDP. (https://www.facebook.com/VillaMontepaldi).

Il Primo incontro si terrà il 23 GIUGNO 2015 ( ore 10.00- 13.00) e gli altri due sono previsti in Settembre e Novembre 2015.

Gli organizzatori sottoscrivono l’ impegno di quanti vorranno promuovere ed investire nella progettazione dell’ innovazione dello sviluppo della Agricoltura locale al fine di valorizzare l’ economia circolare e l’ Innovazione Frugale nel territorio, in modo da produrre alimenti con modalita’ innovative per ottenere una elevata qualita’ nutrizionale e non sprecare un cibo sano e di elevato valore economico e culturale.

Comitato Scientifico (in via di definizione):
Giampiero Maracchi: Presidente Accademia dei Georgofili
Prof. Massimo Vincenzini: Presidente Tuscan Food Quality Center
Prof. Marco Bellandi: Prorettore Università di Firenze
Prof. Giacomo Pietramellara: DISPAA – Università di Firenze

Concept paper – Preliminary info

Innovazione Frugale = in un periodo di crisi strutturale, innovazione è saper trovare soluzioni ingegnose a basso costo, imparando a sfruttare al meglio le risorse a disposizione, per la produzione, distribuzione e vendita di un bene. Nata in India come necessità, da noi è un modo diverso di pensare l’innovazione per favorirne la sostenibilità, in cui la collaborazione fra ricerca e impresa è finalizzata a ridurre i costi dei prodotti alimentari, a semplificare i processi, ed alla riprogettazione dei prodotti e di co- e sub-prodotti per sviluppare un’ economia circolare finalizzata ad evitare lo spreco del cibo.
vd Frugal Innovation: http://www.know-hub.eu/knowledge-base/encyclopaedia/frugal-innovation.html#concept
OBIETTIVI
Economia Circolare – L’idea fondante è incentrata a trovare e divulgare modalità innovative di economia circolare in riferimento al cibo di elevata qualità nutrizionale, basata su ricette di pranzi semplici orientati al minimo spreco di alimenti, senza particolari esigenze di presentazione. Inoltre, si propone di incentivare l’uso agricolo del suolo mediante lo sviluppo di serre e di innovazione frugale in riferimento anche alla agricoltura urbana.
Bio-Economia – Frutta e verdura piegati o fuori di modello vengono gettati via ancora prima di lasciare il campo. I rifiuti alimentari costituiscono un enorme spreco nella vendita al dettaglio dei supermercati e nella ristorazione improntata al lusso. L’ innovazione frugale può migliorare vari funzionalità per eliminare assurdi sprechi di cibo: ad es. le date di scadenza molto spesso non corrispondono alle specificità dei diversi tipi di cibo o di prodotti. A tal proposito segnaliamo come esempio d’ innovazione frugale l’iniziativa FoodCloud, che, come altre similari, mira a limitare i rifiuti alimentari sfruttando il valore sociale delle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione. In particolare, tali iniziative consentono quotidianamente a ristoranti, mercati e supermercati di donare surplus commestibili danneggiati o vicino alla data di scadenza, a organizzazioni di beneficenza che possono offrire questo cibo ancora buono e sano per le persone bisognose.
Tecnologie Emergenti – Ad es. idee per il miglioramento del sistemi intelligenti di risparmio di cibo ed energia come ad es il “Frigorifero Intelligente” per garantire risparmio energetico ed economico grazie ad un utilizzazione di bio-sensori, videocamere ed iterazioni a distanza con smartphone e telefoni cellulari. vd: http://www.regione.emilia-romagna.it/consumatori/notizie/2015/febbraio/cibo-un-201cdiario-anti-spreco201d-e-il-frigorifero-intelligente;
Il Cibo per il Cervello – L’obiettivo di individuare le sfide e le opportunità della ricerca sulla nutrizione personalizzata per stare bene e vivere a lungo per vari tipologie di persone, bambini, donne incinte, sportivi, persone obese, anziani.

Mostra di Egocreanet Q.ARTE, in favore di una strategia culturale per animare la creatività e potenziare l’ innovazione e la responsabilità sociale attraverso l’arte contemporanea.

