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“L’Arte oltrepassa i limiti nei quali il tempo vorrebbe comprimerla, e indica il contenuto del futuro”. (Vasilij Kandinsky)

Da sempre l’arte ha assunto il ruolo di anticipatrice di nuovi modelli cercando di superare ciò che ritiene ormai logoro, talvolta anche ripescando in un lontano passato, ma sempre rielaborando in un ottica nuova. La forza dell’artista sta proprio qui, non solo nella sua creatività, nella sua intuizione, ma nella capacità di anticipare anche la Scienza, spaziando in territori inesplorati dal comune sentire.
L’arte indaga una realtà che ostinatamente viene ignorata, stimolando riflessioni e creando mutamenti significativi e profondi, rendendo possibile un vero cambiamento.
La storia ci insegna come le avanguardie artistiche abbiano rappresentato un cambio di paradigma. Una di queste, il Futurismo, e’ stato anticipatore di fatti in divenire.Anche  Picasso ne è un esempio; introdusse, infatti,  il concetto di Relatività quasi contemporaneamente ad Einstein, che con la sua teoria stravolse la concezione del tempo e dello spazio.
L’arte non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che non sempre lo è “.(Paul Klee)

Oggi più che mai l’arte e la scienza devono essere promotrici  di grandi cambiamenti, capaci di far mutare le coscienze, di mostrare nuovi scenari, difficili da accettare e comprendere.

Maggiori chiarimenti in proposito possono venirci dalle parole del Prof.Paolo Manzelli,  che riporto di seguito: 

“Finchè si pensa che è vero ciò che si vede e si ragiona sulla base della percezione, ci si dimentica che ciò che si vede è  limitato da una struttura cognitiva ( il funzionamento del cervello che non è statico ma che storicamente si evolve) .

Pertanto chi ancora evita di indagare cosa significhi percepire, allora egli tende a mantenere inalterabile una concezione del tempo limitata a quella valida per il moto e non per lo stesso pensiero il cui carattere fondamentale è l’ intuito e con esso la creativita’.
E’ di fatto il cervello ciò che ci permette di vedere sentire ed emozionarci e se lo riteniamo una scatola nera inaccessibile allora ci accontentiamo di ragionare su ciò che vediamo senza capire cosa significhi vedere , percepire e pensare. Il modello ragionativo così diviene limitato dal paradigma meccanico, e ciò  significa ragionare sulla base delle differenze percettive.

Se fosse stato sempre così non ci sarebbe stato alcun progresso scientifico nè evoluzione umana. Fortunatamente il cambiamento dei paradigmi cognitivi permette di elevare la mente verso dei salti qualitativamente meno riduttivi e nella storia dell’ uomo si denota che spesso è proprio la fantasia dell’ artista quella che precede la scienza a sgombrare le vecchie logiche dalla loro limitatezza quantitava che racchiudono la mente entro schemi angusti che storicamente vanno a saturazione e quindi necessitano di essere ricostruiti di sana pianta.

Oggi viviamo in una epoca ove non è  più possibile innovazione senza un profondo cambiamento dei punti di vista concettuali di base e ciò è vero in particolare sul significato del TEMPO del CERVELLO come ho scritto in una nota di alcuni anni fa. http://www.edscuola.it/archivio/lre/tempo.html ;http://www.steppa.net/html/scienza_arte/scienza_arte15.htm

Nuove sono le domande da porsi e innovative sono le risposte da darsi . Questo e’ il quanto da esprimere creativamente e condividere nella nostra epoca di transizione verso un futuro di scienza ed arte ancora non immaginabile compiutamente da noi ma di cui noi possiamo già costruirne le nuove basi concettuali per dar vita a cognizioni di piu grande portata evolutiva”.

“Econofisica”

colonia di formiche

L’ECONOFISICA è l’applicazione dei metodi tipici della fisica allo studio del mercato finanziario, considerato come un sistema complesso.”(H.E. Stanley)

Questa nasce da Rosario Mantegna e  Eugene Stanley, autori del libro “An introdution to Econophysics“, nel quale si applicano i concetti della fisica all’economia, nella tradizione di Ettore Majorana.”…E’ importante quindi che i principi della meccanica abbiano portato a riconoscere(oltre ad una certa assenza di oggettività dei fenomeni) il carattere statistico delle leggi ultime dei processi elementari. Questa conclusione ha reso sostanziale l’analogia fra fisica e scienze sociali, tra le quali è risultata un’identità di valore e di metodo.”(E.Majorana)

Si comincia a parlare di Econofisica verso il 1995 e solo nel 1998 abbiamo il primo congresso dedicato esplicitamente a questo argomento. Questa utilizza concetti e leggi proprie della meccanica statistica per cercare delle regolarità. Tra fisici e economisti si è instaurata una collaborazione  e  una sinergia sempre crescente, che darà sicuramente grandi risultati, anche se molti non sono d’accordo sulla validità di queste teorie. E’ il caso di Steven Durlauf (ricercatore presso l’Università del Wisconsin) che non è affatto convinto che la complessità sia una caratteristica dei sistemi economici e finanziari.

La biologia e l’economia hanno diversi punti in comune, a cominciare dallo studio dei sistemi complessi. In cosa consistono? Sono sistemi nei quali le singole parti che li compongono sono semplici, ma interagendo tra di loro danno luogo ad un comportamento molto più complesso, non lineare e auto-organizzato.Un esempio può essere quello delle formiche, le cui colonie rappresentano un “sistema complesso” ben organizzato, mentre la singola formica rappresenta un “sistema semplice”. Il tutto, infatti, non è sempre la semplice somma delle parti. I fenomeni naturali in genere sono molto più complessi di quello che possono sembrare.
Entrambe le discipline si procurano risorse dal mondo esterno, lo influenzano e ne sono influenzati. Inoltre presentano entrambe una struttura gerarchica interna:tessuti, organi, organismi per la biologia; industrie,banche, mercati finanziari per l’economia.

Lo studio dei sistemi complessi permette di capire la semplicità nascosta dentro la complessità apparente. Galileo studiava il pendolo considerandolo come un sistema isolato; lo scienziato di oggi deve invece considerare che viviamo in un universo dinamico, dove tutto è connesso e regolato da leggi non lineari.
Ciò che ritengo particolarmente importante è il superamento della ristrettezza cognitiva del paradigma meccanico della scienza.Credo in una visione olistica, che abbraccia contemporaneamente più discipline, tale da produrre, attraverso un lavoro di sinergia, una maggiore comprensione di ciò accade intorno a noi.

Paolo Manzelli <pmanzelli@gmail.com> ; www.edscuola.it/lre.html; www.wbabin.net  

The Conference will be based on the “neural-evolution”  for pushing scientist and artists to develop new modes of scientific and aesthetic expression of space/time .

 

Small sentence:

New aesthetic expression of Art and new modes of structuring Science, in the telematic systems era, improve a paradigm shift in cultural and emotional relationships of space/time. 

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Il tuo browser potrebbe non supportare la visualizzazione di questa immagine. http://www.brain.riken.go.jp/en/aware/files/evolutioncompare.gif 

  -Neural-evolution phenomena.

Through the course of evolution, the brain has undergone considerable changes. Mammal brains have developed sophisticated adaptation to environment while human  increased thinking capacity, becoming able   to switch to active creativity  improving a great  impact on the natural evolution.

The evolution of man in respect to apes is essentially a consequence of the brain structural modification  of neocortex that permit to espress higher forms of communication; so that humanity open the opportunity through  numerous types of scientific cognition and artistic espressivity.  Today creativity is becoming the focus of the effort to understand the development of our society through of innovation of science and art, looking to advance in culture as  came in the shining age of Florentine Renaissance. As a matter of facts the tecnological change of ITC communication, act as a new impulse to the cognitive   and aesthetic social functions, in a way that the human brain is becoming a working in progress to enhance new forms of creativity . This is confirmed by various studies of funtional Magnetic Resonance Imaging (f.MRI), that in vivo scans showing how works  higher oxygen levels in active fields of brain.  Brain technology today is  able to see that  the speed of multimedia communication of people working in internet, so that researchers cau understand how internet stimulate rapidily neural activation patterns and therefore this could potentially enhance brain creativity . Neurons activities critically depend on mitochondrial function to establish how to execute the complex processes of producing the oxygenated metabolic function that generates bio-energy in the form of ATP,  controlling in that way the neurotransmission and plasticity of the brain. In fact, the brain consumes 20% of the oxygen transported from blood; therefore, the neurons are filled with numerous mitochondrial organelles that activate the breathing at molecular level. From those quite recent knowledge we understand that creativity has a crucial point in finding a detailed description of the interactions in the brain among, mitochondrial function, energy metabolism, and neuronal activity. In fact the mitochondrion is a bacterial like organelle, highly specialised, as an hard-driven oxidiser of metabolites in cell’s metabolism; in fact without mitochondria each cell easily dead (1). Therefore studies of    Mitochondrial DNA variation, focus that single mutation of mt.DNA, could be extremely important in  evolution for understanding the basis of the selective advantage of human communication and its modulation in permitting an more conscious enhancement of the growth of the expression of human creativity in science and art.

