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Archive for luglio 2017

di Sergio Stagnaro

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In un articolo recente, Biofotoni  e Medicina, Paolo Manzelli ricorda la felice intuizione di Alfred Popp, pioniere nella ricerca sulla relazione esistente tra i biofotoni e la comunicazione cellulare: “i cambiamenti nelle emissioni di biofotoni del corpo sono associati a cancro ed altre malattie” (1).

Prosegue Paolo Manzelli: ” Inoltre Popp ritiene che le cellule nel loro metabolismo ed il  DNA utilizzino onde elettromagnetiche di spettro UV e Visibile per comunicare e trasferire informazioni necessarie ad armonizzare i sistemi di auto-organizzazione biologici della vita. Di conseguenza le sostanze che disturbano o modificano  la trasmissione di questi  quanti di luce coerente nelle diverse gamme di frequenza  possano influenzare la nostra salute”.

Di seguito il mio commento all’articolo citato:

sergiostagnaro  12 luglio 29017

Secondo mie esperienze cliniche, esiste una interessante e stretta correlazione tra emissioni di fotoni dai tessuti biologici, in condizioni fisiologiche, patologiche e – assai importante per la prevenzione primaria – nella Zona Grigia che notoriamente sta tra la Zona Bianca (Salute) e la Zona Nera (Malattia) – e la locale attività microcircolatoria, oggi valutata con un fonendoscopio, come insegna la Microangiologia Clinica. Per la felicità di Fritz-Albert Popp, che non poteva conoscere questi progressi rivoluzionari della semeiotica fisica, è bene sapere che la ridotta e alterata (meno coerente) emissione di fotoni da un sistema biologico a partire dalla nascita, a causa di un Reale Rischio Congenito, dipendente dalla relativa Costituzione SBQ, è correlata strettamente al locale Rimodellamento Microcircolatorio, a sua volta dipendente da alterazioni genetiche anche e specialmente del mit-DNA, ereditate dalla madre. La Dimensione frattalica del fisiologico caos deterministico delle locali fluttuazioni microcircolatorie va progressivamente riducendosi, dalla Zona Bianca alla Zona Nera, svolgendo un ruolo diagnostico centrale. Per concludere, esiste una correlazione stretta tra emissione di fotoni da un tessuto e le caratteristiche anatomo-funzionali microcircolatorie di questo tessuto, correlate al modo di essere e di funzionare del genoma nucleare e mitocondriale”.

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Come ormai ben dimostrato (2), esiste uno stretto rapporto tra l’energia libera endocellulare, derivata dall’ATP, energia vibratoria, e la dimensione frattalica delle fluttuazioni microvascolari di un sistema biologica, o di una sua parte, magari assai circoscritta come nel Reale Rischio Congenito, dipendente dalle relative Costituzioni semeiotico-biofisico-quantistiche (3-8).

 

Ne consegue che l’emissione di biofotoni , quanti di luce coerente che recitano un ruolo centrale nei fisiologici processi biologici, ha la sua principale sede nei mitocondri, come dimostra la Semeiotica Biofisica Quantistica mediante l’Esperimento di Marina  (9).

Notevoli sono le implicazioni diagnostiche di questa relazione. Infatti la valutazione quantitativa dell’emissione di biofotoni da un tessuto può essere calcolata mediante la valutazione quantitativa dell’efficacia dell’attività dei locali mitocondri.

In realtà, l’Esperimento di Marina (Figg. 1, 2, 3) dimostra che lo scambio di energia tra due persone reso possibile dall’entanglement  dipende sia dalla intensità della emissione di biofotoni sia dalla distanza tra i due esaminandi. Tuttavia, se uno o entrambi i soggetti eseguono il Test dell’Apnea,  lentamente  cessa la produzione di energia libera a causa della progressiva e critica diminuzione della sintesi mitocondriale di Energia Vibratoria, ATP, interrompendo l’entanglement.

In conclusione,  i mitocondri sono la principale sede di emissione di biofotoni.

Bibliografia.