Call For PAPERS
Gli interessati a collaborare a questa iniziativa, anche a premessa di un successivo progetto Europeo specialmente indirizzato alla collaborazione con i paesi emergenti in Africa (http://centre-for-frugal-innovation-in-africa.nl/) ed altrove nel mondo, possono contattare:

Paolo Manzelli <pmanzelli.lre@gmail.com>
https://www.facebook.com/groups/EGOCREANET/

(Vedi Sintesi di Promozione e valorizzazione della Ricerca nel primo semestre 2015 , di EGOCREANET c/o- IUF/csa-RVI )

NOTA sul significato di INNOVAZIONE FRUGALE
https://www.facebook.com/groups/EGOCREANET/?fref=ts

FRUGAL INNOVATION = JUGAAD INNOVATION (FROM INDI R&D of Micro-enterprises in India) Frugal Innovation means not only “cheap” but the result of eliminating non-quality values as adding costly features.

–> La Innovazione Frugale risponde alla Domanda “Come ambienti complessi e risorse limitate influenzano la possibilità per le imprese e la ricerca di sviluppare valore aggiunto alla produzione integrando tra business e sviluppo sociale, pur riducendo in modo significativo l’uso delle risorse sempre più scarse sia economiche che naturali”. In vero, si tratta di risolvere e anche trascendere, il paradosso di “fare di più con meno”. L’innovazione frugale è una scommessa che diventa necessaria per un “periodo di austerità”, in cui le imprese da un lato sono responsabilmente costrette dai governi a essere eco-consapevoli pur rimanendo capaci di creare nuove offerte accessibili, economicamente sostenibili e di alta qualità. Ancor più che una nuova strategia, l’innovazione frugale necessita un cambio di mentalità per favorire un approccio flessibile che percepisce i vincoli di risorse non come una sfida debilitante, ma come un’opportunità di crescita e di cambiamento.
vd: http://knowledge.insead.edu/innovation/frugal-innovation-a-new-business-paradigm-2375

–> La Innovazione frugale è conosciuta anche con il termine Hindi (nato in India), di “JUGAAD INNOVATION” che può essere tradotto come “l’arte di improvvisare una soluzione in circostanze difficili”. Essa illustra un movimento in crescita nei mercati emergenti che ha consentito una innovazione più veloce a costi inferiori, orientato a soddisfare le esigenze dei clienti che non praticano l’economia del lusso.
–> Oggi l’Economia frugale è una scommessa per sviluppare la creatività imprenditoriale in ogni ambiente in cui le risorse economiche e sociali e naturali sono limitate, cosa che comporta la capacità di rivoluzionare il modo di concepire la futura R & S in sempre più ampi settori della produzione mondiale.

Paolo Manzelli, 12/Maggio/2015, Firenze
egocreanet2012@gmail.com

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di Paolo Manzelli

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c/o Auditorium Ente Cassa di Risparmio di Firenze

via Folco Portinari 5r – Firenze, Italia

Ore: 9:30-14:00 / 30 Aprile 2015

  • N.B. “Agronomia Circolare per la Riduzione e Riuso degli scarti di un’agricoltura sostenibile”

Il 29 Aprile Pomeriggio ( 15.00-18.00) si terra’ un Premeeting c/o la Regione Toscana in Piazza Unita’ 1 – Firenze allo scopo di organizzare un Focus Group per coordinare un Progetto Horizon 2016-20 su l’ Agronomia Circolare.

VEDI: http://ec.europa.eu/environment/circular-economy/

Con “Economia Circolare” si intende una strategia innovativa per l’ efficientizzazione dell’utilizzo delle risorse, in cui i prodotti finali di una fase di produzione diventano origine di una successiva fase, dando luogo ad un modello di produzione circolare. Tale modello strategico tendente ad azzerare la generazione di rifiuti, può essere vantaggiosamente applicato nel complesso dei processi agricoli e alimentari, utilizzando gli scarti dei singoli processi per una maggiore produttività ed un minore impatto ambientale, trasformando i rifiuti in sub-prodotti di energia ovvero co-prodotti nutraceutici, fertilizzanti ecc. La proposta di EGOCREANET, organizzatore dell’evento, intende incoraggiare la ricerca e le aziende del settore alimentare ed agricolo ad innovarsi applicando i criteri e le prospettive di innovazione dell’economia circolare così da sviluppare un modello condiviso di “Agronomia Circolare”. Percio’ nel pre-meeting si propone l’aggregazione di gruppi di lavoro finalizzati a condividere le questioni di maggior interesse nel quadro del futuro sviluppo della “Economia Circolare” al fine di coordinare progetti Horizon 2020 su tale tematica d’ innovazione sociale e produttiva. L’obiettivo della Conferenza è quello di creare un “think tank” per aggregare competenze e capacità creative delle aziende e della ricerca, in modo da favorire lo sviluppo sostenibile del territorio Regionale e Nazionale. L’evento del 29/30 Aprile complessivamente intende contribuire a ripensare creativamente la sostenibilità delle filiere circolari produttive dell’ agro alimentare, mediante lo sviluppo di un thinking design innovativo basato sull’auto-sostenibilità energetica e sul riciclaggio tendente a zero dei rifiuti, che iniziera’ con EXPO 2015 per andare verso una futura strategia di elevata responsabilita’ e consapevolezza sociale ed economica.