The mt-DNA in  humans, contain  37 genes , and is  inherited, both for man and females childs, only from the mother; so that the mt-DNA mutation rate in human, depends by the evolution of female germline cells , and this fact can be associated hypothetically with the evolution of the right hemisphere dominance in  non verbal imagery funtions of intuitive and visual thinking domains. (2)  

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http://www.thegreatstory.org/charts/quadrune-2.jpg 

Therefore Neuroscience techniques of f.MRI nowadays  allow us to look inside the human brain  so that  it become possible to speculate about the evolving brain creativity in science and art, starting from such data and some nww scientific hypotheses. 

Human Brain representaion through functional Magnetic Resonance Imaging (f.RMI)

 http://www.roumazeilles.net/news/fr/wordpress/wp-content/uploads/2008/11/brain.jpgIl tuo browser potrebbe non supportare la visualizzazione di questa immagine.

Mitochondria and epigenesis: In eukaryotes, mitochondrial DNA activity ( mtDNA)  controls ATP oxygenated production,  and other redox state of metabolic living funtions of the cells , till the apoptosis, thereby establishing effective parameters governing the transduction of biochemical signals that regulate nuclear gene expression (nDNA)  though metabolic functioning . As a matter of facts like a clock “mt.DNA & n.DNA” are working in synergy activating a regulative   impacts on a complex developmental gene regulation in relation to nutrition, as the response of genes to metabolites and viceversa, as well as recently it is studied by  “Nutrigenomics” . (3) Knowing that the sequence variation of human genes between individuals is low compared with that in apes or other living system in nature, now became highly important the epigenetic funtion of the mt.DNA regulation to undestand the neuro-evolution phenomena of human species  through connenting metabolites to nuclear chromosomes expression. Hence the future role of the  emerging field of Nutrigenomics would explore new frontiers that link the  metabolic epiphenomenon with the developmental flow of genetic information  that combines gene expression to food metabolites,  by using post-genomic related technologies. (4) In particular interactions between mitochondrial function, energy metabolism, and neuronal activity is crucial for the EGOCREANET ON-NS&A research, focused on  the complex relationships that link the Neural-evolution phenomena to the development of intuitive thinking and visual imagery as the fundamentel basis of creativity. (5) 

- Contemporary Science & Art confrontation

    in renewing the conceptualization and perception of Space/time ralationships. - 

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http://www.sciencedaily.com/images/2008/08/080804222910-large.jpg 

Neural-evolution phenomen are leading the thinking brain development, so that Science and Art creativity need to be considered as  the subjective imaginal reality, embodied in the objective biological structure of the brain. Conceptual indicators emerging from the neural-evolution ,  essential concerns developmental role of growing a conscious descriptionl both in  science and art , about the changes on the relationships  between space and time . (6), (7)  In fact the modern intellect  move from an objective classical rapresentation of space and time , versus the relative representation of space-time, and in more in recent years is affirmed the need to embody in all research of neural-evolution, also  the observation mental states coming from f.MRI brain technology , in this way the science and art developmental integration, consciusly recompose the reductive splitting between the object and subject,  going today forward an holistic representation of art & science entanglement.  (8)

Il tuo browser potrebbe non supportare la visualizzazione di questa immagine. Il tuo browser potrebbe non supportare la visualizzazione di questa immagine. Open Network for New Science & Art  
VIRTUAL INTERNATIONAL ENTERPRISE

In conclusion the development of alternative ways  to perceive and to conceive space-time is a result that put a bridge from the brain evolution to the contemporary progress of digital creative research, oriented towards the exploration of virtual architectures representing a shared coherence among Science ,Art and Society ,  that can be seen as a more complete synthesis of the configuration of the reality of contemporary living world. 

Il tuo browser potrebbe non supportare la visualizzazione di questa immagine. http://irisgreen.it/files/2009/04/fiori-olandesi-arcobaleno.jpg 

BIBLIO ON LINE 

  1. - MITOCHONDRIUM : http://www.edscuola.it/archivio/lre/GENEALOGIA%20_mt_DNA.pdf
  2. SCIENCE of QUALITY : -http://www.edscuola.it/archivio/lre/science_of_quality_1.htm
  3. - NUTRIGENOMICS :http://www.edscuola.it/archivio/lre/nutrigenomica_e_cambiamento_cognitivo.pdf
  4. - N-KIC : http://www.edscuola.it/archivio/lre/N-KIC.pdf
  5. - http://egocreanet.iobloggo.com/371/egocreanet-on-nsa–information-in-english-and-in-italian-
  6. Arte e Scienza : http://www.webalice.it/binati/manzelli/Arte_e_Scienza_contemporanea1.2.pdf
  7. Mondi Simultanei :http://www.edscuola.it/archivio/lre/mondi_simultanei.htm
  8. Iona Miller : http://www.geocities.com/iona_m/

14 Ottobre 2009 – 24 Gennaio 2010
Palazzo Reale – Milano

” Tutto quello che ho sempre voluto fare è dipingere la luce del sole sul lato di una casa”.(Edward Hopper)

Per la prima volta in Italia, la  mostra su Hopper, curata da Carter Foster, ripercorre in sette sezioni tutta la produzione dell’artista dalla formazione accademica fino agli ultimi anni, esibendo tutte le tecniche preferite da Edward: olio, acquarello e incisione.La mostra, espone  160 opere, molte delle quali accompagnate dai fogli nei quali l’artista aveva annotato le idee per realizzarli, aiutando lo spettatore a comprenderne il suo pensiero.Attraverso il percorso espositivo si vuole svelare  il vero Hopper, definito un “realista” per le immagini dei suoi quadri piuttosto semplici ad una prima impressione, ma al contrario, frutto di una sintesi di più situazioni, colte in tempi diversi e luoghi diversi e non una semplice riproduzione dal vero.

Hopper, nato nel 1882 a Nyack, una piccola cittadina nello stato di New York, è uno dei più grandi pittori americani.Era un uomo alto un metro e novanta, dall’aspetto anonimo, più simile ad un professore di matematica che a un’artista, famoso per la sua reticenza.Scriveva e parlava pochissimo del suo lavoro, riteneva che un’opera non andasse mai spiegata a parole.Il lavoro di Hopper, estremamemte complesso e rigoroso, consisteva in schizzi preparatori impressi su un taccuino che portava sempre con sè, per studiare il soggetto, le pose e l’inquadratura dell’immagine. Eseguiva, infatti, tantissimi disegni, ma poche opere.” L’innovazione e la poesia dell’artista risiedono nel suo modo di presentare le evocazioni astratte e atmosfere di tempo, luogo e memoria…Attraverso i disegni , però , si può capire l’infinito lavoro che compiva per raggiungere quel risultato. Partiva dal particolare per arrivare al generale: i dettagli di un luogo, per esempio, diventano spunto per evocarlo senza rappresentarlo.”(Carter Foster)
Ispirato dai capolavori di Rembrandt, pone un’attenzione particolare alla luce che nelle sue opere diventa magica, una sorta di fondo astratto, dove il silenzio parla per immagini. James Hillman lo definisce insieme a Rembrandt e Vermeer un “genio delle finestre, guardate da dentro e da fuori, intese sia come veicolo di libertà che come sentimento di nostalgia dell’interno”. Attratto dagli impressionisti, piuttosto che dal cubismo, dal futurismo o dall’astrattismo, in particolare  da Degas, predilige la descrizione degli interni e l’inquadratura fotografica, dove inserisce i soggetti tratti dalla vita a cui appartiene. 
“Numerose sono le declinazioni artistiche della sua opera che rivivono in forme espressive differenti, dalla scrittura al cinema, al teatro.Perchè sulle sue scene scorre la vita, con una possibiltà di salvezza o di incontro appena intraveduta, fra storie e narrazioni che misteriosamente superano se stesse”.(Massimiliano Finazzer Flory-Assessore alla Cultura del Comune di Milano)

La mostra ospita una installazione interattiva e multimediale di Gustav Deutsch, dal titolo Friday, 29 August 1952, 6 A.M. New York, che permetterà al visitatore di entrare  fisicamente nell’opera di Hopper, grazie alla ricostruzione  della scenografia  raffigurata nel dipinto Morning sun(1952), mentre sarà filmato e proiettato su uno schermo.

