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di Sergio Stagnaro

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Le mutazioni nel n-DNA e nel mit-DNA delle cellule parenchimali rappresentano la conditio sine qua non delle malattie umane più comuni e gravi, come  Cardiovascolopatia, Diabete Mellito  e Cancro, epidemie del nostro tempo (1-10). Interessante il fatto che tutte queste patologie sono fondate su una particolare citopatia mitocondriale funzionale, congenita, trasmessa per via materna, da me definita nel 1980 Istangiopatia Congenita Acidosica Enzimo-Metabolica, ICAEM (1, 11, 12). Importante dal punto di vista diagnostico clinico, le mutazioni genetiche parenchimali provocano il locale rimodellamento microcircolatorio che il medico può valutare al letto del malato in modo affidabile, raccogliendo informazioni indirette sulle modificazioni delle  relative cellule parenchimali (13).  Infatti, le alterazioni funzionali di un sistema biologico decorrono parallele alla mutazione genetica, secondo la teoria dell’Angiobiopatia (15, 16).

Caos DeterministicoDaniela Biganzoli (Dab)

( https://dabpensiero.wordpress.com/2010/06/10/caos-deterministico/ )

Infatti, secondo questa teoria, che completa la tischendorfiana Angiobiotopia, ogni alterazione patologica e congenita di un parenchima, è associata dalla nascita con la secondaria modificazione delle relative unità microvascolo-tessutali, cosicché il rimodellamento microcircolatorio offre al medico informazioni indirette ma sicure, affidabili,  sulle correlate cellule parenchimali.
Prima di tutto nell’embriogenesi, come avviene in tutti gli altri sistemi biologici, si origina l’ICAEM, poi vengono le mutazioni genetiche (n-DNA e mit-DNA) nelle cellule miocardiche, che causano alterazioni biologiche e di conseguenza il rimodellamento microcircolatorio, associato alla disfunzione endoteliale.
Notoriamente, fattori ambientali negativi possono aggravare i dannosi effetti, già presenti, di queste modificazioni genetiche  congenite (reale rischio congenito), ma non possono da soli provocarlo direttamente. Ne consegue che fumo di sigaretta, diabete, dislipidemie varie, ipertensione, ecc., non contribuiscono a provocare la CAD in tutti i soggetti, ma esclusivamente in una parte di coloro che sono colpiti dal reale rischio congenito di CAD (1, 11-14). Pertanto, in tutte le ricerche che mirano a riconoscere i fattori di rischio della malattie umane, come fumo di sigaretta, dieta inappropriata, ipertensione, diabete, sedentarietà, devono essere arruolati i soggetti con reale rischio congenito di CAD (15).
Se nell’ECG si rilevano alterazioni della fase di ripolarizzione, evidenziate da alterazioni dell’Onda T, allora significa che è presente dalla nascita il Reale Rischio Congenito di CAD (1, 11, 13, 15).  In presenza di intensa ICAEM in una ben definita area miocardia, colpita da mutazioni sia nel n-DNA sia nel mit-DNA, possiamo osservare il Reale Rischio Congenito di CAD, dal punto di vista semeiotico-biofisico, caratterizzato dal rimodellamento microcircolatorio, particolarmente intenso in condizioni di fattori di rischio ambientale (1-15). Questo rimodellamento microvascolare, incluso anche quello a carico dei vasa vasorum delle grandi arterie coronarie, a partire dalla nascita presenta interessanti strutture, cioè i Dispositivi di Blocco Endoarteriolari (DBE), neoformati-patologici, tipo I, sottotipo b), nelle piccole arterie, secondo Hammersen, da me scoperti.
Appare  interessante il fatto che il Reale Rischio Congenito di CAD è associato alla disfunzione degli endoteli (dotati di mitocondri sebbene non numerosi), valutata dal medico clinicamente in modo facile ed affidabile, sia a riposo sia sotto prove da sforzo (1-10, 16, 17).

La presenza di alterazioni della ripolarizzazione nell’ECG indica che i complessi eventi biologico- molecolari, che avvengono dopo che l’onda di depolarizzazione ha provocato la contrazione del cardiomiocita, sono patologicamente compromessi da una ridotta produzione di ATP che si osserva nella fase di contrazione cellulare.

Arrivata l’onda di depolarizzazione dalla cellula vicina, simultaneamente si aprono i canali lenti T del calcio, che penetra nel citosol, esattamente di fronte ai canali del calcio del Reticolo Endoplasmatico, dal quale esce una maggior quantità di Ca2+ perché i canali locali del calcio (SERCA) sono disattivati dal fosfolambano non fosforilato. Avviene il fenomeno interessante noto come  Scintilla del Calcio (Calcium Sparkling): è raggiunto un livello di concentrazione  del calcio sufficiente ad attivare i canali mitocondriali del Calcio (MIU-1 e -2) e il Ca2+ penetra nel mitocondrio dove attiva le deidrogenasi calcio-sensibili, che forniscono protoni alla catena respiratoria. Il calcio successivamente viene rimosso dal mitocondrio mediante lo scambiatore Na/Ca e in misura minore dai Pori di Transizione della Permeabilità Mitocondriale.

Alla fine della sistole, la cellula, ricca di ATP,  può ripolarizzarsi fisiologicamente attivando i canali ATP-dipendenti del Ca2+ che esce e del Na+ e K+ che entrano nel citoplasma. La maggior parte del Ca2+ entra nel reticolo Endolasmatico tramite i canali SERCA in questo momento attivati del FosfoLambano fosforilato.

In conclusione, i difetti di ripolarizzazione cella miocellula indicano la carenza di ATP causata dal Reale Rischio Congenito di CAD attivato ed in pericolosa evoluzione, che richiede il pronto impiego personalizzato della Terapia Quantistica Mitocondriale Ristrutturante per evitare l’Infarto Miocardico o l’angina pectoris, in rapporto ai due sotto.tipi di rischio (18, 19).

