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Archive for settembre 2011

di Paolo Manzelli

Idee per la promozione di una intelligenza empatica territoriale a cura di Egocreanet

Nel contesto di questa crisi strutturale dell’ economia, l’innovazione e la crescita socio-economica vengono a dipendere dalle capacità di cambiamento necessarie per  offrire risposte praticabili ai complessi problemi che riguardano il territorio e l’ armonizzazione ed il coordinamento degli  insiemi di produzione con sistemi di funzionamento istituzionali. (1)

Quello che infatti si rende necessario è l’ apertura di nuovi scenari di sviluppo territoriale finalizzati ad una gestione sociale delle necessita’ di cambiamento. Pertanto un fondamentale contributo di crescita della  “democrazia diretta” ha il suo fulcro nella formazione di Comunità della Conoscenza e dell’ Innovazione, basate sulla crescente adozione dell’ evoluzione delle tecnologie per l’Informazione e la comunicazione in favore dell’innovazione dello sviluppo produttivo e culturale del territorio. (2)

In tal senso EGOCREANET (3) rappresenta una community di esperti in molteplici discipline che e’ impegnata nel settore della ricerca e sviluppo con le seguenti motivazioni : a) costruire network di innovazione tra innovazione tecnologica ( specie nel settore nano e bio-tech), ed imprenditorialità innovativa, al fine di esplorare e realizzare nuove opportunità di business economicamente sostenibili.

b) dare sviluppo ad una educazione trans-disciplinare per migliorare le capacità di sfida nell’ affrontare la complessita’ del cambiamento nel passaggio tra la società industriale e la futura societa’ della conoscenza.

Recentemente tale impostazione di sviluppo delle community di R&S -EGOCREANET ha dato a vari progetti di integrazione tra scienza e societa’:

Tra essi 1) il progetto:Arte Quantistica e Scienza per un nuovo Rinascimento” ( QAGI//Egocreanet), che è stato selezionato (tra gli oltre 1700 pervenuti) dall’ Agenzia governativa «Italia degli Innovatori» per partecipare a Shanghai (c/o Padiglione Italia, 29-Ott./05 Nov. 2011) all’ Esposizione Universale, in rappresentanza della creatività scientifica tecnologica ed artistica del Made in Italy in Cina.” (4)

Inoltre in aperta collaborazione con il Gruppo di Nanotecnologie in Toscana stiamo dando sviluppo al progetto Europeo N.E.E.D. per la realizzazione di una Community per la formazione multidisciplinare di NANO-EDUCATION allo scopo di:

‘)  condividere le migliori pratiche in materia di formazione di alto livello nel campo della scienza e l’integrazione sociale,

“) per favorire l’aggiornamento della forza lavoro delle PMI e la gestione innovativa di networking di impresa,

”’) per stimolare i giovani ricercatori e ricercatrici a partecipare a programmi di ricerca Europei ed Internazionali  sugli sviluppi tecnologici, le opportunità di finanziamento e le attività future nel campo delle nano-tecnologie e delle bio-tecnologie  con il sostegno della Community EGOCREANET.

Chiediamo pertanto una ampia adesione e sostegno empatico alla mission ed alla vision innovativa della Community  EGOCREANET- tra le quali e’ da annoverare la collaborazione all’organizzazione di questo convegno sui sistemi territoriali per l’ innovazione”, che fa seguito alla precedente iniziativa sugli sviluppi di una Intelligenza Strategica in Toscana. (6) .

BIBLO-ON LINE

(1)-http://met.provincia.fi.it/news.aspx?n=100584;

programma in :http://www.toscanaeconomia.it/UserFiles/File/Evento%2030%20settembre%202011.pdf

(2)- CCI:http://eit.europa.eu/kics-call.html

(3) – Egocreanet: http://www.edscuola.it/lre.html; http://www.egocrea.net

(4) –http://www.edscuola.it/archivio/lre/CRESCITA_CAMBIAMENTO.pdf

(5)- NEED- EU Proposal :http://www.edscuola.it/archivio/lre/NEED_PRELIMINARY_1.pdf

(6)-http://www.edscuola.it/archivio/lre/locandina_intelligenza.pdf

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IL MONDO e’ CAMBIATO : NON c’è CRESCITA’ senza CAMBIAMENTO”

di Paolo Manzelli, Presidente di  EGOCREANET – Community per l’ Innovazione.

