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Archive for the ‘Eventi’ Category

di Paolo Manzelli – Presidente Egocreanet <egocreanet2012@gmail.com>

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L’ ECONOMIA CIRCOLARE e’ un’ effettiva risorsa per l’ Italia che voglia cambiare verso nella strategia economica e  sociale, cio’ in quanto i Rifiuti sono uno spreco tanto più dannoso in quanto oggi l’innovazione tecnologica permette di recuperare tantissima materia primaria e di evitare l’ inquinamento, con attivita’ di ricerca ed impresa, preziose per lo sviluppo di un Paese come l’ Italia che è povero di materie prime. L’assurdo comportamento è quello che abbiamo irresponsabilmente tenuto fino ad oggi con la gestione dei rifiuti così come abbiamo visto accadere nella terra dei Fuochi e nell’ invadente sporcizia delle citta’ turistiche, causa prima del loro degrado. La mancanza di una cultura ciclica ci sta pertanto rovinando sistematicamente e cio’ è divenuto del tutto assurdo. Mi domando pertanto quale irresponsabilita’ civile sia da attribuire alla ricerca e sviluppo delle Università e degli Enti di Ricerca pubblici e privati su questo collaborando nel far crescere la responsabilità sociale della ricerca ed dell’ impresa, cosi’ come si propone di stimolare EGOCREANET con la CONFERENZA del 29/30 APRILE 2015 .http://www.edscuola.eu/wordpress/?p=56704;http://www.edscuola.eu/wordpress/?p=56584

La societa’ industriale contemporanea è al limite del collasso per aver perseguito un’ economia lineare ritenendo possibile uno sviluppo economico senza limiti. (1)

L’esaurimento delle risorse naturali della terra,  dell’ acqua potabile e l’inquinamento dell’ aria sono la radice di un sistema di produzione che nel suo complesso rischia di divenire globalmente insostenibile. Quindi nell’ epoca contemporanea si impone con sempre maggiore evidenza la necessita’ di una netta revisione delle opportunita’ di produzione e di business per evitare un ineluttabile collasso economico e sociale di vaste e incontrollabili proporzioni.

A fronte di cio’ recentemente il concetto di “economia circolare” ha guadagnato l’ attenzione politica ed economica mondiale nella ricerca di una visione strategica di lungo periodo che possa mettere a punto una modalita’ efficace per ridurre l’intensità del danno generato della decrescita e dall’ inutile sperpero di risorse naturali al fine di poter rinvigorire l’economia dello sviluppo eco-sostenibile. (2)
Lo scorso 2 luglio 2014 la Commissione europea ha presentato una comunicazione «Verso un’economia circolare: un programma a zero rifiuti per l’Europa» (COM(2014)398), che si basa sul presupposto che da un uso più efficiente delle risorse deriveranno nuove opportunità di crescita e occupazione. (3)

Il modello dell’ Economia Circolare, per non rimanere uno semplice slogan, va ridefinito e sperimentato in termini di business innovativo, di nuovi modelli imprenditoriali, che pongano in evidenza come si possa ricavare un netto vantaggio economico e sociale, dando sviluppo ad una riconversione produttiva, basata su una conoscenza condivisa tra impresa e ricerca capace di :

• favorire un sistema di “cross-fertility” multi-disciplinare e multi-attoriale.
• garantire un management collaborativo finalizzato alla sostenibilita’ ambientale.
• innovare il processo produttivo orientato a rilasciare zero rifiuti.
• integrare l’ economia dello sviluppo in una dimensione “glocale”.

II Modello di business innovativo che risponda a tali assi portanti di un nuovo modello di sviluppo è la scommessa dell’ Economia Ciclica, nella quale le aziende e la ricerca devono ripensare le loro comuni strategie di sviluppo, innovando prodotti, processi e mercati nel quadro della futura economia della conoscenza.

Il fulcro di tale innovazione e’ un complesso “Thinking Design” del management della produzione e sviluppo, necessario a ripensare all’ innovazione circolare di prodotti, processi e mercato.

In Economia Circolare i materiali utilizzati in prodotti commerciabili non sono piu’ visti semplicemente come “prodotti primari” , ma come potenziali attività di riconversione, in quanto ciascuna risorsa andra’ ripensata in modo che essa possa può essere riutilizzata come input in altre catene di valore e di sviluppo.

Le imprese in collaborazione con la ricerca, dovranno superare rapidamente l’ insostenibile modello lineare , del ”take-make-waste” “e quindi riflettere, per ogni area di sviluppo, sul come massimizzare, in un sistema di cross-fertility collaborativo, che dia valore ai molteplici prodotti nella dimensione di favorire una durata temporale consistente in più cicli di vita e di consumo.
Al primo posto per iniziare lo sviluppo dell’ Economia Ciclica è pertanto un programma innovativo di “Thinking Design” fondato sulla ri-progettazione dei prodotti e processi di produzione e sviluppo finalizzati a generare più cicli di vita all’ investimento in risorse naturali ed umane e prodotti primari.

Catturare il valore aggiunto dell’ Economia Ciclica come business innovativo richiede infine anche di fare riferimento a nuovi modelli commerciali che sono collegati a innovazione modulare del sistema di riciclaggio della produzione .

Pertanto i possibili vantaggi della Economia Circolare richiedono un cambiamento responsabile della ricerca e dell’ impresa, pertanto la responsabilità sociale ed ecologica dello sviluppo è l’ atteggiamento fondamentale per passare da modelli lineari a modelli di business circolari tali che diminuiscano celermente l’ impatto ambientale della produzione industriale.

Certamente le barriere allo sviluppo dell’ “Economia Circolare” sono globalmente potenti, proprio in quanto sono determinanti la conservazione di interessi precostituiti, i privilegi, i preconcetti e le limitazioni culturali. La transizione verso un’economia circolare richiede pertanto modifiche sostanziali economiche e culturali integrate che implicano l’adozione di nuovi modelli di mercato, nuove modalità di trasformare rifiuti in risorse, e nuovi modelli di comportamento dei consumatori.

