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Archive for Mag 2010

Tratta da http://www.ilgiornale.it/foto-id=597269-x=800-y=800/leonardo.jpg

Il 20 Maggio Radio 1 ha trasmesso, durante la trasmissione Benfatto, un‘intervista al Prof. Paolo Manzelli dal titolo “Intelligenza e  Creatività “, che riporto di seguito. Già precedentemente avevo pubblicato un’altra interessante intervista del Professore che è presidente dell’Associazione telematica EGOCREANET e Direttore del laboratorio di Ricerca Educativa del dipartimento  Chimica-Fisica dell’Università di Firenze.L’argomento è sicuramente interessante e comprensibile, grazie alla sua capacità di rendere semplici temi tanto complessi.Vi invito pertanto alla lettura e all’ascolto di entrambe le interviste  sulla creatività.

1) La creatività ed i processi mentali.Quali sono i percorsi che accrescono la creatività?

Creatività come espressione della potenzialità cerebrali.
L’idea di creatività come atteggiamento mentale prende significato differente in ogni epoca storica. La creativita  e’ definibile come la capacita’ di  anticipare e rendere possibile un cambiamento culturale, scientifico o sociale. Pertanto  l’attività creativa e’ radicata non solo nella capacità dell’ individuo, proprio in quanto  acquisisce significato nella società e nella storia come funzione anticipativa di nuove conoscenze .
La creatività è quindi una funzione cerebrale di potenziamento delle capacita’ di espressione cerebrale di un individuo in relazione al suo contesto storico.

2) Lei ha analizzato il rapporto tra i mitocondri e l’ossigeno, in modo semplice ci fa capire di cosa si tratta?

Troppo spesso si è ritenuto che la creativita’ fosse determinata unicamente dal sistema ereditario, il DNA che caratterizza ciascuno di noi.
Tale concezione che porta a concepire la creatività come “innata” e’ del tutto errata, proprio in quanto  non abbiamo un solo DNA nucleare ( n DNA al centro del Nucleo) ma dobbiamo considerare l’esistenza e la compartecipazione di  un secondo DNA quello Mitocondriale.
Quest’ultimo e’ il DNA dei Mitocondri che ereditiamo in linea diretta dalla madre.
L’ abbondanza della riproduzione dei  Mitocondri nelle cellule (ed in particolare nei neuroni ), non e’ costante, poichè dipende dall’ esercizio dei vari organi;  infatti come l’ esercizio fisico permette di far crescere i mitocondri nei muscoli, nel cervello la crescita dei mitocondi e’ correlabile all’ esercizio mentale.
Pertanto e’ l’esercizio del pensiero  a potenziare nei neuroni le attività metaboliche dei mitocondri, le quali sono necessarie per produrre energia ed attivare la  neurotrasmissione che ci permette di utilizzare  il cervello nelle sia potenzialità intuitive, empatiche e creative.
Pertanto l’ interazione tra i due DNA ( Nucleare e Mitocondriale) e’ il vero artefice delle potenzialità di espressione creativa di ciascun individuo.

3)  A parità di quoziente intellettivo perchè si è creativi in modo differente?
 
 ” Abraham Lincoln”  disse : Nella sua grandezza, il genio disdegna le strade battute e cerca regioni ancora inesplorate”.

Oggigiorno la ricerca della “reatività” è  un’ esigenza di crescente interesse, proprio in quanto viviamo nel quadro di una transizione epocale tra la vecchia società industriale e la nuova società della conoscenza .
Pertanto la Creatività contemporanea  può essere definita come  l’ immaginazione dell’ Isola che non c’e ( di Peter Pan o nella canzone di Edoardo Bennato)  ed infatti  la creativita’ corrisponde all’ effettiva capacità di anticipare  una visione del mondo che ancora non c’e’, ma che e’ auspicabile come transizione culturale e scientifica e sociale .
Questa visione creativa basata sula innovazione del pensiero, emerge come in sogno dall’ esplorazione di differenti aree cerebrali, sia razionali che emotive ed affettive ovvero pulsionali .
La diversa combinazione preferenziale che ciacun creativo pone in atto, (sia che sia artista, scienziato, manager o politico ecc.. )può  quindi emergere dalle modalità di pensiero e di attenzione che producono le evidenti differenze di creatività espresse da ciascun individuo.
 
4) C’è un legame stretto tra creatività ed intelligenza?
 