Catalogo Skira

Orari:
Tutti i giorni   9.30-19.30     Lunedì   14.30-19.30       Giovedì 9.30-22.30

Biglietti:
Intero                    euro 9,00
Ridotto                  euro 7,50
Ridotto scuole    euro 4.50

Informazioni e prevendita biglietti:199 202 202/ 0445 230 304

Indicazioni di base per la Costituzione di un Network tra Ricerca e Impresa: “NUTRA- SCIENZA”
Una Rete per l’INNOVAZIONE

Negli ultimi decenni la “speranza di vita” e’ cresciuta persino in Africa dove, pur nella elevata mortalita’che caratterizza i paesi in via di sviluppo, si riscontra comunque sia della natalità che della probabilità di vita un notevole incremento. Tale favorevole crescita progressiva della popolazione e del suo invecchiamento, pone d’ altro canto, nuovi e spesso insostenibili problemi economici e sociali, sia nei paesi industrializzati che in Africa. Infatti un problema comune, pur da punti di vista e soluzioni differenti e’ quello della “malnutrizione” che putroppo provoca comunque ed ovunque un collaterale aumento delle patologie croniche e degenerative causate in sostanza da una errata concezione nutrizionale.Tutte le soluzioni del problema relativo alle varie tipologie di “malnutrizione” nel mondo passano attrarverso la necessità di elaborare e sperimentare un profondo cambiamento cognitivo sulla base del quale il cibo diviene considerato come una “ medicina rigenerativa ”del corpo e della mente come fu in origine nella medicina Ippocratica. Oggigiorno tale antico principio viene riletto dalla moderna Bio-medicina, principalmente  in termini di ricerca Nutrigenomica, cioè delle relazioni tra metaboliti e DNA, nonche’  delle produzione di integatori Nutraceutici capaci di stimolare la rigenerazione ed il rafforzamento delle cellule dei vari organi di un sistema vivente. 

Nell’ ambito di questa visione innovativa dello sviluppo dell KBBE ( Knowledge based Bio-Economy) si apre con la proposta di costituzione del network NUTRA -SCIENZA tesa ad agire come gruppo trans-disciplinare e multi attoriale, orientato a  favorire lo sviluppo di una nuova impostazione cognitiva  della qualità del cibo e delle sue relazioni con la salute, non più relativa alla sua misurazione energetica in termini quantitativi di “calorie”, e quindi  di proporre una  definizione innovativa delle diete, basata sui recenti studi di Nutrizione Personalizzata, relativamente  agli  studi sulla informazione molecolare, ed infine della importanza della produzione Nutraceutica nel favorire un superamento della malnutrizione a vari livelli di età ed in relazione alle differenti etnie che popolano un mondo ormai multietnico e con diverse culture alimentari.

Due iniziative recenti intraprese da EGOCREANET e collaboratori  sulla base di questi ” Profilo di Intesa” sono :

a ) Progetto COST ACTION 2009  denominato Nutrition KIC ( Knowledge Innovation Community)

Vedi Fase Preliminare in : http://www.edscuola.it/archivio/lre/N-KIC.pdf

b) Proposa Progettuale : “Food for Brain & Brain For Food” per il 7PQ – CALL for Africa :

Vedi proposta iniziale in : http://www.edscuola.it/archivio/lre/FtoB_BtoF.

c) Realizzazione dell’  Incontro tra Impresa e Ricerca al Festival della Creatività a Firenze (16/OTT/09) 

 La cui organizzazione e’ uno per punti di discusione del presente ODG. 

VEDI :  PP in http://www.edscuola.it/lre.html 

Il  dibattito odierno tenendo conto di queste linee sintetiche che ho proposto  come introduzione molto schematica, ma sostanziale di idee innovative, ha approvato la costituzione della Virtual Community Nazionale tra Impresa e Ricerca denominata NUTRA-SCIENZA

Venerdi 16 ott /2009 ore 10-12 al Festival della Creatività in FIRENZE / alla Fortezza da Basso) ,  terremo la Presentazione della COMMUNITY NUTRA-SCIENZA in una tavola rotonda coordinata dal Giornalista scientifico esperto della promozione innovativa nel Settore Agro-Alimentare D.r Massimo Lucidi.

- FOOD for BRAIN & BRAIN for FOOD: an ERA endeavour to stop Malnutrition in Africa-

SEARCH FOR PARTNERS: FtoB//BtoF – EU Project fight against malnutrition in sub-Saharan Africa  

- Food and nutrition interventions in AFRICA play an important role in the global response to the sustainable future world wide development . The basic aim is to achieve an effective contribute to the Millennium Development Goals / 2015 to  ERADICATE EXTREME POVERTY and to cut HUNGER and MALNUTRITION. -

http://www.un.org/millenniumgoals/  

Project Title: FOOD for BRAIN & BRAIN for FOOD:

(in achronim FtoB//BtoF ) an ERA endeavour to stop malnutrition in Africa. 

Key Words: Brain, Food, Nutrition , Food-security , Africa development.

World Vision: Food and nutrition interventions in AFRICA play an important role in the global response to the sustainable future world wide development .  

Rationale : “BRAIN-FOOD DEVELOPMENT “: 

  • Malnutrition occur in people who are either undernourished or overnourished , therefore a good noutrishement in society is a fundamental a function of advance on  farm to fork KBBE projects.
  • Malnutrition is a  multifactorial complex and problematic issue and it will imperative to design a multidisciplinary research and innovation program to furnish some responses that are commensurate to understanding the complex social and ecological contexts in which malnutrition and hence infection  can occur both in  referring to the men bodies and minds diseases. .
  • Prevention of malnutrition is better than cure treatment, hence the early recognition of malnutrition is an important challenge. Focused on  developing  an EUROPE//AFRICA cooperation on the emerging category of Food for the Brain. Nutrigenomic’s studies put in evidence that early nutrition can influence long term mental performance, cognitive development and behaviour. Nutrigenetics and food bio-technology afford new techniques that enrich nutrition science to aid in the fight against malnutrition.
  • The Project proposed by EGOCREANET and partners, would enhance the way forward the Brain Foods Development,  building up an open  alliance between Nutrigenomics research, Nutraceutical manufacturers, with the sustainment of government bodies and a large collaboration of world wide stakeholders. The main goal will be to begin a campaign for healthy food products for mental health benefits in order to overcome the dangerous effects of Malnutrition in Africa. pmanzelli@gmail.com

Project Objectives : Food for Brain & Brain for Food

AIM : Developing and Disseminating a “Communications and Guidance Program”

to Prevent Malnutrition and Food//Feed Security in AFRICA. 

This aim is driven by fitting the following goals : 

    A) Primarily the “FtoB//BtoF” will explore through observation studies on Malnutrition the possibility to enhance a cooperative research in Nutrigenomics for improving personalized dietary performances in the various ethnies in Africa in comparison to contemporary European nutritional problems and diseases.The endpoint of this action will have real and defined predictive value for bettering health for child and adult and endely population.

    B) Secondarily the “FtoB//BtoF” would understand the role of specific Functional foods,Nutaceuticals and Micronutrients effects (omega-3 fatty acids, proteins, vitamin B6, vitamin B12, folate, iron and zinc etc..) on early programming in different genetic polymorphisms using functional genomic techniques to further explore the basis of nutrition in mental/body performance in future programming where early targeted interventions are vital for real life in Africa.

