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Archive for aprile 2018

PAOLO MANZELLI -CLUSTER/EGOCREANET “BioQuantica”; <egocrenet2016@gmail.com>

Il Cluster BIOQUANTICA www.bioquantica.org, si occupa prevalentemente della Riformulazione della Biologia Quantica in modo critico/costruttivo per superare le limitazioni del meccanicismo che deformano ogni capacità di comprensione della Vita e della sua evoluzione.

In tale contesto  DNA /Antenna, utilizza le varie possibiltà di coerenza strutturale della “memoria dell’acqua” per mantenere e riprodurre le differenti conformazioni che il DNA assume svolgendosi e piegandosi in posizioni correlate direttamente con lo svolgere delle sue diverse espressioni funzionali di trasduzione e trasmissione dell’informazione genetica.(1)

L’ insieme dell’acqua di idratazione e del DNA forma un “Hydrogel/DNA” una super-struttura (2) dove le sequenze di basi piezoelettriche emettono deboli emissioni elettro-magnetiche (biofotoni ) le quali modificano la composizione strutturale del legami a ponte ad H (idrogeno) dei cluster dell’H20. Tali diversi clusters di idratazione del DNA mantengono la loro “forma temporanea” attivata e poi ritornano ad una forma precedente ciclicamente esibendo simbiotiche proprietà di memoria che sono proprie della “commutazione di forma” dell’Idrogel DNA/H2O. Va notato che “Memoria di forma” non dipende direttamente dal tipo di sequenza genetica coivolta, pertanto l’attivazione delle diverse configurazioni del “DNA/Hydrogel” viene indotta da stimoli “epigenetici” di varia natura.

Quanto sopra detto sul DNA/idratato come materiale intelligente a “memoria di forma” viene similmente utilizzato in applicazioni tecnologiche di ampia utilizzazione in medicina, ciò proprio in quanto ad es. il DNA può essere usato per creare un gel semiliquido che si trasforma in solido a seconda della densità di idratazione. (3)

ScreenHunter_172 Apr. 29 10.00http://www.rivelazioni.com/youtube/la-geometria-delle-forme-e-musica-solidificata-pitagora/

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(1): https://dabpensiero.wordpress.com/2017/10/15/morfogenesi-e-quantum-dna-laser-antenna/

(2), DNA/H2O,Superstruttura ; https://www.inabottle.it/it/cultura/comportamento-acqua-dna

(3)- DNA-Meta-materiale con Memoria: https://onlinelibrary.wiley.com/doi/full/10.1002/adma.201403702

 

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di Paolo Manzelli e Daniela Biganzoli

egocreanet2016@gmail.com , www.bioquantica.com

EVA ERA AFRICANA

Eva era africana-Daniela Biganzoli(Dab)

“Bellessere”  è traducibile  in inglese come “Nice Being , Wonderful Being, Fun Being”, ed ha una dimensione concettuale bioquantica delle relazioni tra epigenetica e genetica, inteso come paradigma fondamentale per divenire artefici del miglioramento qualitativo ed armonico della vita.

La strategia del Bellessere facilita la persona a non divenire alienata da fittizzi ed obsoleti modelli culturali della società meccanica-industriale che allontanano l’uomo/donna dall’essenza della qualità della vita.

La Medicina ha come obiettivo la salute, pertanto limita la sua azione al “BENESSERE” che è importante ma che non è sufficiente a migliorare il modus vivendi delle persone e del loro ambiente al fine di ottenere uno stile di vita attivo che favorisca un invecchiamento finalizzato al BELLESSERE. IL benessere può essere il punto di partenza per il nostro successo ma non basta.

Il Life Stile del “Bellessere” non si riduce all’“essere belli” così come e’ stato perseguito dalla società in cui “tutto fa spettacolo”, nella quale l’immagine di sè ha preso il sopravvento sulla cultura. Ciò in quanto la bellezza conta proprio per sembrare e apparire come forma estetica anzichè dare valore alla propria esistenza come espressione di potenza creativa ed originalità di innovazione.

In tale clima comportamentale la “chirurgia estetica” è diventata un simbolo di ritorno alle aspettative di giovinezza impregnate da modelli di bellezza femminile e maschile artefatti ottenuti gonfiando di silicone le sporgenze, spianando rughe e rugosità, e togliendo al volto ed al corpo il sapore veritiero di una vita vissuta.

Ciò è stato perseguito riducendo al minimo i livelli di coscienza di medici e clienti, per poi giungere al trionfo del grottesco, determinato dalla violenza del bisturi nel tracciare e ricucire nuove linee sottoposte a norme di “bellezza” che in gran parte si sono trasformate in caricature di fasulla giovinezza, tratta dall’espressione di volti e fattezze privi di rughe ma simultaneamente percepite come prive della individualità del Bellessere naturale. Queste persone che si sottopongono a continui trattamenti  finiscono per essere tutte simili ad un unico modello, per altro esasperato, che impoverisce anche lo spirito e sicuramente non crea assolutamente un valore aggiunto.

La Strategia scientifico-culturale del “BELLESSERE” sarà sviluppata da EGOCREANET/Cluster come rinnovata consapevolezza finalizzata a migliorare la “qualità dell’ essere” e pertanto sarà parte integrante di una “nuova percezione del bello”, capace di prevenire le degenerazioni dell’estetica contemporanea sia riarmonizzando gli stili e i cicli di vita naturali sia incentivando una conoscenza olistica dell’essere dotata di una elevata coscienza.

Il “bellessere” richiede prima di tutto tanta energia vitale che si ottiene con un corpo sano; una buona alimentazione ricca di energia che ci fortifica; infatti come diceva Einstein :“Tutto è energia e questo è tutto quello che esiste. Sintonizzati alla frequenza della realtà che desideri e non potrai fare a meno di ottenere quella realtà. Non c’è altra via. Questa non è filosofia. Questa è fisica”.

Importante è anche una costante attività fisica senza eccessi, imparando a “sentire” i segnali che il nostro corpo ci invia costantemente per indirizzarci  verso terapie che possano stimolare l’attivazione di un processo di auto guarigione. Infine ritorniamo a dare valore  alla Luce, al suo potere terapeutico. Infatti come dice l’ingegnere Fabio Marchesi nel suo libro”La Luce che Cura”: “La Luce del Sole è la più potente medicina che la natura abbia messo, gratuitamente, a disposizione dell’uomo.

Ma questo bellessere, che sicuramente ci arricchisce e ci dona serenità diviene sterile  se non è rivolto ad un bene comune.

 

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“Il pettirosso”

di Vincenzo Cantara

vincenzo-cantara

L’uccellino con il cuore

rosso volava nelle stanze

del museo. Come era

arrivato lì? Quale finestra

non aperta lo aveva lasciato

entrare? Forma formante

di cose sensibili e transitorie

mi apparve come il simbolo

dell’Anima e, più ancora,

custode del sangue

del Cristo interiore.

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“Disco solare”

di Vincenzo Cantara

Vibrazioni

Vibrazioni“-Opera digitale- Daniela Biganzoli (Dab)

Nel nostro cervello

si incontrano flussi

vibrazionali.

 

Tutto è all’interno di un grande

caos oppure in un ordine

complesso. Nelle sinapsi

si rincorrono pensieri, nei

mitocondri si producono

energie. Dove sta Dio?

Dov’è il Grande Architetto?

 

Forse le stelle erranti

sono state le madri

delle acque terrestri.

Forse vergini madri,

un tempo,  partorivano

gemelli e questo

rimane un mistero.

 

Possiamo guardare il disco solare

ma non vediamo ciò che si nasconde

dietro il suo volto infuocato. Ditelo

al mondo intero: “la divinità

solare ci fa vivere e morire”.

