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Archive for agosto 2010

Milano, la bella Signora

MILANO, LA “BELLA SIGNORA” Daniela Biganzoli (Dab)

Acrilico su tela – 100 x 70Agosto 2010

L’opera sarà presentata alla Biennale di Ferrara nel gruppo di Arte Quantistica.

Questa mia opera trae ispirazione dalla letteraAMORE E ODIO, scritta tempo fa da mio figlio Luca.

AMORE E ODIO

Quella notte Luca era particolarmente pensieroso. Pensava a quanto lei fosse stupenda quella sera. Scintillante, maestosa e stravagante, forse più del solito. Lui la cercava con lo sguardo, cercava una sua immagine completa. Ma era troppo attraente e Luca non poteva far altro che perdersi nelle vie della sua bellezza. Fingendosi timida, tentava di nascondersi nel buio crepuscolare per non attirare troppo l’attenzione. Eppure il suo vestito luccicante la tradiva nei suoi intenti. Sapeva di essere bellissima. Entrambi sapevano che l’altro lo sapeva, ma i loro sguardi difficilmente s’incrociavano, perché lui non voleva farla sentire troppo sicura di sé e darle così ulteriori soddisfazioni.
Il loro rapporto era da tempo frastagliato. Lei cambiava repentinamente umore: un giorno era fredda, indifferente e pungente, il giorno dopo calda e accogliente; una volta era confusa e stressata, un’altra calma e serena. Luca ormai non sapeva più come trattarla, come comportarsi con lei. Era diventata imprevedibile. Ciononostante l’amava. E quella sera, che aveva l’occasione di ammirarla nella sua straordinaria eleganza, non poteva far altro che ricordare i bei momenti passati insieme, fin da quando era bambino, fin da quando era piccolo e lei gli appariva già magnifica e importante.

Crescendo però le cose sono cambiate. Lei ha perso ai suoi occhi un po’ della sua grandezza e lui ha imparato a conoscerla, ha scoperto le sue peculiarità e le sue debolezze. Luca nel tempo ha ammirato la sua innata umanità nell’accogliere persone diverse e sconosciute; ha apprezzato la sua estrema vitalità; ha saputo perdonarle la sua vanità e la sua superbia, spesso irritanti; ha accettato quel suo sgradevole vizio di fumare; ha imparato a consolarla quando piangeva improvvisamente e senza motivo; ha compreso persino quel suo tipico risveglio mattutino, chiassoso, offuscato e desideroso di particolari attenzioni. Ciò che però lo metteva in difficoltà era la volubilità e l’instabilità del suo carattere. Ma non poteva farci niente, nessuno poteva farci niente: lei era così, tanto strepitosa quanto riservata, tanto incomprensibile quanto razionale.
Dopo qualche ora assorto nei suoi pensieri, quella stessa notte prese una decisione. Decise innanzitutto di soffocare quelle riflessioni felici e, nel contempo, malinconiche. Concluse inoltre che, pur con tutti i suoi difetti, era talmente folgorato dalla sua bellezza che non se ne sarebbe potuto andare. Non se la sentiva di lasciarla. Non avrebbe mai abbandonato la sua Milano.

Luca De Felice

Nella mia interpretazione, Milano è una “bella Signora” dall’aspetto nordico, apparentemente algida, al contempo angelica.I suoi lunghi  e morbidi capelli dividono l’opera in spazi quantistici e contemporaneamente sembrano accogliere, abbracciare, quasi coccolare i suoi abitanti, sempre più differenti per provenienza e cultura. Ma proprio questa convivenza, talvolta forzata, crea un’apertura mentale indispensabile per l’evoluzione di una città  che vive, anche attraverso i suoi aeroporti, il costante contatto con il resto del mondo.
Milano presenta mille sfaccettature, mille realtà contradditorie, sempre comunque alimentate da una infinità vitalità e da uno sguardo rivolto al futuro, una voglia di vivere che anima le notti, i famosi Navigli con il suo caratteristico “Vicolo Lavandai”. Qui passato e presente sembrano fondersi e rispecchiarsi nelle acque, un tempo linfa vitale di Milano.
La pioggia(il pianto della signora), viene abbinata, non a caso, agli uomini d’affari, simbolo dell’operosità milanese, che mai come oggi “piangono”, e si contrappongono al bellissimo Castello al crepuscolo, simbolo di un grandioso passato.
La “Madonnina”, con il suo vestito luccicante invece rappresenta lo splendore, la bellezza di Milano, spesso nascosta dallo smog.(Il vizio di fumare).
L’ esiguo verde, invece, viene espresso in un angolo dell’opera, per segnalare la poca attenzione a un aspetto di primaria importanza per la sopravvivenza dei suoi abitanti.

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di  Paolo Manzelli
Informed water

“Informed Water” – Daniela Biganzoli(Dab)

Oggi, nel XXI secolo, l’arte trova nuove  ispirazioni, nuovi modelli di riferimento, basati sul superamento delle limitazioni delle vecchie idee meccaniche, generando un’ azione anticipatrice ed innovativa dell’ immaginario scientifico e tecnologico capace in realta’ di favorire più utili interpretazioni della vita e della sua evoluzione .


L’ arte quantistica attraverso l’  entanglement ,  conduce alla valorizzazione della sensibilita’ empatica, che è la forma  più sottile e complessa di intelligenza di quella intellettuale; questa infatti richiede una sensibilità molto raffinata, capace di captare e rafforzare le emozioni creative generative di un rinnovo concettuale fondato sul rapporto di sintonia tra l’ osservatore e l’ oggetto osservato.

L’ entanglement tra particelle quantiche, ma anche tra elettroni ed atomi, puo essere considerato la scoperta più rivoluzionaria del XXI secolo, proprio in quanto correla  in due o piu’ particelle nella formazione di campi di energia, che modificando la configurazione dello spazio-tempo, permettono l’ esistenza di  una informazione simultanea, la quale  puo’ essere comunicata a distanza, creando una nuova relazione di sinergia non comprensibile nel quadro significativo della vecchia scienza meccanica.

Nell’ era post-industriale dell’ entaglement quantistico,  arte e scienza trovano  pertanto fondamento ed ispirazione  comune nel  modificare le concezioni inadeguate della percezione della vita, che  in precedenza  sono state condizionate dall’assunzione del  paradigma meccanico, costruito e socializzato come senso comune, durante tutta l’epoca industriale che possiamo ormai considerare del tutto obsoleto.

Le piu’ importanti implicazioni contemporanee dell’ “entanglement era” dell’ arte e della scienza, si concentrano nel dare  sostanza ad una nuova espressione alla esigenza di un rinnovato modello di sviluppo sociale ed economico della bio- e dalla green economy.


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