” Tutti discutono la mia arte e affermano di comprenderla, come se fosse necessario comprendere, quando invece basterebbe amare”.(Monet)
“Il vostro errore è di voler dimensionare il mondo sul vostro metro, mentre ampliando la conoscenza delle cose vi trovereste davvero ampliate in eguale misura la conoscenza di voi stesso”. (Monet)
Bellissima mostra! Ho respirato da subito un’ atmosfera fuori dal tempo e dallo spazio, immersa in una dimensione spirituale dell’ arte; infatti contemplare le opere di Monet è un po’ perdersi in noi stessi, cercare dentro di noi l’ essenza dell’ infinito, “sentire” oltre le forme.
La mostra ospita venti capolavori di Monet (1840-1926), dipinti tra il 1900 e il 1924, le famose Ninfee, variazioni pittoriche di un unico e poetico tema, che risentono della grande passione per l’ arte giapponese, presente anch’ essa con stampe di Hokusai, Hiroshige e altri maestri. Monet infatti fu affascinato dalla loro particolare filosofia di vita in comunione spirituale e panteistica con la natura, percependo l’ esistenza di una risonanza cosmica che tutto abbraccia.Il Giappone diviene per lui quello che fu l’ Africa per Picasso o l’ Oriente per Matisse. La summa della suggestione giapponese fu il suo giardino di Giverny, attraverso i vialetti nascosti, i salici piangenti, il ponte “giapponese” sullo stagno delle ninfee, i fiori dalle mille sfumature, che accudiva personalmente, per il piacere di ammirarli. Le ninfee divengono per lui icone di un pensiero al di là del dipinto, una visione ormai astratta della natura, divengono l’ essenza stessa dell’ Impressionismo, di cui fu il fondatore, con la sua celebre tela Impression: soleil levant.
Proprio quel meraviglioso giardino stimolò la sua più grande stagione creativa.Prevaleva in lui una ricerca spasmodica per la luce, per la variazione cromatica, per i contrasti tonali, che affiancati creavano una policromia armonica. A tal punto si spinse la sua ossessione che di fronte al capezzale del letto dell’ adorata moglie Camille si sorprese “a seguire la morte nelle ombre del colorito che essa depone sul volto con sfumature graduali.Toni blu, gialli, grigi, che so”.Proprio dopo lunghi mesi di disperazione riprese a dipingere con particolare intensità creativa, abbandonando ogni struttura, ricercando la sensazione e l’ indeterminatezza della forma.”Monet fa saltare tutte le barriere, demolisce l’ idea stessa di forma che ci ha dominato per millenni”.(André Masson)
L’artista scrisse nel 1912:” No, non sono un grande pittore. Grande poeta nemmeno.Io so solamente che faccio quanto è nelle mie possibilità per rendere ciò che provo davanti alla natura e che più spesso, per arrivare a rendere ciò che sento, dimentico le regole più elementari della pittura”.
Grazie all’ atteggiamento “senza regole ” della sua arte sarebbe scaturito un diverso modo di vedere e di immaginare la realtà, verso una forma figurativa astratta e informale.
Palazzo Reale- Milano
30 Aprile-27 Settembre 2009
Orari:
Martedì-Domenica 9.30-19.30
Lunedì 14.30-19.30
Giovedì 9.30-22.30
Ingresso € 9 intero-€ 7.50 ridotto
Informazioni Mostra :www.mostramonet.it tel. : 199.199.111
02-4335.3522
La mostra è curata da Claudia Beltramo Ceppi.


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