Pertanto per stimolare la complessa trasformazione dell’economia in un’economia circolare, EGOCREANET ONG di R&S si impegna a promuovere iniziative di riflessione e stimolo sulla responsabilita’ sociale della ricerca e della impresa indirizzate sulla ampia comprensione tematica della Economia Circolare finalizzata al rilascio di zero rifiuti. (4)
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Biblio online :

(1) – Collasso Societa’ Industriale:
http://www.caosmanagement.it/182-l-imminente-rischio-di-collasso-della-societo-industriale

(2) Circular Economy : http://www.edscuola.eu/wordpress/?p=56584

(3) COMMUNICATION FROM THE COMMISSION 02/JULY 2014:
http://ec.europa.eu/environment/circular-economy/pdf/circular-economy-communication.pdf

(4) Conferenza Economia Circolare nel settore Agro-Food 29/30 Aprile 2015 Infornazioni in: http://met.provincia.fi.it/news.aspx?n=190989

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 Presentazione del Prof. PAOLO MANZELLI

Presidente EGOCREANET, egocreanet2012@gmail.com

 Progetto QUASSI ( Quantum Art, Science and Society for responsible Innovation )

to the meeting with a Delegation of Latin America

  11th-Dec.2014 (h.14.30)

c/O Business Incubator -“University of Florence “

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Relazione del Prof. PAOLO MANZELLI

Presidente EGOCREANET, egocreanet2012@gmail.com

al Convegno“GREEN BUSINESS” – “ALIMENTA L’IMPRESA”

Promossa dall’Associazione APULIA KUNDI / ARTI – Agenzia Regionale per la Tecnologia e l’Innovazione

27 Novembre 2014 – 24 Gennaio 2015 –

c/o Associazione Biologi Ambientalisti Pugliesi (via Giulio Petroni, 15/F – Bari)

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di Daniela Biganzoli(Dab)
http://www.dabpensiero.wordpress.com
daniela.biganzoli@gmail.com
Sognare l'oltre“Sognare l’Oltre “-Daniela Biganzoli(Dab)-2012

L’ articolo   di seguito è stato pubblicato sulla rivista   “IL CAOS MANAGEMENT” nell’Edizione speciale dal titolo“SIS-RRI CONFERENCE: SCIENCE, INNOVATION AND SOCIETY – ACHIEVING RESPONSIBLE RESEARCH AND INNOVATION” . SISRRI è una conferenza internazionale organizzata durante la presidenza italiana del Consiglio dell’Unione europea e sostenuto dalla Commissione Europea.

Nell’Edizione speciale potrete trovare anche l’articolo scritto dal Prof. Paolo Manzelli, presidente di Egocreanet, associazione onlus di ricerca con sede c/o l’ Incubatore Universitario Fiorentino (IUF).

La Scienza, secondo Ervin Laszlo, esperto in teoria dei sistemi, si è sviluppata molto più rapidamente della Coscienza rappresentando il maggior pericolo per l’attuale umanità, in quanto dona un’enorme potere agli esseri umani senza una consapevolezza globale delle loro azioni. Per questo motivo la Scienza oggi ha un’enorme responsabilità sociale e deve trasformarsi in una Scienza Olistica che non sia al servizio del materialismo, degli interessi personali ma operi nel rispetto e nell’amore del Tutto, dell’intero. Quella attuale invece è una scienza riduzionista che si basa sulla convinzione di poter smontare ogni cosa per isolarne le singole componenti e studiarle una alla volta; proprio per questo sta attraversando un momento di profonda trasformazione e rinnovamento. E’ una scienza che non tiene conto che negli esseri viventi il tutto è superiore alla somma delle parti. Heisemberg, uno dei fondatori della meccanica quantistica, oltre che premio Nobel per la Fisica, diceva che“… gli sviluppi più fruttuosi si verificano spesso ai punti di interferenza tra due diverse linee di pensiero”. In un momento particolarmente critico come quello attuale occorre pensare eticamente, non pensare solo a noi stessi ma a un bene comune in un pianeta sano. Per questo oggi l’Arte può rivestire un ruolo incomparabilmente più ambizioso di quello che aveva nel passato, passando “Dall’Io al Noi”, dal pensiero individuale a quello collettivo, unificando varie discipline. Del resto l’arte e quindi le immagini, le forme e i colori, costituiscono il mezzo di comunicazione più diretto. Pensiamo ai bambini, prima ancora di impossessarsi del linguaggio, utilizzano il disegno come tentativo di comprendere il mondo fisico. Diviene allora importante sviluppare la creatività che utilizza un percorso affascinante ed inusuale per partorire un’idea. Si è visto infatti che nei “creativi” la circolazione sanguigna si attiva in entrambi i lobi frontali, mentre normalmente si registra solo in quello sinistro, sede della razionalità. Quindi il creativo possiede la capacità non tanto di scoprire nuove cose, ma la facoltà di percepire la realtà con occhi diversi, accendendo anche negli altri la scintilla di nuovo sapere. Quella però che chiamiamo realtà “oggettiva” non ha niente a che vedere con la realtà sostanziale della materia e dell’energia. Infatti dal punto di vista neurologico, vedere un oggetto o immaginarlo implica la stimolazione delle medesime aree del cervello. Con il falso criterio di oggettività del reale percepito, la cultura occidentale ha perso completamente la consapevolezza di ciò che invece, per istinto, era ben chiaro per l’uomo delle antichissime civiltà; gli sciamani, ad esempio, intendono la realtà come una forma speciale ovvero cosciente del sognare. Lo stesso Picasso, si era reso conto che la realtà è una elaborazione soggettiva della percezione, perché vista da un’unica prospettiva; cercò allora di rappresentarla in modo diverso ed alternativo, superando i parametri della geometria euclidea e della prospettiva. In assonanza con le teorie della Relatività di Einstein Picasso aggiunse così una quarta dimensione, il tempo non più separato dallo spazio, al fine di rappresentare in modo più completo la realtà. Col suo capolavoro ” Les demoiselles d’Avignon” inaugurò la stagione del Cubismo. L’Arte può così fornire alla Scienza nuove intuizioni per il progresso futuro.
L’Arte, come diceva Paul Klee, non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che non sempre lo è. La Quantum Art fa proprio questo, mostra, evidenzia quello che spesso altri linguaggi non riescono a dire, fornendo una nuova concezione del mondo meno limitativa.
E’ in questo contesto di transizione che nasce quARte, movimento di Arte Quantistica, di cui sono la Responsabile. Questo movimento, promosso dall’associazione scientifica EGOCREANET, è finalizzato ad aumentare la “realtà conosciuta” integrando i punti di vista artistico, scientifico e tecnologico. Se la scienza non comincerà a vedere il cervello da una prospettiva più olistica, avvalendosi dell’immaginario artistico, le teorie scientifiche saranno staccate dal modo in cui vediamo noi stessi. Gli artisti si affidano alla fantasia, ma la fisica moderna supera oggi l’immaginazione, richiedendo così la collaborazione degli artisti. Siamo prigionieri di certi schemi interpretativi da noi stessi creati nel passato. Le impalcature mentali, le ideologie, i concetti, le opinioni, condizionano sempre il nostro agire. La fisica quantistica sta veramente rivoluzionando l’intera concezione della realtà. Le implicazioni delle scoperte degli ultimi decenni, tuttavia, non hanno ancora nemmeno cominciato a scalfire le nostre convinzioni acquisite ormai da secoli durante tutta l’epoca industriale.
Mi riferisco quindi ad una visione dove Arte e Scienza entrano in sinergia, in cui una è di aiuto all’altra. Pensiamo ad Einstein che attribuì soprattutto alla musica, sua grande passione, le sue intuizioni scientifiche arrivando a dire che “I grandi scienziati sono artisti”. Secondo lui l’Arte e la Scienza aspirano all’universale, partendo dall’intuizione. Anche per Arthur I. Miller, famoso fisico e divulgatore scientifico, è praticamente impossibile immaginare la scienza senza le immagini. In questa accezione, gli scienziati sono come gli artisti: entrambi cercano una rappresentazione visuale del mondo. “Nel momento della visione creativa, si dissolvono i confini tra le discipline e sia gli artisti sia gli scienziati cercano nuovi modelli di estetica“ Arthur Miller.

