Gli ipertesi sono 16 milioni, ma solo il 50% sa di esserlo, spesso infatti questa malattia non dà disturbi apparenti, procurando in silenzio danni gravissimi. Quindi importantissimo è controllare la pressione sanguigna periodicamente e nel caso ci fossero valori preoccupanti fare tutti gli esami.
L’ipertensione arteriosa più comune (rappresenta il 90/95% dei casi) viene detta “ESSENZIALE”, quando non si conosce la causa che la determina. L’altra viene detta “SECONDARIA”, perchè conseguenza di altre malattie.
Mi occuperò soltanto di quella essenziale, causata soprattutto da alimentazione scoretta o stress psico -fisico.
Visto che è un disturbo prevalentemente psicosomatico, cosa vuole dirci la nostra ipertensione? Che c’è un conflitto tra istinto e razionalità. L’iperteso soffre di superaffollamento di pensieri, non riesce a rilassarsi, non riesce a vedere le cose con distacco e quindi si fa prendere dall’ansia. E’ sempre disponibile e cordiale con tutti ma non delega mai nessuno nello svolgimento delle proprie attività perchè non si fida fino in fondo.
Molti suoi comportamenti non sono innati ma frutto di condizionamenti culturali, l’iperteso spesso è colmo di rabbia accumulata nel tempo, non avendo dato ascolto all’istinto, ed è proprio questa spesso la causa di forti sbalzi di pressione.
Se ci affidiamo ai farmaci trasferiremo il controllo della malattia a un agente esterno ma se cerchiamo di comprendere cosa ha scatenato tutto questo, se cerchiamo di capire il messaggio che il nostro corpo ci invia, forse arriveremo alla guarigione. Ci sono dei sacrifici da fare che implicano un lavoro di introspezione, di cambiamento di ciò che non va in noi, quindi è sicuramente più impegnativo che prendere un pillola.
Ho sofferto personalmente di questo disturbo, che spero di aver risolto definitivamente. Nel mio caso, a parte il primo periodo con valori abbastanza alti, si trattava soprattutto di sbalzi di pressione, che mi procuravano notevoli fastidi. Le pillole, prescritte dal medico, tenevano bassi i valori pressori ma non eliminavano gli sbalzi improvvisi. Così avevo spesso mal di testa, capogiri e comunque una situazione di malessere generale.
Ho deciso allora, oltre alla terapia tradizionale, di rivolgermi alla medicina olistica; ho incominciato ad informarmi, a capire la causa che aveva prodotto la malattia e ho cominciato a fare i primi passi.
Ho iniziato a praticare yoga che continuo costantemente; in seguito ho provato la reflessologia plantare, con ottimi risultati (importante trovare un bravo terapeuta) e da sei mesi ho ricevuto reiki.
Non saprei dire quale fra queste discipline abbia avuto più effetto, forse è stato un lavoro di sinergia, ma sicuramente mi hanno restituito un equilibrio che avevo perso, riportando la mia pressione a valori ottimali non prendendo più nessuna pillola ormai da molti mesi. Ho dovuto fare un lungo lavoro ma ne è valsa la pena, dal momento che finalmente ho raggiunto un benessere generale, grazie al quale sto meglio con me stessa e con gli altri.
Un aiuto quotidiano può venirci anche dalla musica classica che ci mette in contatto con la nostra interiorità, in particolare l’ascolto di BEETHOVEN e il suo quartetto per archi opera 18 numero III e MOZART con concerto k 477 e Concerto 21.

Ho sofferto anch’io di sbalzi di pressione, e oltre alla pillola sto iniziando a capire che devo comprendere meglio le ragioni della mia ansia. Inizierò con il rebirthing!!
ciao
Alessandra
Ciao Alessandra,
nn conosco personalmente il rebirthing, ma ne ho sentito parlare e penso che ti possa aiutare. Ti consiglio anche Reiki. E’ un’esperienza stupenda.Io ho fatto il secondo livello e ne sono felicissima.
Se ti possono interessare delle esperienze sul Reiki vai sul mio blogroll e clicca CERCHIO DI LUCE(le ho trovate su internet e rispecchiano le sensazioni , le emozioni che ho provato e che mi accompagnano in questo nuovo percorso).
Nel mio blog ci sono anche dei post sul Reiki, che ti spiegheranno meglio in cosa consiste.
Auguroni per la tua guarigione.
Daniela