 

 

 

 

 

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di Vincenzo Cantara

vincenzo-cantara

In uno sguardo

che non è solo il nostro

ci siamo incontrati

e ci incontriamo ancora

nella visione del Tutto,

come fotoni che spargono

luce, come fononi che

fanno vibrare le stelle.

 

Anche tu senti il suono

del firmamento?

 

Superate le barriere

di questo Universo

ci spostiamo più in là,

dove il suono di noi

si accorda con la musica

della grande Sorgente.

 

 

 

 

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“Agni”

di Vincenzo Cantara

Fuoco (2)

Fuoco“- Daniela Biganzoli (Dab)

Esisto come essere duale

che sta tra la coscienza e la materia.

 

Mi muovo nell’anello invalicabile

nutrendomi di Agni, il sacro fuoco

che arde all’interno dei mitocondri

nei legami idrogeno del DNA.

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Dal superamento del dualismo alla fisica dei quanti:

verso una nuova escatologia dell’esistenza.

Dott.ssa Loredana Filippi

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IV° PARTE

 L’USCITA DAL LABIRINTO: ovvero superare l’illusione della realtà separata!

“Io sono tu e tu sei io,

e dove tu sei io sono

e in tutte le cose sono disperso.

E da ovunque tu vuoi, tu mi raccogli

Ma, raccogliendomi, tu raccogli te stesso”

(frammento gnostico, Vangelo di Eva, Epifanio da Salamina)

Soggetto e oggetto si fanno l’uno specchio dell’altro: “io sono tu e tu sei io”, recita il dodicesimo frammento del Vangelo di Eva, di Epifanio da Salamina. Insieme, si compie “il miracolo della cosa una”[1].

Ma cosa significa superare il dualismo? Significa percepirsi “organicamente”, significa che è assurdo che la mano destra faccia la guerra alla mano sinistra. Significa passare dalla competizione alla collaborazione, unica strada verso la fertilità. Significa veramente entrare in una nuova era, dove la guerra non ha più senso e non nutre se stessa con la sua assurdità. Forse una nuova età dell’oro veramente ci aspetta, la stessa che regnava prima della “prima, grande, vera guerra”, quella di “Quando Troia era solo una città[2]. Quella di quando ancora non si era imposta la visione patricentrica del mondo che, come sostiene la studiosa Mirella Santamato, autrice del libro appena citato sulla possibile “età dell’oro” che precedette la guerra di Troia, ha operato il capovolgimento dei simboli. Prima che matriarcato e patriarcato iniziassero persino a potersi contrapporre. Prima del prima, insomma. O prima dell’avvento del regno del due, del dià-bàllein, che separa per poter riunire, guidando l’umanità verso l’uscita dal limbo dell’inconsapevolezza. Sacra saggezza del serpente: poiché nulla va demonizzato, ma compreso, come Platone insegna, in una realtà superiore che lo significa e “sensifica”.[3]

Ma annuncia soprattutto che, finalmente, comparire e scomparire divengon solo apparenza: “E’ nel nascere e nel morire, cioè nell’acquisizione dell’esperienza della morte, che c’è la vera esperienza della coscienza, in un universo dove, in realtà, la morte non esiste.” (Corrado Malanga)

“Segno sarà che niuna cosa muore, se ne ritorna sempre l’apparenza?” indimenticabile “febbraio” di Giuseppe Ungaretti, dalla raccolta “Il taccuino del vecchio”.

Uscire dal labirinto. Con o senza filo.

Con o senza una Arianna che mi aspetta (parte femminile di un impavido quanto abbastanza sprovveduto Teseo). Ma sarà proprio questa la strada? Entro nel labirinto e, lì, compio il mio viaggio. Arrivo al suo centro, faccio quello che devo fare e mi avvio sulla strada del ritorno. Il prof. Corrado Malanga dà, su questo mitema, uno “spunto” di lettura nuovo ed affascinate, che mi permetto di riassumere, qui, con le mie parole.

Nessun ritorno, nessun riavvolgimento, nessun “passato da ricucire ed elaborare”: se nel cuore del labirinto trovo chi veramente andavo cercando – unico oggetto di ogni ricerca – trovo me stesso. Nella mia “duplice” forma, umana e subumana, ma anche umana e divina. A quel punto, e solo a quel punto, il labirinto scompare. Addirittura, non è mai esistito.

Passato, presente, futuro: pura illusione della coscienza. Mondi che esistono, in parallelo, come le pagine di un libro, come i fotogrammi di un film. Posso anche modificare il passato, se mi sposto sulla Timeline della mia coscienza. Ecco da dove vengono le “vertigini” che le nuove scoperte della fisica inevitabilmente ci arrecano. “Se la quantistica non ci sconvolge, significa che non l’abbiamo capita” sentenzia uno dei suoi padri. A questo punto, io per lo meno, non posso che alzare la mano e fare Epoché, sospendere il giudizio,  come facevano gli antichi greci.

Chi riconosce il proprio mito, guarisce

James Hillman

Ora posso accennare, brevemente, a come questo “nuovo paradigma” del reale venga oggi applicato nella relazione d’aiuto, della quale mi occupo da più di vent’anni e che si pone a fondamento del mio progetto “per una Medicina dei Significati”[4].

La realtà non è come sembra: anche nel problema del disagio e della malattia occorre procedere oltre… Alla ricerca di un Significato che, accolto, partorisce il senso/direzione del possibile cammino verso il risanamento: che è conoscenza di sé, consapevolezza e integrazione delle mie potenzialità, per portare me stesso nel mondo. Tale cammino è inscritto nello stesso problema che mi abita. Il “problema” infatti è progetto (pro-bàllein) di una crescita: una crescita di consapevolezza. E siccome nulla va demonizzato ma compreso, come dicevamo, soprattutto la parte “scomoda” dell’esistenza è quella latrice di un messaggio: disponendomi all’ascolto, posso aprirmi all’incontro. All’incontro con quella parte di me che, esiliata, richiede attenzione, cerca ricordo.

Legittimandola, ascoltandola, incontrandola posso sanare, ricomporre, quello che è stato diviso[5]. Ricordando chi sono, innanzitutto. Ricordando le “origini regali”, divine, della mia, della nostra esistenza. L’androgino risorge dalle acque, consapevole ora di essere stato diviso, perché altrimenti racconta il mito sarebbe stato troppo potente, scomodo probabilmente allo stesso Zeus che l’aveva creato. E’ di questo “potere” che possiamo – anche alla luce delle nuove conoscenze – reimpossessarci. Queste ci sollecitano quantomeno a legittimarne la possibilità. Siamo dèi, dopotutto, no??

Legittimare la possibilità di reificare o rendere reali alcuni sogni, ipotesi, possibilità nei confronti dei quali, invece, il sistema (attraverso lo strumento della sua razionalità materialista ed autocratica) subito ci blocca. Ma “immaginare”, creare immagini, è lavorare nel futuro, gettare l’esca nell’altrove dove posso pescare il nuovo per poi, pazientemente e con fiducia, portarlo di qua. E’ il legittimare (parola a me cara) l’extra, o l’oltre-di-te, qualcosa che sta al di là del tuo orizzonte del possibile. Dopotutto, anche Gesù diceva: buttate le reti alla destra della vostra barca, e troverete! E’ incredibile come questo passo del Vangelo trovi, solo dopo secoli di storia, una possibile spiegazione grazie alle neuroscienze: gettiamo le reti nella parte destra del nostro cervello (e oggi si scopre che l’acqua è simbolo archetipico della mente…), quella che sola può pescare e attingere nel nostro oltre!

Sinora la medicina ha lavorato solo sulle “ombre” della caverna.

Ha indagato la materia, le sue leggi. Ha tagliato, separato, diviso. Ma col tempo, abbastanza recentemente, sono emersi altri “regni”, accanto a quello della materia, che si sono rivelati compenetrarla e sostanziarla: il regno dell’energia, il regno dell’informazione e quello, infine, della coscienza.