Ad iniziare dal cambio di una  epoca che possiamo far risalire al 2001 con l’ abbattimento delle Torri Gemelle a New York, l’ Italia ha iniziato una china di decadimento economico e sociale  piu’ elevato della media Europea. Putroppo  una forma di apatia generalizzata che pone attenzione solo a tutto quanto fa spettacolo (1) ha fatto presa nel nostro Paese di fronte all’ attuale crisi strutturale, così che non siamo stati piu’ capaci di incrementare la produzione di ricchezza, proprio in quanto le notevoli capacità di sviluppo della piccola e media impresa, oggi  mancano di una volonta’ sociale che permetta la crescita di una ampia collaborazione e condivisione delle strategie di sviluppo tra ricerca e produzione.

Pertanto l’ Associazione Telematica EGOCREANET si è proposta, fin dal  1997, lo scopo di identificare nuovi modelli culturali e scientifici “trans-disciplinari”, rendendoli realizzabili aggregando soggetti appartenenti ad ambiti operativi e cognitivi eterogenei, al fine di  contribuire a rilanciare la creativita’ e l’ innovazione sociale ed economica, con modalita’ innovative adeguate alle necessita’ contemporanee di cambiamento, che sono dettate dalla transizione epocale  tra la società industriale e la futura società della conoscenza. Come EGOCREANET siamo infatti convinti che in mancanza di una “visione innovativa” ogni progetto di crescita per lo sviluppo, che ancora persegua una linearita’ con il passato, vista in termini desueti di progresso basato sulla competività dell’ impresa, conduce di fatto a non  capire  il profondo  cambiamento concettuale della società industriale e la sua trans-formazione in società della conoscenza, ed e’ quindi   destinato al fallimento. (2) Infatti abbiamo osservato come al di là delle dichiarazioni, la strategia proposta dal consiglio Europeo di Lisbona 2000 per lo sviluppo entro il 2010 di una“economia basata sulla conoscenza per la crescita economica sostenibile per una maggiore coesione sociale”  sia stata sottovalutata nella prassi consueta che era stata concepita per la obsolescente società industriale. Di conseguenza lo sviluppo condiviso e collaborativo della società della conoscenza risulta a tutti gli effetti  in estremo ritardo.

Quanto sopra e’ evidente  in special-modo in Italia, proprio in quanto alle enunciazioni istituzionali non e’ seguita  una profonda riflessione politica e sociale sul cambiamento strutturale necessario per condividere e coordinare, la nuova fase di interdipendenza della nuova eco-economia. (3) Questa fase è infatti  basata su  un “sistema a rete di organizzazione Regionale“ tra numerosi settori prima considerati con una propria e separata dimensione di funzionalita’, quali la ricerca scientifica, l’istruzione, la formazione professionale, ed il commercio. (4)

Per sopperire a tale carenza  di comprensione dei processi d’ innovazione nella nuova e sempre più complessa società della condivisione dei saperi che e’  in  continuo cambiamento, nel 2004 abbiamo iniziato ad avviare una riflessionetrans-disciplinare” tra scienza ed arte”  finalizzata a dare vita ad un nuovo Rinascimento per favorire una rinnovata “forma-mentis” orientata nel realizzare capacità generative del pensiero creativo contemporaneo, ottenibile perseguendo i seguenti obiettivi:

a) – entrare in una dimensione creativa frutto di una sintesi cognitiva tra arte moderna e scienza contemporanea.- b)- esplorare l’evoluzione di ipotesi scientifiche avvalorate dall’ intuizione estetica per comunicare innovazione.- c) intraprendere strategie di crescita culturale per favorire lo sviluppo Europeo della Economia della Conoscenza.- d)- attivare e comunicare una mentalita’ consapevole del rispetto della natura per lo sviluppo eco-economico della qualità della vita. (5)