Bibliografia e sitografia

Urra-“Il punto del caos”- Ervin Laszlo
Semir Zeki – La visione dall’interno-Universale Bollati Boringhieri
https://dabpensiero.wordpress.com/2007/12/10/relativita-nella-letteratura-nella-fisica-e-nellarte/

 

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<Il futuro del cibo è il futuro della vita>(*)
Paolo Manzelli –Presidente EGOCREANET, egocreanet2012@gmail.com

 

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“Sovranità Alimentare” significa il diritto di tutti gli uomini di organizzarsi per condividere l’ impegno di nutrirsi con alimenti sani ed accessibili. La Sovranita’ Alimentare consiste pertanto nel favorire e promuovere la riduzione della fame e della povertà con strategie di sviluppo mirate a individuare sistemi di produzione alimentare che sviluppino le oppotunita’ di vivere in salute e benessere. Pertanto il tema del diritto al cibo ed alla salute è parte essenziale della cultura dello sviluppo le cui azioni si attuano progettando azioni e programmi finalizzati a rinnovare le strategie di cambiamento della nutrizione e salute che riguardano tutti come cittadini, consumatori e produttori. Pertanto la Sovranita’Alimentare e’ un sostanziale impegno ed una scelta di vita sana di tutte le persone le quali condividano buone pratiche di sviluppo alimentare e l’ adozione di nuovi stili di vita necessari a promuovere concrete forme di cambiamento dell’attuale modello di sviluppo mercantile-consumistico. Sovranità Alimentare significa anche la possibilità per gli Stati, le regioni, le comunità locali in tutto il mondo, di poter decidere autonomamente cosa produrre, e scegliere metodi di coltivazione sostenibili, rispettosi dell’ambiente della bio-diversita’ e delle tradizioni locali, e di individuare su quali mercati e a quali destinatari indirizzare la produzione degli alimenti, per offrire cibi sani e a prezzi accessibili anche nelle zone meno fertili della terra al fine di promuovere la riduzione della fame la malnutrizione e la povertà . (1)

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-> Linee e strategie di gestione responsabile della terra.

Gli ostacoli che provocano la difficolta’ o mancanza di accesso alla coltivazione della terra, nonche’ alla distruzione della fetilita’ dell’ humus, sono tra i principali fattori negativi per la Sovranità Alimentare e lo sviluppo dell’agricoltura; quindi tali fattori rappresentano un rischio per il mantenimento o per l’aumento di comunità rurali più sostenibili capaci di contribuire alla crescita effettiva della Sovranita’ Alimentare. Diversamente dalle esigenze di sviluppo della Sovranita’ Alimentare, si assiste ad una competizione nel mondo per l’ accaparramento di terreni (LAND GRABBING = una forma di neocolonialismo per il controllo della terra), riguardante pratiche di acquisizione su larga scala di terreni agricoli, che è particolarmente attiva nei paesi in via di sviluppo, mediante affitto pluriennale o acquisto di grandi estensioni agrarie da parte di compagnie multinazionali, governi stranieri e singoli soggetti privati. (2)
Tale fenomeno sta diventando sempre piu’diffuso, così che ha assunto una particolare connotazione di crescita del profitto a favore della “Societa’ Industriale”, a partire dagli anni 2007-2008, quando l’accaparramento di terre è stata conseguenza della recente crisi dei prezzi alimentari e della volontà, da parte di alcuni paesi altamente industrializzati, di assicurarsi le proprie riserve alimentari al fine di tutelare la propria sicurezza nella fornitura di cibo nel settore del mercato alimentare, gestito ormai dai grandi supermercati. Inoltre il Land Grabbing è stato orientato dalla necessita’ di utilizzare i terreni per la produzione di Bio-Carburanti da prodotti agricoli, che a partire dagli anni 2000 ha trovato uno sviluppo crescente in parallelo con la crescita del prezzo del petrolio come fonte alternativa di energia rinnovabile, che purtroppo entra in competizione con l’ utilizzazione della terra per uso alimentare. Per uscire da tale contraddittoria competizione tra energie alternative e produzione di alimenti, è necessario adeguare ogni territorio alla propria bio-capacità ed agire sulle sue potenzialita’di evoluzione viste in termini di KBBE ( Knowledge based Bio-economy). Cio’ in modo da poter migliorare la fertilita’ ecologica del terreno come orizzonte e riferimento eco-economico per poter ri-orientare la propria organizzazione socio-economica locale nell’ ambito dello sviluppo globale della futura societa’ della conoscenza. (3)

>Prosperità e privilegi senza sviluppo determinano il collasso ineluttabile della societa’ industriale.

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La “crescita illimitata” è stato dogma del sistema economico della produzione industriale, ma è proprio il prevalente costante aumento del profitto finanziario il problema attuale che determina l’ irreversibile crisi contemporanea del modello di produzione e commercio della ormai obsoleta “Societa’ Industriale”.
Il cambiamento che conduce alla ristrutturazione sociale ed economica della futura “Societa’ della Conoscenza”è ormai in atto, al di là delle contraddizioni e delle resistenze che si incontrano in tale transizione epocale viste in termini di programmabili rischi ed anche inaspettate disgrazie ed eventi.

Cicle

> La ECO-ECONOMIA CICLICA: Programmazione indirizzata ad evitare i rischi di completo collasso socio economico correlate alle crescenti incertezze di approvvigionamento idrico e di cibo ed alle conseguenti emissioni di rifiuti inquinanti e di CO2 , che rendono necessaria l’ attuazione ciclica del ripristino delle risorse naturali ottenibile mediante la gestione condivisa e collaborativa di processi di produzione agraria. (4)
Con la “economia ciclica ed ecologica” attuata in sostituzione della strategia tradizionale lineare di consumi che vengono dismessi e bruciati come rifiuti, in vero potra’ essere ridotta la rapida obsolescenza del modello di produzione industriale, benche’ l’ esigenza di un nuovo modello di sistema socio economico della Societa’ della Conoscenza diventi sempre piu’ forte a causa dell’ aumento della popolazione mondiale e del ritmo con cui si procede verso l’ esaurimento delle risorse naturali e la decrescita sistematica del lavoro.
Per quanto importante, infatti non basterà recuperare le materie prime, creando con modelli di consumo circolari il parziale recupero delle materie prime piu preziose. Comunque l’ eco-economia di ciclo integrato-collaborativo puo’ produrre indubbi benefici allo sviluppo contemporaneo, anche perche’con essa si inizia a rimodellare il sistema strategicamente competitivo della produzione industriale, trasformandolo gradualmente in un sistema cooperativo, almeno in una dimensione locale e di micro-economia, tale che il sistema socio-economico diventi portatore di un piu’efficiente impiego delle risorse nel quadro della mission della “Sovranita Alimentare” che ancora è difficilmente gestibile a livello macro-economico globale.