“Creativita ed Intelligenza” possono essere attività convergenti o divergenti, ciò in quanto l’ intelligenza ha una determinante razionale utile alla risoluzione di problemi mentre la creatività, può  essere rivolta a cambiare il quadro della  razionalità acquisita storicamente  ed agire nella costruzione di un nuovo paradigma cognitivo basandosi su l’ immaginario, l’ intuito e la fantasia.

5) Come si può catalogare la creatività ?

Certamente non è facile catalogare le varie tipologie di Creatività, ma alcune fondamentali distinzioni possono essere concepite partendo dalla differenza delle funzioni cerebrali .
Una distinzione evidente  risiede nelle distinzioni di creatività di genere.
Infatti  tra maschi e femmine ci sono differenze dovute alle  funzionalita’  dell’ uso differenziato dell’ emisfero destro e sinistro che normalmente evidenzano nelle femmine le capacità intuitive ed empatiche rispetto a quelle dei maschi.
Le forme di creatività maschile e femminile, pertanto, non sono né equivalenti nei loro  percorsi cerebrali anche se sono  comparabili come risultati.
Altre distinzioni di genere richiedono un più  ampio approfondimento per evidenziarne la rilevanza di come una accuita sensibilità possa agire nel favorire atteggiamenti di notevole perspicacia”.

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http://www.gadlerner.it/2008/10/20/allinfedele-le-classi-per-studenti-immigrati.html?cp=all

L’8 Maggio 2010 si terrà a Castiglioncello(Li) un Convegno sulla Creatività e Biodiversità. Argomento quest’ultimo di assoluta attualità dal momento che il 2010 è l’anno dedicato proprio a questo importante tema.Il Prof.Paolo Manzelli porterà una relazione dal titolo “Il Bambino Cre-Attivo” la cui lettura consiglio vivamente( cliccate qui.)

Inutile dire quanto sia importante lo sviluppo della Creatività nei bambini, che maggiormente rispetto agli adulti presentano  una mente aperta e pronta ad apprendere. Per questo è importante che la scuola sia adeguata a svolgere questo ruolo basilare, fornendo gli strumenti necessari per permetterne  il suo sviluppo. E’ un argomento che mi tocca particolarmente avendo sperimentato personalmente quali influenze negative possa causare una maestra con metodi di insegnamento più simili all’800 che ai tempi in cui mi trovavo, poco più di una quarantina di anni fa.Non credo che una scuola fondata su rigidità, preconcetti,  condizionamenti, schemi mentali ormai logori possa sviluppare la creatività.Anche la semplice scrittura diveniva una serie di regole da rispettare, una scuola per calligrafi vecchio stile. Lo stesso dicasi per il disegno che poco aveva dello sfogo creativo, dove il bimbo può esprimere se stesso, esplorare un linguaggio più libero, un esempio di scuola ripetitiva e quasi ossessiva che non lascia spazio alla fantasia e alla libertà di pensiero. Ma la cosa che più mi rattrista è che questa insegnante ancora oggi viene ricordata  come modello dalle persone che l’hanno conosciuta. Penso che avrei finito per odiare qualsiasi disciplina  se un’ esperienza opposta  non mi avesse al contrario, evidenziato la bellezza  soprattutto del disegno e della matematica, grazie ad un’altra maestra che teneva nello stesso paese dei corsi estivi per i ragazzi delle elementari.Il suo metodo, vuoi anche per la giovane età e per una laurea all’Accademia di Brera, era del tutto diverso:un approccio dolce che cercava di coinvolgere i bambini divertendoli. Le lezioni di aritmetica si trasformavano in giochi che ci appassionavano e nessuno di noi si sentiva escluso da quello che sembrava più un divertimento che una forma di insegnamento.Apprendere con questi metodi non convenzionali almeno per l’epoca, ti regalava l’amore per le varie discipline che già allora questa maestra sapeva intelligentemente fondere tra loro.Ricordo ancora con nostalgia i momenti dedicati alla pittura, dove eravamo liberi di esprimerci ma guidati nello stesso tempo ad apprendere anche le tecniche necessarie a migliorarci. Anche l’ambiente, ora che ci penso, aveva la sua importanza:ci riceveva in uno grande locale dove regnava un caos assoluto, dai colori a tempera, ai libri, alle pappe dei suoi bimbi.Ma tutto questo rendeva l’ambiente creativo e aveva il potere di metterci a proprio agio. Questa esperienza positiva, che ripetevo tutte le estati, mi ha dato l’opportunità di avere un’altra visione della realtà, di farmi capire che una scuola diversa può esistere, dove alunni e insegnanti possono confrontarsi e crescere insieme, nel rispetto reciproco e nell’ assoluta libertà di essere sè stessi.

