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Archive for dicembre 2011

Paolo Manzelli, manzelli.lre@gmail.com; http://www.edscuola.it/lre.html

Le evoluzioni culturali, avvengono in momenti in cui tutte le “emergenze” si saturano in una crisi economica “strutturale. In tale occasione l’esigenza di nuove concezioni dello sviluppo emerge come tensione collettiva capace di sostituire i vecchi schemi mentali che guidano la politica così come gli stili di vita dei cittadini colpiti dalla crisi, poichè si comprende che la crisi non è limitata ad un cambiamento dell’ economia finanziaria ma in tutta evidenza necessita di un cambiamento strutturale della societa’.Viviamo pertanto in un epoca che segna il “punto di non ritorno al vecchio sistema di sviluppo industriale, che come tale non ha alcuna possibilità di non inquinare il pianeta. Appare ormai evidente che non basta affrontare il problema della riduzione degli inquinanti in quanto  emerge con forza l’ esigenza di attuare un più profondo e complesso cambiamento delle strategie di sviluppo strutturale della produzione e dei criteri di sviluppo economico e sociale.

La storia insegna che cio’ che non è successo durante vari secoli puo’ avvenire in un breve lasso di tempo; infatti le popolazioni ad un tratto non hanno più timore di cambiare anche se non ci sono modelli di sviluppo precedenti da imitare, così che in breve tempo i popoli all’unisono divengono capaci di rivoluzionare creativamente la vecchia cultura considerata ormai obsoleta e dannosa, ponendo una nuova attenzione ed intenzione di esplorare e sperimentare nuove opportunità condivise di crescita sociale ed economica.

Oggigiorno tale cambiamento che segna “il punto di non ritorno”, tra la vecchia società industriale e la società della conoscenza condivisa è ad un passo dall’ essere messo in atto. Infatti la causa più evidente della crisi economica e strutturale contemporanea è posta in tutta evidenza dalla insostenibilita’ della vita del nostro pianeta in quanto la natura complessivamente non riesce piu’ a sopportare il tipo di sviluppo industriale, che in verita’ sta travolgendo il sistema di vita in ogni suo aspetto, a partire dalla salute, alle carenze e all’ insicurezza alimentare, ai dissesti idro-geologici , e al peggioramento sistematico delle condizioni di vita economica e sociale, ormai sempre piu’ esteso che ormai coinvolge anche i paesi  precedentemente ad alto tasso di sviluppo come gli USA e l’ Europa.

In particolare la vecchia Europa si trova nel rischio di crollare per aver scelto una insoddisfacente politica Monetaria dell’ Euro, in quanto essa non collima piu’ con esigenze d’ innovazione capaci di delineare e rendere operativo il cambiamento sociale ed economico strutturale che permettera’ di tradursi in crescita della società della conoscenza.

A tutti gli effetti infatti e’ proprio il ritardo che l’ Europa ha accumulato dall’ anno 2000 ad oggi nella costruzione della società della conoscenza, quello che oggigiorno e’ divenuto la causa principale del dissesto che rende la speculazione finanziaria una vera fornace capace di bruciare di ogni iniziativa di recupero debito, se essa viene affrontata unicamente in chiave economicistica di un ritorno degli investimenti finanziari. L’ Europa si trova pertanto in una situazione nelle quale si pensa di spegnere la fornace speculativa immettendo una valanga di carta (Bond) o di altri prodotti combustibili (Euro-bond) .

Quello che putroppo si rischia di non capire ancora consiste nel fatto che i sacrifici economici richiesti ai cittadini andranno in breve tempo nuovamente in fumo perche’ potranno rivelarsi del tutto inutili ad opporsi ai nuovi attacchi speculativi .

Infatti se non metteremo mano ad un sostanziale cambiamento dello sviluppo e degli stili di vita che vada nelle direzione della crescita innovativa della societa’ della conoscenza la speculazione continuera’ imperterrita a spolpare le residue forze sociali che non ancora giunte al “punto di non ritorno”, rischiano di divenire sempre piu’ incapaci di co-organizzarsi secondo nuove direttrici di sviluppo cognitivo generative della futura societa’ della conoscenza.

L’ Europa se persistera’ nel ritenere come determinante il pareggio di bilanci arretrati immettendo obbligazioni ad alti tassi di interesse, di fatto riuscira’ a presentarsi ai cittadini solo come un “incubo da strozzinaggio”, proprio a causa di una inutile insistenza di occuparsi prevalentemente, perseguendo teorizzazioni economiche obsolete, del recupero del credito solo per mantenere il valore commerciale dell’ Euro in favore del sistema bancario centrale che di fatto governa l’ Europa.

Questo modo di agire e’ indubbiamente accompagnato da un crollo di credibilità nella democrazia partecipata , che e’ il corrispettivo dell’ incapacita’ della istituzione Europea di agire al di sopra delle semplici misure “quantitative” orientate dal recupero crediti attuate secondo gli indirizzi della BCE ( Banca Centrale Europea), mentre viceversa la necessità storica e’ quelle di agire sulla base con criteri di sviluppo d’ innovazione per il cambiamento che sono quelli che hanno l’ efficacia qualitativa di modificare strutturalmente le modalita’ obsolete dello sviluppo industriale e di tradurle in crescita della “eco-economia” della conoscenza.

Quello che dovremo coscientemente capire e’ che nello sviluppo dalla economia della conoscenza il sapere  non permane piu’ correlato al passato a volte troppo remoto, ma alla creativita’ critica e costruttiva contemporanea finalizzata a modificare la struttura obsolescente della società industriale così da superare le concezioni obsolete e la loro suddivisione disciplinare articolata socialmente in professioni standardizzate che oggigiorno dovranno essere riconvertite nell’ambito delle nuove strategie trans-disciplinari di sviluppo delle risorse umane.

E’ pertanto necessario riconoscere che sono le “risorse umane” e non quelle economiche a determinare la futura crescita della società della condivisione dei saperi.  Pertanto l’ innovazione della ricerca sia scientifica, tecnologica e sociale misurata in termini di evoluzione delle strategie di sviluppo, sara’ quella che permetterà la smaterializzazione della produzione che e’ determinante dello sviluppo della società della conoscenza. Ciò sara possibile mediante la partecipazione collaborativa di reti d’ impresa e ricerca impegnate ad es. nello sviluppo delle nano-e bio-tecnologie della ro-obotica, così come con le applicazioni di energia alternative naturali (geotermica,solare ed eolica).

