Paolo Manzelli, manzelli.lre@gmail.com; http://www.edscuola.it/lre.html
Le evoluzioni culturali, avvengono in momenti in cui tutte le “emergenze” si saturano in una crisi economica “strutturale”. In tale occasione l’esigenza di nuove concezioni dello sviluppo emerge come tensione collettiva capace di sostituire i vecchi schemi mentali che guidano la politica così come gli stili di vita dei cittadini colpiti dalla crisi, poichè si comprende che la crisi non è limitata ad un cambiamento dell’ economia finanziaria ma in tutta evidenza necessita di un cambiamento strutturale della societa’.Viviamo pertanto in un epoca che segna il “punto di non ritorno” al vecchio sistema di sviluppo industriale, che come tale non ha alcuna possibilità di non inquinare il pianeta. Appare ormai evidente che non basta affrontare il problema della riduzione degli inquinanti in quanto emerge con forza l’ esigenza di attuare un più profondo e complesso cambiamento delle strategie di sviluppo strutturale della produzione e dei criteri di sviluppo economico e sociale.
La storia insegna che cio’ che non è successo durante vari secoli puo’ avvenire in un breve lasso di tempo; infatti le popolazioni ad un tratto non hanno più timore di cambiare anche se non ci sono modelli di sviluppo precedenti da imitare, così che in breve tempo i popoli all’unisono divengono capaci di rivoluzionare creativamente la vecchia cultura considerata ormai obsoleta e dannosa, ponendo una nuova attenzione ed intenzione di esplorare e sperimentare nuove opportunità condivise di crescita sociale ed economica.
Oggigiorno tale cambiamento che segna “il punto di non ritorno”, tra la vecchia società industriale e la società della conoscenza condivisa è ad un passo dall’ essere messo in atto. Infatti la causa più evidente della crisi economica e strutturale contemporanea è posta in tutta evidenza dalla insostenibilita’ della vita del nostro pianeta in quanto la natura complessivamente non riesce piu’ a sopportare il tipo di sviluppo industriale, che in verita’ sta travolgendo il sistema di vita in ogni suo aspetto, a partire dalla salute, alle carenze e all’ insicurezza alimentare, ai dissesti idro-geologici , e al peggioramento sistematico delle condizioni di vita economica e sociale, ormai sempre piu’ esteso che ormai coinvolge anche i paesi precedentemente ad alto tasso di sviluppo come gli USA e l’ Europa.
In particolare la vecchia Europa si trova nel rischio di crollare per aver scelto una insoddisfacente politica Monetaria dell’ Euro, in quanto essa non collima piu’ con esigenze d’ innovazione capaci di delineare e rendere operativo il cambiamento sociale ed economico strutturale che permettera’ di tradursi in crescita della società della conoscenza.
A tutti gli effetti infatti e’ proprio il ritardo che l’ Europa ha accumulato dall’ anno 2000 ad oggi nella costruzione della società della conoscenza, quello che oggigiorno e’ divenuto la causa principale del dissesto che rende la speculazione finanziaria una vera fornace capace di bruciare di ogni iniziativa di recupero debito, se essa viene affrontata unicamente in chiave economicistica di un ritorno degli investimenti finanziari. L’ Europa si trova pertanto in una situazione nelle quale si pensa di spegnere la fornace speculativa immettendo una valanga di carta (Bond) o di altri prodotti combustibili (Euro-bond) .
Quello che putroppo si rischia di non capire ancora consiste nel fatto che i sacrifici economici richiesti ai cittadini andranno in breve tempo nuovamente in fumo perche’ potranno rivelarsi del tutto inutili ad opporsi ai nuovi attacchi speculativi .
Infatti se non metteremo mano ad un sostanziale cambiamento dello sviluppo e degli stili di vita che vada nelle direzione della crescita innovativa della societa’ della conoscenza la speculazione continuera’ imperterrita a spolpare le residue forze sociali che non ancora giunte al “punto di non ritorno”, rischiano di divenire sempre piu’ incapaci di co-organizzarsi secondo nuove direttrici di sviluppo cognitivo generative della futura societa’ della conoscenza.
L’ Europa se persistera’ nel ritenere come determinante il pareggio di bilanci arretrati immettendo obbligazioni ad alti tassi di interesse, di fatto riuscira’ a presentarsi ai cittadini solo come un “incubo da strozzinaggio”, proprio a causa di una inutile insistenza di occuparsi prevalentemente, perseguendo teorizzazioni economiche obsolete, del recupero del credito solo per mantenere il valore commerciale dell’ Euro in favore del sistema bancario centrale che di fatto governa l’ Europa.
Questo modo di agire e’ indubbiamente accompagnato da un crollo di credibilità nella democrazia partecipata , che e’ il corrispettivo dell’ incapacita’ della istituzione Europea di agire al di sopra delle semplici misure “quantitative” orientate dal recupero crediti attuate secondo gli indirizzi della BCE ( Banca Centrale Europea), mentre viceversa la necessità storica e’ quelle di agire sulla base con criteri di sviluppo d’ innovazione per il cambiamento che sono quelli che hanno l’ efficacia qualitativa di modificare strutturalmente le modalita’ obsolete dello sviluppo industriale e di tradurle in crescita della “eco-economia” della conoscenza.
Quello che dovremo coscientemente capire e’ che nello sviluppo dalla economia della conoscenza il sapere non permane piu’ correlato al passato a volte troppo remoto, ma alla creativita’ critica e costruttiva contemporanea finalizzata a modificare la struttura obsolescente della società industriale così da superare le concezioni obsolete e la loro suddivisione disciplinare articolata socialmente in professioni standardizzate che oggigiorno dovranno essere riconvertite nell’ambito delle nuove strategie trans-disciplinari di sviluppo delle risorse umane.
