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Archive for 3 agosto 2017

by Sergio Stagnaro

La trasformazione (trasformata) di Jean Baptiste Joseph Fourier nasce nel 1822 con le due ormai celebri equazioni. In poche e semplici parole, la trasformazione di Fourier permette di scomporre qualsiasi onda, anche molto complessa e “rumorosa” com’è un segnale telefonico, televisivo, la musica, la voce umana nelle sue componenti secondo una procedura ben nota in atri campi.

Più precisamente la trasformazione di Fourier consente il calcolo delle diverse componenti (ampiezza, fase e frequenza) delle onde sinusoidali che, sommate tra loro, danno origine al segnale di partenza (1-20).

Con l’aiuto delle trasformazioni semeiotico-biofisio-quantistiche di Fourier, eseguibili al letto del malato usando un fonendoscopio, magari mentalmente per ovvii motivi di praticità, è relativamente facile realizzare la valutazione quantitativa e l’analisi accurata dei diversi tacogrammi relativi alla motilità autonoma e autoctona dei microvasi di tutti i sistemi biologici, in funzione dei periodi e delle intensità delle fluttuazioni delle varie strutture dell’unità microvascolotessutale.

Al momento, ho descritto cinque diversi tipi di trasformazioni semeiotico-biofisico-quantistiche di Fourier, di cui una è, in realtà, una variante del tipo IV.

Chi conosce la Microangiologia Clinica (19) sa che le fluttuazioni del riflesso ureterale superiore informano sulla vasomotility (= piccole arterie e arteriole, sec. Hammersen), mentre le oscillazioni del terzo inferiore sono correlate direttamente con la vasomotino (= capillari nutrizionali).

Sopra un sistema di assi cartesiani –  sull’ascissa l’intensità in cm. delle fluttuazioni e sull’ordinata la percentuale della singole oscillazioni – si riportano i parametri delle successive oscillazioni dei riflessi ureterali superiori e, quindi, inferiori, che in tal modo risultano riuniti in gruppi di uguali valori, perché, come riferito, sopra l’ordinata sono riportate le percentuali di fluttuazioni di intensità identica e sull’ascissa, invece, sono raggruppate le oscillazioni in funzione della loro intensità, variabile da un minimo di 0,5 cm. ad un massimo di 1,5 cm. ( Fig. 1)

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Fig. 1

Trasformazioni semeiotico-biofisico-quantistiche di Fourier.

In alto a sinistra il tipo I e subito sotto  il  tipo II; a fianco il tipo III e sopra il tipo IV;

in basso la “variante” del tipo IV. (Spiegazione nel testo).

Esaminiamo brevemente le singole trasformazioni e il loro significato clinico in  fisiologia, fisiopatologia e patologia.

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Fig. 2
Trasformazione di tipo I.
Le fluttuazioni sono regolarmente distribuite per intensità e periodi.
Se riuniamo la sommità degli insiemi delle oscillazioni di uguale intensità, otteniamo il caratteristico aspetto “a sella”, illustrato nella figura.

1)   Tipo I, “a sella”, saddle type, fisiologico: Dimensione frattalica fD = 3,81, dell fluttuazioni microvascolari nel tessuto studiato. Si tratta del tipo fisiologico, a riposo, caratterizzato da AL + PL = 6 sec., al quale corrisponde nello spazio delle fasi all’attrattore strano. Periodi variabili tra 9 e 12 sec., I tra 0,5 e 1,5 cm., presenti le HS (Fig.1).

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Fig. 3

Trasformazione di tipo II.
Il numero delle fluttuazioni con uguale intensità è identico nella trasformazione di tipo II,
“a tetto”  e questo spiega la tipica geometrizzazione.

2)   Tipo II, “a tetto”, roof type, tipico del passaggio dalla fisiologia alla patologia:  fD = 2,21 – 2,56. E’ osservato in sistemi biologici a lenta evoluzione morbosa, come nella sindrome metabolica, classica e variante, quest’ultima  descritta in numerosi articoli (1, 4, 22, 23-30).

Questa trasformazione è caratteristica, per esempio, nella lenta evoluzione del Reale Rischio Congenito diabetico verso la sindrome manifesta ed è riferita alla microcircolazione del corpo pancreatico, sede della produzione di insulina. Periodi compresi tra 9 e 11 sec. (NN = 9-12 sec.), I tra 0,5 e < 1,5 (NN = 0,5-1,5), presenti HS (= highest spikes) ma con valori inferiori ai fisiologici (NN = HS 1,5 cm.) (Fig. 3).

 Il tacogramma dimostra un caratteristico andamento in crescendo e decrescendo della intensità (I) delle fluttuazioni sia della vasomotility sia della vasomotion, espressione della diminuita energia libera endocellulare (ATP) nelle locali cellule muscolari lisce microvasali. L’attrattore è a ciclo limite.