    C) Thirdly the “FtoB//BtoF” would enhance the development of Agricultural product innovation in Africa favouring their creative management in relation to the deep changes in economic, business, competitive, strategic and regulatory factors for human health. This action would be based on development of Nutraceutical Products as is useful to reconsider oxidative stress and cancer risks through an equibrated intake of natual and nutraceutical  products , as in the case of the growth of “Flowers Food” and its world wide innovative role getting life-sustaining nutrients and in reducing undernutrition.

    D) Fourthly the “FtoB//BtoF” will build up world wide research network among, agriculture, fisheries and animal production, to enhance food security and to improve nutritional well-being, and contributing toward eradicating hunger/poverty reduction in Africa through co-operating with the world wide strategy of the “Millennium Development Goal”. 

 The knowledge is a baobab tree; one person can not ‘embrace it. “Old African proverb”. 

Il tuo browser potrebbe non supportare la visualizzazione di questa immagine. Malnutrition is a transdisciplinary multifactorial complex issue ,connecting Science Industry and Policy for a healtier world

 

Preliminary approach on project feasibility : FP7-KBBE -CALL FOR AFRICA- Dead Line JAN/14/2009 

AIMS: The problem of chronic undernutrition in Africa and its direct and indirect effects,are multi-faceted and integrated, and have deep roots in a multiplicity of factors as socio-economic, cultural, environmental, political, scientific, technological and educational factors. In this scenario, the immediate victims are children, especially those under 5 years of age. There seems to be a vicious cycle from  maternal and infant chronic  malnutrition. The Nutrigenomics scince and Nutraceutical  production can help the low agricultural food productivity in Africa,  favouring to overcome ill-health vicious circle that  make the situation serious and chronic diseases. It means that the structures which bring about this problem need critical re-evaluation, particularly in terms of  advancement in nutrigenomics science and nutraceutical production in addition to an increased agricultural quality of food productivity, both in quantity and quality, to enrich a normal nutritional status in Africa.

GOALS:  

  1. The project “FtoB//BtoF” would identify the problem of dietary malnutrition (and under-nutrition) especialy in relation to young children and infants in all partner’s African states analysing issues and literature related to “child care nutrition” both for  brain damages and body health.
  2. Solution to cut malnutrition in Africa will be discussed among “FtoB//BtoF” partners  to share ideas for innovative  Nutrageceutical addition for bettering diets which includes increasing essential metabolites and micronutrients ( vitamins, iron, and zinc and other ingredients ).
  3. ) Understanding how bio-nutrient  factors  can  overcome the lacking or deficient  nutritional sources in the diets in Africa , besides the project  “FtoB//BtoF” will identify children-at-risk for malnutrition and target them for improving innovative production of the quality and security of food .
  4. The Project “FtoB//BtoF” would focuses  the association of malnutrition in relation to the more advanced Nutrigenomics science  to favour a development of new criteria of nutrition and diets couseling, for specific different ethnies .
  5. The solutions of malnutrition proposed by the project “FtoB//BtoF will include  perspectives towards sustainable agriculture for developing sub-saharian African countries within particular attention to the innovative options coming from life sciences and biotechnologies.
  6. Since malnourished children are at higher risk the project “FtoB//BtoF would propose short-term interventions  getting , as expected results, A) setting in each national partnershi’ps context, appropriated  nutitional dietary paedriatic guidelines , B) enhancing nutrition education: about prevention and treatment of infections, food supplementation etc..,C)  enhancing prevention conditions to bacterial contamination in food and animal feed security , D) favour  agricultural practices for long-term interventions in order to include improvement in the economic and environmental conditions through an better cooperation between Europe //Africa.

NOTE : Call For Africa : KBBE.2010.2.2-03: EU Activity 2.2 Fork to farm: Food (including seafood), health and well being. : Theme: Identifying research needs on malnutrition in Africa – (Mandatory Africa).

Info to : <laura.alexandrescuATec.europa.eu> Funding Scheme Coordination and Support Actions (CSA-CA and CSA-SA) up to EUR 1 000 000 Maximum one proposal can be selected for this topic.

Participation of Relevant Industrial Food Partners is requeted Minimun partnerchip : 3 EU partners + 3 from different ( ICPC)  from African ACP countries and African Mediterranean Partner Countries (Algeria, Tunisia, Libya, Morocco, Egypt) http://cordis.europa.eu/fp7/dc/index.cfm?fuseaction=UserSite.CooperationDetailsCallPage&call_id=268  

Real life about malnutrition in Africa :

Scene of  starving children in the third world , eating with a lack of proteins and vitamins , their bellies distended from kwashiorkor and thus abnolmally large , fat out proportion to their bony, arms and legs,Il tuo browser potrebbe non supportare la visualizzazione di questa immagine.

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30 Settembre 2009 – 7 Settembre 2010
Fondazione Arnaldo Pomodoro – Via Solari  35 – Milano

La prima personale della scultrice Cristina Iglesias viene ospitata negli spettacolari spazi espositivi della Fondazione Arnaldo Pomodoro, nati dal recupero industriale progettato da Cerri & Colombo; luogo in cui la scultura si mostra in tutte le sue manifestazioni, servendosi di un nuovo linguaggio ambientale, dilatato nello spazio. Qui lo spettatore viene coinvolto nel linguaggio di un testo che non è fatto per essere letto ma per essere attraversato dal corpo.

L’esposizione presenta 19 opere di grandi dimensioni, provenienti dalla collezione personale di Cristina e da collezioni  pubbliche e private  e opere prodotte appositamente per questa mostra, come la Fontana, particolarmente d’effetto, e un tetto di fibra naturale che rimarrà a far parte della collezione permanente della Fondazione.
Angela Vettese, direttore della Fondazione, descrive con queste parole l’opera della scultrice :”I temi toccati dall’artista sono molteplici e sovrapposti. Tra questi il ruolo della natura nella nostra vita; la capacità
della natura di essere ancora spunto di riflessione per gli artisti; l’uso di tecniche e materiali che mescolano l’antica tradizione del calco e della fusione con l’uso di materiali quali resina, il cavo d’acciaio intrecciato, il cemento a vista, il vetro e l’alabastro. Centrale è l’idea di Arcadia come incontro mitico, mai raggiungibile del tutto, tra uomo e natura e quindi tra naturale e artificiale.I luoghi concepiti da Cristina Iglesias sono tutti all’interno di questi due poli: la natura vi è rievocata attraverso disegni di vecchie tappezzerie o, più spesso, attraverso la ricostruzione di pattern vegetali, mescolanze di varie essenze, il cui calco diventa la matrice per un intero corridoio”.

L’autrice ci spinge a viaggiare attraverso luoghi che da esteriori divengono interiori, ci pone di fronte a inattese fragilità del muro  come del tutto.”…le sue fontane ci parlano di una natura forzata e i suoi tetti di protezioni domestiche, di case ora protette ora sbrecciate, sempre comunque di luoghi di passione…C’è pensiero e c’è storia dell’arte e c’è antropologia, nel suo modus operandi”.

Mostra curata da Gloria Moure.

Mercoledì-Domenica ore 11-19 (ultimo ingresso ore 17)
Giovedì ore 11-22 (ultimo ingresso ore 21)
Biglietti 8/5 euro

intelligenze a confronto

 ”INTELLIGENZE A CONFRONTO “                         Daniela Biganzoli                 2009

Solitamente ospito nel mio blog opere di artisti o scrittori che apprezzo, prediligendo quelli che conosco personalmente.
Oggi voglio invece pubblicare una mia opera: “INTELLIGENZE A CONFRONTO “, dove Arte e Scienza si fondono.
L’intelligenza umana viene qui rappresentata dai neuroni che fanno da sfondo all’opera, mentre il Sistema Binario simboleggia l’Intelligenza Artificiale.

Arte e Scienza sono gli argomenti che mi appassionano maggiormente e che di conseguenza si ripresentano spesso nel mio blog. Potrebbero apparire discipline così distanti, ma hanno più  punti in comune  di quello che si pensi.

Lo scopo dell’Arte è stato principalmente quello di studio della “bellezza“, a differenza  della Scienza che ha ricercato ”la verità”. Oggi per  entrambe l’aspirazione ultima risiede nella comprensione dellarealtà “, nel darle un senso, utilizzando logicamente strumenti differenti.
Picasso sosteneva  infatti,  che l’Arte fosse  una menzogna che ci permette di giungere alla verità, mentre Feynman affermava come sia difficile, per chi non conosce la matematica, percepire come una sensazione reale la bellezza, la profonda bellezza della natura.
Un’altro punto di contatto importante è il processo creativo, l’intuizione che accompagna  l’artista o lo scienziato, fonte primaria dei risultati conseguiti.