Bibliografia

  1. Stagnaro-Neri M., Stagnaro S. Introduzione alla Semeiotica Biofisica. Il Terreno Oncologico. Travel Factory, Roma, 2004. http://www.travelfactory.it/semeiotica_biofisica.htm
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  3. Stagnaro-Neri M., Stagnaro S., Semeiotica Biofisica: valutazione clinica del picco precoce della secrezione insulinica di base e dopo stimolazione tiroidea, surrenalica, con glucagone endogeno e dopo attivazione del sistema renina-angiotesina circolante e tessutale Acta Med. Medit. 13, 99, 1997
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  5.  Stagnaro S., Singh RB. (2009) Influence Of  Nutrition On Pre-Metabolic Syndrome And Vascular Variability Syndrome. Editorial, The Open Nutrition Journal. Bentham Sci. Publish. Nutraceuticals Journal, 2009, Volume 2, http://www.benthamscience.com/open/tonutraj/articles/V002/118TONUTRAJ.pdf
  6. Stagnaro-Neri M., Stagnaro S. Deterministic Chaos, Preconditioning and Myocardial Oxygenation evaluated clinically with the aid of Biophysical Semeiotics in the Diagnosis of Ischaeemic Heart Disease even silent. Acta Medica Mediterranea 13, 109-116, 1997
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  8. Stagnaro Sergio.    CAD Inherited Real Risk, Based on Newborn-Pathological, Type I, Subtype B, Aspecific, Coronary Endoarteriolar Blocking Devices. Diagnostic Role of Myocardial Oxygenation and Biophysical-Semeiotic Preconditioning. www.athero.org, 29 April, 2009  http://www.athero.org/commentaries/comm907.asp
  9. Stagnaro Sergio.     Pre-Metabolic Syndrome and Metabolic Syndrome: Biophysical-Semeiotic Viewpoint. www.athero.org, 29 April, 2009. http://www.athero.org/commentaries/comm904.asp·
  10.  Stagnaro Sergio.  Role of Coronary Endoarterial Blocking Devices in Myocardial Preconditioning – c007i. Lecture, V Virtual International Congress of Cardiology, 2007. http://www.fac.org.ar/qcvc/llave/c007i/stagnaros.php
  11. Stagnaro S., Stagnaro-Neri M. Istangiopatia Congenita Acidosica Enzimo Metabolica. Gazz. Med. It.- Arch. Sci. Med. 144, 423, 1985
  12. Stagnaro S., Stagnaro-Neri M. Una patologia mitocondriale ignorata: la Istangiopatia Congenita Acidosica Enzimo-Metabolica. Gazz. Med. It. – Arch. Sci. Med. 149, 67 1990
  13. Sergio Stagnaro (2012).  Valutazione Semeiotico-Biofisico-Quantisticadell’Attività Funzionale dei Sistemi Biologici. Il Ruolo dei Dispositivi Endoarteriolari di Blocco, fisiologici e neoformati-patologici tipo I, sottotipo a) e b). http://www.sisbq.org/libri-e-articoli.htmle-book, http://www.sisbq.org/uploads/5/6/8/7/5687930/valutazione_attivit__biolog_2012.pdf
  14. Sergio Stagnaro.  Segno di Caotino, un dito premuto sul precordio previene l’infarto miocardico. 9 aprile 2010. http://www.masterviaggi.it/ http://www.masterviaggi.it/news/categoria_news/39222-sergio_stagnaro_segno_di_caotino_un_dito_premuto_sul_precordio_previene_linfarto_miocardico.php; http://www.italybyitaly.it/news_turismo.php?id=39222
  15. Sergio Stagnaro and Simone Caramel (2013). The Inherited Real Risk of Coronary Artery Disease, Nature PG., EJCN, European Journal of Clinical Nutrition,  67, 683 (June 2013) | doi:10.1038/ejcn.2013.37 [MEDLINE]
  16. Stagnaro Sergio. Biological System Functional Modification parallels Gene Mutation. www.Nature.com, March 13, 2008, http://blogs.nature.com/nm/spoonful/2008/03/gout_gene.html
  17. Stagnaro Sergio. Teoria Patogenetica Unificata, 2006, Ed. Travel Factory, Roma. 2006
  18. Sergio Stagnaro. Il Reale Rischio Congenito di Infarto Miocardico: Fisiopatologia, Diagnosi e Terapia. Il Ruolo centrale svolto dal Diabete Mellito Tipo 2 Stagnaro https://sergiostagnaro.wordpress.com/2017/08/12/il-reale-rischio-congenito-di-infarto-miocardico-fisiopatologia-diagnosi-e-terapia-il-ruolo-centrale-svolto-dal-diabete-mellito-tipo-2-stagnaro/ e http://www.sisbq.org/uploads/5/6/8/7/5687930/rrcima_t2dmstagnaro2017.pdf
  19. Caramel S., Marchionni M., Stagnaro S. Morinda citrifolia Plays a Central Role in the Primary Prevention of Mitochondrial-dependent Degenerative Disorders. Asian Pac J Cancer Prev. 2015;16(4):1675. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25743850[MEDLINE]
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by Sergio Stagnaro

La trasformazione (trasformata) di Jean Baptiste Joseph Fourier nasce nel 1822 con le due ormai celebri equazioni. In poche e semplici parole, la trasformazione di Fourier permette di scomporre qualsiasi onda, anche molto complessa e “rumorosa” com’è un segnale telefonico, televisivo, la musica, la voce umana nelle sue componenti secondo una procedura ben nota in atri campi.

Più precisamente la trasformazione di Fourier consente il calcolo delle diverse componenti (ampiezza, fase e frequenza) delle onde sinusoidali che, sommate tra loro, danno origine al segnale di partenza (1-20).

Con l’aiuto delle trasformazioni semeiotico-biofisio-quantistiche di Fourier, eseguibili al letto del malato usando un fonendoscopio, magari mentalmente per ovvii motivi di praticità, è relativamente facile realizzare la valutazione quantitativa e l’analisi accurata dei diversi tacogrammi relativi alla motilità autonoma e autoctona dei microvasi di tutti i sistemi biologici, in funzione dei periodi e delle intensità delle fluttuazioni delle varie strutture dell’unità microvascolotessutale.

Al momento, ho descritto cinque diversi tipi di trasformazioni semeiotico-biofisico-quantistiche di Fourier, di cui una è, in realtà, una variante del tipo IV.

Chi conosce la Microangiologia Clinica (19) sa che le fluttuazioni del riflesso ureterale superiore informano sulla vasomotility (= piccole arterie e arteriole, sec. Hammersen), mentre le oscillazioni del terzo inferiore sono correlate direttamente con la vasomotino (= capillari nutrizionali).

