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Archive for marzo 2018

ANNA CHIARA FARNETI

Di ANNA CHIARA FARNETIf74a6b3e-4fd0-4e7e-bb05-b75ec3914bfa

L’opportunità di condividere un prezioso momento insieme nell’energia della “Rinascita” accompagnati dalla Voce del Cuore in un luogo Sacro e Intenso.

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“La comprensione”

di Vincenzo Cantara

Vibrazioni verdiVibrazioni verdi“- Daniela Biganzoli(Dab)

I fiori intorno a noi

vibrano dei colori dell’universo.

La fotosintesi ci consente il respiro

così, noi, piccoli uomini

viviamo in un corpo terrestre

nasciamo e moriamo ascoltando

i canti dei nostri antenati

nel DNA che ci hanno donato.

 

Moriamo, e poi?

Dove va la nostra

energia? Dove andranno

i nostri ricordi, frammenti

di un ologramma che

tutto contiene? L’uomo

vive dentro a un gioco

di specchi e avanza nella

comprensione.

 

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“La goccia”

di Vincenzo Cantara

vincenzo-cantara

Sono riflesso in questa goccia

di rugiada e osservandola

osservo me stesso che osserva.

 

Il filo d’erba ci trattiene

entrambi

in un giubilo di forme.

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By Sergio Stagnaro

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Il ruolo svolto dal GH e dall’obesità nella patogenesi del T2DM è nota da molti decenni, mentre solo di recente il tessuto adiposo ha assunto un crescente interesse scientifico. Fino a pochi anni or sono veniva interpretato come organo di deposito, attualmente invece è considerato un vero e proprio organo endocrino che, oltre ad intervenire attivamente nella regolazione del metabolismo lipidico e glucidico, è in grado di secernere numerose molecole biologicamente attive, continuamente scoperte, note come adipochine,  ad azione tra loro contrapposta, che si trovano in stretto equilibrio e in grado di regolare le funzioni metaboliche di vari organi e tessuti (1-4).

cerchiocomecellula

Cerchio come cellula-Daniela Biganzoli(Dab)

Tuttavia, prima della nascita della Semeiotica Biofisica Quantistica, che ha portato alla scoperta delle Costituzioni Dislipidemica e Diabetica con il Reale Rischio Congenito (5), nessun Autore ha potuto spiegare perché nella Sindrome Metabolica solo il 50% circa dei pazienti è diabetico (5-9)

Tra gli obesi il rischio di diabete, cancro e CVD è aumentato dalla localizzazione addominale del grasso in eccesso, dalla durata dell’obesità – l’obesità infantile è maggiormente associata al rischio di sviluppare diabete in età adulta – dalla comparsa di diabete gestazionale e dalla familiarità ma questo è valido per una parte degli obesi, ma non per tutti (9). Come sopra riferito, solo il 50% dei pazienti con Sindrome Metabolica presenta il DM manifesto (8, 9).

Il diabete mellito di tipo 2 è causato fondamentalmente da un difetto di azione insulinica in molteplici tessuti bersaglio, con particolare riguardo alla insulino-resistenza, ridotta capacità dell’ormone di stimolare  la captazione e quindi l’utilizzazione del glucosio nei principali organi bersaglio, muscolo scheletrico, fegato, tessuto adiposo. Oggi la resistenza insulinica è valutata anche clinicamente con la SBQ (10-12).

Nelle Beta-cellule, le alterazioni recettoriali dei sensori del glucosio e quindi dell’attività insulinemica, si accompagna invariabilmente alla progressiva incapacità di aumentare la secrezione compensatoria di insulina. La misurazione della resistenza all’insulina fornisce un forte e precoce fattore predittivo di diabete mellito  di tipo 2 e, anche in assenza di iperglicemia, la resistenza insulinica è un importante fattore di rischio di morbilità e mortalità cardiovascolare precoce (10-14).

Le mie ricerche cliniche, tuttora in corso, sui rapporti tra tessuto adiposo bianco (WAT) e CVD, T2DM e Cancro (15-22), hanno portato alla scoperta di due tipi di Tessuto Adiposo Bianco Sottocutaneo e Periviscerale: nel Tipo A, fisiologico, i glicocalici degli adipociti sono fisiologicamente funzionanti (23-27).

Al contrario, nei soggetti con Costituzione Diabetica, Aterosclerotica e Terreno Oncologico, dove è presente il Tipo B, i glicocalici  funzionano in modo patologico, espressione di alterazione genetica del mit-DNA e del n-DNA, che presiedono  alla struttura e funzione della membrana cellulare e del glicocalice.  A partire dalla nascita è possibile riconoscere con un fonendoscopio i due Tipi di WAT.

Interessante il fatto che l’azione esercitata dalle adipochine avviene attraverso la stimolazione del GH-RH: se temporaneamente è interrotta la secrezione del GH-RH mediante pressione intensissima (1.500 dyne/cm2) applicata per 5 sec. sopra il relativo trigger-point,  la stimolazione di adiponectina non è seguita da alcun effetto (19).

La TQMR (20) elimina le Costituzioni patologiche e i dipendenti reali rischi congeniti e contemporaneamente trasforma nel Tipo A, fisiologico, il WAT, sottocutaneo e periviscerale, precedentemente di Tipo B.