 

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“Chopin vu par moi” è l’ultima creazione letteraria di Rita Charbonnier, scrittrice di romanzi, attrice,  con un passato di studi musicali. Una donna dai molteplici interessi che hanno  permesso una sinergia tale da portare alla creazione di affascinanti opere letterarie stimate non solo in Italia.

Già  in passato ho potuto apprezzare i suoi scritti che mi hanno letteralmente catturata. Oggi “Chopin vu par moi” non fa altro che confermare il suo talento e la sua capacità di trasmettere, in maniera inusuale e piacevole, informazioni culturali spesso poco conosciute.

Ripercorrendo le pagine lette, rivedo Rita adolescente, a Mantova, mentre prende lezioni di pianoforte da Lucia Lusvardi, sua insegnante di musica. Quelle sensazioni percepite durante la lettura e quell’amore che Lucia ha saputo trasmetterle per quest’arte le sento ancora prepotentemente, perché la stessa cosa è successa a me con la pittura. Sono emozioni che il tempo non può cancellare. Il libro infatti nasce da un dialogo fra Rita, ormai donna, e Lucia, sua maestra, sul grande Chopin; in particolare su un saggio,” Chopin vu par ses élèves” di Eigeldinger, al quale la musicista è particolarmente legata.

La Lusvardi, insegnante di pianoforte presso il Conservatorio di Mantova, ci racconta la sua vita strettamente legata alla musica e in particolare l’amore per Chopin, che anch’io condivido, ascoltandolo spesso mentre dipingo. I loro dialoghi ci riportano indietro nel tempo, ad una Mantova molto provinciale, nella quale Lucia, bambina prodigio, veniva invitata nei migliori salotti musicali, dove la cultura era sovrana. Questa fanciulla, considerata una “diversa” per le sue impensabili capacità molto particolari e superiori a quelle degli altri bimbi, ha potuto nutrirsi fin da piccola di un sapere che l’avrebbe sempre accompagnata e aiutata. La sua però era un’esigenza, cibo per la sua anima che sempre più la portava verso Chopin, come se (per chi crede nella reincarnazione), in qualche vita precedente si fossero già incontrati. E’ come se volesse leggere nella sua anima per arrivare alla perfetta esecuzione dei suoi brani, cercando di interpretare esattamente quello che vi era scritto. Dalla sua descrizione ne scaturisce la figura di un uomo dai sentimenti forti e di una dignità potente, però sensibile, spirituale e di grande cultura, come riportano le sue parole. Per Lucia e’ importante che l’interprete dei brani non sovrapponga mai la propria personalità a quella del compositore. Ovviamente questo viene sentito in particolare nel riguardi di Chopin che, io credo, lei percepisca come una mancanza di rispetto nei riguardi di uno straordinario autore di brani che devono arrivare ai nostri cuori esattamente come li aveva concepiti lui.

Mi ha colpito in particolare un capitolo dove Lucia ci descrive il legame con il fratello; un rapporto di armonia, di collaborazione, di intesa reciproca. Li lega anche un aspetto spirituale; suo fratello Franco, medico, lo esprime ampiamente con una vera passione per le discipline orientali che l’hanno avvicinato ad un anziano signore di nome Ramachandra. Anche Lucia incontrò quest’uomo che era stato vicino a Gandhi e ne rimase profondamente colpita. Queste pagine meritano di essere lette con attenzione.  Credo possano farci comprendere come alcune persone, entrando in contatto con la propria essenza più profonda, riescano a sentire, a percepire ciò che la maggioranza non riesce a fare.

Le sue parole mi trasmettono nobiltà d’animo, sempre più difficile da trovare oggi; una donna di grande cultura con un forte desiderio di comunicare le sue conoscenze perché il suo sapere non vada perso ma custodito nei cuori e nella mente dei suoi allievi. Comprendo e approvo le ragioni che hanno portato l’autrice a scrivere un’opera di questo tipo.