Creativi si nasce o si diventa? Dall’esperienza prima descritta dovreste avere già intuito qual’è il mio pensiero, ma una risposta scientifica si può trovare nella bella intervista del Prof. Manzelli trasmessa da Radio 1.

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L’autrice di quest’opera molto suggestiva, è DONADELLA CASOLARI un’artista che ha aderito a QUANTUM ART, un gruppo nato da poco sull‘ARTE QUANTISTICA.Gruppo che accoglie artisti, scienziati, scrittori e poeti  che si propongono di trasmettere la visione di una realtà più complessa attraverso un nuovo linguaggio, espressione della fusione di Scienza, Arte e Sacro.
A Donadella mi accomunano non solo un comune sentire ma la partecipazione stessa al gruppo di Arte Quantistica, che ci unisce in una libera collaborazione. Il confronto fra mentalità diverse, ma al contempo molto aperte, sta rivelandosi un’occasione  di crescita per tutti noi che auspichiamo un salto di paradigma che possa cambiare questa società basata su antiquati modelli cognitivi.

Riporto di seguito le parole di Donadella, per aiutarci a comprendere meglio la sua opera Lilith:

E’ nato alla  fine di un viaggio nel femminile, durato diversi anni, direi anzi che ogni lavoro che facevo, sondava un perchè .
All’inizio facevo un quadro, lo leggevo  ad un livello, e poi in diversi mesi, lo leggevo  ad un altro ed un altro ancora, sempre più profondo.
Poi piano piano mi sono resa conto che ogni volta che  mi accingevo a dipingere, avevo una diversa consapevolezza rispetto all’opera  precedente, è come se tra un quadro e l’altro ci fosse un salto quantico, alla fine è  stato così naturale, usare il Nautilus come traccia evolutiva.
Credo profondamente  nel giro karmico che ogni anima risolve di vita in vita; ogni volta si recita un ruolo, per molti eoni non cosciente , ma necessario per  comprendere ad uno ad uno tutti gli aspetti dell’ AMORE,  fino a togliere l’ultimo velo  e abbracciare il tutto.
Io vedo tutto ciò come un cerchio, ci siamo staccati dall’uno, precipitati nella materia,  abbiamo vissuto il branco, poi il gruppo, poi la coppia convenzionale, poi la solitudine più assoluta.
A questo punto, che io ritengo il più lontano dalla fonte  ed è per tutti noi, ognuno nel suo momento,   la più profonda e buia notte dell’anima, c’è il più alto/forte salto quantico, la grande scelta: si può involvere e morire, oppure se mente e cuore lavorano in sinergia, si inizia il viaggio di chiusura del cerchio, o viaggio verso casa. La solitudine cessa, tutte le maschere sono crollate, si riforma la coppia che io chiamo essenziale, si rivolge lo sguardo verso il tutto: cessano  fame, guerre, odio, rancore, rabbia, prevaricazioni, violenze ecc.. ecc..; le risorse sono  equamente distribuite, e non sono poche come si va vociferando; la terra , che a sua volta ha iniziato  la sua rinascita, è ricca  e generosa,   finalmente  terra promessa.
 
Da Eva/Lilith che innesca il meccanismo della conoscenza fino alla coppia essenziale, ognuno  sta in piedi da solo,  ama senza bisogno di essere amato, !! ma non è qui che  il viaggio termina, è soltanto iniziata la danza, e , ne sono certa, è una meravigliosa danza.

Ho parlato di un viaggio nel femminile, ponendo così un limite, ora dico meglio:
la coppia che descrivo è soprattutto il maschile/femminile dentro di me, o parte sx-dx del mio cervello, che per eoni  non hanno dialogato con amore.
La danza  a cui io penso, può iniziare soltanto quando  i miei  emisferi lavorano in sinergia; quello attivo o maschile, pone la sua logica a  disposizione di quello passivo o femminile che accoglie con amore, ed  è qui  che si possono leggere le situazioni  da varie angolature,  è qui che il giudizio cessa.
 
In  ciò vedo, la terra promessa  o   graal:   ogni individuo,  aumenta piano piano la sua consapevolezza, impara prima  ad amare se stesso,  poi saprà aprirsi all’altro , e allora sarà ……….come una macchia d’olio, la luce  invaderà  tutto”.

Forse il condividere il pensiero di Donadella ha determinato da subito un’attrazione speciale per quest’opera, che trovo ricca di significati. Cromaticamente molto bella, non manca di evidenziare anche un’ abilità pittorica che si evince anche dai particolari ben curati. Difficile trovare tante qualità tutte insieme.Brava Donadella!

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