Spesso ci capita di ascoltare parole, che non ci appartengono , ma che sentiamo profondamente nostre. E’ il caso di questa citazione di Einstein: “La cosa più bella che noi possiamo provare è il senso del Mistero, esso è la sorgente di tutta la vera arte e di tutta la scienza“.

Reale Rischio IV Libro Stagnaro

Sergio Stagnaro - REALE RISCHIO SEMEIOTICO BIOFISICOTravel factory

” Nella Monografia è illustrato il nuovo concetto medico di reale rischio semeiotico-biofisico, l’anello mancante e conditio sine qua non della lenta e graduale evoluzione dalle costituzioni semeiotico-biofisiche agli stadi veramente iniziali delle più frequenti e gravi patologie umane, oggi vere epidemie, insorgenti esclusivamente sulla base delle congenite alterazioni istangiche funzionali, geneticamente trasmesse per via materna (ICAEM- α): diabete mellito, ipertensione arteriosa, dislipidemie, tumori maligni, solidi e liquidi, etc.
All’inizio del terzo millennio, si sente urgente il bisogno di dare forma concettuale e operativa ad una nuova, non costosa, efficace prevenzione primaria delle più comuni e gravi malattie, applicabile all’intera popolazione, che possa offrire speranze reali, concrete a tutti coloro che sono a “reale rischio genetico”,  magari in forma latente, indipendentemente dalla presenza, importanza ed intensità dei 300 fattori di rischio ambientali.
In realtà, mediante l’utilizzazione dei nuovi paradigmi semeiotico-biofisici, oggi possiamo intraprendere su vasta scala originali ed effficaci misure di prevenzione contro le più gravi patologie umane, con l’intervento indispensabile dei medici di Medicina Generale, il cui ruolo è di primaria importanza”.(Sergio Stagnaro)

 

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26 Settembre 2009 – 31 Gennaio 2010

Museo di Antichità – Via xx Settembre 88 – Torino


Una mostra per imparare dagli antichi romani l’arte del vivere.Un percorso in città alla scoperta del bello: dall’archeologia alla passione per la letteratura, la musica, l’arte, dal cibo, ai gioielli e ai profumi.

Inaugura venerdì 25 settembre al Museo di Antichità di Torino la mostra Luxus. Il piacere della vita nella Roma Imperiale, un percorso nel piacere e nella gioia di vivere dell’antica Roma. “Piacere di vivere, gusto del bello, lusso e arte sono espressioni umane in grado di travalicare il tempo permeandosi di preziosità, eternità, unicità.” - afferma Elena Fontanella, curatrice della mostra – “È la scansione del tempo a trasformare e degenerare la bellezza rendendola effimera, asservita, discutibile e volgare. Il piacere del vivere, inteso come capacità dell’uomo di circondarsi del bello anche nella vita materiale, riesce ad essere in ogni civiltà il vero segno della bellezza senza tempo. L’antico senso del luxuriose vivere è riuscire a catturare parte del tempo che scorre per se stessi, è il vero e prezioso lusso della mente che riesce a prescindere ogni manifestazione di ricchezza per poter essere accessibile a chiunque intenda coltivarlo. È la particolare capacità di apprezzare la realtà attraverso gli strumenti sensoriali e cognitivi che sono in grado di generare l’educazione al bello, al sapere, al progresso, al dialogo“.

La mostra è dedicata quindi a questo particolare gusto del vivere. Un omaggio agli uomini, al loro amore per la vita, ai loro eccessi ed alle loro debolezze, alle caratteristiche più effimere, ma profonde, che rendono l’umanità, ieri come oggi, così contraddittoriamente uguale a se stessa. Un percorso artistico e sensoriale che offre ai visitatori l’occasione di accostarsi a diversi aspetti del vivere antico illustrati dalle splendide opere d’arte o dai più diffusi oggetti della vita quotidiana.
La mostra è articolata in due nuclei:
> Il lusso della mente, che racconta la passione per la letteratura, il teatro, la danza e la musica, il gioco e il collezionismo;
> Il lusso del vivere, che guida il visitatore attraverso i piaceri effimeri della vita quotidiana antica dalla cura del corpo alle acconciature, dalla gioielleria ai profumi, dal gusto della tavola alla cura dei giardini e del verde.
Un percorso sensoriale sonoro e olfattivo accompagnerà inoltre l’intera visita alla mostra per permettere di avventurarsi negli antichi sensi. Un viaggio tra profumi di incenso, mirra, nardo, tra gli antichi colori naturali della cocciniglia e dello zafferano, tra i flebili suoni di sistrie cetre, nel lontano fruscio delle preziose stoffe di lino, seta e bisso.
Questo studio, condotto dalla Fondazione DNArt insieme con studiosi del mondo classico,- dichiara Liliana Pittarello, Direttore per i Beni Culturali del Piemonte – tratta un tema solo apparentemente frivolo, che si rivela in realtà di grande interesse per la conoscenza della vita e della cultura dell’antica Roma. L’ampia selezione di sculture, mosaici, affreschi, gioielli ed altri reperti esposti in mostra, provenienti da vari musei italiani, costituisce uno spunto importante per rivedere sotto questa specifica luce, le opere del Museo di Antichità di Torino, sede della mostra”.

Siamo molto contenti di ospitare la mostra Luxus nei suggestivi spazi espositivi del Museo di Antichità che cittadini e visitatori hanno imparato a conoscere e apprezzare negli ultimi anni.” - afferma Fiorenzo Alfieri, Assessore alla Cultura e al 150° dell’Unità d’Italia della Città di Torino – “L’autunno torinese, con i suoi festival, le sue rassegne, l’importante offerta museale ed espositiva, si arricchisce così di un focus sull’antichità, in particolare su una sua dimensione di fascino e stupore che sono sicuro colpirà i visitatori”.

Luxus è un progetto che stimola a riflettere su come si siano costruite tutte le reti che caratterizzano il nostro vivere quotidiano, come l’enogastronomia, i profumi, il modo di vestire, gli arredi, gli ori e i gioielli nel corso dei secoli” - dichiara Riccardo Bertollini, Presidente Fondazione DNArt -”La nostra Fondazione, con il Ministero per i Beni e delle Attività culturali, ha rafforzato questo connubio che Torino e Milano hanno attivato già da
diversi anni nella musica e nell’arte contemporanea. Con questa iniziativa la collaborazione tra le due Città si estende al settore della progettazione culturale”.

In occasione della mostra sarà inoltre possibile effettuare un tour nella città di Torino alla scoperta dei piaceri della vita, assaporando i gusti della tradizione reinterpretati con lo stile di oggi. Un percorso tra le antiche arti romane riproposte dai maestri torinesi, come, ad esempio, la lavorazione delle pietre preziose e dell’oro nei gioielli di Mattioli, l’uso delle essenze nei profumi di Laura Tonatto, il sapiente connubio tra spezie e cioccolato di Guido Gobino.
La mostra si avvale anche di un inedito percorso didattico e pedagogico svolto in collaborazione con l’Istituto Torinese per un’Educazione Responsabile, che offrirà alle scuole di ogni ordine e grado una grande opportunità di riflessione e di conoscenza.

Luxus. Il piacere della Vita nella Roma Imperiale, a cura di Elena Fontanella è realizzata dalla Fondazione DNArt in collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, con il patrocinio del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Provincia di Torino, Camera di Commercio di Torino. Il progetto è condiviso da Regione Piemonte, Città di Torino, Turismo Torino e Provincia, ITER. Alla mostra collaborano la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei, la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma, la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Piemonte, e la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte.(Comunicato Stampa)

Orari:   Mar-Dom 9.30- 19-30            Lunedì chiuso

Per informazioni: num. verde 800 329 329

Per prenotazioni di gruppi e scuole :num. verde 800 553 130

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Leonardo 3” è un  centro di ricerca e media company, impegnato nella valorizzazione del patrimonio artistico-culturale, grazie a tecnologie all’avanguardia. Servendosi di innovativi strumenti di comunicazione mette in atto una divulgazione storico-scientifica, in una sola parola, “Edutainment“, che fonde il mondo dell’Educational  con quello dell’ Entertainment.
Il progetto prende il nome da Leonardo da Vinci, il grande genio, che viene preso proprio come principale figura di riferimento. L3 intreccia modelli fisici, riproduzioni tridimensionali e software interattivo per stimolare interesse anche nei ragazzi, che divengono i più appassionati fruitori delle mostre.

