“Connessioni inattese” nasce dalla grande passione e dall’ amore di scienziati, critici d’arte e filosofi per l’ Arte e la Scienza, con l’ intento di trasmettere preziose riflessioni sulla contemporaneità di queste due discipline, apparentemente tanto diverse.
Già dalle prime pagine, pensando appunto in termini di “connessioni“, la mente va a Leonardo, alla sua visione olistica e nel proseguo della lettura si ritroverà spesso il suo pensiero. Leonardo infatti, non ostacolato dalla dicotomia anima-corpo, introdotta da Cartesio, non separò l’ epistemologia dall ‘ontologia e neppure la filosofia dalla scienza e dall’ arte.
La contrapposizione, fra scienza fredda e razionale e arte, emozionale e irrazionale, prodotta dalla visione meccanicista, non esisteva ancora. Come asserisce Kemp, infatti,”…le sue produzioni artistiche sono qualcosa di più che arte: sono parte di una visione che abbraccia un senso profondo dell’ interrelazione fra le cose.”
Una visione alla quale gli autori si ispirano.
Nel libro vengono espressi i fattori essenziali che accomunano oggi le due discipline. Entrambe ormai hanno compreso che non rispecchiano un “vero esterno”, unico e ultimo, ma attraverso infiniti linguaggi, vanno verso una verità più complessa, spinte unicamente dall’ amore per “il Mistero del mondo“.
La produzione scientifica e quella artistica divengono entrambe procedure di rappresentazione semantica del mondo.
Nell’ arte ogni rappresentazione appare frutto dell’ osservatore, ma anche la scienza, con lo sviluppo della fisica quantistica abbandona l’ oggettivismo.
Le connessioni fra arte e scienza sono sempre di più e tutte interessanti. Achille Bonito Oliva, uno degli autori del libro, ci fa presente come l’ arte abbia fatto proprio il Principio di Indeterminazione di Heisemberg (“in ogni rapporto di conoscenza scientifica esiste sempre un margine di impossibile conoscenza”), creando opere frutto dell’ inconscio e del caso.
“Forse il modo migliore di cogliere il nesso tra arte e scienza è proprio grazie ad un termine legato originariamente alla genesi dell’ arte:”immaginazione“. Un prezioso concetto che Einstein ha spesso ribadito:” l’ immaginazione è più importante della conoscenza”. Dal proseguo della citazione, apprendiamo che l’ immaginazione apre la via ad una comprensione allargata del mondo totalmente diversa dai confini limitati della conoscenza tradizionale…l’ arte (e l’ immaginazione) sono necessarie all ‘impresa scientifica come possibilità di apertura; ma di fatto, è la scienza a dover verificare tali possibilità”.(Alessandro Giuliani)


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