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l-edera-cremona_zoomTranquillo Cremona- “L’edera“-1878- Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, Torino

26 Giugno-22 Novembre 2009                     Palazzo Reale -Milano

una razza di gente…pieni d’ ingegno quasi sempre; più avanzati del loro secolo…”

Palazzo Reale ci regala un’ altra bellissima  mostra, questa volta sulla Scapigliatura, movimento che nasce e si afferma proprio a Milano, che ha voluto così renderle omaggio e dare l’opportunità al grande pubblico di conoscerlo, ammirarlo e non dimenticarlo. In una Milano borghese e culturalmente vivace gli Scapigliati , o Bohème, che dir si voglia,  fanno un “pandemonio” per rivoluzionare l’ arte, si ribellano a modelli ideologici e di costumi che non gli rappresentano più, si scagliano contro l’ accademismo, eleggendo le osterie a cenacolo, nella volontà di scandalizzare i benpensanti. Precorrono i Futuristi, lo conferma l’ appellativo col quale amano farsi chiamare, “avveniristi”, che acquista, col senno di poi, un valore evocativo, perchè equivale a “futurismo”, che rappresenta anch’esso la rottura con il passato e come questo è un ‘esperienza a tutto tondo, che coinvolge tutte le arti verso un capovolgimento ideologico, artistico e di costume.
“Il vero della Scapigliatura è centrato sull’ uomo, sull’ introspezione, sulle incertezze dell’ anima, sulla resa dei sentimenti.E, dunque, sul ritratto, sugli interni , sulla scena di genere, non certo sul plen air.”(Catalogo Marsilio editori)

Possiamo coglire  il suo divenire, respirare la sua atmosfera attraverso le 266 opere, tra dipinti, sculture e incisioni che vanno dalla seconda metà dell’ Ottocento all’ inizio del Novecento.
“Il percorso espositivo di Palazzo Reale, organizzato in sezioni cronologiche, prende il via da Gli anni -60. La formazione di un’estetica. Qui si trovano  le opere de Il Piccio, un precursore che, nelle ultime stagioni della sua vita, elaboro’ una pittura sfumata, tutta d’ atmosfera, e di Federico Faruffini, che sperimento’ l’intensità coloristica intesa come lingua delle emozioni, accanto al quale s’incontrerano  i lavori di Filippo Carcano, innovatore nel linguaggio pittorico ma meno propenso all’ intimismo.
I protagonisti della sezione Gli anni -70. Il momento d’oro sono Daniele Ranzoni, Tranquillo Cremona e Giuseppe Grandi che, in sodalizio, elaborarono la ‘macchia’ scapigliata e la scultura pittorica, sostituendo al finito accademico, basato sul disegno della forma, una materia fluida, in cui la forma e’ colore carpito alle zone d’ombra, suggerendo, e non descrivendo, il reale.
GIi anni ‘80 è dedicata all’affermazione della scultura scapigliata, che prende avvio dal rifiuto del concetto rinascimentale di statuaria come plastica e apre cosi’ la via alla cosiddetta ’scultura impressionista’. In mostra si trovano i lavori di Giuseppe Grandi, del quale per la prima volta verranno presentati i gessi – restaurati per l’occasione – del monumento alle Cinque Giornate, di Ernesto Bazzaro, del giovane Paolo Troubetzkoy, allievo di Ranzoni, del primo Leonardo Bistolfi e di Medardo Rosso.
L’ ultima sezione, Gli anni -90, evidenzia come, in pittura e scultura, l’ apporto delle nuove leve permette l’ elaborazione di un vero e proprio accademismo del linguaggio scapigliato (come nel caso dello scultore Eugenio Pellini o del pittore Camillo Rapetti), mentre la visione scapigliata diventa un banco di prova per i futuri ‘divisionisti’, come ad esempio Gaetano Previati.”(Comunicato stampa)

Fra le opere esposte alla mostra, una, in particolare, ha focalizzato la mia attenzione per la sua bellezza,”L’edera” di Tranquillo Cremona, ultima fra quelle del pittore, commisonatagli da Benetto Junck. L’edera, che dà il nome al quadro rappresenta il simbolo della passione amorosa , che appare evidente nell’ abbraccio stringente e soffocante dell’ uomo respinto.Come modelli sono stati scelti il musicista Alfredo Catalani e Lisetta Cagnoli, cognata di Cremona.
L’ autore frantuma il colore, che appare stemperato e sfatto, spingendo la forma visibile al limite dell’ evanescenza e della dissolvenza; il risultato è decisamente affascinante.

 

L’esposizione è curata da Annie-Paule Quinsac

Orari : Lunedì dalle 14.30 alle 19.30
           Martedì, Mercoledì, Venerdì, Sabato e Domenica dalle 9.30 alle 19.30
           Giovedì dalle 9.30 alle 22.30
Per info e prenotazioni tel.02.36571438

Articolo del Dott. Sergio Stagnaro, fondatore  della Semeiotica Biofisica Quantistica, originale metodo diagnostico, che studia il caos deterministico dei sistemi biologici, utilizzando le leggi della meccanica non-lineare.La sua biografia è riportata nei principali volumi mondiali specializzati, tra cui Who’s Who in the world(dal 1996 al 2009). Un fedele ritratto dell’ uomo e dello scienziato  Stagnaro,  è apparso su  “Il Giornale” dell’8 Marzo 2009.

“Introduzione.

A partire dal Novembre del 2007, la Semeiotica Biofisica (1) si è arricchita di un essenziale strumento diagnostico e di ricerca offerto dalla fisica quantistica e rappresentato sostanzialmente dalle tre forme di energia, Energia Materia (EM), Energia Vibratoria (EV), Endemia Informazione (EI), secondo Paolo Manzelli (2-13). Nel primo lavoro, scritto con la sua preziosa collaborazione, ho illustrato i fondamenti teorici di questo originale strumento clinico, affidabile nella diagnosi e nella ricerca, sottolineandone gli aspetti teorici e pratici rivoluzionari (3).

I dodici lavori, pubblicati nei tre mesi successivi, sono la dimostrazione della fondazione di una nuova disciplina  medica, utile nella ricerca e nella quotidiana attività dei medici (2-13).

Lo scopo di questo articolo è quello di evidenziare nuovi orizzonti diagnostici aperti alla Medicina dalla Semeiotica Biofisica Quantistica.

La Informazione nella Realtà non locale in Biologia.

Nella realtà locale, caratterizzata dalla matrice spazio/temporale quadrimensionale (3 D/S e 1 D/T), informazione è notoriamente “trasmessa” con consumo di tempo e dispendio energetico.

Al contrario, la realtà non locale, presente nei sistemi biologici accanto alla precedente, è caratterizzata invece dalla “simultaneità” di informazione, simultanea nello spazio e sincrona nel tempo, conseguenza del fatto che la materia (particella) è localizzata, ma non l’onda, che ne rappresenta il vettore e può dare origine, magari transitoriamente,  al fenomeno dell’entanglement o groviglio, con altre onde simili.

Nel libro “La realtà quantistica”, Nick Herbert afferma che la non-localizzazione delle particelle spiegherebbe questa loro “Simultanea” comunicazione non mediata né da campi né da nessun altro fenomeno sperimentato in riferimento alla struttura spazio temporale Euclidea, proprio perchè in un mondo tri-dimensionale nello spazio e mono-dimensionale nel tempo, si ammette che l’Informazione così come la Energia e la Materia debba essere trasferita tra due posizioni localizzabili in termini di coordinate Cartesiane. Pertanto la “Simultaneità” degli eventi e considerata del tutto fortuita e fenomeni di simultaneità di informazione quali la telepatia o l’empatia sono considerati privi di ogni possibile spiegazione scientifica. Ne consegue che i nostri concetti tradizionali di spazio e tempo vengono messi nuovamente in discussione, come d’altra parte era già accaduto rispettivamente con la teoria della relatività e la meccanica quantistica. 