ECO-BIO-ECO

->La ECO-BIO ECONOMIA : Nuove prospettive ed orientamenti di sviluppo.

La visione della moderna “Eco-Bio-Economy”persegue l’obiettivo di favorire una “innovazione dirompente” che prevede nel lungo termine una trasformazione della Società Industriale e dei suoi principi di competitivita’ aziendale per realizzare ricerca e innovazione responsabile e collaborativa allo scopo principale di prevenire la fame nel mondo, sviluppando la “Sovranità Alimentare”in tutte le sue forme.

Tale obiettivo in gran misura visionario si ritiene possibile raggiungerlo proprio in quanto aumenta rapidamente l’ interscambio in rete dei flussi di conoscenza ed innovazione culturale condivisa, i quali non sono direttamennte incorporati in beni materiali e nei relativi flussi del capitale economico. Pertanto la competitività, il motore della crescita della Societa’   Industriale si trova ad essere oggi irrimediabilmente inceppato ed infatti rischia pericolosamente di girare a vuoto nell’ ambito sovrastruttura fine a se stessa del capitale finanziario. Sono infatti le nuove conoscenze che, circolando nella rete,  determinano la probabilita’di successo di sostanziali cambiamenti, che in questa fase di transizione creativa verso la Società della Conoscenza, restano invisibili all’ economia di mercato, non potendo essere iscritti nel PIL, perche’prevalente basati su attività “No for Profit”e di volontariato scientifico e culturale internazionale. Inoltre il terzo settore basato su no-for profit, apre la strada a nuovi paradigmi concettualmente transdisciplinari e collaborativi, ilprogramma Europeo HORIZON 2020, che richiede una visone radicalmente nuova di co-operazione multi-attoriale tra ricerca ed impresa, in una strategia di trasformazione socio-economica basata su nuovi paradigmi socio economici adeguati a nuovi orizzonti strategici di cambiamento dello sviluppo della vecchia concezione industriale. (5) .In particolare la strategia di HORIZON 2020 prende in attenta considerazione le stime analizzate alle Nazioni Unite per le quali la popolazione mondiale,che nel 1927 era di 2 Miliardi , raggiungerà i 7 miliardi nel 2015 e si attesterà attorno 9/10 miliardi nel 2050. Tale enormeincremento è dovuto soprattutto ai paesiin via di sviluppo.Questi datimettono in evidenza la necessita di procedere attraverso la realizzazione di nuovi rinnovati prodotti e processi di produzione alimentare di alta qualita’ nutritiva ,asostegno della Sovranita Alimentare, che dovranno essere associati ad una economia fondata sulla distribuzione equa delle risorse e dedicata al miglioramento della vita ed in particolare della salute umana anche attraverso l’uso razionale delle risorseambientali. Cio’sara possibile superando nettamente gli stereotipi di competitvita’aziendale della societa’ mercantile,la cui persistenza sta acuendo la congiuntura economica attuale,rischiando di trasformarla in un disastro di dimensione mondiale e senza appello. Infatti il sistema di produzione agroalimentare contemporaneo proseguendo con le passate logiche di sviluppo della Societa’Industriale globalmente competitiva,trova sempre maggiore difficoltà di sopravvivenza causatadallo scempio delle foreste, la erosione dei terreni e la decrescita della biodiversità, tutto cio’nel mentre la popolazione mondiale èin crescitaesponenziale. Come conseguenza di una pressione demografica cosi elevata diviene di estrema urgenza la ricerca di nuove risorse alimentari rinnovabili.

-> NUOVE FONTI ALIMENTARI.

Tra le nuove possibilita’di produzione alimentare sono ben note le “Micro alghe”appartenenti alla famiglia dei ciano-batteri che sono utili in quanto coltivabili anche in terreni “non arabili”. Esse sono alimenti che hanno una elevata capacità di assorbimento in acqua della CO2, ed anche possono essere utilizzati come produzione di energia da biomasse. Dal punto di vista alimentare tali alghe ( in particolare la “Spirulina”) hanno un alto potere nutritivo e anti ossidante ( contengono proteine vegetali, carboidrati, vitamine ed acidi grassi essenziali come omega 3 ecc.) inoltre permettono di realizzare un sistema di produzione integrato sul modello della “economia ciclica” delle Fattorie del Futuro, dove contemporaneamente alla produzione di alimenti si ricava energia e si recupera la CO2 per la crescita di biomasse. (6)

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Inoltre si pensa di valorizzare come cibo i prodotti reperibili nelle foreste per valorizzarne l’ importanza e la sostenibilita’ alimentare per tramite la realizzazione di numerosi prodotti nutraceutici, la coltivazione di funghi ed anche l’ utilizzazione di allevamenti di insetti per estrarne proteine e potenziali nuove fonti di cibo del futuro. (7)

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-> Sovranità alimentare e sviluppo della ricerca della Biologia Quantistica.

La Sovranità alimentare potrà ’infine ottenere inaspettate soluzioni dallo sviluppo dell’ innovazione delle conoscenze nel settore della “biologia quantistica” applicata alle scienze della vita. Questo e’ un campo di ricerca ed innovazione di importanza strategica per Horizon 2020 nell’ ambito della creazione di una bioeconomia-europea basata sulla conoscenza. In particolare lo studio degli effetti dell’ “entanglement quantistico” , stanno conducendo ad una miglior comprensione la “fotosintesi delle piante” e cioè di uno dei più importanti elementi di costruzione del sistema vivente nel nostro pianeta.Questi recenti studi permetteranno di ottenere una più profonda comprensione di come la natura sfrutti gli effetti quantistici per la produzione agricola e quindi sono potenzialmente in grado di spianare la strada per la realizzazione di una nuova generazione di piante piu’ efficienti nell’ attuare la fotosintesi e con essa la produzione alimentare del futuro.

(*)-Sintesi della Relazione di Paolo Manzelli al corso: Laboratori dal Basso “GREEN BUSINESS – Alimenta l’impresa” finanziata dall’ARTI – Agenzia Regionale per la Tecnologia e l’Innovazione ARTI e promossa da APULIA KUNDI – http://www.apuliakundi.it  Associazione di ricerca e divulgazione scientifica. Il Laboratorio che avrà inizio il 27 novembre 2014 ore 15.00-18.00 – in Bari.