Leonardo3, nasce dalla collaborazione di Massimiliano Lisa, Mario Taddei e Edoardo Zanon, che stanno pensando alla realizzazione del più grande e completo Museo al mondo dedicato all’opera omnia di Leonardo da Vinci, il Museo/ Cultural-Edutainment Center Leonardo3, che sorgerà a Milano entro il 2015.

Molte sono le Mostre , anche all’estero, realizzate da L3; l”ultima  è quella, appena inaugurata, al Castello di Vigevano:Il Laboratorio di Leonardo-I Codici, le Macchine e i Disegni. L’esposizione, grazie all’alta tecnologia di cui si avvale e alla splendida cornice che la ospita diviene assolutamente coinvolgente. La ricerca e lo studio rigoroso per il lavoro Leonardesco si evincono dall ‘osservazione della mostra, che finalmente chiarisce diverse inesattezze sulle opere del grande genio.

 

 Venerdi’ 16 ottobre 2009 ore 10./12.

Firenze - Fortezza da Basso 
www.festivaldellacreatività.it

Il tuo browser potrebbe non supportare la visualizzazione di questa immagine. Iniziative sul tema:

NUTRIGENOMICA e NUTRACEUTICA:qualità dell’alimentazione, vini e cibi funzionali”  

L’ obiettivo di questo evento, al Festival della Creatività 2009 , consiste nel  condividere con la gente i piu’ recenti sviluppi della ricerca scientifica sulle relazioni tra genetica e  alimentazione di qualita’ , cosi’ da favorire  la consapevolezza  dell’ importanza  della scienza Nutrigenetica e della produzione Nutraceutica  per migliorare  il proprio benessere e bellessere.  

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VENERDI’ 16 ott. 2009  - I * – SEZIONE  mattina (tempo: 1 ora)  

Tavola Rotonda: Introduce Paolo Manzelli

Regola il dibattito: Massimo Lucidi, Giornalista esperto nel settore Nutrigenomica

Dibattito: tra Ricercatori di alcune Università  
 

VENERDI 16 ott. 2009 II* – SEZIONE mattina  (tempo: 1 ora )  

Tema:  NUTRACEUTICAL -SUMMIT

NUTRACEUTICA e sviluppo delle relazioni tra  impresa e ricerca su la produzione di cibi funzionali  al benessere ( Integratori alimentari, supplementi dietetici) ed al bellessere (Cosmetici farmaceutici)

Presiedono:  Paolo Manzelli EGOCREANET e Marcello Tracersi (TINNOVA)

Regola il dibattito: Massimo Lucidi, Giornalista esperto nel settore Nutrigenomica 
 

Segue: Dibattito con interventi programmati.  
 

Gli organizzatori dell’iniziativa sono partner toscani della rete europea Enterprise Europe Network ed EGOCREANET/LRE // Laboratorio Ricerca Educativa / Dip.Chimica/ Universita’ Firenze.

                                           ———————————————-

        DOMENICA  18 OTTOBRE 2009         Stand “TINNOVA”(www.tinnova.it)

FP7-KBBE-2010-4 : CALL FOR AFRICA

Soluzioni Nutrigenomiche per  evitare la “malnutrizione“ 

 Incontro di Partenariato al Festival della Creativita’

Presentazione del progetto : “Food For Brain & Brain For Food

 

  • Introduce la discussione :
  • Dr. Paolo Manzelli EGOCREANET // Universita’ di Firenze
  • Partecipano al Dibattito :
  • Roger  sessoukuassi – Presidente FAT -Diaspora in Toscana

-    Abdulcadir Omar – Ginecologo Careggi – Hospital.

Segue –

Dibattito aperto : contributi ed osservazioni dei partecipanti e dei potenziali partners -

Conclude : Marcello Traversi – Dirigente di TINNOVA.  

Premessa Progettuale : Vedi in : http://www.edscuola.it/archivio/lre/FtoB_BtoF.pdf

13  Settembre  2009 – 5  Aprile 2010

Castello Visconteo di Vigevano

IL LABORATORIO DI LEONARDO – I CODICI, LE MACCHINE E I DISEGNI, prodotto da Leonardo3 (www.leonardo3.net), proporrà un’esperienza “totale” su Leonardo da Vinci. Grazie a tecnologie innovative il pubblico conoscerà i codici più importanti del grande Genio e inedite ricostruzioni fisiche e digitali di strumenti straordinari come la Macchina Volante, il Leone Meccanico, oltre a entrare in contatto con i disegni e i dipinti presentati con la tecnologia HyperView. Per la prima volta i visitatori potranno sfogliare virtualmente, grazie alla tecnologia Virtual Codex, il Codice Atlantico, il Codice del Volo e il Manoscritto B di Leonardo da Vinci. In particolare, l’intervento effettuato sul Manoscritto B risulta di grande importanza storica, in quanto tutte le pagine sono state restaurate digitalmente e si presentano quindi come appena scritte da Leonardo.

L’iniziativa, che rappresenta la più ampia e affascinante collezione di scritti e disegni di Leonardo da Vinci mai presentata in Italia, farà da prologo all’esposizione Splendori di corte. Gli Sforza, il Rinascimento, la città, ospitata nelle sale del Castello, dal 3 ottobre 2009 al 31 gennaio 2010, che analizzerà i legami tra la città di Vigevano, la signoria sforzesca, la figura di Leonardo da Vinci e le testimonianze artistiche presenti su tutto il territorio lomellino “.(Comunicato stampa)

La stupenda cornice che ospita la Mostra ci riporta indietro nel tempo, nel mondo di Leonardo, fra le sue incredibili invenzioni, le sue macchine, che ancora oggi,a distanza di secoli riescono a stupirci. Grazie alla tecnologia ora possiamo avvicinarci al pensiero del grande genio, comprendere i suoi disegni, i suoi scritti come mai si era fatto nel passato.Persino i bambini, grazie alla facilità con cui utilizzano la tecnologia, potranno entrare in questo mondo fantastico e comprendere concetti altrimenti noiosi e difficili.
Quale ragazzo non rimarrebbe affascinato, come del resto lo sono stata io, nell’ammirare il magnifico Leone Meccanico, costruito da Leonardo per camminare al cospetto del re di Francia e offrirgli dei gigli? Tutto questo risulta ancora più incredibile dal momento che fino ad oggi i disegni di questa macchina si credevano perduti. Oggi invece possiamo, dal foglio in 3D “dare vita” al Leone, ingrandire un suo particolare, farlo ruotare completamente, smontarlo e ricomporlo, vivere  l’ invenzione, come se nascesse in quel momento nelle tue mani.
Questa nuova concezione di museo “virtuale ” è affascinante, trasforma il ruolo dello spettatore e rende fruibile l’opera d’arte anche in una sede diversa da quella in cui è fisicamente conservata.

Ingresso:
intero, 7 Euro; ridotto, 6 Euro, ridotto scuole 3 Euro
(il biglietto della mostra consente la visita gratuita a Splendori di corte. Gli Sforza, il Rinascimento, la città)

Catalogo:
Edizioni Leonardo 3

Sito internet:
www.leonardoevigevano.it

Info e visite guidate:
tel. 02 43353522
servizi@civita.it

Castello Visconteo (Piazza Ducale)
Vigevano

” Axpoa”- Acromo

 La mostra si è tenuta dal 18 agosto al 1 settembre 2009

Studio d’Arte Riotto, Pietrasanta
Tel. 347 5756857
e-mail: info@eugenioriotto.it

ACROMO. Pittura senza colore per incidere i muri dello spirito“la nuova mostra curata dal critico d’arte Giampaolo Trotta e promossa dallo STUDIO D’ARTE RIOTTO. Quattro sono gli artisti che propone e Pietrasanta è la bellissima città che li ospita, a partire dal 18 agosto, a due passi dal famosissimo centro storico, con la cattedrale medievale di San Martino e la piazza, sede di importanti mostre temporanee di scultura e di arte contemporanea. La manifestazione è organizzata dallo studio d’Arte Riotto.