Il modello non-locale della realtà può addirittura condurre la fisica teorica ad includere molti eventi osservati in Biologia con la Semeiotica Biofisica, finora rimasti senza spiegazione alcuna.
Nel 1964 il fisico irlandese John Stewart Bell, dimostrò l’effettiva esistenza di un mondo non localizzato. In realtà, il “Teorema di Bell” permette di confutare l’ipotesi secondo cui il mondo è intrinsecamente localizzato, una teoria, quella esclusivamente “locale”, che risulta fortemente limitativa e riduttiva della possibilità umana di conoscenza.

Fin dai tempi antichi, se non antichissimi, la teoria della NON Località è considerata complementare a quella Locale, per lo meno in ambito esoterico, ai giorni nostri i fenomeni osservabili che necessitano la ammissione di una teoria dello spazio tempo non locale, sono veramente tanti, e aumentano a vista d’occhio. Infatti, dalle teorie del Fisico Quantistiche di David Bohm, si evince che le energie elettromagnetiche e l’intera realtà fisica, sono create dalla prodigiosa e “magica” natura delle particelle subatomiche, le quali, incredibilmente, si presentano sotto il duplice aspetto di particelle e di onde.

In sostanza, secondo Bohm, contro ogni apparenza legata al “tradizionale” modo di conoscere la realtà, riduttivamente considerata solo materia (Energia-Materia) ed energia (Energia Vibratoria, cioè l’onda vettoriale), e non anche informazione (Energia-Informazione, pura, catalitica), come insegna Paolo Manzelli con esemplare chiarezza ermeneutica, le particelle non sono entità individuali, ma estensioni di uno stesso organismo, e il fatto che appaiano separate, deriva dalla nostra incapacità di vedere la realtà nella sua interezza. L’Esperimento di Lory (7) ha “dimostrato – per la prima volta – il rapporto esistente tra il mondo macroscopico e la realtà locale, e il mondo microscopico e la realtà non locale in Biologia, dal punto di vista della fisica quantistica. Tale primo (e non ultimo) esperimento dimostra gli stretti legami tra l’IMPLICITO e l’ESPLICITO di D. Bohm (7). I nuovi orizzonti diagnostici della Semeiotica Biofisica Quantistica sono stati realizzati sulla base teorica della realtà non locale in Biologia (3)

Semeiotica Biofisica Quantistica: Casi clinici frequenti.

Il Segno di Pollio rappresenta, in ordine di tempo, il primo esempio paradigmatico del mutamento epocale introdotto nella diagnostica clinica dalla Semeiotica Biofisica Quantistica (2-13). Infatti, esso permette in un secondo di riconoscere come sani i reni, gli ureteri, la vescica urinaria, l’uretra e, nell’uomo, anche la prostata: il pizzicotto cutaneo “intenso”, prolungato oppure istantaneo, di un singolo trigger point dell’apparato urinario (in pratica, la cute della regione laterale dell’addome), provoca per risonanza la simultanea stimolazione (informazione) di tutta la trafila urinaria (13-15).

Ne consegue che, simultaneamente all’inizio della manovra, l’assenza di modificazioni della forma e del volume dello stomaco, cioè la mancanza del “riflesso” gastrico aspecifico, consente al medico di escludere una patologia di questo sistema biologico.

Al contrario, in presenza di una patologia urinaria non neoplastica, simultaneamente all’inizio della stimolazione compare il “riflesso” gastrico aspecifico, mai seguito dalla Contrazione Gastrica aspecifica. Questo comportamento, infatti, è tipico del tumore in atto e del suo reale rischio congenito, Segno di Pollio (13, 14)  (nel secondo caso, l’intensità del “riflesso” è 0,5 cm. o inferiore, mentre il tempo di latenza della Contrazione Gastrica tonica raggiunge o supera i 5 sec., espressione di un rimodellamento microcircolatorio meno grave) in un segmento dell’apparato urinario. Successivamente, sulla base dei numerosi segni, manovre e test semeiotico-biofisici, il medico è in grado di precisare prontamente la  sede e la natura della lesione.

In base a quanto sopra riferito, l’assenza del Segno di Pollio consente in un secondo di escludere qualsiasi patologia, presente o futura, nelle vie urinarie, indirizzando l’esame obiettivo verso l’apparato sede della patologia.

Analogamente si ottengono identici risultati nella patologia di una ghiandola, ad esempio, il pancreas esocrino. E’ ben nota la difficoltà di diagnosticare clinicamente la pancreatite acuta, dove la stimolazione “intensa” di un trigger-point del pancreas (VI dermatomero toracico; in pratica, la cute dell’epigastrio, scegliendo per motivi pratici l’area sotto l’emiarcata costale di destra o sinistra) appare simultanea alla comparsa del “riflesso” gastrico aspecifico, come sopra descritto.  Fig 1.

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 Fig.1

Riflesso gastrico aspecifico: nello stomaco, il fondo ed il corpo sono dilatati,

mentre il giunto antro-pilorico è contratto

In presenza di tumore pancreatico o del suo reale rischio congenito (16), la caratteristica Contrazione Gastrica tonica rapidamente, dopo circa 3 sec., sostituisce il riflesso gastrico aspecifico. Naturalmente la diagnosi differenziale tra reale rischio e neoplasia in atto è facilitata dai differenti valori parametrici, come già riferito (1-16).

Nel sano, la pressione digitale intensa, applicata sopra “uno” dei centri diencefalo-ipofisari per i   realising hormones di SST, TSH , GH, oppure sulla proiezione cutanea dell’epifisi, non è associata ad alcuna modificazione gastrica (1).

Al contrario, utile dal punto di vista diagnostico, nel soggetto con Terreno Oncologico, ancorché “latente” o “residuo” dopo efficace terapia (Dieta Mediterranea, Melatonina e NIR-LED) colpito da una patologia cerebrale, il riflesso gastrico aspecifico compare simultaneamente all’inizio della “intensa” stimolazione di un singolo trigger-point cerebrale.

Come riferito sopra, si tratta di un segno diagnostico non specifico di una definita patologia, tuttavia affidabile nell’attirare l’attenzione del medico sulla presenza nel cervello – in questa condizione particolare – di una lesione la cui natura è poi rapidamente accertata.

In presenza di un tumore cerebrale o del suo reale rischio congentito, simultaneamente all’inizio della pressione digitale “intensa”, applicata sopra una singola area del capo, compare il “riflesso” gastrico aspecifico, seguito dalla Contrazione Gastrica tonica dopo un tempo variabile nelle due situazioni, come ormai noto: Segno di Dellepiane (20).

Interessante l’ esclusione clinica in un secondo del melanoma e del suo reale rischio congenito, come altrove riferito in modo dettagliato (10). In realtà, l’assenza del riflesso gastrico aspecifico, simultaneamente alla applicazione di un pizzicotto cutaneo “intenso” a livello di un arto dell’esaminando, consente di riconoscere sana la cute  e di escludere quindi un reale rischio congenito di tumore cutaneo (10).

Per quanto riguarda l’apparato digerente è interessante sottolineare, a modo di esempio, che fisiologicamente la stimolazione esofagea “intensa” di un singolo trigger-point cutaneo, non è simultanea al riflesso gastrico aspecifico, presente invece in caso di qualsivoglia patologia gastro-intestinale, in modo analogo a quanto sopra riferito.

Appendicite, Diverticolite e Morbo di Chron rappresentano le patologie singolari, in cui il riflesso gastrico aspecifico è seguito dopo 3-4 sec. o più dalla Contrazione Gastrica aspecifica. Naturalmente la diagnosi clinica corretta è posta successivamente, sulla base dei segni semeiotico-biofisici specifici per queste malattie (17-19). (V www.semeioticabiofisica.it, Pratiche Applicazioni)..”

