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di Daniela Biganzoli(Dab)

Considerazioni post Convegno 

BIOFOTONI ED ENERGIA PER LA VITA (Programma)

28 settembre 2017, ore 9:00÷19:00
Sala delle Adunanze dell’Accademia dei Georgofili, Logge Uffizi Corti, 50122 Firenze

 

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Si è svolto nei giorni scorsi a Firenze nella prestigiosa Accademia dei Georgofili un convegno al quale ho partecipato con relazione ed opera in veste di Artista Quantistica. L’Accademia dei Georgofili, a Firenze, è stata fondata nel 1753, ed è la più antica Istituzione del genere al mondo “ad occuparsi di agricoltura, ambiente, alimenti, e promuove il progresso delle conoscenze, lo sviluppo delle attività tecnico economiche e la crescita sociale”. “… si propone di contribuire al progresso delle scienze e delle loro applicazioni all’agricoltura in senso lato, alla tutela dell’ambiente, del territorio agricolo e allo sviluppo del mondo rurale”.

Il Convegno è stato molto interessante; i relatori, tutti di notevole livello, anche se tra loro molto differenti, l’argomento particolarmente difficile e soprattutto poco conosciuto ma non per questo meno importante, anzi!

Ammetto che presentare una relazione sui biofotoni, essendo una pittrice di Arte Quantistica, in un ambiente così prestigioso, mi creava un po’ di timore, ripagato però in seguito da tanta bellezza. La location semplicemente magnifica! L’accademia posizionata davanti agli Uffizi si presenta già dall’esterno come un luogo magico, dove il tempo sembra essersi fermato; dove senti le energie di tutti quei capolavori racchiusi a pochi passi da lì. Tesori provenienti da una Firenze grande, impareggiabile. Percepisci che sei in un luogo unico per bellezza, conoscenze, un sapere a 360° concentrato lì. Anche entrando all’Accademia ti rendi subito conto che le sensazioni che si provano fra quelle mura ti portano fuori dalla realtà in un universo parallelo dove esistono solo bellezza, sapere e perfezione. Nella sala del Convegno senti quel passato che ti viene incontro da subito. Alle pareti dei capolavori che ho ammirato per tutta la giornata, essendo seduta, come relatrice, su uno scranno antico, situato in una posizione privilegiata più alta rispetto agli spettatori. Una sedia enorme, alta, pesante che portava con sè tutto il suo passato. Mi chiedevo chi si fosse seduto lì, quali storie potrebbe raccontare se potesse parlare.

Tutto questo ha certamente contribuito alla realizzazione di un buon convegno. Ora dobbiamo sperare nella collaborazione congiunta dei partecipanti verso un cambiamento di paradigma, verso una visione olistica che cerca di comprendere la realtà delle cose nel suo insieme; una scienza che tiene conto che negli esseri viventi il tutto è superiore alla somma delle parti. L’idea è quella di creare un gruppo di individui , associazioni ed enti capace di condividere coerentemente la strategia di sviluppo creativo della scienza.

Un ringraziamento particolare al Prof. Manzelli che ha organizzato il Convegno in questa splendida cornice.

 

 

 

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di Paolo Manzelli

CONVEGNO

BIOFOTONI ED ENERGIA PER LA VITA

28 settembre 2017, ore 9:00÷19:00

Sala delle Adunanze dell’Accademia dei Georgofili, Logge Uffizi Corti, 50122 Firenze

Programma

Alla fine del XIX secolo, la scienza fondamentale aveva scoperto l’elettrone ed il fotone quali onde/particelle quantistiche del campo elettromagnatico. Nell’avvicinarsi alla fine del XX secolo, la vita sociale ed economica senza elettroni e fotoni è quasi impensabile : portano l’elettricità e la la luce nelle nostre case, trasportano la nostra voce lungo le fibre ottiche  che compongono le immagini che vediamo sugli schermi dei nostri televisori e cellulari.
Malgrado ciò il trasferimento delle conoscenze nella comprensione dei sistemi viventi è ancora oggi assai limitata a causa della permanenza di un modello “meccanico della scienza” che di fatto impedisce lo sviluppo della futura società della conoscenza condivisa. Pertanto il tema dei Biofotoni ed Energia per la Vita, (28 Sett 2017 c/o accademia dei Georgofili in Firenze, Programma in: http://www.giulianaconforto.it/?p=7208), coglie un elemento essenziale dello sviluppo delle conoscenze della moderna “biologia quantistica” applicabile all’agronomia sia nella produzione alimentare che ecologica ed alla medicina e la rigenerazione biologica della salute e del benessere.
Per mettere in luce il valore delle possibilità attuali di sviluppo delle conoscenze relative al campo elettromagnetico e la sua quantizzazione il convegno sarà aperto da una commemorazione della creatività di Nikola Tesla. https://dabpensiero.wordpress.com/2017/09/24/arte-quantisticabiofotoni-e-rinnovamento-della-vita-la-colomba-di-nikola-tesla/
Infine sara’ realmente importante dare continuità all’integrazione transdisciplinare di conoscenze ed innovazione emergenti dal Convegno organizzato da Egocreanet (ONG-Firenze). A tale scopo richiediamo di sostenere e far sostenere l’attività di promozione di EGOCREANET sottoscrivendo contributi presso la Rete del Dono.