Il lavoro piu’ appropriato allo sviluppo delle societa’ della conoscenza oggi non è più, salvo rare eccezioni, basato sulla tradizionale separazione tra lavoro intellettuale e manuale; infatti nella maggioranza dei casi la società della condivisione dei saperi sara’ fondata su un lavoro cognitivo e manageriale, capace di utilizzare complessivamente le conoscenze scientifiche e tecnologiche piu’ avanzate di cui si dispone per produrre altre conoscenze innovative, portatrici di utilità di uno sviluppo eco-economico organico alla sostenibilità ambientale.

Pertanto la nuova economia  è diventata una strategia di sviluppo  in cui è la conoscenza che viene messa al lavoro entro sistemi di open innovation e di disruptive innovation.   Questa e’ la trasformazione cooperativa e dirompente che dovra’ essere  compiuta a breve e medio  termine nel passaggio verso  l’economia della conoscenza, in cui il valore economico-sociale viene prodotto costruendo delle opportunita’ di cambiamento che creano rinnovate forme produttive e valori sociali che sono il frutto della creativita’ di una nuova epoca capace di “immaginazione,scientifica , culturale ed artistica“, che nel loro insieme finalizzeranno la crescita nelle direzione della de-materializzazione della economia producendo un definitivo miglioramento dell’ impatto ecologico della produzione, valorizzato dalla comunicazione  basata su una estesa condivisione interattiva dei saperi.

Conseguentemente chi vorrà effettivamente uscire dalla sistematica decrescita della struttura della società industriale e si impegnerà a capire come deve essere gestito il passaggio verso la futura societa’ della conoscenza, dovra’ reperire e dare sviluppo alle opportunita’ di cambiamento che aprono nuove strategie di sviluppo “eco-economico”, che si presentano a tutti gli effetti come nuove capacita’ di crescita nel quadro-dell’ attuale de-industrializzazione che ormai procede verso la piu’ completa desertificazione delle imprese manifatturiere Europee ormai mature, in gran parte definitivamente trasferitesi nei paesi emergenti.

Putroppo abbiamo avuto una casta politica e dirigenziale ben pagata e allo stesso tempo irresponsabile che ha sperperato denaro creando uno smisurato debito pubblico, proprio in quanto e’ stata incapace di delineare una  visione prospettica di lungo periodo quale era necessaria a favorire il cambiamento strutturale strategico cruciale per  favorire la crescita della economia  della conoscenza. Ora la stessa dirigenza politica ed economica è solo capace di attuare una ragioneristica strategia dei tagli da effettuare proponendosi di farli pagare ai soliti lavoratori e ricercatori che sono l’ elemento propulsore della rinnovata crescita economica. Credo in vero che il “Punto di Non Ritorno” sia assai vicino e pertanto bisognera decidere dal basso, attuando una forma più efficace di democrazia diretta, cosa dovremo fare in piena coscienza per favorire un rinnovato tipo di sviluppo collaborativo piu’ equo, solidale con gli uomini e la natura.

Biblio on Line

Arte e scienza del cambiamento : http://www.edscuola.it/archivio/lre/ARTE_E_SCIENZA_CAMBIAMENTO.pdf

Ricerca ed innovazione: http://www.edscuola.it/archivio/lre/ricerca_e_innovazione.htm

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Empatia e sviluppo

di Paolo Manzelli <pmanzelli.lre@gmail.com>

Tuttasalute.net

Abstract: EMPATIA E SVILUPPO :
Sintonizzarsi Empaticamente con l’ arte e la scienza
La regolazione delle emozioni condivise è un processo fondamentale nella nostra vita sociale ed economica. La possibilità di regolare le proprie emozioni mediata dall’ apprendimento cosciente delle funzionalità dei neuroni specchio, può essere indotta ed appresa socialmente dalla capacità innovativa dell’ arte e della musica di sviluppare un’ empatia estetica e musicale risonante con le necessità di sviluppo. La crescita di forme di empatia rispecchianti le necessità di solidarietà sociale ed economica ed ambientale fa parte dell’ ambizioso progetto di R&D del gruppo di Quantum Art Italy che si è proposto di sperimentare una strategia internazionale di innovazione basata su gli studi e ricerche sull’ emancipazione del ruolo dell’arte nella futura società della conoscenza empaticamente condivisa.

 Premessa

L’empatia  è quel tipo di induzione reciproca di un  “sentimentoche induce a immedesimarsi negli stati d’animo del prossimo, che consente di imparare per imitazione.

Le recenti scoperte nel campo delle neuro-scienze hanno messo in luce l’attività dei “Neuroni Specchio” che sono sensibili ad interpretare sensazioni inter-soggettive comunicate a distanza che determinano le capacità di vita sociali tra le specie viventi  più evolute.  Tale recente scoperta scientifica ha messo in dubbio la tesi che l’uomo sia determinato geneticamente quale essere naturalmente egocentrico e quindi poco adatto a relazionarsi con gli altri in  maniera empatica, percependone i sentimenti di amicizia e di amore, così da divenire capace di emularne comportamenti, ivi compresi quelli di solidarietà e di altruismo che sono necessari a determinare un futuro comune e condiviso.
L’empatia (da: En=dentro e Phatos= sentimento) è pertanto l’espressione di una attività neurologica inclusa nella naturalezza biologica del cervello umano, la quale pertanto potrà trovare una sua maturazione nel divenire sociale in un mondo globalizzato. Ciò potrà di fatto avvenire solo e soltanto modificando  sostanzialmente la cultura e l’apprendimento, al fine di determinare un rinnovato sviluppo economico e sociale definito in termini di “Empatia Sociale”,  finalizzata nel  trovare corrispondenza verso una nuova neuro-economia , fondata sulla solidarietà e sulla cooperazione internazionale, così come oggi risulta storicamente necessario per favorire una cultura adeguata alla evoluzione cerebrale dell’uomo e della donna nella nostra epoca della globalizzazione dei mercati.
Alla luce di questo nuovo approccio, Jeremy Rifkin propone una radicale rilettura dell’ economia meccanicistica che è stata propria dell’epoca industriale, oggi in netta fase obsolescente, per sostituirla con una nuova concezione delle Scienze della Vita,  proprio in quanto l’era della globalizzazione si associa ad una potente transizione che è quella dell’era dell’informazione interattiva, la quale, per risolvere gli attuali problemi dei limiti dello sviluppo, dovrà fondarsi sull’empatia, ovvero sulla capacità di immedesimarsi, con uno spirito egualitario, nelle esigenze, così come nelle situazioni e negli stati d’animo degli altri popoli della Terra, in modo da definire nuovi paradigmi inter-culturali ed economici più rispondenti alla sostenibilità e solidarieta’ sociale ed ecologica, in un mondo di condivisione globale delle conoscenze.