Ce ne parla il modello C.I.E.M. (cioè Coscienza, Informazione, Energia, Materia) che l’ingegnier Andrea Gadducci ha riassunto nel citato acronimo[6]. La Materia, il mondo della separazione, non è che il primo livello di realtà, o forse l’ultimo, dipende da dove guardi. Caratterizzato dalla frammentazione nello spazio e nel tempo, in esso regna oltremodo il dualismo e la polarità; è il regno della medicina chimica e allopatica, delle terapie fisiche, della chirurgia, del lavoro sul corpo. E’ il piano della realtà oggettiva.

Poi si è scoperto il regno dell’energia, altra faccia della materia, sintetizzato nella nota formula E=mc2, che dipende ancora dai concetti di spazio e di tempo. Solo negli ultimi due secoli abbiamo cominciato a familiarizzare con gli “effetti” che essa governa e sottende: onde (per inciso, ricordo che si dice che siamo entrati nell’Era dell’Acquario!) elettromagnetismo, suono, potenziali di membrana cellulare, legami tra molecole, correnti elettriche, campi magnetici, elettroni, fotoni, natura di onda/particella. Qui si collocano le terapie cosiddette energetiche, come ad esempio l’agopuntura, lo shiatsu, la tecnica cranio-sacrale e numerose altre. E’ il piano della realtà soggettiva.

Il terzo è il regno dell’Informazione, quello deve regna la ὕλη (ùle), la “materia prima”: ovvero il codice, che informa materia ed energia; il programma (ciò che è scritto-prima), il software, la matrice che governa l’universo. E’ il regno del simbolo, dell’archetipo e delle idee. Tutto reca un’informazione: viviamo immersi in una infinità di campi morfici che creano lo “stampino” della vita. Come l’inconscio collettivo, la memoria familiare, transgenerazionale o di specie; i campi morfogenetici (il cosiddetto corpo eterico, matrice del corpo fisico, responsabile di vari fenomeni come ad esempio quello dell’arto fantasma), elettromagnetici, elettrici e via dicendo; lo stesso DNA è un campo morfico-informazionale. A questo livello non vi è più distinzione, tutto l’universo è interconnesso, siamo fuori dalle leggi dello spazio e del tempo. Qui trovano posto tutte le forme di terapia simbolica, che lavorano nel campo delle informazioni; le medicine della risonanza che veicolano alle cellule del corpo un messaggio terapeutico (in genere fisico/energetico) trasformato in segnali o frequenze, attraverso supporti di diverso tipo (acqua, nel caso dell’omeopatia o dei Fiori di Bach, ma anche solo “onde” elettromagnetiche, suoni, oserei dire “pensieri”, segnali di vario tipo che raggiungono per “risonanza” il cuore delle nostre cellule)[7]. Qui si può agire la “cura a distanza”, poiché nella natura di questo regno, lo spazio non esiste. E’ il regno dell’Intento, dell’Intenzione Consapevole e veicolata, che conosce il suo intimo rapporto col regno superiore della Coscienza. Qui possiamo creare il nostro futuro e – cosa ancora incredibile, se pur non ora facilmente accessibile – modificare il passato. E’ il piano della realtà simbolica, il primo confine del World 3 di Karl Popper…

Ma da dove giunge l’informazione? Nel quarto regno si entra nell’assoluto della coscienza, l’inseparata, l’Uno, colei che sceglie di interagire col tutto in diverse forme. E’ il piano della realtà unificata. L’origine, la sede della Volontà. Il regno della monade e dell’arché; dove l’Essere emana se stesso nell’atto del Volere, l’alef divino (א) che, espirando se stesso, genera la Creazione, l’ebraico beit (ב), che si fa “sua casa”, ovvero grembo che lo contiene. Noi siamo Coscienza/Volontà e la nostra vita ne è la Creazione.

A cavallo tra questi due ultimi regni, stanno le “medicine della consapevolezza” che portano a cogliere l’informazione, “dietro” il sintomo o la patologia. Mirano a gettare il ponte tra conscio e inconscio, tra volere profondo e volontà manifesta, con la coscienza che sa di albergare nel cuore (bindu), seme della creazione. Dove tutto il possibile attende la forza motrice dell’amore, che “muove il cielo e l’altre stelle”. E’ il sommo bene che abita l’iperuranio platonico, e genera l’erotica eudaimonìa, universale cura della Bellezza e del Vero.

A “contenere” le abbaglianti verità che oggi ci raggiungono dal mondo oltre la caverna ma che da sempre vivevano, intuite, nell’animo dell’antico sapere ­ ha sinora provveduto il mito. Questo stesso oggi è chiamato a sanarci, attraverso la Parola della metafora, suo peculiare linguaggio, la quale narra, da sempre, il nostro universo e la nostra storia. Ascoltarlo, riconoscerlo, comprenderlo è già strumento che avvia verso la “guarigione”, intesa come risanamento del nostro sé.

Nel mito c’è tutto. Nei miti di tutte le tradizioni che abitano il pianeta. Il mito ci aiuta a ricordare la nostra storia di umani, da dove veniamo, quello che ci hanno “fatto”[8], quello che sarà, o potrebbe essere, di noi. Anche la nostra storia individuale, con le sfide che la vita quotidianamente ci propina: esso la universalizza, sollevandola da una dimensione personale ad un dimensione mitica nella quale, finalmente, non saremo mai più soli. Ciò che ognuno di noi ha vissuto e sofferto, è conosciuto dagli dei, i primi a farne esperienza. Il mito infatti è narrazione di una nascita poiché descrive le azioni matrici della vita stessa, per cui conoscere il mito è conoscere l’origine delle cose. La nascita della nostra storia, come del nostro dolore.

In realtà non si guarisce, ci si “sposta di livello”, si sale a livello del World 3, direbbe Karl Popper, filosofo della scienza[9]: “guarire” è portare il “problema” ad un livello più alto, laddove il demone/interferenza (dià-bàllein) non agisce, passando da un essere ad un sapere-di-essere. E’ portarsi laddove non sei mai stato malato. Poiché hai visto, hai compreso il messaggio della tua malattia.

Orào, ho visto, dunque so. Osservare è “passare da un essere a un sapere di essere” e “comprendere è iniziare a guarire”. Poiché l’anima guarisce, quando ritrova il significato delle cose.

È negli occhi il principio del sapere? Eppure esiste un’altra modalità del vedere e del conoscere, che ancora una volta la lingua antica, quella che ha nutrito il pensiero platonico, già allora esprimeva: è μύω (mùo) = “vedo con gli occhi chiusi”, da cui deriva mito, che è mistero e, soprattutto, è muto. Entrare nel mito è entrare nel mistero. Per questo, esso richiede il silenzio. E’ la lingua degli iniziati, poiché μυεῖν (muèin) è iniziare ai culti segreti, ai “misteri”. Il mito è muto perché attinge a verità inesprimibili. Esso mi interroga e mi invita a guardarmi, a scrutarmi, a entrare nel daràsh, direbbero gli ebrei, un superiore livello di conoscenza, di ricerca, di consapevolezza, dove il mito apre sod (ebr. סוד) il segreto e, segretamente, me lo rivela. “Chi riconosce il proprio mito, guarisce” diceva James Hillman, padre della psicologia archetipica. Riconoscere il mito è riconoscere le immagini che ci abitano e che noi abitiamo: e il saggio saprà governarle (imaginibus, sapiens dominabitur) e noi potremo finalmente divenire“ i maestri delle cose, e non le vittime delle loro reazioni”.

Scendendo negli abissi della materia, nei meandri del mondo subatomico, la scienza riscopre oggi questo cammino, oltre la soglia della “ragione”, dove tempo e spazio perdono di significato come ogni altra apparente frammentazione, e l’illusione di “essere Altro” supera la soglia sensoriale dell’ego. Dove si rivela la danza eterna tra ombra e luce, apparire e scomparire, o “trans-parire” – da onda a particella – e viceversa. La massa non “esiste”, la massa appare, ovvero, si manifesta. Allora “il limen si fa lumen”, aprendo ad un nuovo cammino, portando luce e rinnovata speranza sulla nostra vita, il suo “senso” e il suo “significato”.