Gli artisti proposti, come si è detto, sono quattro: Giuliano Caporali, Giorgio Celiberti, Luigi petracchi, Filippo Maria Topi.

La cittadina, patria di Giosuè Carducci e di Eugenio Barsanti (inventore del motore a scoppio), ospita illustri artisti come Fernando Botero e Igor Mitoraj e con questa manifestazione vuole continuare a promuovere eventi di qualità, coerentemente con il suo illustre passato.

Nella mostra pietrasantina sono presentate quattro maniere differenti di intendere la pittura, ma unite da un sottile filo conduttore che, come è espresso nel titolo, è costituito proprio dall’assenza del colore nella sua festevole o simbolica dominante, divenendo la forma/non forma e la simbologia concettuale sottesa le protagoniste assolute delle opere.

In greco, il termine áchroa, plurale neutro dell’aggettivo áchroos, vuol dire letteralmente ‘cose senza colore’, incolori, scolorite, pallide. E’ composto da alpha privativo e dal termine chroa, chroia, originariamente indicante il colorito della pelle, ma anche la superficie della pelle stessa, come del resto chroma (poi, per estensione, ‘colore’). Pertanto, in un certo senso, quelle esposte a Pietrasanta sono opere (quadri e sculture) non solo prive di colore, ma anche di epidermide, ’spellate’: al di sotto della superficie, come muri privati del proprio intonaco liscio e colorato, rivelano la vera natura, la struttura reale, simbolicamente segnata da grumi ed asperità , da graffi, lacerti e cicatrici dell’esistenza. In altre parole, disvelano la verità, non più ricoperta di suadenti colori, ma nell’assolutezza del bianco e del nero, della luce assoluta e del buio, dove non vi è posto che per la totalità del colore, summa di tutti (bianco) o loro negazione (nero). Luce e tenebre, come nella simbologia ancestrale cosmogonica. Realtà  simbolica, fatta senza l’intrigante ausilio cromatico (semantico horror colorum), come solamente i grandi maestri riescono a comunicarci.

E, in effetti, di alcuni indiscussi maestri si parla, come di Giorgio Celiberti, pittore e scultore, uno dei maggiori artisti italiani viventi. Fondamentale, nel suo percorso artistico ed interiore, la visita del 1965 al Lager di Terezin, dove circa 15.000 bambini ebrei, prima di essere trucidati dai Nazisti nel corso nel 1944, lasciarono testimonianze toccanti della loro tragedia. Forse il significato più profondo dell’opera celibertiana lo ha colto Italo Calvino: “La tua pittura mi piace perchè è  robusta e raffinata nello stesso tempo; perchè è  dentro un senso di solidità  delle cose, una soddisfazione della fisicità , un piacere nella fatica di esistere, e insieme una continua ricerca della musica che scorre tra le cose, ritmo e canto”. La pittura informale di Celiberti - soprattutto i suoi ‘muri’ ad ‘affresco’, graffiati, incisi, tormentati nel segno, le sue pareti di Terezin ricoperte di “frasi cancellate” dal tempo, di cuori, di farfalle o di lettere e buste, come carbonizzate dall’Olocausto - sono pareti interiori che, al pari di un palinsesto, raccolgono emozioni e sentimenti di un’intera esistenza: i suoi sono ‘quadri’ di vita, di amore, di libertà . Come scultore, egli imprime nella materia i segni dei suoi ‘incomprensibili’ alfabeti. Sorta di ‘Poesia Visiva’ scritta nell’anima, ecco che ricopre i cippi, le algide steli e gli obelischi della memoria, svettanti menhir dai riflessi argentei dell’allumino come grattacieli di una città  lunare del futuro, di lettere e di segni come usciti alla rinfusa dal vecchio cassetto tipografico di un proto, che si dispongono seguendo un linguaggio comprensibile solamente attraverso un’emozionante vibrazione dell’anima.

Poi, Giuliano Caporali e le sue tele ‘vuote’, monocromi assoluti ancora una volta come muri, segnati da dilavature, sgocciolature, croci, parole. Muri di tela meno aspri di quelli celibertiani, superfici lisce segnate dal passaggio dell’uomo, dal suo ‘atto’ che ne storicizza l’esistenza. Colpi di bianca vernice che scardina la monotonia ordinata del monocromo del fondo, accensioni di nero su nero a disegnare gli irrazionali sentieri interiori, ‘dilavati’ da impalpabili nebbie senza colore. Intonaci evanescenti, come di ‘pietre’ fatte di aria, cromaticamente dissolventisi in toni monocromi o, come nelle opere qui esposte, acromatici, prolungamento psicologico ed emotivo della mente dell’artista stesso. Con riferimenti all’esistenza umana e all’inconscio individuale e collettivo, le sue tele hanno un riscontro estetico-formale nell’originaria matrice del monocromo novecentista lacerato, qualificato dai richiami all’astrazione italiana della seconda metà  del Novecento. Sono ‘pagine’ fatte di silenzi, dove si rifrangono le luci del giorno, i bagliori dell’alba, i riflessi del tramonto e il buio della notte, le ore, le opere e i giorni. Sono il luogo del tempo e dello spazio, del tutto e del nulla, del silenzio che ‘grida’, della Storia stessa che si ‘liquefa’, del colore che si va slavando sotto un effetto meteorico tutto interiore. Finestre ‘assolute’ che si aprono sulle vertigini dello spirito.

Luigi Petracchi (l’unico a mantenere, fra i quattro artisti presentati, maggiori legami con la figurazione), con i suoi cuscini, morbidi ed angolosi ad un tempo, che raccolgono i frammenti della perfezione umana (Davide michelangiolesco o Venere classica che sia), con i suoi totem segnici e alfanumerici, con i suoi quadri materici fatti di ’sorde’ resine incendiate di luce e di ’sacre’ scritture e di impronte sindoniche, ha tratto dalla Storia ancestrale dell’uomo, dai meandri più profondi del suo inconscio primordiale un repertorio di segni ‘cosmogonici’, di immagini e di tecniche che poi ha personalmente rielaborato in un linguaggio decisamente ‘post-moderno’, ovvero che ha superato le barriere labili di quel presunto ed obsoleto limes tra figurativo ed informale. Le sue opere sono popolate da un universo simbolico ed ancestrale dove la mistica antica, la sapienza egiziana ed ebraica, il parlar cortese e l’iniziazione alchemica di ascendenza medievale si fondono in temi, figurazioni e soggetti dai connotati fortemente volumetrici e impalpabilmente eterei ad un tempo, nei quali il linguaggio ed il colore monocromatico di un passato – divenuto quasi atemporale per il trascorrere dei secoli – si fondono con i tratti dell’arte moderna, rinnegando la prospettiva classica. Così¬ la favola di un tempo, disseminata di angeli e di demoni, di dame e di cavalieri, diviene metafora filosofica, teosofica ed esistanzialista del futuro dell’Umanità ; collegando il passato direttamente all’avvenire, egli annulla provocatoriamente la realtà del presente ed i suoi quadri assurgono a vibrazioni filosofiche di una Classicità  prossima ventura, alla ricerca di una ‘pietra filosofale’ fantascientificamente wagneriana.

Infine, Filippo Maria Topi, con le sue eruzioni gestuali, spiraliformi e caotiche di colore bianco e nero, ‘razionalizzato’ dall’inserto ‘deistico’ numerico. Come le idee si aggrovigliano, si affastellano e si confondono nella mente ‘creatrice’, per poi giungere piano piano al una chiarificazione e ad un ordine, enucleando solo alcuni concetti, così¬ nell’apparente caos primordiale senza senso (per chi non sa vedere) mano a mano l’occhio si abitua e l’osservatore può estrapolare le matrici segniche dal vorticoso ‘magma’ che le ha ispirate e prodotte in una necessità assoluta e categorica, intellettuale e, direi, quasi fisica. Così, talvolta emergono indefinite ‘impronte’ digitali che si frammentano in sottili filamenti come nervature di foglie fossili. Ma sono i numeri – timbri o sigilli personalizzanti – gli elementi alla base di questa scrittura simbolica e ‘antropologica’, con assonanze in aderenza a quanto espresso da certa Poesia Visiva, proclami intellettualistico-simbolici più che meri saggi di estetica formale. Numeri quali forme nel ’segreto’ dell’arte moderna. Al contrario di Ugo Nespolo, che ha fatto dei numeri e del loro dinamico groviglio uno dei soggetti privilegiati dei suoi inconfondibili e coloratissimi acrilici su legno, le tele di Topi sono razionalizzate nel loro caos proprio dall’orma (stampigliatura) del numero, matrice e base pitagorica della conoscenza e della filosofia, in grado di svelare tutti i misteri dell’Universo. ‘Idee’ e ‘forme’, magma e numeri come vera essenza del mondo nel suo divenire.