La Scienza dell’ Empatia

Le basi scientifiche dell’ empatia, viste in relazione alle attività neurologiche della percezione, sono state prese in considerazione dagli  studi e ricerche sull’ evoluzione neuronale prodotte e diffuse dall’ Associazione Telematica di Ricerca& Sviluppo Egocreanet, allo scopo di produrre strategie d’ innovazione utilizzando delle potenzialità di integrazione cognitiva tra arte e scienza.

In tale contesto di studio ci siamo resi conto di come l’ “empatia” sia una delle piu’ potenti emozioni che la società e la scienza putroppo hanno voluto ignorare proprio per il suo effetto di azione simultanea ed a distanza di percezioni condivise per certi aspetti simili alla “telepatia”, che riguarda la comunicazione simultanea del pensiero.

Per esplorare la realta’ dell’ interscambio simultaneo d’ informazione, sia che siano di senzazioni empatiche che quelle di maggiore complessità che riguardano il pensiero, bisogna innanzitutto porsi il problema di giustificare il concetto diSimultaneita’di una azione già presa in considerazione nell’ antica filosofia Greca come  “empatheia.”

Se infatti abbiamo come costante riferimento paradigmatico un mondo Euclideo, strutturato in coordinate cartesiane (xyz,t) con tre componenti per lo spazio (xyz) e una sola componente lineare per il tempo (t), allora la simultaneità degli eventi e’ possibile solo come occasione casuale, che pertanto non può avere un’ intezionalita’ di azione condivisa tra due entita’ distanti siano esse uomini o cose che interagiscono. Pertanto l’ Empatia come immediata comunicazione di sensazioni e sentimenti tra due o più persone e la Telepatia come contemporanea comunicazione di pensiero non hanno alcun senso per la scienza che segua come unico riferimento il paradigma spazio temporale trattato per la prima volta da Euclide.

Il problema della “Simultaneita’ “ non casuale di azioni a distanza e’ divenuto recentemente il problema cardine del superamento della meccanica quantistica. Infatti quando era permessa dalla separazione assoluta tra Spazio e Tempo della meccanica classica, allora era ammissibile che la velocità della luce potesse divenire infinita nel vuoto, così che la simultaneità di due o più eventi che si verificano nel medesimo istante era permessa, poiche’ diveniva anche essa una proprietà indipendente dal sistema di riferimento dello spazio /tempo Euclideo. Ma quando l’ insuperabilita’ della  velocità della Luce, misurata a livello locale sulla terra, venne estesa come principio generale  per ogni trasferimento di energia quantizzata nell’ Universo, allora la Simultaneita’ non casuale degli eventi e’ stata ritenuta un evento impossibile in quanto solo occasionalmente probabile.  Infatti anche nella meccanica quantistica il tempo e’ lineare, quindi  l’ordine degli eventi deve comunque rispondere ad una successione irreversibile di istanti che si susseguono in una serie binaria di un prima ed un dopo  ,così che in tali condizioni gli eventi simultanei possono solo essere dovuti coincidenze casuali. Tale atteggiamento cognitivo nei riguardi della Simultaneita’ rende paradossale il fatto che quotidianamente percepiamo simultaneamente una dinamica di eventi guardando ciò che accade intorno a noi. Pertanto tale considerazione sulla percezione  pone numerose problematiche che si accentrano sul problema di rivedere le logiche scientifiche della meccanica quantistica ancora basate sul paradigma di origine Euclidea nel quale si  assume l’unicita’ lineare del tempo in relazione allo spazio.

La simultaneità della  comunicazione  e’ stata nell’ arte il fulcro della rappresentazione dell’immaginario futurista.  Infatti il futurismo espresse tale problematica della  simultaneita’ percettiva, traducendola in modalita’ innovative di condivisione estetica, proprio al fine di far comprendere la concomitanza visiva del vicino e del lontano, in contrasto con la scienza meccanica per la quale il vicino e’ presente e ciò che e’ lontano corrisponde a ciò che e’ avvenuto prima e quindi assume la connotazione di memoria del passato. Così che guardando le stelle sempre più lontano la scienza assume di poter avvicinarsi alla percezione originaria del Big Bang.

In vero nella scienza la problematica della possibilità di eventi che conducano ad accettare la Simultaneità non casuale degli eventi fu per primo posta da Erwin Shroedinger (1935)  trattando della possibile compenetrazione (entanglement) dei fotoni.Due o più fotoni (P1,P2) in origine tridimensionali, possono collidere e sovrapporsi dando origine ad un cambiamento strutturale che assume la forma di un doppio campo stazionario di esistenza. In questa bidimensione nello spazio e del tempo  ( Cronotopo non più Euclideo detto di : Minkowsky) la coordinata del tempo si spezza in due tronconi  antiparalleli ; < t1 > che va dal passato al futuro mentre l’ altra sezione <t2> ,viceversa va dal futuro al passato. Tale duplice disposizione della reversibilita’ del tempo non e’  sequenziale, ma contrapposta in direzione; pertanto nella bidimensionalita’ di un campo di “entanglement fotonico”, puo’ effettivamente coesistere il parallelismo che genera la simultaneita’ non occasionale tra tempi di origine diversa, uno in relazione alla linea del passato e l’ altro in relazione alla  opposta linea direzionata verso il futuro.

http://upload.wikimedia.org/wikibooks/en/4/48/Constudcone.gif

Pertanto dobbiamo considerare che nella visione oculare i fotoni della luce non solo vanno ad interagire con i coni e bastoncelli determinando il processo di costruzione della percezione visiva, ma essi possono anche compenetrarsi tra di loro generando l’ effetto di “entanglement quantistico” , che permette la comunicazione simultanea a distanza, nell’ area di estensione del campo di energia d’ informazione, la quale e’ recepibile  e  quindi riflessa internamente nel circuito neuronale dalla peculiarità funzionale di controllo della rappresentazione percettiva dei Neuroni Specchio.