Infatti, il riflesso infiammatorio, provocato da pressione ungueale media-moderata (500/700 dyne/cm.2) è patologicamente presente soltanto nel Tessuto Adiposo Bianco Sottocutaneo e Periviscerale di Tipo B (NN: Tempo di Latenza = 10 sec.). I valori parametrici si sono rivelati utili per riconoscere dalla nascita il RRC di Cancro (Tempo di Latenza inferiore ai 5 sec.) dal RRC di T2DM e RRC di Cardiopatia, dove il Tempo di Latenza è superiore ai 5 sec.

Bibliografia

1) Lyon CJ, Law RE, Hsueh WA. Minireview: adiposity, inflammation, and atherogenesis. Endocrinology. 2003; 144: 2195-200.

2) Northcott JM, Yeganeh A, Taylor CG, Zahradka P, Wigle JT. Adipokines and the cardiovascular system: mechanisms media-ting health and disease. Can J Physiol Phar-macol. 2012; 90: 1029-1059.

3) Fain JN, Bahouth SW, Madan AK. TNF-alpha release by the nonfat cells of human adipose tissue. Int J Obes Relat Metab Disord. 2004; 28: 616-622.

4) Michela Zanetti, Giuliano Zabucchi, Franco Spangaro, Maurizio Fonda, Luigi Cattin..  ADIPOCHINE: DALLA CELLULA ADIPOSA AL DANNO CARDIOVASCOLARE. Giornale Italiano dell’Arteriosclerosi 2013; 4 (1): 11-3

5)      Stagnaro-Neri M., Stagnaro S. Introduzione alla Semeiotica Biofisica. Il Terreno Oncologico. Travel Factory, Roma, 2004.   http://www.travelfactory.it/semeiotica_biofisica.htm

6)  Sergio Stagnaro and Simone Caramel (2013). The Role of Modified Mediterranean Diet and Quantum Therapy in Type 2 Diabetes Mellitus Primary Prevention. LifeScienceGlobal February 2013, Journal of Pharmacy and Nutrition Sciences, 2013, 3,  http://www.lifescienceglobal.com/home/cart?view=product&id=376

7) Stagnaro S., West PJ., Hu FB., Manson JE., Willett WC. Diet and Risk of Type 2 Diabetes. N Engl J Med. 2002 Jan 24;346(4):297-298. [Medline]

8) Stagnaro S., Singh RB. Influence Of  Nutrition On Pre-Metabolic Syndrome And Vascular Variability Syndrome. Editorial, The Open Nutrition Journal. Bentham Sci. Publish. Nutraceuticals Journal, 2009, Volume 2, http://www.benthamscience.com/open/tonutraj/articles/V002/118TONUTRAJ.pdf

9) Sergio Stagnaro. Liver PPARs Quantum-Biophysical-Semeiotic Evaluation of Pre-Metabolic and Metabolic Syndrome, at Rest and under Stress Tests. 11 July, 2011. http://stagnaro.wordpress.com/2011/07/11/liver-ppars-quantum-biophysical-semeiotic-evaluation-of-pre-metabolic-and-metabolic-syndrome-at-rest-and-under-stress-tests/

10)  Sergio Stagnaro. Valutazione clinica SBQ dell’insulina-resistenza nel muscolo-scheletrico – articolo aggiornato.

http://www.sisbq.org/uploads/5/6/8/7/5687930/insulino-resistenzaarticoloaggiornato2016.pdf

11)   Stagnaro-Neri M., Stagnaro S., Semeiotica Biofisica: la manovra di Ferrero-Marigo nella diagnosi clinica della iperinsulinemia-insulino resistenza. Acta Med. Medit. 13, 125, 1997

12)  Sergio Stagnaro.      Manovra di Ferrero-Marigo e Vasomotilita’ a Riposo e Dopo Il Test Di Secrezione Del Picco Acuto Insulinemico nella Valutazione Clinica della Insulino Resistenza 23 novembre 2010. http://qbsemeiotics.weebly.com/uploads/5/6/8/7/5687930/manovradiferrero.pdf

13)  Sergio Stagnaro. Il Segno di Artemisia: Il Diabete Mellito diagnosticato in un secondo a partire dal suo Primo Stadio di Reale Rischio Congenito, Dipendente

dalla Costituzione Diabetica. http://www.sisbq.org/uploads/5/6/8/7/5687930/segnodiartemisia.pdf

14)  Sergio Stagnaro. Diabete Mellito tipo 2 Stagnaro, Libri e Articoli www.sisbq.org, http://www.sisbq.org/uploads/5/6/8/7/5687930/dmt2_stagnaro2017.pdf

15)  Sergio Stagnaro.   Ruolo del Tessuto Adiposo della Mammella nell’Insorgenza del Cancro del Seno. www.sisbq.org. http://www.sisbq.org/uploads/5/6/8/7/5687930/tessuto_adiposo_cancro_mammella_2014.pdf

16) Sergio Stagnaro.   Articoli su Tessuto Adiposo della Mammella.  Ruolo del Tessuto Adiposo della Mammella nell’Insorgenza del Cancro del Seno. http://www.sisbq.org/uploads/5/6/8/7/5687930/tessuto_adiposo_cancro_mammella_agg9_.pdf