Il nuovo paradigma vede Platone tra i suoi esimi rappresentanti: né antesignano, né precursore poiché il tempo non esiste. Solo esponente di una sensibilità non trascorsa, ma sempre presente dentro di noi; sensibilità filosofica, umana, sintetica, simbolica e “circolare”, femminile e creativa, poietica e poetica, che vive e si unisce, e non si contrappone, a quella analitica e tutta maschile della ricerca razionale, cosiddetta “scientifica”.

Questo è mùein, il vedere nel sogno, il vedere del poeta.

Che, non a caso, il mito ci dice essere cieco perché i suoi occhi sono stati accecati dalla luce della verità una volta che l’ha scoperta e contemplata; e fors’anche muto, perché la parola, in questo “oltre”, non basta. Ma gli occhi che guardano nella notte sono occhi che hanno penetrato, anche solo per un attimo, il miracolo dell’essere e della vita.

Al poeta spetta allora vedere e conoscere, nel buio, il mistero che il mito racconta.

 “C’è un altrove, dentro di noi, che non segue i nostri criteri

ma quelli delle leggi cosmiche che ci abitano.

In esse alberga il principio dell’“autoguarigione”.

Per questo occorre entrare in un altro sapere, che è un sentire…”

 Loredana Filippi

Bibliografia

[1]  Sono le parole di Ermete Trismegisto ma anche di Gesù.

[2] M. Santamato, Quando Troia era solo una Città, Macro Edizioni

[3]  Ma in Platone troviamo albeggiato persino il concetto di Matrix, la Chòra (gr. Χώρα),  ovvero di un “ricettacolo invisibile e senza forma dell’intero divenire” dove le Forme sono materializzate, secondo una dimensione che le avvicina allo spazio. Nonostante le difficoltà ermeneutiche che sorgono nel definirla pienamente, “Chora riceve ogni cosa, senza prendere mai la forma degli oggetti che ne diventano parte. E’ fatta per essere un modello per tutte le cose, che muove e prende la forma di ciò che riceve; ed è per questo che sembra ogni volta diversa.”. LChora di Platone è definita da una matrice matematica che dà poi il via alla ‘nascita’ delle forme. (http://www.digicult.it/it/digimag/issue-055/chora-platonica-and-digital-matrix)

[4]  Medicina dei Significati, “L’anima guarisce, quando ritrova il significato delle cose”, crf. medicinadeisignificati.online

 [5] crf. Annick de Souzenelle, Il simbolismo del corpo umano,  Servitium Editore

[6] Modello C.I.E.M. Coscienza, Informazione, Energia, Materia, teorizzato e divulgato dall’Ing. Andrea Gadducci, Ingegnere Elettronico esperto in Biomedica e in metodiche Quanto-Biofisiche.

[7] Di notevole interesse sono oggi degli studi del dottor Massimo Citro, con il TFF o Trasferimento Frequenziale dei Farmaci, che si occupano di trasformare l’informazione chimica portata dal farmaco in informazione non chimica ma frequenziale, somministrata al paziente o attraverso delle “gocce informate” o attraverso dispositivi (tipo un comune cerotto) da applicare sulla pelle.

[8]  Come non citare gli straordinari studi di Mauro Biglino, che fa una lettura rigorosamente letterale della Bibbia, e di altri testi del mito? Si può non condividerne la visione ma di certo non evitare di tenerne conto. A mio avviso, sono estremamente coerenti e illuminanti.

[9] Si tratta di guardare alla malattia/problema in modo diverso: elevando il problema dal cosiddetto mondo1, ma anche  dal mondo 2, secondo Popper, cioè dal mondo delle cose tangibili come da quello dei processi mentali, sino a portarsi al mondo 3, o “mondo delle leggi”, dove ci sono i modelli, e cambiare modello. A questo punto, un’attività terapeutica diventa qualcosa di molto più complesso che non una tecnica. Diventa guidare in un cammino di conoscenza.

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NATALE DI ROMA

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By Sergio Stagnaro

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La Melatonina influenza la secrezione insulinica attraverso meccanismi complessi, solo in parte oggi conosciuti (1-8)

In numerosi lavori ho illustrato i complessi meccanismi d’azione della Melatonina, tra i quali l’influenza sulla secrezione insulinica (9-16).

I recettori della Melatonina nella membrana cellulare, M1 e M2, appartengono alla super-famiglia  dei recettori accoppiati alla G-proteina e sono presenti in molti tessuti, incluse le isole pancreatiche.

I segnali dei secondi messaggeri reclutati da questi recettori modulano alcuni meccanismi intracellulari che modificano le attività delle adenilato-ciclasi, guanilato-ciclasi, fosfolipasi A2 e C, e i canali del potassio e del calcio.

La Melatonina agisce in maniera importante anche attraverso la produzione di ROS, indotta dall’azione sulla NOX (NADPH-ossidasi), nella regolazione della secrezione insulinica indotta dal glucosio nelle isole  pancreatiche.

Come ho scritto in un precedente articolo (20), la melatonina, principalmente secreta dall’epifisi, notoriamente svolge una funzione trofica sulle beta-cellule e di stimolo alla secrezione insulinica, attraverso i recettori MT-1 e MT-2.

Ricerche cliniche, da me condotte per un lungo periodo di tempo, hanno corroborato le molteplici azioni della melatonina, svolte non solo in oncologia, trasformando il Terreno Oncologico nella sua variante “residua” (Green Therapy), ma anche in altre patologie, come l’Osteoporosi, precisandone i meccanismi d’azione, dei quali numerosi prima sconosciuti.

Di seguito è illustrato un semplice metodo clinico, di rapida esecuzione – 20 sec. – che permette di riconoscere la presenza del DMT2 a partire dal primo dei suoi Cinque Stadi. Fino a quando i Medici non sapranno riconoscere col fonendoscopio i primi tre dei Cinque Stadi del T2DM l’epidemia diabetica continuerà ad aumentare.

Nel sano, la chiusura degli occhi provoca simultaneamente attivazione microcircolatoria di tipo I, associato, nelle isole pancreatiche di Langherans, dove fluisce la maggior quantità di sangue della ghiandola (ca. 80%).

Ne consegue abbassamento rapido e intenso (3 cm. o più) del margine inferiore del corpo pancreatico  per la durata esatta di 20 sec. Infatti, simultaneamente alla chiusura degli occhi, l’attivazione microcircolatoria avviene soprattutto nel corpo pancreatico, sede della maggiore produzione insulinica, e non nella testa e coda del pancreas, povere di isole di Langherans!

Al contrario, a partire dalla nascita,  Costituzione Diabetica e Reale Rischio Congenito Diabetico, i valori parametrici, sopra riferiti, sono significativamente alterati, in relazione allo stadio della sottostante patologia: l’abbassamento del margine inferiore del pancreas avviene dopo un Tempo di Latenza, variabile da 1 a 3 sec.,    lentamente e meno intensamente.

