
“La logica aperta della mente” è l’ ultima fatica dell’ amico Ignazio Licata, noto fisico teorico e direttore dell’ Institute for Scientific Methodology(ISEM), che ha studiato con David Bohm, con J. P. Vigier, con il Nobel Abdus Salam e con Giuseppe Arcidiacono.
Grazie a questo libro gli è stato conferito il Premio Le veneri per la Scienza 2008, per l’ attività di ricerca al confine tra fisica teorica, scienze cognitive ed epistemologia, che intende l’ arte della scienza come ritorno continuo e critico alla filosofia naturale.
La logica aperta della mente è “ un viaggio nei territori della complessità per comprendere ‘come la mente costruisce il mondo’. Un viaggio nel quale si intrecciano filosofia, scienze cognitive, intelligenza artificiale, neuroscienze e fisica dell’ emergenza recuperando la centralità irriducibile della coscienza nel processo cognitivo”.
“Per capire il mondo, l’ uomo moderno non può più esimersi dall’ aprire le porte della propria limitata percezione sensoriale, dall’ inserire nei propri calcoli anche sè stesso, le sue emozioni, le sue abissali profondità…la conoscenza del mondo non può dissociarsi del vissuto emotivo e della conoscenza di sè stessi, dell’ immersione nella profondità dell’ essere”.
“Le teorie scientifiche, proprio come le opere d’ arte, sono scelte prospettiche del mondo, che lo interpretano secondo strategie cognitive suggerite dal problema in esame, dal “soggetto” che vogliamo rappresentare. E’ questa la ” scienza come arte“, anti -ideologica descritta dall’ anarchico dell’ epistemologia Paul Feyerabend.
C’è un “linguaggio” che più di un altro è vicino alla verità ? Lasciamo la risposta ad una bellissima frase dell’ ultimo Feynman,…”What I cannot create, I do not understand” (Ciò che non posso creare, non posso comprendere)”.
Qui potrete trovare l’ intervista a Ignazio Licata, in occasione della presentazione del suo libro. Interessante è anche l’articolo sul Principio della Massima Diversità, apparso su Nova 100 il 18 Febbraio.
