Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for 19 ottobre 2011

di Paolo Manzelli,

BERGAMO SCIENZA – 15/OTT/2011- Sintesi della Conferenza su :

        “Arte e Scienza e illuminazione a LED delle opere di Lorenzo Lotto”.

                                                  

Lorenzo Lotto (Venezia,1480) (Angel)

ABSTRACT :

It’s not  eyes that see because vision is generated by the brain interactions with energy and matter.

            If you think that you see an image in your eyes, you follow an old approximation, because really you do not see the world within your eyes. You see the image constructed by your brains. The talk presented by Paolo Manzelli at BERGAMO-SCIENZA 2011 put in a simple understanding how the eyes are only responsible to transform light into complex neurological signals. Those signals are codified as  bio-chemical signals, that travelling in the brain creates vision which focus is in the multiple structure of “Occipital Brain” as studied  Semir Zeki ,(Prof of cognitive biology at the London University). The new neurologic knowledge, based on neuro-imagining, permits today to develop a new consciousness to the objective reality that include the brain funtions in an effective re-production of the world . In fact there are no light, colors ,music, smell or other sensation in art and science without the objective interactivity with the brain.

Le nuove tecnologie di illuminazione a LED migliorano la percezione visiva delle opere d’arte come è stato sperimentato dai Lighting Designer, Francesco-Iannone e Serena Tellini, utlizzando delle lampade LED con emissione sul rosso e sul blu alla mostra di Lorenzo Lotto presso le Scuderie del Quirinale.

I LED  ( Light Emission Diodes) sono dispositivi opto-elettronici che emettono luce fredda (priva di infrarossi) , e possono lampeggiare a frequenze molto alte e quindi generano segnali che modulano l’  intensita’  luminosa. L’ associazione di due LED uno a luce Rossa con uno a luce Blu,  consente al cervello di ricreare l’ effetto di una sorgente di luce bianca molto pulita da frequenze spurie, che permette una migliore visione in rilievo dell’intero  spettro dei colori  del dipinto.

Per valorizzare l’ importanza di tale aspetto dell’ impiego della luce LED nell’ illuminazione della gamma dei colori nelle opere d’arte, bisogna prendere in considerazione che il colore percepito e’ una sensazione cerebrale, frutto delle elaborazione neurologica dei segnali visibili percepiti dalla retina.

Infatti i colori degli oggetti diventano nel cervello sensazioni visive  in relazione: a)alle  caratteristiche spettrali delle frequenze della luce che incide sui coloranti e alle proprietà monocromatiche di assorbimento, riflessione e trasmissione dei materiali illuminati,che b) in prima istanza interagiscono foto-chimicamente in maniera differente sui tipi di coni e bastoncelli della retina, i quali inviano segnali alle diverse strutture  neuronali generatesi nell’ evoluzione del cervello, le quali elaborano le forme ed i colori di cio’ che oggettivamente vediamo. E’ quindi importante sottolineare il fatto che noi vediamo il mondo naturale colorato anche per emozionarci piacevolmente e renderci in simpatia con la natura, mentre le nostre concezioni meccaniche hanno teso a separare la cultura dalla naturalezza delle nostre attivita’ percettive.

L’ illusione di vedere con gli occhi porta a concepire una realta’ limitata da un modello concettuale  ormai obsoleto, proprio in quanto separa arbitrariamente il soggetto dall’ oggetto. Infatti il modello meccanicista della visione oculare , considera il cervello e le sue complesse attivita’ di elaborazione di forme ed immagini e sensazioni di colore, troppo semplicemente, come elemento sostanzialmente soggettivo, proprio in quanto si trascura l’ oggettività dell’ azione cerebrale, poiche’ essa e’ difficilmente quantificabile nel quadro di una concettualita’ meccanica o quanto meccanica della scienza.

Semir Zeki, studioso della percezione come visione dall’ interno( 3) , professore di neurobiologia cognitiva e di neuro-estetica presso l’ University College di Londra, ha analizzato l’area occipitale del cervello (O) tramite la neuro-imagining ed ha evidenziato l’ esistenza di quattro aree (V1,V2,V3,V4)sovrapposte, come strati che permettono la costruzione delle immagini nel cervello in seguito all’ elaborazione delle complesse informazioni neuronali che vengono  trasferite (feedforward) al centro del bulbo occipitale, dal nervo ottico.

La percezione interna infatti elabora, con modalita’ similari a quelle di un computer bio-elettrochimico, le informazioni che il nervo ottico e le sue ramificazioni trasportano, ma anche ricavano durante il percorrere tutto il cervello alla ricerca di un confronto con i dati mnemonici e di archetipi per la costruzione delle immagini. Le ghiandole polarizzanti di tipo (On-Off) (G), adiacenti all’area dove si innesta il nervo ottico, codificano e probabilmente indirizzano nei diversi fasci nervosi le informazioni visive ricevute dalla retina inviandole verso differenti percorsi cerebrali. In particolare il chiasma ottico percorre gli emisferi cerebrali superiori emisfero Sinistro (Left E.) ed Emisfero Destro (Right E.), ed  inoltre le ramificazioni del nervo ottico si addentrano nelle sezioni del cervello piu’ antiche, come il Talamo (T) , che permette di associare le emozioni alla percezione visiva o la ghiandola Pineale (P), che appartiene al cervello evolutivamente ancora più antico, che e’ fortemente sensibile alla luce; infatti secerne ormoni che influenzano i ritmi circadiani dell’ attenzione così come quelli del sonno e della sveglia.