Sopra un sistema di assi cartesiani –  sull’ascissa l’intensità in cm. delle fluttuazioni e sull’ordinata la percentuale della singole oscillazioni – si riportano i parametri delle successive oscillazioni dei riflessi ureterali superiori e, quindi, inferiori, che in tal modo risultano riuniti in gruppi di uguali valori, perché, come riferito, sopra l’ordinata sono riportate le percentuali di fluttuazioni di intensità identica e sull’ascissa, invece, sono raggruppate le oscillazioni in funzione della loro intensità, variabile da un minimo di 0,5 cm. ad un massimo di 1,5 cm. ( Fig. 1)

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Fig. 1

Trasformazioni semeiotico-biofisico-quantistiche di Fourier.

In alto a sinistra il tipo I e subito sotto  il  tipo II; a fianco il tipo III e sopra il tipo IV;

in basso la “variante” del tipo IV. (Spiegazione nel testo).

Esaminiamo brevemente le singole trasformazioni e il loro significato clinico in  fisiologia, fisiopatologia e patologia.

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Fig. 2
Trasformazione di tipo I.
Le fluttuazioni sono regolarmente distribuite per intensità e periodi.
Se riuniamo la sommità degli insiemi delle oscillazioni di uguale intensità, otteniamo il caratteristico aspetto “a sella”, illustrato nella figura.

1)   Tipo I, “a sella”, saddle type, fisiologico: Dimensione frattalica fD = 3,81, dell fluttuazioni microvascolari nel tessuto studiato. Si tratta del tipo fisiologico, a riposo, caratterizzato da AL + PL = 6 sec., al quale corrisponde nello spazio delle fasi all’attrattore strano. Periodi variabili tra 9 e 12 sec., I tra 0,5 e 1,5 cm., presenti le HS (Fig.1).

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Fig. 3

Trasformazione di tipo II.
Il numero delle fluttuazioni con uguale intensità è identico nella trasformazione di tipo II,
“a tetto”  e questo spiega la tipica geometrizzazione.

2)   Tipo II, “a tetto”, roof type, tipico del passaggio dalla fisiologia alla patologia:  fD = 2,21 – 2,56. E’ osservato in sistemi biologici a lenta evoluzione morbosa, come nella sindrome metabolica, classica e variante, quest’ultima  descritta in numerosi articoli (1, 4, 22, 23-30).

Questa trasformazione è caratteristica, per esempio, nella lenta evoluzione del Reale Rischio Congenito diabetico verso la sindrome manifesta ed è riferita alla microcircolazione del corpo pancreatico, sede della produzione di insulina. Periodi compresi tra 9 e 11 sec. (NN = 9-12 sec.), I tra 0,5 e < 1,5 (NN = 0,5-1,5), presenti HS (= highest spikes) ma con valori inferiori ai fisiologici (NN = HS 1,5 cm.) (Fig. 3).

 Il tacogramma dimostra un caratteristico andamento in crescendo e decrescendo della intensità (I) delle fluttuazioni sia della vasomotility sia della vasomotion, espressione della diminuita energia libera endocellulare (ATP) nelle locali cellule muscolari lisce microvasali. L’attrattore è a ciclo limite.

E’ oltremodo interessante notare che il rapporto tra fD del tipo I e fD del tipo II delle trasformazioni di Fourier è 1,618 per valori, rispettivamente, di 3,81 e 2,56, cioè f o sezione aurea. All’importanza ed al significato di questi numeri magici evidenziati nella Microangiologia Clinica è dedicato un intero capitolo del  futuro  libro sulla Semeiotica Biofisica Quantistica

Inoltre, se dividiamo il massimo periodo (11 sec.) per 2,36 – valore ”medio” della fD del tipo “a tetto”,  il risultato è 4,66190 o numero di Feigenbaum.

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Fig. 4
Trasformazione di tipo III.
Tutte le oscillazioni sono di massima intensità con periodo fisso di 10 sec.

3)   Tipo III, “a colonna lontana”, far column type, tipico della infiammazione acuta: fD = 1,3 – 2,2. Questa trasformazione corrisponde all’attivazione tipo I, associata, in cui è nettamente aumentata l’intensità della vasomotility e della conseguente vasomotion. Le AVA tipo I e II, gruppo A e B, sec. Bucciante, nei tessuti ovviamente dove sono presenti, risultano disattivate e, al contrario, i DEB sono in fase di massima contrazione (= riflesso ureterale medio  di I ³ 1,5 cm., D > 20 sec., chiusura < 6 sec.).

Dal momento che tutte le fluttuazioni ureterali del terzo superiore ed inferiore sono massime, cioè HS, esse sono raggruppate a livello dalla intenità di 1,5 cm., formando una colonna, appunto, lontana dall’incrocio tra ascissa ed ordinata (Fig.4). La durata dei periodi è fissa a 10 sec. e quella del PL è la più elevata mai osservata (8-9 sec.).

In questo caso, la fD è ridotta e l’attrattore è ancora a ciclo limite.

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Fig. 5
Trasformazione di tipo IV.
Le fluttuazioni sono tutte di minima intensità con periodi sempre uguali di 10 sec.
 

4)  Tipo IV, “a colonna vicina”, near column type, tipico dello stadio patologico: fD = 1. Essa indica una patologia cronica del sistema biologico ed è caratterizzata dalla brevità del PL (< 5 sec.), dalla minima intensità delle oscillazioni, tutte uguali (0,5 cm) e dal periodo costante di 10 sec. (Fig. 5). Le oscillazioni, pertanto,   raggruppate molto vicine all’inizio delle coordinate, formano una colonna “vicina” al punto di origine degli assi cartesiani. L’attrattore della trasformazione di tipo IV è a punto fisso. Questa trasformazione è caratteristica, per esempio, della microcircolazione del copro pancreatico nel T2DM manifesto, cioè nel Quinto Stadio. Appare quindi evidente il suo importante valore diagnostico e diagnostico differenziale al letto del malato nei confronti per esempio di tumori maligni nel fegato, reni, pancreas, ecc. Infatti, nei tumori benigni si osserva la trasformazione del tipo IV, mentre è tipica del cancro la trasformazione di tipo III.

Infine ricordo un interessante “variante” della trasformazione “a colonna vicina”, tipo IV (Fig, 10), caratterizzata dalla D del PL fisiologica (5 sec.; AL + PL = 6 sec.), espressione di riposo funzionale di un sistema biologico sano; i restanti parametri sono quelli del tipo IV: fD = 1, I = 0,5 ed attrattore a punto fisso.

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Fig. 6.
La “variante” della trasformazione di tipo IV mostra una durata dell’ AL + PL di 6 sec., cioè fisiologica. Infatti, indica lo stato di riposo funzionale di un sistema biologico sano.