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Relazione di Daniela Biganzoli (in arte Dab)

dedicata al grande genio Nikola Tesla in occasione della sua commemorazione avvenuta quest’anno al TESLA EXPO 2017 a Perth in Australia. La relazione, con un’opera pittorica,verrà presentata al

Convegno 

BIOFOTONI ED ENERGIA PER LA VITA (Programma)

28 settembre 2017, ore 9:00÷19:00
Sala delle Adunanze dell’Accademia dei Georgofili, Logge Uffizi Corti, 50122 Firenze

La Colomba di Nikola TeslaLa Colomba di Nikola Tesla – Daniela Biganzoli(Dab)- 2017

L’arte, nel suo procedere non lineare, ha subito una trasformazione graduale e progressiva che vede oggi la nascita di una nuova forma espressiva, l’Arte Quantistica. Ritengo che lArte, come diceva Paul Klee, non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che non sempre lo è. L’Arte quantistica fa proprio questo, mostra, evidenzia quello che spesso altri linguaggi non riescono a dire, fornendo una nuova concezione del mondo meno limitativa e condizionante. Quest’arte diviene linguaggio ideale per un cambiamento radicale di paradigma, una visione olistica che cerca di comprendere la realtà delle cose nel suo insieme. Una visione che non è più pensiero individualista ed egocentrico, ma collettivo divenendo un canale veicolante verso un cambiamento radicale della realtà.  La Scienza classica riduzionista, che si basa sulla convinzione di poter smontare ogni cosa per isolarne le singole componenti e studiarle una alla volta, sta attraversando un momento di profonda trasformazione e rinnovamento. È una scienza che non tiene conto che negli esseri viventi il tutto è superiore alla somma delle parti, secondo la visione olistica. Una Scienza Olistica che non sia al servizio del materialismo, degli interessi personali ma operi nel rispetto e nell’amore del Tutto, dell’intero. Mi riferisco ad una visione dove Arte e Scienza entrino in sinergia, lavorino insieme e una sia di aiuto all’altra. Pensiamo ad Einstein che attribuì soprattutto alla musica, sua grande passione, le sue intuizioni scientifiche arrivando a dire che “ I grandi scienziati sono artisti”.

La fisica quantistica sta veramente rivoluzionando l’intera concezione della realtà. Le implicazioni delle scoperte degli ultimi decenni, tuttavia, non hanno ancora nemmeno cominciato a scalfire le nostre convinzioni acquisite ormai da secoli durante tutta l’epoca industriale. La scienza è progredita oltre la nostra capacità di comprendere. Feynman, premio Nobel per la fisica, sosteneva che la nostra immaginazione riesce a comprendere solo la materia, il tempo che scorre verso il futuro e le tre dimensioni. Siamo prigionieri di certi schemi interpretativi da noi stessi creati nel passato. Le impalcature mentali, le ideologie, i concetti, le opinioni, condizionano sempre il nostro agire. Importante è dunque ampliare la nostra visione della realtà fino a comprendere un mondo che supera la nostra immaginazione; per questo è necessaria la collaborazione degli artisti che si affidano alla fantasia, alle intuizioni. Heisemberg, uno dei fondatori della meccanica Quantistica, oltre che premio Nobel per la Fisica, sosteneva che“… gli sviluppi più fruttuosi si verificano spesso ai punti di interferenza tra due diverse linee di pensiero.

Picasso, ad esempio, introdusse, con la sua opera “Les damoiselles d’Avignon” il concetto di Relatività quasi contemporaneamente ad Einstein, che con la sua teoria stravolse la concezione del tempo e dello spazio.

 Le mie opere cercano così di interpretare queste nuove visioni.

Io credo che proprio l’arte  possa essere importante per cambiare vecchie concezioni scientifiche riduzioniste-meccaniche che continuano a manipolare la nostra mente, impedendoci di comprendere la realtà. L’uomo, infatti, può solo interpretare pochissime onde elettromagnetiche che raggiungono i suoi occhi, quindi non è in grado di avere una visione obiettiva. L’artista quantistico, al contrario, si apre facilmente al nuovo, prendendo in considerazione anche ciò che appare inverosimile. Il suo compito è quello di togliere il velo dell’illusione e avvicinare lo spettatore verso una realtà nascosta spesso difficile da accettare. Da sempre l’arte è stata anticipatrice di nuovi modelli intuitivi cercando di superare ciò che ritiene ormai logoro, talvolta anche ripescando in un lontano passato, ma sempre rielaborando in un ottica nuova di immagini. La forza dell’artista  sta proprio qui, non solo nella sua creatività, nella sua intuizione, ma nella capacità di anticipare anche la Scienza, spaziando in territori inesplorati dal comune sentire,  promuovendo la nascita di una nuova coscienza, anche in campo scientifico.