Le informazioni provenienti dai due emisferi cerebrali superiori  Sinistro (LE) e destro (RE) vengono rispettivamente analizzate come segnali neuronali provenienti dalle variazioni di frequenza della luce,  ovvero in termini di variazioni di lunghezza d’onda correlabili alle distanze spaziali di provenienza del segnali luminosi recepiti dalle retine degli occhi. Entrambe queste informazioni neuronali giungono  al centro del Bulbo occipitale ( O ) e servono alla composizione  tridimensionale delle immagini e delle forme che sono ancora in bianco e nero, definendo l’ immagine (in V1) e le  sue relazioni spaziali e temporali tra figura e fondo (in V2).

Quindi come farebbe un’ artista che inizia con a disegnare i tratti salienti a carboncino (V1) e poi ne precisa le varie tonalita’ delle ombre (V2), e poi  ancora inquadra i contorni delineati nel contesto prospettico (V3), ed infine aggiunge il colore (V4), il cervello sotto il controllo dell’ empatia del neuroni Mirrors (M), associa alle informazioni visive quelle emotive provenienti dal Talamo (T) ed anche  le pulsioni primarie dalla Ghiandola Pineale (P); detta anche comunemente “occhio interno”. Quest’ultimo e’ attivo anche nella visione onirica durante il sonno (fase REM), normalmente si esprime mediante l’ emissione di ormoni, che vanno a modulare la cessione di Dopammine da parte dell’ Amigdala e di endorfine che attivano il Locus Coeruleus, responsabile dell’ attenzione. Infine la zona limitrofa al bulbo oculare (V5) entra in connessione indiretta (feedback)) con nuovamente con i Neuroni Mirrors ed attiva il cervelletto ( C ) generando le nostre riposte comportamentali e di movimento. (4)

Così sembra procedere schematicamente il “Modello Innovativo di Percezione” nella costruzione interna delle immagini visive che in particolare si formano in relazione all’ area occipitale del cervello, ma …. a netta differenza di un pittore, il cervello esegue tutto cio’ in una dinamica di flusso interattivo di operazioni parallele e simultanee, che di fatto ci permette di rendere continua e dinamica l’ immediata visione  dell’ ambiente esterno e delle sue variazioni percepibili, associandole con la sensazione del colore e all’ attenzione o repulsione nel comportamento dell’ osservatore relativamente a ciò che viene cerebralmente percepito.

E’ utile ricordare come gia’ Rene Descartes (La Haye en Touraine, 1596Stoccolma,1650) noto come il filosofo del “meccanicismo” trovo’ proprio nella Ghiandola Pineale ( detta occhio interno per la sua sensibilita nota alle variazioni luminose nell’ innestare le necessita’ circadiane di veglia e di sonno ) il punto  di collegamento tra l’intelletto e il corpo, e pertanto concluse che ogni riferimento all’ attivita dell’ occhio interno non avrebbe permesso di mantenere una completa concettualita’ meccanica della scienza. (5)

Oggi in occasione di  Bergamo Scienza abbiamo iniziato a rivedere completamente il modello meccanico della percezione in quanto e’ ormai obsoleto per le necessità di comprensione proprie della nostra epoca di informazione nella quale e’ necessario rilanciare l’ arte e le nuove tecnologie nel quadro dello sviluppo della futura societa’ della conoscenza. (6)

BIBLIO ON LINE : vedi : Brain Images :http://brainmind.com/

(1) – Illuminazione a LED e percezione: http://venezian.altervista.org/Scienzarte/39._Tecnologie_di_illuminazione.pdf

(2)- Imaginario e percezione visiva:

 http://rolandociofi.wordpress.com/2011/07/08/immaginario-e-percezione-visiva-di-paolo-manzelli/

(3) Inner Vision :  http://www.tecalibri.info/Z/ZEKI-S_visione.htm

(4) – La percezion du monde: http://1tpe2ouf.e-monsite.com/pages/la-perception-du-monde/le-cerveau.html

(5)-Pituitary Gland : http://www.biology.arizona.edu/human_bio/problem_sets/Human_Reproduction/04t.html

(6)- Cartesio : http://www.meta-mind.org/wiki/index.php?title=Pineal_Gland

(7) – Brain & music :http://www.egocreanetperu.com/cervello_musica1.pdf

Legenda:

 

LE = Left Hemisphere

RE = Right  “

G = on-off -Glands

M = Mirror- Neurons (empathy)

T = Thalamus (Lateral  Vision) (emotions)

P = Pituitary Gland (impulses & attention, in connession with Amygdala and Locus Coeruleus)

O = Occipital Brain, composed by layers V1-V2-V3-V4

C = Cerebellum

Annunci

Read Full Post »