La trasformazione semeiotico-biofisico-quantistica di Fourier geometrizza il comportamento delle traiettorie delle cellule muscolari lisce, cioè delle oscillazioni dei riflessi ureterali, superiore ed inferiore, in base alla percentuale di oscillazioni della stessa intensità e di identico periodo, e visualizza il diverso comportamento delle frequenze delle due variabili (I e PL) nelle condizioni fisiologiche, fisio-patologiche e patologiche.

Ne consegue la pratica utilità dell’analisi del caos deterministico, anche mediante questo efficace strumento della Semeiotica Biofisica Quantistica.

Per concludere, desidero sottolineare l’interessante e raffinata trasformazione morfogenetica alla base delle figure geometriche sopra descritte: sollevando  il lato superiore della figura relativa al tipo I, si ottiene la trasformazione a tetto, tipo II); “spostando”, invece,  verso destra e, rispettivamente verso sinistra il materiale della figura iniziale, originano le trasformazioni a colonna lontana (tipo III) e, rispettivamente, a colonna vicina (tipo IV); infine, da quest’ultima trasformazione si ottiene la sua variante, caratterizzata da AL + PL di 6 sec.  cioè una durata fisiologica a riposo.

Bibliografia.

  • Stagnaro-Neri M., Stagnaro S. Introduzione alla Semeiotica Biofisica. Il Terreno Oncologico. Travel Factory, Roma, 2004.
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di Sergio Stagnaro

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In un articolo recente, Biofotoni  e Medicina, Paolo Manzelli ricorda la felice intuizione di Alfred Popp, pioniere nella ricerca sulla relazione esistente tra i biofotoni e la comunicazione cellulare: “i cambiamenti nelle emissioni di biofotoni del corpo sono associati a cancro ed altre malattie” (1).

Prosegue Paolo Manzelli: ” Inoltre Popp ritiene che le cellule nel loro metabolismo ed il  DNA utilizzino onde elettromagnetiche di spettro UV e Visibile per comunicare e trasferire informazioni necessarie ad armonizzare i sistemi di auto-organizzazione biologici della vita. Di conseguenza le sostanze che disturbano o modificano  la trasmissione di questi  quanti di luce coerente nelle diverse gamme di frequenza  possano influenzare la nostra salute”.

Di seguito il mio commento all’articolo citato:

sergiostagnaro  12 luglio 29017

Secondo mie esperienze cliniche, esiste una interessante e stretta correlazione tra emissioni di fotoni dai tessuti biologici, in condizioni fisiologiche, patologiche e – assai importante per la prevenzione primaria – nella Zona Grigia che notoriamente sta tra la Zona Bianca (Salute) e la Zona Nera (Malattia) – e la locale attività microcircolatoria, oggi valutata con un fonendoscopio, come insegna la Microangiologia Clinica. Per la felicità di Fritz-Albert Popp, che non poteva conoscere questi progressi rivoluzionari della semeiotica fisica, è bene sapere che la ridotta e alterata (meno coerente) emissione di fotoni da un sistema biologico a partire dalla nascita, a causa di un Reale Rischio Congenito, dipendente dalla relativa Costituzione SBQ, è correlata strettamente al locale Rimodellamento Microcircolatorio, a sua volta dipendente da alterazioni genetiche anche e specialmente del mit-DNA, ereditate dalla madre. La Dimensione frattalica del fisiologico caos deterministico delle locali fluttuazioni microcircolatorie va progressivamente riducendosi, dalla Zona Bianca alla Zona Nera, svolgendo un ruolo diagnostico centrale. Per concludere, esiste una correlazione stretta tra emissione di fotoni da un tessuto e le caratteristiche anatomo-funzionali microcircolatorie di questo tessuto, correlate al modo di essere e di funzionare del genoma nucleare e mitocondriale”.

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Come ormai ben dimostrato (2), esiste uno stretto rapporto tra l’energia libera endocellulare, derivata dall’ATP, energia vibratoria, e la dimensione frattalica delle fluttuazioni microvascolari di un sistema biologica, o di una sua parte, magari assai circoscritta come nel Reale Rischio Congenito, dipendente dalle relative Costituzioni semeiotico-biofisico-quantistiche (3-8).

 

Ne consegue che l’emissione di biofotoni , quanti di luce coerente che recitano un ruolo centrale nei fisiologici processi biologici, ha la sua principale sede nei mitocondri, come dimostra la Semeiotica Biofisica Quantistica mediante l’Esperimento di Marina  (9).

Notevoli sono le implicazioni diagnostiche di questa relazione. Infatti la valutazione quantitativa dell’emissione di biofotoni da un tessuto può essere calcolata mediante la valutazione quantitativa dell’efficacia dell’attività dei locali mitocondri.

In realtà, l’Esperimento di Marina (Figg. 1, 2, 3) dimostra che lo scambio di energia tra due persone reso possibile dall’entanglement  dipende sia dalla intensità della emissione di biofotoni sia dalla distanza tra i due esaminandi. Tuttavia, se uno o entrambi i soggetti eseguono il Test dell’Apnea,  lentamente  cessa la produzione di energia libera a causa della progressiva e critica diminuzione della sintesi mitocondriale di Energia Vibratoria, ATP, interrompendo l’entanglement.

In conclusione,  i mitocondri sono la principale sede di emissione di biofotoni.

Bibliografia.

 

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“Chopin vu par moi” è l’ultima creazione letteraria di Rita Charbonnier, scrittrice di romanzi, attrice,  con un passato di studi musicali. Una donna dai molteplici interessi che hanno  permesso una sinergia tale da portare alla creazione di affascinanti opere letterarie stimate non solo in Italia.

Già  in passato ho potuto apprezzare i suoi scritti che mi hanno letteralmente catturata. Oggi “Chopin vu par moi” non fa altro che confermare il suo talento e la sua capacità di trasmettere, in maniera inusuale e piacevole, informazioni culturali spesso poco conosciute.

Ripercorrendo le pagine lette, rivedo Rita adolescente, a Mantova, mentre prende lezioni di pianoforte da Lucia Lusvardi, sua insegnante di musica. Quelle sensazioni percepite durante la lettura e quell’amore che Lucia ha saputo trasmetterle per quest’arte le sento ancora prepotentemente, perché la stessa cosa è successa a me con la pittura. Sono emozioni che il tempo non può cancellare. Il libro infatti nasce da un dialogo fra Rita, ormai donna, e Lucia, sua maestra, sul grande Chopin; in particolare su un saggio,” Chopin vu par ses élèves” di Eigeldinger, al quale la musicista è particolarmente legata.

