Elasticità – Umberto Boccioni - 1912
Boccioni mette al centro del dipinto il cavaliere in groppa ad un grosso cavallo, per esprimere il dinamismo, l’ elasticità che dà il titolo all ‘opera. Si nota l’ influenza del cubismo, dopo una visita a Parigi nello stesso anno. Sullo sfondo Milano, un inno alla città in crescita, al suo vitalismo pulsante, alla sua operosità; tutto è energia e movimento, mentre le sue emozioni sono espresse dai colori forti.
Boccioni parla di spazio vissuto come ”Vibrazione universale”, materia e movimento sono riconducibili allo stesso principio dell’ energia, il suo fine espressivo è l’ ambientazione dinamica. All’ artista interessa rendere la simultaneità, la sintesi tra ricordo, percezione, emozione e intuizione, che avviene nell’ istante di una azione.
Futurismo 1909-2009 Velocità+Arte+Azione
Palazzo Reale - Milano
6 Febbraio - 7 Giugno 2009
Il 20 febbraio 1909 Tommaso Marinetti pubblicò il “Manifesto del Futurismo”, sul quotidiano francese Le Figarò. Per tutto il 2009, anno del Centenario, verrà ricordato con iniziative e mostre, come questa che si sta tenendo a Milano, capitale del rivoluzionario movimento.
Marinetti, padre spirituale del Futurismo, è stato a lungo trascurato ingiustamente, ma proprio a lui e alla sua creazione, si deve il cambiamento del modo di intendere l’ arte. Fu uno scopritore di talenti, un poeta, un’ editore, un saggista, un provocatore, un motore di cultura. Sposò Benedetta Cappa, anch’ essa pittrice e scrittrice futurista di vent’ anni più giovane di lui. Una donna dinamica, che rivestì un ruolo importante nella vita del marito, sostenendolo quando questi prese posizione contro le leggi razziali.
Il futurismo, dopo il Rinascimento, fu la creazione culturale più originale e più importante che ebbe l’ Italia, in grado di influenzare gran parte della cultura Europea, rappresentando l’ avanguardia di tutte le avanguardie del Novecento. La vera essenza del movimento durò però pochissimi anni, dal 1909 al 1915, per colpa della guerra che loro stessi avevano auspicato.
I più grandi pittori italiani del xx secolo, da Balla a Boccioni furono futuristi o passarono attraverso l’ esperienza futurista, così come importanti poeti, scrittori, scultori e architetti, che aderirono al movimento.
Gli undici punti del “Manifesto”:
1) L’amore per il pericolo.
2) Il coraggio, l’ audacia , la ribellione.
3) Esaltazione del movimento aggressivo.
4) L’esaltazione dela velocità, ripresa nei quadri dei futuristi e in particolare da Boccioni. (Scultura in bronzo:Forme uniche nella continuità dello spazio-1913)
5) La passione automobilistica.
6) L’ entusiastico fervore degli elementi primordiali.
7) L’ opera deve avere un carattere aggressivo per essere un capolavoro; l’ emozione è l’ unico obiettivo, l’ evento futurista è concepito come provocazione.
8 ” Il tempo e lo Spazio morirono ieri; noi viviamo già nell’ assoluto, poichè abbiamo già creato l’ eterna velocità onnipresente”.
9) Glorificazione della” Guerra come sola igiene del mondo“, del militarismo, del patriottismo.
10) Distruzione dei Musei, delle Biblioteche, delle Accademie d’ogni specie e dei moralismi.L’ amore viene identificato come un sentimento di debolezza ottocentesca superato dalla modernità, si parla addirittura di “disprezzo per la donna“. In realtà Marinetti, antesignano anche in questo, voleva emancipare la donna fino a metterla alla pari dell’ uomo, forse spinto anche dall’ amore per Benedetta, che in effetti rivestì un ruolo paritario nella coppia, una femminista ante-litteram.
11) Le attenzioni alle grandi folle agitate dal lavoro, le stazioni ingorde, le locomotive, il volo scivolante degli aeroplani, tutto ciò ispirerà le opere del movimento, come Rissa in galleria, di Boccioni, dove le folle riecheggiano, o come i rumori di luigi Russolo.
E’ difficile descrivere la mostra come merita, raccontare il suo percorso, il suo procedere attraverso le opere, vista la ricchezza in termini di quantità , ma anche di qualità del materiale esposto, circa 400 tra disegni, dipinti, ceramiche, manufatti e documenti. L’esposizione è in grado di trasmettere a chi la osserva la vera essenza del Movimento, calando lo spettatore nell’ atmosfera di quel tempo, dai prodromi divisionisti di fine Ottocento, fino ad arrivare agli anni trenta del Novecento.