17) Sergio Stagnaro.  Valutazione Semeiotico-Biofisico-Quantistica dell’Attività della Resistina con un Fonendoscopio. Ruolo Fondamentale della Costituzione Diabetica nella Relazione Resistina, Infiammazione del Tessuto Adiposo Bianco, Diabete Mellito e Obesità. www.sisbq.org,   http://www.sisbq.org/uploads/5/6/8/7/5687930/valutazionesbqresistina.pdf

18)  Sergio Stagnaro.   Valutazione Clinica Semeiotico-Biofisica dell’ Adiponectina. http://www.semeioticabiofisica.it/semeioticabiofisica/Documenti/Ita/Adiponectin%20lavoro.doc

19)  Sergio Stagnaro.   Valutazione Clinica Semeiotico-Biofisica della Leptina. http://www.semeioticabiofisica.it/semeioticabiofisica/Documenti/Ita/Leptina%20Articolo.doc

20)   Sergio Stagnaro. Segno di Perazzo: Il Terreno Oncologico riconosciuto attraverso la Valutazione del Pannicolo Adiposo Mammario. www.sergiostagnaro.wordpress.com. http://stagnaro.wordpress.com/2014/11/22/segno-di-perazzo-il-terreno-oncologico-riconosciuto-attraverso-la-valutazione-del-pannicolo-adiposo-mammario/; Journal of SISBQ, http://www.sisbq.org/uploads/5/6/8/7/5687930/segno_di_perazzo_2014.pdf

21)   Sergio Stagnaro.   Articoli su Tessuto Adiposo della Mammella.  Ruolo del Tessuto Adiposo della Mammella nell’Insorgenza del Cancro del Seno. http://www.sisbq.org/uploads/5/6/8/7/5687930/tessuto_adiposo_cancro_mammella_agg9_.pdf

22)   Sergio Stagnaro.   Ruolo del Tessuto Adiposo della Mammella nell’Insorgenza del Cancro del Seno. www.sisbq.org. http://www.sisbq.org/uploads/5/6/8/7/5687930/tessuto_adiposo_cancro_mammella_2014.pdf

23) Caramel S, Stagnaro S. The role of glycocalyx in QBS diagnosis of Di Bella’s Oncological Terrain. JOQBS, 2011. http://www.sisbq.org/uploads/5/6/8/7/5687930/oncological_glycocalyx2011.pdf

24)  Caramel S, Stagnaro S. QBS of Oncological IRR of Myelopathy: the diagnostic role of glycocalyx. JOQBS, 2011.
http://www.sisbq.org/uploads/5/6/8/7/5687930/qbs_myelopathy_glycocalyx_english.pdf

25)  Stagnaro Sergio. Valutazione Clinica del Glicocalice nella Diagnosi dei Cinque Stadi del Diabete Mellito tipo 2. https://sergiostagnaro.wordpress.com/tag/valutazione-clinica-di-glicocalici/

26) Caramel S, Stagnaro S. Skeletal Muscle Cell Glycocalix Evaluation during CFS Treatment corroborates Andras Pellionisz’s Recursive Fractal Genome Function Principle . JOQBS, 2011. http://www.sisbq.org/uploads/5/6/8/7/5687930/cfsglycocalyx.pdf

27)  Stagnaro Sergio. Valutazione Clinica del Glicocalice nella Diagnosi dei Cinque Stadi del Diabete Mellito tipo 2. https://sergiostagnaro.wordpress.com/tag/valutazione-clinica-di-glicocalici/

 

 

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Dal superamento del dualismo alla fisica dei quanti:

verso una nuova escatologia dell’esistenza.

Dott.ssa Loredana Filippi

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III° PARTE

LA SFIDA: per non limitare l’attenzione ai muri della caverna!

“Epèkeina tès ousìas” (ἐπέκεινα τῆς οὐσίας) l’essere-oltre-l’essere

Il problema non è cosa è apparenza e cosa è realtà.

Esiste una realtà più profonda della realtà stessa, una realtà che va oltre il dualismo.

La sfida che la nostra mente deve ora poter contenere è veramente grande.

La sconcertante scoperta di una realtà sensibile di mutare se stessa nel momento in cui un osservatore interferisce con essa[1], ci dice che ciò che noi percepiamo come reale è, in realtà, percezione della nostra coscienza e che, quindi, il comportamento delle particelle subatomiche che costituiscono la materia è irriducibilmente connesso con la coscienza che lo osserva, senza la quale la materia non sarebbe che un’onda di probabilità tra infinite onde.

Altra cosa non meno sconvolgente: tempo e spazio non sono dimensioni esterne a noi e indipendenti, né qualcosa di fisico e reale, bensì schemi interpretativi della nostra mente cognitiva, che legge le sue percezioni su piani di coscienza di volta in volta diversi: in altre parole, i nostri occhi vedono solo ciò che la nostra mente/coscienza è “pronta” a vedere. Il simile è conoscibile solo dal simile, il che equivale a dire si conosce ciò che si è, e si è ciò che si conosce!

Soggetto e oggetto, specchio l’uno dell’altro, non sono che Uno. Ritorna l’antica forma di pensiero circolare, uroborico, che aveva caratterizzato antichi tempi e antiche società.