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 Sonja Brass-Lavaflow

FIRENZE

DAL 25 SETTEMBRE 2009 AL 17 GENNAIO 2010

IL NUOVO PROGETTO ESPOSITIVO DEL CCCS

REALTÀ MANIPOLATE

Come le immagini ridefiniscono il mondo

 23 artisti internazionali testimoniano nuovi modi di raffigurare la realtà. Un percorso che raccoglie fotografie e video per raccontare quanta verità ci sia in quello che viene visto e rappresentato.

L’esposizione, nata da un progetto del CCCS, con la consulenza scientifica di Brett Rogers (direttore della Photographers’ Gallery di Londra), Luminita Sabau (direttrice della collezione di fotografia contemporanea DZ Bank, Germania), Martino Marangoni (direttore della Fondazione Marangoni di Firenze) e Franziska Nori (project director del CCCS), focalizzerà la propria attenzione sul significato del termine ‘realtà’ nelle ricerche artistiche contemporanee che sviluppano diverse possibilità visive di rappresentare il mondo nell’ambiguità tra reale e verosimile, concreto e apparente, presente e passato.

 Le diverse discipline scientifiche hanno già definito un cambiamento paradigmatico, affermando che il “mondo reale” non esiste come categoria autonoma, ma come mera proiezione, come costruzione dell’individuo, benché, nella vita quotidiana, si tenda ancora a elevare i concetti di realtà e verità al rango di fattori oggettivi, che sono alla base delle nostre azioni e dei nostri convincimenti.

 Fotografia e video si fondano sulla contraddittoria condizione di registrare la realtà e di essere allo stesso tempo una sua falsificazione. Con l’affermazione delle tecnologie digitali e l’enorme diffusione di immagini tramite i mezzi di comunicazione di massa e internet, questa ambiguità si è accentuata ulteriormente, portando all’estremo il contrasto tra apparenza e verità e chiamando lo spettatore ad un ruolo attivo nel definire come vero ciò che ha di fronte.

 La mostra presenta le opere di 23 artisti internazionali – Olivo Barbieri, Sonja Braas, Adam Broomberg & Oliver Chanarin, Gregory Crewdson, Thomas Demand, Elena Dorfman, Christiane Feser, Andreas Gefeller, Andreas Gursky, Beate Gütschow, Tatjana Hallbaum, Ilkka Halso, Robin Hewlett & Ben Kinsley, Rosemarie Laing, Aernout Mik, Gwon Osang, Sarah Pickering, Moira Ricci, Cindy Sherman, Cody Trepte, Paolo Ventura, Melanie Wiora, Saskia Olde Wolbers – che lavorano attraverso fotografie e video, manipolando la percezione del visibile e costruendo nuovi modelli di realtà.

 Nel percorso espositivo s’incontrano i lavori di Cindy Sherman (USA, 1954), che conduce una ricerca di manipolazione sul proprio corpo, trasformando se stessa in donne agiate di mezza età, all’apice del potere sociale ma soggette al declino fisico; nonostante lo scudo protettivo dell’abbigliamento, sono completamente messe a nudo dalla macchina fotografica e dallo sguardo dello spettatore.
Andreas Gursky
(Germania, 1955), partendo da immagini di paesaggi realmente esistenti, li combina per creare scenari totalmente nuovi e immaginari. Thomas Demand (Germania, 1964) crea l’illusione di immagini di spazi reali fotografando modelli di carta costruiti a partire da immagini raccolte dai media; così come Sonja Brass (Germania, 1968) che fotografa ricostruzioni in miniatura di fenomeni naturali, come una colata lavica o un tornado, esaltandone l’effetto estetico e formale e ingannando lo spettatore con un’apparenza di realtà.La definizione di nuove realtà appartiene alla poetica di Beate Gütschow (Germania, 1970) che ricostruisce al computer architetture immaginarie, mentre Andreas Gefeller (Germania, 1970) restituisce una visione impossibile di spazi quotidiani, come stanze, appartamenti o luoghi di lavoro, tramite l’insolito accostamento di diverse fotografie scattate dall’alto. Anche il corpo viene ricomposto, come nel caso di Gwon Osang (Corea, 1974), che realizza sculture costituite da centinaia di fotografie che mappano l’intera superficie del modello. Ricostruire la storia o ripensare l’attualità e la guerra ai fini di una critica diretta o di una sovrapposizione temporale e poetica sono alcuni dei temi che caratterizzano il lavoro di altri artisti presenti in mostra. Ricostruire la storia o ripensare l’attualità e la guerra ai fini di una critica diretta o di una sovrapposizione temporale e poetica sono alcuni dei temi che caratterizzano il lavoro di altri artisti presenti in mostra. Le dolorose vicende della recente guerra in Iraq sono al centro del lavoro di Paolo Ventura (Italia, 1968) che ricostruisce, utilizzando manichini e pupazzi vestiti da soldati, situazioni tipiche degli scenari di guerra. L’equivoco e la modificazione del reale sono utilizzati qui per denunciare la reale manipolazione della “verità” della cronaca e delle immagini di guerra diffuse dai mezzi di comunicazione. Moira Ricci (Italia, 1979) inserisce, invece, la propria immagine nei ritratti della madre da giovane, manipolando così il passato per costruire nuovi ricordi di incontri mai avvenuti.

 
Accompagna l’esposizione un catalogo con testi di James der Derian (prof. Brown Univ., International Studies), Harald Welzer (Center for Interdisciplinary Memory Research, Univ. Essen), Elena Esposito (prof. Univ. Modena, Sociologia e Scienze della Comunicazione), Maria Janina Vitale (storica dell’arte, specializzata in fotografia contemporanea).

REALTÀ MANIPOLATE
Firenze, CCCS – Centro di Cultura Contemporanea Strozzina, – Palazzo Strozzi
25 settembre 2009 – 17 gennaio 2010
Orari: tutti i giorni 10.00 – 20.00, giovedì 10.00 – 23.00. Lunedì chiuso.
Biglietto (valido per un mese):
5,00 € intero; 4,00 € ridotto (studenti universitari e convenzioni);  3,00 € ridotto scuole

 

INFO
Tel. +39 055/ 2645155
www.strozzina.org
www.palazzostrozzi.org

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Nell’ anno 2009, dedicato  dall’ Europa alla Creatività e alla Innovazione nel nome di Galileo Galilei, è nato il progetto “SOTTO LA LENTE DI GALILEO”. Si rivolge alla scuola, nel tentativo di apportare un rinnovamento culturale, una valorizzazione delle potenzialità creative  della mente umana.
“Questa metodologia di EDUCAZIONE ALLA CREATIVITA’, così abilmente interpretata e motivata da Pina Fico e dalle maestre della scuola di “Cervellandia”, è pertanto un fatto assolutamente rilevante di innnovazione formativa, in quanto tende a rendere coscientemente creativi i comportamenti di bambini e delle bambine, che da grandi sapranno indirizzare al meglio la costruzione del loro futuro, proprio in quanto sono stati motivati fin da piccoli a comprendere che la creatività è un costrutto mentale, ancora più complesso dell’ intelligenza individuale: infatti la creatività necessita di essere acquisita in modo da capire e condividere la gestione sociale dello sviluppo scientifico e tecnologico ed economico, per poter governare un futuro indubbiamente migliore da quello che i bambini di oggi hanno ereditato dalle nostre generazioni di adulti”.(Prof. Paolo Manzelli)

Merita una attenta analisi la relazione  “L’amico di Galileo” del Prof. Paolo Manzelli presentata alla Manifestazione sulla Creatività e l’Innovazione del Progetto Galileo 2009 che è stato organizzato dal Circolo Didattico di GRUMO NEVANO(NA) con la collaborazione di EGOCREANET il 16 /6/09.