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BIBLIO ON LINE

1)-NUTRA AFRICA PROJECT: http://www.edscuola.eu/wordpress/?p=39173,,Paolo Manzelli<pmanzelli.lre@gmail.com>http://www.caosmanagement.it/archivio-riviste/24-numero-86/109-the-nutra-africa-project, e Nutra Africa in Facebook: https://www.facebook.com/groups/483765628411000/
2)-SEMINIAMO il FURURO : http://www.cast-ong.org/in-italia/progetti/seminiamo-il-futuro/
3) -GROW ?: http://www.oxfam.org/en/grow/campaigns/about-grow
4) –Circular ECO-Economy : http://www.greenreport.it/news/consumi/economia-circolare-responsabilita-dei-produttori/; http://www.eea.europa.eu/it/segnali/segnali-2014/articoli/leconomia-efficiente-nellimpiego-delle-risorse;
5)-Nutra-Scienza:http://www.caosmanagement.it/menu-80/29-progettazione-nutra-scienza-per-horizon-2020
6) Spirulina-Food : http://www.edscuola.eu/wordpress/?p=50963; BioFuel : http://www.mab3.dk/
7)-QuantumPhotosyntheses: http://www.33rdsquare.com/2014/01/quantum-mechanics-explains-efficiency.html

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 Complementarità

COMPLEMENTARITA’   –  Daniela Biganzoli(Dab)

Tecnica mista su tela – 90 × 90 – 2014

ScreenHunter_60 Oct. 04 00.26ScreenHunter_53 Oct. 04 00.03 Il 27 settembre nell’incantevole cornice di una Venezia senza tempo si è tenuto il vernissage della mostra “Spoleto incontra Venezia” a cura di Vittorio Sgarbi. La mostra che è stata allestita contemporaneamente presso due edifici storici di Venezia, Palazzo Falier e Palazzo Rota-Ivancich è stata accolta dal pubblico con grande interesse. Appena entrati  nelle antiche sale ricche di storia si percepisce un’atmosfera sospesa tra passato e presente, tra realtà e fiaba che si fonde con il fascino delle opere, tra le quali è presente anche la mia dal titolo “Complementarità”. Fino al 24 ottobre i visitatori avranno la possibilità di ammirare i capolavori di grandi artisti che hanno aderito alla manifestazione come il Premio Nobel Dario Fo, il Maestro Eugenio Carmi (tra i principali esponenti dell’Astrattismo) e José Dalì, figlio del geniale Salvador.

DICHIARAZIONE A COMMENTO SU DANIELA BIGANZOLI ALIAS DAB
A CURA DI ELENA GOLLINI

Nella ricerca basata sull’arte quantistica condotta da Daniela Biganzoli, alias Dab, si deduce che l’arte può fornire un funzionale e concreto contributo alla conoscenza, perché utilizza la creatività individuale per configurare nuove delimitazioni dello spazio subatomico nella realtà occulta, per carpirne le strutture, i mutamenti, le combinazioni, le successioni, le apparenze, le sfumature, ma anche ogni manifestazione intellettiva e ogni ipotesi compositiva. L’arte del passato ha spesso tentato di visualizzare l’ignoto e le situazioni ancora inesplorate, così come la religione ha ispirato visualizzazioni mistiche. Contesti ultraterreni sono stati portati a visibilità da maestri eminenti tra cui Giotto, Michelangelo, Brueghel, rendendo constatabili scenari come il giudizio universale, il paradiso, l’inferno e altri accadimenti trascendentali. Prima dell’avvento della fisica quantistica le opere orientate alla rappresentazione di realtà diverse da quelle percepite erano di prassi inquadrate come “Lavori di fantasia”.

Sulla scia di tali considerazioni la Biganzoli intraprende un articolato cammino sperimentale e si inoltra in un avvincete e sorprendente viaggio di scoperta. Il “Figurativismo Quantico” funge da strumento efficace per veicolare il fruitore verso la presa di coscienza di un radicale cambiamento di mentalità, nella piena consapevolezza cognitiva e nella capacità acquisita di accogliere e accettare quanto percepito, non pensando più alla dimensione reale in termini di matericità, ma recependo il circuito quantistico come preziosa “incubatrice” di innovativi stimoli.

Le creazioni consentono l’approccio a tematiche, che trasportano verso una cultura innovatrice, con nuovi modelli di riferimento inseriti in proiezione universale all’interno dell’entità fisica fondamentale e onnipresente, denominata “Campo Quantistico”. La Biganzoli si muove nell’affascinante comparto dell’arte quantistica catturata dal coinvolgente passaggio “Dall’Io al Noi”, dal pensiero individuale a quello collettivo, dalle molteplici serie di sfaccettature, idee, visioni e prospettive eterogenee. Vuole condividere i principi di una vera “Coscienza/Conoscenza” per generare una rifrazione della realtà, che tende all’armonia e all’equilibrio assoluti, che sono connotazioni basilari del rapporto tra arte e scienza, riguardanti lo scambio primario e indispensabile per alimentare lo spirito creativo.

È consapevole, che il gesto artistico è frutto di metodi, forme, processi scientifici e culturali modulati da onde emozionali, cromatiche e sonore, nonché da proprietà fisiche e biologiche, tutti “Ingredienti speciali”, la mescolanza sprigiona l’energia creativa, che caratterizza soprattutto la donna, quintessenza della fertilità, che simboleggia il tramite di passaggio a un livello di perfetto bilanciamento energetico tra uomo e donna per garantire un’umanità migliore. Nella sintesi narrativa, che implica la “Contaminazione e commistione” tra arte e scienza si coglie l’incipit propulsore della quantum art: realtà come illusione e illusione come realtà, intendendo per illusione tutto ciò che i sensi non riescono a individuare, ma che esiste ed è comunque reale.

Per maggiori informazioni sulla mostra vedere :http://www.spoletoarte.it/index.php#

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IED-Milano

23 Settembre 2014

Coppia Fuoco-AcquaRelazione di

Daniela Biganzoli in arte Dab

http://www.dabpensiero.wordpress.com
daniela.biganzoli@gmail.com

Responsabile del Movimento QUARTE di Arte Quantistica, promosso da EGOCREANET, ONG di Ricerca e Sviluppo a partire dal Dic. 2012. Il Movimento QUARTE e’ finalizzato ad aumentare la “realtà conosciuta” integrando i punti di vista artistico, scientifico e tecnologico per realizzare progetti internazionali su “creatività e cambiamento concettuale” a sostegno dello sviluppo della futura società post-industriale della conoscenza.

“Arte Quantistica come scintilla del cambiamento”

Come nel passato, ai tempi del Rinascimento Fiorentino, dopo un lungo periodo di decadimento, l’arte fu il linguaggio più utilizzato per trasmettere cultura nel mondo, così oggi l’Arte Quantistica, stimolando riflessioni e creando mutamenti significativi e profondi, vuole ritrovare quel dialogo perduto tra Arte e Scienza, e divenire vettore ideale per trasmettere una nuova coscienza, favorendo il passaggio da una società industriale ormai obsoleta ad una società della conoscenza empaticamente condivisa. Leonardo, simbolo di questo periodo storico, rappresenta proprio la sintesi perfetta fra queste due discipline. Secondo Kemp, il più grande studioso di Leonardo, “le sue opere sono parte di una visione che abbraccia un senso profondo dell’ interrelazione fra le cose”; una visione olistica che oggi si sta riproponendo grazie alla Fisica Quantistica. Nel Rinascimento, la scienza e la tecnica si rivolgevano però alla costruzione di macchine, mentre la Scienza a cui si rivolge l’arte oggi è soprattutto fondata sulle tecnologie della comunicazione ottenuta grazie agli sviluppi della scienza quantistica.