L’arte vede il mondo da un’angolatura eccentrica che le permette di mostrare quello che altri linguaggi non riescono a dire.

Arte e Scienza sembrano non avere punti di contatto eppure già esaminando l’opera di Leonardo ci si rende conto che si avvalgono degli stessi processi di osservazione. Pensiamo ai bambini, prima ancora di impossessarsi del linguaggio, utilizzano il disegno, come tentativo di comprendere il mondo fisico. Le immagini, le forme e i colori costituiscono il mezzo di comunicazione più diretto.

Nel mio caso, come artista, mi esprimo attraverso la pittura, con l’idea che sia dapprima il cuore e poi la mente dell’osservatore ad entrare in sintonia con l’opera e a comprenderne il messaggio.

Per questo scoperte come quelle sui Biofotoni è importante che siano divulgate, trasmesse ai più perché divengano conoscenza comune.

I Biofotoni  furono scoperti intorno al 1920 dal russo Alexander Gurwitsch ma provati scientificamente solo 40 anni fa dal biofisico tedesco Fritz Albert Popp e dal suo gruppo di ricercatori. L’importanza della scoperta fu confermata da scienziati eminenti come Herbert Froehlich e premio Nobel Ilya Prigogine. Siamo nel 2017 ma ancora oggi si parla poco di biofotoni. Come mai? Questo grande scienziato venne da subito ostacolato nelle sue ricerche dallo stesso ambiente accademico, che solitamente non accetta facilmente le nuove scoperte.  A conferma riporto le parole di  Max Planck, altro premio Nobel:“Una nuova verità scientifica non trionfa perché convince i suoi detrattori e fa sì che essi vedano la luce, ma piuttosto perché i suoi detrattori pian piano muoiono, e intanto cresce una nuova generazione per la quale i nuovi concetti sono scontati”.

Secondo  Popp  possiamo  considerare l’uomo come un essere di luce. Siamo più degli atomi e delle molecole di cui siamo composti, ma esseri che emettono, comunicano per mezzo della luce, e  formati dalla luce.

La Luce è importante per la vita in tutte le discipline scientifiche, dalla fisica alla biologia e all’arte stessa. Lo era già per i filosofi greci, per il Medioevo fino ad arrivare a Leonardo da Vinci che ne studiò la geometria e si interessò dell’interazione tra luce e ombra.

LUCELuce”- Daniela Biganzoli(Dab) – Opera Digitale

La materia vivente emette i cosidetti biofotoni, sotto forma di “Quanti Energetici”, che consistono in una luce estremamente debole equivalente a quella di una candela vista ad una distanza di 20 km. I Biofotoni fanno parte dello spettro elettromagnetico visibile (380-780 nanometri) e permettono di scambiare informazioni anche a lunga distanza. La luce nel nostro corpo viene immagazzinata ed emessa dal nostro DNA prendendola  dai raggi solari e dal cibo che mangiamo.

I biofotoni  inoltre presentano una caratteristica incredibile che caratterizza la vita, la coerenza. La coerenza si ha quando i biofotoni vibrano in sintonia, in concordanza di fase e con la stessa frequenza. Gli organismi in buona salute emettono bio-fotoni molto coerenti  mentre gli organismi malati emettono fotoni meno coerenti. Quindi per mantenere la salute ci devono essere bassi livelli di entropia.

Popp ha dimostrato che la luce nel nostro corpo viene immagazzinata ed emessa dal nostro DNA che si trova nel nucleo di ogni cellula. Il DNA è la vita stessa; è la portatrice dell’ereditarietà. Esiste  in tutte le cellule viventi di ogni animale e di ogni pianta della Terra.

I biofotoni però vengono emessi soprattutto dal cosìdetto DNA spazzatura, che corrisponde al 95%, definito così perché non se conosceva l’utilità e che invece ha  un ruolo fondamentale.

Il DNA è come un internet biologico, un’antenna a banda larga che fornisce istruzioni; trasmette e riceve onde elettromagnetiche ed è capace di comunicare a distanza mediante segnali quantici-coerenti recepibili da altri DNA. Questo però non può mantenersi nè riprodursi se non e’ immesso in una soluzione acquosa.

Dalle ricerche del premio Nobel  Luc Montagnier,  il DNA è in grado di emettere e di trasmettere segnali elettromagnetici di bassa frequenza in soluzioni acquose altamente diluite, le quali mantengono poi “memoria” delle caratteristiche del Dna stesso.

Qui potete vedere una mia opera relativa alla memoria dell’Acqua, ”Informed Water”.

Informed water (2)“Informed Water”-Daniela Biganzoli(Dab)

L’emissione di biofotoni aumenta con l’avanzare dell’età biologica, mentre al contrario il sangue di una persona sana e giovane emette più biofotoni del sangue di una persona anziana o con scarsa vitalità.