PROGRAMMA del 30 Aprile 2015

9:00 Saluti iniziali ( → 10′ ciascuno)
• Carlo Chiostri, Dirigente – Regione Toscana
• Marco Bellandi, Prorettore Trasferimento Tecnologico – Università di Firenze
• Paolo Centritto, Direttore IVALSA – CNR
9:30 Relazioni introduttive ( → 20′ ciascuna)
• Diassina Di Maggio, Direttore – APRE. “Nuove strategie di promozione della ricerca europea
• Gaetano Borrelli, ENEA:”Sostenibilità tra ambiente, economia e società: dal paradigma dell’economia di frontiera alla green economy
• Giampiero Maracchi, Presidente – Accademia dei Georgofili: “Il ruolo dell’agricoltura sugli equilibri planetari
• Alessandro Ruggieri, Rettore – Università della Tuscia: “Economia circolare nel settore agrofood: profili socio-economici
10:50 Interventi di ricerca e sviluppo ( → 15′ ciascuno)
• Annalisa Romani, PHYTOLAB – UniFI: ”Biomasse agroindustriali per nuove produzioni sostenibili
• Luigi Campanella, Dip. Chimica – Università La Sapienza, Roma: ”Economia circolare o circolarità economica?”
• Katya Carbone, CRA – FRU, Roma: “Innovazione scientifica nel settore agroindustriale ed economia circolare: la nuova sfida
• Giacomo Pietramellara, DISPAA – UniFI: ”Serre verticali: un esempio di agricoltura urbana ecosostenibile
• Giuseppe Surico, Presidente Scuola di Agraria, UniFI: “Nuove sfide per l’agricoltura e formazione
• Mario Tredici, DISPAA – UniFI: “Algal walls: cibo, combustibili e prodotti utili da pareti fotosintetiche nelle città del futuro
12:20 Best practice, progetti, spin.off,… ( → 10′ ciascuno)
• Antonio Mauro, Direttore R.S.: “Riduzione, riuso e business dagli scarti di lane per le imprese agricole di allevamento
• Fabio Masi, Agronomist – IRIDRA spa: “Recupero Nutrienti dalle Acque in ambito civile e zootecnico
• Chiara Casazza, Marco Sala, DIDA – UniFI: “Urban Con(T)emporary Agriculture, agricoltura urbana per la città sostenibile
• Antonio Di Giovanni, Funghi Express Soc.Agr.: “Una start-up a rifiuti zero
• Giulia Detomati, Venti Sostenibili.: “Verso l’economia circolare nel Parco Agricolo Sud Milano: il progetto Caffè in Campo
• Marianna Faraldi, Tecnoalimenti SCpA, “Biogas3: produzione di energia rinnovabile sostenibile da sottoprodotti agroalimentari
13:20 Dibattito

La partecipazione è gratuita. È richiesta la registrazione: inviare una email a Paolo Manzelli <egocreanet2012@gmail.com>
Il programma aggiornato sarà disponibile al link: http://www.eurosportello.eu/sites/default/files/agricoltura-circolare.pdf
L’evento è organizzato da EGOCREANET (ONG di R&S ) in collaborazione con Eurosportello (membro della rete
(Enterprise Europe Network) ed altri soggetti che saranno progressivamente coinvolti.