Quindi per comprendere l’ empatia, intesa come la scintilla che fa scaturire l’interesse umano per gli altri per poi maturare come il collante che rende possibile una vita sociale armoniosa, diventa necessario un processo di ristrutturazione trans-disciplinare dei saperi capace di superare la tendenza riduzionista della scienza meccanicista e tale nuovo atteggiamento e’ quello proprio delle strategie di  sviluppo generativo della futura società della conoscenza messe in atto dall’ associazione telematica  Egocreanet e dalle attivita’ congiunte attuate in sinergia con il gruppo QAGI di arte Quantistica e scienze cognitive.

Nel quadro di tale strategia Empatica di costruzione della società della conoscenza condivisa, l’ arte e la scienza sono esenti di quel tratto di auto-referenzialità individualista ed accademica che le ha caratterizzate entrambe durante l’ epoca industriale, in quanto oggi assieme, arte e scienza, si correlano sinergicamente alle strategie di innovazione sociale ed economica dell’ “open innovation” e della “disruptive innovation”. Ciò comporta una radicale modifica del ruolo di guida empatica dell’artista visto in termini di compositore contemporaneo di espressioni visive e musicali, attivate in collaborazione con gli avanzamenti  scienza,  per determinare con creatività ed ampia capacità di penetrazione comunicativa il profilo, gli indirizzi e le modalità di innovazione sociale ed economica nel quadro della globalizzazione del terzo millennio.

Biblio on Line

Empatia ed Arte: http://www.edscuola.it/archivio/lre/Quantum-Art.pdf

https://dabpensiero.wordpress.com/2011/04/17/arte-e-scienza-quantistica-nella-civilta-dellempatia/

Simultaneita’ : http://www.steppa.net/html/scienza_arte/scienza_arte21.htm

What Means Life : http://www.edscuola.it/archivio/lre/what_means_life.htm

Mondi simultanei : http://www.edscuola.it/archivio/lre/mondi_simultanei.htm

Percezionedella realta’:  http://www.caosmanagement.it/art67_03.html

Tra il Buio e la Luce: http://www.caosmanagement.it/n54/art54_05.html

QAGI: http://www.edscuola.it/archivio/lre/QAGI_Impresa.pdf

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Creativity and Economic Development entanglement will be  the most crucial factor for success to bring innovation into being the future knowledge society.

QuAI-i * V-E 

is an Agency  for strategic procurements and forecasting of  innovation based on  a “no-for profit”– Virtual-Enterprise co-organization , for business development consulting in natural, and technological  market , oriented to managing the future of a global “knowledge based economy” , driven by the promotion of international  “Quantum Art” performances .

 “Quantum Art Group Italy “  QAGI//Egocreanet) :

the  trans-disciplinary catalyst for creative transition  towards future knowledge society.

QuAI-i *V-E is a dynamic networked virtual and open organisation to support ing the contemporary challenges  of pre-competitive “e-business” activities  programmed by QAGI /Egocreanet e.g the “Research& Development ” international Group for entangling Art  with Science and Technology.

See: Project URL of  QAGI /Egocreanet :https://sites.google.com/site/quantumartgroupitaly/

Chief Procurement officier :Roberto Denti
Tel: +393287590658
Email:
Contact :  <roder53@gmail.com>,
Organisation: QuAI-i *V-E

Management Group :

Paolo Manzelli- Egocreanet : e mail : egocreanet2011@gmail.com

Massimo Pregnolato – Quantum-Bionet : e mail :  <maxp07@gmail.com>,

Fertilization International Group of Scientist and Artists  and Innovators .

Daniela Biganzoli: <daniela.biganzoli@gmail.com>, (Italy)

Li Jin – China, e-mail: li-jin998@163.com , (China)

Criss Orfescu ,e-mail : info@crisorfescu.com  (U.S.A.)

Helena Carvalho, e-mail: helenacarvalhohelena@gmail.com, (Brasil )

Margarita Cimadevila, e-mail: mcimadevila@hotmail.com,(Spain)

Robert Pope , e-mail:  pope@science-art.com.au , (Australia)

 

The QuAI-i *V-E,  is a legal  networking format  to consolidate “Science and Art Entanglement” as a driving force of procurement and forecasting start-up activities for improving new  approaches in business plans.

The QuAI-i *V-E is founded  in combination with EGOCREANET and QUANTUM-BIONET  .

–> Aim: QuAI-i *V-E  will become an international cooperation-network co-organizing   independent  partners to collaborate in art & science sharing,  to formulating , implementing and evaluating “cross-functional   innovation” by means pre-competitive strategic projects or business start-up, utilizing both models of “open” and/or  “disruptive” Innovation;

  • QuAI-i *V-E  refers to the above activities  as strategic “Procurement and Forecasting for enhancing the “Future knowledge economy“, by means anticipating insights and foresight scenarios coming from  recent studies and ideas of Egocreanet  and Quantum Bio-Net;
  • To Partners of QuAI-i *V-E will be requested to subscribing the same aim, goal and economic perspective and using the internet modes to communicate;
  • Goal : The QuAI-i *V-E  will operating nearly as a business development consultant agency of strategic procurement & forecasting for business innovation activities, and to manage a networking construction  of international strategic projects, linking a framework of industries to support  their innovation business activities at international level . The above will be made according to the potentiality of the incremental development , exploitation and impact  of “Quantum-Art” initiatives and performances and other pilot  operation aimed to sharing advanced innovation in different business sectors, as for instance those involving “nano- and bio-technologies”  all over the world. 

– Business pre-competitive strategy:

The QuAI-i *V-E pre-competitive  projects and programs for business trans-national entrepreneurs will be co-organised with partners in the following logic steps in the context of  the evolving global market  trends  :

a) to define by means the QuAI-i *V-E management competencies the  market and marketing based requirements to achieve strategic international goals to exploiting innovation of Industry through the two strategies of “open-innovation “and/or of “disruptive -innovation”  procedures .

b) Supporting by means the Quantum Art  /Egocreanet initiatives and performances and demonstration the previous strategies to implementing in the global market the industrial innovation of process or goods.