Da questa pluriennale riflessione  recentemente è nato il progetto:Arte Quantistica  e Scienza per un nuovo Rinascimento” ( in sigla QAGI//Egocreanet) che è stato selezionato (tra gli oltre 1700 pervenuti) dalla Agenzia governativa «Italia degli Innovatori» per partecipare a Shanghai (c/o Padiglione Italia, 29 Ott./05 Nov. 2011) alla Esposizione Universale, in rappresentanza della creatività scientifica tecnologica ed artistica del Made in Italy in Cina.” (6) La sfida di QAGI/Communication Group  e’ oggi quella  di  collaborare con le  imprese ad una “Italia che Cambia” ponendo peculiare attenzione all’ obiettivo di  sostituire gradualmente il modello di  pubblicita’, basato su  la reclamizzazione, troppo spesso ripetitiva e di basso profilo concettuale, proponendo come valore aggiunto alla produzione l’ apertura di una correlazione comunicativa per l’ innovazione, orientata dal generare una evoluzione della utilizzazione infomatica-interattiva (ITC) di ampio e lungo  termine, per tramite una lungimirante predisposizione al divenire della cultura e della scienza, ad es. in relazione all’ ampio settore che integra nano-e bio tecnologie con la nuova eco-economia sostenibile. (7)

L’ Italia nell’ anno del 150* anniversario dalla sua Unificazione, necessita di dare vigore ad una alternativa di sviluppo seria, praticabile nell’attuale  contesto europeo  di crisi  strutturale; per discuterne vi invito a partecipare al  convegno su: <Territorio motore dell’Innovazione> che si terrà  a Firenze, venerdì 30 Settembre 2011 – c/o la  Sala Pistelli via Cavour 1, evento  Organizzato dal Progetto INDOOR , con il Patrocinio di : Regione Toscana, Comune di Firenze e Università di Firenze e la collaborazione di EGOCREANET. (8)

 

BIBLIO ON LINE

(1)- http://www.edscuola.it/archivio/lre/SOC_SPETTACOLO.pdf

(2)- http://www.edscuola.it/archivio/lre/IBRIDAZIONI_DEL_SAPERE.pdf

(3)-http://www.wbabin.net/science/manzelli58i.pdf

(4)- http://www.nove.firenze.it/vediarticolo.asp?id=b1.03.17.19.12

(5)- http://www.steppa.net/html/scienza_arte/scienza_arte.htm

(6) – http://www.edscuola.it/archivio/lre/Project_China_2011.pdf

(7)- http://www.youtube.com/watch?v=L3W2eZrYBtY&feature=related

(8)- http://www.toscanaeconomia.it/tecnorete/networking/base.php?id=0&ente=tecnorete

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di Roberto Denti (Presidente vicario di QuantumArtGroup)

( da http://web.ics.purdue.edu/~xu54/CRI-SIRG/entanglement.html )

Quando si parla di organizzazione e qualità ci si riferisce, il più delle volte, ad un sistema di tipo meccanicistico.

Vediamo cosa si intende con questo aggettivo, partendo dalla concezione newtoniana dell’astronomia.

Nei Principia Newton scrive: “Lo spazio assoluto, per sua natura senza relazione ad alcunché di esterno, rimane sempre uguale e immobile” … “Il tempo assoluto, vero, matematico, in sé e per sua natura senza relazione ad alcunché di esterno, scorre uniformemente”.

Il mondo newtoniano è quindi formato da particelle materiali, piccoli oggetti solidi e indistruttibili da cui sarebbe composta tutta la materia, il tutto in un movimento particellare inserito in uno spazio assoluto e in un tempo assoluto. Questo universo newtoniano è concepito come una macchina perfetta, un orologio dagli innumerevoli meccanismi creato da Dio e da lui messo in moto. Un universo in cui la divisione cartesiana tra spirito e materia prese il sopravvento con la conseguenza che si concepì non solo l’universo, ma anche il mondo e la natura come un sistema meccanico che poteva essere descritto obiettivamente e nettamente separato dall’osservatore. Questo osservatore, ossia lo scienziato delle varie scienze astronomiche, fisiche, matematiche e sociali, veniva considerato esterno al sistema da osservare e, di conseguenza, non appariva mai nei modelli di osservazione e di deduzione. Il successo della meccanica newtoniana in astronomia è fuori di dubbio ed incoraggiò i fisici ad estendere tali concetti in tutti gli altri campi della scienza, quali il moto dei fluidi, le vibrazioni dei corpi elastici, la teoria del calore e, in generale, a tutti i fenomeni termici.