Alla morte dell’organismo vivente, si ha la massima emissione di biofotoni. A riprova di questo riporto le parole di Nikola Tesla durante un’intervista del 1899 rilasciata al giornalista  John Smith: “Alla mia finestra, una mattina arrivò una colomba bianca, alla quale davo da mangiare. Ella voleva dirmi che stava morendo. Dai suoi occhi uscivano fasci di luce. Non ho mai visto negli occhi di nessuna creatura tanta luce come in quelli di quella colomba”.

Per rappresentare i Biofotoni attraverso una mia opera ho scelto proprio la Colomba bianca di Tesla come protagonista  e messaggera di informazioni. Ma prima vorrei fare una breve premessa su chi fosse questo grande inventore del passato per comprendere meglio l’essenza dell’opera.

Nikola Tesla, uno dei più grandi scienziati di tutti i tempi, nacque nel 1856  in Croazia da genitori serbi. Ingegnere elettronico, inventore e pioniere degli studi sull’elettromagnetismo; definito un visionario.

Depositò circa 300 brevetti;  in particolare inventò la corrente alternata, grazie alle sue capacità mentali quasi sovrumane. Ma la cosa più incredibile è come arrivasse alla realizzazione di queste geniali invenzioni; l’intero processo creativo aveva luogo solo nella sua mente. Affermava infatti:  «Per me è del tutto indifferente costruire una turbina nella mia testa o in officina, riesco persino a notare quando va fuori bilanciamento

Il reporter americano John B. Kennedy che lo intervistò lo descrisse  con queste parole: “Un uomo alto, snello, una figura ascetica che veste abiti sobri e che osserva il suo interlocutore con sguardo fisso e profondo Una vita quasi monacale quella dell’ingegnere-filosofo-inventore: non beve, non fuma, segue una dieta ferrea. Totalmente concentrato nella sua missione: scoprire e creare.”

Per  Tesla, infatti, il denaro non era importante, per questo motivo veniva considerato “il poeta della Scienza”. Immaginava un mondo in cui tutti gli uomini avrebbero ricevuto energia gratuita e illimitata. Nonostante la fama però morì povero e solo  a 86 anni,  in una camera d’albergo di New York.

Tesla possedeva una mente che riuscì a prevedere invenzioni future con un incredibile anticipo sui tempi, come ad esempio quella degli smartphone nel 1926.

Mi hanno particolarmente colpito queste sue parole, riportate di seguito, che mi fanno pensare al principio più importante della Fisica Quantistica, l’”Entanglement”..“Ogni volta che una delle mie persone vicine e care erano rimaste ferite, ho sentito il dolore fisico. Questo perché i nostri corpi sono di una costituzione simile, e le anime legate con dei fili infrangibili”. E’ come se avesse anticipato a livello intuitivo questo incredibile principio, confermato soltanto nel 1982 da Alain  Aspect  , a cui neanche Einstein volle credere. E’ un  fenomeno non-locale, che si manifesta quando due particelle si influenzano a vicenda istantaneamente

Entanglement“Entanglement? Ho chiuso gli occhi alla verità”-Daniela Biganzoli(Dab)

A proposito della Luce, Nikola  sosteneva che “Noi siamo luce, noi siamo Dio !”  e ancora :“Io sono parte di una luce che è la musica. La luce riempie i miei sei sensi: la vedo, odo, sento, annuso, tocco e penso. Pensare a lei è il mio sesto senso. Le particelle di luce sono note scritte. Un raggio può essere un’intera sonata. Mille lampi sono un concerto.” 

Di seguito riporto, come interpretazione sul tema dei Biofotoni, la mia opera “La colomba di Nikola Tesla”.

La Colomba di Nikola Tesla

Come anticipato precedentemente, la scelta di questo soggetto è generata proprio dalle parole di Nikola riguardo l’arrivo della colomba che tanto amava. Qui la Colomba viene rappresentata con una luce emessa dalla testa, che non è bianca ma dei colori dell’arcobaleno, che costituiscono lo spettro solare o luminoso. Questa luce è un preciso richiamo ai biofotoni che vengono emessi dagli occhi della colomba in dose massima perchè prossima alla morte. Tesla manifestò una vera passione per questi uccelli  che nutriva amorevolmente ogni giorno. Voleva dare amore ad esseri che sapevano corrispondergli; gli animali in generale e le colombe in particolare.

Nell’opera vediamo come sfondo molti fulmini, che rappresentavano per Tesla, insieme ai tuoni, un vero interesse, tanto da affermare:“ I fulmini sono i giocattoli piu’ belli che si possono trovare”. Veniva soprannominato “Il signore dei fulmini”  soprattutto per i suoi esperimenti, in particolare quelli sulla  famosa  “Bobina”. Sembra che  fin dall’infanzia avesse delle visioni precedute da strani lampi di luce, accompagnate da una intensificazione dell’udito, oltre ogni capacità umana. Probabilmente si trattava di “stati alterati di coscienza”; quando particolari aree del cervello normalmente dormienti vengono attivate, unendo le capacità intuitive a quelle razionali. Nei suoi scritti troviamo inoltre queste parole:”..usando il “fulmine di Giove” l’uomo annichilisce il tempo e lo spazio”.

