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Archive for 8 marzo 2019

L’ ISOLA CHE NON C’E’

di Paolo Manzelli

egocreanet2016@gmail.com

ScreenHunter_261 Mar. 08 22.05

“L’ Isola Che Non C’è” .  L’impatto della Quarta Rivoluzione Industriale 4.0 sul lavoro basata sulla robotizzazione e la  dematerializzazione digitale dello sviluppo renderà il lavoro tradizionale un qualcosa che, come l’ isola che non c’e , si cerca ma non si trova; questo accadrà se non modificheremo alle radici il modello di sviluppo contemporaneo per dar vita a molte opportunità di lavoro socialmente innovativo e creativo.

Il Lavoro tradizionale, con la nuova concezione di sviluppo dell’industria 4.0, cambierà rapidamente,  pertanto il lavoro socialmente creativo sarà consapevolmente da innovare.

In ogni momento storico di cambiamento si aprono alternative  che sbloccano le possibilità di rinnovare  obsolete modalità di concepire la realtà evolutiva dello sviluppo sociale ed economico.

(1)-http://nuovadidattica.lascuolaconvoi.it/agire-educativo/2-la-mediazione-plurale-nel-lavoro-educativo/thomas-samuel-khun/

Purtroppo l’uomo contemporaneo si comporta come colui che cerca il suo cappello ovunque e non lo trova perchè lo tiene sulla sua testa  così che similmente non pensa che le radici della regressione progressiva della crescita economica e sociale  risiedono nelle modalità riduzioniste  incluse nella concezione meccanica della scienza e della cultura del progresso  industriale, la quale è  stata fondata sul paradigma utile per la costruzione di macchine anzichè sulla comprensione dell’evoluzione della vita biologica e relazionale.

Pertanto al fine di evitare motivi irreversibili di crisi permanente diventa oggi necessario superare obsolete concezioni meccaniche che  primariamente determinano insanabili contraddizioni logiche.

La prima tra esse è il “Dualismo Kantiano tra Fenomeno e Noumeno” che rende trascendente il pensiero così da affermare un “Realismo Ingenuo” della concettualità meccanica per la quale si ritiene oggettivo ciò che è solo una nostra rappresentazione del mondo esterno  costruita dal cervello.

(2)- http://www.caosmanagement.it/n67/art67_03.html

Infatti dalla neuro-chimica  sappiamo che “non” ci sono occhi nell’idea di un “soggetto isolato ed astratto” che al posto nostro percepisce oggettivamente la realtà.  Diversamente sappiamo che quando gli occhi di una persona reale vengono temporaneamente accecati da un forte flash di luce i recettori fotochimici non emettono il segnale neuronale e pertanto rimaniamo temporaneamente come fossimo al buio malgrado l’intensità luminosa esterna sia elevata.

Ciò significa che quando normalmente apriamo gli occhi non vediamo oggettivamente la luce esterna,  ciò in quanto  la sensazione di luce che percepiamo “non” è oggettivamente quella dei fotoni della luce interagenti nell’ambiente esterno ma altresì proviene dalla sensazione cerebrale interiore che crea una immagine di luce diffusa che in realtà è quella  prodotta dal cervello.

Infatti sappiamo che  l’impulso neuronale, generato dalla reazione fotochimica dei coni e bastoncelli della fovea, va a stimolare le sinapsi cerebrali, in particolare quelle bioelettriche che avvicinando il “gap” tra le cariche positive e negative emettono “sparks” di luce ( “biofotoni” ) ;  quindi è la produzione cerebrale di luce all’interno del nostro cervello quella che genera l’effettiva sensazione della  luminosità che vediamo. (3)-   http://www.caosmanagement.it/n67/art67_03.html

Dallo sviluppo della storia delle conoscenze sappiamo come la “realtà percepita ” non sia  mai stata la stessa nel quadro del cambiamento dei paradigmi di sviluppo storico dei sapere sociale.

(4)- https://noemalab.eu/ideas/essay/tempo--bidimensionale-nell’arte

In seguito agli sviluppi dell’ “Intelligenza Artificiale “ che  permettono la visione di una   “Realtà Virtuale” oggi sappiamo che gli ologrammi   che osserviamo in tre dimensioni (  3D) sono fisicamente costituiti da immagini piatte che assumono la visione tri-dimensionale solo nel cervello che le osserva .

Si tratta, senza ombra di dubbio, che la terza dimensione in cui si esplica un ologramma nella visione cerebrale non è oggettiva , ciò proprio  in quanto la nostra percezione del mondo esterno è stata biologicamente programmata per elaborare immagini visive tridimensionali poichè esse fanno seguito a costruzioni cognitive che si limitano a descrivere il mondo materiale  come reale oggettivazione della realtà della  vita,  che in verità sappiamo essere  molto più complessa per essere coerente con tutte le altre forme di energia che non vediamo.