E’ oltremodo interessante notare che il rapporto tra fD del tipo I e fD del tipo II delle trasformazioni di Fourier è 1,618 per valori, rispettivamente, di 3,81 e 2,56, cioè f o sezione aurea. All’importanza ed al significato di questi numeri magici evidenziati nella Microangiologia Clinica è dedicato un intero capitolo del  futuro  libro sulla Semeiotica Biofisica Quantistica

Inoltre, se dividiamo il massimo periodo (11 sec.) per 2,36 – valore ”medio” della fD del tipo “a tetto”,  il risultato è 4,66190 o numero di Feigenbaum.

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Fig. 4
Trasformazione di tipo III.
Tutte le oscillazioni sono di massima intensità con periodo fisso di 10 sec.

3)   Tipo III, “a colonna lontana”, far column type, tipico della infiammazione acuta: fD = 1,3 – 2,2. Questa trasformazione corrisponde all’attivazione tipo I, associata, in cui è nettamente aumentata l’intensità della vasomotility e della conseguente vasomotion. Le AVA tipo I e II, gruppo A e B, sec. Bucciante, nei tessuti ovviamente dove sono presenti, risultano disattivate e, al contrario, i DEB sono in fase di massima contrazione (= riflesso ureterale medio  di I ³ 1,5 cm., D > 20 sec., chiusura < 6 sec.).

Dal momento che tutte le fluttuazioni ureterali del terzo superiore ed inferiore sono massime, cioè HS, esse sono raggruppate a livello dalla intenità di 1,5 cm., formando una colonna, appunto, lontana dall’incrocio tra ascissa ed ordinata (Fig.4). La durata dei periodi è fissa a 10 sec. e quella del PL è la più elevata mai osservata (8-9 sec.).

In questo caso, la fD è ridotta e l’attrattore è ancora a ciclo limite.

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Fig. 5
Trasformazione di tipo IV.
Le fluttuazioni sono tutte di minima intensità con periodi sempre uguali di 10 sec.
 

4)  Tipo IV, “a colonna vicina”, near column type, tipico dello stadio patologico: fD = 1. Essa indica una patologia cronica del sistema biologico ed è caratterizzata dalla brevità del PL (< 5 sec.), dalla minima intensità delle oscillazioni, tutte uguali (0,5 cm) e dal periodo costante di 10 sec. (Fig. 5). Le oscillazioni, pertanto,   raggruppate molto vicine all’inizio delle coordinate, formano una colonna “vicina” al punto di origine degli assi cartesiani. L’attrattore della trasformazione di tipo IV è a punto fisso. Questa trasformazione è caratteristica, per esempio, della microcircolazione del copro pancreatico nel T2DM manifesto, cioè nel Quinto Stadio. Appare quindi evidente il suo importante valore diagnostico e diagnostico differenziale al letto del malato nei confronti per esempio di tumori maligni nel fegato, reni, pancreas, ecc. Infatti, nei tumori benigni si osserva la trasformazione del tipo IV, mentre è tipica del cancro la trasformazione di tipo III.

Infine ricordo un interessante “variante” della trasformazione “a colonna vicina”, tipo IV (Fig, 10), caratterizzata dalla D del PL fisiologica (5 sec.; AL + PL = 6 sec.), espressione di riposo funzionale di un sistema biologico sano; i restanti parametri sono quelli del tipo IV: fD = 1, I = 0,5 ed attrattore a punto fisso.

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Fig. 6.
La “variante” della trasformazione di tipo IV mostra una durata dell’ AL + PL di 6 sec., cioè fisiologica. Infatti, indica lo stato di riposo funzionale di un sistema biologico sano.

La trasformazione semeiotico-biofisico-quantistica di Fourier geometrizza il comportamento delle traiettorie delle cellule muscolari lisce, cioè delle oscillazioni dei riflessi ureterali, superiore ed inferiore, in base alla percentuale di oscillazioni della stessa intensità e di identico periodo, e visualizza il diverso comportamento delle frequenze delle due variabili (I e PL) nelle condizioni fisiologiche, fisio-patologiche e patologiche.

Ne consegue la pratica utilità dell’analisi del caos deterministico, anche mediante questo efficace strumento della Semeiotica Biofisica Quantistica.

Per concludere, desidero sottolineare l’interessante e raffinata trasformazione morfogenetica alla base delle figure geometriche sopra descritte: sollevando  il lato superiore della figura relativa al tipo I, si ottiene la trasformazione a tetto, tipo II); “spostando”, invece,  verso destra e, rispettivamente verso sinistra il materiale della figura iniziale, originano le trasformazioni a colonna lontana (tipo III) e, rispettivamente, a colonna vicina (tipo IV); infine, da quest’ultima trasformazione si ottiene la sua variante, caratterizzata da AL + PL di 6 sec.  cioè una durata fisiologica a riposo.

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