Quaggiù, tutto è simbolo: tutto riporta a qualcosa d’altro. La “realtà” diviene virtuale e supera i vincoli dello spazio-tempo. Ma virtuale non significa che non esiste: significa che è uno degli aspetti del reale, come i due mondi sulla scena del teatro: il mondo della rappresentazione e il mondo che sta dietro le quinte. L’uno dirige l’altro, deriva dall’altro ma, non per questo, è meno reale. Ne è, piuttosto, simbolo[2], ovvero realtà unificante, che crea il ponte, la comunicazione, tra mondi diversi forse solo apparentemente lontani; mondi certamente significanti, entrambi, di una realtà superiore, una terza realtà che sta al-di-là di essi, li riassume e ricompone: è l’“Epèkeina tès ousìas” (ἐπέκεινα τῆς οὐσίας) l’essere-oltre-l’essere.

 “Ciascuno di noi è simbolo, cioè parte in cerca dell’altra parte”

 (Platone, Convito, 191 b)

Il simbolo abita una terra di confine, a cavallo fra due mondi. Ricomponendo il simbolo, l’uomo si ri-conosce, poiché supera l’antica lacerazione.

A livelli profondi, la materia sembra cambiare fisionomia e comportamento: si entra in un regno in cui le leggi della fisica classica non valgono più. La realtà dei fenomeni fisici, così come quella del metodo tradizionale che li indaga, è e resta valida; tuttavia è “come se, a livello profondo, la mente del fisico fosse costretta ad aprirsi a nuovi orizzonti del pensiero”, dice Fritijof Capra nel suo celebre Il Tao della fisica, che resta sempre un testo classico di riferimento[3].

Dagli elettroni alle galassie, al cuore del nostro DNA, tutto ruota nel nostro universo. Ruotando, in un certo senso la realtà si capovolge: è il cosiddetto capovolgimento archetipale.

Si capovolge il feto quando sta per nascere, per entrare cioè in una nuova dimensione, ed il suo movimento, nel nascere, è un movimento a spirale; nel corpo umano, si incrociano le fibre cerebrali nel cosiddetto chiasmo ottico e determinano un nuovo rapporto tra parte destra e parte sinistra, nello speciale passaggio dal regno del pensiero (la testa) a quello delle membra (il resto del corpo); passaggio “sacro”, custodito dalle clavicole o piccole chiavi; e Giovanni Battista diceva “metanoèi”, capovolgiti! a colui cui immergeva la testa nell’acqua del Giordano nel momento del battesimo. Lo stesso fiume, si legge nel testo biblico, “inverte il suo corso”, allorquando Gesù vi si immerge.

L’immersione è sempre un atto profondamente simbolico. Indica il tentativo di raggiungere livelli “altri” di coscienza e di realtà. Livelli che non si negano ma coesistono.

Come la mano destra ed il piede sinistro si sintonizzano, nella danza e nel comune atto del camminare, così i due regni sono, fra di loro, in una sorta di rapporto chiastico, avvolti nella duplice spirale in movimento che il DNA ben rappresenta: “reale e virtuale” dialogano e danzano fra loro, ma non si negano; la realtà “appare”, ovvero si manifesta, oggettiva e soggettiva al contempo, proponendo una forma di reale non più duale, ma sincronicamente interconnessa, nell’armonia della “danza” tra visibile ed invisibile, finito ed infinto, in cui una dimensione contiene e ripetutamente partorisce, abbraccia e ri-accoglie l’altra.

Una danza tra due “uteri cosmici” che ci generano, raccolgono e ri-accolgono nel loro grembo. Così è la materia nel suo misterioso danzare tra visibile e invisibile: più ti avvicini per osservarla, più questa scompare.. addirittura sembra che il suo apparire e scomparire (che in realtà è anch’esso illusione) avvenga, secondo i tempi microcosmici di Planck, miliardi di volte al secondo.

Ecco dunque, come dice il professor Corrado Malanga, ordinario di chimica organica all’Università di Pisa, profondo indagatore della fisica delle “particelle” (ma in realtà della coscienza) “la materia non è: si manifesta”. In questa novella epifania si cela – e si celebra – il mistero dell’Epèkeina tès ousìas, che Platone aveva intuito. L’Oltre-Essere  crea l’unità, compatta, di “forma e idea” e, attraverso di esse (cioè attraverso la dualità, che è appunto strumento e apparenza funzionale) realizza se stesso. La coscienza, per conoscersi, si divide in due e, così facendo, crea il mondo, che è duale: crea lo specchio.
Causa di se stesso, l’Uno è “forma e idea”; e la realtà, figlia-di-suo-figlio, si scompone in mille caleidoscopici riflessi per potersi conoscere. L’Uno crea il Due, dice il Taoismo, e il Due crea i diecimila esseri. Poiché “l’essere esiste in quanto realizza” e si realizza (Malanga). La verità è celata nelle contraddizioni. L’Epèkeina tès ousìas è il legittimare l’oltre-di-te, che è in te, ed essendo in e out al contempo, in un certo senso, risolve la sfida.

Legittimare il paradosso[4]. L’et-et in sostituzione dell’aut-aut. Meglio ancora, il non solo ma anche[5]. Ecco cosa la nostra mente deve, oggi, addestrarsi a fare.