Tesla  aveva inoltre una vera ossessione per il numero 3 che viene considerato il numero della perfezione, dell’equilibrio delle forze, la sintesi spirituale.  Il tre è associato anche alla lettera Gimel, che è la terza lettera dell’alfabeto ebraico che rappresenta l’espandersi e il contrarsi della luce infinita. Per questo li ho inseriti nello sfondo.

Sotto l’ala della colomba, invece vediamo la presenza del DNA per la sua importanza riguardo ai biofotoni. Infatti, come scrivevo, la luce nel nostro corpo  viene immagazzinata ed emessa dal nostro DNA che si trova nel nucleo di ogni cellula.

Concluderei con queste  parole di Nikola Tesla :

 “Se volete comprendere i segreti dell’universo, pensate all’energia, alla frequenza e alla vibrazione”.

“La scienza non è nient’altro che una perversione se non ha come suo fine ultimo il miglioramento delle condizioni dell’ umanità”.

Bibliografia e Sitografia :

https://dabpensiero.wordpress.com/2009/11/23/larte-anticipatrice-di-nuovi-paradigmi/

 Fritjof Capra, “Il Tao della fisica”, Gli Adelphi, 2007

https://www.dionidream.com/il-corpo-umano-emette-comunica-attraverso-ed-e-fatto-di-luce/ )

Vincenzo Primitivo-Il DNA spazzatura è un ‘antenna di biofotoni- SCIENZA e CONOSCENZA

http://www.pennematte.it/wp-content/uploads/pdf_opera/usr5365/13776.pdf

http://www.lastoriavariscritta.it/dna-un-sistema-biologico-ricetrasmittente/#sthash.Pw2gSb5o.dpbs

http://www.mizar100.it/i_biofotoni.htm

http://ilnuovomondodanielereale.blogspot.it/2015/06/nikola-tesla-noi-siamo-luce-noi-siamo.html

http://www.focus.it/cultura/storia/nikola-tesla-storia-di-un-genio-truffato

https://dabpensiero.wordpress.com/2013/11/12/entanglement-ho-chiuso-gli-occhi-alla-verita/

https://gaetaniumberto.wordpress.com/2015/03/12/le-scoperte-di-nicola-tesla-volutamente-occultate-allumanita

http://semplici.emozioni.forumfree.it/?t=71588283

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di Paolo Manzelli <egocreanet2016@gmail.com>

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La co-Evoluzione della vita sul nostro pianeta ci fornisce il miglior modello naturale di economia circolare.

La Fotosintesi delle piante permette di sopravanzare  il  metabolismo di tipo anaerobico mediante la capacità di utilizzare la luce solare come fonte di energia al fine di  produrre per tramite il “cloroplasto” molecole organiche (glucosio = C6H12O6 ) a partire da molecole inorganiche CO2 ed H2O con la conseguente liberazione di ossigeno molecolare (O2) nell’atmosfera. 

In seguito il  glucosio  in presenza di ossigeno trasportato dal sangue viene scomposto nuovamente in CO2+ H2O , durante la respirazione cellulare attivata dai “mitocondri” per produrre energia biologica (ATP) necessaria alle cellule viventi per riprodursi. – http://scuola.italia4all.it/32039/mitocondri-e-biofotoni/

L’economia circolare del modello naturale viene in tutte le sue fasi regolata dalla produzione di BIOFOTONI   emessi spontaneamente da tutti i sistemi viventi ed organizzati dai vari DNA  come quanti di energia di informazione “coerente “ utilizzati per regolare il metabolismo e la apoptosi e la riproduzione cellulare . http://www.caosmanagement.it/222-economia-circolare

Il convegno su “BIOFOTONI ED ENERGIA PER LA VITA”  organizzato da Egocreanet (ONG) il  28 Sett 2017 c/o l ‘Accademia dei Georgofili in Firenze, si propone di porre le basi per una nuova comprensione della complessità della comunicazione di biofotoni nell’organizzazione circolare della vita. http://www.eurosportello.eu/sites/default/files/20170928_programma.pdf

L’ Elettromagnetismo in Biologia non è stato preso in attenta considerazione nell’ambito del “paradigma meccanico” della scienza. Solo alcuni scienziati come Georges Lakhovsky nel 1931 seguendo alcune intuizioni di Nikola Tesla sul DNA quale struttura elettromagnetica, hanno compreso che il nucleo di una cellula viva può essere considerato simile  ad un circuito elettrico oscillante che emette e riceve radiazioni.