 

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“I MITOCONDRI POSSEGGONO UN PROPRIO mt-DNA che è di origine esclusivamente femminile, pertanto essendo la prima DONNA individuata da studi antropologici l’AFRICANA (LUCKI), l’origine di ognuno di noi maschio o femmina che sia, ha una eredità genetica AFRICANA,

Da ciò discende scientificamente il PAN-AFRICANESIMO MONDIALE.

 http://www.edscuola.it/archivio/lre/africa  in  quantized  time.pdf 

La GENEALOGIA del mt-DNA afferma che esso viene tramandato intatto di madre in figlio. Ogni essere umano-sia uomo sia donna – pertanto eredita il suo DNA mitocondriale solo ed esclusivamente dalla madre.

La comparazione del DNA mitocondriale di uomini e donne appartenenti a diverse etnie e regioni del mondo, suggerisce che tutte queste esigenze di mt-DNA si siano evolute molecolarmente dalla sequenza di un antenato comune:la donna AFRICANA LUCKI.
Pertanto in base alla scienza, datosi che ciascun individuo eredita i mitocondri solo dalla propria madre, … ciò implica che tutti gli esseri umani abbiano una linea di discendenza femminile che deriva da una donna che i ricercatori hanno soprannominato Eva mitocondriale.

IL DNA MITO di questa ” Eva della genetica” ha subito mutazioni creando le varie etnie dei popoli del mondo, ma comunque permangono tracce in ognuno di noi, dei geni primordiali di LUCKI che hanno segnato la storia della evoluzione della vita della razza umana sul nostro Pianeta. Basandosi sullo studio delle attività metaboliche del mitocondrio che ha la funzione di un orologio molecolare è stato possibile mettere in relazione il passare del tempo della storia umana con la deriva genetica osservata, delle mutazioni mitocondriali. In tal modo si è calcolato che la vera Eva-biologica sia vissuta circa 150000 anni fa in Africa”.

Vedi anche: http://50annidna.scienze.unipd.it/DFTB/concept  30  ITA/con30problem.swf

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    di   PAOLO MANZELLI

    pmanzelli@gmail.com: www.egocreanet.it; www.edscuola.it/lre.html

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Il sogno di veder convivere arabi e israeliani.

TEATRO FRANCO PARENTI-Mercoledì 17 giugno 2009-ore 19.30

Milano, via Pier Lombardo 14

Una serata straordinaria in cui la proiezione del film di Paul Smaczny sulla storia della West-Eastern Divan Orchestra , composta da musicisti israeliani, arabi e palestinesi, sarà seguita da un dibattito condotto da Gad Lerner con la presenza eccezionale del Maestro Daniel Barenboim. L’evento sarà introdotto da Andrée Ruth Shammah, anima del Teatro Franco Parenti, e da Antonella Camerara, Presidente di Missione Sogni Onlus.
Concluderà la serata un light dinner in compagnia del Maestro Barenboim.

Partecipazione alla serata       75,00 euro

200 posti speciali riservati agli studenti    15,00 euro

Il ricavato della serata sarà devoluto a Missione Sogni Onlus e Daniel Barenboim Stiftung

Prevendita telefonica allo 02- 465.467.467

Missione Sogni Onlus è un comitato senza fine di lucro nato nel 2003 che si propone di realizzare, gratuitamente e in tutta Italia, i sogni di bambini e ragazzi(dai 5 ai 18 anni) affetti da gravi malattie o disabili.” Crediamo nell’efficacia e nel valore psicologico del sogno,i cui effetti terapeutici sono concordemente riconosciuti dalla classe medica“.

Missione Sogni Onlus Via G. G.Moro 9  -20123 Milano
Tel. e fax 02 83.611.09 / info@missionesogni.org/www.missionesogni.org

 agopuntura-anestesia-analgesicoCosa si intende per  placebo? Qualsiasi sostanza  innattiva o qualsiasi terapia, che somministrata al paziente come efficace, provoca miglioramento.

Spesso l’effetto placebo è sorprendente, può ridurre asma,  ipertensione, dolore. Ma esiste anche l’effetto nocebo, quando il paziente credendo di prendere un determinato medicinale  si aspetta anche i suoi effetti collaterali . E’ il caso di pazienti, che affetti da carcinoma dello stomaco  sono stati trattati con una soluzione fisiologica al posto del farmaco specifico. Convinti di essere stati sottoposti a chemioterapia incominciarono a perdere i capelli, uno dei principali effetti collaterali nei malati trattati con farmaci antitumorali.

Le aspettative e le convinzioni del malato hanno una grande influenza sulla guarigione. I placebo possono alleviare non solo malattie con una chiara componente psicologica ma attenuare i sintomi del morbo di Parkinson, curare le allergie, smorzando le risposte immunitarie iperattive e  molte malattie infiammatorie; in alcuni casi hanno ridotto addirittura le dimensioni di un tumore. Nel XVIII secolo i medici, quando non disponevano di medicinali, usavano spesso  pillole inerti.In seguito, intorno al XIX secolo la  medicina  comincia a considerare sempre meno l’uomo come un tutto, cioè un’ unità inseparabile di corpo e anima. Questa dicotomia, operata in primis, da Cartesio, ha portato la medicina odierna ad una iperspecializzazione, cancellando la vecchia visione olistica.L ‘uomo viene considerato come un insieme di tanti settori indipendenti da “riparare “nel momento che si guastano.Oggi finalmente si comincia a comprendere l’ importanza di trattare il paziente nella sua globalità, ad interpretare la malattia in termini psicologici e metafisici.

E’ stato riscontrato un efffetto placebo, anche in chi non crede nella terapia alla quale si sottopone, infatti questo effetto  può scaturire anche da associazioni del subconscio, ad esempio la reazione al camice bianco del medico o la vista di una siringa possono produrre una reazione positiva, se il paziente ha  in precedenza  associato quella situazione al sentirsi meglio.

Di effetto placebo ne parla anche il Corriere di qualche giorno fa, riportando la  notizia , che l’ agopuntura , terapia che non si rivolge al piano morfologico ma a quello energetico del corpo fisico, funzionerebbe anche quando è simulata. Uno studio pubblicato sugli Archives of Internal Medicine afferma che questa antica tecnica che arriva dalla Cina, anche se simulata produce effetti migliori delle normali terapie nel trattamento della lombalgia cronica.
Qual’ è la spiegazione ? Gli esperti dicono che ve ne  sono diverse :” Anche se superficiale, la stimolazione di diversi punti attraverso gli stuzzicadenti stimola direttamente i processi fisiologici che portano a ridurre il dolore”, ma aggiungono che potrebbe trattarsi anche di effetto placebo:”Il miglioramento potrebbe infatti anche essere dovuto, in parte, alla convinzione che l`agopuntura è utile”.

Ciò che appare evidente è  il potere della nostra mente, l’infinito potenziale che possiede, in grado di stimolare processi di recupero della salute.

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Il critico d’arte Philippe Daverio presenta Gaetano Orazio e i suoi quadri, una serie dei suoi famosi pettirossi, che l’Artista realizzerà anche dal vivo, e che verranno messi a disposizione per raccogliere fondi a favore della Fondazione Francesca Rava – N.P.H. Italia Onlus per un Centro per la Maternità Sicura nel paese del quarto mondo di Haiti, per salvare migliaia di bambini e le loro mamme.

Seguirà aperitivo.

Ingresso gratuito. Per informazioni, Fondazione Francesca Rava – N.P.H. Italia Onlus tel 0254122917

 

La Fondazione Francesca Rava aiuta l’infanzia in condizioni di disagio in Italia e nel mondo tramite adozioni a distanza, progetti, attività di sensibilizzazione sui diritti dei bambini, volontariato, e rappresenta in Italia N.P.H. – Nuestros Pequeños Hermanos (I nostri piccoli fratelli), organizzazione umanitaria internazionale che da oltre 50 anni salva i bambini orfani e abbandonati nelle sue case orfanotrofio ed ospedali in America Latina.