 

-Search for Partners :

QuAI-i * V-E  search for partners to aggregate an international cluster of artists and scientists and business innovators, to transform the obsolete mechanical “Science&Culture” by creative strategic planning of knowledge based future society


The goals of the fertilization made by Scientist & Artist & Innovation trans-national cluster  will be :

1) Enhancing whole-brain creative thinking kills
2) Developing artful  “Knowledge Society” leaders and managers
3) Designing strategies for innovation management in “art-science and innovation “

 N.B.

Projects & Programs details  within a business start up strategy, will be described for any specific  case.

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Paolo Manzelli ,<pmanzelli.lre@gmail.com>; www.edscuola.it/lre.html

Quantum Art performances as a trans-disciplinary catalyst for creative transition  towards future knowledge society

L’ impresa medio-piccola oggi non ha facili prospettive nello sviluppo globale come azienda locale perche’ necessita di costruire relazioni “produttive” all’interno di un ampio network di relazioni internazionali .(1)

Infatti nel contesto della globalizzazione le reti di  collaborazione multi-attoriali sono necessarie a dare sviluppo a strategie di successo per agire nella complessita’ della competizione contemporanea proprio in quanto prospettive e progetti di sviluppo acquisiscono una così ampia dimensione e articolata complessita’ di gestione  che non possono essere realizzati dalle competenze di  management di una singola piccola o media azienda.

Il successo dell’ impresa contemporanea consiste infatti nella costruzione del tessuto di reti di “Ricerca e Sviluppo” che includa la capacità di comunicare sulla base di una  prospettiva trans-disciplinare volta ad anticipare contesti culturali innovativi tali che indirizzino l’ immaginazione e la fantasia ancor prima che le logiche di contrattazione che sono proprie degli accordi di mercato.

<<< L’ immaginazione è più importante del sapere. “Albert Einstein” >>>

         Imagination as a tornado of colours    

L’immaginazione infatti e’ essenziale per introdurre stabili relazioni tra diversi interlocutori internazionali, e quindi con le loro diverse culture, personalità, comportamenti sociali ed economici e politici.
Pertanto la “comunicazione di impresa”, nel quadro della globalizzazione dei mercati, rende necessaria la costruzione di una nuova condizione di condizione trans-disciplinare tra arte e scienza, capace di agire con immaginazione e fantasia nell’ individuare e condividere gli indirizzi di sviluppo socio-economico dello scenario dell’ innovazione globale. (2)
Il movimento dell’ Arte Quantistica  promosso  da Egocreanet si propone di aggregare un sistema di sinergie tra  scienza ed umanesimo capace di rinnovare concetti, metafore e visioni utili per descrivere e promuovere  l’ innovazione contemporanea con modalita’ di comunicazione  intuitiva e fantastica necessarie per disegnate e diffondere le strategie di sviluppo della futura società della conocenza. (3)
Tale e’ infatti stato l’ obiettivo che Egocreanet con il Gruppo di QUANTUM ART ITALY (4) ha iniziato a sperimentare, coinvolgendo un cluster internazionale di Artisti Scienziati ed esperti d’ innovazione e di comunizazione, che nel loro insieme hanno recentemente deciso di costituirsi come Quantum Art for International Innovation -QuAI “i” (4 ), una “virtual enterprise” che si e’ proposta di organizzarsi come “Agenzia per il Procurement e il Forecasting della Innovazione”, finalizzata alla costruzione di relazioni internazionali nel quadro di una fruizione dell’ arte e della scienza incorporata nello scenario di sviluppo del mercato globale.In tal guisa QuAI “i” si inserisce responsabilmente nel processo di trasformazione e cambiamento globale dell’ economia in funzione dello sviluppo della societa’ della conoscenza fondata sulla  condivisione dei saperi. Pertanto QuAI “i” intende agire in un moderno sistema “Boundary -less” che abbandona la obsoleta auto-referenzialita’ sia dell’ arte che della scienza accademica, per interagire da protagonista del cambiamento contemporaneo perseguendo moderne strategie d’ innovazione che rendono necessario il mettere a disposizione dell’impresa e del mercato l’ immaginazione e la sensibilita’ percettiva che e’ stato l’elemento fondante nella tradizione originale del “Rinascimento Italiano” sia dell’ arte che della scienza.

QuAI “i” si occupa di dare origine e sviluppo a progetti d’ innovazione culturale e scientifica, in sinergia con una rete di imprese,  sviluppando una piattaforma ITC per promuovere azioni di sviluppo ed innovazione orientate verso l’ apertura di nuovi mercati la’ dove l’ immaginazione scientifica e la fantasia artistica favoriscono  la fiducia e l’ empatia reciproca, anticipando  l’ accettazione dell’ innovazione e del cambiamento.

In tal guisa l’ “Arte Quantistica” progettata dal movimento di condivisione tra arte e scienza, inizialmente promosso dalla Innovation Knowledge Community, QAGI/EGOCRENET, coordinata dall’ Architetto Roberto Denti, non si “chiude” nei musei e nei teatri o in ambienti chiusi e specifici propri dell’ intrattenimento post -lavorativo, ma si “schiude” in una più complessa responsabilita’ sociale basata sulla condivisione dell’ innovazione con reti d’ impresa, al fine di favorire il cambiamento sociale ed economico necessario allo sviluppo del complesso e creativo lavoro d’ innovazione nella  futura societa’ globale della conoscenza.(5)

Pertanto stiamo dando origine e diffusione alla  “start-up” Quantum Art  for International Innovation (QuAI.”i”)  che agira’ come interfaccia tra attivita’ innovative di Business e la strategia di condivisione tra Arte e Scienza sviluppata come R&D da QAGI/EGOCREANET.

Un ampio  panorama di casi concreti di cooperazione trans-nazionale tecnologica e culturale, realizzati in condivisione con la impresa e progettati e programmati da QuAI “i”,verrà presentato dal Coordinatore di QAGI/Egocreanet Arch. Roberto Denti alla Convention Nazionale di “Italia degli Innovatori”che si terrà il giorno 14 Dicembre 2011, a partire dalle ore 9.30 al Politecnico di Torino.(6)

 BIBLIO on LINE .