Così nel settecento tutte le scienze, anche quelle sociali, modellarono i loro sistemi di osservazione e di deduzione alla fisica newtoniana con la conseguenza che la creazione dei modelli di osservazione della società e del comportamento dei singoli individui veniva basata su singoli elementi gli uni separati dagli altri. Così ogni individuo, ogni attività umana e naturale veniva considerata come particella singola, separata da tutte le altre e facenti parte di un ingranaggio meccanico, ossia la società, governato prima da Dio e successivamente dalla classe politica.

Un esempio lampante è la concezione che Thomas Hobbes ( 1588-1678) ha della società. Filosofo e pensatore politico inglese fu uno dei primi a rompere con la tradizione filosofica della scolastica, propria della società greca e medievale per abbracciare la nuova fisica cartesiana che considerava il mondo materiale come un sistema che si può spiegare con il rigore della matematica e della geometria. Hobbes considera gli individui nella duplice qualità di soggetti ed oggetti sociali elaborando una dottrina politica basata su uno stato di natura in cui gli uomini hanno paura gli uni degli altri e pertanto, devono affidarsi alla neutrale ed assoluta autorità dello stato per dirimere le questioni sociali e religiose. Da questa filosofia basata sulla matematica e sulla geometria e che egli applica a tutti i corpi chiamati “enti”, ne deriva una concezione etica anch’essa basata sul calcolo matematico in base al quale ogni individuo, ogni gruppo sociale e ogni stato individua le azioni più vantaggiose in funzione del proprio tornaconto e dell’appagamento dei propri bisogni.

Tale concetto etico trova la sua “massima” espressione in Bernard de Mandeville (1670-1733); nel suo poema satirico “Fable of the Bees: or, Private Vices, Publick Benefits” afferma: “ … il vizio è tanto necessario in uno stato fiorente quanto la fame è necessaria per obbligarci a mangiare. E’ impossibile che la virtù da sola renda mai una nazione celebre e gloriosa”. Secondo la teoria di Mandeville dal vizio dipende l’attività economica di una nazione, il suo sviluppo, la sua espansione e la sua prosperità; senza il vizio lo stato è destinato al fallimento e alla miseria.

Questa sua teoria del vizio come elemento di sviluppo economico influenzò numerosi economisti come Adam Smith e Any Rand, autrice dell’opera “La virtù dell’egoismo”.

Dall’ottocento in avanti la concezione meccanicistica, iniziata con la scienza dell’astrofisica, si diffuse in tutte le branche del sapere, dalla fisica alla chimica, alla biologia, alla psicologia, alle scienze sociali e tale meccanicismo si permeò delle teorie mandevilliane del vizio, della ricchezza e della crescita economica basata sulla prevaricazione e a danno degli altri individui, delle altre attività, delle altre economie a degli altri stati. La cooperazione economica che poteva essere desunta dalle concezioni rinascimentali dell’arte e della scienza vengono del tutto escluse dal dibattito scientifico, sociale ed economico. Così la concezione del mondo come macchina si diffuse in tutto il sapere occidentale divenendo una struttura complessa. Infatti, come scrive Fritjof Capra nel suo libro Il Punto di svolta, “Lo spirito Baconiano modificò profondamente la natura e i fini della ricerca scientifica … l’antico concetto della terra come alma madre fu radicalmente trasformato negli scritti di Bacone e scomparve del tutto quando la Rivoluzione Scientifica procedette a sostituire la concezione organica della natura con la metafora del mondo come macchina. Questo mutamento che avrebbe assunto un’importanza determinante per l’ulteriore sviluppo della civiltà occidentale, fu inizialmente completato da due fra le figure più eminenti del Seicento, Descartes e Newton…. Descartes diede al pensiero scientifico il suo sistema di riferimento generale: la concezione della natura come macchina perfetta, governata da leggi meccaniche esatte.” Il meccanicismo guidò l’intera osservazione scientifica e la formazione di tutte le teorie di fenomeni naturali e sociali fino a quando la fisica del XX secolo introdusse un mutamento radicale con la relatività ristretta di Einstein che implicava un salto di qualità nei concetti tradizionali newtoniani che culminarono nel 1915 nella teoria della relatività generale che descriveva le proprietà dello spazio-tempo a 4 dimensioni nella quale la gravità altro non è che la manifestazione della curvatura dello spazio-tempo. Successivamente la fisica quantistica elimina la precedente distinzione tra particelle e onde: un sistema quantistico presenta le caratteristiche tipiche delle onde, ma nel momento in cui viene misurato, o anche solo osservato, assume le caratteristiche di un insieme di particelle (quanti) (dal latino quantum, quantità, da cui il nome della teoria).