http://venezian.altervista.org/Scienzarte/59._Biofotoni_convegno.pdf

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Questa analogia è sostenuta dal fatto  che la struttura del DNA nucleare da una doppia elica avvolta in direzioni opposte priva di un centro di simmetria, la quale si polarizza quando viene aperta per essere duplicata ovvero copiata dal RNA, ciò perchè si comporta come un cristallo asimmetrico  con proprietà piezoelettriche. Pertanto ogni azione di torsione  e di vibrazione del nDNA genera una carica elettrica e viceversa l’azione del campo elettrico della cellula provoca vibrazioni che possono essere irradiate a distanza per induzione elettromagnetica. In vero questa analogia non è sufficiente a capire l’emissione di “Biofotoni Coerenti” del nDNA; infatti la sua struttura di 2.5 nm di diametro e di lunghezza media di un metro determina una  accelerazione dei quanti di luce nelle due scanalature interne allo scheletro delle coppie di basi tenute assieme da ponti ad Idrogeno. In tal modo il nDNA doppia elica crea una estesa e modulabile cavità risonante che si comporta come un Laser (Light Amplification of Stimulated Emission) nella quale  avvengono fenomeni di entanglement /disentanglment che caratterizzano l’azione quantistica “non locale”  della emissione coerente di biofotoni: sia ad alta direzionalità che monocromaticità. http://drdietrich.ch/biontology/

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L’ entanglement delle onde particelle è pertanto  decisivo nel determinare la possibilità di utilizzare informazioni quantistiche come una forma di “energia sottile” delocalizzata che è  pertanto comunicabile a distanza. Quanto sopra è permesso dalla inter-convertibilità temporanea della sovrapposizione (entanglement) che viene ad agire dando forma a composizioni  di energia di informazione la quale transita da una forma bidimensionale (2D) a quella tridimensionale (3D) che intuitivamente possiamo assimilare al passaggio  tra ombra e luce quantistica.

Così come nel Rinascimento, grandi pittori come Caravaggio utilizzarono magistralmente le composizioni di ombra/luce ( chiaro-scuro compositivo) per creare immagini come risoluzione della sovrapposizione percettiva tra luminescente ed opaco ed inoltre  così come oggi  per la composizione di oggetti in 3D si utilizzano sovrapponendo  strati Bidimensionali (2D) con le stampanti 3D-laser,…..così in natura nei sistemi di costruzione biologica viene utilizzata la reversibilità dell’entanglement-quantistico 2D/3D nella comunicazione di biofotoni coerenti emessi dal nDNA  la quale indirizza la  morfogenesi nella vita biologica.

In conclusione capire  l’entanglement  diviene quindi  decisivo per la biologia quantistica proprio in quanto tale transizione “2D/3D”  diventa necessaria per superare l’indeterminazione quantistica e quindi permette la risoluzione di ambiguità nei processi di auto-organizzazione biologici.  In questo modo l’ alternanza quantistica luce-ombra determinata dall’Entanglement produce una alta probabilità di successo delle attività naturali tese a definire  la creazione e rigenerazione di sistemi biologici complessi.

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di Paolo Manzelli

Presidente EGOCREANET(ONG) egocreanet2016@gmail.com

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Dibattito in Preparazione del Convegno del 28 SETT 2017 su BIOFOTONI ed ENERGIA per la VITA c/o la Accademia dei Georgofili in Firenze. (1)

 

Abstract : L’ iniziativa BIOFOTONI ed ENERGIA per la Vita – 28 Sett 2017 c/o Georgofili Firenze, si propone di delineare una strategia di revisione concettuale delle “scienze della vita” basata sulla moderna interpretazione quantistica dei Biofotoni, i quali a netta distinzione della materia sono quanti di luce emessi spontaneamente da ogni essere vivente ( plankton, funghi e batteri, piante, animali , e uomo). La qualità e quantità di emissione di biofotoni è un indice della “vitalità” di un sistema vivente. Cio’ modifica sostanzialmente ogni precedente visione riduttiva – meccanica delle scienze della vita, andando ad impattare sul ruolo della comunicazione-biologica effettuata a distanza del DNA quale antenna-laser di ricezione ed emissione di segnali biologici sia genetici che epigenetici. 