(1)-https://dabpensiero.wordpress.com/2011/11/13/arte-scienza-innovazione-e-comunicazione-d-impresa/

(2)- http://www.wbabin.net/files/4554_manzelli116.pdf

(3) http://www.edscuola.it/archivio/lre/Project_China_2011.pdf

(4) – http://kultartmagazine.ning.com/profile/QuantumArtGroupItaly 

(5)- http://www.creativityatwork.com/ ; http://www.creativityatwork.com/articlesContent/whatis.htm

(6)- http://www.aginnovazione.gov.it/event/convention-nazionale-di-italia-degli-innovatori

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Autore : Dr. Giorgio Romano

Nel 1988 l’IHS ha introdotto dei nuovi criteri diagnostici, creando un sistema gerarchico a quattro livelli, con la possibilità di raggiungere un livello di diagnosi progressivamente più sofisticato.Tale classificazione ha avuto il merito di uniformare la terminologia dando un grosso impulso alle ricerche su tale patologia.   

           Cefalea muscolo tensiva (CT) di tipo cronico e livelli diagnostici

I quattro livelli diagnostici sono i seguenti:

PRIMO LIVELLO DIAGNOSTICO

Definisce la cefalea tensiva.

La diagnosi di cefalea di tipo tensivo richiede la presenza di almeno due dei seguenti sintomi:

dolore di tipo compressivo-costrittivo, non pulsante;

dolore di lieve o media intensità che non impedisce la normale attività quotidiana;

dolore non aggravato da attività fisica;

possibile nausea senza vomito;

assenza di foto o fonofobia;

SECONDO LIVELLO DIAGNOSTICO

Stabilisce i criteri per differenziare la CT in funzione del suo decorso temporale:

cefalea tensiva cronica (CTC): la sintomatologia è presente per almeno 15 giorni al mese per almeno 6 mesi;

cefalea tensiva episodica (CTE): frequenza inferiore ai 15 giorni al mese;

TERZO LIVELLO DIAGNOSTICO

Discrimina tra le forme associate o meno ai disordini dei muscoli pericranici;

QUARTO LIVELLO DIAGNOSTICO

Considera i possibili fattori causali della CT

  • disfunzione dell’articolazione temporo-mandibolare (presenza di almeno tre segni o sintomi tra: rumore articolare, limitazione articolare, dolore, blocco in apertura, digrignamento, bruxismo e altre parafunzioni);
  • stress psichico;
  • ansia, depressione;
  • stress muscolare (alterazione posturale del rachide cervicale, mancanza di riposo/ sonno);
  • abuso di farmaci (acido acetilsalicilico o equivalenti, farmaci oppioidi)

A riguardo del quarto livello diagnostico, tra i fattori causali é da tenere in considerazione la sempre maggiore attenzione da parte dei vari Autori a due fattori specifici: la disfunzione oromandibolare ed in particolar modo a quel particolare atteggiamento definito bruxismo e/o digrignamento, e la valutazione psichica nei pazienti affetti da CT. Inoltre gli orientamenti attuali tendono a valutare come i fattori causali sopracitati possano, fra loro, essere interagenti ed autocondizionanti.

Bruxismo ed epidemiologia

Il bruxismo è quell’azione di serramento o digrignamento dei denti causato da una forte attività muscolare; rientra nel capitolo delle attività parafunzionali e ne rappresenta la forma più frequente e dannosa.

Le attività parafunzionali vengono divise in due grandi gruppi, quelle diurne e quelle notturne; nel determinismo di tale situazione vengono considerati fondamentalì due fattori:

  • il disequilibrio occlusale (oggi ritenuto meno importante);
  • la tensione emotiva del paziente (le attività parafunzionali rappresentano, infatti, un modo per scaricare l’energia nervosa accumulata tramite gli stress).

Le attività diurne avvengono a livello inconscio o preconscio, ma è possibile spesso portarle a livello cosciente e questo rende possibile un buon approccio terapeutico tramite tecniche varie di rilassamento.

Le abitudini parafunzionali notturne, invece, sono totalmente inconscie ed è impossibile portarle a livello di coscienza.

Il bruxismo notturno compare solitamente nella fase REM, corrispondente alla fase onirica, a causa forse del particolare significato che assumono i sogni nella vita emotiva del paziente. Nella genesi del bruxismo notturno è nettamente predominante sul fattore occlusale lo stato emotivo del paziente che è dipendente dagli stress psichici cui è stato sottoposto.

Il tipo di attività muscolare esplicata durante il bruxismo è di tipo isometrico, caratterizzato da contrazioni di elevata tensione ma di breve durata, secondo alcuni autori oscillante fra i 10 e i 20 secondi, secondo altri invece di durata maggiore. Le contrazioni sono ripetute a distanza ravvicinata ed interessano i muscoli elevatori cranio- mandibolari, ovvero: massetere, pterigoideo mediale e specialmente temporale nelle sue ramificazioni anteriore, medio e posteriore.

Negli studi condotti secondo i nuovi criteri la prevalenza della CT varia da un range che va dal 78% in Danimarca al 40% in Germania e Canada; altri studi condotti in altri Paesi hanno evidenziato valori decisamente inferiori: 27% Cile, 3% Arabia Saudita, 2% in Etiopia.

Tutti gli studi concordano comunque su una prevalenza più elevata nelle donne, anche se con percentuali statisticamente significative tra uno studio e l’altro.Uno studio personale condotto all’interno del reparto di fisiopatologia dell’articolazione temporo mandibolare dell’Università degli studi di Milano ha rilevato un rapporto donna-uomo di 8 a 2. Secondo alcuni studi la CT mostra una tendenza a diminuire con l’età, mentre altri contributi evidenziano un trend opposto, lo studio personale ha evidenziato invece una quasi totale scomparsa della CTC dopo la menopausa.

Muscoli elevatori della mandibola: composizione in fibre e comportamento

Studi di istochimica dei muscoli craniomandibolari hanno dimostrato che le fibre muscolari di questi muscoli rappresentano una gamma di tipi di fibre che si può raggruppare in 3 vaste categorie:

  • fibre di tipo II B (bianche o pallide): hanno contrazioni rapide, sviluppano una tensione elevata e sono suscettibili ad un rapido affaticamento;
  • fibre di tipo I (rosse o scure): hanno contrazioni lente ed a bassa tensione e mostrano una buona resistenza all’affaticamento;
  • fibre di tipo II A: hanno caratteristiche intermedie e sono di scarsa rilevanza fisiologica.

I diversi tipi di fibre si differenziano tra loro per determinate caratteristiche citochimiche ed istologiche che ne determinano un differente comportamento durante l’attività muscolare.

La contrazione muscolare, un complesso meccanismo di scivolamento dei filamenti di actina tra quelli di miosina, di rottura dei ponti actinomiosinici, trasporto di ioni, determina una continua richiesta di energia, fornita dall’ ATP sarcoplasmatico.