MeditationMeditation“- Daniela Biganzoli(Dab)-Opera Digitale

Bibliografia

1)      Park JH, Shim HM, Na AY, Bae KC, Bae JH, Im SS, Cho HC, Song DK. Melatonin prevents pancreatic β-cell loss due to glucotoxicity: the relationship between oxidative stress and endoplasmic reticulum stress. J Pineal Res. 2014 Mar;56(2):143-53. doi: 10.1111/jpi.12106. Epub 2013 Nov 25.
2)      Daniel Simões, Patrícia Riva1, Rodrigo Antonio Peliciari-Garcia, al. 2016. Melatonin modifies basal and stimulated insulin secretion via NADPH oxidase. J Endocrinol December 1, 2016 231 235-244
3)      Altenhofer S, Radermacher KA, Kleikers PW, et al.2015, Evolution of NADPH oxidase inhibitors: selectivity and mechanisms for target engagement. Antioxidants and Redox Signaling 23 406–427.
4)      Bedard K & Krause KH.2007. The NOX family of ROS-generating NADPH oxidases: physiology and pathophysiology. Physiological Reviews 87 245–313. (doi:10.1152/physrev.00044.2005)
5)      Ebelt H, Peschke D, Bromme HJ. 2000. Influence of melatonin on free radical-induced changes in rat pancreatic beta-cells in vitro. Journal of Pineal Research 28 65–72. (doi:10.1034/j.1600-079X.2001.280201.x)
6)      Bazwinsky-Wutschke I, Bieseke L, Mühlbauer E, Peschke E. (2014) Influence of melatonin receptor signalling on parameters involved in blood glucose regulation. J Pineal Res. 56(1):82-96.
7)      Bazwinsky-Wutschke I, Mühlbauer E, Albrecht E, Peschke E. (2014) Calcium-signaling components in rat insulinoma β-cells (INS-1) and pancreatic islets are differentially influenced by melatonin. J Pineal Res. 56(4):439-449.
8)      Klemenz A, Wolgast S, Hanitzsch R, Markwardt F, Peschke E. (2014) Effects of insulin on norepinephrine- and acetylcholine-induced membrane currents of pinealocytes from healthy Wistar and type 2 diabetic GK rats. Cell & Tissue Research. 355:437-446.
9)      Stagnaro-Neri M., Stagnaro S. Introduzione alla Semeiotica Biofisica. Il Terreno Oncologico. Travel Factory, Roma, 2004. http://www.travelfactory.it/semeiotica_biofisica.htm
10)  Stagnaro S., Stagnaro-Neri M., La Melatonina nella Terapia del Terreno Oncologico e del “Reale Rischio” Oncologico. Travel Factory, Roma, 2004. http://www.travelfactory.it/semeiotica_biofisica_2.htm
11)  Stagnaro S., Stagnaro-Neri M., Single Patient Based Medicine.La Medicina Basata sul Singolo Paziente: Nuove Indicazioni della Melatonina. Travel Factory, Roma, 2005. http://www.travelfactory.it/libro_singlepatientbased.htm
12)  Stagnaro Sergio Endothelial cell function can ameliorate under safer drugs, such as Melatonin-Adenosine. BMC Cardiovascular disorders. http://www.biomedcentral.com/1471-2261/4/4/comments
13)  Stagnaro Sergio. Meccanismi d’Azione Sconosciuti e Nuove Indicazioni della Melatonina. Clavis, 1 ottobre 2008, http://www.melatonina.it/articoli/64-2008-09-30.html
14)  Stagnaro Sergio. La Melatonina nella Prevenzione Primaria del Diabete Mellito. Clavis, 10 dicembre 2008. http://www.melatonina.it/articoli/89-2008-12-10.html
15)  Stagnaro Sergio. Molteplici attività della Melatonina. Ottobre 2009, http://www.melatonina.it/articoli/179-2009-10-04.html
16)  Stagnaro-Neri M., Stagnaro S., Il Co Q10 nella prevenzione e nella terapia dell’osteoporosi primitiva. Clin.Terap.146, 215-219, 1995   [Medline]
17)  Stagnaro Sergio.   Pivotal Role Of Co Q10 In Processes Of Aging. Medical News Today, 27 Nov 2008 at 7:57 am http://www.medicalnewstoday.com/youropinions.php?opinionid=34681
18)  Sergio Stagnaro and Simone Caramel (2013). The Role of Modified Mediterranean Diet and Quantum Therapy in Type 2 Diabetes Mellitus Primary Prevention. LifeScienceGlobal February 2013, Journal of Pharmacy and Nutrition Sciences, 2013, 3,  http://www.lifescienceglobal.com/home/cart?view=product&id=376
19)  Sergio Stagnaro and Simone Caramel (2012). Quantum Therapy: A New Way in Osteoporosis Primary Prevention and Treatment. Journal of Pharmacy and Nutrition Sciences, (27 June 2012) | doi:10.1038/ejcn.2012.76, http://www.lifescienceglobal.com/pms/index.php/jpans/article/view/297. PMID:22739250  [Medline]
20) Sergio Stagnaro. Diagnosi Clinica di Diabete Mellito tipo 2 in 20 secondi col Test della Melatonina endogena. https://sergiostagnaro.wordpress.com/tag/test-della-melatonina-nel-diabete-mellito/

 

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By Sergio Stagnaro

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Introduzione……………………………………………………………………………………………………1

La meningite……………………………………………………………………………………………………1

Segni semeiotico-biofisico-quantistici della meningite…………………………………2

1)Sindrome di Iperfunzione del Sistema Reticolo-Istiocitario (SISRI)…………3

2) La Sindrome Acuta da Anticorpopoiesi (SAA): 3………………………………………3

3) Valutazione delle Proteine della Fase Acuta: 3…………………………………………3

Conclusioni………………………………………………………………………………………………………3

Bibliografia………………………………………………………………………………………………………4

Salto QuanticoSalto Quantico-Daniela Biganzoli(Dab)

Introduzione

La meningite, oggi tutt’altro che rara, richiede una diagnosi clinica rapida, possibilmente esatta, per poter consentire un tempestivo ricorso alla diagnostica strumentale sofisticata, finalizzata a stabilirne l’agente causale  per poi instaurare l’appropriata terapia antibiotica.

Si calcola che la tempestività con cui si procede può abbassare il rischio di morte al di sotto del 15%.

I segnali iniziali della malattia, per quanto abbastanza tipici, specialmente sul piano teorico e didattico, nella pratica si rivelano spesso fuorvianti e purtroppo non sono sempre immediatamente riconducibili alla patologia: forti dolori alla testa, sensibilità accentuata alla luce ed ai rumori, febbre, nausea, vomito, rigidità del collo e comparsa di macchie rosse sulla pelle, spesso però dopo ore dall’inizio della fenomenologia clinica.

Nei bambini al di sotto dei 2 anni e nei neonati i sintomi sono ancora più difficilmente attribuibili alla meningite.
All’esordio i segni clinici possono essere confusi assai facilmente con infezioni influenzali, specialmente nel corso di una epidemia di questa virosi, a causa dei noti limiti della semeiotica fisica ortodossa. Ne consegue che è assolutamente necessaria la conoscenza dei numerosi segni della Semeiotica Biofisica Quantistica da parte del medico che per primo deve prendere una decisione diagnostica tempestiva, sufficientemente precisa, sulla base dei soli segni semeiotico-biofisico quantistici, necessari per instaurare al più presto la terapia antibiotica.

Per questo motivo di seguito non discuto i dati preziosi della semeiotica sofisticata di laboratorio, che ovviamente sono forniti in un secondo momento.

La meningite.

La meningite è una infiammazione delle meningi, strutture che rivestono il cervello e il midollo spinale, e il liquido contenuto (fluido cerebrospinale, di norma incolore e trasparente che circonda il cervello, il midollo spinale e le radici dei nervi periferici), in risposta ad un’infezione batterica o virale.
Gli agenti batterici più diffusi sono, attualmente, Neisseria meningitidis (Gram-negativo) e Streptococcus pneumoniae (Gram-positivo); prima del 1990, cioè prima che il vaccino fosse incluso tra quelli raccomandati, l’Haemophilus influenzae (Gram-negativo) era la principale causa della meningite batterica.

Quando la meningite è provocata da patogeni virali, gli agenti più comuni sono enterovirus, herpesvirus, virus della parotite, il solo che si comporta analogamente ai virus delle malattie infantili in modo particolare nei confronti della Sindrome di Iperfunzione del Sistema Reticolo-Istiocitario (1-3) (V. Avanti).