E’ la costola di Adamo, ovvero l’altra metà, altra parte dell’essere necessaria al suo compimento, che il simbolo riunisce e sposa. “Separati all’inizio” (בראשית ברא אלהים, Berescìt barà Elohim, Genesi I:1) si celebra ora il ricongiungimento! E’ il matrimonio sacro. Ma il prezzo, è quello che richiede il sacrificio del tuo “orizzonte del possibile”: forse, proprio quello che il nostro mondo ci nega.

Siamo esseri divini, in quanto creatori della nostra realtà: ecco quello che ci “ricordano” le nuove frontiere della fisica. “La vertigine di scoprirsi Dio”[6] è il titolo del libro di un celebre fisico contemporaneo, il professor Vittorio Marchi. Ma il mondo “fuori” non fa altro che negare questa vertiginosa, appunto, realtà:  se ne rischierebbe (o auspicherebbe, dipende) il crollo di tutto il sistema. E’ la riconquista del nostro autentico potere, quello della volontà[7], che richiede profonda unità e coerenza interiore. Divide et impera, del resto, è stato (ed è ancora) monito indiscusso e veritiero.

Certamente, il problema nasce quando confondiamo i simboli della realtà con la realtà stessa, quando ci dimentichiamo che “la mappa non è il territorio”. Dobbiamo scoprire il territorio da cui hanno avuto origine tutte le nostre mappe; pur nella consapevolezza che, essendo il territorio ultimo inafferrabile, nel momento in cui cerchi di determinarlo, ecco che si fa mappa! Si comporta cioè proprio come l’onda che si fa particella quando la osservi e, dicono i fisici, “collassa”, si “ammazza nella sua funzione d’onda”; come fa la materia quando la cerchi e, come ti avvicini, improvvisamente scompare. E’ il lyla, il “gioco cosmico” della vita. Come non lasciarsi attraversare da un sorriso di bambino, pieno di stupore e meraviglia?

Recentemente si è scoperto che il DNA umano è “trino” e la trinità, lungi dall’essere esclusivamente un riferimento di tipo teologico (proprio di tutte le grandi religioni e tradizioni teiste o esoteriche) si presenta e ripresenta ovunque, anche nel mondo fisico: tre sono le particelle che abitano il cuore dell’atomo (bosone w+, bosone w e zeta0 )[8], tre sono i nostri “cervelli” (istintuale, mammifero, neocorteccia) che dobbiamo sposare, e via dicendo. E’ l’uomo tripartito di Steiner, il triangolo con cui Giordano Bruno rappresentava Dio. E’, in definitiva, la dualità ricomposta: “nulla è più nobile della donna e dell’uomo – si recita nel Flauto Magico di Mozart, che è opera iniziatica l’uomo con la donna e la donna con l’uomo s’innalzano fino alla divinità”. E’ la singolare formula dell’1+1=3…

Ma questi sono tutti simboli: simboli che rimandano ad un oltre che ci abita, profondamente, e cui dobbiamo pian piano far spazio dentro di noi. La conoscenza simbolica, terza via in quanto compone la dualità, ci aiuta nel difficile compito di non fermarci alle pareti della caverna, cominciando ad abituare gli occhi ad una nuova, e più veritiera, luce.

La conoscenza simbolica è strumento: cominciamo a riconoscere il simbolo, per procedere, poi, oltre lo stesso. Il simbolo è una via, una indicazione lungo il cammino. Lo è, naturalmente e in modo speciale, nei confronti della malattia, del problema o del disagio! E’ ciò che io chiamo passare dal sintomo al simbolo, decodificare il linguaggio cifrato della malattia e della vita, che è in realtà quello del tuo inconscio, del tuo vero Sé. Capisci cosa significa per te! Cogli il suo messaggio e potrai realmente avviarti verso un cammino di guarigione, che è un fenomeno legato alla consapevolezza e non solo alla meccanica delle operazioni tese ad ottenerla.[9] Guarisci quando ti sposti nel “mondo 3”, direbbe Karl Popper, filosofo della scienza. (vedi nota 29)

“Soggetto e oggetto sono una cosa sola”: non si può abbattere la barriera tra soggetto e oggetto, tra osservatore e osservato, tra creatore e creato poiché tale barriera, in realtà, non è mai esistita. E’ il commento di Erwin Schroedinger, padre della meccanica quantistica.

Le particelle dell’infinitamente piccolo, mutando i loro rapporti, lo fanno in modo non locale e in tempo reale. Agli occhi si profila così quell’indissolubile “intreccio” (oggi detto entanglement) tra soggetto e oggetto, potremmo dire tra mente e materia: le quali giungono a rivelarsi nel momento in cui si incontrano e, incontrandosi, si interpenetrano, scendendo ad abitare l’essere ed abbandonando la “nuvola di infinite probabilità” che antecede l’incontro.

In questo mondo, che rivela una riscoperta “circolarità”, e ciclicità, evocativa di antiche suggestioni legate alle civiltà matriarcali, cause ed effetti si rincorrono, coincidono, forse addirittura non esistono così come esistono nel nostro pensiero concettuale. Cambia anche il modo di guardare al problema e alla malattia che, secondo quest’ottica “circolare”, appunto, risulta avere un tèlos, un fine, e non solo una casa. Il tèlos è una causa posta nel futuro. Causa ed effetto retroagiscono l’uno sull’altro, si evocano, sino a sovrapporsi e talora annullarsi. Poiché nel nostra universo tutto ruota, la visione circolare ritorna, anche nella concezione del tempo, non più lineare ed escatologico. Il tempo ciclico degli antichi, del mondo femminile, torna con la nozione della sincronicità di passato, presente e futuro.