La Lusvardi, insegnante di pianoforte presso il Conservatorio di Mantova, ci racconta la sua vita strettamente legata alla musica e in particolare l’amore per Chopin, che anch’io condivido, ascoltandolo spesso mentre dipingo. I loro dialoghi ci riportano indietro nel tempo, ad una Mantova molto provinciale, nella quale Lucia, bambina prodigio, veniva invitata nei migliori salotti musicali, dove la cultura era sovrana. Questa fanciulla, considerata una “diversa” per le sue impensabili capacità molto particolari e superiori a quelle degli altri bimbi, ha potuto nutrirsi fin da piccola di un sapere che l’avrebbe sempre accompagnata e aiutata. La sua però era un’esigenza, cibo per la sua anima che sempre più la portava verso Chopin, come se (per chi crede nella reincarnazione), in qualche vita precedente si fossero già incontrati. E’ come se volesse leggere nella sua anima per arrivare alla perfetta esecuzione dei suoi brani, cercando di interpretare esattamente quello che vi era scritto. Dalla sua descrizione ne scaturisce la figura di un uomo dai sentimenti forti e di una dignità potente, però sensibile, spirituale e di grande cultura, come riportano le sue parole. Per Lucia e’ importante che l’interprete dei brani non sovrapponga mai la propria personalità a quella del compositore. Ovviamente questo viene sentito in particolare nel riguardi di Chopin che, io credo, lei percepisca come una mancanza di rispetto nei riguardi di uno straordinario autore di brani che devono arrivare ai nostri cuori esattamente come li aveva concepiti lui.

Mi ha colpito in particolare un capitolo dove Lucia ci descrive il legame con il fratello; un rapporto di armonia, di collaborazione, di intesa reciproca. Li lega anche un aspetto spirituale; suo fratello Franco, medico, lo esprime ampiamente con una vera passione per le discipline orientali che l’hanno avvicinato ad un anziano signore di nome Ramachandra. Anche Lucia incontrò quest’uomo che era stato vicino a Gandhi e ne rimase profondamente colpita. Queste pagine meritano di essere lette con attenzione.  Credo possano farci comprendere come alcune persone, entrando in contatto con la propria essenza più profonda, riescano a sentire, a percepire ciò che la maggioranza non riesce a fare.

Le sue parole mi trasmettono nobiltà d’animo, sempre più difficile da trovare oggi; una donna di grande cultura con un forte desiderio di comunicare le sue conoscenze perché il suo sapere non vada perso ma custodito nei cuori e nella mente dei suoi allievi. Comprendo e approvo le ragioni che hanno portato l’autrice a scrivere un’opera di questo tipo.

Daniela Biganzoli (Dab)

di Paolo Manzelli 

Chimico-Fisico, Presidente di EGOCREANET (NGO-Firenze) egocreanet2016@gmail.com

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                          Le persone in salute emettono fotoni coerenti”

Dr. F. A. Popp

Il Dr. Fritz-Albert Popp, un pioniere nella ricerca sui biofotoni e sul loro ruolo nella comunicazione cellulare ha scoperto che i cambiamenti nelle emissioni di biofotoni del corpo sono associati a cancro ed altre malattie. Infatti le sostanze chimiche cancerogene possono essere riconosciute dalla loro proprietà di modificare le emissioni di biofotoni alterandone la coerenza dei quanti di luce. Pertanto Popp assume  che la malattia abbia una stretta relazione con la perdita di luce coerente che è un indice della vitalità e del benessere di un individuo. Inoltre la ricerca di Popp ed altri mette in evidenza come il numero di fotoni emessi da un essere vivente sembra essere legato alla posizione dell’organismo nella scala evolutiva. Infatti  più complesso l’organismo, minore è la emissione di biofotoni e la loro frequenza si avvicina alle frequenze visibili. Gli animali e le piante tendevano mediamente a emettere 100 fotoni / cm2 / sec ad una lunghezza d’onda di 200-800 nm, mentre gli umani emettono solo 10 fotoni / cm2 / sec  principalmente nell’ ambito dello spettro visibile .

Sulla base di queste scoperte Popp ha ipotizzato che ci potrebbero essere composti che hanno l’effetto negativo rispetto alla necessità di ripristinare le emissioni di biofotoni coerenti .

Inoltre Popp ritiene che le cellule nel loro metabolismo ed il  DNA utilizzino onde elettromagnetiche di spettro UV e Visibile per comunicare e trasferire informazioni necessarie ad armonizzare i sistemi di auto-organizzazione biologici della vita. Di conseguenza le sostanze che disturbano o modificano  la trasmissione di questi quanti di luce coerente nelle diverse gamme di frequenza  possano influenzare la nostra salute. (1)

La ricerca su Biofotoni e Medicina proposta da F.A.Popp, verrà discussa al Convegno sui  Biofotoni ed Energia per la Vita del 28 Sett 2017 c/o l’Accademia dei Georgofili in Firenze , ed in tale contesto come Egocreanet intendiamo lanciare una nuova proposta di ricerca su  Biofotoni come segnali per la regolazione della risposta immunitaria innata. Per sviluppare questo tipo di ricerca Egocreanet vorra’  aggregare un gruppo di giovani scienziati in grado di studiare la segnalazione biofotoni in relazione  ai processi di attivazione dei Natural Killer  (NK) nella regolazione dell’innato Immunità in modo da  migliorare  la  comprensione di questa importante funzione immunitaria ed aprire la strada per attivare un riconoscimento più efficace dette relazioni di segnalazione tra  NK e biofotoni ed ottimizzare lo sviluppo di terapie basate sulla comunicazione cellulare-quantistica. (2)

I Natural Killer (NK) sono linfociti molto importanti per regolare la risposta immunitaria innata in quanto essi  forniscono la prima importante linea di difesa contro i parassiti, i virus e il cancro. (3)

Riteniamo che i segnali  di attivazione che regolano la funzionalità di azione dei NK possano essere correlate alla comunicazione coerente  dei biofotoni,  ciò in quanto le cellule malate possono essere riconoscibili per il fatto che producono oscillazioni fotoniche “non coerenti”. In tale ricerca  potremo pertanto analizzare come le  NK preferiscano uccidere le cellule con alterate emissioni “ biofotoni non coerenti”. Questa ipotesi  è  ricavata direttamente dalle osservazioni di A.F. Popp sulle relazioni tra l’emissione di biofotoni  ed il cancro che permettono di interpretare i “Biofotoni non-coerenti” come segnali utili per il  riconoscimento molecolare di cellule malate.