(5)- https://dabpensiero.wordpress.com/2015/04/07/linterpretazione-quantistica-della-percezione-e-il-cambiamento-di-conoscenze-nella-scienza-e-nell-arte-contemporanea/

L’organizzazione del lavoro sociale del futuro, sulla base del riduzionismo meccanico della scienza, somiglia quindi all’“Isola che non c’è” in quanto in assenza di un netto cambiamento del paradigma dell’oggettività della percezione materiale del mondo, la mancanza di lavoro  diverrà una carenza effettiva  che provocherà un regresso irreversibile della società e dell’ambiente. Di conseguenza  diviene un’esigenza prioritaria rimodulare le nostre concezioni della creatività dello sviluppo in modo che esse non siano più limitate da concezioni di oggettività percettiva che come nel “Mito della Caverna di Platone” ci costringono ad essere prigionieri di una illusione materialistica di ombre olografiche come condizione di apparenza cerebrale ed inganno mentale che progressivamente ci condurrà verso una irreversibile  catastrofe biologica e ambientale dei sistema vivente sul nostro Pianeta.

Simili considerazioni hanno dato origine al “Principio Olografico” sviluppato dall’istituto Astronomico del FERMI-LAB – in USA , dove si studia l’Astrofisica Quantica, partendo dal fatto noto che suddividendo un ologramma piatto in due parti, ogni metà è in grado di far vedere tutta la figura in 3D. Allora gli scienziati del FERMI LAB hanno ritenuto che fosse possibile suddividere il Quadrivettore della Energia dell’Universo, definito come “HOLOMETER” in (4D) nelle varie dimensioni della  “matrix del cronotopo”  così da suddividerla in ( 4-1 )  dimensioni, che sono quelle del mondo materiale che percepiamo in 3D, per poi proiettarla in ( 4-2 ) cioè in due Dimensioni Olografiche, ma successivamente fosse possibile trasformarla anche in ( 4-3 ) dimensioni (2D) riducendo l’Universo  in un campo  di onde/particelle i cui PIXEL QUANTICI fluttuano nella dimensione del “Quanto di azione di Plank” generando la fondamentale dimensione di uno spazio “non” continuo  perchè quantistico, che è molto  diverso da quanto abbiamo ritenuto fino ad oggi assumendo come  oggettiva l’illusione della nostra percezione visiva.

(6)-https://www.scienzainrete.it/contenuto/articolo/filippo-bonaventura/siamo-solo-ologrammi-2d/settembre-2014

–> Di queste affascinanti probabilità fondanti il cambiamento futuro delle nostre conoscenze, discuteremo  al Seminario Anticipazione di un Futuro Migliore”- 30 .03. 2019 , c/o –Info-Point, Sala Multimediale Visitor Centre in Piazza della Stazione di Santa Maria Novella a Firenze.

L’obiettivo del Seminario di Studi e Ricerca, Organizzato dal Cluster Egocreanet (NGO-Firenze) è quello di promuovere una rinnovata consapevolezza per osservare lo sviluppo culturale e sociale  da un punto di vista più ampio e creativo di quello ereditato dal riduzionismo meccanico in modo da riconoscere l’effettiva opportunità del cambiamento di una nuova dimensione della vita finalizzata a reinterpretare la realtà  dello sviluppo economico e sociale contemporaneo in modo da  rimodulare creativamente  il modello formativo tradizionale.

Vedi il Programma  sul : Portale Giovani del Comune Firenze in :

https://portalegiovani.comune.fi.it/pogio/news_publish/rubrica_pace_dettaglio.php?ID_REC=16714

RICERCA DI PARTNERS del Progetto:

“SFIDA CONTEMPORANEA PER LA  FORMAZIONE CREATIVA E COSCIENTE”

Come Egocreanet Cluster (ONG no for profit) richiediamo  ai potenziali partners  la partecipazione al seminario nell’intenzione di proseguire nella collaborazione del  Progetto di Formazione trans-disciplinare da condividere con giovani Talenti allo scopo di realizzare successivamente una progettazione formativa  del tipo “Job Coaching” tendente a creare nuovi profili professionali emergenti e percorsi di inclusione nell’ impresa sociale innovativa. In estrema sintesi riteniamo che per tale obiettivo si debbano superare le ormai obsolete concezioni del paradigma meccanico che con ogni evidenza non sono più complementari allo sviluppo al tempo della  industria 4.0 .

Attendiamo pertanto proposte  di collaborazione e partecipazione .

Paolo Manzelli 08/03/2019 Firenze (335/6760004) .<egocreanet2016@gmail.com>

ScreenHunter_262 Mar. 08 22.07

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