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Archive for 7 agosto 2011

“NOTE MUSICALI INDIANE”  –  Daniela Biganzoli (Dab)

Tecnica mista su tela – 60 x 60 – 2011

Le 7 note musicali indiane, Sa, Re, Ga, Ma, Pa, Dha, Ni , sono dei veri e propri mantra, un mezzo per connetterci all’Universo. “Ci sono 7 note in una scala; voi le chiamate DO RE MI FA SOL LA SI DO, ma in India non si usa questo metodo: noi le chiamiamo con dei suoni mantrici molto profondi.  Quando cantate quei suoni, il suono fonetico ed il suono musicale danno luogo ad un particolare movimento del prana e liberano determinati effetti neurologici sulla mente.  Vengono interessati punti di stimolazione neurologica e, proseguendo nella pratica, questo porta all’armonia e al bilanciamento della mente e del corpo.”( Vemu Mukunda).

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“ASCOLTANDO SCRIABIN” Daniela Biganzoli (dab)

Tecnica mista – 60 x 60 – 2011

Forti emozioni suscita la musica di Alexander Scriabin, compositore e pianista russo vissuto a cavallo tra ‘800 e ‘900. Una personalità complessa alla ricerca del misticismo e dell’estasi. Come molti artisti e musicisti aveva capacità sinestetiche. Associava spontaneamente ogni suono ad un’immagine luminosa. Si trattava di una realtà suono-colore, alla quale partecipavano anche le altre impressioni sensoriali.

Diceva:” Che sogni faccio talvolta! Ma non sono sogni:sono visioni, illusioni che diventano tangibili, suoni che sono quadri…

“suoni che sono quadri…, quale sintesi migliore per esprimere le sue percezioni.

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“I SUONI COLORATI DI MESSIAEN” Daniela Biganzoli (Dab)

Tecnica mista –  60 x 60 2011

L’opera vuole esprimere la visione e le emozioni provate da Olivier Messiaen (1908-1982), compositore sinestetico che cercò di creare una musica in cui l’incontro e la sovrapposizione di accordi doveva creare l’impressione di vedere certi ben determinati accostamenti di colore. Il suo capolavoro” Il Quartetto per la fine del Tempo” messo in scena per la prima volta nel campo di concentramento di Görlitz nell’inverno del 1941 evidenzia le sue capacità sinestetiche. E’ una composizione da camera  che consta di otto movimenti, introdotti da una breve spiegazione scritta dallo stesso Messiaen. Proprio ad una di queste ho fatto riferimento  nel cercare di esprimere visivamente le sue emozioni e i colori che lui vedeva.”Durante i miei sogni, sento e vedo accordi e melodie conosciute, colori e forme note; poi, dopo questa fase transitoria, passo all’irreale ed esperisco con estasi un vortice, una compenetrazione circolare di suoni e colori sovrumani. Queste lame di fuoco, queste colate di magma blu-arancio, queste stelle improvvise: ecco lo scompiglio, ecco l’arcobaleno!

 ”Io vedo dei colori mentre ascolto dei suoni…” Queste sue parole, inserite nella mia opera, ben sintetizzano e trasmettono le sue percezioni.

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“SINESTESIA”   –  Daniela Biganzoli (Dab)

Tecnica mista su tela  – 60×60 – 2011

Protagonista dell’opera è la Sinestesia (dal greco synaithésis,percezione simultanea), un fenomeno sensoriale che riguarda una persona su duecento.In questi individui le percezioni provenienti da due o più sensi si mescolano. C’è, ad esempio, chi vede i numeri colorati o chi ascoltando una sinfonia o una nota musicale la associa ad un particolare colore o a una immagine. Il famoso fisico Richard Feynman diceva “Quando vedo delle equazioni, vedo le cifre a colori, non so perché, e mi chiedo come diavolo deve apparire agli studenti”.

Sembra colpire maggiormente pittori, poeti e romanzieri (sette volte più frequentemente).“Nell’arte, la sinestesia diviene un fattore ideale di interazione tra sensi e cognizioni che favorisce l’ integrazione tra la percezione emotiva delle immagini, dove l’ estensione metaforica, delle attività sinestesiche viene fondata sulle possibilità di mixing sinestesico “cognitivo/empatico” le quali giocano un ruolo costruttivo mentale innovativo, capace di favorire una confluenza di integrazione comunicativa tra saperi ed emozioni” .“È noto che vari artisti hanno esercitato, probabilmente inconsciamente, le loro capacità sinestetiche, le quali infatti sono riscontrabili più facilmente in persone che dedicano la loro attività all’esercizio della creatività. Sappiamo infatti che la sinestesia di Kandinskij gli faceva associare la musica con combinazioni di forme e colori, così come a De Chirico, una intensa attività di concentrazione, gli procurava forti emicranie associate a immaginazione percettiva, che riproduceva nella sua espressione artistica”(Prof.Paolo Manzelli,vedi:”Apprendere il mondo“).

Olivier Messiaen e Alexander Scriabin, entrambi sinestetici, rappresentano due esempi di compositori che hanno saputo sfruttare queste loro capacità.  Le due opere che seguono sono ispirate da questi compositori:

I suoni colorati di Messiaenhttps://dabpensiero.wordpress.com/2011/08/07/i-suoni-colorati-di-messiaen/

Ascoltando Scriabinhttps://dabpensiero.wordpress.com/2011/08/07/ascoltando-scribian/

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