A livello subatomico, l’energia risponde alla tua attenzione consapevole e si trasforma in materia. Dunque, potremmo dire: immaginando, tuffandoti nel mondo dell’immaginale dove tu sei il creatore della tua realtà, osserva (e crea!) la vita che desideri!

Bibliografia

[1] Si tratta degli esperimenti operati nel secolo scorso, rilevanti il fatto che la presenza di un osservatore risulta incidere sulla dinamica del processo osservato. Alain Aspect negli anni ’80 dimostra inoltre il principio di non-località dell’universo: se agisco su una di due particelle “gemelle”, aventi una comune origine, l’effetto si ripercuote in tempo reale sull’altra, anche se distante milioni di chilometri.

[2] Dal greco sùm-bàllein, getto insieme, quindi “unisco”: il simbolo è tipicamente ciò che riunisce quanto è stato precedentemente diviso. Vedi, Platone, Simposio.

[3] Fritijof Capra, Il Tao della fisica, Adelphi Editore

[4] Loredana Filippi, Dall’Egitto alla Terra di Canaan: una storia di passaggio e di… significante paradosso, in Madaat, Spazio di ricerca aperto a studi comparati di discipline scientifiche e antiche dottrine mistiche, I° maggio 2012.

[5] U. Galimberti, La terra senza il male, Feltrinelli, 1984

[6] V. Marchi, La vertigine di scoprirsi Dio, Macro Edizioni

[7] L’umano è volontà pura – dice Rudolf Steiner – ma ancora non è pronto a scoprirlo.

[8] “Una forza Una e Trina è stata rilevata al Cern negli anni ’80 e chiamata  forza elettrodebole. Essa è la sintesi di due forze già note: la forza elettromagnetica e la forza debole. E’ formata da tre bosoni: w+ z e w- copiosissimi, fuggenti e onnipresenti. Se il flusso imponente dei Bosoni Z è il Flusso della Vita, si svelano molti misteri. I bosoni z generano rotazioni, possono co-muovere le nostre cellule, “smuovere montagne”, ovvero i nuclei delle molecole organiche, minutissimi e contenenti il 99,9 % della loro massa. I bosoni z possono provocare i flash gamma terrestri, possono coinvolgere antimateria e antigravità, emettere enormi energie in tempi brevissimi. L’antimateria, osservata oggi anche nelle nuvole, proviene dal futuro. Siamo al tramonto della concezione comune della realtà e prossimi all’alba di una nuova mente umana: capace di integrare tre diverse funzioni: emozionale, razionale, temporale.” Giuliana Conforto, astrofisica, in L’universo organico e l’evoluzione umana, YouTube

[9] “La guarigione è un fenomeno legato alla consapevolezza e non solo alla meccanica delle operazioni tese ad ottenerla. Se un soggetto malato diviene consapevole della propria malattia e di ciò che per lui rappresenta, ecco che esso può emettere biofotoni e guarirsi spontaneamente. Se un soggetto però non comprende la sua malattia, ci dovremo attendere una guarigione seguita da una nuova malattia poiché il processo meccanico di guarigione non è stato accompagnato da un vero processo di acquisizione di consapevolezza. La malattia viene per guarirci: voler guarire non vuol dire sanare i propri tessuti ma comprendere perché essi si sono ammalati.” Prof. Corrado Malanga. Questi concetti rappresentano il cuore del progetto “per una Medicina dei Significati” per il quale da anni lavoro.

 

 

 

 

 

 

 

 

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di Leonardo Longo 

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Il Convegno del Cluster/Egocreanet sul tema:“Acqua, Luce e Suono nella riprogrammazione e potenziamento epigenetico del benesseresi terrà Giovedì 24/Maggio/2018, dalle ore 09.00 alle ore 18.00 nella Sala Delle Feste (I Piano) c/o Palazzo Bastogi, Presidenza del Consiglio Regionale Toscano –Via Cavour 18 Firenze-CentroScreenHunter_62 Sep. 07 10.51

Acqua, luce e suono sono tre degli elementi fondamentali per la vita, responsabili anche del benessere della materia, altro elemento essenziale, e quindi delle persone e di tutti gli esseri viventi.

Le energie che emanano, o che semplicemente trasportano e modulano, incluso il calore, altro elemento essenziale alla vita, sono indispensabili per plasmare la materia e farla vivere nelle migliori condizioni.

La scienza orientale ha sempre considerato essenziali tutti questi elementi, mentre in Occidente, da Newton in poi, l’affermarsi del principio che “tutto quello che non si può misurare, ripetere e riprodurre va rifiutato”, ha portato ad oltre tre secoli di oscurantismo intellettuale, su cui molto hanno giocato e lucrato cosiddetti scienziati e potenti di turno, fenomeno evidentissimo anche oggi. Il  progresso della scienza  è così proseguito da un lato solo, quello materiale e lineare, senza essere mai completo.