Giampaolo Trotta

Una bellissima mostra ospitata dallo Studio dell’artista EUGENIO RIOTTO, le cui opere  dalle linee pure si rifanno agli ideali dell’amore e dei sentimenti.

Bellissime  e intense le sue sculture senza volto, rappresentate spesso da due figure che si abbracciano.La dolcezza, la purezza e l’intensità dei suoi sentimenti trasudano dalle sue opere e arrivano dritte al cuore di chi le ammira.

Alcune foto scattate all’inaugurazione della mostra

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“BLACK-SKIN” : Paolo Manzelli , pmanzelli@gmail.com, www.edscuola.it/lre.html

( nota In previsione della Discussione al Convegno CO.MO.PA -2009 in Firenze. )

http://wikipazia.org/index.php?title=Eventi

Abstract : The color of the skin of man in various ethnic groups of the World is a function of the environmental adaptation of DNA-Polymorphism generating a natural development of bio-diversity.

Il tuo browser potrebbe non supportare la visualizzazione di questa immagine. ll colore della pelle è stato spesso usato da coloro che si riconoscono come “razzisti” come distinzione fisica utile per definire le razze umane e discriminarle. Di fatto, come viene indicato dagli studi sulle etnie di EGOCREANET , (associazione multidisciplinare telematica che ha dato adesione al CO.MO.PA. ( Comitato Mondiale Pan-africanesimo) ,possiamo asserire senza equivoci che “la razza umana e’ una sola”.

E’ bene infatti chiarire che le conclusioni emerse dal “progetto genoma umano” (2003) evidenziano che tutti gli uomini sono identici a livello di DNA. Tra l’ Uomo e la Scimmia c’è infatti la condivisione di quasi il 99% delle sequenze del DNA. Differenze a livello somatico tra gli uomini sono da ritenersi conseguenti al “polimorfismo genetico” , cioè alla coesistenza di differenti copie del DNA (“Alleli”) ,non perfettamente equivalenti nelle sequenze dei nucleotidi. Pertanto anche le differenze tra fratelli in una stesa famiglia, come ed es il colore dei capelli, e’ conseguente alla presenza di diverse copie  del DNA la combinazione delle quali determina tutte le possibili variazioni di colore dei capelli. Il polimorfismo è quindi funzione della coesistenza di differenti modalita’ di “miscelamento“ genetico degli “alleli”,  che  se in una popolazione assume una frequenza superiore all’ 1%, ciò significa che  quel particolare “polimorfismo genetico” e’  stato stabilizzato dalle relazioni con l’ ambiente. Variazioni somatiche delle varie etnie umane, che portano ad avere tratti distintivi maggiormente stabili, come il colore della pelle la forma degli  occhi .. la resistenza a determinate malattie  , ecc , sono quindi attribuibili ai “polimorfismi genetici “ (1)

Il tuo browser potrebbe non supportare la visualizzazione di questa immagine. http://sergiobontempelli.files.wordpress.com/2008/03/scimmia-uomo_blog.jpg

Pertanto il colore della pelle deve considerarsi soltanto come una conseguenza dell’ adattamento all’ ambiente dei differenti gruppi etnici , la cui stabilizzazione in gran misura viene a  dipendere dall’ attivita’ funzionale alle relazioni con l’ ambiente del mt-DNA ( DNA Mitocondriale); quest’ultimo infatti interagisce con l’ espressione della frequenza di attivita’ dei diversi alleli del n-DNA (DNA -nucleare) (2)

I melanociti sono cellule della pelle ,che contengono numerosi granuli  detti “melanosomi”  che producono un pigmento biologico la “melanina” . Negli africani, i “melanosomi” sono piu grandi , per la maggior esposizione ai raggi UV, e si presentano come particelle fortemente pigmentate da un tipo di melanina , la “eumelanina” , necessaria per proteggere il DNA dal cancro della pelle (melanoma) . La produzione di “eumelanina” si è stabilizzata nelle etnie africane, proprio per proteggere il n-DNA dai raggi UV, che hanno maggior esposizione nelle zone equatoriali rispetto alle zone temperate. In altre etnie , i melanosomi sono piu’ piccoli e compatti e producono un diverso tipo di pigmento la “pheomelanina” che corrisponde ai colori della pelle tendenti al giallo ed al rosso.La funzione di barriera epidermica, nei neri rispetto ai bianchi, comporta che la trasmissione attraverso la cute dei raggi UV (300- 404 nm) è circa del 30% in meno; da ciò deriva che la cute nera ha una resistenza elettrica circa doppia rispetto alla cute bianca e ciò permette una migliore termoregolazione.

La Pelle Nera deve evidentemente considerarsi una funzione dell’ adattamento genetico all’ ambiente come lo e’  ad esempio l’ adattamento genetico delle popolazioni andine, che vivono sopra i 4000 metri, che presentano una elevata concentrazione di emoglobina, per favorire il trasporto di ossigeno nel sangue, la dove l’ ossigeno ad altitudini elevate è piu rarefatto.

La componente UV della luce del sole, colpendo la cute , favorisce la produzione di “vitamina D”, essenziale ad es. per il metabolismo del calcio nelle ossa. Scarsa luce pertanto significa poca vitamina D, con il conseguente rischio di malattie delle ossa e del rachitismo. Ma anche anche un eccesso di vitamina D, comportando un metabolismo accellerato del calcio ,che provoca ad es. una diminuite flessibilita’ delle arterie ed inoltre problemi di indurimento delle massa muscolare del cuore.

Il tuo browser potrebbe non supportare la visualizzazione di questa immagine.

In sintesi l’ adattameto genetico all’ambiente, trova una mediazione tra questi due effetti; pertanto la PELLE NERA e’ pertanto conseguenza del fatto che i geni ereditati dal padre e della madre, si presentano sotto forma di vari “Alleli” (polimorfismo del DNA), la cui attivita’ viene regolata dal mt-DNA (che agisce come orologio molecolare delle varie vie metaboliche ) che vanno a stabilizzare la produzione del tipo di melanina nelle diverse etnie. Pertanto la diversità del colore della pelle viene a dipendere dalla frequenza di composizione dei diversi alleli, favorita dalla interazione di interscambio di informazione con l’ orologio molecolare del metabolismo (il Mitocondrio). Quanto sopra in natura e’ assai frequente; cosi per esempio , le chiocciole appartenenti ad una stessa razza possono presentare colori e striature diverse a seconda della composizione dei differenti alleli che ne controllano il colore.

Il tuo browser potrebbe non supportare la visualizzazione di questa immagine. Venere nera : http://www.verycool.it/wp-content/uploads/2008/03/naomi-campbell.jpg

In conclusione e bene ricordare che “ le Razze UMANE Non Esistono” (3) e quindi deduciamo che e’ del tutto fuorviante pensare ancora che le diversità del colore dalla pelle, possa essere una dimostrazione della esistenza di razze umane differenti . Il termine razza rimane  unicamente applicabile alla classificazione delle specie animali in zootenia . Infine e’ bene sapere che il ” razzismo” e’ frutto di una effettiva ignoranza scientifica, sia per scarsa o cattiva informazione, sia per semplice comodo e/o vantaggio economico, esclusivamente basato su un fondamento di evidente gravità morale.

BIBLIO ON LINE

  1. Polimorfismo DNA : http://statgen.dps.unipi.it/courses_file/GdP/04-PolimorfismiGenetici.pdf
  2. DNA-MITO : http://www.edscuola.it/archivio/lre/GENEALOGIA%20_mt_DNA.pdf
  3. http://ehl2000.com/index.php/2008/07/le-razze-non-esistono-le-prove-vengono-dai-gruppi-sanguigni/
  4. http://news.softpedia.com/news/12-of-the-DNA-Differs-Amongst-Human-Races-and-Populations-40872.shtml

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