Il reclutamento dell’ATP a livello muscolare avviene attraverso tre processi di sintesi:

  • processo anaerobico alattico: una molecola di ATP è sintetizzata a partire da una molecola di fosfocreatina;
  • processo anaerobico lattico: 2 molecole di ATP sono sintetizzate a partire da una molecola di glucosio nell’ambito della glicolisi anaerobica;
  • processo aerobico: 36 molecole di ATP sono sintetizzate a partire da una molecola di glucosio nella catena biochimica dell’ossidazione totale del glucosio.

Nella fase anaerobica alattica i gruppi fosfatici, ricchi di energia potenziale, della fosfocreatina  sono trasferiti all’ADP , liberando creatina ed ATP.

Si tratta di uno spostamento di equilibrio, cioè di una reazione praticamente istantanea: questa fase si realizza, infatti, durante i primi 15-20 secondi di esercizio fisico, a partire dalle molecole di fosfocreatina, che funge da riserva energetica. In questo passaggio, pertanto, la capacità del sistema di produrre energia è unicamente fosfocreatina-dipendente.

Con il proseguire dello sforzo muscolare, l’energia necessaria alla sintesi di ATP  è fornita dalla degradazione del glicogeno muscolare o del glucosio ematico in acido piruvico, con produzione di due molecole di ATP e due di NADH.

Tale processo è regolato soprattutto a livello della sua quarta tappa, ovvero a livello della trasformazione del fruttosio-6-fosfato in fruttosio-1,6-difosfato, catalizzata dalla fosfofruttochinasi. Quest’enzima ha un’attività modulata  da diversi fattori: l’ADP, l’AMP, l’ AMP-ciclico stimolano la sua attività; l’acidosi, l’ATP, la fosfocreatina, il citrato inibiscono la sua attività.

L’acido piruvico può seguire due percorsi alternativi: in assenza di ossigeno viene ridotto ad acido lattico mediante la glicolisi anaerobica, mentre in presenza di ossigeno viene ossidato e demolito completamente ad anidride carbonica ed acqua mediante il processo della glicolisi aerobica che consta di 3 fasi: decarbossilazione dell’acido piruvico, ciclo di Krebs e catena respiratoria.

Durante la glicolisi anerobica la produzione di energia (2 molecole di ATP) è piuttosto scarsa se paragonata a quella della fase aerobica (36 molecole di ATP).

Sia le fibre di fibre scure, che quelle pallide oltre a quelle intermedie possono essere sede di questi tre processi, ma in modo diverso tra di loro per la diversa concentrazione enzimatica e organulare.

Le fibre di tipo pallido, caratterizzate da scarso contenuto di mitocondri, di enzimi ossidativi e da uno scarso apporto di capillari sanguigni, presentano prevalentemente un metabolismo di tipo anaerobico. Al contrario le fibre rosse sono riccamente vascolarizzate, e presentano un’alta concentrazione di mitocondri per cui sono più adatte ad espletare un metabolismo di tipo aerobico.

Rispetto alle fibre bianche,invece, quest’ultime sono più povere di fosfocreatina, tampone di energia rapida, nonché inibitore della fosfofruttochinasi, e pertanto vanno incontro ad accumulo di acido lattico per maggiore attività della glicolisi anaerobia rapidamente.

Inoltre il destino dell’acido piruvico nelle fibre muscolari dipende oltre che dalla presenza o meno di ossigeno anche dalla qualità di un enzima, la lattato deidrogenasi o LDH.

Le fibre muscolari rosse hanno una LDH con debole affinità per l’acido piruvico, mentre quelle bianche hanno una LDH con forte affinità per l’acido piruvico che quindi viene trasformato in acido lattico nell’immediato.

Infine nelle fibre pallide sono presenti elevati livelli di miosina ATP-asi, l’enzima che ha un ruolo chiave nell’iniziare e promuovere la contrazione muscolare, il che spiega la rapidità della contrazione di queste fibre, al contrario di quelle rosse che sono più atte ad effettuare movimenti lenti.

Studio dei muscoli elevatori della mandibola nella scimmia rhesus

Le proprietà istochimiche delle fibre muscolari nei muscoli craniomandibolari sono state ampiamente studiate nella scimmia rhesus (Macaca mulatta).

In particolare Maxwell et al. hanno confrontato la composizione delle fibre di tipo I, IIA, IIB del muscolo temporale tra il maschio e la femmina adulti di tale specie, per determinare se il sesso è collegato ad una diversa composizione e dimensione delle fibre muscolari.

Tale studio ha dimostrato che sia la regione anteriore, che quella posteriore del muscolo temporale del maschio presentano una bassa percentuale di fibre di tipo I (dal 10 al 20%), una percentuale quasi simile di fibre di tipo IIA ed una preponderanza di fibre di tipo IIB (da 58 a 65%).

La femmina adulta, invece, mostra una proporzione decisamente differente di tipi di fibre muscolari rispetto a quelle del maschio adulto nella regione del temporale, con un’alta percentuale di fibre di tipo I (50%) ed una bassa percentuale di fibre di tipo IIB (23%).

Tale caratteristica potrebbe giustificare la netta prevalenza della sindrome cefalgica a carico del sesso femminile rispetto a quello maschile, per un diverso comportamento delle fibre di tipo I o scure rispetto alle fibre IIB o pallide, se sottoposte a contrazioni rapide e ripetute come nel caso del bruxismo.

Le fibrocellule di tipo rosso, o di tipo I, che sono le fibre muscolari presenti in percentuale maggiore nel temporale femminile, caratterizzate da un ricco corredo di mitocondri, di enzimi ossidativi e da uno stretto rapporto con la rete capillare, presentano prevalentemente un metabolismo di tipo aerobico.

In esse è presente, rispetto alle fibre pallide, una concentrazione minore di fosfocreatina che funge da riserva energetica muscolare in quanto tramite un processo anaerobico alattico permette la produzione di ATP.

Inoltre la fosfocreatina inibisce l’attività della fosfofruttochinasi, l’enzima che regola il processo della degradazione del glicogeno muscolare o del glucosio di origine ematica ad acido lattico, attraverso la via glicolitica.