Questa proprietà presuppone che la realtà sia un insieme di possibilità potenzialmente infinite, che solo l’interpretazione può determinare e “concretizzare” fenomeni percepibili dall’uomo. Questo aspetto viene ripreso in ambienti filosofici e spirituali, ad affermare che tutto ciò che l’uomo percepisce non sarebbe altro che una sua creazione.

Secondo il modello quantistico, inoltre, i processi fisici sono discontinui e hanno luogo in forma di salti quantici che, essendo infinitesimali, danno l’illusione di un mondo in cui i cambiamenti avvengono in modo molto regolare e continuo.

Se nella meccanica newtoniana l’osservatore è esterno al sistema nel suo complesso, nella fisica quantistica l’osservatore determina il risultato dello stesso esperimento, introducendo così il concetto della coscienza umana nel processo di osservazione, passando così dal concetto meccanicistico di “verità assoluta” a quello di “corretti punti di vista”, sempre rispetto al sistema che si sta osservando. L’uomo, con tutte le sue proprietà fisiche, psichiche e di coscienza, ridiventa quindi il centro del sistema, sia esso naturale, sociale, scientifico, culturale ed economico, acquisendo la responsabilità di ogni sua azione, in una sorta di un nuovo libero arbitrio. Il rapporto con la natura ridiventa un approccio di tipo leonardesco, ossia uno studio attento dei fenomeni naturali, considerati come totalità integrate di sistemi non lineari nei quali la realtà è molto più complessa della somma delle parti che la compongono.

Si passa quindi da un metodo di rilevazione e di descrizione della natura di tipo analitico ad uno più olistico, così come previsto da Arthur Koestler (1905-1983), scrittore e filosofo ungherese che ha coniato il termine di olone. Nella sua teoria dei sistemi non lineari, l’olone è una parte di un sistema complesso che, pur avendo una propria individualità, è anche parte integrata di un sistema di ordine superiore, anch’esso olone. Quindi l’olone è composto da altri sotto-sistemi che sono, anch’essi, oloni. Di conseguenza tutta la realtà, esseri viventi compresi, viene concepita come un ordine stratificato in cui ogni interazione è sensibilmente diversa dal singolo comportamento; ne consegue che la somma è maggiore o minore delle parti. La caratteristica dell’olone, che afferma la sua natura individuale pur facendo parte in modo integrato di un sistema di ordine superiore, ci porta direttamente al concetto di realtà, inteso nel senso più vasto del termine.

Dopo questa lunga, ma necessaria premessa che ha messo in luce le innovazioni apportate dalla fisica quantistica nel campo delle scienze, andiamo a considerare l’organizzazione e qualità.

L’articolo di Gianluca Gaggioli, seppur ben congeniato e strutturato nelle definizioni di qualità prevista, progettata, percepita, paragonata, parte da presupposti e concezioni tipicamente meccanicistici.

Il rapporto tra organizzazione-qualità-utente viene descritta in termini che, seppur esatti, suddividono i concetti e le variabili in gioco secondo uno schema in cui le varie parti sembrano essere scollegate tra loro. avanzati, vanno a formare un rinnovato sistema aziendale, produttivo. Se poi questi singoli sistemi, composti da altri sottosistemi tutti interagenti tra loro in tempo reale, si interfacciano ad altri analoghi, allora il sistema produttivo nel suo complesso sarà molto maggiore della somma delle sue singole parti, il chè conduce al salto quantico, ossia all’innovazione complessiva e di qualità dell’intero sistema economico e sociale.