Daniela Biganzoli (Dab)

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di Paolo Manzelli 

Chimico-Fisico, Presidente di EGOCREANET (NGO-Firenze) egocreanet2016@gmail.com

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                          Le persone in salute emettono fotoni coerenti”

Dr. F. A. Popp

Il Dr. Fritz-Albert Popp, un pioniere nella ricerca sui biofotoni e sul loro ruolo nella comunicazione cellulare ha scoperto che i cambiamenti nelle emissioni di biofotoni del corpo sono associati a cancro ed altre malattie. Infatti le sostanze chimiche cancerogene possono essere riconosciute dalla loro proprietà di modificare le emissioni di biofotoni alterandone la coerenza dei quanti di luce. Pertanto Popp assume  che la malattia abbia una stretta relazione con la perdita di luce coerente che è un indice della vitalità e del benessere di un individuo. Inoltre la ricerca di Popp ed altri mette in evidenza come il numero di fotoni emessi da un essere vivente sembra essere legato alla posizione dell’organismo nella scala evolutiva. Infatti  più complesso l’organismo, minore è la emissione di biofotoni e la loro frequenza si avvicina alle frequenze visibili. Gli animali e le piante tendevano mediamente a emettere 100 fotoni / cm2 / sec ad una lunghezza d’onda di 200-800 nm, mentre gli umani emettono solo 10 fotoni / cm2 / sec  principalmente nell’ ambito dello spettro visibile .

Sulla base di queste scoperte Popp ha ipotizzato che ci potrebbero essere composti che hanno l’effetto negativo rispetto alla necessità di ripristinare le emissioni di biofotoni coerenti .

Inoltre Popp ritiene che le cellule nel loro metabolismo ed il  DNA utilizzino onde elettromagnetiche di spettro UV e Visibile per comunicare e trasferire informazioni necessarie ad armonizzare i sistemi di auto-organizzazione biologici della vita. Di conseguenza le sostanze che disturbano o modificano  la trasmissione di questi quanti di luce coerente nelle diverse gamme di frequenza  possano influenzare la nostra salute. (1)

La ricerca su Biofotoni e Medicina proposta da F.A.Popp, verrà discussa al Convegno sui  Biofotoni ed Energia per la Vita del 28 Sett 2017 c/o l’Accademia dei Georgofili in Firenze , ed in tale contesto come Egocreanet intendiamo lanciare una nuova proposta di ricerca su  Biofotoni come segnali per la regolazione della risposta immunitaria innata. Per sviluppare questo tipo di ricerca Egocreanet vorra’  aggregare un gruppo di giovani scienziati in grado di studiare la segnalazione biofotoni in relazione  ai processi di attivazione dei Natural Killer  (NK) nella regolazione dell’innato Immunità in modo da  migliorare  la  comprensione di questa importante funzione immunitaria ed aprire la strada per attivare un riconoscimento più efficace dette relazioni di segnalazione tra  NK e biofotoni ed ottimizzare lo sviluppo di terapie basate sulla comunicazione cellulare-quantistica. (2)

I Natural Killer (NK) sono linfociti molto importanti per regolare la risposta immunitaria innata in quanto essi  forniscono la prima importante linea di difesa contro i parassiti, i virus e il cancro. (3)

Riteniamo che i segnali  di attivazione che regolano la funzionalità di azione dei NK possano essere correlate alla comunicazione coerente  dei biofotoni,  ciò in quanto le cellule malate possono essere riconoscibili per il fatto che producono oscillazioni fotoniche “non coerenti”. In tale ricerca  potremo pertanto analizzare come le  NK preferiscano uccidere le cellule con alterate emissioni “ biofotoni non coerenti”. Questa ipotesi  è  ricavata direttamente dalle osservazioni di A.F. Popp sulle relazioni tra l’emissione di biofotoni  ed il cancro che permettono di interpretare i “Biofotoni non-coerenti” come segnali utili per il  riconoscimento molecolare di cellule malate.