→ Le cellule di ogni sistema vivente producono deboli quanti di luce (bio-fotoni) nell’intervallo di frequenze UVA e Visibile che derivano dall metabolismo di molte molecole capaci di strutturare nelle loro sequenze di doppi legami energia elettromagnetica; tali frequenze  cadono nell’intervallo tra (200 ed 800 nm), come è possibile dedurre dai loro spettri di assorbimento. (2)  Il DNA così come ogni cellula nel suo metabolismo emette segnali biofotonici caratteristici della vitalità del sistema biologico a cui appartengono, la cui informazione può essere riprogrammata agendo sul rapporto tra genetica ed epigenetica. (3) La maggior parte dei biofotoni di origine metabolica probabilmente si disperdono a causa di fluttuazioni ambientali disordinate e degradano, pertanto la loro energia decade diversamente i DNA’s che emettono “Biofotoni Coerenti” ed e’ proprio la “coerenza quantistica” che li rende più stabili e pertanto irradiabili a lungo raggio di azione, così che circa il 90 % dei biofotoni emessi dai vari DNA (DNAs)  possono essere misurati  pur essendo di intensità debole, utilizzando un fotomoltiplicatore, ed uno strumento ottico per fotografarli. I Biofotoni sono pertanto una evoluzione biologica dei “fotoni” emessi dal campo elettromagnetico solare in quanto sono una forma innovativa di “Energia Strutturata come Coerente” emessa da parte dei tessuti viventi ed in particolare dai DNA’s , che già in antichità era conosciuta come energia vitale con il termine di “Energia Sottile”. In particolare è necessario comprendere come i biofotoni costituiscano una evoluzione biologica dei fotoni della luce solare. Infatti per comprendere il loro ruolo come “energia ed informazione per la vita” e’ necessario partire dalla attività quantistica della “fotosintesi clorofilliana” dove i fotoni di luce visibile ed UV vengono assorbiti dalle membrane tiliacoidi del cloroplasto, che contengono clorofilla ed altri cromofori e che nel loro insieme  funzionano come un “complesso antenna (LHC)” per il trasferimento delle transizioni di “energia strutturata” come quanti di luce provenienti dalla loro riorganizzazione nel  diagramma dei livelli elettronici della clorofilla. Tali quanti di energia detti “eccitoni” vengono trasmessi al DNA del Cloroplasto che li riceve ed ingloba nella sua struttura di informazione genetica  per poi trasmetterli come Biofotoni . (4). Per capire il ruolo di trasmissione a lungo raggio di Biofotoni emessi dai DNA’s per programmare le attività biologiche è necessario mettere in evidenza come la doppia elica del DNA possa  essere considerata una antenna nanometrica ricetrasmittente capace da un lato di acquisire quanti di luce dalle transizioni di livelli energetici “eccitoni”, nel mentre l’altra sezione della doppia- elica, essendo polarizzata in modo opposto, agisce come un’emittente di biofotoni amplificati e coerenti. (5) Questa possibilità è stata sperimentata tecnologicamente includendo una sezione di DNA tra due particelle d’oro (6). Inoltre un recente metodo di sequenziamento del DNA evidenzia sotto una forte illuminazione fotonica le proprietà del campo elettro-magnetico della doppia elica per ottenere una migliore accuratezza nel sequenziare otticamente i quattro nucleotidi (A, C, G, T) che codificano ogni molecola di DNA. (7)

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Pertanto il DNA del Cloroplasto come qualsiasi altro DNA’s , si ritiene che possa agire  anche come un laser (light, amplification by stimulated emission) producendo nella sua doppia elica, di dimensione nanometrica (una cavità risonante 2.5 nm di diametro e lunga circa un metro) l’ “entanglement” degli eccitoni (8),  generando la temporanea coerenza quantistica di segnali di informazione, che vengono irradiati a lungo raggio dal DNA come Biofotoni, i quali assumono ad es. la capacità di guidare a distanza il complesso processo di sintesi che per tramite la conversione ATP/ADP// NADPH/NADP+ ( tra i 260 nm e i 340 nm), trasforma nella fotosintesi CO2+Acqua in Zuccheri rilasciando ossigeno nell’aria. In conclusione la coerenza quantistica dei biofotoni prodotti dai DNA’s teoricamente permette di organizzare le attività biologiche sia nello spazio che nel tempo. Infatti il DNA’s nella sua attività di “Laser biologico” puo’ favorire una coerenza spaziale dei biofotoni riducendone lo spazio dell’ emissione spettrale ad una radiazione monocromatica continua, ovvero agendo sulla coerenza temporale. I DNA’s possono emettere con estrema precisione pacchetti fotonici pulsati emessi ad intervalli di pochi femto-secondi. I nuovi studi e le ricerche teorico pratiche di “biologia quantistica”, hanno compreso il ruolo fondamentale dell’ emissione di biofotoni del “DNA-Laser-Antenna” nel conferire vitalità ai sistemi viventi, in quando i segnali biofotonici agiscono come catalizzatori interattivi di informazione capaci di correlare genetica ed epigenetica al fine di  veicolare evolutivamente tutti i processi cellulari fisiologici e neurologici. In tale contesto di “innovazione quantistica della biologia”, va notato che ciascun DNA agendo in un sistema acquoso irradiando biofotoni, amplia il proprio dominio di coerenza quantistica, per tramite la capacità dell’ accoppiamento sincronico di ponti ad H. dell’ acqua, mediante i quali si attivano le naturali proprieta’ di trasferimento e memorizzazione dell’ acqua dei segnali di informazione, che vengono recepiti da vari ricettori molecolari –risonanti  ( tra essi la Clorofila e la Emoglobina ), proprio al fine di attuare ordinate funzionalità enzimatiche e metaboliche. (9) I biofotoni sono pertanto una “nuova forma di “Energia Biologica” strutturata come coerenza quantistica” attiva in un “sistema acquoso associato al DNA Laser ed Antenna” .Il tema dell’ importanza biologica dei “Biofotoni Coerenti” intesi come “Quanti di luce per la Vita”, sara’ il fulcro dell’attenzione ed impegno d’innovazione che dedicheremo al convegno del 28 Settembre 2017 a Firenze a cui vi invitiamo tutti a partecipate attivamente per dare sviluppo ad un network trans-disciplinare finalizzato a favorire una formidabile capacità creativa scientifica e culturale che è espressione dello sviluppo dell’ argomento :”Biofotoni ed Energia per la Vita”. (10)