Segni semeiotico-biofisico-quantistici di meningite

Per facilitare la comprensione di quanto segue da parte del lettore, di seguito tralascio di riferire i dati affidabili, raffinati e molto ricchi di informazioni della Microangiologia Clinica (4) e descrivo soltanto i segni più semplicemente osservabili bed-side utilizzando la semplice Percussione Ascoltata dello stomaco, applicata a partire dal XIX secolo ed attuata nelle nostre Università fino agli anni trenta del secolo scorso (5) (Fig. 1).

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Riflesso Gastrico Aspecifico: nello stomaco, il fondo ed il corpo sono dilatati mentre la regione antro-pilorica è contratta. Il medico, collocato il tamburo del fonendoscopio sopra la proiezione cutanea del viscere – come indicato in figura – esegue la percussione digitale diretta e delicata sopra linee radiali e centripete,  percuotendo due volte sopra lo stesso punto prima di passare al successivo, distante un cm. verso il tamburo del fonendoscopio. Quando la percussione cade direttamente sopra la grande curvatura gastrica, il suono percepito diventa intenso ed iperfonetico, e sembra nascere nelle orecchie di chi ascolta.

Di fronte a un individuo che lamenta la sintomatologia sopra riferita, indipendentemente dall’età, sesso, razza, gravità della fenomenologia clinica, il medico deve escludere innanzitutto la presenza di irritazione meningea, ricercando il riflesso oculo-gastrico aspecifico e poi selettivamente il riflesso cerebro gastrico aspecifico: la pressione digitale di moderata-media intensità (500-700 dyne/cm.2) è applicata prima su uno e poi sull’altro globo oculare a palpebre chiuse, ovviamente.

Il Riflesso infiammatorio si attua mediante la pressione ungueale esercitata sopra i trigger-points cerebrali, calcolando il Tempo di Latenza del Riflesso–Gastrico Aspecifico il Riflesso gastrico aspecifico: NN = 10 sec.  (8) (Fig. 1).

Nel sano, il Tempo di Latenza del Riflesso oculo e cerebro –gastrico a., è di 8 sec. Durata > 3 sec. – 4 < (10).

Al contrario nella meningite (e nelle altre patologie cerebrali di differente natura) il tempo di latenza appare ridotto e la durata prolungata in rapporto alla gravità della sottostante patologia.

Interessante il fatto che il riflesso infiammatorio patologico, cioè con Tempo di Latenza inferiore ai fisiologici 10 sec., è espressione di meningite, focus epilettico, ancorché silente, e di tumore (6-8).

Va sottolineata l’utilità della ricerca del Riflesso oculo-g.a. Questo riflesso è provocato dalla pressione moderata (500 dyne/cm.2) sopra il bulbo oculare, di ds e poi di sn., ovviamente con palpebre avvicinate (6-8). Nel sano, dopo tempo di latenza  di 8 sec. età-dipendente, compare il riflesso che è simmetrico.

Al contrario, il tempo di latenza è ridotto in caso di meningite o di altra patologia cerebrale ed è quasi sempre “asimmetrico”.A questo punto, il medico ricerca i segni aspecifici di flogosi, sebbene la presenza dei segni descritti giustificano di per sé  la somministrazione di antibiotico ed il tempestivo invio del paziente al PS o ad un Reparto di Malattie Infettive con diagnosi di “sospetta meningite”

Consigliabile, comunque, in base alle condizioni generali del malato, procedere nell’iter diagnostico e diagnostico-differenziale, con la ricerca dei seguenti segni e sindromi:

1)Sindrome di Iperfunzione del Sistema Reticolo-Istiocitario (SISRI)

Essa corrisponde alla VES ed alla Elettroforesi proteica, ma è più sensibile e specifica. La pressione digitale medio-intensa (700-1.000 dyne/cm.2) sopra la linea mediale dello sterno, sopra la cresta iliaca e la proiezione cutanea della milza provoca nel sano, dopo tl 10 sec., il Rifl.g.a. (Fig.1) della durata di  > 3 sec. – 4 < (10) (1, 2).

Esistono tre tipi di SISRI, di entità variabile, naturalmente, consentendo il monitoraggio terapeutico:

  1. A) SISRI completa: sterno, cresta iliaca e milza sono trigger ­points del riflesso gastrico aspecifico: è presente caratteristicamente nelle infezioni da Gram-positivi, dove il tl scende a 6 sec. come nelle reumopatie, nelle comuni malattie virali dell’infanzia (inclusa la Parotite!) e tumori maligni (dove il tempo di latenza può essere di soli 3 sec., valore minimo osservato, negli stadi ormai conclamati);
  2. B) SISRI intermedia: la milza è trigger-point della sindrome, ma la sua stimolazione causa un Rifl.g.a. significativamente inferiore a quello osservato durante stimolazione degli altri due trigger-points: sterno e cresta iliaca; è presente nelle infezioni da Gram-negativi, come Neisseria Meningitidis, Haemophilus Influenzae, Escherichia coli ed Helicobacter pylori;
  3. C) SISRI incompleta: la milza non funziona da trigger-­point; è tipica delle virosi influenzali.

2) La Sindrome Acuta da Anticorpopiesi(SAA):

si valuta – nel modo più semplice – mediante il riflesso gastrico aspecifico, provocato dalla pressione digitale di lieve (300 dyne/cm.2) intensità applicata, per esempio, sopra la proiezione cutanea del fegato, e/o apico-polmonare (= regione sottoclavicolare, BALT superiore), mammella, etc. cioè sopra le sedi del MALT: nel sano, tempo di latenza 6 sec. esatti e intensità 1-2 cm.SA di tipo cronico  (1-3, 8),.

In caso di meningite il tempo di latenza scende a 3 sec. e  l’intensità del riflesso g.a. è < 2cm.SA di tipo acuto.

3) Valutazione delle Proteine della Fase Acuta:

La pressione ungueale applicata sopra la proiezione cutanea del fegato nel sano provoca il riflesso gastrico aspecifico dopo 10 sec..

Al contrario, nelle flogosi, inclusa ovviamente la meningite, sia batterica sia virale, dopo un tempo di latenza inferiore ai normali 10 sec. compare il riflesso: il tempo di latenza è inversamente correlato con la gravità della sottostante patologia.

Conclusioni.

La Semeiotica Biofisica Quantistica, consentendo clinicamente al medico di riconoscere prontamente la meningite, individuandone il tipo (batteri Gram-positivi, -negativi, virale), rappresenta uno strumento utile ed affidabile, da utilizzare su vasta scala e rapidamente al fine di indirizzare allo specialista i casi magari sospetti,  nel modo più tempestivo possibile.

La fenomenologia microangiologico-clinica sebbene raffinata e precisa (4), non è stata riferita perché richiede una sicura conoscenza della Semeiotica Biofisica Quantistica.

Bibliografia.