Le cellule Natural Killer, (Linfociti NK ), sono importanti cellule del sistema immunitario, che esplicano una decisa  azione come prima difesa della vita, tipica dell’immunità innata, infatti esse sono particolarmente importanti nella distruzione di cellule tumorali e cellule  infette da virus. I linfociti NK , intervengono molto presto quando si sviluppa un’infezione ed in molti casi riescono a bloccare l’ infezione stessa ed eliminare i microbi invasori; inoltre i linfociti NK sono  in grado di produrre citochine, come l’interferone gamma che attiva le azioni di fagocitazione e di lisi dei  macrofagi ; questi ultimi  sono veri e propri “spazzini” capaci di inglobare eventuali microrganismi invasori, proteine estranee, o anche eventuali detriti cellulari di disfacimento dei tessuti, per poi distruggerli ed eliminarli.

Purtroppo sappiamo come l’impostazione riduzionista-meccanica della scienza ha trascurato  ormai da molti anni lo studio della bio-comunicazione fotonica, e quindi non ha permesso fino ad oggi di acquisire competenze appropriate a comprendere sotto un tale profilo innovativo di indagine sui  metodi di attivazione e di regolazione del sistema immunitario innato, il quale presiede alla naturale difesa  sistema immunitario. L’ integrità individuale di ciascun organismo è infatti causata da  molteplici sostanze tossiche  ed indubbiamente tale organizzazione di difesa costituisce  l’aspetto che maggiormente ignoriamo pur essendo tra i  più importanti per mantenere in salute la nostra vita.

L’immunologia tradizionalmente si limita  nel considerare l’interazione tra molteplici sostanze biochimiche che scambiamo informazioni unicamente per contatto secondo un “modello meccanico” di riconoscimento del tipo “Chiave-Serratura”.

Pertanto il nostro sistema di difesa naturale e’ concepito come un “sistema corpuscolare” costituito da numerose sostanze  con specializzazioni diverse. Sono sostanze gli immunogeni che inducono una risposta specifica, sono ancora sostanze gli antigeni che reagiscono ad una risposta specifica, così come sono detti anticorpi le specifiche proteine che vengono prodotte in risposta ad una interazione tra un immunogene ad un antigene ecc. ecc.

Pertanto in  tale contesto interpretativo tradizionale della scienza, l’immunologia persegue una impostazione generale limitata nel considerare sequenze di interazione conformazionali basate sulla simulazione di riconoscimento  del tipo “chiave-e-serratura” . E’ evidente come tale modello “meccanico”  di fatto non si interessi di come la comunicazione di biofotoni possa agire nelle decisive relazioni di identificazione e riconoscimento di microorganismi estranei che vengono distrutti  dalle cellule NK ed anche dai macrofagi.

Diversamente da tale impostazione, seguendo gli studi di A.F. Popp, riteniamo che la chiave della regolazione dell’efficienza del  sistema di difesa immunitario naturale ed innato possa avere il suo focus nella bio-comunicazione di  biofotoni, ciò proprio in quanto riteniamo decisivo riconoscere i limiti riduzionisti del modello locale-meccanico di tipo la combinazione tra “chiave-e-serratura”  inteso come immediata simulazione intuitiva applicata al riconoscimento molecolare in biologia.

Infine una relazione tra biofotoni e attività dei Linfocity NK e dei macrofagi ecc.. potrà essere  messa in evidenza  come esempio di bio-comunicazione al fine di aprire un importante studio innovativo sulla biofotonica rivisitato  in termini di  energia ed informazione necessaria per attivare  a distanza la regolazione del sistema immunitario . Pertanto annunciamo fin da oggi che sulla base di queste iniziali considerazioni attiveremo tale innovativa possibiltà di ricerca  su “Biofotoni in Medicina” , sperando di trovare giovani ricercatori capaci di  prendere  in attenta considerazione la proposta di Egocreanet che verrà lanciata al convegno del 28 Sett 2017 c/o la Accademia dei Georgofili a Firenze .

Firenze 08/07/2017 .

  Biblio on Line

(1):  F.A. Popp : http://www.rexresearch.com/popp/popp.htm

(2):  Biofotoni e la vita: http://venezian.altervista.org/Scienzarte/58._Biofotoni_e_la_vita.pdf

(3): NK : https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/14734107

 

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