I principali concetti della Fisica Quantistica

La Fisica Quantistica nacque agli inizi del ‘900 ad opera di Max Planck il quale scoprì che l’energia viene emessa sotto forma di piccole quantità discrete, pacchetti d’onde, definiti, appunto, quanti (dal lat. quantum = quantità). Per capire meglio questo concetto immaginiamo un flusso d’acqua da un rubinetto; noi ci aspettiamo che l’acqua fuoriesca come un flusso continuo, ininterrotto, ebbene immaginate invece di vedere l’acqua scendere sotto forma di “goccioloni d’acqua”, uno accanto all’altro ma ben delimitati tra loro… un flusso continuo di energia sarebbe come il flusso ininterrotto d’acqua, mentre i “quanti” di energia sono i “goccioloni” che abbiamo ipotizzato. La cosa straordinaria sono le proprietà dei quanti, che hanno una duplice natura, possono essere considerati simultaneamente sia come particelle che come onde.
1) Pertanto la realtà che noi percepiamo in sostanza non è un continuo così come lo percepiamo perché è composta di vuoto e onde di energia.
In un primo tempo si è pensato che l’atomo fosse costituito da protoni e neutroni e da una nube esterna di elettroni vorticanti. I modelli interpretativi dell’atomo oggi sono più complessi (quark, materia, antimateria, stringhe…); rimane il fatto che gli atomi sono in grandissima parte costituiti da vuoto. Se il nucleo fosse grande come una palla da tennis, la nube di elettroni che lo circonda misurerebbe chilometri.
2) La materia è una forma di energia particolarmente addensata.
3) Tutti gli eventi sono pertanto Virtuali fino al momento di essere osservati. Esistono solo come possibilità.
4) Non esiste una realtà oggettiva, completamente indipendente dall’ osservatore. Come nell’ARTE, anche nella Fisica Quantistica il soggetto influenza la realtà, consciamente o inconsciamente.

5) Principio di Indeterminazione di Heisemberg, secondo il quale non si possono conoscere con precisione e nello stesso momento la velocità e la posizione di una particella. Heisemberg dimostrò che l’atto stesso di osservare comporta immettere energia nel sistema ( ea es. illuminarlo) così che la posizione e la velocità vengono modificate.
Nella FQ non si parla più di causa ed effetto e quindi di determinismo ma di probabilità.
Quindi oggi dobbiamo divenire coscienti dell’impossibilità di predire esattamente il corso degli eventi futuri. L’importanza del Principio di Indeterminazione travalica l’ambito della fisica, e investe tutto ciò che concerne i processi di conoscenza.
6) L’ “Entanglement ” (in italiano Intreccio) è il più sconcertante enigma della fisica quantistica. Si tratta di un fenomeno non-locale dove due particelle si influenzano a vicenda simultaneamente e a distanza.L’esperimento venne realizzato da Alain Aspect nel 1982. Dimostrò che ogni cosa è strettamente collegata tramite entanglement quantistico. Tutto diviene interconnesso e in tal caso il concetto di spazio e tempo meccanico(tempo dell’orologio e spazio del metro sono convenzionali) pertanto sono illusori.
In particolare sia la fisica quantica come l’arte quantistica attraverso l’entanglement conducono alla valorizzazione della sensibilità empatica.

La fisica quantistica indaga in particolare il “Microcosmo”, il mondo delle particelle subatomiche che è la sostanza effettiva del mondo macroscopico. Il microcosmo è l’effettiva realtà invisibile dove non sono applicabili i concetti di spazio e di tempo concettualmente “separati” e “meccanici”(cioè misurabili con le convenzioni dell’orologio e del metro) là dove non si possono conoscere gli oggetti, ma solo la probabilità delle loro relazioni; una realtà dove tutte le cose e tutti gli eventi sono interconnessi, dove ogni cosa mantiene la sua indipendenza nell’unione con il tutto. In questo mondo subatomico gli eventi stessi possono coesistere in stati sovrapposti, generando una realtà complessa composta da un insieme tra oggettività e soggettività, tra realtà e sua interpretazione.
La fisica Quantistica non ha avuto grande diffusione sul grande pubblico nonostante gli effetti rivoluzionari che ha prodotto. Alcuni principi emersi sono talmente difficili da accettare da creare una frattura con la Fisica classica descritta per primo da Isac Newton nel 1600. Solo intorno al 1900 filosofi e scienziati iniziarono ad accogliere critiche al determinismo meccanico Newtoniano. L’astronomo James Jeans sintetizzò in una frase il punto essenziale di tali critiche:“L’universo comincia a sembrare più simile ad un grande pensiero che ad una grande macchina “.

Crolla tra gli inizi del ‘900 ed il 1927 ( data in cui fu accertato il principio di indeterminazione quantistica) la visione “oggettiva” della realtà, a cui lo stesso Einstein continuava a credere pur accettando la Relatività. Infatti il cervello costruisce nel suo interno suoni, immagini e colori che sono forme della realtà creata dalle nostre sensazioni. La realtà che percepiamo non è reale come sostanza ma solo tangibile come forma, perché la sostanza microscopica non la conosciamo se non solo e soltanto come probabilità di interazione. Le forme della realtà sensoriale sono del tutto simili a quelli che vediamo in un sogno. Pertanto le immagini prodotte dal cervello in risposta alle nostre sensazioni, che noi chiamiamo realtà “oggettiva” non hanno niente a che vedere con la realtà sostanziale della materia e dell’energia. Infatti dal punto di vista neurologico, vedere un oggetto o immaginarlo implica la stimolazione delle medesime aree del cervello. Con il falso criterio di oggettività del reale percepito, la cultura occidentale ha perso completamente la consapevolezza di ciò che invece, per istinto, era ben chiaro per l’Uomo delle antichissime civiltà; gli sciamani, ad esempio, intendono la realtà come una forma speciale ovvero cosciente del sognare. Lo stesso Picasso, si era reso conto che la realtà è una elaborazione soggettiva della percezione, perchè vista da un’unica prospettiva; cercò allora di rappresentarla in modo diverso ed alternativo, superando i parametri della geometria euclidea e della prospettiva. In assonanza con le teorie della Relatività di Einstein Picasso aggiunse così una quarta dimensione, il tempo non più separato dallo spazio, al fine di rappresentare in modo più completo la realtà. Col suo capolavoro ” Les demoiselles d’Avignon” inaugurò la stagione del Cubismo. Anche per De Chirico la realtà assomiglia solo apparentemente a quella che conosciamo. L’artista crea sincronicità, allineamento con altri mondi e modalità di vedere. L’Arte può così fornire alla Scienza nuove intuizioni e prospettive che sono i semi del progresso scientifico futuro.