  • Stagnaro S., Polimialgia Reumatica Acuta Benigna Variante. Clin. Ter. 118, 193, 1986. (Medline)
  • Stagnaro S., Sindrome percusso-ascoltatoria di Iperfunzione del Sistema Reticolo-Istiocitario. Min. Med. 74, 479, 1983 (Medline)
  • Stagnaro-Neri M., Stagnaro S., Appendicite. Med. 87, 183, 1996 (Medline)
  • Sergio Stagnaro – Marina Neri Stagnaro. Microangiologia Clinica. A cura di Simone Caramel. e-book, http://www.sisbq.org,

http://www.sisbq.org/uploads/5/6/8/7/5687930/microangiologiaclinicasbq2016.pdf

  • Rasario GM. Trattato di Semeiotica Medica. VI Edizione, Idelson, Napoli (senza indicazione dell’Anno di pubblicazione).
  • Stagnaro S., Percussione Ascoltata degli Attacchi Ischemici Transitori. Ruolo dei Potenziali Cerebrali Evocati. Med. 76, 1211, 1985 (Medline)
  • Stagnaro S., Auscultatory percussion of the cerebral tumour: Diagnostic importance of the evoked potentials, Biol. Med., 7, 171-175, 1985

7) . Stagnaro S., Auscultatory Percussion Therapeutic Monitoring and Cerebral Dominance in Rheumatology. 2nd World Congress of Inflammation, Antirheumatics, analgesics, immunomodulators. Abstracts, A. Book 1, pg. 116, March 19-22, 1986, Montecarlo

8) Stagnaro Sergio, Stagnaro-Neri Marina. Introduzione alla Semeiotica Biofisica. Il Terreno oncologico”. Travel Factory SRL., Roma, 2004. http://www.travelfactory.it/semeiotica_biofisica.htm

 

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OLTRE L’ ENTANGLEMENT

Di Paolo Manzelli

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egocreanet2016@gmail.com

→ La Moderna BIOQUANTICA permette di capire come l’ENERGIA SOTTILE ( denominata Prana, Chi, Qi, Vis-viva, ecc.) sia una “bioenergia diffusa nello spazio-tempo quantizzato” che presiede all’evoluzione della vita (free-energy ). Infatti la “subtle Energy” può essere percepita e trasdotta da energia potenziale in energia vitale per stimolare le attività delle altre categorie di Energie dette per contrasto “dense” (Elettriche, Magnetiche, Meccaniche (calore e suono, ecc.) in quanto misurabili nella loro capacità di attuare movimento e altre azioni fisiche-molecolari.

L’Energia Sottile è pertanto una “bioenergia quantica” complementare all’azione biologica delle energie dense che nell’agire localmente sono dispersive in quanto non sono capaci di predire il comportamento bioquantico della crescita e sviluppo dei sistemi viventi( vedi come l’ effetto di Aharonov-Bohm mette in evidenza come il campo elettromagnetico classico, quando agisce localmente su una sistema biologico non è sufficiente per predire il suo comportamento quantico che presiede la complessa organizzazione della vita.)

L’Energia Sottile ha la caratteristica di essere una energia radiante “invisibile alla misurazione locale” proprio in quanto è capace di interazione simultanea a distanza, pertanto proprio queste caratteristiche, impediscono l’inclusione dell’Energia sottile nel paradigma “meccanico” che colloca la misura delle energie dense nel quadro dello spazio tempo Euclideo che è lineare nel tempo e tridimensionale.

EGOCREANET ha proposto gia’ da vari anni uno studio ed una riflessione sulla “Quantizzazione dello Spazio-Tempo” in relazione all’ Entanglement quantistico allo scopo di definire la struttura microscopica dello spazio tempo, ottenibile correlando ” OLTRE L’ ENTANGLENENT il DISENTANGLEMENT” in modo che la geometria continua dello spazio-tempo, possa essere scissa in quella discontinua dello “spazio + il tempo”.(https://dabpensiero.wordpress.com/2015/01/16/quantum-space-time-matrix/)

(http://www.academia.edu/10205028/QUANTUM_SPACE_TIME_MATRIX_THIRD_REVIEW_)

La nostra conclusione in sintesi afferma che l’Energia Sottile è una energia quantica radiante diffusa nel Bio-spazio creato dalla sovrapposizione delle onde/particelle, dove tale intrigo (entanglement ) rende indistinguibili l’Energia e l’informazione. (= Ei)

Certamente è ancora necessario approfondire e condividere tale ricerca di Egocreanet al fine di definire una strategia di ricerca e sviluppo della Bioquantica come obiettivo essenziale del Cluster-Egocreanet vedi in : <www.bioquantica.org>

<Come lo “spazio-tempo” della relativita’ è costruito dall’entanglement quantistico> https://dabpensiero.wordpress.com/2010/10/27/entanglement-age-di-paolo-manzelli/

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L’ Entanglement va considerato come l’ingrediente essenziale che unisce lo spazio-tempo nella Relatività ristretta di Einstein e lo dis-unisce in spazio+tempo per tramite dis-entaglement, cioè il collasso dell’integrazione relativistica tra spazio-e tempo .

Recentemente abbiamo preso in considerazione come l’Entanglement che intriga l’ Energia e l’Informazione( in Energia di Informazione-“Ei”) corrisponde sia ad una estensione del BIO-campo cosi’ come ad una relativa diminuzione del tempo infatti quando il Biocampo è molto ampio e tende all’infinito si ha simultaneità del tempo. http://www.caosmanagement.it/n62/art62_04.html

Riteniamo quindi che lo spazio-Tempo sia da considerarsi come una rete tensoriale che per tensione estrema o per torsione può spezzarsi (dis-entanglement) e viveversa ricomporsi per tramite l’entanglement. Pertanto lo spazio creato dal BioCampo è una costruzione derivata dall’entanglement, mentre il dis-entanglement spezza in una matrice di quanti la rete tensoriale dello spazio-tempo relativistico. http://www.edscuola.eu/wordpress/?p=101975

A conferma della interpretazione su esposta elaborata da Egocreanet recentemente è stata sviluppato un approfondimento della Teoria del Tutto (TED) proposta dal Fisico Giapponese Hirosi Ooguri e dalla Matematica Italiana Matilde Marcoli, che si basa sul “principio olografico universale” con cui si conferma come con l’ entanglement lo spazio- tempo possa essere unificato in uno stato bidimensionale nel quale energia e informazione non possono essere più considerate quantità indipendenti. http://www.media.inaf.it/2015/05/28/lo-spaziotempo-emerge-dallentanglement-quantistico/ ed in originale in: Physical Review Letters, 2015.: https://journals.aps.org/prl/abstract/10.1103/PhysRevLett.114.221601

 

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In conclusione l’Energia Sottile ha una base scientifica che conduce ad un netto superamento della critica di Einstein (Spooki action ) che afferma l’impossibilita di una azione simultanea a distanza di qualsiasi tipo di energia.

Le nuove concezioni elaborate e citate sulla TED, nonchè proposte, promosse e diffuse da Egocreanet Cluster sulla Bioquantica rappresentano oggi una netta convalida senza precedenti dell’esistenza di una realtà bidimensionale dello spazio tempo, quale è la Energia Sottile, che egualmente alla “Ei” risulta invisibile, perchè non misurabile localmente da strumenti meccanici, ma invece è percepibile dal sistema biologico vivente come energia quantica intrigata (entangled) in cui le onde/particelle interagiscono simultaneamente a distanza.

NB: Discuteremo del tema Oltre all’ENTANGLEMENT e la Comunicazione di informazione a Distanza in occasione dell’ incontro di , Sabato 14 aprile 2018 , ore 15.00-17.00 dell’Associazione TONG-REN .(www.tongrenitalia.com) che si svolgerà presso il nostro centro in via della Repubblica 121, Tavarnuzze (FI), un interessante incontro gratuito sull’Alzheimer, presieduto dal Dott. Auriemma, ideatore della Agopuntura Ologrammatica.<info@tongrenitalia.com

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Di Paolo Manzelli ,<egocreanet2016@gmail.com>

La teoria dell’ Entanglement  e la formazione di un campo di sovrapposizione quantica. (1)Entanglemet//dis-entanglement

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La biologia convenzionale si basa su processi molecolari che in fine si riducono a interazioni tra macromolecole guidate dall’informazione genetica per tramite la trasmissione per contatto (DNA //RNA information-transfer).

Pertanto la concezione molecolare della Biologica riduzionista non riesce ad affrontare coerentemente il nexus di condivisione esistenti tra la comunicazione Epigenetica derivante dall’ambiente e l’informazione guidata dall’informazione Genetica, ciò proprio in quanto tale relazione tra ambiente ed organismo è di natura “Olistica”, che come tale supera i confini di scala locale della biologia ortodossa.