 

In Haiti, uno dei paesi più poveri al mondo dove 1 bambino su 6 è orfano, 1 su 3 muore prima dei 5 anni, N.P.H. è presente da 20 anni, con un orfanotrofio che accoglie 600 bambini, Scuole di strada per 4.000 bambini, un ospedale pediatrico da 300 posti letto, un centro di riabilitazione per bambini disabili, e il nuovo progetto Timoun Petit, un Centro per la Maternità sicura che con l’assistenza alle donne in età fertile prima e durante la gravidanza, durante e dopo il parto, ha come obiettivi la riduzione della mortalità materna e infantile, delle disabilità e del tasso di trasmissione di HIV e altre patologie dalla mamma al feto, l’incremento dell’accesso alle cure primarie e preventive.

 

Il progetto si articolerà in un Centro ambulatoriale materno e infantile a Wharf Jeremie, uno degli slums più disastrati della capitale, un “punto nascita” all’interno dell’ospedale pediatrico N.P.H., dove potranno essere seguiti i parti a rischio monitorati negli slums, una clinica mobile neonatale. Al progetto contribuisce anche Piccolo Fratello Haiti, gli sviluppi del Centro potranno essere seguiti su Mediolanum Channel, Canale 803 di SKY nella trasmissione condotta da Arnoldo Mosca Mondatori.

 

Ufficio stampa: Fondazione Francesca Rava – N.P.H Italia Onlus

Silvia Valigi, tel. 0254122917, silvia.valigi@nphitalia.org

 

 

 

Gaetano Orazio (Angri 1954) si è formato alla pittura da autodidatta prima di frequentare a Monza la scuola d’arte Paolo Borsa. Dotato di spasmodica sensibilità per la vicenda umana e capace di un intimo colloquio con la natura, ha scelto per anni di lavorare in relativo isolamento e solo nel 1992 ha allestito la prima personale alla Sala civica di Monticello in Brianza, con testo di A.Crespi.

Nel 1994 espone, presentato da M.Cecchetti, al Centro culturale Manzoni di Bresso; nel 1995, a cura di M.Cecchetti, allo Studio D’Ars di Milano Carte bruciate e Paesaggi e figure alla Galleria Medusa di Cesena; nel 1997 a ‘I mestieri delle arti’ a Vimercate; pubblica il volume di liriche Autunno aeraulico prefato da E.de Luca; opere a Riflessi non condizionati presso lo studio Mari di Imbersago, con testi di A.Crespi e L.Marsiglia che presenta la mostra di carte e il volume Di segni ultimi nella chiesa antica di Perego. Orazio ha l’attenzione dei poeti G.Conte e M.Cucchi. Nel 1998 allestisce la mostra Heimweh: dolore della casa, dedicata a Primo Levi, alla Biblioteca civica di Osnago: in catalogo vari testi poetici dedicati al pittore. Dello stesso anno la rassegna Dello sguardo e dell’ascolto con testi di G.Casiraghi, L.Marsiglia, G.Conte e autografi, al Comune di Macherio. Allestisce la personale I due respiri cui appartengo presso l’Associazione Medusa di Milano, con pubblicazione di un volume di liriche a lui dedicate da 16 poeti e prefazione di M.Cingolani, e la mostra Hora tertia sul tema della Crocifissione presso la sala del santuario di Sant’Antonio da Padova e la galleria Blanchaert di Milano nel 1999 e presso l’antica chiesa di Santa Margherita in Casatenovo nel 2000. Accompagna con la silloge Pozze d’acqua, prefata da M.Cucchi la personale di A.M.Giulini a Cernusco S.N. Tra le mostre di gruppo: Proposte giovani 1 alla galleria Montrasio di Monza nel 1990; Exit poll a palazzo Albertini di Forlì e alla BpM di Firenze nel 1995; alla galleria delle Ore di Milano e alla galleria Bellinzona di Lecco nel 1996.

 Orazio dipinge, in una coesione totale con la natura sul torrente di San Pietro al Monte di Civate, sinopie di paesaggi e incontri con le salamandre sotto il pelo dell’acqua, voli di farfalle tra le pietre e passaggi d’insetti, ombre di figure. Incide crocifissioni col fuoco in antiche tavole. Disegna e scrive dello scorrere dell’acqua e del tempo, di volti di viventi e morienti. Impiega sovente supporti tecnologici di recupero, utilizzando tecniche inedite di bruciatura. Bibliografia: M.Cecchetti, Orazio: il corpo e la norma, Milano 1995; M.Cucchi, Orazio, Cernusco s.N.2000.

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L’ Anima dell’ Acqua – Contemporary Art
Palazzo Ca’ d’Oro Galleria Franchetti, Venezia
6 giugno – 22 novembre 2009

Venerdì 5 giugno alle ore 15.30 il Ministro per i Beni e le
Attività Culturali Sandro Bondi inaugura la mostra L’Anima dell’Acqua-
Contemporary Art, un percorso nell’ arte contemporanea con opere
inedite di Fabrizio Plessi e le suggestive video-installazioni di Bill Viola.

Dopo il successo della bellissima mostra di Palazzo Reale a Milano, l’ acqua diviene
nuovamente protagonista, questa volta a Venezia, “la città dell’ acqua”.
Quale luogo migliore per celebrarla?

L’acqua è indispensabile alla vita e metafora della nostra
esistenza.
Filosofia, arte e religione – dai primordi ad oggi – hanno sempre
affidato all’elemento liquido un ruolo fondante per ogni
manifestazione spirituale. I miti e le simbologie che hanno accompagnato l’
evoluzione dell’uomo fin dalle sue origini rappresentano l’acqua in una
dimensione sacrale e comune a tutte le culture, la cui conoscenza può stimolare
– nei contemporanei – una maggiore consapevolezza sulla necessità di
tutelare l’acqua come bene primario. La Fondazione DNArt, in
collaborazione con il Ministero per i beni e le attività culturali,
Soprintendenza Speciale per patrimonio storico artistico ed
etnoantropologico e per il Polo Museale di Venezia – in
collaborazione con la Regione Veneto, la Regione Lombardia, il Comune di Venezia e
con il contributo di Co.Ve.Di. s.r.l., Veolia Acqua S.r.l., Siram S.p.a.
E  AmiAcque s.r.l. – inaugura la mostra Anima dell’acqua – Contemporary
Art a Venezia, presso il Palazzo della Ca’ d’Oro, alla presenza del
Ministro Sandro Bondi, venerdì 5 giugno 2009 alle ore 15.30.
L’esposizione è un percorso nell’ arte contemporanea, arricchita
dalle inedite installazioni dell’ artista veneziano Fabrizio Plessi e le
meravigliose video-installazioni di Bill Viola per i quali l’acqua è
un elemento fondamentale nel percorso artistico e personale, come
metafora di purificazione, vita, morte, rinascita, sottolineando quindi
aspetti diversi della condizione umana, per cui l’acqua non è semplicemente
una citazione fine a se stessa ma un elemento ricco di significati.
La mostra inoltre unisce arte e poesia grazie al contributo di
alcuni poeti contemporanei (Rondoni, Mussapi, Pontiggia, Copioli, Conte,
Cera Rosco, Brullo, Cenni) che ripercorrono con le loro opere i temi
della mostra, offrendo un panorama completo della suggestione che l’acqua
imprime all’umanità nel suo aspetto espressivo collettivo ed individuale.
L’esposizione ospita alcuni artisti contemporanei (Aikman, Andersen, Arrivabene, Buccella,
Coltro, Costa, Damiani, Demetz, Ghibaudo, Gilardi, Inferrera,
Papetti, Raffaelli, Robusti, Stoisa
) i quali, nel loro percorso
artistico hanno affrontato il tema dell’acqua sposando il percorso
scientifico della mostra.