Arte e Scienza

Lo scopo dell‘Arte è stato principalmente quello di studio della “bellezza”, a differenza della Scienza che ha ricercato la ”verità”. Oggi per entrambe l’aspirazione ultima risiede nella comprensione della “realtà”, nel dare un senso alla vita, utilizzando logicamente strumenti differenti.
Picasso diceva infatti: “L’ Arte è una bugia che ci permette di giungere alla verità” per raggiungere livelli di verità superiore.
La Scienza attuale riduzionista, che si basa sulla convinzione di poter smontare ogni cosa per isolarne le singole componenti e studiarle una alla volta, sta attraversando un momento di profonda trasformazione e rinnovamento. E’ una scienza che non tiene conto che negli esseri viventi il tutto è superiore alla somma delle parti. Heisemberg, uno dei fondatori della meccanica Quantistica oltre che premio Nobel per la Fisica, diceva che “… gli sviluppi più fruttuosi si verificano spesso ai punti di interferenza tra due diverse linee di pensiero”. L’arte, ad esempio, quando è unita alla scienza e alla bellezza, è potenzialmente in grado di risvegliare la mente dell’osservatore attivando più aree del cervello, eccitando, emozionando e creando informazione simultanea nei neuroni di diverse aree che riescono ad attivare altri neuroni normalmente dormienti. Questo fenomeno viene definito “dell’arousal”, cioè “del risveglio”. Una parte della scienza è ancora ferma alla visione classica materialista, ma una sempre più consistente parte di scienziati è proiettata verso nuovi paradigmi.

Le intuizioni secondo Bohr, sono innescate dalle immagini. Lo stesso Einstein diceva che l’Immaginazione è più importante della Conoscenza e che la conoscenza è limitata mentre l’immaginazione abbraccia il mondo. A questo ho dedicato una mia opera, dal titolo “Sognare l’Oltre” dove la famosa citazione di Einstein campeggia in primo piano e si traduce graficamente nella contrapposizione fra Don Chisciotte, che impersona il sogno impossibile, la fantasia, l’immaginazione e Sancho Panza, che ben incarna la realtà e la conoscenza. La tela stessa diviene una tavolozza da pittore con i suoi squillanti colori che, insieme alla lampadina al centro dell’opera, ben esprime la creatività e il sogno al quale l’uomo deve aspirare.

Sognare l'oltreSognare l’Oltre – 90 x 90 – 2012

Secondo il neuro scienziato Semir Zeki sono proprio gli artisti che possono servire da stimolo con le loro domande. Se la scienza non comincerà a vedere il cervello da una prospettiva più olistica, avvalendosi dell’immaginario artistico, le teorie scientifiche saranno staccate dal modo in cui vediamo noi stessi. Gli artisti si affidano alla fantasia, ma la fisica moderna supera oggi l’immaginazione, richiedendo così la collaborazione degli artisti. La scienza è progredita oltre la nostra capacità di comprendere. Feynman, premio Nobel per la fisica, sosteneva che la nostra immaginazione riesce a comprendere solo la materia, il tempo che scorre verso il futuro e le tre dimensioni. Siamo prigionieri di certi schemi interpretativi da noi stessi creati nel passato. Le impalcature mentali, le ideologie, i concetti, le opinioni, condizionano sempre il nostro agire. La scienza secondo David Bohm, consiste nel creare nuove modalità percettive che ci permettono di ampliare gli orizzonti del pensiero, così da estendere la nostra intuizione oltre il senso comune, fino a comprendere un mondo che effettivamente si trova al di là della nostra percezione e creare nuove visioni. La fisica quantistica sta veramente rivoluzionando l’intera concezione della realtà. Le implicazioni delle scoperte degli ultimi decenni, tuttavia, non hanno ancora nemmeno cominciato a scalfire le nostre convinzioni acquisite ormai da secoli durante tutta l’epoca industriale.

Oggi l’ Arte, e quindi anche il Design, può rivestire un ruolo incomparabilmente più ambizioso di quello che aveva nel passato, unificando varie discipline. Pensiamo ai bambini, prima ancora di impossessarsi del linguaggio, utilizzano il disegno come tentativo di comprendere il mondo fisico. Le immagini, le forme e i colori costituiscono il mezzo di comunicazione più diretto. Per chi fa Arte o Design quindi, la creatività è basilare; affascinante ed inusuale il percorso che utilizza per partorire un ‘idea. Si è visto infatti che nei “creativi” la circolazione sanguigna si attiva in entrambi i lobi frontali mentre normalmente si registra solo in quello sinistro sede della razionalità. Quindi il creativo possiede la capacità non tanto di scoprire nuove cose, ma la facoltà di percepire la realtà con occhi diversi, accendendo anche negli altri la scintilla di nuovo sapere.
L’arte vede il mondo da un’angolatura eccentrica che le permette di mostrare quello che altri linguaggi non riescono a dire. Rembrandt, ad esempio, ha intuito qualche secolo prima degli scienziati alcuni meccanismi della visione. Rendendo, ad esempio, più nitido un occhio e rafforzando o sfumando alcuni contorni del mento o degli abiti è riuscito ad indirizzare lo sguardo dell’osservatore che inconsciamente rivolgeva l’attenzione verso punti prestabiliti. Questi sapienti tocchi di pennello creati con un preciso intento rendevano le sue opere tanto avvincenti. L’artista è, infatti per Semir Zeki, padre della Neuroestetica, un neurologo inconsapevole e un neuroscienziato ante litteram.

Arte quantistica e Design

L’Arte, come diceva Paul Klee, non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che non sempre lo è.
L’Arte Quantistica fa proprio questo, mostra, evidenzia quello che spesso altri linguaggi non riescono a dire, fornendo una nuova concezione del mondo meno limitativa e condizionante perché riduzionista.
Secondo il fisico Ignazio Licata oggi il Design non consiste più nella progettazione di oggetti statici ma è scienza ed arte di strutture dinamiche, la ricerca di soluzioni adattative complesse; è la creazione di ordine dal disordine, o di disordine dove l’ordine si è cristallizzato. Fare Design è inventarsi un progetto che sia elegante, logico, essenziale, semplice e creativo. “Pensare matematico” è alla base della formazione moderna del progettista e del designer. “La matematica non interviene solo come strumento ausiliario per dare voce e forma ad un’intuizione, ma come elemento costitutivo fondante dell’immaginazione creativa”.(Ignazio Licata)
Credo inoltre che per gli artisti o i designers le informazioni emerse dalle nuove scoperte sulle neuroscienze possano rivelarsi importantissime al fine di ottenere prodotti migliori. Oggi conosciamo sempre di più le risposte del cervello a determinati stimoli e possiamo quindi giocare su questo per ottenere una risposta efficace a ciò che vogliamo trasmettere.
Ad esempio, nella mia opera Fuoco-Acqua, vista l’importanza delle immagini, ho cercato di rappresentare l’Acqua servendomi anche delle ultime scoperte nel campo della Neuroestetica. Quest’ultima è stata fondata da Semir Zeki e studia la visione del cervello di fronte ad un’opera d’arte. Ho cercato quindi di vedere quali potessero essere le caratteristiche che maggiormente attraggono lo spettatore. Il soggetto di una delle due opere è l’Acqua, considerata da sempre come principio cosmico femminile. Viene rappresentata nella mia opera come una donna dai lunghi capelli simili a zampilli raccolti da un fermacapelli a doppia elica di DNA. Quest’ultimo è infatti alla base dell’organismo umano e si organizza intorno all’acqua, di cui siamo costituiti per tre quarti. Il DNA ha una struttura a doppia elica: due catene complementari, come i colori utilizzati nell’opera: l’azzurro e l’arancio, opposti e complementari. Grazie a questa caratteristica sembrano vibrare richiamando l’attenzione dell’osservatore che li percepisce con una luminosità rafforzata. E’al colore che viene data l’ attenzione maggiore perché è proprio questo che il cervello percepisce per primo, poi le forme e quindi il movimento. Inoltre la scelta di rappresentare l’acqua e il fuoco come volti umani è suggerita dai dati preliminari di una ricerca effettuata dal team di ricercatori della Sapienza e della Fondazione Santa Lucia di Roma che ha presentato al Congresso mondiale di bioingegneria di Osaka i dati definitivi i quali dimostrerebbero come l’osservazione dei ritratti emozioni maggiormente rispetto a quella dei paesaggi.
Giocando sugli opposti e complementari ho pensato alla coppia Acqua-Fuoco. Il Fuoco, considerato come elemento attivo di polarità maschile viene rappresentato come un uomo dai muscoli possenti che rafforza l’idea di energia, calore e luce.
La coppia di elementi Fuoco e Acqua viene quindi rappresentata nelle due opere come uomo e donna, come yang e yin, come opposti ma complementari. Disponendo accanto le due opere, vediamo che tendono uno verso l’altro, nella consapevolezza di non poter esistere senza il complementare. La loro unione perfetta costituisce l’entelechia dell’Universo.