Solo all’inizio del secolo scorso, con la scoperta delle onde elettromagnetiche, radio, cioè di forme di energia allora non misurabili, ripetibili e riproducili, si è ritornati a capire l’importanza di questi elementi nella vita e nella salute umana, e si e’ timidamente ritornati a considerare l’altro ramo della scienza, cioe’ quella osservazionale e quantistica, valido  quanto quello lineare e matematico. Un ruolo fondamentale lo ha avuto la fisica, da Einstein, a Tesla, a Lam, quest’ultimo Nobel  per la dimostrazione della fisica quantistica.

Mentre la scienza tradizionale, specie in Italia,  ancora in gran parte ignora la quantistica, gli scienziati veri, invece, hanno compreso la sua importanza, ed hanno iniziato a dimostrare il nesso tra queste forme di energia (acqua, luce, suono, calore) e la materia, e soprattutto il loro ruolo fondamentale nello sviluppo e nel mantenimento del genoma, cioe’ del codice genetico scritto nel DNA di ogni cellula di qualsiasi organismo vivente, che rappresenta la memoria della cellula stessa, e che, una volta tradotto, ne permette la materializzazione.

In altre parole, la programmazione genetica materiale e’ in diretta connessione con le energie in cui le cellule sono immerse, e dalla loro interazione dipende non solo la costruzione e la vita delle cellule stesse, ma anche il modo in cui esse vivranno, se in salute ed armonia, o in malattia e sofferenza.

Il Convegno tentera’ di spiegare e dimostrare l’importanza di tutto cio’, e per farlo ci saranno medici, fisici, chimici, biologi, ingegneri, insegnanti, ma anche artisti, pittori, ballerini, poeti, musicisti. Persone di estrazione culturale totalmente diverse, ma collegate da un filo conduttore comune: l’aver capito l’importanza del collegamento imprescindibile tra l’energia e la materia, e come l’energia la possa influenzare e plasmare, tramite l’epigenetica, e viceversa.

Nel nostro mondo purtroppo e’ raro questo approccio alla scienza. La medicina tradizionale farmacologica, ad esempio, si limita a considerare il 15% della materia che compone il corpo umano, ma tralascia completamente il resto dei componenti, cioe’ l’85% di acqua ed il 100% di energia, sia quella che il corpo assorbe, sia quella che emette. Eppure, secondo l’OMS,  la medicina farmacologica cura meno del 20% della popolazione mondiale, e questa percentuale non e’ assolutamente la piu’ longeva, ne’ la piu’ sana e felice. D’altra parte, ad esempio, la medicina olistica indiana cura una parte molto piu’ consistente dell’umanita’, ma fa l’errore opposto, cioe’ si basa esclusivamente sulle energie, trascurando la materia.

Questo convegno si propone di dare un piccolo contributo per tentare di aprire le menti e gli orizzonti della scienza e soprattutto delle persone che se ne occupano a vario titolo, indicando una strada ben precisa che andrebbe sempre percorsa, in ogni settore della vita dell’uomo, per aumentare veramente il benessere di tutti.

La bozza del programma preliminare chiarisce come si intende procedere

MATTINO

  • Cos’e l’ epigenoma
  • L’ acqua per la salute e il benessere
  • Ruolo della luce nel corpo umano e sua distribuzione
  • Il suono e la morfogenetica

POMERIGGIO

  • Dalla nutrigenetica alla epigenetica.
  • Medicina quantica
  • Arte e scienza
  • Musicoterapia
  • Yoga e Canto

Infine, una Tavola Rotonda, sul WEB <www.bioquantica.org) come sistema on line di aggregazione di ricercatori e imprenditori  interessate a presentare e finanziare progetti nel settore.

Coordinatore: Paolo Manzelli Presidente Egocreanet (ONG c/o Incubatore UNIV. Firenze)

Moderatori : D. Biganzoli, F.Bottaini, F. Burgarella, L. Longo, A. Marinelli, E. Narbone, A. Olivotti, V.Sgalambro,D.Borsacchi,M.Buzzi,E.Boron,F.Richeldi,A.C.Farneti, A.Ardito, G.Terziani, EvaVelicskov

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Dal superamento del dualismo alla fisica dei quanti:

verso una nuova escatologia dell’esistenza.

Dott.ssa Loredana Filippi

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II° PARTE 

ILLUSIONE E REALTÀ: verso la smaterializzazione del reale

“…la verità, per essi, non può essere altro che le ombre degli oggetti artificiali”[1].

In questo contesto di indiscutibile innovazione, si inserisce la nuova visione del mondo, sorprendentemente simile al significato profondo di tutta la tradizione filosofico-sapienziale platonica da una parte, a quella delle antichissime religioni del mondo orientale dall’altra, soprattutto di matrice tantrica.

L’epistemologia legata alla fisica classica riconosce in Democrito e nel suo atomismo il primo, più antico, antecedente filosofico; ideale punto di origine da cui in seguito deriva una metodologia analitica che diviene ben presto base di tutta la filosofia materialistica, fondata sulla ricerca e sul riconoscimento delle particelle elementari alla base della materia. Come non vedere, nel celebre atomo democriteo, l’inconsapevole antesignano del “nuovo” Bosone di Higgs?

Ma ben presto le cose cambiano. Con le nuove scoperte della fisica nei primi decenni del ‘900, l’esistenza della stessa realtà “materiale” viene messa definitivamente in dubbio, abiurando in questo modo l’egemonia democritea; per prediligere, al suo posto, quell’ispirazione “immateriale” che vede in Platone il primo importante antesignano, investigatore di una realtà invisibile e solo noumenicamente conoscibile. E legittimando, di conseguenza, una fondamentale domanda: che senso ha cercare la particella di Dio?