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by Paolo Manzelli <egocreanet2012@gmail,com>

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→ The concept of a Circular Economy, was introduced ,in 1990 addressing the interlinkages between economic functions and the environment. (Pearce D, Turner RK (1990) Economics of natural resources and the environment. Harvester Wheatsheaf, London).
Transitioning from current resource management practice dominated by linear economic models of consumption and production, to circular agronomy models of resource use, will require insights into the stages and processes associated with socio-technical transitions.
The concept of a circular economy – currently widely promoted in China though a specific low emphasises the symbiotic benefits of a thinking design of processes that include recycling of residual waste materials to by- and co- products through , and so that become able to promotes resource minimisation and the adoption of advancements in cleaner technologies So that In Circular Economy , will be as a net benefit to future society and to the living environment as a whole.So that today traditional industrial managers think that if profit-seeking companies see the the recycling and reuse options of circular economy are for profit they should already have been realised.
Certainly in linear approach to conventional economy the recycling will be undertake but only where it is profitable from a private economic viewpoint.
Unlike the new strategy “WASTE END” plans to clear to zero the generation of waste as the necessary condition of renewed innovation strategies of science and technology that will be able to minimize the pollution of environment and ensure the life and health of future generations.
Therefore European recent strategy on Circular Economy look forward an integration between Public-Private decision-makers for improving a responsible research and development of developing an more complete integration in the context of industrial ecology that permit a secure advancements that recycling and reuse of primary and natural resources will take place where it became socially desirable and efficient.
As a first step of Circular Economy advancements , it is necessary to improve a public understanding of social responsibility of research to enhance the strategic perspective how Circular Economy principles can provide net social benefits.
This new cultural responsible approach is focused . an in-depth understanding based on disseminating the description of the environmental consequences of the linear approach of traditional industrial-economy choices, that look to be without environmental limits .
Thereby EGOCREANET (NGO – Business Incubator University of Florence -IT ) think important to develop a cultural innovation role in the project about “CIRCULAR AGRONOMY” for making in a new evidence the need of a transdisciplinary circular approach of research and development that need to became more in symbiosis with the evolutionary transformation of nature.
From the scientific principles we well known that circulating matter and energy means to reduce the need for new inputs to the economic system and help delay the increasing entropy. In spite of this , the understanding of private business look only to a short point of view of the business of each single enterprise. So that we need to carefully understand that it will be a contemporary need to favor both for a better theoretical  and practical approach, that look to a global point of view of a network-system of research and industry that may be able to overcome the traditional industrial development that following a linear approach here differs fundamentally from the need of new scientific theorization andpractice of the knowledge society.
As a matter of facts the linear industrial development is becoming near to the collapse, this because the pollution of environment is the cause of more and more economic disasters caused by the climate change and the increase of illness as cancer and so on…, as we can see with a great evidence .
Environmental pollution today change deeply the public and private risks in economy that are exceeding the sustainable capacity of the human.societies. So that Egocreanet think that will be important to underline our support to enhance a cultural advancement to change the conventional perception of the economics efficiency of linear development in respect of the new strategic approach of Circular Economy .
“Circular Economy in Agriculture”, will be the title of coference organized by Egocreanet , in order to advance in retinking the future knowledge society overcoming the traditional linear rate of production developmental models .
Modern Agriculture today is looking forward to the “End of Waste” , so that nowadays require a different circular model of business and productivity that will be able to develop a new model that go to the zero waste generation. The trouble is that now the environmental pollution and the waste landfilling destroy sistemetically natural resources over the limit of an evolutionary balance . So that a deep change this industrial model will be the mission of “CIRCULAR AGRONOMY” to favor a deep economic and social knowledge society. This mission of the circular agriculture need to become very significant for AGRIFOOD SECTOR in protecting environment and preserving people’s health . Moreover, this responsible mission it become also a question of consciousness in science and innovation oriented to favor a disruptive innovation based on Circular Economy models. Thus the new approach of agrofood production need to be developed before the complete collapse of the obsolete industrial society. Henceforth Egocreanet hope in conscious and creative people that would trust to look to the near future of the knowledge society .
see PROGRAM of the CONFERENCE in the dates 29/30 APRIL 2015 in Florence ( now in Progress) (*)
The Mission of he Florence Conference would improve the goal to advance in understanding that the priority of the Circular Economy in various Agricultural sector will be to renew the thinking design the production by an open cooperation both in business and responsibility for a better sustainable future.
Finally Egoceanet would realize an Horizon 2016/20 project to ensure sustainable development impact and implementation looking to reinforce the activities focused on advance in green energy development, based on the use of biomass is in the right path in adopting a holistic approach in the promotion of renewable energy from agricultural waste and in developing the quality of food through the reuse as nutraceutical co-products the waste of food production.