Il percorso analizza otto temi:
Pensiero liquido
Il pensiero cosmologico greco nasce dall’acqua o, come ricorda
Aristotele nella Metafisica,
l’idea di un liquido primordiale-creatore ha origini così remote da
essere sempre esistito nella mente dell’uomo. Omero, Talete ed
Eraclito sono stati i più importanti filosofi dell’antichità che hanno espresso
il valore spirituale dell’acqua, tanto da paragonarlo alla stessa anima
dell’uomo.
Maternità
L’acqua espressa dal pensiero cosmologico – creatrice, notturna
vischiosa inafferrabile – è in stretto contatto con l’unicità sacra
femminile e il suo potere di generare la vita. L’acqua diventa il
principio che evoca la vita nel grembo materno e con esso il calore
del liquido amniotico e la dolcezza del latte.
Acqua e femminilità
Il profondo valore simbolico e ancestrale della maternità che
imprime all’acqua un carattere profondamente femminile si sviluppa nel tema
della fertilità e della natura rigogliosa: della donna amante. Anche
se le due realtà liquide della donna madre e della donna amante (come
le sirene) sono entrambe proiettate sulla natura, seguono spesso
strade diverse che, tuttavia, affermano entrambe il sostanziale valore
femminile dell’acqua.
Viaggio
Nella civiltà mediterranea l’eterno spazio in cui si intesse il
dialogo tra l’uomo e l’anima dell’acqua è il mare. Una distesa in cui
i miti si adattano ad una natura ostile, dove potenze opposte – le
acque, i venti, la terra – trascinano l’uomo nelle paurose lotte per la
sopravvivenza e ne modificano il destino
L’acqua quindi diventa, attraverso il viaggio, un’esperienza che si
traduce in pensiero, un simbolo che unifica in sé concetti
contrapposti come l’immobilità e il fluire, la materia e l’ineffabile; una
distesa in cui l’uomo può perdersi, ritrovare e ritrovarsi.
Oblio
Il tragico richiamo dell’acqua scura compagna del viaggio eterno è,
in letteratura, il simbolo della morte femminile. Ofelia è la ninfa destinata a morire in
acqua, simbolo della morte giovane, della dissoluzione della bellezza
nella letteratura mitologica degli antichi. È l’acqua sognata, che
avvolge gli esseri dormienti e in cui ci si abbandona in un lento oblio di
sé.L’immagine di Ofelia offre un interessante collegamento con il mito
di Narciso, altra giovane vittima onirica dell’acqua in cui tutto
si dissolve, in cui tutto si fonde, trasformandosi in nulla.
Trasformazioni
A custodire il confine tra acqua del tempo e acqua senza tempo sono
le creature del mare e delle acque; figure che conoscono il destino
perché sono il presente e il futuro; esseri che ammaliano e
distruggono, custodi benevoli dei riti di passaggio (matrimonio,
adolescenza, parto, morte), ma anche orribili mostri e femmine
infeconde (Scilla, Sirene, Idra, Gorgoni) posti a tutelare il
trascendente dalla temerarietà della mente umana. Così il valore
femminile delle acque cupe ritorna a far udire agli dei il suono
del suo fluire uterino e rigeneratore.
Purificazione e Rinascita
Tra i riti collegati all’acqua delle religioni abramitiche, l’
immersione del battesimo resta uno dei più simbolici ed evocativi.
Esso conduce alla rigenerazione dell’uomo nuovo, rappresenta lo spazio al
di là in cui reincontrarsi e riscrivere il proprio destino.
Sete
Messaggio ancestrale che terrorizza da sempre l’uomo, antico e
moderno allo stesso tempo, è la paura della sete. Solo la mancanza
d’ acqua riesce a far conoscere pienamente il valore sacrale dell’
elemento primordiale. Come non riflettere sull’importante monito di Emily
Dickinson: “L’acqua è insegnata dalla sete”.

Orari.
Lunedì 8.15-14.00,da Martedì a Domenica 8.15-19.15

 

Galileo

PISA – PALAZZO BLU

UNA NOTTE CON GALILEO

 

LUNEDÌ 1 GIUGNO

APERTURA NOTTURNA FINO ALLE 24

DELLA MOSTRA “IL CANNOCCHIALE E IL PENNELLO”

Nel corso della serata, si terrà un concerto gratuito con musiche di Vincenzo e Michelangelo Galilei

 

MARTEDÌ 2 GIUGNO

INGRESSO GRATUITO ALLE COLLEZIONI

DELLA FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI PISA

Il lungo weekend del 1 e 2 giugno proporrà a Pisa una serie di manifestazioni dedicate a Galileo Galilei, in occasione del IV centenario delle prime rilevazioni astronomiche.

Anche la mostra “Il Cannocchiale e il pennello. Nuova scienza e nuova arte nell’età di Galileo” in programma nelle rinnovate sale di Palazzo Blu fino al 19 luglio 2009, aderisce a questa iniziativa.

 

Lunedì 1 giugno, l’esposizione osserverà un’apertura straordinaria, dalle 21.00 alle 24.00. Nel corso della serata, in piazza Toselli, di fronte a Palazzo Blu, si terrà il concerto Del bell’Arno in su la riva, con musiche di Vincenzo e Michelangelo Galilei. La partecipazione è gratuita.

A poca distanza, La notte nera – organizzata dal Comune di Pisa – permetterà al pubblico di osservare i corpi celesti, attraverso alcuni telescopi, installati al Ponte di Mezzo.

 

Martedì 2 giugno, si terrà la Regata delle Repubbliche marinare dedicata a Galileo, la celebre sfida remiera sui Lungarni in cui si rievocano le imprese e le rivalità delle quattro potenze marinare del Medioevo, le Repubbliche di Amalfi, Genova, Pisa e Venezia.

Per tutta la giornata, sarà possibile ammirare gratuitamente i capolavori della collezione permanente della Fondazione Cassa di Risparmio di Pisa, ospitati in Palazzo Blu

“Il cannocchiale e il pennello. Nuova scienza e nuova arte nell’età di Galileo” curata da Lucia Tomasi Tongiorgi e Alessandro Tosi, promossa dal Comitato Nazionale per le Celebrazioni Galileiane, dalla Regione Toscana, dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pisa, dal Comune di Pisa, dalla Provincia di Pisa e dall’Università di Pisa, ripercorre, attraverso 150 opere, tra quadri, sculture, disegni, incisioni, libri e oggetti, l’intero percorso umano e intellettuale del grande scienziato, indagando i rapporti e le influenze tra Galileo e i maggiori artisti del tempo, evidenziando la fitta trama di relazioni con cui le scienze e le arti si trovarono a rispondere alla “rivoluzione” galileiana.

 IL CANNOCCHIALE E IL PENNELLO.

Nuova scienza e nuova arte nell’età di Galileo

Pisa, Palazzo Blu (Lungarno Gambacorti 9)

Fino al 19 luglio 2009

 

 

Enti Promotori

Comitato Nazionale per le celebrazioni Galileiane, Regione Toscana, Fondazione Cassa di Risparmio di Pisa, Provincia di Pisa, Comune di Pisa, Università di Pisa

 

Realizzazione della mostra: Fondazione Cassa di Risparmio di Pisa

in collaborazione con Giunti Arte mostre musei

Orari:   da martedì a domenica, dalle 10.00 alle 20.00 (la biglietteria chiude un’ora prima).

            lunedì chiuso

Biglietti: intero € 7,00; ridotto e gruppi € 5,00

 

Catalogo: Giunti Arte mostre musei

 

Informazioni: tel. 050.500197

 

Sito internet: www.galileoapisa.org

 

Informazioni e prenotazioni gruppi:

Impegno e Futuro, Tel. 050 28515, Fax 050 503532; info@impegnoefuturo.it

 

 

Ufficio stampa

CLP Relazioni Pubbliche

tel. 02.433403 – 02.36571438 – fax 02.4813841

press@clponline.it; www.clponline.it

 

Comunicato e immagini su www.clponline.it

“Ninfea”

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Non potendo resistere alla bellezza di questa ninfea, l’ ho fotografata per mantenerne il suo ricordo.