Balzo in avanti della conoscenza cosiddetta scientifica, oppure “capovolgimento” di una visione sino ad un certo momento predominante?

L’analogia tra Il velo di Maya e la metafora della caverna[2], che già Arthur Shopenhauer aveva individuato sì da coniare l’espressione del “velo”, è forse la cosa più evidente e semplice, per tracciare il cammino che dalla moderna scienza dell’invisibile riporta a Platone. Un cammino di conoscenza che è – come nel citato “labirinto” – un cammino di ritorno.

Questo “velo”, di natura metafisica e illusoria, separando gli esseri individuali dalla diretta conoscenza della realtà, li tiene prigionieri, impedendo loro di contemplare la vera essenza delle cose e costringendoli, d’altro canto, a percepirne unicamente le “ombre”. Per essi, infatti, “la verità non può essere altro che le ombre degli oggetti artificiali”[3].

Analogamente, ma diversi secoli prima, nella riflessione teologica e filosofica orientale posteriore ai Veda, in particolare quella delle Upanisad (IX/VIII secolo a.C.) si avvia l’intuizione che la realtà fenomenica proceda da una realtà assoluta: ne consegue che le differenti forme fenomeniche (meya) prodotte dall’attività creatrice dei deva (la poliedrica dimensione divina), sono quindi māyā, ovvero illusioni.

Il collegamento con la scienza dell’infinitamente piccolo è immediato: tutte le teorie fisiche moderne, nate dopo la teoria della relatività di Einstein e la fisica quantistica, ci portano a considerare la realtà materiale del mondo come illusoria o almeno molto diversa da come la immaginiamo. La fisica ed il mondo Occidentale stanno scoprendo, in realtà ri-scoprendo, il polo immateriale ed illusorio della realtà: incatenati nella caverna come vite non alimentate da vero sole, nulla è come appare, ombre e riflessi si fondono in una collettiva illusione di realtà. Come una freccia lanciata attraverso i secoli, la conoscenza dell’inconoscibile pare solo velarsi (ri-velarsi, appunto!) di nuove vesti.

Nel Samāvidhāna Brāhmaṇa, di almeno tre secoli prima di Platone, leggiamo:

« – Come è mai, o venerabile, questo insegnamento? – O caro, come da una zolla d’argilla si conosce tutto ciò che è fatto d’argilla: la forma particolare è questione di parole, è un nome, la realtà è una sola, l’argilla; – o caro, come da una palla di rame si conosce tutto ciò che è fatto di rame: la forma particolare è questione di parole, è un nome, la realtà è una sola, il rame; – o caro, come da un temperino per unghie si conosce tutto ciò che è fatto di ferro: la forma particolare è questione di parole, è un nome, la realtà è una sola, il ferro; – così, o caro, è questo insegnamento.»

La Materia, per così dire, si “smaterializza” e svela la sua altra faccia, l’energia, che la compenetra e ne rappresenta la polarità invisibile. Tutto ciò che c’è di fisico nella nostra vita, non è fatto di materia solida, ma di campi di energia. Ciò che noi percepiamo non è la realtà, ma un’immagine della realtà, l’“idea platonica” ovvero il percepito – virtuale – di quella che “noi” chiamiamo realtà, in quanto cade sotto i nostri occhi. E qui si apre un campo estremamente affascinante, tutto da indagare; con gli occhi dell’anima e non solo della mente!

Per inciso, rileviamo che il legame che l’“idea” ha con la facoltà della vista è dichiarato già nella stessa radice -ἰδ (-id), da ἰδεῖν (idèin, vedere, derivante dalla radice sanscrita -wid, che allude alla luce e all’atto di risplendere, essendone illuminati); da qui le forme éidon e òida del verbo greco ὁράω (orào) = vedo, io vedo, guardo, comprendo, la cui forma indicativa risale invece a una radice greca òra = attenzione[iv]; il che significa: diventare consapevoli attraverso il Guardare, con attenzione. Non dimentichiamo che, nell’etimologia della Parola come nel mito, risiede l’atto primigenio della creazione.

Essenza primordiale e sostanziale delle cose, invisibile substrato, Platone fa dell’idea il perno del suo sistema filosofico, ponendo in questo modo le basi di tutta la storia della filosofia occidentale. L’idea diverrà ben presto archetipo (ὰρχέτυπος, modello primo, iniziale), sempre aderente al significato di immagine, forma preesistente e primitiva di un pensiero, fondamento ontologico – e gnoseologico – della realtà; il presupposto di ogni conoscenza. Possiamo dire che Platone, nel Timeo, già ribalta tutto l’approccio epistemologico della conoscenza galileo-newtoniana e, così facendo, getta le basi della realtà dei quanti e delle particelle subatomiche.

Note

[1] Il “mito della caverna” è raccontato all’inizio del libro settimo de La Repubblica (514 a – 520 a)

[2] La Repubblica 514 a

[3] Ibidem

[4] In greco antico il verbo ὁράω (orào) significava probabilmente “collegarsi con la luce del sole”, almeno secondo il Dizionario etimologico comparato delle lingue classiche indoeuropee (Palombi Editore, Roma, 2010).

 

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