Biblio. On Line

– Circularity in Resource management change : http://www.mdpi.com/2079-9276/3/1/248/htm;
– Circular Economy in China : http://env.nankai.edu.cn/en/content/?413.html
-Europe Report in Circular Economy :http://ec.europa.eu/environment/circular-economy/pdf/circular-economy-communication.pdf
-Circular Economy Advantages: http://www.accenture-blogpodium.nl/latest-post/how-to-capture-the-advantages-of-the-circular-economy/
-Circular Economy experts: http://www.environmental-expert.com/Files%5C6063%5Carticles%5C15091%5Cart12.pdf
-CIRCULAR AGRONOMY :
http://www.edscuola.eu/wordpress/?p=57161; http://www.edscuola.eu/wordpress/?p=57028
– Agricultural waste : http://www.bisheziliao.com/FileRoot2/2014-8/19/9d7bf55b-c8ab-443a-95cc-42b96c17c791/200421.pdf
(*) FLORENCE- CONFERENCE 29/30 April 2015- Preliminary Info: http://www.forumdiagraria.org/mostre-fiere-e-convegni-f71/conferenza-su-economia-ciclica-firenze-30-aprile-2015-t91040.html
– 2015 international Year of soil: http://www.suoli2015.ch/index.php?id=250

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di Paolo Manzelli – Presidente Egocreanet <egocreanet2012@gmail.com>

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L’ ECONOMIA CIRCOLARE e’ un’ effettiva risorsa per l’ Italia che voglia cambiare verso nella strategia economica e  sociale, cio’ in quanto i Rifiuti sono uno spreco tanto più dannoso in quanto oggi l’innovazione tecnologica permette di recuperare tantissima materia primaria e di evitare l’ inquinamento, con attivita’ di ricerca ed impresa, preziose per lo sviluppo di un Paese come l’ Italia che è povero di materie prime. L’assurdo comportamento è quello che abbiamo irresponsabilmente tenuto fino ad oggi con la gestione dei rifiuti così come abbiamo visto accadere nella terra dei Fuochi e nell’ invadente sporcizia delle citta’ turistiche, causa prima del loro degrado. La mancanza di una cultura ciclica ci sta pertanto rovinando sistematicamente e cio’ è divenuto del tutto assurdo. Mi domando pertanto quale irresponsabilita’ civile sia da attribuire alla ricerca e sviluppo delle Università e degli Enti di Ricerca pubblici e privati su questo collaborando nel far crescere la responsabilità sociale della ricerca ed dell’ impresa, cosi’ come si propone di stimolare EGOCREANET con la CONFERENZA del 29/30 APRILE 2015 .http://www.edscuola.eu/wordpress/?p=56704;http://www.edscuola.eu/wordpress/?p=56584

La societa’ industriale contemporanea è al limite del collasso per aver perseguito un’ economia lineare ritenendo possibile uno sviluppo economico senza limiti. (1)

L’esaurimento delle risorse naturali della terra,  dell’ acqua potabile e l’inquinamento dell’ aria sono la radice di un sistema di produzione che nel suo complesso rischia di divenire globalmente insostenibile. Quindi nell’ epoca contemporanea si impone con sempre maggiore evidenza la necessita’ di una netta revisione delle opportunita’ di produzione e di business per evitare un ineluttabile collasso economico e sociale di vaste e incontrollabili proporzioni.