Si trova in una piccola vasca che ho interrato, dove vivono anche alcuni pesciolini rossi. Un micro ecosistema autosufficiente, che non ha bisogno praticamente di nulla, eccetto del mantenimento costante del livello dell’ acqua.

Questa visione mi ha immediatamente riportato alla mente le stupende ninfee di Monet e il suo giardino di Giverny, con fiori dalle mille sfumature. Proprio quel giardino, che accudiva personalmente con amore, stimolò la sua più grande stagione creativa.

Nutrigenomica

” L’ Aperitivo tra PMI e SCIENZA sul tema NUTRIGENOMICA, tenutosi il (14/Maggio/2009) presso l’ HIDRON di Campi Bisenzio, ha utilizzato una nuova formula di incontro proposta a EGOCREANET ed ottimamente organizzata e sostenuta dai partner toscani della rete Enterprise European Network, nell’ambito della I Settimana Europea delle Piccole e Medie Imprese che l’ Unione europea sostiene con politiche e strumenti per incentivarne la capacità innovativa e occupazionale.
http://www.etinnova.it/news/23042009115545373_nutrigenomica_ei.pdf      

Il quadro di riferimento e le finalità dell’Incontro, organizzato per favorire un cambiamento nel contesto delle relazioni tra Università e PMI, sono state inizialmente descritte da Paola Lesmo di Promofirenze e Lucio Scognamiglio, direttore dell’Eurosportello Confesercenti e seguite da una introduzione scientifica del Prof. Piero Dolara del Dipartimento di Farmacologia della Universita di Firenze. Le due ore di condivisione dinamica fuori da schemi precostituiti, con interventi tra Docenti Universitari e Imprese, hanno permesso di delineare un panorama di argomenti, di scelte e di contenuto di rilevante importanza per le prospettive economiche che possono derivare dalla funzione non solo nutritiva, ma anche curativa dell ‘alimentazione. Queste istanze hanno sollecitato la costituzione di un “FOCUS GROUP”, coordinato da Paolo Manzelli, per seguire dialogo e contributi, anche in vista di prospettive programmatiche e progettuali su tali tematiche.

Infatti sia l’intervento di Fulvio Obici del MIUR e del Prof. Piero Tonutti della Università di Pisa, come quello dell’ assessore del Comune di Campi Bisenzio, Stefano Salvi, ed altri ancora, si sono espressi condividendo la prospettiva di proseguire in una strategia di OPEN INNOVATION tra Impresa e Ricerca, finalizzata verso realizzazione di un polo Scientifico e Tecnologico regionale che possa occuparsi anche delle moderne concezioni di sviluppo dell’ alimentazione di qualità, della salute e del benessere, impostate sulla base dalla ricerca Nutrizionale-Genomica.
La  sviluppo alimentare innovativo in relazione alla ricerca nutrigenomica oggigiorno ha un notevole impatto sociale e culturale ed economico che va all’agricoltura alla farmacologia ed alle pratiche dietetiche e comportamentali che distinguono le diverse etnie nel mondo”.

Paolo Manzelli 15/MAGGIO 2009
pmanzelli@gmail.com ; www.egocreanet.it www.edscuola.it/lre.html
http://www.edscuola.it/archivio/lre/nutrigenomica2.pdf

 

David di donatello

Fieramilanocity ospiterà il DAVID fino al 31 maggio: 18 mila visite in soli quattro giorni!

La statua , colpita da una forte luce girevole, che la avvolge , rende manifesta la superba bellezza di quest’ opera bronzea, di 158 centimetri. Le fotografie che la ritraggono spesso presentano colori distorti e comunque non sono in grado di renderle giustizia, solo un’ intima visione può rivelare l’ essenza di questo David,  favorita anche dalla location che lo accoglie,  dotata di luci soffuse che ben predispongono ad un raccoglimento.
Sulle pareti laterali troviamo invece tutte le informazioni relative a Donatello(1386-1466), alla storia della statua e al racconto biblico; mentre all’ ingresso vengono presentati video sul restauro.

Il David è l’opera più celebre di tutta la scultura italiana del primo Rinascimento.
E’ stabilmente ospitata al Museo Nazionale del Bargello, che ha provveduto anche al suo restauro (iniziato a fine giugno del 2007), operato con metodi non invasivi come laser d’ avanguardia.
“La permanenza dell’ opera all’ aperto per oltre un secolo, oltre ad una probabile caduta dall’alto, avevano lasciato segni tangibili sull’ opera di Donatello:ad esempio la stesura di vernici pigmentate di nero che coprivano interamente la scultura, celandone doratura e dettagli…”
Il sapiente restauro ci ha riconsegnato le lievi dorature “a missione”, a colla e a foglia d’ oro, come le aveva pensate Donatello.

L’opera fu commisionata quasi certamente da Cosimo il Vecchio, probabilmente intorno al 1440.
“Donatello crea quì un’ immagine del tutto inedita del giovane eroe-pastore della Bibbia, protettore della Repubblica fiorentina: un adolescente efebico la cui acerba nudità allude all’ umiltà e al coraggio che sconfiggono la superbia e la forza bruta”.

” L’ attuale pulitura e le molte analisi che hanno preceduto e costantemente accompagnato l’ intervento hanno messo in luce fin dall’ inizio una realtà quasi sconcertante. A fronte della sua fama, il David è certamente uno dei bronzi tecnicamente meno riusciti dal punto di vista della fusione, ma al tempo stesso più lavorati, più restaurati e più “cesellati” a freddo di tutta l’opera di Donatello. Sappiamo dalle fonti antiche e anche da un appunto mossogli da Michelangelo, che il maestro era certo dotato di genio eccelso ma notoriamente impaziente e “trascurato”, attento soprattutto a che l’effetto finale delle sue opere corrispondesse a quanto aveva in mente. Il posizionamento originale dell’opera, su di una colonna al centro del cortile di Palazzo Medici, doveva permettere una visione da sotto in su che giustifica come alcuni particolari siano lavorati -o trascurati- di conseguenza.Ma per altro verso molte parti del David, anche quelle “invisibili”, hanno rivelato un’infinita, amorevole, accuratissima opera di cesello, eseguita certamente a freddo, dopo una fusione pur tanto infelice, un’applicazione strenua, paziente, insistita su particolari che offrono oggi, visti da vicino ma anche colti nel loro insieme, la misura della qualità suprema dell’opera e dell’ attenzione che il maestro le dedicò”.(testo tratto dalla mostra)

Orario:
7 – 10 maggio 10.30/19.30
11-31 maggio 10.00/19.00

Ingresso libero
Tel. 02-62499943

FORESIGHT BIO -TECNOLOGICO: MFC- Microbe Fuel Cells.

Paolo Manzelli  pmanzelli@gmail.com www.edscuola.it/lre.html ; www.egocreanet.it

  Bacteria Powered Fuel Cells in Japan.

dab http://www.tr.yamagata-u.ac.jp/~nkaku/MFC1.jpg 

            Il passaggio tra una società industriale alla società della conoscenza ( Knowledge Based Bio-Economy) comporta lo sviluppo di strategie capaci di superare l’ inefficienza delle concezioni meccaniche che hanno indotto a trascurare la poca efficenza della combustione, e quindi  hanno condotto a creare metodologie inquinanti di utilizzazione dell’ energia come calore. L’ energia in tutta la cultura meccanica occidentale e’ stata  preferenzialmente considerata come derivante dal Fuoco, come si ricorda dalla leggenda di Prometeo. La concettualità scientifica sviluppata dalla scienza meccanica in epoca industriale ha pertanto creato la nostra dipendenza dalle sostanze che bruciando producono calore e che quindi  generano energia, ma contemporaneamente producono inquinamento dell’ aria, dell’ acqua e del suolo, della terra . Lo sviluppo industriale basato sulle conoscenze “meccaniche”  determina oggi forti dis-economie di scala proprio in quanto il sistema di sviluppo industriale sta diventando con tutta evidenza insostenibile essendo  deleterio per la stessa vita dell’ uomo sul  pianeta.