Biblio- on –Line

(1) – EGO-2017-: http://www.eurosportello.eu/sites/default/files/20170928_programma.pdfhttp://nexusedizioni.it/it/CT/nuova-prospettiva-sulle-scienze-della-vita-5625

(2) – http://www.altrogiornale.org/biofotoni-previsione-spettroscopica/

(3) –Biofotoni e salute: http://comitatomcs.eu/wp-content/uploads/2017/03/Alimentazione-e-biofotoni.pdf

(4) IL CLOROPLASTO:http://sfp.unical.it/modulistica/Biologia%20VII%202015.pdf

(5) DNA-ANTENNA: http://www.gsjournal.net/old/science/manzelli43.pdf

; http://www.gsjournal.net/old/science/manzelli4.pdf

(6) – https://www.photonics.com/Article.aspx?AID=51562

(7)- https://www.bu.edu/eng/2013/11/08/shining-light-on-the-problem-new-laser-technique-boosts-accuracy-of-dna-sequencing-method/

(8)- Entanglement : http://www.psicolab.net/public/pdfart/8510.pdf

(9)- Biofotoni e Sangue: http://www.generazionebio.com/notizie/8330-biofotoni-luce-sangue.html

(10): Quanti di Vita : http://www.altrogiornale.org/biofotoni-quanti-vita/

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Vorrei segnalare questo Convegno che si terrà a Firenze nella prestigiosa Accademia dei Georgofili, al quale parteciperò come relatrice.

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CONVEGNO

BIOFOTONI ED ENERGIA PER LA VITA

  28 settembre 2017, ore 9:00÷19:00

Aula Magna Accademia dei Georgofili, Logge Uffizi Corti, 50122 Firenze

Il convegno, organizzato da EGOCREANET ONG c/o Incubatore dell’Università di Firenze, è impostato per trovare un nuova coerenza culturale e scientifica basata sulla comunicazione trans-disciplinare e multi-attoriale delle conoscenze sulla vita, indirizzate a descrivere scenari innovativi ed aperti a nuove potenzialità di sviluppo delle scienze della vita fondate sulla comunicazione dei biofotoni.

Per tutte le informazioni legate al PROGRAMMA  vedere qui: 

Programma

Di seguito l’Abstract del mio intervento come artista di ARTE QUANTISTICA:

“La Colomba di Nikola Tesla”

Abstract – Daniela Biganzoli (Dab)

L’arte, nel suo procedere non lineare, ha subito una trasformazione graduale e progressiva che vede oggi la nascita di una nuova forma espressiva, l’Arte Quantistica. Ritengo che l’Arte, come diceva Paul Klee, non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che non sempre lo è. L’Arte quantistica fa proprio questo, mostra, evidenzia quello che spesso altri linguaggi non riescono a dire, fornendo una nuova concezione del mondo meno limitativa e condizionante. Questa arte diviene linguaggio ideale per un cambiamento radicale di paradigma, una visione olistica che cerca di comprendere la realtà delle cose nel suo insieme. Una visione che non è più pensiero individualista ed egocentrico, ma collettivo divenendo un canale veicolante verso un cambiamento radicale della realtà.  La Scienza classica riduzionista, che si basa sulla convinzione di poter smontare ogni cosa per isolarne le singole componenti e studiarle una alla volta, sta attraversando un momento di profonda trasformazione e rinnovamento. Io credo che proprio l’arte  possa essere importante per cambiare vecchie concezioni scientifiche riduzioniste-meccaniche che continuano a manipolare la nostra mente, impedendoci di comprendere la realtà. L’uomo, infatti, può solo interpretare pochissime onde elettromagnetiche che raggiungono i suoi occhi, quindi non è in grado di avere una visione obiettiva.

Scoperte come quelle sui “Biofotoni e la Vita”, è importante che siano divulgate, trasmesse ai più perché divengano conoscenza comune.

Il mio intento è proprio quello di rendere accessibile, di svelare una  verità così importante attraverso l’arte. Nel mio caso mi esprimo attraverso la pittura con l’idea che sia, dapprima, il cuore e poi la mente dell’osservatore ad entrare in sintonia con l’opera e a comprenderne il messaggio.

Per rappresentare questo argomento ho creato un’opera che ha come soggetto principale la “Colomba bianca” del grande scienziato Tesla, uno dei più acuti inventori di tutti i tempi, grazie al quale abbiamo la corrente alternata. Le sue parole, rilasciate in una vecchissima intervista, riguardanti proprio questa colomba alla quale era particolarmente affezionato, ci aiutano a comprendere l’emissione di biofotoni.

Nell’opera sono presenti altri elementi utili alla comprensione di queste importantissime particelle di luce, scoperte da  Fritz-Albert Popp.

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Vorrei segnalare il convegno dal titolo “Il Risveglio della Coscienza“; un evento particolarmente importante che si terrà il 10 settembre a Roma, con la partecipazione della grande astrofisica GIULIANA CONFORTO.

Di seguito la locandina, la copertina della nuova rivista “Risveglio” e le prime due pagine.

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