E’ pertanto necessario riconoscere che sono le “risorse umane” e non quelle economiche a determinare la futura crescita della società della condivisione dei saperi. Pertanto l’ innovazione della ricerca sia scientifica, tecnologica e sociale misurata in termini di evoluzione delle strategie di sviluppo, sara’ quella che permetterà la smaterializzazione della produzione che e’ determinante dello sviluppo della società della conoscenza. Ciò sara possibile mediante la partecipazione collaborativa di reti d’ impresa e ricerca impegnate ad es. nello sviluppo delle nano-e bio-tecnologie della ro-obotica, così come con le applicazioni di energia alternative naturali (geotermica,solare ed eolica).
Il lavoro piu’ appropriato allo sviluppo delle societa’ della conoscenza oggi non è più, salvo rare eccezioni, basato sulla tradizionale separazione tra lavoro intellettuale e manuale; infatti nella maggioranza dei casi la società della condivisione dei saperi sara’ fondata su un lavoro cognitivo e manageriale, capace di utilizzare complessivamente le conoscenze scientifiche e tecnologiche piu’ avanzate di cui si dispone per produrre altre conoscenze innovative, portatrici di utilità di uno sviluppo eco-economico organico alla sostenibilità ambientale.
Pertanto la nuova economia è diventata una strategia di sviluppo in cui è la conoscenza che viene messa al lavoro entro sistemi di open innovation e di disruptive innovation. Questa e’ la trasformazione cooperativa e dirompente che dovra’ essere compiuta a breve e medio termine nel passaggio verso l’economia della conoscenza, in cui il valore economico-sociale viene prodotto costruendo delle opportunita’ di cambiamento che creano rinnovate forme produttive e valori sociali che sono il frutto della creativita’ di una nuova epoca capace di “immaginazione,scientifica , culturale ed artistica“, che nel loro insieme finalizzeranno la crescita nelle direzione della de-materializzazione della economia producendo un definitivo miglioramento dell’ impatto ecologico della produzione, valorizzato dalla comunicazione basata su una estesa condivisione interattiva dei saperi.
Conseguentemente chi vorrà effettivamente uscire dalla sistematica decrescita della struttura della società industriale e si impegnerà a capire come deve essere gestito il passaggio verso la futura societa’ della conoscenza, dovra’ reperire e dare sviluppo alle opportunita’ di cambiamento che aprono nuove strategie di sviluppo “eco-economico”, che si presentano a tutti gli effetti come nuove capacita’ di crescita nel quadro-dell’ attuale de-industrializzazione che ormai procede verso la piu’ completa desertificazione delle imprese manifatturiere Europee ormai mature, in gran parte definitivamente trasferitesi nei paesi emergenti.
Putroppo abbiamo avuto una casta politica e dirigenziale ben pagata e allo stesso tempo irresponsabile che ha sperperato denaro creando uno smisurato debito pubblico, proprio in quanto e’ stata incapace di delineare una visione prospettica di lungo periodo quale era necessaria a favorire il cambiamento strutturale strategico cruciale per favorire la crescita della economia della conoscenza. Ora la stessa dirigenza politica ed economica è solo capace di attuare una ragioneristica strategia dei tagli da effettuare proponendosi di farli pagare ai soliti lavoratori e ricercatori che sono l’ elemento propulsore della rinnovata crescita economica. Credo in vero che il “Punto di Non Ritorno” sia assai vicino e pertanto bisognera decidere dal basso, attuando una forma più efficace di democrazia diretta, cosa dovremo fare in piena coscienza per favorire un rinnovato tipo di sviluppo collaborativo piu’ equo, solidale con gli uomini e la natura.
Biblio on Line
Arte e scienza del cambiamento : http://www.edscuola.it/archivio/lre/ARTE_E_SCIENZA_CAMBIAMENTO.pdf
Ricerca ed innovazione: http://www.edscuola.it/archivio/lre/ricerca_e_innovazione.htm


Dear Colleguees and Friends ,
following studies of forecasting in future social and economic development of the knowledge society, the Telematics Association Egocreanet has identified in the challenge of “de-materialization of production” the effective solution for improving a complementary relationship achieved through nano-technology and bio technology (ECO-ECONOMY)
Therefore EGOCREANET (www.edscuola.it/lre.html) develops from 2004 various programs for the promotion of social capital and mental well-being explicitly bases on “empathy growing” to nano and bio -technology as a tool to reduce divisions and exclusion in to the future knowledge society development .
Knowlege access to new nano & bio technology by means e.learning and web-sharing opportunities of knowledge exchange, both in science and art , is a clear example of the Egocreanet trans-disciplinary activity in nano-and bio-science dissemination available to all citizen in order to avoid social division of understanding modern challenges of the development of contemporary post-industrial society.
The central importance of intellectual work dedicated by EGOCREANET to favor an improvement of social capital and mental well-being will be particularly focused to youth generation both male and females, to improve the mental change in favor of the transition between the old industrial society and the future knowledge society.
To enhance the above goal and to give a large implementation of the strategy of development of the Eco-Economy in Art and Science, the Group QUANTUM-ART ITALY (QAGI), recently held between artists and scientists a competition to design a promotional FLAG of Eco-Economy that will be able to represent in artistically Quantum-Art perspectives the challenge aims in creating a renewed perspective of ECO-ECONOMY development promoted by Egocreanet
Paolo Manzelli, pmanzelli.lre@gmail.com 15/DEC/2011- Firenze Italy