
Mai come ora l’India ci seduce. La sola parola suscita in noi fascino, mistero, interesse per la sua cultura millenaria, per la sua filosofia.
Lo yoga, antica disciplina indiana , si sta diffondendo sempre di più anche in Occidente, grazie all’equilibrio, alla pace interiore che sa infonderci e di cui abbiamo un grande bisogno, soprattutto oggi che viviamo una vita stressante.
La cucina indiana ci delizia con i suoi piatti , con i suoi odori e i suoi colori; per non parlare delle terapie ayurvediche che troviamo anche nei nostri centri benessere.
Anche il cinema di Bolliwood sta acquisendo importanza, ma la cosa più sorprendente è che entro vent’anni l’India si troverà tra le tre superpotenze globali con Cina e Stati Uniti. Entro qualche decennio sarà popolata da giovani che rappresenteranno la sua forza. A Bangalore troviamo l’eccellenza dell’industria informatica. L’età media dei manager della Infosys è di ventisette anni. Diverrà così, l’unica superpotenza mondiale popolata soprattutto di giovani, a differenza dell’Europa, il continente dei pensionati.
La miseria però non è scomparsa , la maggior parte della popolazione vive in condizioni spaventose, ma al tempo stesso crede nel suo futuro, malgrado le contraddizioni fortissime che coesistono al suo interno, malgrado la convivenza di etnie e religioni diverse.
L’india vuole modernizzarsi ma senza perdere la sua incantevole cultura, la sua identità, mantenendo le sue tradizioni, la sua tolleranza e il suo senso di libertà.
A mio parere, la contaminazione culturale e filosofica indiana nei nostri riguardi potrà essere soltanto positiva, aprendo i nostri orizzonti.
Federico Rampini ci racconta tutto questo, ci fa vivere le emozioni di questo grande paese attraverso le pagine del suo libro :”La speranza indiana”- mondadori