Anche la qualità segue queste regole basilari: non è sufficiente definire la qualità, ma essa va costruita in modo quantistico in tutti i processi, partendo dalla progettazione dell’edificio, passando per l’organizzazione delle risorse umane per arrivare all’utente finale.

Ad esempio ogni singolo elemento, umano o materiale non ha importanza, deve essere considerato un olone, ossia un sistema complesso contenente altri oloni e il tutto deve essere organizzato in modo tale che ogni elemento non perdi la propria identità, ma al tempo stesso si senta parte integrante del sistema. Anche l’utente finale deve essere considerato parte integrante di quel sistema che andrà ad utilizzare, ossia un olone, fin dall’inizio della fase progettuale.

Quindi l’approccio all’organizzazione-qualità non deve definire un valore atteso di una variabile casuale discreta, che assuma solo un numero finito o una infinità numerabile di valori, ossia la media ponderata dei possibili risultati, ma deve considerare la complessità dei parametri e basarsi su funzioni che considerino gli innumerevoli spazi vettoriali dimensionali e complessi per ricercare tutte le informazioni e le interrelazioni dei vari componenti del sistema.

In altri termini non si avrà una sola risposta ad un singolo problema (risposta attesa), ma quello stesso problema avrà più risposte o meglio una serie di probabilità, ossia una matrice di densità.

Applicando la fisica quantistica alle attività produttive e/o di servizi si ottiene che lo stato di un sistema è rappresentato da una funzione complessa che riassume tutte le informazioni dei sottosistemi (oloni) che compongono il sistema stesso.

In tal senso le più recenti scoperte della fisica quantistica, ad esempio l’entanglement quantistico, ben si adattano ad operare nel mondo reale.

Infatti l’entanglement è un fenomeno unicamente quantistico in cui ogni stato quantico di un insieme di due o più sistemi fisici dipende dallo stato di ciascun sistema, anche se essi sono spazialmente separati. Adattando questo concetto al mondo reale si ha che ogni insieme, sia esso produttivo, economico, sociale, culturale, seppur separati spazialmente gli uni dagli altri, di fatto agiscono come se fossero strettamente correlati, ossia non separabili.

Ne mondo reale ciò è facilmente deducibile dal fatto che oltre alla spazialità entrano in gioco innumerevoli variabili, quali, ad esempio, i sistemi di comunicazione che favoriscono il trasferimento delle informazioni, le interrelazioni commerciali, economiche, culturali e così via.

Per concludere se si vuole costruire o solamente analizzare qualsiasi sistema non si può prescindere dal fatto che esso è costituito da innumerevoli altri sistemi e quel sistema è necessariamente parte integrante di un altro di ordine superiore e per tutti questi sistemi vale il principio di entanglement, cioè di non separabilità.

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foto(2)

L’UNO“- Daniela Biganzoli (Dab)

L’arte per la sua capacità di essere un linguaggio, stimolando riflessioni e creando mutamenti significativi e profondi, può favorire il passaggio da una società industriale ormai obsoleta ad una società della conoscenza empaticamente condivisa. Da sempre l’arte, grazie al suo potenziale immaginativo, ha assunto il ruolo di anticipatrice di nuovi modelli cercando di superare ciò che ritiene ormai logoro; talvolta ripescando in un lontano passato ma sempre rielaborando in un ottica nuova. La forza dell’artista sta proprio qui, non solo nella sua creatività, nella sua intuizione, ma nella capacità di anticipare anche la scienza, spaziando in territori inesplorati dal comune sentire, promuovendo la nascita di una nuova coscienza, anche in campo scientifico. In particolare ritengo che l’Arte Quantistica possieda le potenzialità necessarie per attuare il cambiamento. Cerco allora di interpretare i concetti dei modelli scientifici, preferendo gli aspetti più misteriosi. E’ il caso dell’Acqua, che viene analizzata come Medicina, come veicolo di Informazione. Le mie opere trattano temi inerenti la mente. L’Intelligenza umana viene, ad esempio, confrontata con quella artificiale attraverso la sovrapposizione tra neuroni e codice binario. I Neuroni Specchio, di estrema importanza per le eventuali implicazioni in campo medico, divengono spunto per parlare di “Empatia per il mondo”;mentre la musica diviene pretesto per illustrare la Sinestesia. Nelle mie opere concetti scientifici e spirituali convivono in una visione olistica che tutto abbraccia. E’ il caso dell”Effetto farfalla” che evidenzia come un filo invisibile ci unisca o l’”Effetto Loto”che le nano-tecnologie hanno creato prendendo spunto dalle proprietà di questo fiore incantevole, dai molteplici significati simbolici. Numerosi sono gli spunti offerti dalla Scienza o in particolare dalla Fisica Quantistica.Vedi “Le mie opere“e “Le mie opere digitali”.