Le cellule Natural Killer, (Linfociti NK ), sono importanti cellule del sistema immunitario, che esplicano una decisa  azione come prima difesa della vita, tipica dell’immunità innata, infatti esse sono particolarmente importanti nella distruzione di cellule tumorali e cellule  infette da virus. I linfociti NK , intervengono molto presto quando si sviluppa un’infezione ed in molti casi riescono a bloccare l’ infezione stessa ed eliminare i microbi invasori; inoltre i linfociti NK sono  in grado di produrre citochine, come l’interferone gamma che attiva le azioni di fagocitazione e di lisi dei  macrofagi ; questi ultimi  sono veri e propri “spazzini” capaci di inglobare eventuali microrganismi invasori, proteine estranee, o anche eventuali detriti cellulari di disfacimento dei tessuti, per poi distruggerli ed eliminarli.

Purtroppo sappiamo come l’impostazione riduzionista-meccanica della scienza ha trascurato  ormai da molti anni lo studio della bio-comunicazione fotonica, e quindi non ha permesso fino ad oggi di acquisire competenze appropriate a comprendere sotto un tale profilo innovativo di indagine sui  metodi di attivazione e di regolazione del sistema immunitario innato, il quale presiede alla naturale difesa  sistema immunitario. L’ integrità individuale di ciascun organismo è infatti causata da  molteplici sostanze tossiche  ed indubbiamente tale organizzazione di difesa costituisce  l’aspetto che maggiormente ignoriamo pur essendo tra i  più importanti per mantenere in salute la nostra vita.

L’immunologia tradizionalmente si limita  nel considerare l’interazione tra molteplici sostanze biochimiche che scambiamo informazioni unicamente per contatto secondo un “modello meccanico” di riconoscimento del tipo “Chiave-Serratura”.

Pertanto il nostro sistema di difesa naturale e’ concepito come un “sistema corpuscolare” costituito da numerose sostanze  con specializzazioni diverse. Sono sostanze gli immunogeni che inducono una risposta specifica, sono ancora sostanze gli antigeni che reagiscono ad una risposta specifica, così come sono detti anticorpi le specifiche proteine che vengono prodotte in risposta ad una interazione tra un immunogene ad un antigene ecc. ecc.

Pertanto in  tale contesto interpretativo tradizionale della scienza, l’immunologia persegue una impostazione generale limitata nel considerare sequenze di interazione conformazionali basate sulla simulazione di riconoscimento  del tipo “chiave-e-serratura” . E’ evidente come tale modello “meccanico”  di fatto non si interessi di come la comunicazione di biofotoni possa agire nelle decisive relazioni di identificazione e riconoscimento di microorganismi estranei che vengono distrutti  dalle cellule NK ed anche dai macrofagi.

Diversamente da tale impostazione, seguendo gli studi di A.F. Popp, riteniamo che la chiave della regolazione dell’efficienza del  sistema di difesa immunitario naturale ed innato possa avere il suo focus nella bio-comunicazione di  biofotoni, ciò proprio in quanto riteniamo decisivo riconoscere i limiti riduzionisti del modello locale-meccanico di tipo la combinazione tra “chiave-e-serratura”  inteso come immediata simulazione intuitiva applicata al riconoscimento molecolare in biologia.

Infine una relazione tra biofotoni e attività dei Linfocity NK e dei macrofagi ecc.. potrà essere  messa in evidenza  come esempio di bio-comunicazione al fine di aprire un importante studio innovativo sulla biofotonica rivisitato  in termini di  energia ed informazione necessaria per attivare  a distanza la regolazione del sistema immunitario . Pertanto annunciamo fin da oggi che sulla base di queste iniziali considerazioni attiveremo tale innovativa possibiltà di ricerca  su “Biofotoni in Medicina” , sperando di trovare giovani ricercatori capaci di  prendere  in attenta considerazione la proposta di Egocreanet che verrà lanciata al convegno del 28 Sett 2017 c/o la Accademia dei Georgofili a Firenze .

Firenze 08/07/2017 .

  Biblio on Line

(1):  F.A. Popp : http://www.rexresearch.com/popp/popp.htm

(2):  Biofotoni e la vita: http://venezian.altervista.org/Scienzarte/58._Biofotoni_e_la_vita.pdf

(3): NK : https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/14734107

 

di Paolo Manzelli

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Una plausibile  interpretazione di cambiamento concettuale

Il sole si vede giallo splendente la dove si creano le onde-particelle di debole energia luminosa che chiamiamo fotoni. I fotoni si creano per  interazione elettromagnetica che si manifesta  tra tutte le particelle dotate di carica elettrica diversa da zero che emettono il fotone come mediatore dell’interazione con il campo  di energia. Due particelle con la stessa carica elettrica (ad es. due elettroni) si respingono reciprocamente perchè un fascio di fotoni fa da intermediario dell’attività di interazione.

I fotoni sono privi di massa gravitazionale (quella di attrazione tra due corpi) ma nel mentre accelerano nello spazio nel campo gravitazionale essi assumono un massa cinetica /inerziale.

Il fotone puo’ acquisite massa cinetica fino a quando la massa acquisita nel movimento non raggiunge nel vuoto la velocità max della luce (C.) in quanto a tal punto la massa cinetica è divenuta equivalente alla massa gravitazionale.

La massa cinetica del fotone è  della stessa natura della massa gravitazionale ma solo quando raggiunge l’ equivalenza diviene possibile l’ identita’ simultanea tra onde gravitazionali ed onde del campo fotonico.

In teoria, l’applicazione di una estensione del  “modello standard”  delle relazioni tra campi e particelle al fine di  correlare il campo gravitazionale  ai fotoni, riteniamo possa rendersi  possibile  nell’istante in cui le onde del campo fotonico sono divenute  del tutto indistinguibili dalle onde gravitazionali, allora si comprende come queste onde addensandosi formino  un “muro invalicabile” per i fotoni.

( Ricordo per analogia un simile effetto per i “fononi” = particelle di suono : il Muro del Suono).

