La Natività di Lorenzo Lotto per la prima volta a Milano dopo il restauro
al Museo Diocesano dal 24 novembre 2009 al 17 gennaio 2010
Bernard Berenson , che fu uno dei massimi esperti mondiali di arte rinascimentale italiana considerò il Lotto il più interessante ritrattista italiano per la sua attenzione psicologica. Lo riscoprì dopo un lungo oblio, tanto da ritenerlo, insieme a Tiziano, indispensabile per la comprensione del Cinquecento. Ritengo quindi perfetta la scelta, promossa dal Museo Diocesano e da Bipiemme Gestioni della “Natività” del Lotto, anche in vista delle festività natalizie, alle quali sembra preludere.
“Questa tela del “genio inquieto del Rinascimento”, proviene dalla Civica Pinacoteca Tosio Martinengo di Brescia, il cui restauro del 2004 ha portato alla luce, oltre alla firma dell’artista, anche la data di realizzazione, 1530. Lo straordinario dipinto di Lorenzo Lotto (Venezia 1480 circa – Loreto 1556/57) raffigura l’interno della capanna di Betlemme. La Vergine, San Giuseppe, due pastori e due angeli circondano adoranti Gesù Bambino, adagiato in una culla e intento a giocare con il muso di un agnello portato in dono dai pastori e simbolo del Sacrificio pasquale.
La scena è di grande intensità emotiva: tutti gli sguardi appaiono puntati su Gesù, ad eccezione di quello di un angelo che, invece, si rivolge agli spettatori, esortandoli alla devozione. Dal fondo buio della capanna, attraverso le aperture della porta e di una finestrella, si scorge una luce crepuscolare, che avvolge tutta la scena, evidenziando dettagli architettonici e sottolineando morbidi passaggi chiaroscurali e raffinatissimi effetti di ombre.
L’opera venne eseguita durante il secondo soggiorno veneziano del pittore (1525-1533), analogamente ad altre opere come la Madonna col Bambino e i Santi Caterina e Tommaso del Kunsthistorisches Museum di Vienna o l’Annunciazione di Recanati, rispetto alla quali si notano evidenti analogie per quanto riguarda il dinamismo compositivo e l’uso espressivo e poetico della luce.
Il formato e le dimensioni (145,5×164 cm) suggeriscono che la tela fosse destinata alla parete di un palazzo privato. E’ peraltro molto probabile che i volti dei due pastori siano i ritratti dei committenti, verosimilmente due fratelli, come suggerisce il loro particolare abbigliamento. Infatti, sotto le giubbe da pastori, aperte sul petto, si scorgono abiti eleganti che rivelano una condizione sociale decisamente più elevata.
Il capolavoro costituisce indubbiamente un punto nodale nel percorso del Lotto, che trasforma il tema della “Sacra Conversazione dei veneti in una riunione confidenziale che accomuni sullo stesso terreno e distribuisca la stessa indole ai personaggi divini e umani” (R. Longhi).
Nelle prime sei edizioni di Un Capolavoro per Milano, i visitatori sono stati oltre 230.000.
Le precedenti opere esposte:
nel 2002, l’Ecce Homo di Antonello da Messina, prestito del Collegio Alberoni di Piacenza;
nel 2003, l’Annunciazione di Domenico Beccafumi, proveniente dalla chiesa di San Martino e Santa Vittoria di Sarteano (Siena);
nel 2004, la Cattura di Cristo del Caravaggio, proveniente dalla National Gallery of Ireland di Dublino;
nel 2006, la Sacra Famiglia con Sant’Elisabetta e San Giovannino di Andrea Mantegna, proveniente dal Kimbell Art Museum di Fort Worth in Texas;
nel 2007, L’Annunciata di Antonello da Messina proveniente dalla Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis a Palermo;
nel 2008, la Giuditta del Botticelli, proveniente dagli Uffizi di Firenze. “(Comunicato Stampa)
Milano, Museo Diocesano (Corso di Porta Ticinese, 95)
Orari: 10.00 – 18.00. Lunedì chiuso
Biglietti: € 8,00 intero; € 6,00 gruppi; € 5,00 ridotto; € 2,00 scolaresche
Martedì: ingresso € 4,00
Per informazioni su Museo Diocesano:
Tel 02 89420019 – fax 02 89407577
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Comunicato Stampa

