In alcune persone, meno dell’ un per cento della popolazione, le percezioni provenienti da due o più sensi si mescolano: è il caso di Mozart, che vedeva il colore delle note, assieme al loro suono. Tutti abbiamo un legame tra vista e udito, anche se non ne siamo veramente coscienti. Questo fenomeno viene detto Sinestesia, dal greco syn= unione ed aisthesis= sensazione, quindi percepire insieme. La combinazione tra suoni e immagini è quella che funziona meglio delle altre, esempio ne è la percezione di suoni colorati o viceversa. Nei sinestesici la vista di un quadro fa pensare intensamente ad una musica o l’ ascolto di una sinfonia richiama prepotentemente un’ immagine o un colore. La sinestesia è stata studiata nel corso della storia da artisti, musicisti, poeti, scrittori ed oggi anche dalla neuroscienza, che incomincia a darci risposte più certe. Questa capacità sembra causata da un’ anomalia genetica, diffusa soprattutto fra gli artisti, quali Kandinsky, Hockney, Nabokov, Rimbaud, Liszt e anche scienziati come il fisico Richard Feynman. Kandinsky, universalmente riconosciuto come il fondatore dell’ arte astratta, sperava infatti che i suoi dipinti potessero essere ‘ascoltati’, che i fruitori della sua arte potessero avere ” la possibilità di entrare nell’ opera, diventare attivi in essa e vivere il suo pulsare con tutti i sensi”. Per Kandinsky i colori divenivano un ‘coro’ da fissare sulla tela. Il suono giallo, ad esempio, esprime una mescolanza di colore, luce, danza e ritmo. Possiamo comprendere meglio il suo pensiero attravero le sue parole:” Abbandona il tuo orecchio alla musica, apri i tuoi occhi alla pittura e smetti di pensare! Chiediti soltanto se il pensiero ti ha reso capace di entrare in un mondo finora sconosciuto. Se la risposta è sì, che cosa vuoi di più”?
Kandinsky rovescia il ruolo del pensiero e delle emozioni, illustrandoci che la creatività non scaturisce da una mente intenta continuamente ad analizzare i concetti. Tra le sue opere troviamo, tra l’altro, un’ interpretazione della Quinta sinfonia di Beethoven attraverso forme e linee. La sua pittura diventa sempre più una sorta di composizione musicale, una sinfonia di colori, come la definì in più occasioni. Ma il suo sogno-programma fu la sintesi delle arti, ossia un’ opera d’ arte totale, ipotizzata già da Wagner nei suoi Melodrammi.
Solo i sinestesici possono sentire veramente un suo quadro, possono vedere i colori di una sinfonia o sentire il gusto di una forma e ciò accresce indubbiamente la qualità di un’ opera. In Kandinsky e Skrjabin la sinestesia diviene il concetto-chiave per intendere i tratti comuni di una nuova cultura, che va oltre le singole arti e l’ arte in generale, alla ricerca di una nuova spiritualità, sollecitando ogni aspetto del pensiero. Aleksandr Skrjabin studiò una sintesi tra suono e colore, realizzando un’ opera innovativa una sinfonia, il Prometeo,” usando una tastiera muta, un “clavier a lumierèes”, che rifletteva delle luci colorate sotto forma di raggi, nuvole e altro, che si diffondevano nella sala da concerto e culminavano in una luce bianca talmente forte da risultare dolorosa per la vista”.Queste rappresentazioni multisensoriali vanno però distinte dalle sinestesie che sono esperienze involontarie.
Le parole di Kandinsky appaiono ancora oggi attuali e degne di riflessione:” Nella nostra epoca materialista, l’esteriorità ha preso il sopravvento. L’uomo non ama essere profondo, preferisce arrestarsi alla superficie che è meno faticosa.”

Che bello il video!
@ Ariemma: Grazie e complimenti per il tuo blog, davvero interessante! Ciao Daniela
Ciao Daniela, il tuo blog diventa sempre più ricco e interessante complimenti!
Claudio
@ Claudio: grazie. I tuoi complimenti sono veramente graditi, perchè provengono da un vero estimatore d’arte, oltre che valente architetto.
A presto. Daniela
Pochi giorni fa ne hanno parlato in tv, mi sembra su voyager. Questa cosa della sinestesia è veramente affascinante. Vorrei creare un colegamento a questo articolo sul mio blog. Posso?
Diego
http://happyfeet84.wordpress.com
@ Diego:Certo, fai pure il collegamento. La Sinestesia è sicuramente un argomento molto interessante, anche per la particolarità di essere al tempo stesso una capacità e una malattia.
Ciao Daniela
Ciao a tutti,
mi chiamo Luana, 24 anni, e sono una sinestesica.
L’anno scorso mi sono laureata presentando una tesi di laurea che coniugava l’argomento della sinestesia all’ambito della comunicazione.
Non sono propriamente una neuroscienziata, ma mi sono documentata molto l’anno scorso e sin’ora, e posso dire che la maggior parte degli studiosi non desidera classificarla come un “disease”, ovvero una malattia.
Infatti, è una condizione percettiva che, a bassi livelli, è comune a tutti agli esseri umani (secondo Daphne Maurer sino almeno al 4° mese di vita, prima della “suddivisione” delle aree cerebrali deputate ai diversi sensi). In misura più “forte” interessa una ridotta percentuale di persone, ma non è assolutamente invalidante. Anzi: è un aiuto all’apprendimento e alla memoria.
Mi fa piacere aver trovato un blog italiano che comunque ha portato in rilievo questo interessante argomento, che tutt’ora è in fase di approfonditi studi; della natura della sinestesia percettiva c’è ancora molto da scoprire.
Volevo, se posso permettermi, linkarvi qui un piccolo social network dove ho raccolto info sulla sinestesia prese dal web (articoli autorevoli) e cui si può iscrivere chiunque sia interessato all’argomento, e, meglio, chiunque sia un sinestesico:
sinestesia.ning.com
grazie
Luana
@ Luana: grazie per il tuo commento, e complimenti per la tua tesi ;hai scelto un argomento molto interessante e poco conosciuto.
Ritengo la Sinestesia più che una malattia, un valore aggiunto che permette ad alcune persone di provare sensazioni fuori dalla norma.Io non ho avuto il piacere di sperimentarle, ma mi interessa l’argomento soprattutto per l’influenza che ha e ha avuto in molti artisti, aumentandone sicuramente la creatività.
Grazie per le preziose informazioni.
Ciao Daniela