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Come diventa possibile impostare una strategia per modificarlo !
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“La misura in cui le leggi della matematica si riferiscono alla realtà non sono certe. E nella misura in cui sono certe, non si riferiscono alla realtà.”  A.Einstein – “Geometry and Experience”

La scienza contemporanea prima di ricorrere ad algoritmi matematici quantitativi necessita di porsi la domanda su come migliorare la qualita’ del pensiero. Infatti viviamo in un mondo che conosciamo attraverso la struttura cerebrale che modificandosi determina la qualita’ delle modalità di pensare.

Il pensiero e’ il fondamento della conoscenza, pertanto il passaggio contemporaneo tra la società industriale, ormai in netta crisi di obsolescenza, e la futura società della conoscenza necessita di porsi la domanda in cosa consista il pensiero.

Purtroppo nel III° Millennio abbiamo ancora da rispondere  alla domanda di come e perche’ il pensiero, e più in generale la coscienza di pensare, sfuggano a una valida determinazione di come sia migliorabile l’attività di pensare, che e’ basata sull’ elaborazione cerebrale dell’ informazione, in modo da far avanzare coscientemente lo sviluppo delle nostre modalita’ di conoscere.

Riflettendo ancora oggi su tale tematica iniziata con la storia stessa dell’ umanita,’ purtroppo dobbiamo constatare che oggigiorno le nostre modalita’ di pensiero, vengono arbitrariamente condizionate dal far riferimento ad un “paradigma meccanico” che e’ stato acquisito durante tutta l’epoca industriale; infatti  rispetto alla domanda cosa e’ il pensiero, tale paradigma ci conduce a comportarci come chi cerca altrove il cappello che ha sulla testa.(1)

La domanda su come possiamo modificare le nostre riduttive modalita’ di pensare oggigiorno e’ decisiva proprio in quanto oggi viviamo in un momento critico dello sviluppo, che trova una delle sue cause nella pedissequa accettazione dei criteri di interpretazione meccanica della scienza e delle tecnologie, la cui persistenza comporta, con tutta evidenza, il continuo degrado della biosfera.

Tale degrado è infatti radicato in una logica di sfruttamento sistematico della natura che è ancora considerata dalla scienza e dalle tecnologia, come un oggetto sostanzialmente estraneo alla soggettività del pensiero che certamente caratterizza l’ evoluzione della natura umana.

Ricordiamo che il paradigma della “scienza meccanica” ha assunto, come valida ed inconfutabile, l’arbitraria “dicotomia tra soggetto ed oggetto dell’osservazione”, ed inoltre ha puntato l’ osservazione prevalentemente verso l’ esterno nella ricerca di quantificare un’ oggettivita’ indipendente dal soggetto.

Infatti anche quando si osserva il funzionamento del cervello, questo diviene considerato come un oggetto di osservazione in quanto l’ informazione acquisita viene comunque letta nel quadro delle concezioni meccaniche. (1)

Quindi il meccanicismo imperante e’ di fatto il limite concettuale da superare in quanto assume la funzione di mettere la testa pensante dentro un casco di protezione dall’ indagine su cosa significhi il pensiero; di conseguenza resta difficile domandarsi come le nostre modalita’ di pensare possano essere modificate per rispondere alle domande di come costruire la società della conoscenza.

Comunque oggigiorno l’emergenza di una maggior consapevolezza della reciprocità tra le concezioni dello sviluppo e la sostenibilità della vita e quindi anche della nostra sopravvivenza, pongono le condizioni per ricercare una rinnovata concettualità scientifica i cui assunti e principi paradigmatici possano divenire più adatti a sviluppare un’ampia condivisione di conoscenza finalizzate a modificare il vecchio riduzionismo del paradigma meccanico della scienza.