Il superamento del riduzionismo molecolare biologico necessita di includere i biocampi quantici di comunicazione non locale che per tramite l’Entanglement quantistico, mettono in relazione l’ organismo con l’ ambiente.

EntanglementEntanglement?Ho chiuso gli occhi alla verità!“- Daniela Biganzoli(Dab)

La necessità di comprendere la ” non –localita” nella biologia quantistica è stata messa in evidenza dall’interpretazione di Daniel Bohm del “potenziale quantico” diffuso, con cui si afferma genericamente che gli eventi quantici che accadono in un punto qualsiasi dello spazio hanno la probabilità non nulla di influenzare istantaneamente altri eventi che avvengono anche a grande distanza. In vero come Egocreanet/Cluster partendo dalla affermazione di David Bohm sulla esistenza del “potenziale quantico”, vogliamo approfondirne le effettive potenzialità di interconnessione tra “Energia ed Informazione”, e pertanto consideriamo necessaria una fondamentale revisione delle relazioni tra “entanglement” e la formazione di un biocampo di “Energia di informazione” (2) al fine di identificare un corpus comune di equivalenze tra l’ estensione (biocampo) della comunicazione simultanea a distanza e le proprietà di comunicazione tra ambiente (= realta’ non locale Epigenoma) ed organismo individuale (= realta’ locale Genoma ) realizzate dall’energia vitale. (2) – http://www.caosmanagement.it/n62/art62_04.html

Il termine Biocampo ( = estensione dell’ Entanglement ) descrive l’ effettivo campo di “energia di informazione” che e’ equiparabile alla Energia Vitale (Subtle Energy) con la quale viene regolata e resa armonica, la complessa funzionalità di informazione (epigenetica//genetica) che determina l’evoluzione e lo sviluppo degli organismi viventi.

Quindi il Biocampo svolge un ruolo sostanziale nell’innovazione “della biologia quantica” la quale ha tra gli obbiettivi prioritari quello di condurre la scienza medica verso una profonda revisione dei processi sanitari.

(3) Bio-field Sciece : https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4654779/

Infine riteniamo che svilupperemo, a partire dal Convegno EGO-Cluster del 24 Maggio 2018 a Firenze (4), la revisione teorica e sperimentale finalizzata ad evidenziare l’esistenza del “biocampo quantico”, la cui effettiva estensione comunicativa a distanza ( strong and low coupling) emerge dalla attività temporali di coerenza /decoerenza della sovrapposizione e compenetrazione delle “onde/particelle” quantiche.

Infine la conoscenza del “Campo Bioquantico” potrà promettere una crescita significativa nella comprensione e sviluppo della comunicazione a distanza di “energia di informazione ” volta al fine di favorire le strategie innovative di studio e di applicazione della prevenzione e guarigione che in tal guisa verranno poste in relazione alla ottimizzazione della Energia Vitale” di natura olistica /bioquantica, trasmessa a lungo raggio, per integrare Epigenetica e Genetica nello sviluppo organico dell’ individuo.

(4)-(prime info. Convegno Egocreanet 2018), http://www.edscuola.eu/wordpress/?cat=241

IL  PARADIGMA BIOQUANTICO.

Vedi : http://www.bioquantica.org

La Robotica e l’automazione digitale, fondate su processi di intelligenza artificiale, dematerializzando la produzione e la sua organizzazione cambiano drasticamente la struttura del lavoro e del business del sistema industriale manifatturiero a tutt’oggi basato sulla innovazione della ricerca e sviluppo tecnologico al fine di migliorare competitività ed efficienza della produzione  ma  che rimane pur sempre inquadrabile nel mantenimento del tradizionale paradigma riduzionista “meccanico” della scienza e della cultura, quello che è stato storicamente dominante durante tutta l’epoca industriale e che in tutta evidenza è ormai obsolescente, perchè inquina e degrada l’ambiente e mette in serio pericolo la vita .(1)

(1) Industria 4.0: https://www.innovationpost.it/2017/10/12/limpatto-sul-mercato-del-lavoro-della-quarta-rivoluzione-industriale-2/

L’assurdità di mantenere i limiti concettuali delle concezioni meccaniche della scienza che hanno caratterizzato la cultura occidentale Newtoniana-Cartesiana, la quale permane anche nel contesto della cosiddetta Industrializzazione 4.0,  è a tutt’oggi  troppo spesso sottovalutata proprio in quanto le conoscenze attuali rendono insostenibile questo radicamento  del pensiero “meccanico” ottocentesco , (2)

(2) https://www.scienzaeconoscenza.it/blog/scienza_e_fisica_quantistica/il-crollo-del-vecchio-paradigma-meccanico-della-scienza

 Tra i più evidenti limiti di insostenibilità  del paradigma meccanico annoveriamo:

 A)  L’arbitraria separazione tra soggetto ed oggetto della percezione, in quanto oggi gli studi sulla neuro-immagini mettono in evidenza che è il cervello che costruisce immagini e colori, per cui ciò che riteniamo oggettivo non è indipendente dalla costruzione della memoria a lungo temine  che ha un valore storico-sociale.

(3) Mente/Occhio nella percezione:

 http://www.psychomedia.it/pm/science/psybyo/manzpercvis.htm

(4) Scienza cervello e musica:

http://www.steppa.net/html/scienza_arte/scienza_arte16.h  

B) La Linearita’ del Tempo .

La concezione del Tempo assoluto, lineare ed irreversibile, misurabile dalla convenzione nata con l’orologio meccanico, ha prodotto l’idea di progresso senza limiti propria della società industriale che oggi si trova in netta contrapposizione con le esigenze di ripensare ad una “economia circolare” basata sulla eco-sostenibilità della produzione. Tale cambiamento non rappresenta semplicemente  un ritorno alla concezione ciclica del tempo propria della antica società contadina ma e’ riferito ad una sua evoluzione delle molteplici relazioni dello spazio-tempo evidenziate oggi dalla biologia quantistica.

(5) –Arte Quantistica: http://www.psicolab.net/public/2016/09/ART.ARTE-SCIENZA-def.pdf

Il superamento di questi cardini del pensiero meccanico è iniziato fin dal 1900  con l’abbattimento  dell’antica concezione “Natura non facit Saltum” concepito da Max Plank  il quale  per primo comprese che gli scambi di energia avvengono per salti quantici indivisibili e discontinui, di Onde/particelle denominate  ”Quanti”.

Ma durante tutto il secolo scorso si è tentato di ricondurre la teoria quantistica in termini della Meccanica Quantistica così da limitare la quantizzazione dell’energia ad un fenomeno relativo al “micro-cosmo” , ciò allo scopo di mantenere valida la concezione classica Cartesiana-Newtoniana in relazione alla percezione del Macrocosmo .

Tale separazione arbitraria tra “micro-e macrocosmo” ha permesso una sostanziale persistenza scientifico-culturale del paradigma meccanico, anche perchè la Meccanica Quantistica ortodossa ha limitato la propria indagine alla probabilità  di osservare la particella localmente, escludendo ( con il crash o collasso della funzione d’onda) la simultaneità di esistenza dell’ onda di energia associata a i quanti, proprio in quanto una onda di energia per sua stessa natura non è localizzabile.

Per andare oltre definitivamente questo stato di impasse concettuale  che nel suo insieme connette scienza, cultura e sviluppo produttivo e sociale, ha iniziato a proporre una complessa strategia di revisione  cognitiva “BIOQUANTICA” nell’intento di approdare ad una nuova dimensione creativa del futuro scientifico e sociale indirizzato verso un netto superamento del paradigma meccanico che consideriamo ormai obsoleto e fuorviante in relazione alle esigenze di profondo cambiamento della civiltà contemporanea.

(6)- https://dabpensiero.wordpress.com/2018/01/03/la-bio-quantica/

Paolo Manzelli : egocreanet2016@gmail.com  04/04/2018

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