A fronte di cio’ recentemente il concetto di “economia circolare” ha guadagnato l’ attenzione politica ed economica mondiale nella ricerca di una visione strategica di lungo periodo che possa mettere a punto una modalita’ efficace per ridurre l’intensità del danno generato della decrescita e dall’ inutile sperpero di risorse naturali al fine di poter rinvigorire l’economia dello sviluppo eco-sostenibile. (2)
Lo scorso 2 luglio 2014 la Commissione europea ha presentato una comunicazione «Verso un’economia circolare: un programma a zero rifiuti per l’Europa» (COM(2014)398), che si basa sul presupposto che da un uso più efficiente delle risorse deriveranno nuove opportunità di crescita e occupazione. (3)

Il modello dell’ Economia Circolare, per non rimanere uno semplice slogan, va ridefinito e sperimentato in termini di business innovativo, di nuovi modelli imprenditoriali, che pongano in evidenza come si possa ricavare un netto vantaggio economico e sociale, dando sviluppo ad una riconversione produttiva, basata su una conoscenza condivisa tra impresa e ricerca capace di :

• favorire un sistema di “cross-fertility” multi-disciplinare e multi-attoriale.
• garantire un management collaborativo finalizzato alla sostenibilita’ ambientale.
• innovare il processo produttivo orientato a rilasciare zero rifiuti.
• integrare l’ economia dello sviluppo in una dimensione “glocale”.

II Modello di business innovativo che risponda a tali assi portanti di un nuovo modello di sviluppo è la scommessa dell’ Economia Ciclica, nella quale le aziende e la ricerca devono ripensare le loro comuni strategie di sviluppo, innovando prodotti, processi e mercati nel quadro della futura economia della conoscenza.

Il fulcro di tale innovazione e’ un complesso “Thinking Design” del management della produzione e sviluppo, necessario a ripensare all’ innovazione circolare di prodotti, processi e mercato.

In Economia Circolare i materiali utilizzati in prodotti commerciabili non sono piu’ visti semplicemente come “prodotti primari” , ma come potenziali attività di riconversione, in quanto ciascuna risorsa andra’ ripensata in modo che essa possa può essere riutilizzata come input in altre catene di valore e di sviluppo.

Le imprese in collaborazione con la ricerca, dovranno superare rapidamente l’ insostenibile modello lineare , del ”take-make-waste” “e quindi riflettere, per ogni area di sviluppo, sul come massimizzare, in un sistema di cross-fertility collaborativo, che dia valore ai molteplici prodotti nella dimensione di favorire una durata temporale consistente in più cicli di vita e di consumo.
Al primo posto per iniziare lo sviluppo dell’ Economia Ciclica è pertanto un programma innovativo di “Thinking Design” fondato sulla ri-progettazione dei prodotti e processi di produzione e sviluppo finalizzati a generare più cicli di vita all’ investimento in risorse naturali ed umane e prodotti primari.

Catturare il valore aggiunto dell’ Economia Ciclica come business innovativo richiede infine anche di fare riferimento a nuovi modelli commerciali che sono collegati a innovazione modulare del sistema di riciclaggio della produzione .

Pertanto i possibili vantaggi della Economia Circolare richiedono un cambiamento responsabile della ricerca e dell’ impresa, pertanto la responsabilità sociale ed ecologica dello sviluppo è l’ atteggiamento fondamentale per passare da modelli lineari a modelli di business circolari tali che diminuiscano celermente l’ impatto ambientale della produzione industriale.

Certamente le barriere allo sviluppo dell’ “Economia Circolare” sono globalmente potenti, proprio in quanto sono determinanti la conservazione di interessi precostituiti, i privilegi, i preconcetti e le limitazioni culturali. La transizione verso un’economia circolare richiede pertanto modifiche sostanziali economiche e culturali integrate che implicano l’adozione di nuovi modelli di mercato, nuove modalità di trasformare rifiuti in risorse, e nuovi modelli di comportamento dei consumatori.

Pertanto per stimolare la complessa trasformazione dell’economia in un’economia circolare, EGOCREANET ONG di R&S si impegna a promuovere iniziative di riflessione e stimolo sulla responsabilita’ sociale della ricerca e della impresa indirizzate sulla ampia comprensione tematica della Economia Circolare finalizzata al rilascio di zero rifiuti. (4)
,

Biblio online :

(1) – Collasso Societa’ Industriale:
http://www.caosmanagement.it/182-l-imminente-rischio-di-collasso-della-societo-industriale

(2) Circular Economy : http://www.edscuola.eu/wordpress/?p=56584

(3) COMMUNICATION FROM THE COMMISSION 02/JULY 2014:
http://ec.europa.eu/environment/circular-economy/pdf/circular-economy-communication.pdf

(4) Conferenza Economia Circolare nel settore Agro-Food 29/30 Aprile 2015 Infornazioni in: http://met.provincia.fi.it/news.aspx?n=190989

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