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Archive for 14 ottobre 2009

14 Ottobre 2009 – 24 Gennaio 2010
Palazzo Reale – Milano

” Tutto quello che ho sempre voluto fare è dipingere la luce del sole sul lato di una casa”.(Edward Hopper)

Per la prima volta in Italia, la  mostra su Hopper, curata da Carter Foster, ripercorre in sette sezioni tutta la produzione dell’artista dalla formazione accademica fino agli ultimi anni, esibendo tutte le tecniche preferite da Edward: olio, acquarello e incisione.La mostra, espone  160 opere, molte delle quali accompagnate dai fogli nei quali l’artista aveva annotato le idee per realizzarli, aiutando lo spettatore a comprenderne il suo pensiero.Attraverso il percorso espositivo si vuole svelare  il vero Hopper, definito un “realista” per le immagini dei suoi quadri piuttosto semplici ad una prima impressione, ma al contrario, frutto di una sintesi di più situazioni, colte in tempi diversi e luoghi diversi e non una semplice riproduzione dal vero.

Hopper, nato nel 1882 a Nyack, una piccola cittadina nello stato di New York, è uno dei più grandi pittori americani.Era un uomo alto un metro e novanta, dall’aspetto anonimo, più simile ad un professore di matematica che a un’artista, famoso per la sua reticenza.Scriveva e parlava pochissimo del suo lavoro, riteneva che un’opera non andasse mai spiegata a parole.Il lavoro di Hopper, estremamemte complesso e rigoroso, consisteva in schizzi preparatori impressi su un taccuino che portava sempre con sè, per studiare il soggetto, le pose e l’inquadratura dell’immagine. Eseguiva, infatti, tantissimi disegni, ma poche opere.” L’innovazione e la poesia dell’artista risiedono nel suo modo di presentare le evocazioni astratte e atmosfere di tempo, luogo e memoria…Attraverso i disegni , però , si può capire l’infinito lavoro che compiva per raggiungere quel risultato. Partiva dal particolare per arrivare al generale: i dettagli di un luogo, per esempio, diventano spunto per evocarlo senza rappresentarlo.”(Carter Foster)
Ispirato dai capolavori di Rembrandt, pone un’attenzione particolare alla luce che nelle sue opere diventa magica, una sorta di fondo astratto, dove il silenzio parla per immagini. James Hillman lo definisce insieme a Rembrandt e Vermeer un “genio delle finestre, guardate da dentro e da fuori, intese sia come veicolo di libertà che come sentimento di nostalgia dell’interno”. Attratto dagli impressionisti, piuttosto che dal cubismo, dal futurismo o dall’astrattismo, in particolare  da Degas, predilige la descrizione degli interni e l’inquadratura fotografica, dove inserisce i soggetti tratti dalla vita a cui appartiene. 
“Numerose sono le declinazioni artistiche della sua opera che rivivono in forme espressive differenti, dalla scrittura al cinema, al teatro.Perchè sulle sue scene scorre la vita, con una possibiltà di salvezza o di incontro appena intraveduta, fra storie e narrazioni che misteriosamente superano se stesse”.(Massimiliano Finazzer Flory-Assessore alla Cultura del Comune di Milano)

La mostra ospita una installazione interattiva e multimediale di Gustav Deutsch, dal titolo Friday, 29 August 1952, 6 A.M. New York, che permetterà al visitatore di entrare  fisicamente nell’opera di Hopper, grazie alla ricostruzione  della scenografia  raffigurata nel dipinto Morning sun(1952), mentre sarà filmato e proiettato su uno schermo.

Catalogo Skira

Orari:
Tutti i giorni   9.30-19.30     Lunedì   14.30-19.30       Giovedì 9.30-22.30

Biglietti:
Intero                    euro 9,00
Ridotto                  euro 7,50
Ridotto scuole    euro 4.50

Informazioni e prevendita biglietti:199 202 202/ 0445 230 304

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