  • Pertanto inizia l’ epoca Post GENOMICA che va oltre l’ immaginario  di Prometeo ( Beyond  Prometeus ERA . European – Research Area of no-thermal energy usage) la quale  e’ basata sullo sviluppo delle scienze della vita e più in generale sulla ricerca di produzioni di energia non derivanti dal calore ma direttamente dal sole dal vento dalle acque e dalla terra.
  • In questo contesto di superamento del Paradigma di Prometeo, si collocano anche le ricerche e le applicazioni delle BIO-FUEL CELLS (BFC) che ricavano elettricita’ da terreni o fanghi contenenti acqua e batteri tra i quali esistono speciali ceppi “elettrogenici”.
  • Infatti si può ottenere energia elettrica dalla energia biochimica dei batteri esistenti nell’ humus del suolo, senza passare attraverso la energia termica, proprio in quanto il calore e’ energia degradata,in quanto solo in grandi quantita’ e’ convertibile con una efficienza bassa ( meno del 40% calcolabile teoricamente dal Ciclo di Carnot) in atre forme di energia meccanica o  elettrica con enorme spreco energetico e grande generazione di inquinanti.
  •                                                                   ScreenHunter_02 May. 10 12.41

   Batteri http://www.ecologiae.com/motore-batteri-nanotecnologie/4831/

  • E’ quindi oggi possibile costruire apposite celle a combustibile microbiche , che utilizzano batteri selezionati “elettrogenici” , normalmente capaci di agire in condizioni anaerobiche, migliorando il rendimento delle  sperimentazioni fatte direttamente sul terreno , in modo che le BFC possano utilizzare vari materiali organici ( fogliame, erba , carta , fieno letame, ed molti altri materiali organici di scarto ) che quel particolare ceppo di batteri selezionati, riesce a degradare, liberando elettroni che possono entrare nel circuito elettrico producendo corrente.
  • Infatti quando i microbi respirano in condizioni di carenza di ossigeno (respirazione anaerobica) , estraggono elettroni  dalla fermentazione di materiali organici e quindi questi possono trasferirli ad elettrodi di metallo o di altri elementi , producendo bio-elettricita’ .
  • Ho iniziato ad interessarmi delle BFC per l’ Africa, per una collaborazione con il CENTRO IDEE del BENIN ( 23-27-Aprile/2009) , pensando ad una semplice possibilita’ di illuminazione della capanne esistenti ancora in vaste aree dell’ Africa.
  • Di ritorno dall’ Africa ho partecipato al Convegno sulla  “Bio-elettricita microbica” ( del 08 Maggio 09 al Polo Scientifico di Sesto F.NO, i cui atti possono essere richiesti al prof Renato Fani , r_fani@dbag.unifi.it), dove varie relazioni hanno delineato lo stato dell’ arte sulla bio-conversione in elettricita’ facendo il punto sulle possibilità di sviluppo delle BIO-FUEL CELLS per ottenere fonti alternative di energia , mentre ceppi selezionati di batteri purificano per digestione degli inquinanti organici le acque reflue degli scarichi cittadini.
  • Lo studio delle migliori configurazioni delle Celle a BIO-FUEL e’ assai recente, pertanto tali studi si accentrano oggigiorno tra lo studio delle bio- e delle nano tecnologie . Infatti con le nanotecnologie si evitano dispersioni della energia prodotta, e si riesce meglio a concentrarla e contenerla in celle sempre piu’ miniaturizzate da renderle in un futuro prossimo sistemi facilmente commercializzabili.

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 http://www.ca.sandia.gov/hydrogen/images/bioMicroFuelCells2.gif

-         Biblio On Line -

 

(1)     Beyond prometeus management : http://www.edscuola.it/archivio/lre/BEYOND_PROMETHEUS_MANAGEMENT.pdf

(2)     Microbial Fuel Cells : http://www.microbialfuelcell.org/www/

(3)     Bacteria Powered Fuel Cells:

(4)      http://www.nature.com/nature/journal/v454/n7207/full/454943a.html

(5)       Bio-FUEL Cells for an African Project : http://www.genitronsviluppo.com/2008/10/13/celle-a-combustibile-microbiche-rifiuti-letame-e-cellulosa-per-produrre-lenergia-elettrica-del-futuro-le-nuove-ricerche-alla-scoperta-delle-prossime-fonti-bioenergetiche-sostenibili/ ; http://www.lebone.org/

         (6) Batteri Elettrogenici : http://62.77.55.137/site/Scuola/nellascuola/area_biologia/archivio/energia/3.htm

 

 

 

 

Paolo Manzelli 09/maggio/ 09 Firenze

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Chi fu a tagliare il lobo dell’ orecchio sinistro di Van Gogh nella notte fra il 23 e 24 dicembre 1888 ad Arles ? L’ ipotesi finora più accreditata racconta che fosse stato lo stesso Vincent ad automutilarsi con un rasoio, dopo un litigio con Gauguin, per motivi artistici.
Hans Kaufmann e Rita Wildegans sosterrebbero invece, un ‘altra verità, nel loro saggio appena uscito in Germania (L’orecchio di Van Gogh, Paul Gauguin e il patto del silenzio, Osburrg, pp.392, e 23). Il litigio, avvenuto tra i due pittori per una prostituta, una certa “Rachel”e non per questioni d’arte, avrebbe portato Gauguin a mozzare il lobo dell’orecchio dell’amico, con una sciabola, che poi avrebbe gettato nel Rodano. Van Gogh , per proteggere l’amico avrebbe taciuto sull’accaduto, e in effetti l’automutilazione non è mai stata accertata, ma si basa sulla testimonianza di Gauguin, che dopo l’incidente sarebbe subito ripartito per Parigi, per poi fuggire a Tahiti. Scrivono Kaufmann e Wildegans: «La versione tradizionale, quella finora accre­ditata, è basata solo su affermazioni senza prove e sul racconto di Gauguin, che non sarebbe nemmeno stato presente al fatto, un racconto pieno di contraddizioni e di punti oscuri. Non esiste un’ inchiesta uffi­ciale e nemmeno un testimone indipen­dente. Van Gogh, per parte sua, non ha mai confermato niente».
Nel 1888 Van Gogh, coltivando il sogno di fondare un’ associazione di pittori che perseguissero un’ arte nuova, convinse Gauguin ad andare ad Arles. Passarono così l’ autunno dipingendo insieme, prima che le cose peggiorassero, anche in seguito ad una malattia del metabolismo che rendeva Van Gogh aggressivo, soprattutto quando Gauguin, che Vincent adorava, annunciò che se ne sarebbe andato.
Questa versione viene però fortemente attacccata da Pascal Bonafoux, docente di Storia dell’ Arte all’ Università di Parigi, secondo il quale “ è una tesi che fa morire dal ridere“, mentre altri esperti la ritengono possibile.

Pur rifacendoci ad una versione piuttosto che a un’ altra, dobbiamo ritenere l’ amicizia che legava i due pittori, sebbene turbolenta e intrisa di reciproca ammirazione e rivalità,  ancora in essere dopo l’ episodio della mutilazione dell’ orecchio. Lo proverebbe una lettera a Gauguin del giugno 1890, nella quale Vincent scrive: «Mi fa molto piacere quando dici che il ritratto dell’ Arselienne ti piace… Ho cercato con molto rispetto di essere fedele al tuo disegno prendendo tuttavia la libertà d’ interpretarlo attraverso il metodo del colore…E’ una sintesi delle Arlesiane, se ti piace…prendi questo lavoro come appartenente a me e te, come un sommario dei nostri mesi di lavoro insieme».

Solo poco tempo dopo l’artista si sarebbe suicidato, nel luglio del 1890.

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