Naturalmente il pensiero non può essere confuso con l’attivita’ bio-elettrica, nè con le trasformazioni bio-chimiche alle sinapsi, poiche’ il pensiero è il prodotto delle interazioni cerebrali tra energia (E) e Materia (M) che sono il supporto dell’ elaborazione di informazione. (2)

Dato che il cervello per pensare elabora informazione ( etimologicamente l’ azione di prendere forma = In-forma-azione o In-Form-Azione), per capire come si forma il pensiero diviene prioritario fornire una valida re-interpretazione del concetto di informazione proprio in quanto esso correla soggetto ed oggetto in un sistema coerente.  (3)

Purtroppo anche il concetto di “informazione” non ha ancora una definizione appropriata perche’ il paradigma meccanico di riferimento, essendo sostanzialmente basato sul rapporto tra Energia e Moto, ha un effetto condizionante lo sviluppo della mente creativa in quanto ha permesso di considerare l’ “informazione” solo come: “qualcosa , non ben definito , che viene trasmesso o comunicato“, senza approfondire il valore intrinseco dell’ Informazione, quello cioe’ che  permette fisicamente di organizzare l’ interazione con l’ Energia e la Materia perseguendo criteri di “In-Form-Azione”.

Ad es. nelle “scienze della vita”  aver ammesso che solo il DNA contiene Informazione Genetica non comporta l’ avere conoscenza di cosa sia la vita. Infatti sappiamo per certo che la conoscenza dell’ intero genoma “non” e’ sufficiente a capire la vita di un organismo, che in particolare dipende dalla differenziazione cellulare, la quale “non” è regolata dal DNA, ma da complessi sistemi bio-catalitici di trascrizione e trasduzione simultanea ed interattiva delle complesse informazioni genetiche ed epi-genetiche.

Tale complessita’ di elaborazione dell’ informazione, che  specificamente avviene anche nel nostro cervello, fino ad oggi non  e’ stata  interpretabile sulla base delle conoscenze meccaniche che sono state fondate  sul vecchio dogma della biologia limitato dall’ idea che la vita dipendesse solo dal  trasferimento dell’ informazione genetica.  (4)

In particolare oggi la rilevanza dei processi comunicativi nella società che si avvia alla costruzione della futura società della conoscenza, “non” puo’ piu’ considerare sufficienti gli studi sulla teoria dell’ informazione basati unicamente sul trasferimento unidirezionale di informazioni da una sorgente a un ricettore, in quanto essi  escludono a priori come la comunicazione diventi significato innovativo mentalmente condivisibile.

Da tali riflessioni e’ nata in Egocreanet l’ esigenza di strutturare la formazione di un nuovo paradigma sulle relazioni tra “Energia /Materia ed Informazione”  in modo che sia utile allo sviluppo contemporaneo della transizione tra la vecchia società industriale e l’ emergenza di nuove soluzioni di riconversione del sistema produttivo .(5)

Per discutere questa impostazione concettualmente innovativa, Egocreanet e collaboratori del “Quantum Art Group Italy” , propongono di discuterne al  convegno del 30/Sett/11 sul tema :4th Quantumbionet Workshop   che si terrà presso la  Università degli Studi di Milano, Campus di Crema, Dipartimento di Tecnologie dell’Informazione, via Bramante 65 ,26013 Crema (CR),  dove spero di incontrare molte persone che  interessandosi di “arte e scienza” vogliano modificare coerentemente le attuali limitazioni del pensiero.

BIBLIO on LINE.

(1)- Crisi del Meccanicismo : http://www.edscuola.it/archivio/lre/MECCANICISMO.pdf

(2)- Energia di Informazione : http://www.caosmanagement.it/art62_04.html

(3)- Informazione e Cervello : http://www.edscuola.it/archivio/lre/cervello.html

(4)- What means Life: http://www.edscuola.it/archivio/lre/what_means_life.htm

(5)- Nano-Idee-Innovative : http://www.psicolab.net/2011/nanotecnologie-sviluppo-lavoro/

–> 08/SETT/11- Paolo Manzelli : <egocreanet2011@gmail.com>

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