Coppia Fuoco-Acqua

Fuoco – 100 x 100 – 2013                               Acqua – 100 x 100 – 2013

Un’altra informazione importante per catturare l’attenzione dello spettatore è giocare sull’ambiguità, sul mistero. Maestro in questo è stato Jan Vermeer, pittore olandese del’ 600 che con grande maestria riuscì a rappresentare simultaneamente su una stessa tela tante verità tutte ugualmente valide. Opere con queste peculiarità vengono utilizzate oggi come terapia nei pazienti con Alzheimer che traggono giovamento dalla loro vista divenendo non spettatori passivi ma attori del processo percettivo.
Anche “il non finito” di Michelangelo, secondo Zeki, rappresenta una sorta di trucco neurologico per amplificare il potere immaginativo del cervello. Anche Vittorio Gallese, professore del dipartimento di neuroscienze dell’università di Parma , afferma che le aree motorie che corrispondono ai muscoli tesi dei Prigioni di Michelangelo si attivano guardando i giganti che cercano di divincolarsi dalla pietra.

Arte e Scienza quantistica nella civiltà dell’empatia

“Se nel mondo agricolo la coscienza era governata dalla fede e in quello industriale dalla ragione, con la globalizzazione e la transizione all’era dell’informazione, lo sviluppo sociale si fonderà sull’ empatia, ovvero sulla capacità di immedesimarsi nello stato d’animo o nella situazione degli altri” (Rifkin). Per questo motivo ho dedicato alcune mie opere all’empatia, e quindi ai Neuroni Specchio scoperti negli anni ’80 e ’90 grazie al team del Professor Giacomo Rizzolati dell’Università di Parma che ne comproverebbero scientificamente l’esistenza. Questo non farebbe che avvalorare la tesi dell’economista e filosofo Adam Smith, che già nel ’700 diceva: «Per quanto egoista si possa ritenere l’uomo, sono chiaramente presenti nella sua natura alcuni principi che lo rendono partecipe delle fortune altrui, e che rendono per lui necessaria l’altrui felicità, nonostante da essa egli non ottenga altro che il piacere di contemplarla». Probabilmente senza i “Neuroni dell’Empatia“, non esisterebbe la società, ma solo individui isolati, in continua lotta fra loro. Osservando gli altri individui impariamo a conoscere noi stessi immersi in un sistema di apprendimento globale.

Empatia per il MondoEmpatia per il mondo – 100 x 100- 2011

Nella società attuale diviene quindi importantissimo soprattutto per un artista o un designer porre l’attenzione sui neuroni specchio. Secondo Gallese “L’abilità di un pittore coincide con la sua capacità, spesso inconscia, di rievocare un’emozione nel cervello dell’osservatore“. Quest’ultimo, ad esempio, nel caso dei Prigioni di Michelangelo, vedrà attivarsi i suoi neuroni specchio, sentirà empaticamente lo “sforzo” senza compiere effettivamente l’azione.
Proprio dallo studio di questi neuroni è emerso come il pensiero dell’individuo nasca dall’incontro con gli altri, con il gruppo; gruppo che è qualcosa di diverso dalla somma degli individui che lo compongono. Diviene allora importante coltivare la qualità intellettuale dell’individuo prima di tutto.

Concordo con Ervin Laszlo, esperto in teoria dei sistemi, quando dice che la Scienza si è sviluppata molto più rapidamente della coscienza rappresentando il maggior pericolo per l’attuale umanità, in quanto dona un’enorme potere a esseri umani senza una consapevolezza globale delle loro azioni. Credo quindi in una Scienza Olistica che non sia al servizio del materialismo, degli interessi personali ma operi nel rispetto e nell’amore del Tutto, dell’intero. Mi riferisco ad una visione dove Arte, Design e Scienza entrino in sinergia, lavorino insieme e una sia di aiuto all’altra. Pensiamo ad Einstein che attribuì soprattutto alla musica, sua grande passione, le sue intuizioni scientifiche arrivando a dire che “I grandi scienziati sono artisti”. Secondo lui l’Arte e la Scienza aspirano all’universale, partendo dall’intuizione. Anche per Arthur I. Miller, famoso fisico e divulgatore scientifico, è praticamente impossibile immaginare la scienza senza le immagini. In questa accezione, gli scienziati sono come gli artisti: entrambi cercano una rappresentazione visuale del mondo. “Nel momento della visione creativa, si dissolvono i confini tra le discipline e sia gli artisti sia gli scienziati cercano nuovi modelli di estetica“ Arthur Miller.

Bibliografia e sitografia

Semir Zeki- La visione dall’interno-Universale Bollati Boringhieri
Antonio R. Damasio-“L’Errore di Cartesio”-Adelphi
Marco Vozza – Le forme del visibile – Pendagron
Ignazio Licata – Connessioni Inattese- Politi Editore
Fondazione Matthaes – Apprezzare l’arte con gli occhi di Leonardo
Urra-“Il punto del caos”-Ervin Laszlo
http://braintwobrain.blogspot.it/2011/03/mathecodesign-il-design-e-la-matematica.html
http://oggiscienza.wordpress.com/2013/04/10/al-cervello-il-ritratto-piace-piu-del-paesaggio/
http://www.repubblica.it/2007/05/sezioni/scienza_e_tecnologia/emozioni-quadro/emozioni-quadro/emozioni-quadro.html

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