Questo muro insuperabile per i fotoni si attua per il fatto che le onde, che precedono ogni particella si compattano nelle vicinanze del raggiungimento della velocità C. , determinando la causa per cui i fotoni stessi non possono superare la velocità della luce, mentre la trasformazione della massa (E=mC2), dà origine alla trasformazione dei fotoni in un campo fotonico.

Ricordando il postulato di base della scienza che assume il fatto che “l’energia non si crea nè si distrugge ma si trasforma”,  possiamo ancora applicare il modello standard che correla campi e particelle quantiche deboli, descrivendo la transizione da fotoni giunti al max. della velocità della luce  in campo fotonico, come generata da un  “intrigo- quantistico” (entanglement) (1) .

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Questo campo fotonico, per quel che riguarda le frequenze visibili (350-750 nm) , anzichè assumere tutti i colori che vediamo nello spettro dei fotoni, assume alla nostra vista un colore “NERO” come accade quando vengono assorbiti tutti i fotoni da un corpo nero.

Quindi nell’area che va dal sole alla terra ci sono solo pochi fotoni che viaggiano a velocità minori di C, cioè la Velocità Massima della Luce; il resto dell’energia fotonica è trasformato in un campo fotonico, quello che successivamente si rompe (dis-entanglement ) per interazione con la materia (aria) illuminando quanti di luce la nostra atmosfera.

 

(1)- Cose che accadono dal il buio e la luce ? ,http://www.edscuola.it/archivio/lre/sole.pdf

Paolo Manzelli Egocreanet2016@gmail.com , 11 Giu 2017 Firenze

di Sergio Stagnaro

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In memoria di mio figlio Paolo

Qui resto, per caso,

tra un guizzo d’ali e la mia ombra

appoggiata a una parete di vento.

(Danila Boggiano. Anemos)

Il glioblastoma, inguaribile tumore maligno del cervello, colpisce in genere persone giovani sotto i 45 anni di età anche se privi di Terreno Oncologico. Questo fatto eccezionale si può spiegare col singolare tipo di modificazioni genetiche correlate all’eteroplasmia mitocondriale, in alcune forme la fusione genetica (1), e con l‘azione svolta dalla barriera emato-encefalica nel regolare il movimento cerebrale delle cellule impegnate nella difesa immunitaria (2).

Ne consegue pertanto la necessità urgente di combattere il glioblastoma, nei suoi vari tipi, mediante la Prevenzione Pre-Primaria e Primaria Semeiotico-Biofisico-Quantistica, obiettivo già raggiunto per altri tumori (3-5).

Inoltre, come esistono  numerosi reali rischi congeniti di patologie cerebrali, eliminati con Terapia Quantistica Mitocondriale Ristrutturante (6-8), ho congetturato che deve esistere anche un particolare Reale Rischio Congenito di questo più comune ed aggressivo Cancro del Cervello (9-11), appunto il glioblastoma, nelle sue varianti.

Il Riflesso Oculo-gastrico-aspecifico, patologico dal solo lato della malattia potenziale o in atto, recita un ruolo centrale nella diagnosi di Reale Rischio Congenito (RRC) di glioblastoma. Infatti la sua assenza permette di escluderne la predisposizione in 15 secondi.

Il Tempo di Latenza del riflesso Oculo-gastrico aspecifico (12, 13) è ancora normale (NN = 8 sec.) ma la durata sale a 5-6 sec. (NN < 3 sec. – 4 sec.<).

Interessante dal punto di vista della diagnosi differenziale è il fatto che, per esempio, nella predisposizione all’emicrania, il riflesso è monolaterale, il Tempo di Latenza normale, ma la Durata sale solo a 4-4,5 sec.

Inoltre, nella sede del focus emicranico si osserva lieve attivazione microcircolatoria di tipo I, associata: durata della diastole del cuore periferico = 7 sec. (NN = 6 sec.) (14).

A questo punto, in presenza dei caratteristici dati patologici del Riflesso Oculo-gastrico-aspecifico,  il Medico valuta i valori parametrici del Riflesso Cerebro-Gastrico Aspecifico nelle varie aree cerebrali, fino a reperire esattamente il trigger-point della sede del RRC di glioblastoma: Tempo di Latenza nella norma ma Durata elevata in modo caratteristico a 5-6 sec., seguita da lieve Contrazione Gastrica tonica, come accade nelle lesioni maligne.

La sofferenza del glicocalice soltanto a livello della sede del RRC di glioblastoma è particolarmente intensa, rappresentando un segno di primaria importanza ai fini della diagnosi e diagnosi differenziale (15-23): nel sano, il test dell’insulina endogena (24) simultaneamente attiva i neuroni. Al contrario, nel RRC di glioblastoma è presente il tempo di latenza, espressione di patologia istangica locale, causa della alterazione del glicocalice, ed è di intensità massimo: 6 sec.

I dati della Microangiologia Clinica dimostrano la caratteristica attivazione Microcircolatoria di tipo II, dissociata, di lieve intensità, che va aggravandosi progressivamente con l’insorgenza del glioblastoma offrendo un raffinato strumento per il monitoraggio terapeutico (14).

1.Devendra SinghJoseph Minhow ChanPietro Zoppoli, Antonio Iavarone, et al. Transforming Fusions of FGFR and TACC Genes in Human Glioblastoma. Science  26 Jul 2012:
1220834. DOI: 10.1126/science.1220834