Nel complesso, una ridotta presenza di fosfocreatina nelle fibre di tipo IB, determina, durante il bruxismo. un rapido instaurarsi del processo di glicolisi anaerobica per la resintesi dell’ATP

In questa situazione, si arriva ad un accumulo di acido lattico nelle fibrocellule muscolari e, conseguentemente, ad un debito di ossigeno ed acidosi intracellulare, che le  fibre rosse tollerano scarsamente, essendo principalmente predisposte verso un metabolismo di tipo aerobico.

In più le rapide contrazioni che caratterizzano l’attività dei muscoli durante il bruxismo crea un’ulteriore difficoltà poiché tali fibre contengono una ridotta quantità di ATP-asi, l’enzima che stimola la contrazione muscolare.

Durante la glicolisi anerobica, inoltre, la produzione di energia (2 molecole di ATP) è piuttosto scarsa se paragonata a quella della fase aerobica (36 molecole di ATP), pertanto la forza contrattile, sviluppata dall’interazione di actina e miosina è diminuita e si può arrivare alla rigidità muscolare.

Conclusioni

La cefalea di tipo tensivo (CT) rappresenta il tipo di cefalea più diffuso, arrivando a colpire in alcuni Paesi, quali la Danimarca, il 78% della popolazione. In particolare essa interessa soprattutto le donne con una frequenza, secondo uno studio personale, di quattro volte maggiore rispetto alla frequenza con cui colpisce gli uomini.

Tra i possibili fattori causali della CT vi sono le disfunzioni temporo-mandibolari, come il bruxismo ed altre parafunzioni.

Il bruxismo rappresenta un forte serramento dei denti, che più spesso avviene durante la fase REM del sonno ed è caratterizzato da contrazioni muscolari di breve durata e tensione elevata che si esplicano a carico dei muscoli elevatori della mandibola ovvero: massetere, pterigoideo mediale e specialmente temporale nelle sue ramificazioni (anteriore, medio e posteriore).

La spiegazione della maggiore frequenza della cefalea tensiva nelle donne rispetto agli uomini può essere trovata nella diversa composizione dei muscoli elevatori della mandibola, in particolare del temporale anteriore, tra donne e uomini: secondo esami clinici condotti sulle scimmie rhesus nel temporale anteriore delle scimmie di sesso femminile le fibre di tipo I o rosse sono presenti in percentuale maggiore rispetto alle fibre di tipo IIB o pallide (50% contro 23%).

Le fibre di tipo I, caratterizzate da una minore concentrazione di fosfocreatina nonché di ATP-asi rispetto alle fibre pallide,infatti, sono atte principalmente a tollerare un’attività di tipo aerobico e contrazioni lente e prolungate. Pertanto se sottoposte a  contrazioni veloci e ripetute come nel caso del bruxismo vanno incontro rapidamente ad un quadro di acidosi ed ad un debito di ossigeno.

Per l’immediato instaurarsi del processo di glicolisi anaerobica la produzione di ATP risulta ridotta e ciò determina una diminuzione della forza contrattile ed, infine, porta alla rigidità muscolare quindi al dolore.

 Approccio omotossicologico

Una delle idee fondamentali della strategia terapeutica del Reckeweg consiste nell’utilizzare i catalizzatori in dosi ipomolecolari come induttori enzimatici.
In natura le caratteristiche degli enzimi si sono modificate in modo che la concentrazione dei substrati sia  nettamente inferiore alla velocità massima di reazione. Pertanto modulare la concentrazione dei substrati intermedi è un modo per influenzare fisiologicamente la catena respiratoria.
Le situazioni cliniche in cui sembra utile sostenere il ciclo di Krebs e la fosforilazione ossidativa sono numerose.  In genere ogni patologia cronica che manifesti una tendenza degenerativa da un punto di vista anatomo-istologico coincide con una sorta di regressione filogenetica  verso  processi metabolici meno evoluti come la glicolisi anaerobia.Il ciclo di Krebs risulta comunque alterato anche in altre situazioni come nel caso di sovraccarico iatrogeno (antibiotici, Fans, estro-progestinici) o nella disbiosi intestinale che rappresenta un evenienza frequente nel modello di vita occidentale. In questo caso la colonizzazione batterica del tenue, spesso associata ad insufficienza della valvola ileo-cecale comporta una eccessiva formazione nel lume intestinale di etanolo ed acetaldeide, con relativa produzione di equivalenti riducenti (NADH), anche in assenza di alcool nella dieta.
Vista la grande quantità di NADH, la lattico deidrogenasi riduce grandi quantità di acido piruvico ad acido lattico. Questo sottrae acido piruvico ad una serie di processi, soprattutto: 1) impedisce la conversione dell’acido piruvico ad acetilcoenzima A ed il suo ingresso nel ciclo di Krebs; 2) impedisce la carbossilazione dell’acido piruvico ad acido ossalacetico. L’acido ossalacetico è essenziale per il buon funzionamento del ciclo di Krebs e per la gluconeogenesi. Di conseguenza si ha scarsa attività del ciclo di Krebs e ipoglicemia. L’aceticoenzima A che deriva dall’etanolo e che non può entrare nel ciclo di Krebs viene convertito in trigliceridi (da cui gli alti livelli di VLDL circolanti e la steatosi epatica) ed in corpi chetonici (da cui la chetosi). La chetosi è chetoacidosi, anche complicata dal fatto che in seguito all’ingestione di etanolo si formano grandi quantità di acido acetico e acido lattico.
Prendendo spunto da queste considerazioni fisiopatologiche e dal riscontro di una documentata efficacia dei catalizzatori in dosi ipomolecolari  nella gestione delle problematiche cliniche ad esse connesse, abbiamo ritenuto opportuno applicare protocolli analoghi anche nella terapia delle cefalee tensive di tipo cronico.
In questa condizione è possibile osservare una elevata produzione di acido lattico dovuta alla affinità delle fibre muscolari bianche per l’acido piruvico.
Il rapido consumo dell’acido piruvico lo sottrae al ciclo di Krebs che viene quindi condizionato nelle sue fasi iniziali.
Per questa ragione abbiamo impostato una strategia terapeutica basata sull’induzione enzimatica, somministrando i catalizzatori del cilclo di Krebs e i chinoni con la seguente modalità:

Coenzyme Compositum fiale

1 fiala sublinguale (I giorno della settimana)

Ubichinon Compositum fiale

1 fiala sublinguale (II giorno della settimana)

per 10 settimane.

 

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