http://science.sciencemag.org/content/early/2012/07/25/science.1220834

  1. Engelhardt B. The blood-central nervous system barriers actively control immune cell entry into the central nervous system. Curr Pharm Des. 2008;14(16):1555-65. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18673197
  2. Sergio Stagnaro and Simone Caramel. BRCA-1 and BRCA-2 mutation bedside detection and breast cancer clinical primary prevention.  Front. Genet. | doi: 10.3389/fgene.2013.00039.  http://www.frontiersin.org/Cancer_Genetics/10.3389/fgene.2013.00039/full [MEDLINE]
  3. Sergio Stagnaro and Simone Caramel.  The Role of Mediterranean Diet, CoQ10 and Conjugated-Melatonin in Osteoporosis Primary Prevention and TherapyCurrent Nutrition & Food Bentham Science Volume 8, Number 1, February 2012 Pp.55-62
  4. Caramel S., Marchionni M., Stagnaro S. Morinda citrifolia Plays a Central Role in the Primary Prevention of Mitochondrial-dependent Degenerative Disorders. Asian Pac J Cancer Prev. 2015;16(4):1675. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25743850[MEDLINE]
  1. Marco Marchionni, Simone Caramel, Sergio Stagnaro.QBS Inherited Real Risk of epilepsy: physiopathology, diagnosis and primary prevention – 2014. Journal of QBS,  http://www.sisbq.org/uploads/5/6/8/7/5687930/iirrofepilepsy.pdf
  2. Sergio Stagnaro. Epilessia essenziale eliminata con la Terapia Quantistica. Reale Rischio  Congenito Epilettico. Diagnosi e Terapia. http://www.sisbq.org/uploads/5/6/8/7/5687930/rrc_epilessia.pdf
  3. Sergio Stagnaro. Prevenzione  Pre-Primaria e Primaria, Semeiotico-Biofisico-Quantistica, del Cancro del Seno. Conferenza, I Festival Nazionale dell’Acqua, Porretta Terme, 19 Settembre 2014, Auditorium Hotel Santoli. Video, www.sisbq.org. http://www.youtube.com/watch?v=xYTnTQaSXr0
  4. Sergio Stagnaro (2017).  Il Reale Rischio Congenito di Autismo. L’Iter diagnostico Semeiotico-Biofisico-Quantistico. Libri e Articoli, http://www.sisbq.org/uploads/5/6/8/7/5687930/iterdiagnosticosbqrrcautismo.pdf
  5. Stagnaro Sergio. Diagnosi clinica di cancro cerebrale e del suo reale rischio congenito: segno di Dellepiane. www.fceonline.it, 15 Maggio 2008, http://www.fceonline.it/wikimedicina/semeiotica-biofisica/211/1350-diagnosi-clinica-di-cancro-cerebrale-del.html
  6. Sergio Stagnaro and Simone Caramel (2012) New ways in physical Diagnostics: Brain Sensor Bedside Evaluation. The Gandolfo’s Sign. January, 2012. Journal of Quantum Biophysical Semeiotics. http://www.sisbq.org/uploads/5/6/8/7/5687930/bsbe.pdf
  7. Caramel Simone, La Perussione Ascoltata dello Stomaco, secondo Sergio Stagnaro.Il Riflesso Gastrico Aspecifico. La Riflesso-Diagnostica, Manuale Tecnico-Pratico. E-book, http://www.sisbq.org/uploads/5/6/8/7/5687930/cardiogarap_manuale_it.pdf
  8. Stagnaro-Neri M., Stagnaro S. Introduzione alla Semeiotica Biofisica. Il Terreno Oncologico. Travel Factory, Roma, 2004. http://www.travelfactory.it/semeiotica_biofisica.htm
  9. Stagnaro-Neri Marina, Stagnaro Sergio. La Miicroangiologia Clinica. A cura di Simone Caramel. E-book, http://www.sisbq.org/uploads/5/6/8/7/5687930/microangiologiaclinicasbq2016.pdf
  10. Simone Caramel and Sergio Stagnaro The role of glycocalyx  in QBS diagnosis of Di Bella’s Oncological Terrain http://www.sisbq.org/uploads/5/6/8/7/5687930/oncological_glycocalyx2011.pdf
  11. Simone Caramel and Sergio Stagnaro Quantum Biophysical Semeiotics of Oncological Inherited Real Risk of Myelopathy: The diagnostic role of glycocalyx. http://www.sisbq.org/uploads/5/6/8/7/5687930/qbs_myelopathy_glycocalyx_english.pdf
  12. Sergio Stagnaro. Glycocalix Quantum-Biophysical-Semeiotic Evaluation plays a Central Role in Demonstration of Water Memory-Information. www.sisbq.org. 19 July, 2011.http://www.sisbq.org/uploads/5/6/8/7/5687930/wmi_glycocalyx.pdf
  13. Sergio Stagnaro and Simone Caramel (2011). Skeletal Muscle Cell Glycocalix Evaluation during  CFS Treatment corroborates Andras Pellionisz’s Recursive Fractal Genome Function Principle. http://www.sisbq.org/uploads/5/6/8/7/5687930/cfsglycocalyx.pdf 
  14. Sergio Stagnaro and Simone Caramel (2011). The genetic Reversibility in Oncology, Journal of Quantum Biophysical Semeiotics, http://www.sisbq.org/uploads/5/6/8/7/5687930/reverse_oncology.pdf
  15. Sergio Stagnaro and Simone Caramel (2012) New ways in physical Diagnostics: Brain Sensor Bedside Evaluation. The Gandolfo’s Sign. January, 2012. Journal of Quantum Biophysical Semeiotics. http://www.sisbq.org/uploads/5/6/8/7/5687930/bsbe.pdf
  16. Sergio Stagnaro and Simone Caramel (2012) Quantum Biophysical Semeiotic Bedside Diagnosis of Tako-Tsubo Cardiomyopathy.  The central Role played by CAEMH-Dependent GERD in precipitating the transient cardiac Dysfunction.  www.sisbq, Journal of Quantum Biophysical Semeiotics,http://www.sisbq.org/uploads/5/6/8/7/5687930/takotsubo.pdf. ; http://stagnaro-wwwsemeioticabiofisicait.blogspot.com/2012/02/quantum-biophysical-semeitic-bedside.html
  17. Sergio Stagnaro. Il Glicocalice nella Diagnosi Semeiotico-Biofisico-Quantistica di Terreno Oncologico di Di Bella. 15 febbraio 2011, www.melatonina.it, http://www.melatonina.it/farma/approfondimenti.php ; http://www.sisbq.org/uploads/5/6/8/7/5687930/glicocaliceoncologico.pdf; http://www.fcenews.it, http://www.fceonline.it/images/docs/glicocalice oncologico valutazione.pdf
  18. Sergio Stagnaro.  Il Glicocalice nella Diagnosi Semeiotico-Biofisico-Quantistica di Terreno Oncologico di Di Bella. 15 febbraio 2011, www.melatonina.it, http://www.melatonina.it/farma/approfondimenti.php ; http://www.sisbq.org/uploads/5/6/8/7/5687930/glicocaliceoncologico.pdf; http://www.fcenews.it, http://www.fceonline.it/images/docs/glicocalice oncologico valutazione.pdf
  19. Sergio Stagnaro.     Manovra di Ferrero-Marigo e Vasomotilita’ a Riposo e Dopo Il   Test Di Secrezione Del Picco Acuto Insulinemico nella Valutazione Clinica della Insulino Resistenza 23 novembre 2010. http://qbsemeiotics.weebly.com/uploads/5/6/8/7/5687930/manovradiferrero.pdf